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Il consigliere regionale della Lega Nord, Daniele Marchetti: "Viviamo o no in uno Stato di diritto? Bene, inneggiare alla liberazione di un terrorista significa condividerne il pensiero e il tragico operato, nonché esaltarne pericolosamente le gesta. La Polizia indaghi sugli autori dello striscione e se sussistono ipotesi di reato"

Uno striscione con la scritta "Battisti libero" è comparso in Piazza Verdi, zona universitaria di Bologna. Il riferimento è chiaramente all'ex terrorista dei PAC Cesare Battisti, arrestato in Bolivia ed estradato ieri in Italia. Nello striscione si legge anche "amnistia per tutti compagni e le compagne", oltre alla firma "Noi restiamo".

"Si tratta di un fatto gravissimo e non di una ragazzata. Cesare Battisti è solo un crudele assassino che non deve avere nemmeno le attenuanti della militanza politica: ha ucciso, rapinato e poi si dato alla latitanza all'estero, sicuro della protezione internazionale della "sinistra al caviale" dei salotti intellettuali italiani, francesi e poi brasiliani di Lula" attacca il consigliere regionale della Lega Nord, Daniele Marchetti.

"Del resto – sottolinea il consigliere del Carroccio - viviamo o no in uno Stato di diritto? Bene, inneggiare alla liberazione di un terrorista significa condividerne il pensiero e il tragico operato, nonché esaltarne pericolosamente le gesta. La Polizia indaghi sugli autori dello striscione e se sussista l'ipotesi di reato di apologia di terrorismo".

"Fa rabbia – conclude Marchetti - sapere che per decenni questo signore è stato difeso, coccolato, e si è goduto la vita in spiaggia, a Parigi, scrivendo, ballando, mangiando, cosa che ha negato di poter fare alle persone che ha ucciso. La storia di questo personaggio parla chiaro: per lui, la magistratura ha chiesto 4 ergastoli. Inneggiare a lui significa offendere la memoria di chi, a causa sua, oggi non c'è più, significa infangarne la memoria, significa mancare di rispetto alle famiglie delle vittime".

 

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Pubblicato in Politica Emilia

Nella giornata del 15 dicembre, si è svolta la preannunciata manifestazione contro lo IUS SOLI, a cui hanno partecipato circa 150 persone, provenienti anche da altre regioni, dei movimenti di Forza Nuova, Casa Pound, la Terra dei Padri e del Veneto Fonte Skin Heads.

Il presidio si è svolto in viale Martiri della Libertà nei pressi del monumento ai Caduti senza alcuna problematica.

Nel contempo si sono tenute nel centro cittadino altre quattro contromanifestazioni preavvisate dal PD, dal movimento TAM TAM per la Legalità, dal movimento anarchico Stella Nera e dal Movimento libertario U.S.I..

Grazie all'impegno degli operatori della Polizia Municipale sono stati ridotti al minimo i disagi concernenti la mobilità dei cittadini.

In fase di esecuzione delle bonifiche preventive sono stati rivenuti, nascosti sotto un cespuglio nel retro di un chiosco di Largo Porta Bologna, numerosi sanpietrini, mazze, tondini in ferro e altro materiale utilizzabile impropriamente, occultati verosimilmente per la manifestazione.

Presso Largo Porta Bologna, nel pieno centro cittadino, sono giunti alla spicciolata circa 250 appartenenti a gruppi antagonisti, provenienti anche da altri centri, numerosi dei quali con volto travisato, che hanno cercato di oltrepassare i blocchi di sicurezza delle Forze di polizia al fine di entrare in contatto con i manifestanti di destra.

Dopo una lunga fase di fronteggiamento, gli autonomi improvvisamente sono indietreggiati di una decina di metri per poi iniziare un fitto lancio di petardi, bottiglie, fumogeni e bombe carte contro gli agenti, fatto che ha richiesto una carica di alleggerimento nel corso della quale sei operatori della Polizia di Stato sono rimasti lievemente feriti.

Un trentenne incensurato, militante nel movimento autonomo bolognese, è stato denunciato per violenza e resistenza a P.U. Ufficiale.
È stato, invece, tratto in arresto per il reato di violenza e resistenza a P.U. e porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere C.S., ventottenne nato a Parma, appartenente al movimento autonomo di quella città. Il predetto, giudicato con rito direttissimo questa mattina, è stato condannato a sei mesi di reclusione, pena sospesa.

Nei confronti di entrambe i soggetti è stato emesso a cura della Divisione Polizia Anticrimine un Foglio di via obbligatorio con divieto di fare ritorno nel Comune di Modena per un periodo di tre anni.

Altri due esponenti del movimento autonomo modenese sono stati identificati presso il Pronto Soccorso del locale Policlinico, ove si erano recati per ricorrere alle cure dei sanitari per contusioni gravi, e saranno segnalati alla Autorità Giudiziaria per i reati commessi in occasione degli eventi.

Sono in corso attive indagine da parte della locale DIGOS, finalizzate ad accertare le responsabilità penali di altri manifestanti (resistenza e violenza a P.U., lancio pericolosi di oggetti, imbrattamento e danneggiamento) anche attraverso le immagini delle telecamere di video sorveglianza cittadine, i video e le riprese dei numerosi operatori della Polizia Scientifica presenti in strada e le valutazioni dei rapporti redatti dalle Forze dell'Ordine e dagli operatori della Polizia Municipale.

Pubblicato in Cronaca Modena