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Venerdì, 13 Ottobre 2017 16:09

Modena - Confermato il virus: si tratta di Zika

Continua fino a domenica 15 ottobre la disinfestazione straordinaria contro la zanzara tigre in un'area a sud della città, vicina alla via Giardini.

E' stato confermato dal servizio di Igiene pubblica dell'Azienda sanitaria il caso di infezione del virus trasmesso da zanzare del genere Aedes, la cosiddetta zanzara tigre, per una persona di Modena, che abita nell'area a sud della città. Si tratta del virus zika (i cui sintomi di febbre virale sono simili a quelli di chikungunya o dengue) contratto in un Paese straniero. I trattamenti iniziati nella notte in via cautelativa, comunque, continueranno fino a domenica 15 ottobre.

L'intervento, preceduto da comunicazioni con altoparlante da parte della Polizia municipale e dall'affissione di volantini, riguarda l'area:
strada Scaglia Est (dal civico 12 al 120/D)
via Cagliostro 120
via Giuseppe Flaiani (dal civico 42 al 56)
via Giuseppe Notari (dal civico 55 al 95)
via Pietro Giardini (civico 458 al 474)
Il Piano di sorveglianza arbovirosi 2017 predisposto dalla Regione, infatti, prevede in questi casi l'effettuazione di interventi adulticidi, larvicidi e di eliminazione dei focolai larvali per un raggio di 100 metri dal luogo dove si sono manifestati i casi di contagio. Il piano prevede tre interventi in successione: la disinfestazione con adulticidi per la massima riduzione possibile della popolazione di zanzare per tre notti consecutive; la ripetizione dei larvicidi nella tombinatura pubblica della zona e la rimozione dei focolai in aree private (porta a porta).

L'ordinanza del sindaco prevede che venga concesso agli addetti alla disinfestazione l'accesso alle aree aperte degli edifici per effettuare i trattamenti, che siano rimossi i focolai larvali presenti nelle aree cortilive private.

Precauzioni importanti per i residenti in zona
Finestre e porte ben chiuse durante le ore notturne nelle notti di trattamento
Sospensione del funzionamento degli impianti di ricambio dell'aria
Gli animali domestici vanno tenuti al chiuso e occorre proteggere con teli di plastica i loro ricoveri all'aperto e le suppellettili, come ciotole e abbeveratoi
La frutta e la verdura degli orti deve essere protetta in modo ermetico
Per consumare frutta e verdura irrorate con insetticidi sarà necessario aspettare 15 giorni, dovranno essere lavate abbondantemente e la frutta dovrà essere sbucciata
Mobili e giochi per bambini rimasti all'esterno ed esposti al trattamento dovranno essere puliti utilizzando guanti lavabili o a perdere
In caso di contatto accidentale con il prodotto insetticida, lavare abbondantemente la parte del corpo interessata con acqua e sapone

Per informazioni: Comando della Polizia municipale - tel. 059/20314

Pubblicato in Cronaca Modena

Modena, 18 settembre 2017 - Rientra l'allarme per il sospetto caso di Chikungunya a Modena. Le analisi di laboratorio, infatti, escludono la presenza del virus trasmesso attraverso la puntura della zanzara tigre (genere Aedes).

Lo rende noto il Comune di Modena che ha quindi revocato l'ordinanza e sospeso i trattamenti straordinari di disinfestazione che nella serata di sabato hanno riguardato un'area a sud della città, tra la tangenziale Neruda e via Giardini.

Cosa sapere

La chikungunya è una malattia virale acuta trasmessa dalle punture di zanzare infette.

Non esiste il contagio diretto da persona a persona, con i normali contatti della vita quotidiana.

I sintomi compaiono di solito entro 3-12 giorni dalla puntura di una zanzara infetta, del genere Aedes. Sono tipici della chikungunya la febbre e i dolori articolari, anche molto forti. Non a caso il nome della malattia deriva da una parola che significa "diventare contorto": in questo modo si vuole ricordare la posizione rannicchiata che viene assunta a seguito dei dolori articolari. Altri sintomi che possono essere presenti sono: cefalea, vomito e esantema sul corpo.

Generalmente, la malattia si risolve da sola.

La terapia è mirata ad alleviare i sintomi, in particolare il dolore articolare. Può essere pericolosa solo in poche situazioni, specialmente nei pazienti immunocompromessi. Rare le complicanze segnalate, tra cui quelle neurologiche, oculari e cardiologiche.

La mortalità è stimata intorno a 0,4%.

Non esiste un farmaco per prevenirla, né una vaccinazione. La sospensione delle trasfusioni e le disinfestazioni dovrebbero essere sufficienti a bloccare la diffusione dell'infezione in Italia. Nei Paesi in cui la malattia è endemica è importante attuare anche misure di protezione individuale, in particolare dall'alba al tramonto.

Un caso sospetto di Chikungunya è stato rilevato a Modena città, dove, per questa ragione il Comune ha attivato nella giornata di oggi, 16 settembre, il primo di tre interventi di disinfestazione.

Giovedì scorso, a Casinalbo di Formigine, frazione a ridosso sempre di Modena, l'azienda sanitaria locale aveva rilevato il contagio di una giovane studentessa, ricoverata al Policlinico di Modena proprio per aver contratto la malattia trasmessa dalle zanzare del genere Aedes, la cosiddetta zanzara tigre.

L'intervento di oggi, preceduto da comunicazioni con altoparlante da parte della polizia municipale e dall'affissione di volantini, riguarda un'area a sud della città, tra la tangenziale Neruda e via Giardini.

La chikungunya, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", è una malattia virale acuta trasmessa dalle punture di zanzare infette.

Non esiste il contagio diretto da persona a persona, con i normali contatti della vita quotidiana.

I sintomi compaiono di solito entro 3-12 giorni dalla puntura di una zanzara infetta, del genere Aedes. Sono tipici della chikungunya la febbre e i dolori articolari, anche molto forti. Non a caso il nome della malattia deriva da una parola che significa "diventare contorto": in questo modo si vuole ricordare la posizione rannicchiata che viene assunta a seguito dei dolori articolari. Altri sintomi che possono essere presenti sono: cefalea, vomito e esantema sul corpo.

Generalmente, la malattia si risolve da sola.

La terapia è mirata ad alleviare i sintomi, in particolare il dolore articolare. Può essere pericolosa solo in poche situazioni, specialmente nei pazienti immunocompromessi. Rare le complicanze segnalate, tra cui quelle neurologiche, oculari e cardiologiche.

La mortalità è stimata intorno a 0,4%.

Non esiste un farmaco per prevenirla, né una vaccinazione. La sospensione delle trasfusioni e le disinfestazioni dovrebbero essere sufficienti a bloccare la diffusione dell'infezione in Italia. Nei Paesi in cui la malattia è endemica è importante attuare anche misure di protezione individuale, in particolare dall'alba al tramonto.

Al Nord è allerta Febbre del Nilo: segnalati 24 nuovi casi umani, uno anche nell'Oristanese, cresce la paura.

La febbre del Nilo occidentale ha di nuovo colpito in Italia, tutta colpa delle zanzare. Pochissimi ne parlano, ma lo "Sportello dei Diritti" ha continuato fin dall'inizio dell'estate appena passata a diffondere i dati relativi alla pericolosa diffusione di un virus conosciuto come "Febbre del Nilo occidentale" che anche il centro europeo per la prevenzione delle malattie e controllo (ECDC) ha tenuto sotto stretto monitoraggio. Alla data del 1° settembre sono stati registrati in Italia ulteriori 24 casi umani di "West Nile", nelle aree precedentemente colpite di cui uno nuovo nell'Oristanese, portando i casi confermati a 27. A una novantenne di Solarussa, circa due settimane fa, è stata diagnosticata la malattia trasmessa appunto dalle zanzare. Un altro caso a fine luglio era stato registrato a Zeddiani, dove era stata contagiata una cinquantenne che, in condizioni più critiche, era stata anche ricoverata a Cagliari per alcune settimane. I due episodi riaccendono la paura nell'Oristanese, dove sei anni fa ci sono state quattro morti accertate a causa della Febbre del Nilo. La febbre del Nilo occidentale è una malattia provocata dal virus West Nile diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

Il virus viene trasmesso principalmente dalle zanzare in particolare quelle del tipo Culex, talmente diffuse nell'area del Po da essere state ribattezzate "zanzare notturne padane".

Oltre alla trasmissione per mezzo della puntura di zanzara, il virus può essere trasmesso, molto più raramente come sottolinea l'Iss, l'Istituto superiore di Sanità, da trapianti di organi, trasfusioni di sangue e per via fetale in gravidanza. Il periodo di incubazione varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La febbre del Nilo occidentale è, nella maggior parte dei casi, una malattia asintomatica.

I sintomi, dice l'Iss, sono febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. La loro intensità è variabile: come hanno dimostrato i due casi del lodigiano, negli anziani i sintomi possono essere più gravi, mentre nei bambini è più frequente una febbre leggera, mediamente più alta nei giovani, accompagnata da arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari.. Dal momento che non esiste un vaccino per la febbre del Nilo occidentale, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", l'unico modo per ridurre il rischio di contagio è quello di esporsi il meno possibile alle punture di zanzare.

Per allontanare le zanzare può essere utile un ventilatore. Infatti le zanzare temono il vento che impedisce loro di volare e inoltre l'aria mossa allontana gli odori dell'uomo, il vero bersaglio delle zanzare. I repellenti naturali come la citronella sono spesso inefficaci perché le zanzare hanno imparato ad associare questi odori alla presenza dell'uomo, così come fanno con i profumi delle donne, i dopobarba, ecc.. Per non essere punti l'unico modo è cospargere le parti esposte con un insetto repellente. Ce ne sono di vario tipo, sono efficaci almeno nell'ora dopo l'applicazione, ma tutti hanno una certa tossicità e si assorbono. Per questo si sconsiglia il loro uso sui bambini. Tra le altre misure preventive, svuotare i vasi di piante e fiori o altri contenitori con acqua stagnante o meno come le ciotole per animali, e usare zanzariere alle finestre. Ancora, meglio evitare le zone lacustri e le pozze d'acqua e coprirsi con pantaloni, camicie o magliette a maniche lunghe.

La Direzione dell'Azienda USL di Reggio Emilia informa che oggi, 30 agosto, è pervenuta la segnalazione di un caso sospetto di malattia da Zika virus in una persona residente nel Comune di Quattro Castella da poco rientrata da un soggiorno a Cuba, paese interessato in questo momento da una epidemia della malattia. Le condizioni della persona sono buone e non destano preoccupazione.

La malattia da virus Zika si manifesta di solito con una sintomatologia lieve: febbre, dolori ossei e muscolari, oppure con manifestazioni cutanee che ricordano quelle da morbillo, a volte accompagnate da prurito; può però dare conseguenze gravi nel caso sia contratta in gravidanza, in questo caso il neonato potrebbe risultare affetto da disturbi neurologici e cognitivi, da microcefalia.

L'infezione si può trasmettere principalmente con due modalità: tramite la puntura di zanzare tigre infette oppure in caso di rapporti sessuali con partner maschile infetto. Finora tutti i cittadini italiani che hanno contratto Zika virus si sono infettati principalmente durante un viaggio all'estero, si tratta quindi di casi importati di malattia.

Per impedire la diffusione a livello locale quando viene segnalato un caso, anche solo sospetto, vengono effettuati trattamenti di disinfestazione nell'area di 100 metri attorno ai luoghi dove l'ammalato ha soggiornato nelle giornate precedenti la comparsa dei sintomi, per eliminare tutte le zanzare tigre presenti. In questo modo si evita che qualche zanzara che si può essere infettata pungendo la persona malata possa poi trasmettere la malattia ad altre persone residenti in quella zona.

I Comuni interessati in questa occasione, Quattro Castella e Reggio Emilia, città in cui la persona lavora, hanno già organizzato in collaborazione con IREN, i trattamenti di disinfestazione nei luoghi di permanenza della persona che ha contratto il virus. Trattamenti che saranno ripetuti e completati nei prossimi giorni, se la diagnosi sarà confermata.

Si richiama l'importanza, per prevenire il rischio di introduzione nel nostro Paese di malattie un tempo presenti solo in aree tropicali, di mettere in atto tutti gli interventi tesi a ridurre la presenza e diffusione di zanzare anche da parte dei cittadini.
Per chi viaggia all'estero verso uno dei tanti paesi dove Zika virus è ampiamente diffuso, è importante informarsi sulle misure di protezione personale da adottare: gli ambulatori del Servizio Igiene e Sanità Pubblica sono a disposizione per effettuare consulenze individuali gratuite utili per preparare bene il proprio viaggio.

Per saperne di più, è possibile consultare il sito regionale specifico: http://www.zanzaratigreonline.it/ 

Venerdì, 25 Agosto 2017 15:18

Reggio Emilia. Ausl: caso confermato di Zika viru

La Direzione dell'Azienda USL di Reggio Emilia informa che oggi, 25 agosto, è pervenuta la conferma della diagnosi di malattia da Zika virus nel viaggiatore residente nel Comune di Reggio Emilia già segnalato come caso sospetto di infezione Dengue/Chikungunya/Zika mercoledì 23 agosto. Le condizioni della persona che ha contratto il virus sono buone e non destano preoccupazione.

La malattia da virus Zika si manifesta di solito con una sintomatologia lieve: febbre, dolori ossei e muscolari, oppure con manifestazioni cutanee che ricordano quelle da morbillo, a volte accompagnate da prurito; può però dare conseguenze gravi nel caso sia contratta in gravidanza, in questo caso il neonato potrebbe risultare affetto da disturbi neurologici e cognitivi, da microcefalia. L'infezione si può trasmettere principalmente con due modalità: tramite la puntura di zanzare tigre infette oppure in caso di rapporti sessuali con partner maschile infetto. Finora tutti i cittadini italiani che hanno contratto Zika virus si sono infettati principalmente durante un viaggio all'estero, si tratta quindi di casi importati di malattia.

Per impedire la diffusione a livello locale quando viene segnalato un caso, anche solo sospetto, vengono effettuati trattamenti di disinfestazione nell'area di 100 metri attorno ai luoghi di vita dell'ammalato, per eliminare tutte le zanzare tigre presenti. In questo modo si evita che qualche zanzara che si può essere infettata pungendo la persona malata possa poi trasmettere la malattia ad altre persone residenti in quella zona.

Il Comune di Reggio Emilia, in collaborazione con il Servizio di Igiene Pubblica, ha già iniziato i trattamenti di disinfestazione nei luoghi di permanenza della persona che ha contratto il virus, trattamenti che saranno ripetuti e completati nei prossimi giorni.

Si richiama l'importanza, per prevenire il rischio di introduzione nel nostro Paese di malattie un tempo presenti solo in aree tropicali, di mettere in atto tutti gli interventi tesi a ridurre la presenza e diffusione di zanzare anche da parte dei cittadini. Per chi viaggia all'estero verso uno dei tanti paesi dove Zika virus è ampiamente diffuso, è importante informarsi sulle misure di protezione personale da adottare: gli ambulatori del Servizio Igiene e Sanità Pubblica sono a disposizione per effettuare consulenze individuali gratuite utili per preparare bene il proprio viaggio.

Per saperne di più, è possibile consultare il sito regionale specifico: http://www.zanzaratigreonline.it/ 

Da venerdì 7 luglio trattamenti larvicidi porta a porta anche la mattina tra le vie Cervino, Monviso e Nonantolana. Infezione contratta in un paese tropicale.

Modena, 7 luglio 2017

Già da ieri sera, giovedì 6 luglio, e proseguiranno per due notti nella zona di Modena interessata, le operazioni di disinfestazioni a seguito dell'accertamento di un caso di infezione Dengue da zanzara tigre confermato. Si tratta di un cosiddetto caso "importato", l'infezione è stata cioè contratta all'estero da un cittadino modenese a seguito di un viaggio in un paese tropicale.

La malattia virale viene trasmessa all'uomo dalle punture di zanzara del genere Aedes albopictus (zanzara tigre). Pertanto, come previsto dal "Piano 2017 di sorveglianza e controllo Dengue, Chikungunya, Zika virus, malattia di West Nile e altre arbovirosi" predisposto dalla Regione, nella zona interessata si mette in atto il trattamento di disinfestazione straordinaria predisposto dal Comune di Modena, nelle ore immediatamente successive la segnalazione del caso da parte del Dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl.

L'area interessata è compresa tra via Cervino (dal civico 42 al 90), via Monviso (dal civico 11 al 120) e via Nonantolana (dal civico 705 al civico 745).

Nella mattinata di oggi è in corso un trattamento larvicida sulla tombinatura pubblica della zona e trattamenti porta a porta per la rimozione di eventuali focolai larvali nelle aree cortilive private. Inoltre, nelle notti di venerdì 7 e sabato 8 luglio saranno ripetuti i trattamenti adulticidi.

L'ordinanza del sindaco, già emessa nella giornata di giovedì 6 luglio, prevede che venga concesso agli addetti alla disinfestazione l'accesso alle aree aperte degli edifici per effettuare i trattamenti, che siano rimossi i focolai larvali presenti nelle aree cortilive private e indica, tra le misure di precauzione, la chiusura delle finestre e la sospensione del funzionamento degli impianti di ricambio dell'aria durante le ore notturne in cui si svolgono i trattamenti. Vanno, inoltre, tenuti al chiuso gli animali domestici e devono essere protetti con teli di plastica i loro ricoveri all'aperto e le suppellettili, come ciotole e abbeveratoi. Anche la frutta e la verdura degli orti deve essere protetta in modo ermetico.

Per consumare frutta e verdura irrorate con insetticidi sarà necessario aspettare 15 giorni, dovranno essere lavate abbondantemente e la frutta dovrà essere sbucciata. Mobili e giochi per bambini rimasti all'esterno ed esposti al trattamento dovranno essere puliti utilizzando guanti lavabili o a perdere. In caso di contatto accidentale con il prodotto insetticida, lavare abbondantemente la parte del corpo interessata con acqua e sapone.
Per informazioni: Comando della Polizia municipale, tel. 059 20314.

(Fonte: Comune di Modena)

Martedì, 06 Settembre 2016 11:20

Caso di Dengue a Reggio Emilia

La Direzione dell'Azienda USL informa che è stato diagnosticato un caso di Dengue in una persona residente a Reggio Emilia, recentemente rientrata dalla Thailandia, area in cui questa malattia è endemica.

Reggio Emilia, 6 settembre 2016

Le condizioni di salute della persona ricoverata per fortuna non destano preoccupazione, fa sapere l'Azienda Usl di Reggio Emilia.
Sono immediatamente stati attivati, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, i protocolli del caso che contemplano l'effettuazione, in un'area corrispondente al luogo di permanenza del caso segnalato, di una serie ripetuta di disinfestazioni contro la zanzara tigre, sia in area pubblica sia privata, con modalità "porta a porta", per abbattere la popolazione di zanzare presenti nell'area dove la persona ha soggiornato al rientro dal viaggio.
La febbre di Dengue è una malattia virale trasmessa attraverso la puntura di zanzara e caratterizzata da febbre alta, forti dolori articolari e muscolari, dolore retrorbitario e rash cutaneo. 
Si ricorda che la zanzara tigre è l'unico vettore di questa patologia: la febbre di Dengue, infatti, non si trasmette direttamente da uomo a uomo ma solamente attraverso la puntura di una zanzara infetta.
Ogni anno, visto il grande numero di viaggiatori in aree in cui la malattia è ormai diffusa, si registrano alcuni casi in Italia e anche nella nostra regione, in persone al rientro da viaggi all'estero. Non vi è, al momento, nessun altro caso sospetto e non sussiste alcun allarme sanitario.
Per maggiori informazioni sugli interventi messi in atto dalla Regione Emilia-Romagna per la protezione nei confronti delle zanzare invasive: www.zanzaratigreonline.it 

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia
Martedì, 30 Agosto 2016 14:57

Non confermato il caso di virus dengue

Parma 30 agosto 2016 - L'azienda AUSL ha informato il Comune che le analisi non hanno confermato il caso sospetto di virus dengue in via Costituente. Pertanto non saranno eseguite ulteriori disinfestazioni dopo quella attuata nella scorsa notte in applicazione di quanto previsto dai protocolli regionali in casi di questo genere, con il sospetto di patologia in attesa di conferma.

(Fonte Comune di Parma)

Pubblicato in Salute e Benessere Parma

Parma, 25 agosto 2016. Nelle prossime tre notti, a partire da oggi, dalle 23 alle 4, si procederà alla disinfestazione straordinaria in via Traversetolo. Si tratta di azioni che il Comune pone in essere in base al protocollo stipulato in tema di prevenzione contro la diffusione del virus dengue a seguito del fatto che la persona colpita nella zona di viale Tanara nei giorni scorsi ha fatto visita a conoscenti, proprio in via Traversetolo, da qui la necessità di procedere anche in questa zona della città.

Il dipartimento di sanità pubblica dell'AUSL ha informato il Comune che si è riscontrato il virus dengue (quello della zanzara tigre) che ha colpito una persona residente nella zona di viale Tanara che ha fatto visita a conoscenti in via Traversetolo. Di conseguenza il Comune ha provveduto ad attivare i meccanismi di prevenzione contro al diffusione del virus, previsti dal protocollo regionale, anche in questa zona della città

Nelle prossime tre notti, a partire da oggi, da mezzanotte alle 4, si procederà alla disinfestazione straordinaria: verrà diffuso nel raggio di un centinaio di metri, nella zona del via Traversetolo interessata, il preparato per eliminare le zanzare. La diffusione del suddetto liquido nebulizzato avverrà tramite autobotte.

I cittadini residenti sono quindi consigliati di non stazionare in zona all'aperto durante le ore di spargimento del preparato (da mezzanotte alle quattro), di chiudere porte e finestre, di ritirare le ciotole degli animali domestici e di proteggere, per quanto possibile gli orti, o non consumare i prodotti nei prossimi giorni. Inoltre resta valido per tutti l'invito ad evitare ogni forma di ristagno di acqua in aree private.

Pubblicato in Comunicati Sanità Parma
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