(Gmajo) – Di solito il Diario Crociato narra delle mie esperienze al seguito del Parma Calcio, siano esse vissute in trasferte (in questo campionato, per variegati motivi, mi sono limitato a due: Monza, Empoli) o nell’amato stadio Ennio Tardini, cui è dedicato questo blog-quotidiano on line. Stavolta, invece, avendo scelto di offrire questa Volata Salvezza Live, con il racconto incrociato in presa diretta delle quattro partite delle cinque squadre (incluso il nostro Parma) invischiate, all’ultimo atto, nella lotta per non retrocedere, vi delizierò con i dietro le quinte ed i retroscena del web-show che ha avuto, tra l’altro, come ospiti d’onore Pietro “Gedeone” Carmignani e Filippo Galli.
1V https://youtu.be/da3pRLwLJXg
Come è andata a finire sul campo lo sappiamo bene: i Crociati si sono salvati, e con onore, avendo battuto, in rimonta 2-3, niente popò di meno che la terza forza del Campionato, l’Atalanta, che alla fine della prima frazione, con oscuri presagi, per chi ha a cuore i colori ducali, era in vantaggio per 2-0, mentre in Cadetteria, assieme al già condannato Monza, sono precipitati il Venezia e l’Empoli. La classifica, vista alla fine, certifica il Parma sedicesimo con 36 punti, ex aequo con il Cagliari, quindicesimo per via dei noti scontri diretti sovente arrisi agli altri e meno male che a donare i punti utili sono state le big (e anche l’ultima giornata ha confermato il trend generale nel torneo). Lo scudetto delle pericolanti è arriso al Verona – boia a domicilio di quella nostra vecchia conoscenza, Roberto D’Aversa, coach dell’Empoli – che con i suoi 37 punti guarda dall’alto le altre staccate dalle posizioni più nobili della graduatoria.

Sul bilancio stagionale, aprendo i giochi sul futuro, si è già espresso, in modo articolato, il Distinto Riccardo Schiroli – che l’atra sera abbiamo riesumato con successo quale radio-tele-web cronista nella nostra Diretta Salvezza Live per riferirci di Empoli-Verona – sicché, in questa sede, eviterei di cimentarmi a mia volta, lasciando, tuttavia, ai lettori, solo una riflessione: visto che i conti si fanno alla fine ed il Parma si è salvato mettendo alle spalle, da neopromossa, ben quattro club, non è che siamo stati tutti quanti un po’ isterici, durante la stagione, nel non saper sopportare le normalissime turbolenze cui vanno incontro quelle squadre che, come obiettivo, hanno appunto quello di non essere in zona rossa all’ultimo atto?

L’opinione che mi sono fatta io, varia tra la considerazione che abbiamo ancora generalmente un po’ troppo la puzza al naso per via della fu-grandeur, per cui non sappiamo tanto respirare in apnea; aggiungerei che hanno influito pesantemente i continui alti e bassi (grandi con le grandi, piccoli con le piccole) in luogo di un più anonimo andamento regolare; ed infine è logico che, se uno guarda ai soldi profusi dalla generosa proprietà (cifre da Champions), al di là dell’obiettivo (perseguito) di basso profilo, ossia salvarsi, è evidente che forse ci si attendeva un qualcosa in più (e vecchi proclami d’Europa, così come la lunga assenza dal maggiore palcoscenico, favorivano la voglia di guardare avanti con ambizione, anziché guardarsi le spalle. Mi si dirà, è vero, la classifica finale, che è quella che conta, dà ragione in toto alla Società, ma con altrettanta onestà va ricordato come sia stato necessario esonerare Mister Fabio Pecchia, nella speranza di frenare la caduta libera, poi interrotta con il nuovo corso Chivu.
Ora l’ex azzardo della prima ora è divenuto l’idolo delle folle: c’è chi lo sta definendo il vero valore aggiunto di questa salvezza, fossi in lui mi produrrei in qualche gesto apotropaico, giacché la stessa definizione, circa la promozione, gli ingrati di oggi, l’avevano riservata, illo tempore, al suo predecessore, ora inviso ai più. Popolo bue. Indubbiamente, però, con il suo eloquio e la sua mimica (significativo il fermo immagine dalla sua conferenza, adattissimo al titolo del Cattivo Cittadino di Gianni Barone “Dall’alto si vede e provvede”, senza alcun riferimento ad Eupalla, che adesso citano proprio tutti, Fato o Altissimo, ma semplicemente alla visione aerea (dalla tribuna), rispetto a quella terra terra (dalla panchina). Il grande interrogativo, che ha animato gli ultimi minuti della nostra maratona (appena 5 ore, 22 minuti 44 secondi) è, appunto, il futuro dell’allenatore rumeno, che ha ben scandito che non si vede bene da nessun’altra parte che qui, ma qualcuno ha interpretato quella lunghissima conferenza come il suo testamento spirituale e dunque un commiato (magari anche considerando la forzatura di presentarsi al microfono, benché squalificato: qualcuno insinua che si sia attesa la mezzanotte affinché fosse in regola…).
2 V https://youtu.be/uxEGS2-br4M
Al fine di non ripetere l’errore di un anno fa (allorché Pecchia, il meno pagato della Serie A, si era visto rinnovare il contratto a stagione abbondantemente in corso, e solo dopo che io mi ero sacrificato raccontando di certe vicende, buscandomi una diffida con mega richiesta danni annessa, che peraltro ancora, come la nota Spada di Damocle, continua ad oscillare sulla mia testa), ma Cherubini quel che c’è da fare lo sa bene, la pietra miliare va protetta e blindata, concretamente e non solo coi blablabla, ed immediatamente: non a caso gli espertoni del mercato hanno già fissato un rendez ous per metà della prossima settimana, al di là che qualche abboccamento ci sarà stato già ieri sera durante il galà per la conservata serie A da Romani.
Ma saranno tutti temi che ci terranno compagnia in questo periodo di vacanza dal calcio giocato, per cui, tornerei, al Bello della Diretta, il tema del Diario di di oggi, ossia alla nostra maratona di ieri. Perché la malattia di ben cinque ore 22 minuti e 44 secondi? Semplice, perché fin da quando curavo i servizi sportivi per Radio Elle/Lattemiele, e prima ancora Onda Emilia (di cui ero stato a lungo l’amministratore unico, benché ci fossero due soci di riferimento con un decisamente maggior numero di quote, tra loro quasi equamente ripartitot), ritenevo che più importanti ancora del semplice racconto della partita, ossia la radiocronaca (cui si limitavano le concorrenti allora, ed i depositari dei diritti di oggi), fossero l’Anteprima, l’intervallo (all’epoca con le interviste in tribuna stampa) ed il post gara (per esempio con il presidente Pedraneschi, prima che arrivassero via via tecnico e giocatori, all’epoca quasi tutti, altro che battezzarne uno).
La linea allo studio non andava mai data, manco per la pubblicità (tra i vari format che mi picco di aver inventato nella mia quasi cinquantennale carriera – il compleanno tondo cadrà il prossimo 14 giugno, 50° di quando, nel 1975, mi presentai da bambino prodigio negli studi di Via Farnese di Radio Parma, scritturato da Carlo Drapkind – c’era per esempio la pubblicità inframezzata dalla radiocronaca, da tanti erano gli spot che si sovrapponevano, senza soluzione di continuità, alle azioni, il tutto live dallo stadio (altro che le interruzioni altrui di 3′ minuti per le reclame registrate). Nonostante ci fossero a un certo punto ben cinque radio, molti si sintonizzavano su Radio Elle/Lattemiele, benché si fosse affacciata sul mercato solo alla terza giornata della prima stagione in A del Parma, proprio per la completezza del servizio non stop, oltre che per la eccelsa qualità sonora, garantita, almeno dal Tardini, dall’utilizzo di un ponte radio, in luogo del telefono (o al massimo il traslatore), per la lungimiranza del nostro editore Marco Gabbi che aveva compreso come questo fosse un elemento determinante per farci spazio.

Come il nostro Luca Savarese domenica sera al Gewiss, era nostra tradizione chiudere gli stadi, dopo averli aperti, naturalmente. I quattro commentatori dei match (Gianni Barone per Atalanta-Parma, Riccardo Schiroli per Empoli-Verona, Jean Marc Bacchetta per Lazio-Lecce e Luca Russo per Venezia-Juventus) agivano dal tubo, come si dice in gergo, ossia da davanti al monitor, o tv: per far vivere e vivere noi stessi le emozioni dallo stadio, ci ha pensato, oltre a Savarese, il nostro popolare Gallo di Castione, Maurizio Marchinetti, che ha dato fondo alle batterie del suo smartphone facendoci respirare l’atmosfera che si viveva all’interno del rinnovato stadio Atleti Azzurri d’Italia, mentre da Piazza Garibaldi e zone limitrofe, la camera live di StadioTardini.it era guidata da Luca Casoni.

Come dicevo abbiamo avuto anche dei super ospiti: Pietro “Gedeone” Carmignani, è stato con noi durante il prepartita (abbiamo aperto le danze alle 19:45, un’ora prima del kick off, con noi anche il portafortuna Simone Brianti: con lui nell’Anteprima il Parma ha sempre fatto punti, due vittorie e un pareggio pesante), non solo ricordando i felici tempi dello spareggio di Bologna (esperienza che avevamo vissuto assieme, giacché proprio in quella stagione, vent’anni fa, divenni il capo ufficio stampa del club ducale), ma anche con occhi attenti sul presente: prima del fischio d’avvio il Gede aveva, tra l’altro, vaticinato il possibile successo del Parma a Bergamo, anche se all’intervallo, quando ci saremmo ritrovati sotto per due a zero, quelle nostre certezze un po’ vacillavano, ma senza perdere le speranze, poi premiate con la memorabile rimonta…
Nel post gara, invece, si è intrattenuto a lungo con il nostro parterre (forte dell’infaticabile Gianni Barone, il quale, dopo aver fatto la web-cronaca dell’emozionante Atalanta-Parma, aveva ancora energie e verve per condurre in prima persona il salotto di commento, assieme ai vari opinionisti, Andrea Belletti, Vincenzo Bellino, Gianluca Zurlini, oltre a Luca Savarese da Bergamo) Filippo Galli (ex bandiera e poi dirigente del Milan, a Parma a capo dell’area metodologica) analizzando non solo la gara di cui aveva visto le azioni salienti, ma più in generale la stagione appena conclusa.
Se sono riuscito a dare sempre la linea tempestivamente ai quattro commentatori, favorendo il loro racconto in presa diretta dei gol, il merito è di Antonio Barone, fratello d’arte (di Gianni, ed ora star della Mezzani Film Festival), il quale, memore di esser stato a lungo fonico di Radio Emilia in gioventù, ieri sera si è immediatamente prestato (non appena convocato in piena emergenza, dal momento che nel nostro studio non si riusciva a captare in FM il segnale di Radio Uno Rai, oscurato dai vicini ripetitori di altre emittenti) a mettere il suo telefono dinnanzi ai diffusori della sua radio sintonizzata su Tutto il Calcio Minuto per Minuto e collegato via filo con me, che così dal mio device ho potuto ascoltare la trasmissione, con l’auricolare sinistro, mentre col destro seguivo la nostra.

La radio in FM (analogica) viaggia in tempo reale, a differenza delle immagini o del semplice audio via web o tv che hanno un fisiologico ritardo (talora fino a un minuto): per questo io, una volta udita la variazione di un risultato su un campo, immediatamente interrompevo chi stava parlando, per dare la linea al commentatore di quella partita che così poteva raccontare in diretta il gol. Uno di quegli espedienti di cui ho fatto ampio ricorso in passato, quando mi occupavo di radio. Ecco, perché, la mia massima preoccupazione (dopo aver assimilato le lezioni di Carlo Del Vasto, che mi ha spiegato al meglio come far funzionare la dashboard della regia virtuale del software fornitomi) era come riuscire ad avere la possibilità di avere quel vantaggio temporale da poter sfruttare a beneficio dei colleghi e di conseguenza degli ascoltatori, che avevan scelto, bontà loro, di ascoltare il nostro servizio, magari guardando la diretta su DAZN con l‘audio azzerato.
Dietro a un grande uomo, c’è sempre una grande donna, recita l’adagio: questo vale anche per il nostro Gianni Barone che ci ha ospitato per le due Volate Live (Scudetto venerdì sera, Salvezza domenica sera): sua moglie Monica, oltre ad aver compreso di buon animo le ragioni che ci han mosso a mettere in piedi questo servizio completamente gratuito (grazie a tutti per la passione condivisa nel mettere a frutto un’opera collettiva dell’ingegno a beneficio della comunità, ha provveduto a rifocillarci all’una di notte quando, dopo le famose cinque ore, 22 minuti e 44 secondi, siamo andati off line, terminando lo streaming. Gabriele Majo
ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI
VOLATA SALVEZZA LIVE (diretta streaming)
VOLATA SCUDETTO LIVE (diretta streaming)
IL DISTINTO, di Riccardo Schiroli / TUTTO E’ BENE QUEL CHE FINISCE BENE. MA IL PRINCIPIO…
IL COLUMNIST di Luca Russo / IL BILANCIO DEFINITIVO DELLA SERIE A 2024/25
LEGGETE E DIFFONDETE

Laprimaradiolibera.it, sito un-official, indipendente dall’attuale proprietà, dedicato a Radio Parma, la prima emittente libera italiana, nata il 1º Gennaio 1975. Supplemento di Stadiotardini.it, testata giornalistica registrata c/o tribunale di Parma nr 10/2011, direttore responsabile Gabriele Majo
- PARMA TALK, IL WEB SHOW DI SPORTPARMATV
- TE LO DO IO IL TUBO CATODICO / L’ULTIMA DI BAR SPORT: SALUTI E BACIO…
__________________
Gabriele Majo
Gabriele Majo, 61 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".












































































