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Un ristorante controcorrente che punta sul rispetto della persona, sulla materia prima e sul territorio, un piccolo paradiso che si affaccia sul canale della Giudecca

Di Chiara Marando -

Giovedì 12 Luglio 2018 -

Una cucina che va oltre le mode, una cucina sincera che non rincorre i desideri di tutti ma si presenta nella sua essenza, seguendo una filosofia che mette al centro il rispetto per la persona e per il cibo.

Siamo a Venezia, precisamente al Riviera, il ristorante che si definisce per “onnivori”, un piccolo angolo di bellezza affacciato sul canale della Giudecca.

Il Riviera è il recupero visionario di un passato che lo voleva luogo di accoglienza per benestanti e aristocratici, spazio dove la dolcevita veneziana si esprimeva in tutto il suo fastoso splendore. Poi quel tempo si è trasformato in stanchezza e il Riviera ha inevitabilmente perso il suo carattere, finendo relegato in zone grigie e dimenticate.

E’ stato il coraggio creativo di GP Cremonini, musicista di origine veneziana, a riportarlo in vita, a restituire identità e elegante schiettezza a questo piccolo tesoro: la romantica tappezzeria è stata restaurata, così come la boiserie ricca di storia, marmettoni a terra e una cucina nuova fiammante.  Oggi il Riviera e parla di scelte autentiche e direzioni culinarie:

“Siamo a Venezia, dove i metri quadrati sono rari e preziosi: siccome non possiamo accontentare tutti come vorremmo – spiega GP Cremonini - abbiamo scelto di dedicarci agli onnivori. Amiamo le filosofie alimentari alternative, ma non le possiamo accogliere e coltivare nel modo che meriterebbero e così, con serenità ed onestà, rinunciamo a servirle”.

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Ma cosa vuol dire esattamente per onnivori?

Significa per coloro che non si pongono limiti gastronomici, che desiderano fermarsi ad ammirare una vista superba sulla Giudecca, ma anche dedicarsi a cibo e vino senza perdersi in inutili scenografie, piuttosto assaporando prodotti che parlano di verità e territorio, quello veneziano. Sono infatti i sapori della laguna a farsi spazio tra le portate proposte dal menù, un mix di mare e terra che ben si sposa con la scelta dei vini, una carta che privilegia piccoli viticultori della regione. Il tutto mantenendo il rispetto dell’ospite e della curiosità del vivere.

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Un rispetto che si allarga anche al concetto di tranquillità, di piacere percepito attimo dopo attimo senza inutili interruzioni. Filosofia il menù stesso presenta con una frase che spiega apertamente “Non abbiamo la wifi e accettiamo l’uso dei cellulari solo se strettamente necessario. Siate consapevoli! Questo significa che potreste dover parlare con il vostro amico, partner o altri commensali”.

Una cucina in divenire, come in divenire è la maturità espressiva del giovane chef Simone Silvestri, ideatore e artefice dei piatti quali silenziosi narratori di ricordi e nuove sensazioni.

Ecco allora arrivare in tavola la più classica selezione di pesci crudi leggermente marinati o la triglia in fiore di zucca; poi i gustosi bucatini Cavalieri, granseola, carletti, olio di santoreggia e polvere di pomodorini secchi, oppure la delicata animella con la salsa di piselli.

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Portate che sono racconti, parole a cui dare voce anche una volta usciti dal ristorante. Lo chiede proprio chi gestisce questa realtà, ed è sempre la carta del menù a farsi canale di sfogo del loro pensiero.

“Vivere, lavorare a Venezia rappresenta ormai una forma di Resistenza contro l'abbietto interesse dell'ignoranza, della finanza, della cafoneria. Nell'assenza di una reale Politica della Città per la Città, pochi Residenti si applicano per la sopravvivenza di questo Sogno di Pietre sull'Acqua che gli Antichi con i loro Buon Senso e Genio ci hanno lasciato.

A Te, nostro Ospite, chiediamo di aiutarci al di là di sciocchi romanticismi, di mascherine fatte in Tailandia, semplicemente informandoti e poi, con le parole che potrai, diffondere intorno a te per il sopravvivere di questa Eredità Universale nella sua realtà del quotidiano.

Grazie”

www.ristoranteriviera.it

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Due fratelli e un obiettivo: rivestire la pizza di novità, mantenendone e conservandone quelle peculiarità di condivisione e genuinità che la contraddistinguono. Da qui è nato il loro Berberè

Di Chiara Marando –

Venerdì 29 Giugno 2018 -

Non è una pizza napoletana, neppure gourmet o romana, è Berberé e a proporla sono i fratelli Matteo e Salvatore Aloe. Non si tratta di chef di grido, ma di grandi amanti della cucina che hanno voluto prendere il piatto italiano più popolare e rivestirlo di novità, mantenendone e conservandone quelle peculiarità di condivisione e genuinità che lo contraddistinguono.

La pizza qui è una vera esperienza che racconta la ricerca di Matteo e Salvatore, il loro essere maniacali nella scelta e selezione delle materie prime e degli ingredienti che fanno da condimento ad un impasto molto particolare. I suoi segreti sono le farine macinate a pietra e semi-integrali che conferiscono un gusto molto personale, favorendone la lievitazione in una doppia versione ovvero con lievito madre oppure naturale. Un procedimento molto lungo che ne garantisce l’alta digeribilità, un toccasana per la pancia. Sulla carta delle proposte c’è addirittura un “Manifesto” che spiega il dogma su cui si fonda l’attività di Berberè: la qualità

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Il risultato è una pizza personale, riconoscibile e unica che si fa portavoce di artigianalità, stagionalità, gusto e leggerezza. Basta il profumo per stimolare la salivazione, con un morso se ne percepisce la moltitudine di sentori ben distinti ma equilibrati nel loro insieme. Il bello, poi, è condividere e provare più tipologie e abbinamenti, fetta dopo fetta. Il menù lascia spazio a gola e fantasia, tentazioni che si completano con sfiziosità da provare come i crostini con burro e acciughe del Cantabrico.

E per dirla tutta, non vi aspettate una location estremamente raffinata e curata in ogni dettaglio, ma godetevi il piacere della moderna ed accogliente rusticità, quella senza fronzoli dove non serve altro che sedersi a tavola e “azzannare” fette di pizza come fossero l’ultimo pasto.

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Dove trovare Berberè?

La “madre” si trova a Castelmaggiore, in provincia di Bologna, e le sue porte si sono aperte per la prima volta nel 2010. Da allora la strada dei fratelli Aloe è stata lunga e contraddistinta dalla capacità di esportare un format preservandone il carattere e l’anima. Ecco quindi la loro pizza arrivare anche a Milano, Torino, Bologna, Firenze, Verona e Roma, ma senza diventare un franchising. Berberè rimane una storia di famiglia, quella sincera, quella che conquista.

 

Berberè
www.berberepizza.it

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Mercoledì, 20 Giugno 2018 08:46

50 Best Restaurants: Bottura conquista la vetta

L’Osteria Francescana di Massimo Bottura conquista per la seconda volta la vetta della famosa classifica internazionale dei The World's 50 Best Restaurants 2018. L’Italia trionfa con i suoi grandi nomi.

Di Chiara Marando –

Mercoledì 20 Giugno 2018 -

La cucina italiana sul tetto del mondo. Ancora una volta. E con lui: Massimo Bottura.

La sua “Osteria Francescana” ieri sera ha trionfato con il primo posto nella classifica di The World's 50 Best Restaurants 2018, che decreta l’empireo dei migliori ristoranti al mondo.

La prima volta per lui era stata a New York nel 2016 ed ora eccolo tornare sul palco, accompagnato dall’inseparabile Lara Gilmore, moglie ma anche musa e colonna portante di un progetto che va ben oltre la ristorazione, che spazia in ambiti ancora inesplorati dove la cucina incontra gli altri chef per progetti a livello globale legati alla sostenibilità, alla democraticità del cibo, alla condivisione.

Ieri Massimo Bottura, è salito sul palco del palazzo dei congressi Euskalduna Jauregia di Bilbao e lo ha fatto emozionato, molto emozionato, ma tirando fuori quel carisma che lo contraddistingue e gli ha permesso di far crescere il suo nome e quello della cucina italiana nel mondo. Un discorso chiaro, un invito ai colleghi in platea per sottolineare che "gli chef nel 2018 hanno a disposizione una gran voce per dimostrare il cambiamento.  Siamo tutti parte della stessa rivoluzione e tutti insieme possiamo essere parte del cambiamento".

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Insieme a lui, i grandi nomi dell’arte culinaria internazionale. Perché il The World's 50 Best Restaurants 2018 è una macchina che mette in moto un mondo: sono 1.040 i restaurant experts che hanno espresso 10 preferenze a testa ridefinendo così la classifica 2018. Una serie di ingranaggi che, dagli inizi del 2002, hanno saputo mettere in movimento un meccanismo dalla forza mediatica senza precedenti, in grado di ridisegnare ogni anno i confini della geografia gastronomica internazionale.

E in questa edizione l’Italia può vantare altri 3 ristoranti fra i primi 50Piazza Duomo ad Alba al n°16 (scende di una posizione rispetto al 2017); Le Calandre a Rubano al n°23 (era 29° nel 2017) e il Reale a Castel Di Sangro al n°36 era alla posizione n°43 nel 2017). 

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Tra gli altri riconoscimenti importanti, il premio Chef's Choice Award 2018, assegnato al cuoco più votato dagli altri chef, è stato conferito a Dan Barber; il pasticcere francese Cédric Grolet del ristorante Le Meurice di Parigi ha ricevuto il premio di World's Best Pastry Chef.

Il premio Best Female Chef Award è andato all'inglese Clare Smyth, mentre il Lifetime Achievement Award è stato assegnato a Gastón Acurio. SingleThread, in California, è il ristorante One to Watch di questo 2018.

THE WORLD'S 50 BEST RESTAURANTS 2018 - LA LISTA COMPLETA

1. Osteria Francescana, Modena (Italia)

2. El Celler de Can Roca, Girona (Spagna)

3. Mirazur, Menton (Francia)

4. Eleven Madison Park, New York (USA)

5. Gaggan, Bangkok (Thailandia)

6. Central, Lima (Peru) 

7. Maido, Lima (Peru)

8. Arpège, Paris (Francia)

9. Mugaritz, San Sebastian (Spagna)

10. Asador Etxebarri, Atxondo (Spagna)

11. Quintonil, Mexico City (Messico)

12. Blue Hill at Stone Barns, Tarrytown (USA) 

13. Pujol, Mexico City (Messico)

14. Steirereck, Vienna (Austria)

15. White Rabbit, Moscow (Russia)

16. Piazza Duomo, Alba (Italia)

17. Den, Tokyo (Giappone) 

18. Disfrutar, Barcelona (Spagna)

19. Geranium, Copenhagen (Danimarca)

20. Attica, Melbourne (Australia) 

21. Alain Ducasse au Plaza Athénée, Paris (Francia)

22. Narisawa, Tokyo (Giappone)

23. Le Calandre, Rubano (Italia)

24. Ultraviolet, Shanghai (Cina)

25. Cosme, New York (USA)

26. Le Bernardin, New York (USA)

27. Boragò, Santiago (Cile)

28. Odette, Singapore

29. Alléno Paris at Pavillon Ledoyen, Paris (Francia) 

30. D.O.M. , Sao Paulo (Brasile)

31Arzak, San Sebastian (Spagna)

32. Tickets, Barcelona (Spagna)

33. The Clove Club, London (UK)

34. Alinea, Chicago (USA)

35. Maaemo, Oslo (Norvegia)

36. Reale, Castel di Sangro (Italia)

37. Restaurant Tim Raue, Berlin (Germania)

38. Lyle's, London (UK)

39. Astrid Y Gastón, Lima (Peru)

40. Septime, Paris (Francia) 

41. Nihonryori Ryugin, Tokyo (Giappone)

42. The Ledbury, London (UK)

43. Azurmendi, Larrabetzu (Spagna)

44. Mikla, Instanbul (Turchia)

45. Dinner by Heston Blumenthal, London (UK)

46. Saison, San Francisco (USA)

47. Schloss Schauenstein, Fürstenau (Svizzera)

48. Hiša Franko, Kobarid (Slovenia)

49. Nahm, Bangkok (Thailandia)

50. The Test Kitchen, Cape Town (Sud Africa)

(Credits Photo: Magenta Bureau)

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Domenica, 17 Giugno 2018 15:24

Serata Stellata a Arte & Gusto di Parma

Una serata stellata con Pizza, Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano e gli Champagne Boizel.

Una serata di sapori unici, con pizza, prodotti d'eccellenza e bollicine preziose. I protagonisti saranno il Prosciutto di Parma, il Parmigiano Reggiano e altre eccellenze del food nazionale che sposeranno gli Champagne della maison Boizel.

La serata stellata è fissata per martedi' 26 Giugno alle ore 20,30 nei locali di Arte e Gusto siti in via Emilia Est 87 a Parma, promossa dalla Food and Wine Academy, nell'ambito delle sue iniziative di carattere enogastronomico volte alla valorizzazione dei prodotti d'eccellenza.

Si procederà con un tris di pizza, esaltati dagli ingredienti d'eccellenza, tra cui sua maestà il principe dei salumi italiani, il Prosciutto di Parma, il Re dei formaggi, il Parmigiano Reggiano, e altri prodotti d'eccellenza della tradizione italiana abbinati agli Champagne della maison Boizel.

Sarà presente in sala a spiegare gli abbinamenti Federico Graziani, gia' miglior sommelier d'Italia nel 1998, area manager di Feudi San Gregorio e produttore di vini sui versanti etnei.

SVOLGIMENTO
Lo staff dei pizzaioli di Arte e Gusto servira' tre portate a base di pizza: Fiordilatte, Ducale con Prosciutto di Parma trentasei mesi, Parmigiano Reggiano dop 36 mesi, Bianca con pancetta e crema di patate, alle tre pizze saranno abbinati tre Champagne Boizel, Brut reserve, Blanc de noirs e brut rose'.

La "Food and Wine Academy" di Parma, che vede l'adesione di numerosi esponenti del mondo enogastronomico regionale e nazionale, è nata con lo scopo di stimolare e promuovere il dibattito sui temi dell'enogastronomia a Parma, Città Creativa per la Gastronomia UNESCO.

La cena avrà valore didattico, saranno trattati i concetti di terroir e le pratiche produttive, saranno approfonditi interessanti aspetti inerenti alla sensorialità e gli abbinamenti gastronomici.

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Pubblicato in Agroalimentare Emilia

Il ristorante Parma Rotta affiancherà la #FarmRun anche quest'anno con una sorpresa per gli atleti e accompagnatori.
Il Ristorante Parma Rotta, situato nel punto in cui abitualmente il torrente Parma rompeva gli argini allagando la zona circostante (da qui il nome del locale), dal 1984 si è distinto, unico in tutta la Provincia, per l'utilizzo della tecnica di cottura più antica al mondo: a fuoco di legna.

Da allora, gli aromi del castagno, del carpano e del faggio, legnami tipici dell'Appennino Parmense, unitamente al sale rosa cristallino dell'Himalaya, impreziosiscono le nostre carni esaltandone al meglio il vero sapore.

In Occasione della FARM RUN 2018, Parma Rotta, dimostrando di essere ospiti (atleti e/o accompagnatori) della Gara offre uno sconto del 10% sul listino della carta.

NB: Domenica sempre chiuso.

Ristorazione Parma Rotta s.r.l.
Via Langhirano, 158 - 43124 – PARMA (PR)
Telefono +39 0521 966738


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http://www.parmarotta.com 

Partita Iva: 02076410345

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Il Ristorante , Prosciutteria & Wine Ponterecchio, mette a disposizione degli ospiti della Farm Run 2018 due alternative di menu:

- Sconto 10% per menu alla carta

- Menu FARM RUN - 19€
Salumi tipici di Parma con Torta fritta e Melone (Prosciutto di Parma 30 mesi, Coppa di Parma, Salame ecc...)
Tagliatelle di nostra produzione con pomodoro e basilico fresco
Insalata di frutta o in alternativa il Budino al Cioccolato oppure il Sorbetto al Limone
Acqua + 1/4 di vino + Caffè

NB: Per gruppi superiori a 4 persone è preferibile la prenotazione al telefono (+39 327 6371744 - +39 0521 628905)
Per il Sabato la prenotazione è obbligatoria.

Prosciutteria Ponterecchio di Manushi Genci
Via A. Meucci, 2 43015 noceto PR
Telefono: +39 327 6371744 - +39 0521 628905

 

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Il Ristorante La Barchetta, a pochi chilometri da Noceto in località Castelguelfo, offre, per gli ospiti di FARM RUN 2018 tre diverse alternative di Menu.

1. MENU FISSO € 12,00

tortiglioni al fumé (pomodoro, panna e speck)
braciola al marsala
insalata mista
1/4 vino
1/2 acqua
caffè

2. MENU PIZZA € 15,00
pizza a scelta
bibita in lattina
1/2 acqua
caffe'

3. MENU DEGUSTAZIONE LOCALE €25,00
affettato misto con Parmigiano e sgabei
tortelli d'erbetta alla parmigiana
1/4 vino
1/2 acqua
caffè


RISTORANTE PIZZERIA LA BARCHETTA di Pedrelli Andrea e C. s.a.s.
via EMILIA 75
CASTELGUELFO 43010 FONTEVIVO (PR)
Cod.Fisc e Part. IVA 02229950346
Iscr. REA PR 221146
telefono 0521610302
+39 3388506936
+39 3406505831
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www.labarchetta.it 

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Nella prestigiosa cornice della Triennale di Milano, l’edizione 2018 dei Premi MAM - Maestro d’Arte e Mestiere ha visto proclamare 77 nuovi Maestri. Da Annie Féolde a Ezio Santin, da Massimo Spigaroli a Franco Pepe, da Achille Zoia a Renato Brancaleoni, ecco i 13 premiati negli ambiti del Gusto e dell’Arte dell’Ospitalità.

Parma 05 Giugno 2018 -

Si è svolta a Milano, presso il Salone d’Onore della Triennale, la cerimonia di assegnazione dei riconoscimenti MAM - Maestro d’Arte e Mestiere.

La Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, istituzione privata non profit nata a Milano nel 1995 con il duplice obiettivo di salvare le attività artigianali d'eccellenza dal rischio di scomparsa e di formare nuove generazioni di Maestri d'Arte, in collaborazione con ALMA - La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, considerata il più autorevole centro al mondo dedicato alla formazione nel campo dell’ospitalità italiana, ha proclamato 77 nuovi MAM - Maestri d’Arte e Mestiere. Più precisamente, 64 Maestri operano in 23 diverse categorie dell’artigianato artistico, dalla ceramica alla gioielleria, dal mosaico alla pelletteria, dal teatro alla lavorazione dei metalli. Sono invece 13 i mestieri legati al Gusto e all’Arte dell’Ospitalità.

Ecco qui l’elenco dei premiati:

Categoria: BAR E MISCELAZIONE

Salvatore Calabrese

Categoria: CIOCCOLATERIA E CONFETTERIA

Pietro Romanengo

Categoria: CUCINA

Ezio Santin

Categoria: FORMAGGI

Renato Brancaleoni

Categoria: GELATERIA

Vincenzo Crivella

Categoria: MACELLERIA

Franco Cazzamali

Categoria: NORCINERIA

Massimo Spigaroli

Categoria: OSPITALITÀ

Annie Féolde

Categoria: ARTE BIANCA

Eugenio Pol

Categoria: PASTICCERIA

Achille Zoia

Categoria: PIZZERIA

Franco Pepe

Categoria: SALA

Giacinto Rossetti

Categoria: SOMMELLERIE

Enrico Bernardo

A testimonianza del loro storico saper fare, i nuovi Maestri d’Arte e Mestiere hanno ricevuto una fusione in bronzo, su disegno originale dalla Scuola dell’Arte della Medaglia dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, raffigurante un’allegoria dell’ingegno.

Il progetto MAM è patrocinato da: MISE-Ministero dello Sviluppo Economico; Comune di Milano; Triennale di Milano; Fondazione Cariplo; Unioncamere; Confartigianato; CNA; Symbola-Fondazione per le qualità italiane; Fondazione Italia Patria della Bellezza; e Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship.

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La cucina spezzina più vera, quella dove a parlare sono gli ingredienti semplici, si trova in un luogo storico di La Spezia, il più antico punto di ristoro cittadino: si chiama “Inferno” ed è aperto dal 1905.

Sabato 02 Giugno 2018 -

Di Chiara Marando -

Nascosto tra le vie del centro di La Spezia, poco distante dalla piazza del mercato, c’è un luogo tra i più antichi della città. Un punto di ristoro aperto dal 1905 dove i marinai sapevano di poter trovare ospitalità, un buon pasto semplice ed un luogo che li riusciva comprendere, un luogo fatto per loro dove ricaricare forze e speranze stremate dai lunghi viaggi.

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Non lo si vede chiaramente dalla strada, si scendono le scale e si arriva in una cantina con volte in pietra basse, molto basse. Si giunge così a “Inferno”, una osteria con cucina dal sapore antico e dalla storia che attraversa oltre un secolo di vita marinara.

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Bottiglie di liquori e alcolici in vista, tavoli rustici e i ricordi del tempo che fu, un omaggio alla tradizione che ha fatto vivere, e ancora mantiene attiva, questa realtà. A fare da sottofondo è il brusio costante degli avventori mentre dalla cucina, aperta e ben visibile, si percepisce lo spadellare delle cuoche intente nelle preparazioni.

Il menù non c’è. Si sceglie tra poche specialità, tutte ben fatte e raccontate a voce. Tutte saporite. Tutte da provare.

Non sono piatti ruffiani, sono la tipicità spezzina. Anche quella più difficile da trovare. E’ il caso della mesciua, una deliziosa zuppa di legumi e cereali. Poi le acciughe fritte, preparate con maestria, la zuppa di muscoli, i muscoli ripieni e il polpo con patate e sugo. Buoni, veramente molto appetitosi. Da mangiare condividendo il piacere, leccandosi le dita, scambiandosi le portate.

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E se si parla di condimenti al pomodoro, eccolo fresco con basilico per arricchire i ravioli ripieni di muscoli, oppure in salsa per rendere omaggio agli scampi che abbracciano le penne. Tutto molto semplice, tutto molto genuino, tutto molto ligure. Inutile dire che la scarpetta è d’obbligo, soprattutto quando a strizzare l’occhio nel piatto è un buon olio extravergine di oliva che dona ulteriore profumo agli elementi.

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Da bere birre, vini rossi e bianchi frizzantini, ruffiani. Per specificare, vanno giù come l’acqua e puliscono la bocca per renderla pronta alla pietanza successiva. Le porzioni abbondanti, l’ambiente gioioso con una nota piacevolmente malinconica e romantica. Perché chi conosce i racconti della vita di mare di inizio secolo sa quanto possano aver visto i muri di questa “magica” cantina, quasi una sorta di cambusa.

Anche i dolci non rincorrono la ricercatezza ma solo il gusto: cheesecake ai frutti di bosco, panna cotta con cioccolato, crema pasticcera con frutta e zuppa inglese.

Poi, sazi e soddisfatti, si attendono i caffè e ci si lascia andare a grappe e liquori prima di chiedere il conto. I prezzi? Quasi incredibili: 20/25 euro a testa per un pasto completo.

Saliti i pochi gradini e riemersi sulla strada del rientro si sorride, difficile non farlo. Si ripensa a quanto assaporato, all’atmosfera, alla leggerezza e si immagina cosa verrà servito in tavola la prossima volta. Perché una sola visita certamente non basta.

 

Osteria all'Inferno dal 1905

Via Lorenzo Costa, 3

19121 La Spezia SP

Tel. 0187 29458

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In occasione di Cibus due giorni per assaggiare cinque Prosciutti crudi d’Italia abbinati a cinque bollicine metodo classico nazionali. L’evento è organizzato in collaborazione con Bubble’s.

Parma 04 Maggio 2018 -

Il 2018 è l’anno del cibo Italiano e Parma, con la fiera Cibus (7 - 10 maggio), sarà al centro dell’attenzione mondiale. Per l'occasione Bubble's patrocinerà un evento fuori salone alla moderna Trattoria I Du Matt di Parma, celebrando il Prosciutto Crudo, caposaldo della nostra gastronomia. Sarà un momento di incontro, conoscenza e gusto fra due mondi: quello del Prosciutto Crudo e quello delle bollicine metodo classico, rigorosamente Italiane, come nello stile di Bubble's magazine.

Le degustazioni si terranno l’8 e 9 maggio, organizzate in 2 momenti didattici, in una sala apposita del ristorante: il 1° alle ore 19 e il 2° alle 21, alla presenza dei produttori e della sommelier professionista e proprietaria del ristorante, Maura Gigatti. Ai partecipanti saranno proposti assaggi di 5 prosciutti di diverse regioni abbinati a 5 bollicine italiane. Per accompagnare il servizio sarà offerta anche una selezione di pani regionali preparati dai mastri fornai siciliani dell’azienda Pandittaino, coordinati da Raffaele Barbieri di Guastalla (Re).


Immancabile, a fine serata, la proposta culinaria del padrone di casa, lo chef Mariano Chiarelli, che servirà in sala il Risotto preparato per l’occasione.

I prosciutti: - Crudo di Parma - Eli Prosciutti - Prosciutto San Daniele - Eli Prosciutti - Prosciutto di Suino Nero dei Nebrodi - Azienda Mulinello e coop O.P.A.N. - Prosciutto Toscano D.O.P. - Consorzio Prosciutto Toscano - Prosciutto di Norcia I.G.P. - Norcineria F.lli Ansuini

Le bollicine Metodo Classico: - Quinto Passo Rosè Brut - Chiarli - Valdo 10 millesimato di Valdobbiadene - Valdo - Maria Elisa Brut Rosè - Negro Angelo - La Stipula Bianca - Cantine del Notaio - Valentino Riserva Elena - Podere Rocche dei Manzoni

Per info e prenotazioni:

Trattoria I du Matt

Via San Leonardo, 75 - 43122 Parma Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

tel. 0521 251407

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