L’episodio di violenza, che aveva destato una forte preoccupazione e grande allarme sociale, si era consumato proprio nella centralissima Piazza Ghiaia. Le tempestive indagini dei Carabinieri della Stazione di Parma Centro hanno permesso di attribuire un’identità certa al presunto responsabile dei reati che è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.
Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Fornovo di Taro hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Parma due ventenni italiani, ritenuti, al termine degli accertamenti e delle verifiche svolte, i presunti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di "hashish".
Operazione lampo dei Carabinieri della Sezione Radiomobile che ha permesso di smantellare un canale di spaccio attivo in città: fermato un 21enne italiano, sorpreso con 13.400 euro in contanti nascosti nella ruota di scorta dell’auto 1,3 kg di cocaina nascosta a casa.
Le indagini, scattate dopo l’atteggiamento sospetto del giovane che è salito sull’auto tentando di eludere il controllo degli uomini dell’Arma, hanno portato a perquisizioni mirate in abitazione e garage, dove sono stati rinvenuti oltre 1,3kg di cocaina e materiale per il confezionamento dello stupefacente.
Nel maggio del 2022, una coppia di Fontevivo si è trovata uno sconosciuto in casa travisato da una mascherina chirurgica. L’uomo, colto durante il furto di alcuni preziosi avrebbe usato violenza nei confronti dei proprietari che avevano tentato di bloccarlo. I Carabinieri immediatamente intervenuti hanno effettuato un meticoloso sopralluogo e proceduto ai rilievi e alla campionatura di una mascherina chirurgica persa durante la fuga dall’autore di quella che è poi divenuta una rapina. Le successive indagini scientifiche hanno recentemente disvelato l’identità del presunto responsabile che è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.
Proseguono senza soluzione di continuità i servizi svolti dall’Arma dei Carabinieri per garantire la sicurezza dei cittadini. Anche nell’ultimo fine settimana i Carabinieri della Compagnia di Parma hanno messo in campo un dispositivo formato da personale in uniforme, nell’ambito di un servizio coordinato di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e contrasto dei reati in genere con particolare attenzione al centro cittadino e le zone periferiche.
Nella prima mattinata del 12 ottobre, i Carabinieri della Stazione di Bardi con il supporto di altre pattuglie dipendenti dalla Compagnai di Borgo Val di Taro, sono intervenuti in una zona rurale del comune di Bardi (PR) impedendo lo svolgimento di un rave party organizzato con la presenza di diverse decine di giovani, provenienti anche da altre Regioni. Al termine delle indagini 35 persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria.
I Carabinieri della Sezione Radiomobile di Parma hanno arrestato un 18enne dopo averlo fermato in giro a piedi in un quartiere residenziale della città trovandolo in possesso di 6 involucri contenenti oltre 5 gr. di cocaina. La successiva perquisizione domiciliare, ha permesso ai militari di rinvenire un macro-pezzo di cocaina da 91 grammi e 16 dosi già confezionate per un totale di ulteriori 15 grammi di analoga sostanza già pronta per essere spacciata sul mercato locale.
Nei giorni scorsi, al termine di un’articolata indagine, i Carabinieri della Stazione di Sala Baganza hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Parma una donna italiana di 53 anni, sospettata di aver messo in atto una truffa telefonica ai danni di un 66enne residente in questa provincia.
Continua incessante l’impegno dei Carabinieri del Comando Provinciale di Parma, teso alla prevenzione e repressione il fenomeno delle c.d. “spaccate”, con un incremento continuo del numero di pattuglie disposte sul territorio urbano, supportato da personale specializzato nell’attività investigativa. Fondamentale la collaborazione dei cittadini che sempre più spesso si fanno avanti fornendo importanti contributi alle indagini.
I Carabinieri di Fidenza smascherano un 55enne italiano, ritenuto il presunto responsabile di una serie di truffe ben orchestrate nell’ambito di attività cinofile.
Il modus operandi è sempre lo stesso: un uomo si presenta nei negozi con un blocco di ricevute generiche su cui è scritto a mano il nome dell’allevamento e il numero di telefono con una o due cifre modificate, e chiede un’offerta economica per inserire la pubblicità del negozio sulle locandine dell’evento che si terrà più o meno sempre due settimane dopo.
L'indagine, partita da una denuncia da parte del titolare di una locale attività commerciale, ha ricostruito uno schema fraudolento ben organizzato che andava avanti da mesi. Il presunto responsabile, già noto alle forze dell’ordine, aveva raccolto denaro per eventi inesistenti, causando danni economici ai titolari delle attività commerciali prese di mira e di immagine nei confronti degli allevatori di cui utilizzava fraudolentemente i dati personali.