(Gmajo) – Il 25 aprile, data iconica per i tifosi del Parma che in modo apocrifo ritengono che sia nata la Reggiana, da ieri possono inserirla tra quelle importanti della propria storia ultracentenaria (anche il 110° è passato da mo’, meno che sulla facciata del Tardini, dove le relative decalcomanie sono state rovinate dalle intemperie, ma la rimozione delle stesse pare irrimediabilmente rinviata sine die…), visto che la salvezza ipotecata da mesi, è passata finalmente all’incasso, anche dal punto di vista strettamente aritmetico, grazie alla vittoria sul Pisa, esaltante negli ultimi 10′, decisamente meno in quelli precedenti, quando i malcapitati pisani, portati in A dai parmigiani Corrado’s, avevano creato seri pericoli, centrando un paio di pali.

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Lo Zurlo, durante il pomeriggio, prima che la gara simil-Cremonese dei Blues (c’erano una volta i Crociati…) si incanalasse in quel senso, fantasticava, proprio, su quanto potesse il 25 aprile diventare veramente indimenticabile se avesse sancito, assieme alla aritmetica salvezza dei ducali, il declassamento in C dei cugini male in arnese dell’altra riva dell’Enza…

Meno male che Nesta Elphege – ma anche Sorensen con la sua finta (schema di Cuesta, per un nostro follower gigione del dopo-partita) che ha messo tutti in difficoltà (avversari e compagni) e l’azione in velocità del redivivo Pontus che l’aveva iniziata – ci ha pensato a risolverla con una efficace zampata, valsa tre punti, che sommati ai 4 dei due precedenti spezzoni in cui Mister Carlos Cuesta Garcia lo aveva impiegato, fanno 7.
1 Video 25 aprile https://youtu.be/CMQH-rh-H3I
Dunque il 25 aprile entra di diritto nella storia del Parma, ma non va dimenticata l’importanza per l’Italia liberata in quello del 1945, 81 anni fa. Una data che dovrebbe essere di tutti e non solo di qualcuno, perché i padri costituenti – come ha ricordato nella sua Omelia Mons. Gianpietro Poggi, parroco della Chiesa di Santa Croce, piazzale dal quale si sarebbe snodato il corteo che ho deciso di seguire in diretta streaming per i fruitori del nostro canale YouTube – rappresentavano diverse ideologie, anche contrastanti tra loro, ma unite insieme nel voler dare un nuovo futuro di ricostruzione alla nostra nazione.
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Mons. Poggi, suggerisce appunto – alle odierne fazioni politiche, litigiose su tutto, mentre il Titanic affonda – di smetterla con il tifo da stadio e di ritrovare. appunto, lo spirito costruttivo dei padri costituenti.
Dal palco del 25 aprile in Piazza Garibaldi, il Sindaco Guerra, invece, avrebbe poi (provocatoriamente, come ha ammesso) rivendicato lo spirito divisivo del 25 aprile, perché dall’altra parte ci mettono tutti coloro che non la pensano come lui/loro, che si assumono l’onore di difendere i valori della Liberazione, pensando che gli altri non li riconoscano…
Chissà cosa avrà pensato Mons. Poggi che, poco prima dal pulpito di Santa Croce aveva invitato a smetterla con le divisioni, aggiungendo il monito che non bastano i cortei e di non fare archeologia…
A proposito di divisismo: personalmente non mi riconosco nell’attuale offerta politica, per cui mi reca un enorme fastidio che mi vengano collocate etichette a seconda delle trasmissioni in diretta di iniziative di un politico, piuttosto che di un altro che decido di seguire. Da giornalista rivendico la possibilità di documentare tutto quello che ritengo interessante o di interesse pubblico: per cui non comprendo l’ostracismo nei miei confronti espresso (sia pure con buone maniere) da un paio di partecipanti al Corteo i quali, dopo avermi chiesto se fossi Gabriele Majo, mi hanno invitato a sloggiare (peraltro senza spiegarmi il perché o cosa avessi fatto loro di male)… Questo non è fascismo? Bel 25 aprile…
Dopo l’impegnativa straordinaria diretta mattutina sul 25 aprile, senza soluzione di continuità (a parte i tempi tecnici di trasferimento tra parcheggi scambiatori, bici etc.) e soprattutto completamente a digiuno, alle 13.15 sarei andato in onda, con la consueta Anteprima Parma, nell’occasione particolarmente ricca di ospiti. Argomento di partenza del toto formazione l’ipotesi che Suzuki non giocasse, avendo il mister lasciata aperta ogni ipotesi, anche in porta. Personalmente non avrebbe avuto senso, pensando ai 6 punti persi per fargli ritrovare la forma poco prima della convocazione della Nazionale Japan: perché, toglierlo ora?
Il giovane Lorenzo Fava – in uno scontro generazionale che ogni tanto si reitera – ritiene che, come per i giocatori di movimento, possano essere alternati anche i guardiani dei pali; io, vecchia scuola, viceversa penso proprio di no. E aggiungo che non sarà corretto, nelle prossime gare nelle quali i Crociati si troveranno ad essere arbitri di qualcosa, che si mettano a fare – ora che son salvi – esperimenti che possano non rispettare la regolarità del campionato. Anche se comprendo il ragionamento del conduttore del Parma Talk, secondo cui non solo Suzuki andrebbe valorizzato in prospettiva mercato, ma anche Rinaldi…
Peraltro, giusto ieri, Suzuki, è stato osservato da vicino (con maglia di Zion indossata) dall’ambasciatrice del Giappone in Italia, Hakariko Ono.
A fine gara, avrebbero poi posato assieme, come documentato dal personale della direzione comunicazione istituzionale del Parma Calcio che ringraziamo per gli scatti gentilmente forniti.
Regolarità del campionato: alle volte mi pare di essere un po’ ingenuo, è che di solito alle porcherie ci pensano quelli abituati a farne, sicché, da parte mia, sino a prova contraria, penso sempre alla buona fede altrui. Così pensavo anche l’anno scorso quando, ad Ampollini che ogni due per tre tirava a mano presunti torti arbitrali subiti dai Crociati, replicavo che così facendo offriva alibi alla squadra e sarebbe stato meglio non farlo. Ora che il designatore Rocchi è indagato (penalmente), vedo che il caro amico ritira a mano quella mia frase: il fatto gli è che i piagnistei in ambito locale (ma anche nazionale, giacché tutti hanno qualcosa da ridire), servono ad una benedetta mazza, perché non ti defeca nessuno, mentre, la critica costruttiva a dirigenti, tecnici e calciatori della squadra che si segue quotidianamente, può servire a migliorare.
Gli ultimi minuti ed il verdetto finale – ora per tutti insindacabile, anche se per me eravamo già salvi da febbraio – hanno creato un clima di feeling all’Ennio, con la classica esultanza in tuffo sotto la Curva Nord…
Il lungo Dopo-partita – non mi sono risparmiato, malgrado lo straordinario tour de force – si sarebbe aperto con la classica collection di pareri (riedizione de “L’hanno vista così”) raccolti in Piazzale Risorgimento subito dopo il triplice fischio finale. Un po’ di tensione, in diretta, quando l’intervistato del momento, il noto tifoso Manuele Sarti, ha intravvisto (o sentito) un abituale competitor sui social (GaioPatty) e se le sono cantate (a distanza), malgrado io tentassi di fare da pacere… Alla fine della conversazione, Sarti si sarevve scusato per il movimentato fuori-programma…
Più compassati, ma per questo non meno interessanti, invece, i confronti tra gli altri partecipanti al talk en plein air, che ha visto all’esordio anche Paolo Donnini, amico di lunga data di Gianni Barone, come lui molto attratto dal pallone.
2V giocatori festeggiano sotto curva https://www.youtube.com/shorts/JTVDlAbTGIQ?feature=share
A salvezza avvenuta, l’orizzonte si sarebbe allargato anche al futuro, perché non c’è tempo da festeggiare per il largo anticipo, impensabile al via, con cui si è conseguita: ma tutti i temi emersi (resteranno tutti i protagonisti dell’impresa, Cherubini? Cuesta? I calciatori? Si continuerà a costruire o si ripartirà ancora una volta da capo?) ci accompagneranno nelle prossime settimane. Al momento è inutile cercare risposte… Gabriele Majo
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Gabriele Majo
Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".













































































