Lunedì, 20 Aprile 2026 05:46

Diario Crociato / la sblocca Elphege In evidenza

Scritto da Gabriele Majo

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Di Gabriele Majo  Parma, 19 Aprile 2026(Gmajo) – Non è vero che Cassandra sia profeta solo di sciagure (o di verità scomode): talora accade che Nostradamus vaticini un dato evento (positivo) e questo accada.

2_gabriele-majo-tribuna-stampa-stadio-friuli-18-04-2026-576x1024.jpegAnche nel caso del Vostro Grillo Parlante che ieri, sabato 18 aprile 2026, alle ore 16.09 su alcune chat WhatsApp di cui è ospite – oltre ad alcuni altri privilegiati privati destiatari – aveva postato “La sblocca Elphege”. Pochi secondi dopo “la palla di Strefezza fende lo spazio, il movimento di Elphege sbilancia i due difensori che vengono saltati, controllo e tiro: gran goal e Parma in vantaggio” (Tegoni cit) e alle 16.10 il conseguente: “Che  vi dicevo…”.

 

 

 

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Come già evidenziato dal Pongonazzo nella sua consueta Tana, un altro indovino in fieri è stato quel ragazzino che, durante l’Anteprima Udinese-Parmaaveva vaticinato la vittoria Crociata, qualora Pellegrino avesse fatto come Elphege (insomma, il mondo rovesciato, se si considerano le gerarchie consolidate e che fino all’assist per Strefezza col Napoli passava per oggetto misterioso, per via di quel suo presentarsi un po’ naif alle visite mediche), anche se poi sarebbe andata a finire che Elphege avrebbe fatto se stesso, pochi istanti dopo aver rilevato, ad inizio ripresa, il compagno argentino rimasto contuso, sul finale della prima frazione, nel fortuito scontro aereo con Ndiaye, il quale, a propria volta, aveva rilevato a sorpresa il già sulle distinte Valenti, poi vittima, durante il riscaldamento, di un non meglio precisato problema muscolare, circa la cui natura poi sapremo. Invece, allarme rientrato per Pellegrino, in quanto l’immediata TAC eseguita nella serata di ieri all’Ospedale di Udine ha avuto esito negativo.

Ieri, Anteprima Parma, da Udine, è andata in onda con ben due ore di anticipo rispetto al kick off poi sancito dall’inglese Sig. Davide Di Marco della Sezione A.I.A. di Ciampino: il grande merito, come già spoilerato da Andrea Belletti nel suo Diario Crociato Apocrifo…

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…va ascritto ai gestori dell’osteria All’Agricoltura, che ci hanno accolto ad orario d’atleti (11.15) e serviti così velocemente da aver terminato (12.10) anzitempo le piacevoli funzioni prandiali prima del dovere, ossia, appunto, il direttone pre-gara.

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Presto e bene raro avviene, soleva ripetere qualche mio insegnante, non ricordo bene quale, nel caso specifico, tuttavia, la velocità si è coniugata con la qualità.

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Pur avendo fretta, due della spedizione (indovinate chi…), hanno scelto il Risotto con pastorut e pere (prezzo di listino 11 euro), notoriamente il più lungo a cuocere rispetto alle altre due portate nella essenziale lista proposta (Spaghetti al sugo di polipo e menta, 12; rigatoni al ragù (10) dell’Agricoltura…

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Avete indovinato chi? Sì, certo, Belletti, ma anche Barone, mentre il direttore, che antepone sempre il dovere al piacere, pur amante della geo-località degli alimenti (suo teorema, poi espresso anche durante l’Anteprima, è che gustato nel luogo d’origine il San Daniele sia migliore del Parma, ma anche viceversa…) ha scelto i più rapidi (come velocità d’esecuzione) spaghetti, benché il condimento polipo e menta non lo abbinasse al Friuli Venezia Giulia…

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Viceversa il Pastorut è il formaggio tipico della Carnia e ne rappresenta per bene l’unicità di detta sub-regioneIl Pastorut – ho curiosato su internet, trovando quello creato dai casari Villiam Silverio e Patrizia Tomat del Caseificio Alto But di Sutrio,  – nasce sui ricordi sensoriali e organolettici dell’infanzia, quando da bambini si praticava la pastorizia trascorrendo diversi mesi in malga all’alpeggio e si mangiava un formaggio. O meglio, i rimasugli della lavorazione del latte, che si trasformava nel tempo in un formaggio con muffe e spore nobili”.

 

“Prodotto di nicchia di solo latte montano, formaggio grasso e a pasta molle, la cui produzione richiede un notevole intervento e controllo manuale, si ricava esclusivamente da latte vaccino intero pastorizzato, a cui vengono aggiunti un latto-fermento e spore nobili della muffa penicellum”. Stando ai miei commensali ricorderebbe, alla lontana, lafontina valdostana (fa anche rima…).

 

Oltre al rispetto dei tempi (giacché avevo dato il cattivo esempio per quei 4 minuti di ritardo con cui mi ero presentato al ritrovo delle 7.30, di cui l’implacabile Belletti vi ha già riferito), ammetto che mi aveva fatto astenere dalla scelta del risotto, la presenza delle pere, che sebbene il contadino dica bene si accompagnino coi formaggi, rientrano nella mia personale black-list.

 

Avrei, viceversa, coniugato all’alternativa prima portata, per naturale associazione d’idee per via della mentuccia, come secondo, i saltimbocca alla romana con carciofi, ma, sempre per via del rispetto dei tempi, non appena la gentile ostessa ci riferiva che ovviamente per il risotto si sarebbe andati per le lunghe, avrei deviato, ricavandone ottima soddisfazione per il palato, per un’ottima entrée a base di polpettine… 

e due fette di San Daniele, che da sole valevano il prezzo del biglietto

 

A proposito: non per rubare il ruolo di piocione che appartiene a buon diritto ad altro commensale (mi riferisco al nobile di Roccasecca), però rimarcherei come il listino dell’osteria All’Agricoltura, sia decisamente più abbordabile (il coperto solo 1,5 euro, i primi che si piazzano tra i 10 e i 12) rispetto a quelli presentati nel nostro territorio, e non solo, da analoghi locali. C’è da riflettere.

 

Tra l’altro, grazie al fatto che il Belletti è iscritto The Fork, abbiamo beneficiato di un ulteriore sconto del 20%, finendo per pagare 84 euro. E se ci fossimo fermati anche a cena, l’abbuono avrebbe raggiunto addirittura il 50%. Con questo non vogliamo spronare i gestori furlani ad alzare i prezzi, quanto i nostri ad abbassarli…

 

Lo stesso Belletti sostiene di aver sbagliato scelta nel non aver ordinato, quale dessert, il millefoglie al pistacchio, come avrebbe fatto, invece, il Nobile Istruttore di tutto, tuttavia, anche il tiramisù non era certo da meno. Io, peraltro, con rapido gesto furtivo col cucchiaino, avrei lo stesso assaggiato la farcitura verde dal piatto di Barone, mentre stava ordinando le grappe bianche friulane che avrebbero chiuso il pasto.

 

Volendo esprimere anche una critica, suggerirei di servire il Merlot (dignitoso vino locale) non da comoda spina, con relativa bassa temperatura. Per il resto promuovo a piedi voti…

 

Mentre tornavamo a recuperare la Juke gialla (tornata in piena efficienza dopo la ristrutturazione che l’avrebbe resa come nuova dopo il regalino ricevuto sotto casa qualche settimana fa, con il portellone e parte della fiancata violentate da anonimo conducente di altro mezzo), Gianni Barone ha inteso rendere omaggio ai Caduti del Lavoro posando vicino al monumento artistico loro dedicato da Comune di Udine ed ANMIL.

 

Già, il lavoro, nel nostro piacevole caso quello di raccontare ai nostri follower tutto sul Parma, a cominciare dall’Anteprima, stavolta iniziata alle 13 in punto, e quindi con la possibilità di arricchirla anche con argomenti extra rispetto agli abituali, come l’amabile chiacchierata con il responsabile della Selezione Furlana Under 15 vincitrice dell’ambito Torneo delle Regionida noi catturato dopo che ci aveva chiesto il permesso di appoggiare il Trofeo sotto la medesima (provvidenziale, considerato il sole battente e la temperatura sopra la media stagionale) pianta, scelta come location per i nostri collegamenti.

Mentre, dall’esterno del Friuli andavamo in onda con lAnteprima, dall’interno provenivano i suoni “da disco”dell’animazione “europea”: tra questi anche la gradevole voce di Samira Lui, voluta dal sodalizio furlano, per l’occasione, quale madrina dell’incontro. essendo, come l’omonimo crudo, nativa di San Daniele del Friuli.

 

Scelta molto nazional-popolare, visto che la spalla di Gerry Scotti è l’attrazione principale della Ruota della Fortuna. Al Museo Ceresini, invece, fiore all’occhiello dell’ospitalità griffata Cherubini, pur sforzandosi alla ricerca di ospiti glamour, se si eccettua, giocando in casa, qualche Legend, una star di tale portata non è ancora pervenuta… Però ci accontentiamo della dimenticata Antonella Palmisano…

 

Anni fa, grazie all’indimenticato Nello Mendi, in occasione del Derby del Prosciutto, andava in scena la Disfida dei crudi tra il San Daniele ed il Parma: il miglior modo di intendere il calcio, a mio parere. Mentre se si dovesse fare oggi un confronto tra l’hospitality per i giornalisti tra quella offerta al Tardini (l’ormai celebre sacchetto della Comunità di Sant’Egidio) e quella al Bluenergy, sarebbe, indubbiamente, impietoso per i nostri…

 

Ma è così difficile, nella capitale della Food Valley, sede dell’EFSA, offrire le tante eccellenze del territorio, magari con la stessa signorile modalità della vicina Bologna (come già avevamo rimarcato) e, appunto, di Udine? Qualità e servizio non dovrebbero mancare, specie quando si rappresenta una proprietà, come quella Krause, che è impegnata nel settore vinicolo, con eccellenti Cantine, e con un Resort a cinque stelle nelle Langhe…

  

Gianni Barone ed io avremmo beneficiato dell’hospitality dei giornalisti, al Piano 0 della ricostruita Cattedrale nel Deserto (molto dotata di parcheggi con facilissimo deflusso dei presenti, nel caso 23.280, di cui 349 provenienti dal Ducato, trattenuti nel settore ospiti per una mezzoretta) durante l’intervallo, lui cammellandosi come solevamo fare nelle trasferte europee, io limitandomi ad una doppia spremuta sfumata con acqua Carnia addizionata di anidride carbonica, poiché piuttosto disidratato, assaggiando qualche pezzetto di formaggio, ma l’offerta, vino incluso, non mancava di dolce e salato, presi d’assalto dai tanti astanti.

 

Verso la fine del ricco Dopo partita, allorquando da casa mi chiedevano ragguagli circa eventuali sviluppi sul New Tardini, misteriosamente il collegamento si interrompeva, salvo riprendere pochi istanti dopo, ma solo con audio, senza più video: forse qualche forza misteriosa voleva ricreare la magica atmosfera anni ’90 (Barone ricordava le sue due ultime precedenti ravvicinate presenze a cavallo dell’anno 1993, ben 33 anni fa!) quando trasmettevamo per radio, senza deliziare gli era all’ascolto con la visione delle nostre fattezze.

Come già spoilerato da Andrea Belletti, nel Diario Apocrifo, io mi sono abbastanza accaldato durante un’arringa pro conferma di Strefezza, che reputo il vero valore aggiunto del Parma, capace – dopo il suo arrivo, ma anche quello di Nicolussi Caviglia – di far rapidamente raggranellare alla squadra quei punti necessari per essere salvi con diverse giornate di anticipo sul termine del campionato. Orbene: il brasiliano, che è qui in prestito secco, secondo molti, potrebbe non essere confermato, poiché fuori dagli abituali standard del Parma krausiano. Poche balle: per il Parma di Cuesta, Strefezza è assai funzionale, dunque toglietegli tutto, meno che il suo Breil…

Ma, dato che il roseo presente ci proietta ygià nell’immediato futuro, è lecito domandarsi se i principali autori di questo Parma che ha over-performato (il CEO Cherubini, il Mister Cuesta) intenderanno riprovarci ancora, oppure, ben sapendo quanto sia difficile confermarsi e migliorarsi (specie a fronte di imprevedibili investimenti, in epoca di auto-sostentamento), non intendano andare a capitalizzare altrove la rendita di posizione guadagnata. Pettinà no: quello non si muove di certo, godendo, da tempo, della piena fiducia del presidente. Ed ora, come raccontano, potrebbe persino dire la sua sul New Tardini…

Cherubini potrebbe far gola per la sua capacità, pressoché unica, di saper vendere (e non si pensi che chiunque possa riuscirci, a fronte dei medesimi oggetti sullo scaffale), mentre Cuesta, criticatissimo da parte dell’establishment poiché ha saputo creare un meccanismo che mette in crisi le altre. Cronisti e talent di Sky, provate un po’ a chiedervi se il problema, al contrario, non sia nella incapacità del Napoli a scardinare – come altri tipo Atalanta e Juventus – quei suoi meccanismi, che solo semplicisticamente si possono rappresentare con il pullman posteggiato davanti alla propria porta… Ognuno dei calciatori seduto su quel pullman, sa perfettamente il da farsi, grazie alla direzione dello spagnolo.

 

Molti si arrogano il diritto di dare dei catenacciari al Parma, ma non mi pare che l’offerta offensiva di tante altre squadre – al netto delle capacità conservative dei ducali – sia all’altezza della situazione: sentivo, ad esempio, che il Napoli, seconda forza del campionato, con la Lazio non abbia saputo produrre uno straccio di tiro in porta…

 

Comunque dell’Udinese abbiamo ammirato il bello stadio in standard europeo (anche se come acustica e visuale dalla tribuna non siamo al top) che possiamo invidiare come riuscita finale, ma le due ubicazioni urbanistiche sono incommensurabili…

L’intelligenza artificiale ha scelto proprio lo spezzone sopra, come momento saliente della direttona post gara: contenta lei… Ultima cartolina sotto, i miei compagni di viaggio Gianni Barone ed Andrea Belletti, immortalati nel parcheggio P4, uno dei tanti di contorno al Bluenergy Stadium, prima della ripartenza con la Juke gialla verso Parma… Gabriele Majo

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 62 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

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