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Una giornata di scambi connessioni, progettualità dove il mondo della gastronomia diventa il volano per migliorare la società: è lo chef Jock Zonfrillo ad aver vinto il Basque Culinary World Prize 2018.

Di Chiara Marando -

Giovedì 26 Luglio 2018 -

Jock Zonfrillo, chef scozzese di origini italiane, residente in Australia, è lui il vincitore del Basque Culinary World Prize 2018, il premio internazionale rivolto a quei cuochi che, con i loro percorsi ed una visione aperta a connessioni in grado di alimentare progettualità, sono riusciti a migliorare la società attraverso la gastronomia valorizzandone l’impatto su innovazione, istruzione, salute, ricerca, sostenibilità, imprenditorialità sociale e sviluppo economico.

E Jock Zonfrillo, rinomato chef, ristoratore, scopritore e valorizzatore di ingredienti autoctoni, è stato apprezzato per la difesa della cultura delle popolazioni indigene australiane e per il suo lavoro di salvaguardia della tradizione gastronomica aborigena. 

Un premio importante assegnato martedì 24 luglio a Modena, presso il Collegio San Carlo, da una giuria d’eccezione presieduta da Joan Roca (Spagna), e composta da nomi famosi come Gastón Acurio (Perù), Massimo Bottura (Italia), Manu Buffara (Brasile), Mauro Colagreco (Francia), Dominique Crenn (USA), Andoni Luis Aduriz (Paesi Baschi, Spagna), Yoshihiro Narisawa (Giappone), Enrique Olvera (Messico) e Leonor Espinosa, vincitrice del Basque Culinary World Prize 2017, oltre a esperti di varie discipline come la scrittrice gastronomica Ruth Reichl, lo storico dell’alimentazione Bee Wilson e la interior designer Ilse Crawford

“Sono onorato di essere stato scelto come vincitore del Basque Culinary World Prize 2018 – ha dichiarato Jock Zonfrillo - La lezione più importante che ho imparato dalle comunità indigene, è quella di restituire più di ciò che si è ricevuto. La mia motivazione principale viene dal riconoscimento di una civiltà che ha lavorato ed è prosperata sulla terra su cui ha vissuto per più di 60.000 anni. Gli indigeni australiani sono i veri cuochi e “inventori di cibo” di queste terre, e la loro esclusione dalla nostra storia, e in particolare dalla nostra cultura gastronomica, è inaccettabile.
Credo che il mondo della gastronomia debba promuovere il cambiamento, e anche se non possiamo parlare per conto dei nativi, possiamo però accompagnarci a loro e contribuire favorevolmente alla loro situazione”.

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Il Basque Culinary World Prize è organizzato e promosso dal Governo basco nel quadro della Strategia Euskadi-Basque Country, e dal Basque Culinary Center (BCC), istituzione accademica leader a livello mondiale nella gastronomia.

Jock Zonfrillo riceverà € 100.000 da destinare a un progetto o a un’organizzazione di sua scelta che dimostri il ruolo globale della gastronomia nella società.

Ma la giornata è stata l’occasione per parlare di esperienze, spunti, legami da scoprire che legano mondi solo apparentemente lontani. Un susseguirsi di interventi che hanno permesso al pubblico presente, composto da giornalisti e professionisti del settore, di partire dall’ambito culinario per andare oltre, per vedere quanto il food possa essere la chiave di volta nella creazione di una bellezza globale e sociale.

Ad aprire l’appuntamento è stato proprio Massimo Bottura che ha voluto evidenziare quanto questo momento sia importante per il mondo della cucina, una “terza rivoluzione” che tocca l’ambito umanistico e può portare allo sviluppo di connessioni e progetti tra gastronomia, una rivoluzione umanistica, un movimento che può realizzare tutti i più fertili intrecci possibili tra gastronomia, natura, tecnologia e arte.

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Dopo di lui un mondo fatto di visioni creative e forti legami con la testimonianza del fotografo JR, il cui impulso artistico è sempre stato quello di creare nuovi mondi nelle città, trasformarne le strade in vere e proprie gallerie d’arte, imparando a guardare le cose con un occhio diverso.

Ilse Crawford, designer britannica specializzata in architettura e studio di ambienti che facciano sentire le persone come a casa propria, ha evidenziato l’importanza di creare spazi che sappiano “far evolvere, ma anche coinvolgere, creare comunione e socializzazione, rendere speciale anche quello che risulta solo ad una prima occhiata normale”.

“A chi dice che viviamo in un mondo di scontro di culture, dico che il bello nasce da un incontro di fritture”, così ha esordito Daniele De Michele, in arte Don Pasta, sottolineando quanto la cucina possa farci capire chi siamo, le nostre tradizioni e culture.

“Un morso alla volta perché anche un morso può avere delle conseguenze” ha sostenuto Bee Wilson rimarcando il ruolo del cibo come mezzo per comprendere meglio noi stessi e gli altri, per comprendere alcuni meccanismi propri delle società. 

La giornalista Ruth Reichl, una delle figure più influenti della critica gastronomica contemporanea, ha voluto ricordare Jonathan Gold, il grande scrittore/antropologo californiano recentemente scomparso.

Immagini, poesia e il dietro le quinte del mondo della cucina con il regista David Gelb, autore di “Chef’s Table” su Netlix.

A chiudere gli interventi è stata la compagna nel lavoro e nella vita di Massimo Bottura, Lara Gilmore “grazie a voi e a tutte le persone incredibili che hanno reso possibile tutto questo”.

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Una serata, due culture che si incontrano, si scoprono e dialogano: a L’Erba del Re di Modena gli chef Marchini e Sadhu propongono un viaggio culinario tra sapori, tradizioni e territori.

Modena 05 Luglio 2018 -

La cucina come contaminazione, costante divenire. La cucina come conoscenza, studio di ingredienti, tecniche e tradizioni. La cucina come “evoluzione consapevole” che porta a sperimentare nuove strade, a mettersi in discussione, seguendo una filosofia che rispetti gli alimenti, che ne conosca le caratteristiche, che non ne stravolga l’essenza giocando sulla loro personalità.

Ed è attraverso il concetto di “evoluzione consapevole” dell’arte culinaria che due chef come Luca Marchini, titolare del ristorante stellato “L’Erba del Re” di Modena e presidente Italia dell’Associazione Jeunes Restauraters, e Prateek Sadhu, executive chef del ristorante “Masque” di Mumbai, si sono trovati condividendo esperienze e idee per dare vita ad una serata dove l’interculturalità gastronomica farà da protagonista.

Il 26 Luglio prossimo “L’Erba del Re” diventerà la location di una cena a 4 mani durante la quale i due chef porteranno in tavola i piatti che li rappresentano, ma anche proposte nuove nate dalla fusione della loro creatività. Un appuntamento dove India e Italia raccontano la loro rappresentazione alta cucina, scambio culturale, evoluzione e consapevolezza alimentare, dando vita ad una combinazione che si esprime in crescita.

Un incontro di personalità differenti, ma al contempo vicine negli intenti e nella pulsione verso qualcosa che va oltre il confine della territorialità. La cucina di Luca Marchini è sperimentazione, commistione, equilibrio, ma anche rispetto, conoscenza e valorizzazione delle materie prime; Prateek Sadhu guarda alla natura dei prodotti, con spiccato interesse verso quelli del territorio himalayano, senza corromperli ma esaltandone le peculiarità per elevarli, con particolare attenzione alla sostenibilità. Entrambi intendono il viaggio e il dialogo con altri chef come innovazione e sviluppo di idee e apertura mentale.

Una strada che ben si sposa con la filosofia espressa dal “Basque Culinary Price”, proprio in quei giorni a Modena per un appuntamento speciale, che veste il mondo della gastronomia di un ruolo tanto ambizioso quanto nobile: poter contribuire al cambiamento della società. Ecco quindi tornare l’importanza dell’interculturalità per un fine che parte dalla cucina per toccare ambiti più ampi.

Il menù di questa serata a 4 mani sarà una sorpresa, ma condurrà in un viaggio tra sapori, tradizioni, originalità e territori. Il tutto accompagnato da vini capaci di accentuare e impreziosire i sentori e le consistenze delle varie portate.

QUANDO:

26 Luglio 2018 ore 20

DOVE:

Ristorante L’Erba del Re

Via Castel Maraldo 45,

41121 Modena MO

PER PRENOTARE:

www.lerbadelre.it

 

Luca Marchini – La vocazione per la cucina

Aretino di origine, Luca Marchini vive a Modena da quando aveva diciassette, città di cui ha assorbito la forte identità culturale e gastronomica. Un’identità che ancora oggi lo ispira divenendo continuo stimolo nella creazione di narrazioni gustative diverse, che reinterpretano gli ingredienti in una chiave personale.

Quella di Luca Marchini è una cucina che si nutre del suo vissuto, del viaggio, ma anche del confronto continuo, lo stesso che lo ha fatto volare New York nell’Upper East Side per perfezionarsi ed ha permesso alla sua strada di incrociarsi con quella di altri grandi nomi della cucina tra i quali Massimo Bottura, Bruno Barbieri e J.L Nomicos.

L’Erba del Re nasce nel 2003. Non soltanto un ristorante, piuttosto il laboratorio dove poter sperimentare i molteplici “concetti del cibo” ed esprimere quella che rappresenta l’essenza della sua arte culinaria: equilibrio, delicatezza, rispetto e valorizzazione della materia prima. Numerosi i riconoscimenti ottenuti da La Guida dell’Espresso e Gambero Rosso. Nel 2008 ottiene la stella Michelin.

Nel 2004 apre la Divisione Catering de L’Erba del Re. Inoltre, gestisce la Scuola di Cucina Amaltea,pensata per amatori e progetti di team building aziendali, e ha dedicato una nuova attività ristorativa alla tradizione locale modenese aprendo la Trattoria Pomposa – Al Re gras.

E’ stato executive chef del “Pavarotti Restaurant Museum” situato nella famosa galleria Vittorio Emanuele, proprio in piazza Duomo.

Dal 2017 è Presidente dei JRE Jeunes Restaurateur – Italia e membro dell’Associazione nazionale Le Soste.

A livello territoriale ricopre la carica di Presidente del Consorzio Modena a Tavola, Presidente FIPE ed è membro dell’Associazione Chef to Chef, tutte realtà impegnate nella promozione della gastronomia regionale.

Diverse e importanti sono le esperienze internazionali, come gli eventi food experience organizzati a Parigi e a Monaco di Baviera per lo stilista Salvatore Ferragamo. A Milano collabora invece con l’Associazione Le Soste per l’Atelier di Versace situato in via Monte Napoleone, l’indirizzo delle grandi firme dell’alta moda.

Sempre a Parigi viene accolto nella sede dell’UNESCO in rappresentanza della cultura enogastronomica dell’Emilia Romagna. Viene scelto poi per alcuni interventi culinari nella città di Mosca per l’Ente di Promozione Turismo dell’Emilia Romagna e di alcune agenzie del turismo moscovite.

Ama condividere quella che è la sua esperienza. È infatti autore di un libro sulla gastronomia emiliana e relatore ad eventi, tavole rotonde, congressi e master universitari.

Le esperienze più recenti lo vedono co-protagonista, assieme ad un noto professore universitario, di un programma televisivo culturale tra storia e cibo dedicato all’Emilia Romagna, in onda su Sky Arte - Cult Food.

Prateek Sadhu – La nuova filosofia del Masque

Nato nel Kashmir, Prateek Sadhu è cresciuto nella fattoria di famiglia. La sua naturale curiosità lo ha portato a contatto con il mondo della cucina già all’età di 10 anni, partendo dagli insegnamenti di sua madre e sua zia per poi non fermarsi più.

Prateek ha frequentato la scuola alberghiera, iniziando la sua esperienza presso il Taj Hotels. Si è poi iscritto al Culinary Institute of America, laureandosi con il massimo dei voti. La sua spinta verso la scoperta lo ha condotto in alcune delle più importanti cucine del mondo tra cui Alinea, The French Laundry, Bourbon Steak e Le Bernardin.

Ma è stato durante la sua collaborazione con il Noma di Copenaghen, insieme a Rene Redzepi, che Prateek ha sviluppato la sua particolare filosofia alimentare di ricerca dei prodotti regionali, dell’utilizzo di ingredienti e materie prime della terra. Il suo è uno stile olistico, un differente approccio alla tavola che si manifesta attraverso l’impegno di elevare i prodotti di qualità, anche quelli meno noti.

Il ritorno in India fa collegare la sua strada con quella di Aditi Dugar, che condivideva la sua visione dell'uso puramente locale degli ingredienti per creare piatti stagionali e sostenibili. Una unione che li ha portati a viaggiare il Paese per ricercare e sperimentare e creare forti legami con gli agricoltori, in particolare quelli della fascia himalayana.

Dopo quasi due anni di ricerca e sviluppo, hanno aperto il ristorante Masque nel cuore di Mumbai. Era il settembre 2016.

Masque ha tracciato il suo percorso attraverso il panorama culinario indiano, guadagnandosi una reputazione per la sua costante innovazione. Un impegno verso la sostenibilità gli ha permesso di classificarsi tra i primi 10 ristoranti nella Food Tank 2016. Quello stesso anno, Prateek è stato premiato come chef più innovativo dell'anno dalla Western Culinary  Association  of  India.

Condé Nast Traveler India ha classificato Masque al settimo posto nella lista dei Top Restaurant Awards 2017.

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Mercoledì, 20 Giugno 2018 08:46

50 Best Restaurants: Bottura conquista la vetta

L’Osteria Francescana di Massimo Bottura conquista per la seconda volta la vetta della famosa classifica internazionale dei The World's 50 Best Restaurants 2018. L’Italia trionfa con i suoi grandi nomi.

Di Chiara Marando –

Mercoledì 20 Giugno 2018 -

La cucina italiana sul tetto del mondo. Ancora una volta. E con lui: Massimo Bottura.

La sua “Osteria Francescana” ieri sera ha trionfato con il primo posto nella classifica di The World's 50 Best Restaurants 2018, che decreta l’empireo dei migliori ristoranti al mondo.

La prima volta per lui era stata a New York nel 2016 ed ora eccolo tornare sul palco, accompagnato dall’inseparabile Lara Gilmore, moglie ma anche musa e colonna portante di un progetto che va ben oltre la ristorazione, che spazia in ambiti ancora inesplorati dove la cucina incontra gli altri chef per progetti a livello globale legati alla sostenibilità, alla democraticità del cibo, alla condivisione.

Ieri Massimo Bottura, è salito sul palco del palazzo dei congressi Euskalduna Jauregia di Bilbao e lo ha fatto emozionato, molto emozionato, ma tirando fuori quel carisma che lo contraddistingue e gli ha permesso di far crescere il suo nome e quello della cucina italiana nel mondo. Un discorso chiaro, un invito ai colleghi in platea per sottolineare che "gli chef nel 2018 hanno a disposizione una gran voce per dimostrare il cambiamento.  Siamo tutti parte della stessa rivoluzione e tutti insieme possiamo essere parte del cambiamento".

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Insieme a lui, i grandi nomi dell’arte culinaria internazionale. Perché il The World's 50 Best Restaurants 2018 è una macchina che mette in moto un mondo: sono 1.040 i restaurant experts che hanno espresso 10 preferenze a testa ridefinendo così la classifica 2018. Una serie di ingranaggi che, dagli inizi del 2002, hanno saputo mettere in movimento un meccanismo dalla forza mediatica senza precedenti, in grado di ridisegnare ogni anno i confini della geografia gastronomica internazionale.

E in questa edizione l’Italia può vantare altri 3 ristoranti fra i primi 50Piazza Duomo ad Alba al n°16 (scende di una posizione rispetto al 2017); Le Calandre a Rubano al n°23 (era 29° nel 2017) e il Reale a Castel Di Sangro al n°36 era alla posizione n°43 nel 2017). 

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Tra gli altri riconoscimenti importanti, il premio Chef's Choice Award 2018, assegnato al cuoco più votato dagli altri chef, è stato conferito a Dan Barber; il pasticcere francese Cédric Grolet del ristorante Le Meurice di Parigi ha ricevuto il premio di World's Best Pastry Chef.

Il premio Best Female Chef Award è andato all'inglese Clare Smyth, mentre il Lifetime Achievement Award è stato assegnato a Gastón Acurio. SingleThread, in California, è il ristorante One to Watch di questo 2018.

THE WORLD'S 50 BEST RESTAURANTS 2018 - LA LISTA COMPLETA

1. Osteria Francescana, Modena (Italia)

2. El Celler de Can Roca, Girona (Spagna)

3. Mirazur, Menton (Francia)

4. Eleven Madison Park, New York (USA)

5. Gaggan, Bangkok (Thailandia)

6. Central, Lima (Peru) 

7. Maido, Lima (Peru)

8. Arpège, Paris (Francia)

9. Mugaritz, San Sebastian (Spagna)

10. Asador Etxebarri, Atxondo (Spagna)

11. Quintonil, Mexico City (Messico)

12. Blue Hill at Stone Barns, Tarrytown (USA) 

13. Pujol, Mexico City (Messico)

14. Steirereck, Vienna (Austria)

15. White Rabbit, Moscow (Russia)

16. Piazza Duomo, Alba (Italia)

17. Den, Tokyo (Giappone) 

18. Disfrutar, Barcelona (Spagna)

19. Geranium, Copenhagen (Danimarca)

20. Attica, Melbourne (Australia) 

21. Alain Ducasse au Plaza Athénée, Paris (Francia)

22. Narisawa, Tokyo (Giappone)

23. Le Calandre, Rubano (Italia)

24. Ultraviolet, Shanghai (Cina)

25. Cosme, New York (USA)

26. Le Bernardin, New York (USA)

27. Boragò, Santiago (Cile)

28. Odette, Singapore

29. Alléno Paris at Pavillon Ledoyen, Paris (Francia) 

30. D.O.M. , Sao Paulo (Brasile)

31Arzak, San Sebastian (Spagna)

32. Tickets, Barcelona (Spagna)

33. The Clove Club, London (UK)

34. Alinea, Chicago (USA)

35. Maaemo, Oslo (Norvegia)

36. Reale, Castel di Sangro (Italia)

37. Restaurant Tim Raue, Berlin (Germania)

38. Lyle's, London (UK)

39. Astrid Y Gastón, Lima (Peru)

40. Septime, Paris (Francia) 

41. Nihonryori Ryugin, Tokyo (Giappone)

42. The Ledbury, London (UK)

43. Azurmendi, Larrabetzu (Spagna)

44. Mikla, Instanbul (Turchia)

45. Dinner by Heston Blumenthal, London (UK)

46. Saison, San Francisco (USA)

47. Schloss Schauenstein, Fürstenau (Svizzera)

48. Hiša Franko, Kobarid (Slovenia)

49. Nahm, Bangkok (Thailandia)

50. The Test Kitchen, Cape Town (Sud Africa)

(Credits Photo: Magenta Bureau)

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Ancora pochi giorni prima che si alzi il sipario su uno degli eventi più attesi dell'anno: Il Ballo del Doge. In occasione di questa 25esima edizione sarà lo chef stellato modenese Luca Marchini, titolare del Ristorante L'Erba del Re di Modena, ad occuparsi di tutta la parte gourmet con un menù ispirato ai temi del ballo ed alla storia di Venezia.

Martedì 06 Febbraio 2018 -

Rinascita e Celebrazione, Tempo e Piaceri della vita. La solennità di una ricorrenza e la coincidenza di traguardi importanti che rappresentano un nuovo inizio: saranno queste le suggestioni de Il Ballo del Doge 2018 che avrà luogo Sabato 10 febbraio 2018 a Palazzo Pisani Moretta, nella splendida Venezia.

Il Galà internazionale di Carnevale più famoso al mondo compie 25 anni e nella stessa sera, celebrando questo importante anniversario, allo scoccare della mezzanotte la sua ideatrice Antonia Sautter festeggerà il suo compleanno all’insegna delle sue stesse parole “I traguardi non sono mai un punto d’arrivo, ma tappe per ricominciare una nuova avventura”.

“Rebirth & Celebration”, il titolo della XXVedizione, si svelerà attraverso i tre piani dello storico palazzo veneziano che affaccia sul Canal Grande, diventando il fulcro di un unicum incredibile.

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E sarà lo chef stellato modenese Luca Marchini, titolare del Ristorante L’Erba del Re di Modena e Presidente JRE Italia, l’ideatore della parte gourmet che delizierà i palati dei presenti a questo incredibile evento. Un menù ispirato ai temi del Ballo che punta sull’importaza dell’esperienza tattile che il cibo offre, oltre che alle emozioni palatali, accompagnate dall’inconfondibile perlage dello Champagne Vranken-Pommery, official partner del Ballo, che illuminerà i brindisi di tutti i presenti nella magica atmosfera del Carnevale.

"Il Ballo del Doge rappresenta la realizzazione del sogno che si concretizza in una notte, che emoziona, ed io sono consapevole di essere partecipe di questa magia unica – spiega lo chef Luca Marchini -  Ne sto vivendo la realizzazione e ne respiro l'incredibile energia. Tutti noi abbiamo il desiderio, il sogno appunto, di vivere un'esperienza indimenticabile e fiabesca e il mio contributo è quello di fare in modo che questa esperienza si protragga e completi con il piacere della tavola. Ho immaginato a lungo un menù che potesse esprimere pienamente l'esplosione dei cinque sensi, della celebrazione della vita, e quello che ho creato rappresenta ciò che questo incredibile evento mi ha trasmesso. Non posso anticipare nulla sui piatti, ma posso dire che tutto ruota attorno a Venezia, alle sue ricette, alla sua cultura ed al fascino della sua storia rielaborata in una chiave mediterranea. Anche la mise en place richiamerà il tema dominante in un fil rouge fatto di cristalli e porcellane che serviranno per esaltare ogni singola portata".

Luca Marchini

Ma come si svolgerà questa attesissima edizione del Ballo del Doge?

Al Piano Terra, Rebirth, la Rinascita in sintonia e all’unisono con il respiro di Madre Natura, ancora generosa con noi, malgrado le offese della supposta modernità; uno sprone ad abbracciare il nostro vero io con leggerezza, facendo della propria raggiunta consapevolezza un processo di grande splendore.

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Al Primo Piano, il Tempo fuggevole, l’unico grande lusso della vita che tutti vorremmo fermare; il Tempo per amare, gioire, viaggiare,  sperimentare e realizzare desideri; Il Tempo di celebrare la bellezza come conquista dell’esistenza.

Al Secondo Piano, il Piacere come motore universale e supremo godimento di ogni istante; il Piacere come passione e creatività; il Piacere come bellezza e libertà. Perché solo se nel brivido della trasgressione si nasconde un inconsapevole ritorno all’istinto e alla vita percepita attraverso i cinque sensi, allora la Rebirth può davvero considerarsi avvenuta.

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Il Ballo del Doge rientra nel novero dei 10 eventi mondani più ambiti e fra le 100 esperienze da fare almeno una volta nella vita. Definito coralmente dalla critica “Il ballo più sontuoso, raffinato ed esclusivo al mondo”.

Ogni ospite, indossando uno degli oltre 1.500 costumi disegnati da Antonia Sautter, e realizzati interamente a mano nel suo Atelier di Venezia, prenderà parte ad una rivisitazione contemporanea dei sontuosi banchetti del ‘700.  

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Accordo tra Jeunes Restaurateur, Infront e ACF Fiorentina: l’alta cucina JRE e il grande calcio insieme per 19 appuntamenti da gustare.

Venerdì 01 Dicembre 2017 -

L’alta cucina incontra il grande calcio per far vivere un evento esperienziale unico che tocca la passione per lo sport unendola con quella per la buona tavola. Questo è il progetto portato avanti da Jeunes Restaurateur  e Infront Sport &Media, partner marketing di ACF Fiorentina, un accordo che vede la presenza di 19 chef JRE Italia durante le altrettante partite giocate in casa dalla squadra viola.

Diversi appuntamenti, ognuno dei quali contraddistinto da uno chef pronto a cimentarsi nella creazione di un piatto tradizionale tipico della Regione simbolo della squadra ospite, servito nelle aree hospitality dello Stadio Artemio Franchi di Firenze.

Un percorso iniziato ad agosto, che proseguirà fino a metà maggio 2018, volto a fornire maggiore impulso nei confronti di un’ottica che vede il calcio non solo un momento legato allo sport, ma anche occasione di scoperta, socializzazione ed esperienza. Da qui lo spunto fornito dalla piacevolezza di assaporare piatti stellati in un contesto diverso, che vuole essere di incontro positivo e divertimento.

JRE diventa così l’elemento cardine di questo viaggio emozionale, la sorpresa gustativa che si sublima in un’esperienza da ricordare e vivere, nella spinta verso la scoperta di tradizioni e percezioni sempre nuove, reinterpretate dagli chef Jeunes Restaurateurs.

La passione per la cucina e la passione per lo sport.  Esiste una linea continua che unisce il vivere e l’essere di ciascun Jeunes Restaurateur – ha commentato Luca Marchini, Presidente JRE Italia - Un cammino ricco di storia, tradizione e conoscenza, che ci rigenera continuamente, che stimola in noi nuove intuizioni, che ci spinge a considerare e a interpretare il cibo in modo ogni volta diverso.  In tale prospettiva il nostro successo è il risultato dei progetti che abbiamo realizzato, dei momenti di condivisione culturale, di ogni idea costruttiva, di ogni miglioramento. Oggi siamo chiamati ad un grande appuntamento di serie A. Siamo onorati di questa nuova sfida e fieri di diffondere la qualità della nostra cucina in questo nuovo grande progetto, in collaborazione con Infront e ACF Fiorentina“.

Il prossimo appuntamento è previsto per domenica 3 dicembre, quando la Fiorentina giocherà contro il Sassuolo. A portare la bandiera del territorio modenese sarà lo chef stellato Luca Marchini, presidente JRE Italia e titolare del ristorante “L’Erba del Re” di Modena, che racconterà i sapori della sua città con un piatto della tradizione rivisitato in chiave creativa: Gnocchi di patate, salsiccia, spinaci e brodo di Parmigiano Reggiano.

“Con la mia cucina cerco di raccontare le diverse identità del cibo– spiega lo chef Luca Marchini – infiniti linguaggi, storie ed evoluzioni. Nella mia cucina la parola d’ordine è equilibrio, il tutto armonico espresso dall’unicità dei sapori racchiusi in ogni boccone. Ogni elemento del piatto ha un’identità riconoscibile al servizio degli altri ingredienti, questo è il mio stile”.

 

JRE: NEVER ENDING PASSION

JRE è l'associazione che raccoglie i più giovani e rappresentativi chef dell’alta gastronomia, accomunati dall’amore per la cucina e dal desiderio di condividere esperienze e valori. Una realtà fondata sulla ricerca, sull'eccellenza e sullo scambio continuo quale fonte di crescita.

Nata in Francia nella metà degli anni Settanta, conta oggi più di 350 ristoranti affiliati, distribuiti in 15 paesi differenti, rappresentanti di altrettante esperienze e interpretazioni culinarie: Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Germania, Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Regno Unito.

La compagine italiana, oggi composta da 83 chef, è guidata dallo chef Luca Marchini, titolare del Ristorante L'Erba del Re di Modena.

INFRONT SPORTS & MEDIA

 Infront Sports & Media è la più rinomata azienda di marketing sportivo del mondo e gestisce un portafoglio di aziende leader a livello internazionale. Guidata dal Presidente e CEO Philippe Blatter, Infront si occupa della gestione di eventi sportivi di grande successo sotto tutti gli aspetti - compresi la distribuzione dei diritti media, sponsorizzazioni, produzioni media, organizzazione eventi e digital solutions – e si è conquistata un’ottima reputazione per i suoi elevati standard di erogazione. In qualità di primo attore negli sport invernali, e con un ruolo guida nel calcio negli sport estivi ed in quelli di resistenza, Infront ha instaurato collaborazioni di lunga durata con 170 rights-holder nonché con centinaia di sponsor e di aziende nel settore dei media.

Con sede a Zug, Switzerland, Infront si avvale di un team di oltre 900 professionisti che lavorano in oltre 35 sedi, situate in più di 15 paesi, erogando ogni anno 4,100 giornate di eventi sportivi del massimo livello, in ogni parte del mondo. A novembre 2015, Infront è stato assorbito da Wanda Sports Holding, partecipata della società conglomerata cinese Dalian Wanda Group.

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Sabato, 06 Maggio 2017 10:35

TasteIt: la pizza gourmet nel cuore di Modena

A Modena c’è un luogo che in soli otto mesi è riuscito ad imporsi per la particolarità, il gusto avvolgente e la lavorazione delle sue proposte: si chiama TasteIt e porta in tavola una originale pizza gourmet

Di Chiara Marando -

 

Uno dei piatti simbolo della cucina italiana, quella più verace e genuina, si evolve e diventa gourmet. Sto parlando della tanto amata pizza e del suo goloso richiamo, una specialità che si presta a svariate interpretazioni culinarie e tentativi di impasti più o meno riusciti.

Ecco, a Modena c’è un luogo che in soli otto mesi è riuscito ad imporsi per la particolarità, il gusto avvolgente e la lavorazione delle sue proposte: si chiama TasteIt e nasce dall’idea di quattro amici desiderosi di esaltare le eccellenze gastronomiche del territorio modenese aprendosi ad alcune prelibate meraviglie mangerecce italiane. Ad essere premiate e messe in luce sono le piccole realtà artigianali, i loro prodotti realizzati con materie prime di alta qualità rispettate durante tutto il processo di produzione.

Domenico, Gennaro, Nicodemo e Pier Paolo hanno seguito una ispirazione trasformandola in qualcosa di concreto, un luogo dove a fare da padrona è la pizza vista con occhi non convenzionali. E questa ispirazione ha portato TasteIt a raggiungere nomi di punta come Sirani a Bagnolo Mello, la Fucina di Roma e i Tigli di Padoan,  che della pizza gourmet hanno fatto la loro fortuna.

A fare la differenza è prima di tutto l’impasto, risultato di tanta pazienza per arrivare ad ottenere una base che fosse leggera e digeribile ma, al tempo stesso, estremamente gustosa. Due sono le tipologie su cui si sviluppano le diverse ricette: integrale ed il più particolare integrale al nero di seppia. Non poteva mancare una cura particolare nella scelta delle farine utilizzate, rigorosamente macinate a pietra, impastate con lievito madre e lasciate lievitare per ben 72 ore.

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Tre le degustazioni presenti in menù, ognuna composta da 6 diversi gusti a scelta, con prodotti di mare e terra selezionati. Quello offerto è un percorso gustativo che accompagna il palato tra sapori più delicati, contrasti e sapidità accentuate, un viaggio alla scoperta di abbinamenti tanto insoliti quanto equilibrati.

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Provate, ad esempio, “La Capasanta” dove a prevalere è la dolcezza del pesce che ricopre interamente la superficie della fetta; oppure “La Scampiamola”, con impasto al nero di seppia, burrata, scampo crudo, salsa guacamole e basilico.

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E dato che parliamo di piatti gourmet, ecco che la carta dei vini propone buone etichette che spaziano tra i più noti vitigni italiani.

Il tocco in più è dato dalla location: nel centro di Modena con richiami alla tradizione ed un omaggio molto particolare alla città…il pavimento è la riproduzione esatta del Teatro Comunale Luciano Pavarotti.

 

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Largo Aldo Moro 24,

41124, Modena

Tel. 059 787 2360

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In occasione della “Giornata Internazionale della Terra” i rappresentanti dell'associazione JRE Europa insieme per un evento metafora di rinascita, sostenibilità e rispetto per l'ambiente. Portavoce della compagine italiana è stato lo chef Luca Marchini

Modena 24 Aprile 2017 -

In occasione della “Giornata Internazionale della Terra” l'Associazione JRE Europa si  è incontrata per un evento unico nel suo genere, metafora di rinascita, sostenibilità e rispetto per l'ambiente: “Earth Day Dinner”. Ad organizzare ed ospitare l'appuntamento è stata la Polonia, new entry dell'associazione con tre ristoranti.

Due giornate, il 21 e 22 aprile, incentrate sulla scoperta di questo territorio, delle sue peculiarità e dei prodotti che la terra offre. Due giornate durante le quali gli chef si sono trovati impegnati in attività a contatto con la natura, alle prese con piantumazioni per contribuire alla crescita e sviluppo della foresta, ma anche in preparazioni culinarie senza l'ausilio di utensili e strumenti elettrici.

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Per l'Italia è stato Luca Marchini, chef del Ristorante L'Erba del Re di Modena e neo e letto presidente della compagine italiana, a cimentarsi in ricette che hanno previsto l'utilizzo di alimenti quali bacche, licheni, radici, germogli, piante e fiori, ma anche pesci e selvaggina, lavorati secondo antiche tecniche di fermentazione ed essiccazione. E non vi erano cucine attrezzate o elettrodomestici ad aiutare il lavoro, ma solo cotture alla brace, con legna, in buche e su pietre calde.

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Lontano dalle tipicità modenesi, lo chef Marchini ha portato in Polonia la sua esperienza per fonderla con la cultura e le tipicità locali, realizzando i piatti di una volta, quelli più popolari e contadini. Una riscoperta dei sapori genuini che la cucina polacca custodisce, ma soprattutto la volontà di puntare l'attenzione sul rispetto che la terra e i suoi frutti meritano, nonché sull'importanza imprescindibile che ricoprono nella vita di ogni uomo.

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Lunedì, 27 Febbraio 2017 16:38

La Cantina Settecani è V.I.V.A. e sostenibile

La Cantina Settecani è V.I.V.A. e sostenibile : l’importante certificazione di sostenibilità, attribuita dal Ministero dell’Agricoltura è stata consegnata alla Cantina modenese, che entra in un ristretto club di virtuose realtà vinicole italiane.

Lunedì 27 Febbraio 2017 -

Erano appena in 48 gli agricoltori che fondarono la Cantina Settecani nel 1923, oggi sono 200. Un percorso condiviso che ha connotato nel corso di alcuni decenni, l’opera virtuosa di una delle realtà più significative nel panorama delle cantine sociali. Una cantina nel cuore del Grasparossa, posta nella frazione di Settecani, ai confini delle località modenesi di Castelvetro, Castelnuovo Rangone e Spilamberto, che ha saputo crescere, senza mai smettere di porsi nuovi e ambiziosi obiettivi, superando difficoltà, e conquistando successi.

Lo spirito è quello di una grande famiglia fatta di famiglie, una realtà imprenditoriale dove le decisioni si prendono insieme, e mentre si guarda all’anno appena trascorso e si tracciano i primi bilanci, si ricordano gli importanti traguardi raggiunti nel 2016: l’Oscar della Guida Bere Bene del Gambero Rosso 2017 per l’ottimo rapporto qualità prezzo, con il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Secco; la medaglia d’argento al Concorso internazionaleLa selezione del Sindaco”; l’inserimento nella Guida “Emilia Romagna da bere e da mangiare” e la presenza nella Guida Vini d’Italia 2017 del Gambero Rosso. Insieme a un altro successo che rende orgogliosi i soci della Cantina Settecani, il prestigioso riconoscimento V.I.V.A., attribuito ai vini sostenibili di pochissime cantine italiane. Un progetto del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, che grazie a DNV GL, uno dei principali enti di certificazione a livello mondiale, ha attentamente registrato le performance di sostenibilità della storica cantina modenese.

Una certificazione lunga e complessa da ottenere, nella quale ogni elemento determinante allo svolgimento dell’attività - Aria, Acqua, Vigneto e Territorio, viene esplorato in tutti i suoi aspetti, seguendo un rigido disciplinare tecnico, che tiene conto di metodologie di monitoraggio, sistemi di controllo e valori essenziali che indicano l’attenzione dell’azienda alla sostenibilità. Un percorso che indica “i vini sostenibili” prodotti senza nuocere in alcun modo al territorio, e che alfine possono fregiarsi dell’etichetta V.I.V.A. da porre sulla bottiglia.

Un blasone conquistato da Cantina Settecani nel 2016, che entra così di diritto in un club ristretto di aziende del calibro di Marchesi Antinori, Tasca D’Almerita, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Arnaldo Caprai, Guido Berlucchi & C., che hanno scelto la sostenibilità come valore primario. Il progetto V.I.V.A. (Valutazione dell’Impatto della Vitivinicoltura sull’Ambiente) è stato sviluppato dal Ministero in collaborazione con un pool di importanti enti di ricerca (Agroinnova dell’Università di Torino, il Centro Opera per l’agricoltura sostenibile dell’Università Cattolica di Milano e il Centro di ricerca sulle biomasse dell’Università di Perugia) e con il supporto dell’ente di certificazione DNV GL.
 

www.cantinasettecani.it/

 

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Il Gambero Rosso ha presentato la nuova Guida “Gelaterie d'Italia 2017”: una selezione delle migliori gelaterie valutate con un punteggio che va da zero a tre Coni. La Gelateria Bloom di Modena entra nella cerchia delle eccellenze con il riconoscimento più alto.

Modena 25 Gennaio 2017 -

Il Gambero Rosso ha presentato nei giorni scorsi durante il Sigep la sua nuova Guida "Gelaterie d'Italia 2017", una selezione delle migliori gelaterie valutate secondo criteri estremamente rigidi, con un punteggio che va da zero a tre Coni secondo il livello di eccellenza raggiunto. Delle oltre 37.000 realtà esistenti, soltanto 300 sono entrate nella prestigiosa Guida e solo 36 hanno raggiunto il riconoscimento dei tre coni

Tra queste c'è la Gelateria Bloom di Modena, regno del giovaneGianluca Degani, sperimentatore per vocazione e visionario del gusto. Passione, impegno, costante studio e rispetto per le materie prime sono le caratteristiche che hanno permesso al suo gelato di differenziarsi e raggiungere questo ambito riconoscimento. I tre Coni sono il risultato non solo di tanto lavoro, ma soprattutto di quella volontà espressa da chi desidera creare qualcosa di nuovo ed unico.

Quello che Bloom offre è un'esperienza gustativa che nasce da una ricerca fisica e chimica del gelato naturale, del gusto puro, ponendo particolare attenzione ai legami con il territorio ma anche all'incontro tra ingredienti selezionati e calibrati tra loro.

" Senza dubbio mi sento soddisfatto e felice per il risultato raggiunto che premia un duro lavoro portato avanti giorno dopo giorno da me e da tutti i miei collaboratori – spiega Gianluca Degani- Ora, tuttavia, arriva la parte più entusiasmante ma, nello stesso tempo, difficile: confermarsi ad alti livelli e continuare a crescere. Lo dobbiamo a noi stessi in primis, ai nostri clienti ed ai nostri stimatissimi fornitori, con i quali abbiamo un rapporto quasi simbiotico.

Penso che non siamo stati premiati per un prodotto o alcuni prodotti in particolare, quanto piuttosto per la filosofia che sta alla base del nostro lavoro e per l'attitudine a questo mestiere che mettiamo in campo quotidianamente."

L'importante riconoscimento non è quindi per Gianluca un punto di arrivo, ma uno stimolo per migliorare e crescere portando avanti progetti nuovi e ambiziosi. C'è la volontà di continuare a sperimentare, di espandere la propria rete commerciale e di creare un laboratorio attrezzato che possa fungere sia da centro produttivo, sia da punto di ricerca e sviluppo per le arti e le scienze legate al mondo del dolce.

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È un ex allievo della Scuola Alberghiera e di Ristorazione di Serramazzoni: prima stella Michelin per il modenese Valentino Cassanelli ed il suo ristorante Lux Lucis di Forte dei Marmi.

Di CM -

Lunedì 26 Dicembre 2016 -

L'11 dicembre ha compiuto 32 anni, è cresciuto a Spilamberto ed ha sviluppato e maturato la sua passione per la cucina nella Scuola Alberghiera e di Ristorazione di Serramazzoni: lui è Valentino Cassanelli, lo chef del ristorante “Lux Lucis” di Forte dei Marmi.

Ed è proprio qui che ha conquistato per il 2017 la prima stella Michelin della sua carriera, che si prospetta essere lunga e ricca di soddisfazioni.

«Ricordiamo Valentino come un allievo brillante e talentuoso – commenta il direttore della Scuola Alberghiera di Serramazzoni Giuseppe SchipanoI suoi successi non ci sorprendono, anzi li sentiamo un po’ anche nostri. Da noi ha appreso le nozioni basilari che ha poi saputo sviluppare e perfezionare».

Lo stretto legame con l'arte culinaria ed il desiderio di accrescere le sue conoscenze sull'argomento è vivo fin dalla prima infanzia, quando la nonna gli ha insegnato a chiudere i tortellini e tagliare le tagliatelle.

Dopo aver frequentato la Scuola Alberghiera di Serramazzoni, all’età di 17 anni è volato a Londra per lavorare prima alla “Locanda Locatelli”, poi da “Nobu”, tempio della cucina fusion. Il rientro in Italia coincide con la sua esperienza nel ristorante di Carlo Cracco, che nel febbraio 2012 lo porta dal “Principe”, uno degli hotel più prestigiosi di Forte dei Marmi.

Il 2012 è un anno importante per Cassanelli che crea e apre il ristorante Lux Lucis, il locale dove tradizione e modernità si fondono in proposte enogastronomiche originali, curate ed equilibrate.

Miglior chef della Versilia per il 2014, nel 2015 si aggiudica il prestigioso premio Guida Touring “Top di Domani”. La consacrazione definitiva arriva con la stella Michelin 2017 attribuita appunto al Lux Lucis, già premio Touring Club come "Cucina d'autore" nella guida "Alberghi e Ristoranti d'Italia 2016 e 2017" e premio~Gatti Massobrio il "Faccino Radioso 2017" destinato alle migliori tavole della guida.

 

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