(Gmajo) – Ripropongo, oggi, come titolo, lo stesso che utilizzai lo scorso 28 marzo 2024, allorché, per la prima volta, la stampa nazionale, ed in particolare Nicolò Schira, avvicinò al Parma il nome di Federico Cherubini, in quei tempi agli sgoccioli della lunga esperienza alla Juventus, ove peraltro era forzatamente inoperativo per via di una squalifica correlata al caso plusvalenze del club bianconero.

Lo ripropongo perché, già in quei tempi avevo rappresentato quello che, verosimilmente accadrà davvero dal prossimo 27 gennaio 2025, quando prenderà servizio permanente effettivo per il club di Kyle Krause, del quale, in precedenza, era stato un “consiliore”. Esterno, ma “consiliore”. Il primo dei “consiliori” (fu lui a mandare Javier Ribalta), poiché successivamente lo avrebbe rimpiazzato quello interno, ossia Martin Semmens, che continua a gravitare in orbita Crociata (è pur sempre il super manager coordinatore di tutte le squadre del gruppo) e che per qualche ora, ieri pomeriggio, sembrava persino essere il prescelto per il dopo-Martines, prima che dal cilindro del proprietario uscisse il nome di Federico Cherubini.
Anche nell’informarvi ieri pomeriggio, alle 16.40, pochi secondi dopo la ricezione della nota ufficiale del club, dell’avvicendamento al timone del club, ho fatto riferimento, nella titolazione, alla rivoluzione governance, perché, appunto, come anticipato dieci mesi fa, per la prima volta sotto l’era Krause verrà unificata sotto la sua persona quella che era stata la tradizionale bipartizione del comando, ossia i due managing director, che si occupavano distintamente delle aree corporate e sport.

Non è tanto fondamentale, dunque, il fatto che Cherubini sarà un amministratore delegato, piuttosto che un direttore generale, come osserva Ampollini, quanto, appunto, che siamo di fronte ad un vero e proprio plenipotenziario, che si occupa sì del mercato – principale preoccupazione dei tifosi, specie ora che è aperto -, ma anche, delle infrastrutture, immaginiamo New Tardini, sempre ammesso che sia ancora una priorità o un interesse del proprietario. Ed il fatto che abbia anche il portafoglio, a differenza di un semplice dirigente (ma l’uscente Martines era anche consigliere delegato, anche se con meno deleghe del figlio di KK Oliver, il quale chissà se resterà in consiglio) è, ovviamente, un dettaglio importante: però, i capitoli di spesa, saranno tutti sotto il suo controllo, e non più suddivisi in due differenti comparti stagni, come precedentemente sempre voluto da Kyle Krause. E’ questa, dunque, la vera rivoluzione Cherubini, che Schira aveva vaticinato a marzo 2024, quando disse che questi avrebbe “portato una visione unica tra sport e corporate”.

Un uomo solo al comando, dunque: e questo potrebbe portare ordine nella governance del Parma, che lo stesso Luca Martines, in occasione della sua ultima intervista – concessa a Radio Tv Serie A – aveva indicato quale principale obiettivo da raggiungere del 2025. Il dirigente in uscita, infatti, aveva confessato, in quella sede, le difficoltà operative, anche nella quotidianità, nelle società di calcio italiane controllate da strutturati gruppi americani (un plurale, molto singolare…). Non so se proprio questa uscita possa essergli stata fatale (magari è stata presa come una critica e guai a farne…), o piuttosto il pasticciaccio della curiosa interpretazione che era stata data all’X del presidente sul MLKday contrabbandata per una indiretta risposta allo striscione dei Boys di domenica (che non è certo colpa sua), fatto sta che la posizione del MDC era, in effetti, già da tempo piuttosto traballante: per me, la sua uscita di scena, non è, dunque, un fulmine a ciel sereno ed anzi bisogna fargli i complimenti per esser rimasto in sella per tre anni, recordman dei dirigenti del Parma nell’era Krause.

L’unificazione, poi, sotto un unico plenipotenziario del governo della società (con la speranza che il presidente si fidi e lo lasci fare, e che sul serio sia il vertice della piramide, non come accadeva ai vari managing director sport, tutti andati via per vistose decisive interferenze dei responsabili di altri comparti come aree performance, analytics e football finance) potrebbe portare anche all’indubbio vantaggio di una comunicazione sotto il suo diretto controllo.

Nelle sue straordinarie Annotazioni Crociate, Fabrizio Pallini ha già reso l’onore delle armi a Luca Martines, a suo avviso l’unico ad aver capito, durante la gestione americana, l’importanza della vicinanza al territorio: a mio modo di vedere, il principale merito di Martines, indubbiamente molto bravo a intessere relazioni ed interlocuzioni, è stato proprio quello di aver saputo contemperare, con una proprietà piuttosto refrattaria in questo, le esigenze, talvolta un po’ stra-paesane della parmigianità, di cui, magari, gli interessava il giusto, ma il suo dare un colpo al cerchio e uno alla botte, non aveva evitato lo scempio, ad esempio, della sparizione del vocabolo “Crociato” dalla comunicazione ufficiale del club.

Penso, però, che nel presentargli il conto (a proposito: Krause è stato in presenza a Parma nel weekend, ma anziché dargli il benservito di persona, lo ha fatto solo martedì sera a distanza, ed immagino avesse già maturato prima la sua decisione) possa avergli addebitato gli scarsi progressi in termini di revenue e grandi opere, con buona pace per la martinesmania dei pramzàn che lo hanno eletto uno di loro, per la sua indubbia capacità di ascoltarli con educazione.
Personalmente ritengo l’arrivo di Federico Cherubini la miglior scelta di Kyle Krause per il Parma: certo sono passati quasi cinque anni dal suo arrivo, e dunque può apparire indubbiamente tardiva, ma questo tipo di rivoluzione penso possa essere di vitale importanza per il club e pazienza se la conversione arriva solo ora. Ovviamente è l’ennesimo colpo di spugna di un progetto che ha già cambiato molte, troppe facce ed anche la tempistica del blitz, come per i precedenti, non può che suscitare perplessità in chi auspica una continuità progettuale che non può vivere di proclami e continui cambi di idea.

Senza voler esser sciovinisti, però, l’ingaggio di un dirigente esperto del calcio italiano non può che aiutare una proprietà straniera che, come altre, ha riscontrato, magari anche per propria colpa, non poche difficoltà di percorso. Ora, il fatto che il nuovo arrivato abbia trascorsi bianconeri (e con la giustizia sportiva) fa storcere il naso ai solti signor no, brontoloni cui non va mai bene niente. Per quanto riguarda la juventinità, ritengo sarebbe serio superare questo tipo di complesso anche perché si tratta di una rivalità a senso unico (ossia unilaterale da parte nostra: loro, di rivali, ne hanno ben altri ad iniziare dalle strisciate e dalle metropolitane da secoli, mentre noi, siamo parvenue dal ’90 e manco ci hanno in nota), a fronte dell’arrivo, appunto, di un manager introdotto e con relazioni, che unisce esperienze di campo a quelle dietro la scrivania, che, se lasciato lavorare in pace, con una reale autonomia decisionale, potrebbe dare un senso a quel che un senso sinora non ha avuto.
Ed ora, dopo aver cercato di fare un po’ di opera di divulgazione, spiegando quale potrebbe essere il futuro, chiudiamo facendo un po’ di divertissement ricordando il passato, quando, la scorsa estate, l’ipotesi dell’arrivo di Cherubini al Parma era stata battezzata come bufala da Luca Ampollini il quale aveva smentito, al di là di Schira (di recente ospitato a Calcio & Calcio, quando ha avallato l’ipotesi dell’influencer rosa del possibile arrivo di Fagioli), nientepopodimeno che i mostri sacri Di Marzio e Marchetti… Gabriele Majo
1 Video https://youtu.be/gQ3JGHCaYf4
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Gabriele Majo
Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".












































































