Un anno di voli notturni per salvare vite umane, 465 missioni in tutto il territorio regionale. Primo compleanno per l'elisoccorso notturno del Servizio sanitario regionale dell'Emilia-Romagna. Bonaccini: "Un servizio all'avanguardia e fondamentale per intervenire nelle situazioni di maggiore emergenza, quando anche pochi minuti possono fare la differenza". Venturi: "Non solo tecnologia, ma anche impegno della Regione per aumentare i punti nei quali l'elicottero può atterrare, anche di notte". Percorse 44 mila miglia, oltre 366 le ore di volo. Al lavoro 62 infermieri, 15 medici rianimatori, 10 piloti, 12 operatori del servizio anti-incendio e 6 tecnici di elisoccorso. In aumento anche le piazzole di decollo e atterraggio: sono 253 in tutta la regione. "Una garanzia di sicurezza e assistenza grazie all'impegno e alla professionalità di operatori e operatici che sono prima di tutto persone straordinarie".

Bologna –

Essere velocemente laddove è necessario essere, anche di notte. E questo, spesso, fa la differenza tra la vita e la morte. Compie un anno l’elisoccorso notturno del 118, con base all’eliporto dell’Ospedale Maggiore di Bologna, ma attivo su tutto il territorio regionale. Grazie alla tecnologia NVG (Night Vision Goggles) - particolari visori posizionati sul casco dei piloti che consentono di volare in sicurezza anche quando è buio - in questo primo anno di attività sono state compiute 465 missioni: 395 nei territori di Bologna, Modena e Ferrara, 46 in quelli di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, 24 in Romagna (Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini). Quarantaquattro mila le miglia percorse, per oltre 366 ore di volo, tutte al buio.

“Risultati importanti per un servizio all’avanguardia, fondamentale per intervenire nelle situazioni di maggiore emergenza in tutto il territorio regionale, quando anche pochi minuti possono fare la differenza - sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini –. Una garanzia di sicurezza e assistenza grazie all’impegno e alla professionalità di operatori e operatici che sono prima di tutto persone straordinarie. E risultati che confermano l’impegno di questa Regione per offrire ai cittadini una sanità sempre più efficace e di qualità. Dal potenziamento degli organici in corsia, con oltre 10mila assunzioni e stabilizzazioni di medici, infermieri e tecnici, agli investimenti in edilizia sanitaria per avere ospedali più funzionali e moderni, passando per il taglio del superticket per i redditi fino a 100mila euro e del ticket base per le prime visite specialistiche per le famiglie con più di un figlio. Una manovra quest’ultima che permette ai cittadini emiliano-romagnoli un risparmio di 32 milioni di euro l’anno. Fare buona sanità è l’impegno che abbiamo preso con gli emiliano-romagnoli: ce la stiamo mettendo tutta, e i fatti credo dimostrino la qualità che ha raggiunto il Servizio sanitario di questa Regione”.

Attivo dal Ferragosto dello scorso anno, l’elisoccorso notturno è intervenuto252 volteper soccorrere traumi, mentre sono stati 213 gli interventi per patologie non traumatiche.  Sono 62 gli infermieridel 118 che hanno volato di notte, assieme a 15 medici rianimatori10 piloti. A garantire la sicurezza dell’eliporto del Maggiore, 12 operatori del servizio anti-incendio e 6 tecnici di elisoccorso. 

“In questo anno - spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi - non ci siamo limitati ad avviare il nuovo servizio, prezioso perchè permette di utilizzare in piena sicurezza anche la basi di atterraggio non illuminate, ma ci siamo impegnati per potenziare la rete delle piazzole a disposizione su tutto il territorio regionale: oltre 250. Un impegno che continua, con una particolare attenzione per le zone più disagiate, a partire da quelle di montagna. Perché il diritto alla salute è di tutti, anche quando è più complicato garantirlo”.

Le piazzole d’atterraggio e decollo

Il punto di forza del sistema elisoccorso notturno è proprio la capillarità delle piazzole di atterraggio e decollo,che sono in costante aumento e sono distribuite in tutto il territorio regionale. Per la precisione, a oggi sono 253. Di queste, 138 nell’area Emilia Est(71 nel territorio bolognese, 42 nel modenese, 25 nel ferrarese), 68 nell’area Emilia Ovest(30 nel parmense, 21 nel reggiano, 17 nel piacentino), 47 nell’area Romagna(18 nella provincia di Forlì-Cesena, 15 nel ravennate, 14 nel riminese).  

Una dotazione sanitaria di ultima generazione

Strumento fondamentale nella rete dell’emergenza territoriale, l’elisoccorso notturno si integra con l’attività dei mezzi di soccorso 118 e consente di stabilizzare i pazienti con patologie nelle quali la rapidità di intervento è decisiva. Per trasferirli poi, il più rapidamente possibile, negli ospedali regionali dotati di tecnologie e competenze in grado di trattarli con i migliori standard, come i Trauma Center regionali per i traumi gravi, i reparti di emodinamica per gli infarti cardiaci o le Stroke Unit per il trattamento degli Ictus ischemici. 

L’elicottero ha a bordo i nuovissimi kit sanitari, come ad esempio quello, unico in Italia a bordo di un elicottero, per il controllo delle emorragie internenon comprimibili, che consente l’inserimento di un palloncino in aorta attraverso l’arteria femorale.

L’elicottero

E’ un bimotore di 4 tonnellate con motori da 750 cavalli, attualmente il mezzo più evoluto certificato per l’elisoccorso notturno, è dotato dei più moderni sistemi di sicurezza, sia in volo che in atterraggio, che ne assicurano la massima stabilità e maneggevolezza, 

Il velivolo ha una velocità di crociera di 240 km/ora ed una autonomia di 3 ore di volo. La missione più lunga, tra quelle affrontate in questo primo anno di attività dell’elisoccorso notturno, è durata 54 minuti, dalla Valmarecchia a Parma, in soccorso di un paziente ustionato./PF

Attività produttive. Strutture pubbliche sempre più "green": dalla Regione oltre 5 milioni per incentivare il risparmio energetico di Comuni, Unioni comunali, Province, società partecipate ed edilizia residenziale pubblica (Acer). L'assessore Costi: "Ridurre i consumi di energia è una priorità per un'economia sostenibile". Complessivamente nel triennio 2019-21 a disposizione oltre 11 milioni di euro per le strutture pubbliche dell'Emilia-Romagna, compreso un recente bando a giugno destinato alle Aziende sanitarie. Domande aperte sull'applicativo Sfinge a partire dal 10 settembre.

Bologna -

Un’Emilia-Romagna sempre più “green”. Attraverso un nuovo bando finanziato con fondi europei Por Fesr, la Regione mette a disposizione oltre 5 milioni di euro per il triennio 2019-21 per sostenere misure di risparmio energetico per gli edifici di Comuni, Unioni comunali, Province, società partecipate al 100% da Enti locali e per l’edilizia pubblica. Questi fondi si aggiungono a quelli già messi a disposizione a giugno per le Aziende sanitarie, con apposito bando di 6,2 milioni di euro per lo stesso triennio, per un totale di oltre 11 milioni di euro per il risparmio energetico delle strutture pubbliche regionali.

“Abbiamo sempre più necessità di ridurre le emissioni di carbonio, non solo come priorità per il sistema produttivo regionale ma anche per gli edifici pubblici- dichiara Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive–. E’ uno degli impegni prioritari della nostra Giunta regionale, che guarda a un’economia sempre più sostenibile per contrastare il cambiamento climatico, attraverso interventi programmati con il Piano energetico regionale avviato nel 2017”.

Gli interventi nelle scuole e nell’edilizia pubblica residenziale riguardano principalmente il rinnovamento degli impianti di riscaldamento e il miglioramento delle prestazioni energetiche, con l’obiettivo di ridurre i consumi e valorizzare le fonti rinnovabili.

I progetti, che possono riguardare la realizzazione di impianti solari, la redazione di diagnosi energetiche, attestati di prestazione energetica degli edifici, opere edili connesse alla realizzazione degli interventi energetici, oneri di sicurezza, saranno cofinanziati fino al 40% con un contributo massimo di 500 mila euro per spese da sostenere a partire dal 1 gennaio 2020.

La richiesta di contributo deve avvenire dalle ore 10 del 10 settembre 2019 alle ore 17,00 del 31 gennaio 2020, attraverso l'applicativo Sfinge2020. I lavori per gli interventi devono essere conclusi entro il 31 dicembre 2021, salvo richiesta di proroga che dovra pervenire entro e non oltre il 30 settembre 2021 e potra essere concessa per un periodo di massimo sei mesi.

I risultati dei bandi precedenti
Nel triennio 2016/2018 in Emilia-Romagna sono stati cofinanziati 271 progetti di edilizia “green” degli Enti locali, grazie a due bandi Por Fesr 2014-2020 per la riqualificazione degli edifici pubblici. I contributi regionali hanno ammontato a circa 22,8 milioni di euro, innescando investimenti per circa 90 milioni di euro. Hanno beneficiato di queste risorse Comuni, Aziende sanitarie, Acer, Unioni comunali, sedi di Ministeri, Università, società a capitale interamente detenuto da Enti locali. Gli interventi hanno riguardato il miglioramento dell’efficienza energetica di edifici residenziali e strutture pubbliche quali ospedali, scuole, centri sportivi, case di riposo.

 

Oggi a Tokyo gli incontri dell'assessore Patrizio Bianchi presso l'Artificial Intelligence Research Center e Ice. "Presentiamo una delle aree scientifiche e tecnologiche più avanzate in Italia e in Europa, con un forte potenziale di sviluppo proprio in questi comparti". Entra nel vivo la missione istituzionale della Regione nel Paese del Sol Levante. Allo studio progetti comuni nell'ambito del nuovo programma Horizon Europe. Dal 2019 operativo l'accordo di libero scambio tra Unione europea e Giappone: per il sistema imprenditoriale nuove importanti opportunità in particolare nel settore dell'alta tecnologica.

Bologna -

La Data Valley emiliano-romagnola e il Giappone insieme per progetti comuni nei settori più avanzati dei Big data, dell’intelligenza artificiale e dell’alta tecnologia.  

Entra nel vivo la missione nel Paese del Sol Levante dell’assessore regionale al Coordinamento delle politiche europee, università e ricerca Patrizio Bianchi, che oggi a Tokyo ha incontrato Yoshiki Seo,  direttore della ricerca dell’Artificial Intelligence Research Center, con i suoi 580 ricercatori uno dei tre centri più importanti del paese sull'intelligenza artificiale applicata a industria,  mobilità, scienze della vita e climatologia. Al centro dell’incontro le opportunità di collaborazione tra la rete delle università e dei centri di ricerca emiliano-romagnoli, in particolare per quanto riguarda il futuro programma Horizon Europe.

“L’Emilia Romagna è  oggi una delle aree scientifiche e tecnologiche più importanti in Europa e nel mondo con un forte potenziale di sviluppo in tutti gli ambiti dei Big data e dell' intelligenza artificiale - ha sottolineato l’assessore Patrizio Bianchi  - un risultato frutto anche delle politiche e degli investimenti che abbiamo  fatto in questi anni come Regione, scegliendo di puntare sullo scienza al servizio delle persone per uno sviluppo di qualità dell’intero Paese. Una realtà avanzata e con un forte potenziale di crescita che vogliamo presentare al Giappone”.

Altrettanto importante l'altro incontro odierno con  Antonella Marucci  di ICE Tokyo, in vista della missione  imprenditoriale di Confindustria del prossimo novembre. Dopo la firma dell'accordo di libero scambio fra Unione Europea e Giappone operativo dall'inizio del 2019,  si aprono infatti nuove importanti opportunità per il sistema imprenditoriale anche nazionale, in particolare nel settore dell’alta tecnologia. Opportunità che si affiancano a quelle scientifiche e applicate.

La missione di Bianchi in Giappone continua nei prossimi giorni. Il 20 agosto, in particolare, la visita al Tsukuba Scienze City nella prefettura di Ibaraki, uno dei più grandi tecnopoli del mondo e gli incontri presso la locale università.  Un’occasione per illustrare le grandi potenzialità del sistema emiliano-romagnolo,  sempre più punto di riferimento a livello nazionale ed europeo nel settore del calcolo ad alte prestazioni grazie al super computer Leonardo che verrà ospitato presso il Tecnopolo di Bologna. Realtà questa che si accinge ad accogliere anche il Data Center del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine e l’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia ‘ItaliaMeteo’.  Sempre nel Tecnopolo bolognese avrà sede la Fondazione Big Data for Human Development./PF

“La costituzione di parte civile già nella fase delle indagini preliminari consentirebbe alla Regione di esercitare immediatamente un ruolo attivo nel procedimento penale”.

La Regione incarichi il proprio Ufficio legale affinché, nel procedimento penale nei confronti degli indagati nell’inchiesta “Angeli e demoni” della Procura della Repubblica di Reggio Emilia, sia formalizzata la costituzione di parte civile dell’Ente regionale già nella fase delle indagini preliminari, al fine di esercitare ogni prerogativa riconosciuta dall’ordinamento giuridico in favore della parte offesa. Lo chiedono Michele Facci, primo firmatario, Fabio Callori e Giancarlo Tagliaferri (Fdi) in una risoluzione.

Il presidente della Regione – ricordano i proponenti – ha annunciato che la l’Amministrazione regionale provvederà a costituirsi parte civile nel procedimento penale. Secondo l’articolo 90 del Codice di procedura penale – scrivono i consiglieri nell’atto d’indirizzo – la persona offesa dal reato, oltre a esercitare i diritti e le facoltà ad essa espressamente riconosciuti dalla legge, in ogni stato e grado del procedimento può presentare memorie e, con esclusione del giudizio di cassazione, indicare elementi di prova. Inoltre, in sede di indagini preliminari, ha diritto di ricevere l’informazione di garanzia, proporre querela, nominare un difensore, richiedere al pubblico ministero di promuovere l’incidente probatorio e prendere visione dei relativi atti, assistere agli atti garantiti del pubblico ministero e ricevere l’avviso del loro deposito, disquisire sulla proroga del termine di durata delle indagini, intervenire in merito alla richiesta del pubblico ministero di archiviazione nonché richiedere al procuratore generale l’avocazione delle indagini.

Per questi motivi i tre esponenti di Fdi impegnano la Giunta “a non attendere il rinvio a giudizio delle persone sottoposte a indagine ma a intervenire affinché la Regione assuma un ruolo attivo fin dalla fase delle indagini preliminari”.

(Luca Govoni)

La Regione mette on line un nuovo bando da 2 milioni per finanziare l'innovazione delle Pmi. L'assessore Costi: "Sostegno regionale anche ad aziende attive nelle aree montane e svantaggiate, per assicurare lo sviluppo di tutto il nostro sistema produttivo. A disposizione risorse europee per sostenere le piccole e medie imprese per l'innovazione tecnologica e la diversificazione di prodotti e servizi. Domande da novembre. Dalla Regione già stanziati nel biennio oltre 26 milioni di euro per sostenere gli investimenti di 380 Pmi attive in Emilia-Romagna.

Bologna -

La competitività delle piccole e medie imprese diventa più forte quando possono investire. Per rafforzare la capacità di innovare delle Pmi regionali, dal 18 novembre 2019 sarà possibile presentare domanda per il nuovo bando a sostegno dei servizi innovativi , che mette a disposizione 2 milioni di euro di Fondi europei Por Fesr 2014-2020. Saranno finanziabili progetti di innovazione tecnologica e diversificazione dei prodotti e/o servizi, con l'obiettivo di accrescere la quota di mercato o di entrare in nuovi mercati. L'intervento mira in particolare a sostenere quelle imprese che necessitino di acquisire all'esterno i servizi innovativi necessari e le competenze per completare, anche dal punto di vista manageriale, i processi di innovazione per la loro introduzione sul mercato.

“Solo puntando sull’innovazione continua di prodotti e servizi si può essere competitivi sul mercato- commenta Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive–. Il sostegno regionale arriva anche alle imprese attive nelle aree montane e svantaggiate, per assicurare lo sviluppo di tutto il nostro sistema produttivo e valorizzarne le eccellenze. Uno dei pilastri della nostra manifattura sono le piccole e medie imprese. Per questo continuiamo a investire su di loro, con premialità per le imprese giovanili, femminili e quelle che nascono in montagna“.

Cosa prevede il bando per i servizi innovativi delle Pmi
Il bando mette a disposizione 2 milioni di euro di risorse europee Por Fesr 2014-2020 per sostenere le piccole e medie imprese impegnate in percorsi di innovazione tecnologica e diversificazione di prodotti e servizi. I progetti possono variare da un costo minimo di 20.000 euro a un massimo di 80.000 euro. Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo alla spesa, nella misura del 50% delle spese ammissibili. Le iniziative progettuali dovranno riguardare interventi di ampliamento della gamma dei prodotti e/o servizi; la loro significativa ridefinizione tecnologica e funzionale in senso innovativo; l’introduzione di contenuti e processi digitali e di innovazione di servizio in grado di modificare in modo sostanziale il rapporto con clienti e stakeholders; la ricaratterizzazione dei prodotti e dei servizi verso la sostenibilità ambientale, l’inclusione e la qualità di vita, la cultura e la società dell’informazione. Le domande potranno essere trasmesse dal 18 novembre al 18 dicembre 2019 attraverso il portale Sfinge2020.
Con questo stesso bando, nel 2016 erano stati finanziati 107 progetti per  4,895 milioni di risorse impegnate, nel 2017 invece 105 progetti per 2,830 milioni. Complessivamente sono stati sostenuti nel biennio 212 progetti corrispondenti a 212 Pmi, perchè chi è stato finanziato dal primo bando non ha potuto partecipare al secondo (e non potrà concorrere a quello appena uscito).

Già stanziati 26 milioni per gli investimenti produttivi
Sempre per le piccole e medie imprese, l’ulteriore bando regionale a sostegno degli investimenti produttivi, nel biennio 2018-19 ha destinato a 380 Pmi regionali contributi a fondo perduto per oltre 26 milioni di euro di risorse europee Por Fesr e regionali per le aree montane. A questi contributi si integrano i finanziamenti a medio e lungo termine erogati dal sistema bancario, con garanzia diretta dei Confidi e controgaranzia di Cassa depositi e Prestiti (Fondo EuReCa). Con questa misura nel complesso sono attivati 100 milioni di euro di investimentinel biennio 2018/19, destinati soprattutto all’acquisto di nuovi macchinari, impianti, attrezzature per generare innovazioni di prodotto, servizio e processo. Tra le imprese finanziate, 88 hanno sede nelle aree montane regionali. A esse andranno contributi per 7,5 milioni di euro, generando 23 milioni di investimenti. Sono 11 le Pmi agevolate con sede nelle aree svantaggiate del piacentino e del ferrarese, 18 le imprese giovanili e 41quelle femminili. Tra le priorità del bando rientra la nuova occupazione, presente nel 60,5% dei progetti ammessi.

Fonte: Regione ER

Protezione civile. Arrivano i rimborsi per cittadini e imprese danneggiati dal maltempo di febbraio nei territori di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, compresa la rotta del fiume Reno. Dal 12 agosto al 30 settembre è possibile presentare domanda. Bonaccini: "Lo avevamo promesso, abbiamo garantito fondi della Regione per coprire anche i danni non rimborsati dallo Stato". In tutto 4 milioni e mezzo di euro: 3 milioni per i primi risarcimenti statali fino a 5 mila euro per le abitazioni principali e 20 mila per le imprese. Dalla Regione 1 e mezzo per automobili, motocicli e beni mobili registrati, pertinenze e aree esterne come condiviso con i Comuni. I rimborsi arriveranno entro il 30 novembre. Interessati dai provvedimenti 389 cittadini e 100 attività economiche.

Bologna –

Dove non arriva lo Stato, la Regione c’è. E l’impegno assunto dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, all’indomani dei fenomeni intensi di maltempo dello scorso febbraio che hanno colpito molte aree della regione, è stato onorato.

Ai 3 milioni di euro stanziati con una prima tranche dallo Stato, la Regione aggiunge 1 milione e mezzo di risorse proprie, arrivando a coprire anche quei danni che lo Stato non rimborsa.

Per tutti i cittadini e le imprese dei territori colpiti dal maltempo di febbraio – a Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, compresa la rotta del fiume Reno nel bolognese – sono quindi pronti complessivamente 4 milioni e mezzo di euro come risarcimento per i danni subiti. Per quanto riguarda i rimborsi statali, sono previsti anticipi – ossia primi risarcimenti – fino a 5 mila euro massimo per le abitazioni principali e 20 mila euro per le imprese.  

A questi, come si diceva, si aggiungono 1,5 milioni di euro della Regione, che oggi ha approvato il bando per gli ulteriori risarcimenti non previsti dallo Stato. Si tratta di indennizzi concordati con i Comuni per danni ad automobili, motocicli e a tutti i beni mobili registrati di proprietà di singoli cittadini; e poi cantine, autorimesse, magazzini, aree esterne e cortili, spese di pulizia sostenute sia da privati che da attività produttive.

“Lo avevamo detto fin da subito- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- non è possibile che le persone o le aziende che hanno subito danni a seguito di fenomeni atmosferici particolarmente intensi abbiamo dallo Stato solo rimborsi parziali. Quindi abbiamo deciso di farci carico di questo problema, e lo abbiamo fatto mettendo a disposizione risorse della Regione, 1 milione e mezzo di euro per venire incontro a tutti coloro che hanno avuto danni. È stato un lavoro intenso, che ha curato in particolare l’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo, insieme ai Comuni e in particolare le amministrazioni dei territori colpiti dall’alluvione del Reno: Bologna, Argelato, Castel Maggiore, Castello d’Argile e San Giorgio di Piano. Oggi siamo in grado di dire che l’impegno che ci eravamo presi subito all’indomani degli eventi, lo abbiamo mantenuto”. 

“Ora ci sono certezze nei contributi- aggiunge l’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo-. La Regione rispetta gli impegni assunti e fa la propria parte, sia garantendo risorse aggiuntive sia attuando una scelta di semplificazione: si sono previste le stesse scadenze per l'accesso ai fondi nazionali e regionali, per tagliare la burocrazia ed evitare duplicazioni a scapito di cittadini e imprese”.

Le risorse nazionali in arrivo sono i primi contributi che si stanno attivando dopo la deliberazione del 26 giugno scorso con la quale il Governo aveva assegnato le risorse necessarie: nel caso in cui i danni siano superiori alle soglie fissate potrà seguire un ulteriore riconoscimento in una seconda fase, con nuove risorse che verranno successivamente messe a disposizione dallo Stato.

Interessati dai provvedimenti sono 389 cittadini e 100 attività economiche delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, dove si era verificato l’episodio più grave con l’alluvione del fiume Reno. 

 

I contributi ai privati 

I cittadini che hanno subito danni all’abitazione principale potranno avanzare richiesta di indennizzo al Comune o all’Unione dei Comuni dove si trovano gli immobili danneggiati.

La domanda non dovrà essere corredata di perizia asseverata e il contributo statale arriverà fino ad un massimo di 5 mila euro. Nel rispetto del tetto indicato, per le abitazioni principali sarà concesso fino all’80% del minor valore tra l’importo segnalato nella domanda e l’importo della spesa sostenuta, come comprovata da apposita documentazione fiscale. La stessa percentuale vale per i beni mobili (arredi, elettrodomestici, ecc). Le stesse proporzioni si applicano anche alle parti comuni degli edifici residenziali e per gli interventi su aree o fondi esterni e sulle pertinenze.

Con i fondi messi a disposizione dalla Regione, saranno coperti anche i danni ai beni esclusi dagli indennizzi statali.

Si tratta prima di tutto di automobili, motocicli e altri beni mobili registrati, riparati o sostituiti con altri di uguale valore: dovrà essere rispettato il massimale di 25.000 euro e il contributo sarà concesso fino al 100% del minor valore tra la spesa sostenuta e il valore commerciale del bene alla data dell’evento calamitoso, secondo il listino ufficiale Eurotax Giallo. E ancora: sono ammesse le pertinenze (autorimesse, cantine, magazzini) se collocate in unità strutturali distinte dall’abitazione (altrimenti sono comprese negli indennizzi nazionali); le aree esterne ed i cortili e le spese di pulizia connesse sia agli immobili che alle aree esterne, se sostenute subito dopo gli eventi meteo eccezionali.

 

I contributi alle attività economiche 

Per le attività produttive sono previsti primi rimborsi nazionali fino ad un massimo di 20 mila euro. La domanda, da presentare al Comune o all’Unione di Comuni dove ha sede l’impresa, dovrà essere corredata da perizia asseverata redatta da un tecnico abilitato.

Per spese riguardanti il ripristino strutturale e funzionale dell’immobile danneggiato, comprese quelle per serramenti, impianti o pertinenze se funzionali all’attività economica, il contributo è concesso fino al 50% del minor valore tra l’importo quantificato nella perizia asseverata e la spesa sostenuta, nel rispetto del tetto massimo citato.

La stessa percentuale vale per opere di consolidamento di scarpate in dissesto prospicienti il fabbricato, strade di accesso o muri di contenimento se funzionali ad aumentarne la resilienza o ad evitare la delocalizzazione dell’azienda; l’acquisto di scorte di materie prime e beni mobili (arredi, elettrodomestici, materiale informatico, etc.).

Sempre all’80% - nel limite di 20 mila euro – anche gli indennizzi per la sistemazione o la sostituzione di macchinari, scorte di materie prime, arredi, elettrodomestici, materiale informatico e beni mobili registrati(automobili, motocicli, altri veicoli targati) strumentali all’esercizio dell’attività d’impresa.

Con le risorse messe a disposizione dalla Regione, inoltre, saranno indennizzati i danni relativi alle pertinenze(autorimesse, cantine, magazzini) se collocate in unità strutturali distinte dalla sede aziendale (altrimenti sono comprese negli indennizzi nazionali); le aree esterne ed i cortili e le spese di pulizia connesse sia agli immobili che alle aree esterne, se sostenute subito dopo gli eventi meteo eccezionali. 

  

L’iter delle domande

Alla scadenza del termine per la presentazione delle domande di indennizzo, fissato sia per i privati che per le imprese il prossimo 30 settembre, i Comuni o le Unioni di Comuni dovranno svolgere l’istruttoria delle domande arrivate. Entro il successivo 7 ottobre l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile riceverà da ogni ente locale l’elenco delle istanze ammesse a contributo, per la quantificazione del riparto dei fondi. Privati e imprese avranno quindi tempo fino al 30 novembre per provvedere all’esecuzione dei lavori di ricostruzione, riparazione o ripristino. È quello il termine fissato per la presentazione dell’idonea documentazione delle spese sostenute, al fine della rapida liquidazione dei rimborsi.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile: https://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it.  

Commercio. Agevolazioni fiscali per negozi, bar e ristoranti dell'Emilia-Romagna. La Regione punta a convenzioni con i Comuni che consentano di avere aree a fiscalità agevolata nei distretti commerciali delle città. Bandi per 8 milioni di euro nel 2019 per le imprese.

Bologna -

Botteghe storiche, piccoli negozi, bar e pubblici esercizi fanno parte dell’identità delle città e dei piccoli centri urbani e rappresentano un elemento fondamentale per la loro attrattività e per la vita delle comunità locali. Per sostenere le attività commerciali, la Regione dal 2017 a oggi ha erogato 14,4 milioni di euro tra fondi europei e propri per incentivare la competitività e la qualificazione degli esercizi tradizionali.
Nel 2019 oltre 8 milioni di euro andranno a interventi di valorizzazione degli esercizi commerciali. A partire dal bando, appena concluso, per 4 milioni di euro, che andranno direttamente agli operatori commerciali grazie alla modifica della legge regionale 41 del 1997 che regola la valorizzazione e la qualificazione delle imprese minori della rete distributiva.

“La Regione ha messo in campo misure importanti- precisa l'assessore regionale al Turismo e Commercio Andrea Corsini - che vanno nella direzione del sostegno ai commercianti, come ad esempio il bando che prevede finanziamenti a fondo perduto per chi scommette su e-commerce e digitale, e mette a disposizione tre milioni di euro. Con la riforma della legge regionale per il commercio proviamo a introdurre meccanismi che aiutino i commercianti a sostenere i costi dei canoni di affitto, problema che specialmente nei centri storici si fa sentire. Tra le novità anche un nuovo approccio, non più per assi commerciali ma per distretti, interventi sul patrimonio pubblico e incentivi di carattere fiscale. Certo - conclude Corsini- la concessione dell'autonomia differenziata ci consentirebbe di fare di più e meglio”.

Tra i prossimi impegni, Corsini ha poi ricordato gli Stati generali sul commercio in Emilia-Romagna e sulle proposte della Regione, che si terranno a Bologna in autunno con la partecipazione di associazioni di categoria e operatori.

L’impegno della Regione Emilia-Romagna per il commercio

Per il 2019 ammontano a circa 8 milioni i fondi messi a disposizione del settore.
Un primo bando da 3 milioni di euro prevede contributi a fondo perduto per promuovere l’innovazione tecnologica degli esercizi commerciali di vicinato attraverso progetti quali vendite online, “vetrine intelligenti”, innovazione gestionale, attrezzature. E un ulteriore bando, per 800mila euro, punta a progetti di insediamento e sviluppo di esercizi commerciali polifunzionali nelle aree scarsamente popolate.
Sempre per la valorizzazione della funzione commerciale nei centri storici e nelle aree urbane, compresi i capoluoghi e le frazioni dei Comuni di montagna e di pianura, la Regione ha previsto un finanziamento di un milione di euro ripartito tra 2019 e 2020. L’intervento è rivolto agli Enti locali singoli o associati con oltre 15 mila abitanti.
Un ulteriore intervento per tre milioni di euro, ripartito nei tre anni dal 2019 al 2021, è rivolto ai Comuni con meno di 25mila abitanti e punta alla valorizzazione di aree commerciali, attività di artigianato di servizio, pubblici esercizi nei centri storici attraverso la riqualificazione dell’arredo urbano e delle aree mercatali, con l’obiettivo di ridurre il fenomeno della dismissione degli usi commerciali nei contesti urbani.

Nel 2018 da ulteriori 3,2 milioni di euro sono andati a sostegno di 33 interventi da Piacenza a Rimini. Finanziati tra l’altro: nuove pavimentazioni e nuove illuminazioni, ma anche soluzioni di arredo urbano capaci di rendere ancora più attraenti le vie dello shopping e i mercati delle nostre città.

Nel 2017, il sostegno delle botteghe e negozi tradizionali, per potenziare le aree del commercio nei quartieri e nei centri storici delle città ha visto uno stanziamento complessivo di 3,4 milioni di euro. Contributi che sono serviti a finanziare 36 progetti per la riqualificazione dei centri commerciali naturali, presidi importanti della qualità urbana e sociale./OC

 

Pubblicato in Comunicati Lavoro Emilia

Maltempo. Pronti 300 mila euro per dare il via ai lavori più urgenti nei territori colpiti tra il 29 luglio e il 4 agosto da temporali e forti venti, in particolare nel ferrarese. Bonaccini e Gazzolo: "La Regione c'è e come sempre farà la propria parte, al fianco dei Comuni"

I fondi assegnati oggi dalla Giunta regionale. "Al lavoro per definire il quadro delle conseguenze degli eventi meteo eccezionali: sarà la condizione per richiedere al Governo di dichiarare lo stato di emergenza nazionale".Oggi sopralluogo dell'assessore Gazzolo a Mesola con il sindaco Padovani

Bologna – La Regione non perde tempo e interviene con uno stanziamento immediato per dare le prime risposte ai territori colpiti tra il 29 luglio e il 4 agosto da violenti temporali e forti raffiche di vento, da Piacenza a Rimini, in particolare nel ferrarese.

Stamani il sopralluogo compiuto dall’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo, con il sindaco di Mesola (Fe), Gianni Michele Padovani. E oggi stesso, nel primo pomeriggio, la Giunta regionale ha deciso di destinare alle opere più urgenti 300 mila euro.

“La Regione c’è- commentano il presidente Stefano Bonaccini e l’assessore, Paola Gazzolo- e, come sempre, farà la propria parte al fianco dei Comuni messi ancora una volta alla prova da una nuova ondata di maltempo eccezionale. Oltre all’assegnazione di questi primi fondi- proseguono presidente e assessore-, necessari per far partire subito gli interventi di somma urgenza, siamo al lavoro coi tecnici per completare la ricognizione dei danni al patrimonio pubblico e privato, alle attività produttive e agricole. Un lavoro di squadra coordinato con Comuni, Province, Consorzi di Bonifica e gestori dei servizi pubblici che, nei prossimi giorni, renderà una fotografia aggiornata della situazione, condizione necessaria per chiedere al Governo lo stato di emergenza nazionale”.

 

Cosa è accaduto tra il 29 luglio e il 4 agosto

Violenti temporali e venti anche oltre i 100 chilometri orari hanno interessato l’intero territorio da Piacenza a Rimini, con allagamenti, alberi divelti, pali della rete elettrica crollati e strade interrotte.

La situazione più grave, come detto, si è verificata nel ferrarese e in particolare nel mesolano, con raffiche di vento particolarmente intense che hanno fatto cadere numerosi alberi, determinando blocchi delle principali arterie stradali.

 

 

Pubblicato in Ambiente Emilia

Ovazioni per Matteo Belli e Horst Mader che perse i figli. Una folla di cittadini per il monologo sui sopravvissuti che chiude la trilogia iniziata col Cantiere 2 agosto. Saliera: "Un'elettricità tra noi, rivivere il dolore fa parte della memoria". E per chi si è perso l'evento stasera in onda alle 21 su E'tv-Rete 7.

Bologna -

Seduti sulle sedie ma anche sui gradini. Tutti in piedi per Horst Mader, giunto dalla Germania dopo 38 anni di assenza da Bologna, dove il 2 agosto del 1980 perse la moglie e due figli. E che ricambia con un lungo inchino l'abbraccio ideale della città. E di nuovo in piedi alla fine a spellarsi le mani dopo oltre un'ora del torrenziale, potentissimo monologo con cui Matteo Belli ha ricordato i sopravvissuti della strage. Ancora una volta, la terza in tre anni- e confermarsi non è mai facile- i cittadini hanno premiato le iniziative dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per la ricorrenza del disastro in stazione del 1980, che 39 anni fa fece 85 morti e 200 feriti.

Proprio di chi è sopravvissuto parla Un'altra vita, ideato dall'attore e regista teatrale bolognese Matteo Belli con la consulenza storica di Cinzia Venturoli su proposta del parlamento regionale presieduto da Simonetta Saliera. L'obiettivo era tenere alta la tensione e la partecipazione su uno dei fatti di sangue più gravi dal dopoguerra in Europa. Con la speranza di arrivare a una verità storica e soprattutto giudiziaria ancora da definire. Nel 2017 lo chiesero in 10 mila per le strade di Bologna assieme ai narratori del Cantiere 2 agosto, che stamattina tornano nel corteo dal Comune alla stazione per raccontare la vita delle vittime. L'anno scorso furono un migliaio a raggiungere piazza Renzo Imbeni, di fronte alle torri della Regione, per Sinfonia di soccorsi, dedicato appunto ai soccorritori.

31-luglio-2019-Matteo-Belli-119.jpg

Ieri sera erano ancora di più a gremire l'anfiteatro naturale ricavato davanti alle torri di Kenzo Tange per ascoltare Belli rimasticare le vite di chi ce l'ha fatta. Di chi ha vissuto e di chi si è lasciato vivere. Un successo che fa dire alla presidente Saliera che si è trattato di "un monologo molto forte, emozionante per chi allora non c'era ma anche per i tanti testimoni che stasera (ieri sera, ndr) sono qui con noi. C'era un'elettricità tra noi che abbiamo ascoltato le parole di Belli- ha concluso la numero uno del parlamento regionale- abbiamo rivissuto con lui il dolore, che fa parte della memoria".

Alla serata, che andrà in onda stasera alle 21 su E'tv-Rete 7 (canale 10) ha partecipato anche il presidente dell'associazione dei famigliari delle vittime Paolo Bolognesi. Lo spettacolo dell'Assemblea? "E' stata una lezione di vita. La sofferenza ha portato le persone a rinascere. Le vittime della strage sono profondamente cambiate e hanno contribuito a divulgare la voglia di avere giustizia".

Confuso tra il pubblico (oltre ai narratori anche il vicesindaco di Bologna Marilena Pillati e il capogruppo Pd in Regione Stefano Caliandro) anche il politologo dell'Università di Bologna ed editorialista Piero Ignazi. "Il ricordo dei vivi entra in profondità nel sentimento popolare e questo aiuta ancora di più a capire la dimensione di questa tragedia".

(Marco Sacchetti)

Apicoltura. La Regione investe 560 mila euro per il miglioramento della qualità del miele, ripopolamento alveari e salute delle api. L'assessore Caselli: "Poste le basi per il rilancio di un settore che sta vivendo un'annata difficile a causa del meteo avverso". Via libera dalla Giunta regionale al bando che dà attuazione agli interventi della prima annualità del Programma regionale triennale 2020-2022. Domande fino al 19 novembre prossimo. 

Bologna –

Acquisto di interi sciami e famiglie con api regine per favorire il ripopolamento degli alveari minacciati dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici e dell’uso scorretto dei prodotti chimici per la difesa delle colture; sostegno alle analisi di laboratorio finalizzate al miglioramento della qualità del miele; ammodernamento delle attrezzature per la conduzione degli apiari, i laboratori di smielatura e per praticare il nomadismo, cioè lo spostamento delle arnie sul territorio seguendo le fioriture stagionali; nuovi metodi di lotta contro le malattie delle api; potenziamento dell’assistenza tecnica; frequenza di corsi di aggiornamento professionale.

Sono alcuni degli interventi finanziati dal bando varato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale che ha messo a disposizione quasi 560 mila euro per dare attuazione al piano 2019-2020 di aiuti al settore dell’apicoltura, primo step del Programma regionale triennale 2020-2022 approvato la settimana scorsa dall’Assembla legislativa che ha stimato un fabbisogno complessivo che sfiora i 3 milioni di euro nel prossimo triennio. Metà delle risorse sono di provenienza comunitaria, l’altra metà è resa disponibile dal Governo italiano. Il budget per il 2019 è stato calcolato in base al numero di alveari presenti in Emilia-Romagna a fine 2018; 113 mila quelli censiti dall’Anagrafe apistica nazionale.

Il bando è già aperto e le domande devono essere presentate  attraverso la piattaforma informatica di Agrea (Sop) fino al 19 novembre 2019. Gli aiuti sono in prevalenza riservati ad apicoltori singoli e/o aderenti a cooperative. associazioni apistiche, organizzazioni di produttori e, in parte, anche a enti ed istituti di ricerca. I contributi si riferiscono a spese sostenute nel periodo 1° agosto 2019-31 luglio 2020 e le percentuali di aiuto variano dal 50% al 100% a seconda della tipologia dell’intervento.   

“L’apicoltura- sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli- è un settore di crescente importanza economica in Emilia-Romagna, anche se quest’anno sta vivendo un’annata sfavorevole a causa delle cattive condizioni meteo della stagione primaverile, con piogge insistenti nello scorso mese di maggio che hanno provocato un drastico calo della produzione di miele. Grazie al programma triennale di aiuti e alla nuova legge approvata nel marzo scorso dall’Assemblea legislativa che ha rafforzato le misure di tutela delle api come sentinelle dell’ambiente poniamo le basi per il rilancio del settore nel segno della qualità e della tipicità della produzione”.

 

La ripartizione dei finanziamenti

La tranche più sostanziosa dei fondi del bando 2019-2020 è riservata agli interventi di assistenza tecnica e ai servizi di supporto tecnico-specialistico (281 mila euro), in cui rientrano anche i contributi per l’acquisto di attrezzature per la conduzione degli apiari e per la lavorazione, confezionamento e conservazione dei prodotti dell’alveare (miele, polline, pappa reale, ecc.). A seguire, in ordine di importo decrescente, figurano gli aiuti per l’acquisto di attrezzature per favorire la transumanza e la creazione di una banca dati regionale per la mappatura delle aree nettarifere e la georeferenziazione degli apiari (oltre 81 mila euro); gli interventi di lotta alle malattie dell’alveare (74 mila euro); le misure di sostegno ai laboratori di analisi su prodotti  dell’apicoltura (circa 51 mila euro) e ai progetti di ricerca (50 mila euro). Infine, i contributi per l’acquisto di materiale apistico vivo, nuclei e famiglie di api con regine (10 mila euro) e per il miglioramento della qualità (10 mila euro).    

Entro il 4 marzo 2020 saranno approvate le graduatorie regionali suddivise per misura, con priorità a favore di giovani, biologico e produzioni integrate, assistenza tecnica, azioni collettive per la lotta alle malattie e, tra l’altro, aziende che hanno subito danni per le avversità atmosferiche che hanno duramente colpito gli allevamenti di api all’inizio della stagione produttiva. /G.Ma                                    

Pagina 3 di 97