Redazione

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In occasione della ricorrenza delle vittime della Shoà, questa mattina è stata ricordata l’eroica figura di Giovanni Palatucci, ultimo Questore di Fiume e Medaglia d'Oro al Valore Civile.
Palatucci, nacque a Montella (Avellino) il 29 maggio 1909, venne trasferito alla Questura di Fiume nel 1937, dove si adoperò per salvare migliaia di ebrei. Il 22 ottobre 1944 venne trasferito nel campo di sterminio di Dachau, dove morì di stenti e privazioni, a soli 36 anni, il 10 febbraio 1945. Nel 1990 lo Yad Vashem lo ha giudicato "Giusto tra le Nazioni".
In suo onore, il Questore di Modena Maurizio Agricola, unitamente al Prefetto Pierluigi Faloni, al Sindaco Giancarlo Muzzarelli e al Presidente della Provincia Gian Domenico Tomei, ha deposto una corona presso la stele a lui dedicata nel piazzale antistante la Questura.
Tra le autorità presenti anche la consigliera della Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia Carmen Tassoni e il Sostituto Commissario della Polizia di Stato Davide Rioli, referente della “Associazione Giovanni Palatucci”.

 

In Cina il bilancio dei morti causati dal coronavirus sale a 81. E l’Oms modifica da ‘moderato’ ad ‘alto’ il rischio di contagio a livello globale. 

di LGC Parma 28 gennaio 2020 - Nonostante le opportune cautele e l'aumentato livello di rischio globale dichiarato dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il tasso di psicosi globale da coronavirus è fuori misura.

Anche in Europa la paura si  sta trasformando in intolleranza. Se ne sentono di tutti i colori: «Non voglio cinesi nel mio ristorante». 

È la notizia globale degli ultimi giorni quella dell’epidemia di coronavirus che a partire dai primi del dicembre scorso da Wuhan in Cina si è diffusa rapidamente nella provincia di Hubei dove si contano la maggior parte dei contagiati. Perché, quindi, di epidemia si tratta e non di pandemia, stante la localizzazione che al momento, dati scientifici alla mano porta ad escludere una diffusione su scala più ampia o addirittura globale così come erroneamente il tam tam sui media e poi sui social ha portato a far credere. Non la pensano così molti dei residenti in Europa per i quali dal timore, più o meno infondato, si è passati a vere e proprie manifestazioni d’intolleranza nei confronti di cittadini asiatici anche propri concittadini.

Dopo gli episodi riportati dalla stampa italiana, anche in Svizzera, per esempio, alcune comitive di cinesi non sarebbero state fatte entrare nei ristoranti. La proprietaria di un ristorante cinese di Zurigo, lei stessa di origine cinese ha candidamente dichiarato alla stampa elvetica:«Il virus mi inquieta. In questo periodo i gruppi in viaggio dalla Cina non sono i benvenuti qui». Nonostante si tratti di una scelta discutibile, la donna si dice costretta a rifiutare gli ospiti asiatici «per motivi di sicurezza»: «Voglio proteggere il personale e gli altri ospiti».

E non si fida minimamente dei controlli introdotti in alcuni aeroporti. «Ho la sensazione che le autorità non stiano prendendo abbastanza seriamente questo virus». Sulla stessa linea un’altra ristoratrice cinese di Lucerna: «Se mi arrivasse la richiesta di riservazione da parte di un gruppo di turisti cinesi, credo che rifiuterei». Sulla stessa linea un altro di Opfikon (ZH), che ammette: «se arrivasse una comitiva che non è stata sottoposta a controlli», la manderebbe prima in ospedale. «Poi potrebbero cenare qui». Secondo lui, «è meglio un controllo in più», prima di poter mangiare nel suo ristorante. Il locale si è già munito di una scorta di mascherine, che i dipendenti hanno anche a casa. Il dato comune che si tratti di Svizzera o Italia è che molti, alla sola vista di persone di origine asiatica, non solo cinese, pensano subito al coronavirus.

La psicosi, quindi, è tuttora in corso. Si dice persino che vi sia stato un boom di vendite di mascherine protettive. Tutti elementi che, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti, ci portano ad affermare l’esigenza che le autorità competenti a partire dal Ministero della Salute all’Istituto Superiore di Sanità, diano la più ampia informazione possibile e, dati scientifici e statistici alla mano, comunichino che in Europa non vi è nessun allarme e che i controlli agli aeroporti e, quindi, alle frontiere sono e resteranno rigorosi finché l’emergenza in Cina sarà conclusa.

 

Parma 27 gennaio 2020 - Oliviero Toscani a Parma con la sua "Fabrica": "Mi han detto che siete i più belli d'Italia è Vero? … Avete la "erre" moscia, la sapete più lunga del resto d'Italia…", così di è presentato ieri il grande fotografo, politico e provocatore Oliviero Toscani, calato a Parma per il progetto fotografico inserito in Parma2020.

In occasione di “Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020“, Oliviero Toscani, Fabrica e la città di Parma cercano fotografi da inserire nel progetto IMAGINE PARMA – Points of view, una documentazione urbana che partirà a febbraio 2020 e terminerà in estate.

IMAGINE PARMA – POINTS OF VIEW è un reportage collettivo che si pone l’obiettivo di fotografare ogni aspetto della città e della parmigianità, dalle eccellenze famose ai meandri più nascosti, dal Correggio alla “erre moscia”. Gli sguardi saranno molteplici e le possibilità infinite perché Parma è tutto: cibo, storia, politica, musica, negozi e musei, gallerie e industrie, artigiani e artisti, scuole e chiese, animali e circoli, associazioni sportive e centri sociali, negozi e prigioni, parmigiani vecchi e nuovi, gente che va, gente che viene, tratti somatici unici e diversi della stessa razza umana.

IMAGINE PARMA – POINTS OF VIEW intende formare una squadra di fotografi professionisti e amatoriali che, guidata e coordinata editorialmente da Oliviero Toscani con Fabrica, produrrà le immagini della città e dei cittadini.
Il progetto si svolgerà attraverso tre Masterclass gratuiti condotti da Toscani che prevedono anche altre attività didattiche, quali incontri e conferenze, con fotografi di fama internazionale.
Sessioni:
13 – 20 febbraio 2020 – candidatura entro il 31 gennaio
13 – 20 marzo 2020 – candidatura entro il 15 febbraio
16 – 23 aprile 2020 – candidatura entro il 15 marzo

Chi cerchiamo:
Fotografi di qualunque età, stile, genere ed esperienza: la selezione avverrà sulla base delle capacità fotografiche e d’immaginazione dimostrate con il proprio portfolio che dovrà includere il CV, una lettera motivazionale e massimo 10 immagini del proprio lavoro (max 1mb ognuna) da inviare tramite il seguente link www.fabrica.it/imagineparma-apply/
Si prega di specificare nella richiesta per quale sessione ci si candida.
La selezione avverrà per insindacabile giudizio di Fabrica.

La disponibilità è limitata.

Cosa offriamo:
• attività di pratica fotografica, analisi e discussione dell’immagine, shooting sul territorio, presentazioni individuali, guida editoriale nelle varie fasi del progetto;
• accesso gratuito ai workshop, letture portfolio e alle altre attività formative. Non sono previsti rimborsi spese di alcun tipo;
• assistenza organizzativa;
• pubblicazione a proprio nome delle fotografie sui diversi media coinvolti, quali affissioni cittadine, arredo urbano, media cartacei e digitali, pubblicazioni varie;
• attestato finale di partecipazione.
Per maggiori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Accoglienza turistica a Parma: www.parmawelcome.it 

https://youtu.be/0CiZpRPS2HI

 

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