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Lunedì, 21 Marzo 2022 18:59

CONVERTITEVI In evidenza

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di Alessia Bianchini 21 marzo 2022 - Questa domenica il vangelo di Luca ci vuole far riflettere sulle parole di Gesù per cui ogni sventura ed ogni evento luttuoso è sempre nella prospettiva della conversione o dei segni dei tempi, imperscrutabile per noi uomini l’agire di Dio nella storia, che non possono essere interpretati in maniera pregiudizievole cioè, nella visione giudaica ovvero se sono morti è perché erano cattivi o se lo meritavano.

Con questi fatti riportati, Gesù ci ripropone nuovamente il monito di non giudicare perché nessuno può ritenersi migliore di un altro perciò ci domanda riferendosi alle persone messe a morte da Pilato (luca 13, 2-3): «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.» e continua interrogando per i deceduti a causa del crollo della torre (Lc 13, 4-5): «O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Cristo è perentorio nella risposta retorica infatti ripete per ben due volte «No, vi dico» perché anche Lui non condanna e giudica ma avverte che se non ci si converte subiremo la perdizione cioè oltre la morte fisica ci sarà la morte dell’anima.

E per spiegare meglio l’invito alla conversione Gesù racconta questa parabola: «Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest'anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai». (Lc 13, 6-9) ciò significa che nella Sua misericordia Dio ci dà, durante la nostra vita, il tempo per convertirci anche se siamo ostinati nel perseverare nel peccato (perciò per 3 anni il fico non da frutto); e l’opportunità è un invito a non trascorrere un’esistenza vuota e fruttificare il tempo della misericordia che si allunga per rendere possibile il cambiamento, non per rimandarlo. La pazienza del Creatore sta nell’aspettare e richiamare la sua creatura che si illude di poter vivere senza Dio. Perciò per noi cristiani l’impegno nel vivere la vita, nella prospettiva della fede, è di essere mossi dal santo timore di Dio: perché quanto il cielo è alto sulla terra, così la misericordia è potente su quelli che lo temono (salmo 102, 11) infatti la realtà della morte sempre incombente non è uno spauracchio, ma è monito che poi il giudizio di Dio, che è buono e pietoso è lento all'ira e grande nell'amore arriverà e quindi noi non dobbiamo sprecare le opportunità e gli aiuti che, attraverso segni e grazie, ci vengono elargiti.

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