Chissà se torneremo mai alla cara vecchia e tanto vituperata prima repubblica. Mai avrei pesato di avere nostalgia di quel passato.
  
di Lamberto Colla Parma  20 ottobre 2019 -

Le vignette di Giorgio Forattini hanno scandito buona parte della politica della prima repubblica con le caricature di tutti i principali attori della vita politica del tempo. Un tic, un’espressione un gesto erano sufficienti a delineare la caratura del personaggio, generalmente austero. Statisti, con pregi e difetti, ma pur sempre statisti. Capaci di difendere le idee del partito nel quale credevano ciecamente alla cui scuola erano cresciuti e avevano fatto carriera, dal volantinaggio al servizio nelle varie feste dell’Unità o della Amicizia, ma la scalata ai vertici doveva passare dalla gavetta.

Gli scontri erano violVignetta-governo_prima_repubblica.jpgenti ma il rispetto per la forma, la dialettica e dell’avversario erano fondamentali e condivisi da tutti. Un rispetto che ha visto il “fascista” Giorgio Almirante, in coda tra i fedelissimi del PCI, onorare la salma di Enrico Berlinguer tra le espressioni allucinate dei “compagni”. I leader del PCI, accortisi della sua presenza, Giancarlo Pajetta e Nilde Iotti, si avvicinarono a Almirante e, prendendolo sotto braccio, lo accompagnarono al capezzale dell’avversario appena scomparso. Quattro anni dopo, era il 1988, una scenetta analoga venne ripetuta alla dipartita di Giorgio Almirante, con i due che andarono a rendere omaggio al leader storico della destra italiana.

Meno di un lustro ancora e la “pulizia” incompiuta e esageratamente mediatica di “Mani Pulite” portò una ventata del speranza di rinnovamento e invece, i sopravvissuti hanno germogliato ibridi di ben basso profilo, ereditando dai “genitori” la veemenza dello scontro ma non i contenuti e lo spessore culturale.

E l’annullamento delle scuole di partito ha condotto alla educazione di arrivisti solo casualmente capaci di gestire la politica, quindi la cosa comune, come la logica e l’etimologia della parola vorrebbe.

La ciliegina sulla torta è infine giunta dalla Unione Europea nel frattempo virata dalla solidarietà tra i popoli alla trazione finanziaria “uber alle”, dignità compresa.

In questa nuova identità europea, così distante dalle volontà dei fondatori, i giovani politici della seconda e poi terza e forse quarta repubblica hanno avuto, gioco forza, il convincimento di essere dei bravi leader.

Molto bravi a ubbidire a chi ha in mano i cordoni della borsa.

Oggi le caricature sono gli stessi personaggi politici reali e le vignette le vediamo in diretta ai telegiornali.

Con l’ultima manovra abbiamo avuto conferma della grande distonia tra la dichiarazione politica e la traduzione nel documento di finanza.

“Attacco alla grande evasione” si traduce in inasprimento dei controlli sulle partite iva e sui potenziali piccoli evasori. Uno strumento essenziale per la lotta alla evasione sarà l’adozione delle carte elettroniche in alternativa al contante e concedendo così alle banche di avere nuove entrate, i commercianti a incassare di meno e l’acquirente a pagare di più per il carico del costo bancario.
“Aiuto ai lavoratori”, si è tradotto in una riduzione del cuneo fiscale pari a 5€/mese.
“Opzione Green”, leggera tassa sugli imballaggi di plastica, che però non è gradita agli industriali, gli stessi che sino a ieri plaudivano “Greta”.
Altre novità è l’aumento del prezzo delle “sigarette” delle tasse sui “giochi” ma guai a colpire le grandi multinazionali del gioco, tra le quali campeggiano degli italiani con società nei paradisi fiscali.
“Tasse sulle bevande zuccherate” per controllare l’obesità e incentivi a ristrutturale le facciate dei condomini sono le misure dedicate alla “bellezza”.

Incentivare lo sviluppo invece NIET! Anzi l’unica misura che stava semplificando un poco la vita all’esercito delle partite iva è stata alienata obbligando, anche costoro, a avere un conto bancario specifico, a adottare la fatturazione elettronica e a incaricare un commercialista che andrà a assorbire circa il 10% del misero fatturato della micro-impresa.

Complimenti per il coraggio e la fantasia e soprattutto per la coerenza dialettica e politica.

In attesa dei nuovi statisti, becchiamoci sti qui!

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(I 5 leader del pentapartito)

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Domenica, 06 Ottobre 2019 09:10

Cornuti e mazziati!

L’embargo russo, voluto dagli USA, è ora premiato con 7,5 miliardi di dollari di dazi statunitensi. Ma a quanto are c’è da essere soddisfatti. È talmente poca la preoccupazione nella maggioranza che i loro leader pensano alle elezioni, allo Jus Culturae e a far votare i sedicenni.
  
di Lamberto Colla Parma  6 ottobre 2019 -

Ma quale segno di stima! Alla vigilia di della visita del Segretario di stato Mike Pompeo, la diplomazia statunitense aveva dichiarato di non veder l’ora di lavorare con il Governo Conte Bis.

Ed ecco che, le coincidenze casuali sono beffarde, appena l’omone di origine abruzzese mette piede il Italia, il WTO annuncia di dare applicazione ai dazi statunitensi richiesti da Donald Trump a fronte degli aiuti illegali concessi a AIRBUS da parte della UE ben 15 anni fa, utili a favorire lo sviluppo e lancio di alcuni suoi modelli (A380 e A350).

Benissimo, soprattutto a fronte della reale motivazione della visita nel Bel Paese, orientata più a ricevere confidenziali informazioni dai nostri 007 circa l’Ucraina Gate che sta opprimendo Trump, che a cominciare un proficuo lavoro con i giallo rossi.cornuto-e-mazziato.jpg

Quindi, non paghi di averci obbligati all’embargo russo in seguito a una crisi generata dalla NATO, gli USA colpiscono pure l’Italia per il solo torto di appartenere a questa UE che non è più parente con quella degli albori, nonostante non si faccia parte del consorzio franco-tedesco-britannico dell’AIRBUS.

Ma, come la maggior parte degli intervenuti al dibattito hanno sostenuto, “siamo tra quelli che sono stati meno colpiti dai dazi”.

Chi si accontenta gode, recita un saggio detto popolare.

Il costo non sarà tanto salato, chi dice che sarà mezzo miliardo e chi un miliardo o forse un po’ di più ma tanto, visto che siamo nelle spese e con la lista delle coperture da completare per la finanziaria, oggi chiamata DEF (documento di Economia e Finanza), aggiungere un miliardino ai 29 previsti è roba di poco conto.

L’importante è invece pensare bene a come si andrà a votare e soprattutto chi avrà quel privilegio.

E qui si capisce come il PD, ex Ulivo, ex DS, ex PDS, ex PCI, sia veramente ossessionato dalle elezioni.
In questi frangenti drammatici per i nostri prodotti ambasciatori del made in Italy agroalimentare ecco che i vertici della sinistra tradizionale (posto che il M5S sembra ormai anch’esso tutto schierato a sinistra) tamburellano su due questioni assolutamente prioritarie per il Paese:


- l’apertura delle urne ai sedicenni;

- lo Jus Culturae (una variante giovanile e dotta dello Jus Soli che passa attraverso l’istruzione scolastica). Secondo gli ultimi dati della Fondazione Leone Moressa, sono circa 166 mila i ragazzi stranieri che hanno completato almeno cinque anni di scuola in Italia e che sarebbero dunque interessati dallo “ius culturae”.

166.000 voti da giovani stranieri che si andrebbero ad aggiungere a circa 1,5 milioni di 16 e 17enni la maggior parte dei quali voterebbero per la sinistra, almeno stando all’antico detto popolare che si “nasce comunisti e si muore fascisti” e le elezioni son belle che vinte!

“Annamo bene”, direbbe la Sora Lella.

 

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Domenica, 29 Settembre 2019 09:31

Tutti in fregola per la sorpresa di Conte!

Devono considerarci veramente degli acerebrati se pensano di sequestrarci i risparmi e accrescere le tasse con piena nostra soddisfazione.
  
di Lamberto Colla Parma  29 settembre 2019 - “Chiedo un patto a tutti i cittadini onesti. Gli chiedo di accettare una misura nuova, una sorpresa, con cui pagheremo tutti meno", è la dichiarazione di Giuseppe Conte da New York a margine dell’assemblea ONU che ha avuto come ospite d’onore la minorenne svedese, ossessionata dall’ambiente.

Secondo il premier, portavoce del Governo Giallo Rosso, dovremmo accogliere con soddisfazione la sorpresa che consentirà, secondo la tribù di Pinocchio, di pagare meno tasse in futuro.

Dai “Future” siamo rimasti fregati già da quasi 10 anni e tutte le volte che i nostri austeri leader hanno chiesto un sacrificio temporaneo, siamo rimasti fregati.

Al contrario, le promesse elettorali, non sono mai state mantenute.

Dovremmo perciò accettare col sorriso quello che ci verrà propinato, quello che in un futuro, non si sa quale, pagheremo meno tasse (di quanto si prevede la riduzione?) ma intanto prepariamoci all’incremento.

Già perché è da quando si è insediato il nuovo governo “alieno” che spuntano idee di nuove tasse per curare l’animo e il fisico dei cittadini.

Nuove tasse sulle merendine e sulle bevande gassate per combattere l’obesità, tasse sui prelevamenti in banca di soldi già tassati in entrata e infine la sorpresa, un misero incentivo (2%) sui pagamenti con carte di credito per combattere la piaga del “nero”.

Pagheremo meno tasse così come abbiamo pagato meno le tariffe sui rifiuti da quando hanno imposto la raccolta differenziata grazia alla quale lavoriamo per le municipalizzate, ci siamo riempiti la casa di bidoni antiestetici e puzzolenti a fronte di aumento delle tariffe del 70% negli ultimi 7 anni.
Abbiamo accolto l’uso degli home banking per aumentare l’efficienza bancaria e ridurre i costi a fronte di una spesa media di 1 € per bonifico, concedendo loro una maggiore libertà a investire nella finanza e nelle operazioni spregiudicate da riversare sui clienti affezionati, talmente affezionati da accettare le modifiche di contrato unilaterali. Tanto, cambiare banca sarebbe come cambiare sanguisuga.

Tutti virtuosismi che il giovane arrampante Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, ha imparato benissimo e subito, lasciando l’antica città emiliana sommersa dai rifiuti in ogni angolo e portarla a primeggiare a livello nazionale per spese di illuminazione (sprecata) come ha evidenziato il servizio di Giovanni Floris (Di Martedi) del 24 settembre scorso.

Per combattere l’evasione fiscale sarebbe sufficiente, come ormai da un ventennio sostengono i commercialisti, far mettere in deduzione al cittadino ogni bene o servizio acquistato dalle categorie dei presunti evasori.
Mentre per un maggior uso delle carte di credito sarebbe sufficiente imporre alle banche di togliere i loro balzelli e molti verrebbero incentivati a pagare con le carte e i produttori di servizi a acquistare i POS.

Ma togliere qualcosa alle banche non si può, loro che falliscono e vengono salvate dai cittadini fregati e i dirigenti se la cavano senza pene.

Infine, vorremmo, cari signori del Governo, avere la libertà di misurare le piccole spese quotidiane, quelle che sembrerebbero irrilevanti ma che alla fine dei conti, se non mantenute sotto osservazione costante, ci fanno sballare il misero bilancio familiare. Il soldo contante ha ancora il suo “bel peso” quando deve abbandonare la mano per un potenziale acquisto, che alla fine potrebbe apparire superfluo o troppo anticipato rispetto alle esigenze e alle disponibilità del periodo.

L’uso esclusivo delle carte invece rischia di legarci definitivamente e di venire isolati dai nostri risparmi con un semplice click.

Basta raccontare favole. Se volete fregarci, fatelo, ma non pretendete di assoldarci come complici.

 

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Tari: la tassa sui rifiuti non aumenta. Il nuovo Piano 2019: garantiti più controlli e più servizi. In merito all'approvazione delle delibere inerenti il Piano Economico Finanziario ed il Piano Tariffario legato alla Tari – Tassa sui rifiuti, il Comune di Parma informa che non sono previsti aumenti, ma il potenziamento di alcuni servizi e l'incremento dei controlli. 

Parma -

Non è previsto nessun aumento delle tariffe, per l'anno 2019: in conformità al Piano Economico Finanziario ed al Piano tariffario TARI che garantisce il 100% di copertura dei costi relativi, la tassa sui rifiuti si mantiene sostanzialmente linea con le tariffe 2018, tra le più basse in Emilia Romagna.

Viene confermata l’efficacia del sistema di tariffazione puntuale e più in generale del sistema di gestione dei rifiuti con la raccolta porta a porta introdotto sul territorio comunale che ha visto Parma posizionarsi al primo posto in regione, fra le città capoluogo di provincia, per quanto riguarda la percentuale di raccolta differenziata, pari, nel 2018, all'81,2%. Sostenibile dal punto di vista ambientale e favorevole ai cittadini grazie alla tariffa più bassa in Emilia Romagna.

 

SACCHI CON CODICE A BARRE IN CENTRO STORICO

Tutto questo, a fronte del potenziamento di alcuni servizi come l'avvio del progetto sperimentale di distribuzione di sacchi con codice a barre per la raccolta di plastica-barattolame in Centro Storico, al fine di monitorare le eventuali non conformità; il progetto sarà, poi, esteso all'intera città.

 

MAGGIORI CONTROLLI

Sono previsti maggiori controlli e più telecamere contro l'abbandono dei rifiuti e per vigilare sul loro corretto smaltimento, attraverso il rafforzamento del personale dedicato: si passerà dalle attuali 4 unità a 6 unità operative. Verranno, inoltre, incrementate di 10 unità le telecamere e le fototrappole per il controllo dell'abbandono dei rifiuti nei punti critici sia nel Centro Storico che nelle aree esterne, al fine di garantire un monitoraggio costante ed omogeneo del territorio. 

 

PROGETTO “ORTI RIFIUTI ZERO”

Tra i progetti, verrà portato a compimento il progetto “Orti Rifiuti Zero” con l'attivazione di piazzole di compostaggio per i rifiuti verdi negli orti sociali.

 

PROGETTO ECOFESTE 2019

Proseguirà il progetto Ecofeste 2019 con l'attivazione di un bando per favorire il riutilizzo ed il recupero dei rifiuti nell'ambito di feste che si svolgeranno a Parma nel 2019.

 

CENTRI DI RACCOLTA

Verrà mantenuta la modalità di conferimento dei rifiuti indifferenziati “a punti” nei Centri di Raccolta, mediante scontistica Tari per le utenze domestiche, per premiare i cittadini virtuosi. CDR che saranno aperti, almeno in un caso, anche all’ora di pranzo. E' prevista anche la prosecuzione del progetto sperimentale della raccolta del verde porta a porta nel centro storico

 

PULIZIA DELLE STRADE

Novità in positivo anche per alcuni servizi con il potenziamento e miglioramento della qualità della pulizia delle strade con l'aumento di numero di servizi svolti anche attraverso la figura dello “Spazzino di Quartiere”, che fungerà da punto di riferimento della comunità per quanto riguarda le segnalazioni e le necessità di intervento. Sono previsti, inoltre, lavaggi leggeri con mezzi appositi dotati di lancia ad alta pressione e prodotti sanificanti e deodorizzanti all'interno ed all'esterno delle Ecostatione nei punti in cui si rileva la necessità come nei borghi storici. A cui si aggiunge il trattamento enzimatico bisettimanale dei contenitori posti all'interno delle Ecostation. 

Sempre in tema di servizi sono contemplati lavaggi con autobotte e lancia ad alta pressione e prodotti sanificanti e deodorizzanti nel centro storico e l'estensione del periodo di intervento fino a novembre; verrà intensificata la pulizia delle aree verdi e dei parchi cittadini e sarà estesa la fornitura del portacenere “Fumetto di Parma” alle utenze situate nelle zone residenziali esterne al centro storico. E' in programma anche la revisione dei siti di posa dei cestini stradali in centro storico, con l'eliminazione di quelli meno utilizzati ed oggetto di abbandoni e l'utilizzo di cestini con apertura cilindrica al fine di evitare conferimenti non corretti. 

 

NESSUN AUMENTO SULLA TASSA RIFIUTI, PIÙ SERVIZI E LOTTA AGLI ABBANDONI

“Nessun aumento sulla tassa rifiuti, più servizi e lotta agli abbandoni. Questo, in sintesi, il contenuto della delibera approvata ieri in Consiglio Comunale – commenta l'assessora alle Politiche di sostenibilità ambientale Tiziana Benassi - Prosegue con successo, e con soddisfazione per l’Amministrazione Comunale, il percorso virtuoso di Parma nella gestione dei rifiuti. Percorso che ha portato la nostra città a oltrepassare l’80% nella raccolta differenziata (81,2% per la precisione) e ad avere la tariffa più bassa in regione. Il nuovo Piano 2019 punta al miglioramento della quantità e della qualità della raccolta separata con una rete ampliata e perfezionata di servizi, senza sostanziali variazioni economico finanziarie. 

Grande attenzione al tema della pulizia di strade, marciapiedi e aree pubbliche. Grande attenzione al tema dei controlli e lotta agli abbandoni. Grande attenzione ai comportamenti più virtuosi con sconti e agevolazioni che premiano i cittadini, le imprese e i progetti sostenibili.

E chi possiede un animale, con distribuzione a domicilio dei sacchetti per la raccolta delle deiezioni canine. Per una città più ordinata, più pulita e che premia chi si dà da fare per il bene comune”.

Fonte: Comune di Parma 

Francia: Protesta del "Gilet Gialli": distrutti oltre la metà dei 3275 autovelox in tutto il Paese. La disperazione e la lotta contro il possibile inasprimento di tasse e sanzioni si abbatte sulle apparecchiature elettroniche di rilevazione delle infrazioni. Forse solo in Francia si è preso coscienza che siano solo strumenti per far cassa?

Dal 17 novembre, primo giorno della mobilitazione dei "gilet gialli", oltre la metà dei 3.275 autovelox automatici in Francia sono stati messi fuori servizio.

Una vera e propria ecatombe di apparecchiature elettroniche per la rilevazione delle infrazioni: coperti, rotti, vandalizzati o comunque resi inutilizzabili, i radar, così vengono comunemente chiamati oltralpe, non hanno davvero un bell'aspetto dal 17 novembre, coinciso con l'inizio del movimento dei cosiddetti "gilet gialli".

Se il Ministero dell'Interno si rifiuta di fornire le cifre per "evitare un'eccedenza", il sito Radars-auto.com  garantisce che il 65% delle telecamere fisse per il controllo della velocità siano state interessate. Nel paese, i numeri parlano da soli, anche se non possono essere esaurienti: la situazione cambia da un giorno all'altro, a volte da un minuto all'altro. In pratica una vera e propria epidemia della protesta nella protesta.

I dati seguenti sono stati registrati dal quotidiano "La Dépêche du Midi", diffuso nella regione Midi-Pirenei e nei dipartimenti di Aude e Alta Garonna. Mentre nessuna cifra ufficiale comunicata dalle prefetture. Nel Tarn, 23 radar su 33 sono fuori servizio. Quasi il 67% dei dispositivi. Nel Tarn-et-Garonne: 25 radar non funzionano sul 34 che conta il dipartimento. Nell'Aveyron, 13 dei 19 radar sono etichettati o coperti oggi. Non è molto meglio in Ariège: 8 radar sono stati danneggiati in 11. Cinque dei radar degradati sono stati anche dati alle fiamme la stessa notte da mercoledì a giovedì. Gli Hautes-Pyrénées non sono esclusi: 10 dei 13 radar sono stati vandalizzati. Su 12 radar, 3 sono ora fuori servizio nel Lot ma tutti sono stati danneggiati. La situazione è eccezionale nel Gers. Lì, 21 radar su 22 erano fuori servizio il 13 dicembre. Da allora, quelli di Isle-Jourdain, Gimont e Jegun sono stati rilasciati e riavviati. La prefettura di Gers n ' non desiderava comunicare sul danno di questi degradi, ma si può già garantire che la perdita di profitto sia colossale. Il radar di L'Isle-Jourdain, il dipartimento più "redditizio", ad esempio ha lampeggiato quasi 30.000 volte nel 2017. Per trovare i colpevoli di questo danneggiamento di massa, la polizia ha dispiegato i mezzi principali: videosorveglianza, sondaggi, campioni di DNA ... Alla fine di novembre, il Tribunale penale di Tolosa ha condannato tre gilet gialli che avevano incendiato i radar automatici a Saint-Jory, Haute-Garonne e Pompignan, nel Tarn-et-Garonne, tra i tre mesi di prigione e le 105 ore di servizio alla comunità. Lo stato, quindi dovrà mettersi le "mani in tasca" per sopperire alle conseguenze di quella che per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", al netto della censurabilità delle modalità, costituisce anche una presa di coscienza di massa sulla reale funzione di queste macchinette infernali e sulla loro utilizzazione a fini di cassa per gli enti accertatori. Basti pensare che solo per riparare un vetro rotto si spende 500 euro e ci vuole circa una settimana per cambiarlo. Circa 75.000 euro per una postazione distrutta e un mese per sostituirla, oltre al necessario lavoro di ingegneria civile.

Ed anche se le sanzioni per il danneggiamento di questi beni pubblici siano severe con pene che possono arrivare fino a sette anni di carcere e multe di 100.000 euro, pare che non abbiano scoraggiato i centinaia, forse migliaia di cittadini, che hanno così voluto esprimere il loro dissenso di fronte a questa che appare essere una fonte indiretta di tassazione che contribuisce ad esasperare il clima già teso in Francia, sul possibile inasprimento dei carichi fiscali. In tal senso, sembra assurdo che in Italia dove il peso delle tasse, imposte e balzelli è anche superiore, nessuna protesta pubblica sia ancora scoppiata nel corso degli ultimi anni. Ma i francesi, si sa, sono i francesi. Evidentemente.

(22 dicembre 2018)

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Una politica ambientale da ripensare e soprattutto da non accettare a occhi chiusi. Gli interessi di pochi dietro alla guerra del Diesel e della Benzina.

di Lamberto Colla giovedi 6 dicembre 2018 - E' notizia di queste ore che il Governo stia predisponendo gli incentivi e i disincentivi per le auto. Siamo alle solite!

A entrare nel mirino di Palazzo Chigi questa volta sarebbero tutte le vetture nuove alimentate a benzina e a gasolio.

La solita scusa ambientale, per la quale in questi giorni in Emilia Romagna è stato introdotto il divieto di circolazione anche per gli euro 4 (un'eresia!), ma che invece nasconde un più grande problema industriale tutto in carico ai petrolieri e alla guerra tra paesi produttori che oggi è persino riuscita a minare la coesione OPEC con il risultato che il QUATAR se ne è uscito, senza una motivazione tecnica plausibile ma solo di facciata.

Il QATAR è il più grande produttore di Gas e (LNG Gas Naturale Liquefatto) vuole incrementare le produzioni dei suoi derivati chimici, mentre è il più piccolo produttore di greggio (solo il 2%) dell'OPEC. Questa la giustificazione pubblica, ma la verità sta nel contrasto con l'Arabia Saudita (stretto partner di USA), posto che non sarebbe in contrasto la produzione di Gas con l'adesione all'OPEC.

Gli scenari mondiali legati al petrolio sono fortemente mutati da quando gli USA hanno inventato un nuovo modo di estrazione facendo uso del "fracking", una sequenza di micro-esplosioni controllate sotterranee seguite da immissione d'acqua a altissima pressione che scioglierebbe il petrolio dalle rocce.

Una tecnologia che ha consentito agli Stati Uniti di diventare un Paese autosufficiente nella produzione e addirittura forte esportatore di greggio.

E' per questo motivo, che negli ultimi 7-8 anni, il prezzo del petrolio è crollato di 2/3 e ora è al 50% del prezzo del 2011 (arrivato in california a 140$/bar). Da oltre 120$ al Barile il Petrolio WTI crollò a 40 per poi risalire intorno ai 50$/barile attuali.

Un prezzo che genera margine operativo alle imprese statunitensi ma non a quelle Venezuelane (sarebbe il maggiore produttore mondiale) e medio orientali e comunque valido per tutti gli altri estrattori con tecnologie convenzionali.

Ma questo ha portato a un problema di non poco conto.
Infatti, il petrolio estratto con le nuove tecnologie, essendo un prodotto leggero, non sarebbe indicato per la produzione di gasolio da autotrazione e perciò, è calata la direttiva, da molto in alto, di spostare il gasolio solo sulla autotrazione commerciale sacrificando l'uso privato.

Ancora una volta la "favola ambientale" è stata ben raccontata per fare passare indolore provvedimenti e cambi di strategia industriale che vanno a giovamento dei soliti pochi e potenti e ricchissimi, e a scapito soliti tanti pecoroni, deboli e sempre più poveri.

I Gilet Gialli francesi hanno fatto fare marcia indietro a "Macaron", il presidente duro fuori e tenerone dentro, ma sarebbe auspicabile che la protesta si espandesse un po' in tutti Paesi, con qualche miglioramento in termini di violenza e danni che invece servono solo a spaventare quelli che vorrebbero insorgere e protestare civilmente ma ostinatamente.

In conclusione, caro il nostro bel Governo, ripensate anche alla politica ambientale e soprattutto, date ascolto alla scienza che ha certificato che l'inquinamento della auto elettriche nel loro totale ciclo di vita (quindi smaltimento delle batterie compreso), essere pari alle auto euro 4.

Quindi di cosa stiamo parlando?
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Video campo petrolifero California: https://youtu.be/JYOmf1HxJmQ

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Il petrolio WTI è crollato del 30% ma alla pompa resta alto. L'estate scorsa tutte le tariffe energetiche e non, sono state ritoccate per effetto del caro petrolio, mentre oggi nessuno pensa di ribassare i prezzi. Le commissioni di vigilanza e i movimenti dei consumatori dove sono?

di Lamberto Colla Parma, 15 novembre 2018 - A ottobre il WTI sfiorava gli 80 $/barile, ieri ha toccato quota 56$/bar (vedi grafico).
Un crollo di cui nessuno ancora parla. I soliti commentatori invece, quelli che di economia e finanza ne sanno, è tutta estate che ci propinano le giustificazioni circa il rincaro delle tariffe e dei prezzi dei carburanti alla pompa a causa del caro petrolio. Gli ultimi articoli al riguardo sono di un mese fa: "Rincari prezzo del petrolio e bollette: stangata di 8,1 miliardi di euro per le famiglie italiane" titolava Investire Oggi il 14 ottobre scorso.

E le accise sono ancora lì, nel computo del prezzo dei carburanti, appena prima della voce IVA 22% che, ricordiamo in modo totalmente anticostituzionale, determina una infelice tassazione di un cumulo ottuagenario di accise, moltiplicando all'inverosimile i benefici delle sempre vuote casse statali.

Dove sono le commissioni di vigilanza sui prezzi? Dove sono i vari Movimenti e Associazioni dei Consumatori?

Dobbiamo continuamente credere che il rincaro dei prezzi alla pompa sia dovuto ai costi industriali e non tanto al prezzo del greggio? allora perché l'adeguamento al rialzo è costantemente e tempestivamente adeguato al rialzo mentre le riduzioni non seguono altrettanti principi?.

Perché, così facendo, su di tre gradini e giù di uno, alla fine l'incremento dei margini industriali è più che proporzionale. La nostra memoria invece lavora sul breve periodo e fa i confronti con gli ultimi prezzi registrati e non con le dinamiche di medio e lungo periodo che darebbero risultati ben diversi.

Così ci siamo trovati il mese scorso a sfiorare i 2 euro il carburante (in autostrada) con 80€/bar il WTI e poco meno oggi che siamo a 55€/bar.

Se tanto mi dà tanto, il prezzo navigherà verso il basso ancora per un po' attorno ai 50$, che è una soglia remunerativa per gli USA, che da quando adottano la tecnica del fracking (estrazione del petrolio dalle rocce con microcariche esplosive) sono diventati autosufficienti e esportatori, mentre non lo è per i paesi del Golfo, del Venezuela e tutti gli altri Paesi che adottano principi estrattivi tradizionali e molto più costosi. Un modo quindi per far valere le ragioni USA all'interno dell'OPEC e forse per "convincere" i più ostinati a agire contro l'Iran.

Politiche internazionali  di cui si avvantaggeranno sempre i soliti industriali, estraendo euro dalle tasche degli italiani e lasciando all'asciutto i benzinai, costretti ormai a fare letteralmente i salti mortali nelle loro stazioni di servizio (dall'organizzazioni di feste e happy hour a mega autolavaggi, officine, bar e ristoranti).

Ormai non crediamo più alle favole delle accise che verranno alienate, però, cari ministri, fate in modo che chi deve vigilare lo faccia e che le ammende vadano a favorire l'adeguamento delle strade e autostrade. Almeno risparmieremo in treni di gomme... e soprattutto in VITE umane!

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leggi anche:
http://www.gazzettadellemilia.it/politica/item/12192-equitalia,-dalla-parte-del-cittadino-o-no.html 

http://www.gazzettadellemilia.it/economia/item/8221-dal-2015-diminuiscono-le-bollette-ma-e-record-di-rincari-dal-2010.html 

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di Mario Vacca Parma 16 luglio 2018 - La procedura prevista dalla legge n. 3/2012 ovvero "composizione della crisi da sovraindebitamento" attribuisce al debitore non fallibile (persone fisiche, aziende agricole, piccoli imprenditori) la facoltà di proporre ai creditori un piano di ristrutturazione del debito che ha tra i requisiti la dignitosa sussistenza della famiglia del debitore.

Il sovraindebitamento viene definito come la difficile condizione di coloro che non riescono a ripagare i propri debiti con le disponibilità economiche proprie.
Attraverso la procedura è possibile sospendere le azioni esecutive, stralciare i debiti chirografari, dilazionare il pagamento dell'iva.

In una recente pronuncia il Tribunale di Monza ha permesso ad una imprenditrice di ridurre il debito con l'Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia).

L'omologa dell'accordo del 25 maggio 2018 prevede la riduzione del 73% del debito maturato, circostanza permessa dalla legge al contribuente che è meritevole di poter pagare secondo le proprie possibilità.

L'accordo è stato garantito dal papà della debitrice e da un'associazione anti usura.

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La Corte di Cassazione, con l'importante e condivisibile ordinanza n. 1997 depositata in cancelleria il 26 gennaio 2018, ha confermato il principio, di carattere generale, secondo cui la scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo, o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito, ma non anche la cd. "conversione" del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell'art. 2953 c.c..

Questo importante principio si applica con riguardo a tutti gli atti, in ogni modo denominati, di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali, ovvero di crediti relativi ad entrate dello Stato, tributarie ed extra tributarie, nonché di crediti delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri Enti locali, nonché delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrative e così via.

Pertanto, ove per i relativi crediti sia prevista una prescrizione (sostanziale) più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l'opposizione non consente di fare applicazione dell'art. 2953 c.c., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo (Sez. Unite, sentenza n. 23397 del 17/11/2016).

Nel caso in esame, non vi è stato alcun accertamento giudiziale definitivo tra la notifica della cartella di pagamento e la relativa iscrizione a ruolo, avvenuta in data 23 novembre 1999, per crediti del 1996, e l'avviso di mora notificato il 18 marzo 2009 e oggetto del ricorso, con la conseguenza che è stato giustamente e correttamente ritenuto totalmente prescritto il diritto, azionato ben oltre i termini di prescrizione quinquennale per esso previsto.

L'importante ordinanza è diffusa dallo "Sportello dei Diritti" "Sportello dei diritti", presieduto da Giovanni D'Agata e dall'Avvocato tributarista Maurizio Villani.

Pubblicato in Economia Emilia

Confesercenti esprime la propria soddisfazione per l'approvazione in Consiglio Comunale delle nuove tariffe rifiuti; un risultato che premia il lavoro svolto nell'interesse delle imprese di San Secondo, iniziato dall'estate scorsa, grazie alla mobilitazione dei commercianti, abbiamo avviato un serrato confronto con l'Amministrazione Comunale che ha permesso alla fine di riportare sotto controllo la Tariffa rifiuti, avviando nel contempo un processo di riduzione che per bar e ristoranti, supera il 40%, se consideriamo che era previsto anche quest'anno un aumento di 20 punti.

Ringraziamenti anche i tecnici di Iren che sono stati fondamentali nell' individuare e applicare le modalità tariffarie attuali. "Tuttavia, in particolare per il settore alimentare e la ristorazione – evidenzia Stefano Cantoni di Confesercenti - la tariffa rimane più che doppia rispetto a tutti i Comuni limitrofi e dell'intera Provincia, penalizzando fortemente le aziende locali, motivo per cui continueremo il nostro lavoro di monitoraggio e assistenza alle imprese affinchè si raggiunga finalmente una vera equità tributaria".

 

Pubblicato in Economia Parma
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