Alluvione 2014, non luogo a procedere per il sindaco Pizzarotti. Salzano (EP): "La giustizia ci da ragione: ora andiamo avanti"

Dopo quasi cinque anni il Tribunale di Parma conferma quanto da noi sempre sostenuto. Durante l'alluvione del 13 ottobre 2014 è stato fatto tutto quanto possibile. Non luogo a procedere, quindi, nei confronti del sindaco Federico Pizzarotti.

Quel giorno chi doveva ha agito limitando ulteriori e possibili danni. Viene confermata la buona fede e l'azione concreta di chi ha gestito l'emergenza. Nonostante gli attacchi e le accuse al nostro sindaco da parte delle forze di minoranza di allora, la città tutta e l'amministrazione si sono rimboccate le maniche per pulire da fiumi di fango le strade e le case. Non ci dimenticheremo mai quei giorni di fatica e frustrazione ma oggi li ricordiamo per quello che è stato: una calamità naturale che noi tutti abbiamo affrontato senza scoraggiarci. Lo dimostrano le centinaia di persone, tra cui tantissimi giovani, che hanno ripulito la città: gli angeli del fango, gli operatori comunali e della protezione civile che in quelle ore e nei giorni successivi non hanno mai smesso di lavorare per risollevare Parma.

Non ci siamo fermati all'emergenza del momento, ma in questi anni abbiamo lavorato e mantenuto alta l'attenzione per gestire e prevenire le emergenze del domani. Siamo infatti in pieno iter per la realizzazione della Cassa di Espansione sul Baganza che tutelerà la nostra città e tutti i comuni dal rischio nuove alluvioni.

Si chiude così un altro capitolo di accuse nei confronti di Federico Pizzarotti. Ora guardiamo avanti.

Pubblicato in Cronaca Parma

Contributi ai soggetti privati che hanno subito danni alle abitazioni per l'alluvione dell'ottobre 2014. In allegato scaricabile in fondo all'articolo l'Ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione Civile con i criteri di ammissibilità e il materiale da produrre.

Parma, 3 gennaio 2017

La Regione Emilia Romagna ha informato che, relativamente ai contributi ai soggetti privati che hanno subito danni alle abitazioni per l'alluvione dell'ottobre 2014, ha concluso l'iter istruttorio previsto dall'ordinanza per le determinazioni dei contributi massimi concedibili, con l'invio degli elenchi riepilogativi al Dipartimento della Protezione CivileSi resta in attesa della Delibera del Consiglio dei Ministri che provvederà alla determinazione degli importi autorizzabili.

Relativamente ai danni subiti dalle attività economiche e produttive, la Regione ha comunicato al Dipartimento della Protezione Civile che è stata individuata quale struttura organizzativa per l'istruttoria di tali domande di contributo l'Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile che si avvarrà del supporto della società ERVET, Emilia-Romagna Valorizzazione Economica Territorio.

Al fine di procedere a tali attività la Regione ha chiesto ai Comuni di trasmettere alla società ERVET la scansione di tutte le schede C di ricognizione danni e il riepilogo dei dati in una tabella predisposta. Il Comune di Parma ha ottemperato nei tempi richiesti e si resta in attesa di indicazioni successive.

Si invitano tutti gli interessati a leggere l'Allegato 2 - scaricabile in fondo all'articolo - all'Ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione Civile n. 374 del 16 agosto 2016 "Criteri direttivi per la determinazione e concessione dei contributi ai soggetti privati per i danni occorsi alle attività economiche e produttive" al fine di verificare i criteri di ammissibilità e il materiale da produrre.

(fonte: Comune di Parma)

Sono trascorsi due anni dall'alluvione del torrente Baganza che sconvolse la città di parma con danni per circa 100 milioni di euro, l'impegno del Comune continua.

Parma, 13 ottobre 2016

Sono trascorsi due anni dall'alluvione del torrente Baganza che sconvolse la città con danni per circa 100 milioni di euro. Parma ha alzato la testa, si è risollevata grazie ad un lavoro di squadra che ha visto enti, istituzioni e sopratutto i cittadini collaborare, uniti, verso un unico obiettivo: lavorare per la città e per la sua sicurezza idrogeologica affinché non si verifichi mai più quanto accaduto.

"Oggi, in ricorrenza del tragico evento – spiega il sindaco Federico Pizzarotti - il mio primo pensiero va anzitutto alle famiglie che quel dramma l'hanno vissuto in prima persona, un evento critico che in città non accadeva da 100 anni. Ma un pensiero e un ringraziamento vanno anche a tutte le persone che in quei giorni hanno lavorato in squadra contribuendo a rialzare la città. Per i sei giorni successivi al dramma, Parma è infatti stata un corpo unico e una sola voce e ha dimostrato quel forte senso di comunità che la contraddistingue. Sono convinto che quando nel prossimo futuro ci capiterà di ripensare a quei tragici momenti, non racconteremo di una Parma in ginocchio, ma di una città che nella difficoltà ha trovato la forza per rialzarsi".

L'assessore all'urbanistica, edilizia e lavori pubblici Michele Alinovi, fa il punto della situazione a due anni dal disastro. "Il Comune si è impegnato con cospicui investimenti, pari ad oltre 5 milioni di euro, quasi completamente coperti da finanziamenti statali, per risolvere, prima i problemi di somma urgenza, poi per riparare i danni provocati a strade, fogne, impianti sportivi e scuole. Oggi possiamo dire che tutto questo è stato fatto con tenacia e determinazione ed abbiamo una città ed un quartiere, il Montanara, rinnovati e più sicuri". L'assessore guarda al futuro fiducioso anche se non mancano alcune preoccupazioni. "Il nostro auspicio – spiega Alinovi – è che la Regione, tramite il Servizio Tecnico di Bacino, porti a compimento le opere di messa in sicurezza idraulica ancora da completare in alcuni punti lungo le difese arginali sul lato di via Montanara. Il Comune, dal canto suo, sta seguendo con attenzione costante l'iter legato alle complesse procedure per la realizzazione delle nuove casse di espansione del Baganza e collabora costantemente con la Regione in questo senso. Il prossimo anno dovrebbe, poi, essere quello buono per andare verso l'appalto del nuovo Ponte della Navetta. Il Comune ha presentato, un anno fa, lo studio di fattibilità per il nuovo ponte ciclo pedonale, a seguito di un concorso di idee finanziato grazie al contributo del Rotary Club Area Emiliana 2. Il Provveditorato Opere Pubbliche Emilia Romagna e Lombardia, competente in merito, non si è ancora espresso, però. Attendiamo il progetto esecutivo dal Provveditorato Opere Pubbliche, per altro, più volte sollecitato dal Comune. A questo punto, contiamo che il Provveditorato Opere pubbliche completi l'iter entro l'anno e che appalti l'opera, almeno, nel primo trimestre del 2017. Prosegue, poi, il nostro impegno anche sul fronte degli abusi edilizi in alveo del Baganza. E' di questi giorni la notizia del completamento di alcune demolizioni, già attuate".

(Fonte: Comune di Parma)

Accordo tra Comune di Parma e Collegi e Ordini Professionali per la compilazione, in forma volontaristica, delle perizie asseverate da allegare alle richieste di risarcimento danni da alluvione.

Parma, 31 agosto 2016. Il Comune di Parma, con il coordinamento dell'assessorato all'urbanistica ed edilizia privata, si è fatto, ancora una volta, portavoce delle esigenze della popolazione danneggiata dall'alluvione del torrente Baganza, al fine di disporre un aiuto nella delicata fase di presentazione della richiesta di contributo, ottenendo, così, la disponibilità di professionisti nel compilare le perizie asseverate, in forma del tutto volontaristica, grazie al coinvolgimento e disponibilità degli Ordini e Collegi professionali.

L'accordo tra Comune di Parma e Collegi e Ordini Professionali per la compilazione, in forma volontaristica, delle perizie asseverate da allegare alle richieste di risarcimento danni da alluvione , è stato presentato questa mattina, durante una conferenza stampa, dal sindaco, Federico Pizzarotti; Michele Alinovi, assessore urbanistica, edilizia, lavori pubblici, energia del Comune di Parma; Alessandro Tassi Carboni, presidente dell'ordine degli architetti; Angelo Tedeschi, presidente dell'ordine degli ingegneri; Roberta Lecordetti, presidente del collegio dei geometri e Armando Fattori, presidente del collegio dei periti industriali.

"L'Amministrazione comunale – ha spiegato l'assessore Alinovi – si è adoperata per fornire servizi adeguati ai cittadini che hanno necessità di compilare le domande di risarcimento danni a seguito della delibera del Consiglio dei Ministri e dell'ordinanza che definisce i criteri per la determinazione e concessione dei contributi. Per questo è stato attivato da ieri uno sportello dedicato in via Carmignani a servizio dei cittadini dei quartieri colpiti dall'alluvione a cui si aggiunge l'importate accordo stipulato tra Comune e Ordini professionali per redigere in forma volontaristica, quindi senza costi per i cittadini richiedenti, le perizie asseverate necessarie per i risarcimenti. I cittadini, quindi, potranno fare riferimento non solo al Comune ma anche ai vari Ordini professionali e Collegi che hanno aderito". Alinovi ha ricordato che è cambiato l'indirizzo della casella di posta elettronica a cui fare rifermento, quella corretta è: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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Il sindaco, Federico Pizzarotti, ha ringraziato gli Ordini professionali che hanno aderito e che "forniranno un aiuto importante in un momento delicato come quello della presentazione delle domande di risarcimento, che devono essere presentate entro il 29 settembre. Apprezzo molto la spinta degli Ordini e dei Collegi professionali che hanno deciso di fare squadra per il bene dell'intera città".
Roberta Lecordetti, presidente del collegio dei Geometri, ha ringraziato l'Amministrazione ed ha sottolineato che la segreteria del Collegio sarà a disposizione e si occuperà della gestione delle richieste. "Per noi – ha concluso – è un atto dovuto verso i cittadini ed il Comune a fronte di quanto accaduto".

Alessandro Tassi Carboni, presidente dell'ordine degli Architetti, ha parlato di "iniziativa rivolta ai cittadini. Vogliamo anche noi dare una mano attraverso l'opera dei nostri iscritti che hanno aderito e ci mettiamo a disposizione come i giovani che con slancio spalarono nei giorni dell'alluvione".
Armando Fattori, presidente del collegio dei periti industriali, ha rimarcato come l'attività di gestione delle richieste sarà a cura della segreteria del collegio a cui i cittadini potranno rivolgersi.

Angelo Tedeschi, presidente dell'ordine degli ingegneri, ha ringraziato l'Amministrazione comunale per la sensibilità dimostrata. "Ci sembra doveroso farlo – ha concluso -, abbiamo aderito molto volentieri per dare un aiuto concreto alla nostra città. Faremo il possibile per dare in nostro fattivo contributo".

Già in passato, a seguito all'esondazione del torrente Baganza, del 13 e 14 ottobre 2014, il Comune di Parma aveva proceduto ad una prima ricognizione dei danni subiti dalle civili abitazioni tramite la compilazione delle apposite schede predisposte dalla Regione Emilia Romagna (schede B), avvalendosi, già in quella circostanza, della collaborazione degli iscritti agli Ordini e Collegi professionali cittadini che offrirono la loro collaborazione in forma del tutto volontaristica, supportando i cittadini nella compilazione delle schede di ricognizione, anche tramite sopralluoghi e rilievi tecnici.

Con Delibera del Consiglio dei Ministri del 28 luglio 2016, (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 6 agosto 2016), sono state, definite le procedure per far fronte ai danni causati al patrimonio privato a seguito delle calamità naturali che si sono verificate nel Comune di Parma. Inoltre nell'Ordinanza 374 del 16/08/2016, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 194 del 20 Agosto 2016, sono stati definiti i criteri per la determinazione e la concessione dei contributi. L'Ordinanza 374 del 16/08/2016 prevede la presentazione della richiesta di contributo inderogabilmente entro il 29/09/2016 e la perizia asseverata da allegare (secondo il modello Allegato A2), corredata di relative fatture, è considerata elemento indispensabile per il riconoscimento del contributo.

Ecco i riferimenti utili degli Ordini e Collegi disponibili:
ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI, CONSERVATORI DI PARMA, con sede in Parma, Borgo Retto 21/A – 43121 Parma
ORDINE DEGLI INGEGNERI DI PARMA, con sede in Parma, via Garibaldi 2 – 43121 Parma
COLLEGIO PERITI INDUSTRIALI DI PARMA, con sede in Parma, via Toscana 10 – 43122 Parma
COLLEGIO DEI GEOMETRI DI PARMA, con sede in Parma, via C. Rondani 7 – 43121 Parma

Si ricorda che da martedì 30 agosto presso il Polo Sociale Montanara di via Carmignani, 7/a è attivo lo Sportello Informativo in cui verrà fornita assistenza tecnica per la compilazione delle domande e sarà aperto nei giorni ed orari di seguito riportati: martedì dalle 10.00 alle 13.00; mercoledì dalle 10.00 alle 13.00; giovedì dalle 13.30 alle 17.00; venerdì dalle 10.00 alle 13.00; sabato dalle 9.00 alle 12.00. Sarà possibile chiedere informazioni per posta elettronica all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Alluvione 2014 e 2015. Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale l'ordinanza di protezione civile. Entro 40 giorni i soggetti interessati, per accedere ai contributi, dovranno presentare al Comune in cui è ubicato l'immobile danneggiato, apposita domanda.

Parma, 24 agosto 2016 – "Con la pubblicazione, sabato 20 agosto, in Gazzetta Ufficiale, delle ordinanze firmate dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, si è attivato il procedimento per la presentazione, da parte dei soggetti privati e delle attività economiche, delle domande di contributo per i danni conseguenti all'alluvione che ha colpito la nostra città il 13 ottobre 2014 e alle eccezionali avversità atmosferiche che nei giorni 13 e 14 settembre 2015 hanno coinvolto alcuni comuni della provincia di Parma (Albareto, Bardi, Bedonia, Calestano, Compiano, Palanzano, Pellegrino e Varsi) e Piacenza".

A dichiararlo sono i deputati PD Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini presenti, insieme al Sen. Giorgio Pagliari, all'incontro svoltosi con il Sottosegretario all'Economia Paola De Micheli l'8 agosto u.s., presso la Provincia di Parma, per l'illustrazione del provvedimento deliberato dal governo il 28 luglio che ha reso disponibili le risorse per gli indennizzi stanziate dalla Legge di Stabilità 2016.

"Con la pubblicazione delle ordinanze si entra finalmente nella fase operativa delle disposizioni votate dal Parlamento nel dicembre 2015; siamo dunque soddisfatti di questo ulteriore passo per dare una risposta importante ed attesa a quelle famiglie e imprese colpite da calamità naturali".

L'ordinanza prevede che entro fine settembre (40 giorni dalla pubblicazione in GU dell'ordinanza) i soggetti privati interessati dovranno presentare al Comune in cui è ubicato l'immobile danneggiato un'apposita domanda utilizzando la modulistica predisposta dal Dipartimento della Protezione Civile. Per le parti comuni danneggiate di un edificio residenziale la domanda è presentata dall'amministratore o da un condomino delegato qualora l'amministratore non sia stato nominato.

Per le attività economiche le modalità tecniche specifiche per la gestione delle domande di contributo e la modulistica dovranno invece essere predisposte dalla Giunta Regionale entro i prossimi 30 giorni.

"Una volta istruite e verificate le domande" – hanno concluso i deputati – "in esito alla quantificazione degli effettivi contributi riconoscibili, e sempre tenendo conto dei massimali stabiliti, il Consiglio dei Ministri autorizzerà l'attivazione dei contratti di finanziamento agevolato stabilendo il limite specifico per ciascun evento e categoria, dando il via alle singole operazioni di finanziamento".

Di seguito il link al testo dell'ordinanza di protezione civile.
http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/view_prov.wp?facetNode_1=f4_4_5&prevPage=provvedimenti&catcode=f4_4_5&contentId=LEG58565 

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La denuncia di chi vive in un quartiere abbandonato a sé stesso e in imminente pericolo. Niente è stato ancora fatto. Il 13 ottobre di un anno fa la gente del quartiere Montanara ha visto spazzare via dall'acqua pezzi di vita. - di Alexa Kuhne -

Parma, 31 ottobre 2015 - tutte le foto nella galleria in fondo al testo -

Vivono nel terrore. Nella paura, quotidiana, che le loro abitazioni, i parchi in cui giocano i loro figli, le strade in cui ci sono attività commerciali vengano invasi dalla furia del torrente Baganza.
Un corso d'acqua che oggi, ad un anno di distanza dalla sciagura, sembra un placido fiume che scivola lentamente dentro gli argini della città.
E invece il Baganza può infuriarsi e portare terrore, distruzione. E la comunità di Strada Montanara lo sa e teme, ogni giorno, che possa succedere l'imponderabile. Come è stato lo scorso 13 ottobre.
Gli abitanti del quartiere ce l'hanno messa tutta. Ma le loro forze non sono sufficienti. Servono progetti e aiuti. E poi serve la velocità. Prima che la stagione delle piogge, sempre più devastanti, arrivi.                                       

"Abbiamo dimostrato di essere uniti e solidali fra noi. E tanti aiuti li abbiamo ricevuti dai volontari". Un esercito di 5.000 persone in mobilitazione per ripulire dal fango strade, scantinati, edifici pubblici e case. Questo ricorda di quei giorni successivi al 13 ottobre dell'anno scorso Paolo Greci, il responsabile dell'Associazione Montanara, che mette insieme 45 esercizi commerciali della zona.

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"Ricordo una moltitudine di 'angeli del fango', che in una settimana ci hanno soccorsi e hanno ripulito il nostro quartiere da blocchi di cemento, bancali, tronchi, portati dalla corrente del fiume in piena. Noi abbiamo cercato di sostenerli anche organizzando dei presidi per dare pasti caldi".
Una bellissima storia di solidarietà. La dimostrazione di quanto si possa fare per aiutare chi è in difficoltà. Un ricordo che si scontra con il presente.

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                                                I lavori in corso sul lato quartiere Molinetto

Non c'è ancora un piano preciso di manutenzione e pulizia dell'alveo. Tutto è rimasto al punto in cui è stato lasciato dal fiume, un anno fa. Perlomeno in Strada Montanara.
"E' stato abbassato l'alveo di 60 centimetri per rendere più sostenibile il passaggio della massa d'acqua – spiega Greci -. Ma con la forte pioggia di agosto il letto del Baganza è tornato ad essere, pericolosamente, quello di prima, perché l'alveo si è ricompattato. Si sono persi due mesi e mezzo di tempo prezioso: i lavori di manutenzione sarebbero dovuti partire il primo giugno e invece sono cominciati il 27 luglio".
Il perché di tali ritardi risiederebbe nel fatto che Parma sia stata una città bombardata: "Abbiamo dovuto aspettare l'arrivo di un uomo con un metal-detector – racconta il responsabile dell'associazione di Montanara - che rilevasse l'eventuale presenza di residuati bellici. Lavoro per il quale basta qualche ora e per il quale sono stati invece lasciati passare giorni!".

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                                                 La casa di un privato che è in pericolo

La psicosi la si legge ancora negli occhi di chi rievoca quei giorni fatti di fango e paura. Perché, dal lato destro del Baganza, quello di strada Montanara, non è previsto alcun argine, ma è previsto solo un rinforzo su quello esistente, che fu eretto ai tempi di Maria Luigia. Un muretto di un metro che attraversa proprietà, strade, orti e aziende. Il che significa che nel caso di una esondazione del torrente, molti edifici rimarrebbero senza protezione, ingoiati nell'ondata di acqua, detriti e fango. In golena! Senza considerare che quella esile e bassa barriera non riuscirebbe a contenere l'impeto della piena che, l'ultima volta, ha attraversato strade, giardini, parchi, raggiungendo case fino a due metri di altezza.

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                                                        L'altezza a cui era arrivata l'acqua

Dopo la catastrofe ci sono due quartieri, uno di fronte all'altro, divisi dal torrente, a confronto: Molinetto e Montanara. Il primo messo in sicurezza, pronto per resistere; il secondo lasciato a se stesso, spoglio, fiancheggiato da un argine inconsistente e da un alveo colmo di detriti (che determinerebbero il violento straripamento del fiume).

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   Lato Montanara dove sarà costruito un argine basso. Questa strada fu completamente invasa dal Baganza. 

Gli abitanti dicono di non ricevere risposte e di non capire il motivo di una discriminazione così evidente.
Loro, privatamente, stanno correndo ai ripari. Una lotta contro il tempo per costruire ostacoli fatti di sacchi di sabbia e per ripulire gli argini con i semplici mezzi a disposizione. Fanno quello che possono, con la dignità e la paura di chi teme per la propria vita. Ma non basta. C'è bisogno di uomini, di strumenti e di consapevolezza che il pericolo è davvero imminente.
La gente si augura che, almeno questa volta, non accada l'imponderabile e che non si aspetti di fare qualcosa a disastro avvenuto...

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                                                  Montanara - In mezzo a questa strada passerà l'argine 

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Ad un anno esatto dall'esondazione del Baganza che ha colpito la città, si fa il punto sulla situazione per guardare al futuro. Per tutta la giornata si svolgerà il convegno "Alluvione del torrente Baganza del 13/10/2014. Un anno dopo". -

- di Chiara Marando – Martedì, 13 Ottobre 2015 -

Quella di oggi sarà una giornata intensa, una giornata che servirà per ricordare l'evento naturale che un anno fa esatto ha lasciato la città senza parole, indifesa davanti alla forza della natura. Era il 13 ottobre 2014, quando il torrente Baganza è esondato improvvisamente mettendo in ginocchio un intero quartiere. Immagini indelebili che restano nella memoria, immagini di fango, detriti e distruzione, che veri e propri angeli, gli "angeli del fango" hanno cercato di domare.
Giorni di lavoro costante per riportare la situazione alla normalità, per tentare di restituire la quotidianità persa alle persone che hanno visto le proprie case travolte dall'acqua. Il 13 ottobre è la data del ricordo, degli ingenti danni e disagi, della mancata allerta e del "forse si poteva evitare...".
Oggi, ad un anno di distanza, si guarda indietro per affrontare il futuro, per osservare quanto è stato fatto e quanto ancora bisogna lavorare. Lo si fa in un convegno aperto a tutta la cittadinanza dal titolo "Alluvione del torrente Baganza del 13/10/2014. Un anno dopo", promosso dall'Ordine dei Geologi dell'Emilia-Romagna.
A partire dalle ore 9 fino alle 18, in una full immersion di informazioni, racconti ed analisi, l'Auditorium dell'edificio Polifunzionale del Campus Universitario di Parma (via Volturno, 39), diventerà il teatro che ospiterà questo importante evento, un appuntamento che accomuna tutti i parmigiani e non solo.
La volontà di questo convegno è di quella di puntare l'attenzione su quanto la prevenzione possa risultare fondamentale nei casi di catastrofi naturali, una prevenzione che richiede necessariamente la presenza di figure professionali in grado di capire la reale gravità della situazione e le mosse più adatte da compiere. Questo è quello che spiega Antonio di Lauro, geologo parmigiano e consigliere dell'Ordine regionale «Ci interessa stimolare gli Enti preposti e la popolazione stessa a fare tesoro di quanto accaduto affinché certi errori non si ripetano».

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"Alluvione del torrente Baganza del 13/10/2014. Un anno dopo": convegno promosso dall'Ordine dei Geologi dell'Emilia-Romagna aperto a tutta la cittadinanza, un anno dopo l'alluvione del Baganza. Di Lauro (Ordine ER): "La prima prevenzione è la conoscenza". Il punto su cassa di espansione ed altri interventi. Tra i relatori anche il meteorologo Luca Mercalli.

Parma, 8 ottobre 2015 - in allegato scaricabile in fondo al testo la locandina del convegno con il programma -

A quasi un anno dall'alluvione del 13 ottobre scorso, il ricordo è ancora vivo nella memoria.
L'esondazione del torrente Baganza, gli ingenti danni e disagi causati, le polemiche sull'allerta e sulla gestione dell'emergenza, non sono certo finite nel dimenticatoio. Per ricordare quella drammatica vicenda che ha colpito la nostra città e il suo territorio, per fare anche il punto della situazione su quali interventi sono stati eseguiti fino ad oggi e quali invece sono rimasti da attuare o da programmare per il futuro, l'Ordine dei Geologi dell'Emilia-Romagna ha deciso di promuovere insieme con altri enti il convegno aperto a tutta la cittadinanza dal titolo "Alluvione del torrente Baganza del 13/10/2014. Un anno dopo".

Emblematica la data scelta per l'evento: martedì 13 ottobre 2015 (9-18), a un anno esatto dall'alluvione che si intende ricordare. Teatro della manifestazione sarà l'Auditorium dell'edificio Polifunzionale del Campus Universitario di Parma (via Volturno, 39).

"Non vogliamo dimenticare quel che è avvenuto un anno fa – esordisce Antonio Di Lauro, geologo parmigiano e consigliere dell'Ordine regionale -. Ci interessa stimolare gli Enti preposti e la popolazione stessa a fare tesoro di quanto accaduto affinché certi errori non si ripetano". "Occorre mantenere sempre alta l'attenzione anche nei momenti ritenuti non critici – continua Di Lauro sottolineando il messaggio che si intende lanciare a tutta la città –. Le istituzioni devono sempre stare in allerta perché a volte basta davvero poco per evitare certi inconvenienti. Noi continuiamo a rivolgerci a tutte le persone per dir loro: state attenti, perché il pericolo è sempre dietro l'angolo".

Di fronte a certe calamità naturali, la principale modalità di intervento che l'Ordine dei Geologi dell'Emilia-Romagna da tempo propone è quella della prevenzione, che richiede necessariamente la presenza di figure professionali all'interno delle istituzioni preposte al controllo del territorio. "La prima prevenzione è data dalla conoscenza del territorio – spiega infatti Di Lauro – e il geologo è la figura indicata per questo, colui che può dire dove si può edificare o meno, dove è più probabile che si verifichi una frana, quali terreni possono essere utilizzati e consolidati e quali invece no".

"Il percorso partecipato sulla Direttiva Alluvioni avviato dalla Regione va nella giusta direzione: coinvolgere i diversi attori coinvolti attivi e passivi" aggiunge Gabriele Cesari, presidente dell'Ordine dei Geologi dell'Emilia-Romagna. "In questo percorso – continua - siamo chiamati tutti ad interagire per trovare soluzioni efficaci ed innovative. Serve un approccio di sistema che oltre agli Enti competenti coinvolga attivamente anche diverse categorie di professionisti, gli agricoltori, il mondo delle imprese, il mondo assicurativo ed il volontariato. Non aspettiamoci risultati risolutivi nel breve periodo: occorreranno decenni di azioni virtuose e di cambiamenti culturali importanti". Per tale motivo, non basta incalzare gli Enti e le Amministrazioni pubbliche su questi temi, occorre anche "sensibilizzare l'opinione pubblica ad un atteggiamento più rispettoso e attento alle esigenze del territorio e dell'ambiente", riprende Di Lauro.

Al convegno di martedì 13, organizzato insieme al Dipartimento di Fisica e Scienze dell'Università della Terra, si susseguiranno testimoni diretti degli eventi ed esperti del territorio impegnati nella pianificazione degli interventi di prevenzione. Sono previsti gli interventi, tra gli altri, dell'assessore alla Difesa del suolo e della Costa della Regione Emilia-Romagna, Paola Gazzolo, dell'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Parma, Michele Alinovi, e del presidente della Società Meteorologica Italiana, Luca Mercalli.

In occasione di questa ricorrenza, nella mattinata di domenica 11 ottobre l'associazione GeoProCiv con il patrocinio dell'Ordine dei Geologi dell'Emilia-Romagna promuove un'escursione dal titolo "Una camminata a un anno dall'alluvione" lungo le zone attigue al torrente Baganza interessate dall'esondazione di un anno fa. Per informazioni e iscrizioni su questa iniziativa scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ';document.getElementById('cloak126c815b3b6e2ba5112baca847b87731').innerHTML += ''+addy_text126c815b3b6e2ba5112baca847b87731+'<\/a>';  oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Domenica, 20 Settembre 2015 09:58

Emilia, tre alluvioni in due anni.

A una settimana dalla piena del Nure, si cerca ancora il corpo di Filippo Agnelli di Bettola, travolto dal fiume insieme al figlio Luigi, ritrovato invece senza vita, così come Luigi Albertelli di Pontedellolio. E mente si fa la conta dei danni e il premier Renzi annuncia lo stato di emergenza, ricordiamo anche le alluvioni che, nel 2014, hanno colpito anche Parma e Modena.

Piaenza - Nelle due ore che Matteo Renzi ha trascorso a Piacenza, lo scorso 17 settembre, il premier ha potuto valutare di persona, sorvolando la zona con un elicottero, l'entità dei danni causati dallo straripamento del Nure che, una settimana fa, ha travolto due intere valli e provocato la morte di due persone. Si tratta di Luigi Albertelli, 56 anni, guardia giurata di Pontedellolio, e Luigi Agnelli, 43, di Bettola, entrambi travolti dalla furia delle acque. E' ancora disperso, invece, Filippo Agnelli, 67, padre di Luigi, che si trovava insieme al figlio quando la loro auto è stata travolta dalla furia delle acque.

Durante il summit in Prefettura, al quale hanno partecipato anche il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, l'Assessore regionale alla difesa del suolo Paola Gazzolo e i sindaci dei Comuni colpiti, il Presidente del Consiglio ha dichiarato che "appena ci sarà la possibilità tecnica, dichiaremo lo stato di emergenza". "Il governo", ha aggiunto Renzi "farà la propria parte sia per i Comuni con la deroga al Patto di Stabilità, sia per i cittadini, con aiuti dal punto di vista fiscale". E mentre il presidente della Regione Bonaccini promette risorse straordinarie, oltre ai 2 milioni di euro già stanziati per la ricostruzione dei paesi alluvionati, ricordiamo che il disastro che ha colpito il piacentino è solo l'ultimo in ordine di tempo, che l'Emilia ha dovuto sopportare.

Il 13 ottobre 2014, l'esondazione del torrente Baganza ha mandato sott'acqua la zona sud ovest di Parma, per fortuna, senza fare vittime tra le persone, ma provocando ingenti danni, soprattutto nel quartiere Montanara e nella zona di via Po, dove un mix di acqua e fango ha invaso garage e scantinati, arrivando fino ai piani più bassi delle case.

Foto Francesco Ficcarelli FB baganza

Il 19 gennaio 2014, invece, nel modenese, l'onda della piena causata dalle forti piogge ha aperto una falla nell'argine del fiume Secchia, che ha cominciato a defluire sommergendo 10.000 ettari di territorio colpendo otto Comuni della zona della Bassa, già provati dal terremoto del 2012. Per 48 ore, Bastiglia e Bomporto sono rimaste sott'acqua, con almeno duemila persone bloccate ai piani alti delle case, mentre altrettante sono state evacuate dalla Protezione Civile a mano a mano che le acque del fiume invadevano il territorio. Quasi duemila anche le aziende colpite, milioni i danni subiti dall'economia e dai cittadini che, in poche ore, si sono visti portare via i sogni di una vita. C'è stata anche una vittima, il volontario Oberdan Salvioli, 43 anni, trascinato via dalle acque, mentre tentava di aiutare i suoi concittadini alluvionati.

Alluvione MO CV gde

Se, poi guardiamo a quanto è accaduto nel resto d'Italia, è evidente che i fenomeni si stanno facendo sempre più frequenti e con effetti sempre più disastrosi sulla popolazione.

Da un lato c'è il clima, che sta cambiando velocemente e riserva sempre più spesso precipitazioni abbondanti rilasciate in poco tempo, che vanno a ingrossare i fiumi e i corsi d'acqua. Dall'altro c'è la mano dell'uomo, sempre più indiscriminata quando si tratta di urbanizzazione, a discapito dell'ambiente. Infine, c'è la scarsa attenzione alle opere di manutenzione e controllo dei letti dei fiumi e dei torrenti, dei fossi, degli argini, delle casse di espansione, insieme al consolidamento delle frane e di briglie di contenimento del terreno, oltre, ovviamente, al rispetto delle leggi di tutela del suolo e dell'ambiente.

La parola che si sente pronunciare sempre più spesso, i cui effetti sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti, è "dissesto idrogeologico". All'inizio dell'anno, il rapporto presentato dall'Unione Bonifiche dell'Emilia Romagna ha evidenziato come la nostra regione abbia visto aumentare il rischio del 10% rispetto al 2014 e che, per prevenire altri eventi disastrosi, sarebbero necessari ben 894 interventi, per un importo superiore al miliardo di euro.

Pubblicato in Ambiente Emilia

Alluvione di Parma. Ammontano a 360.000 euro le risorse che l'ente di Via Verdi ha impegnato e sta erogando per il risarcimento dei danni e il riavvio delle attività.

"Siamo stati tempestivi ed efficaci – dice il presidente Zanlari – Abbiamo dato una risposta concreta a chi era in difficoltà"

360.000 euro alle imprese di Parma e delle provincia danneggiate dall'alluvione del 13 ottobre 2014: a tanto ammontano le risorse che la Camera di commercio ha stanziato e sta erogando attraverso un bando per la concessione di contributi a fondo perduto. "Il bando ha chiuso in anticipo rispetto alla data fissata perché con 42 domande accolte abbiamo esaurito le risorse stanziate, interamente ricavate dal nostro bilancio. – sottolinea il presidente Andrea Zanlari - In molti casi, il nostro contributo ha consentito il ripristino anche totale dei danni subiti. In altri, ha favorito un meno drammatico riavvio delle attvità".

Per ogni domanda istruita e accolta la Camera di commercio sta erogando contributi, fino a un massimo di 10mila euro ad azienda, che possono arrivare a coprire fino al 100% delle spese sostenute dall'impresa per far fronte ai danni subiti.

Il contributo è finalizzato a una vasta gamma di interventi: il ripristino degli immobili adibiti all'attività d'impresa, compresi lo sgombero e lo smaltimento in discarica di fanghi, detriti e materiale alluvionale; la riparazione o il riacquisto, in caso di danno non riparabile, di impianti produttivi, macchinari, attrezzature e arredi; le spese tecniche collegate alle precedenti come progettazione, direzione lavori e collaudi. Il contributo ha potuto essere richiesto anche per il riacquisto di scorte di materie prime, semilavorati o prodotti finiti danneggiati e non più utilizzabili.

Le imprese che hanno fatto domanda di contributo sono state 45 e 42 sono state le domande accolte. Sono rappresentati tutti i settori di attività ma in particolare artigianato, commercio e industria. Le aziende risarcite hanno sede, per la maggior parte, a Parma, ma anche in altri Comuni colpiti dall'alluvione del 13 ottobre.

"Credo che abbiamo dato ai nostri imprenditori un segno tangibile di vicinanza e supporto - prosegue Andrea Zanlari - Nonostante i tagli imposti dal Governo abbiano diminuito le risorse che abbiamo a disposizione per le imprese e il territorio, questo bando ha ricevuto una delle più alte dotazioni finanziarie degli ultimi anni. Lo abbiamo formulato in modo semplice e abbiamo previsti tempi di istruttoria ed erogazione molto rapidi. I primi contributi sono già in pagamento. E' così che deve funzionare il rapporto tra la Pubblica Amministrazione e i cittadini".

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