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Pubblicato in Motori Emilia

Un percorso formativo che coinvolge Comuni e Unioni in questi giorni a Palazzo Giordani. Durerà fino a fine novembre, con due giorni di incontri anche a Borgotaro. De Maria:”Un’iniziativa concreta per agevolare gli enti del nostro territorio”

Parma  –

E’ noto che  tra  i paesi dell’UE l’Italia è uno di quelli che troppo poco riesce ad utilizzare i fondi messi a disposizione, e che spesso i piccoli Comuni incontrano molte difficoltà a intercettare i finanziamenti vista la complessità delle procedure, così abbiamo deciso di fare qualcosa di concreto per agevolare gli enti del nostro territorio” spiega Ferdinando De Maria, Delegato Provinciale al Coordinamento dei progetti internazionali e alla Progettazione europea.

Da questa esigenza è nato il percorso formativo organizzato da Provincia di Parma, Comune di Borgotaro e la preziosa collaborazione della rete SERN che si sta svolgendo in questi giorni a Palazzo Giordani e proseguirà in novembre, fino a raggiungere per due giornate anche il comune dell’alta Val Taro.

L’obiettivo è quello di promuovere la conoscenza delle opportunità di finanziamento di provenienza comunitaria, ma anche di sviluppare le competenze necessarie per la formulazione dei progetti e le capacità organizzative per la loro pianificazione e gestione.
Ai partecipanti vengono forniti strumenti metodologici e supporti operativi concreti.

Hanno aderito al corso circa cinquanta dirigenti e funzionari degli Enti pubblici del Parmense, tra Comuni, Unioni e Servizi interni della Provincia.

Il corso è anche l’occasione per sviluppare possibili proposte progettuali, e imparare come creare partnership e network con altre realtà europee per agevolare la condivisione di esperienze pratiche.
Gli strumenti  forniti dalle attività formative saranno poi applicabili ad un’ampia tipologia di progetti europei. 

“I Comuni hanno risposto molto positivamente – afferma Andrea Ruffini, dirigente dell’Ufficio Europa della Provincia, che con SERN ha tenuto le fila dell’organizzazione del corso – Abbiamo posto le basi per lavorare efficacemente su questi temi con gli Enti del nostro territorio, e per il prossimo futuro abbiamo in programma di creare un network di operatori tecnici di Comuni e Unioni, una sorta di ufficio intercomunale per la progettazione europea coordinato dall’Ufficio Europa della Provincia.”

La Provincia di Parma già partecipa inoltre al progetto Erasmus+ "Sinergy Audit", incentrato sulla promozione della qualità ambientale, insieme a diversi partner europei. Il ruolo della Provincia è quello di coordinare la sperimentazione e disseminare i risultati nei Comuni e Unioni interessate del territorio.


Nel giardino pertinente all’abitazione sono stati recuperati, dentro un barattolo di plastica rossa, 11,40 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, suddivisa in 14 dosi in cellophane termosaldato, mentre all’interno dell’appartamento è stata rinvenuta la somma di 1.610 euro in banconote di vario taglio, probabile provento di spaccio.

Questo il risultato di un'indagine svolta dal Personale del Commissariato di Polizia di Stato di Mirandola, che ha denunciato in stato di libertà un cittadino marocchino di 26 anni, titolare di permesso di soggiorno di lungo periodo, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. 

Gli agenti di Polizia avevano notato uno strano “via vai presso l'abitazione di via Calatafimi a Mirandola, in provincia di Modena, dove era stata avviata una vera e propria attività di spaccio a domicilio.

Agiva con molta cautela, senza scendere in strada e fissando appuntamenti nell’arco dell’intera giornata proprio per non fare sorgere sospetti ed evitare assembramenti sotto casa; i clienti dovevano accertarsi prima di entrare nel condominio che non vi fosse nessuno nei dintorni.

Gli agenti, su delega dell’Autorità Giudiziaria, con l’ausilio di una unità cinofila della Polizia di Stato, hanno effettuato una perquisizione personale e locale con esito positivo. 

 

Pubblicato in Cronaca Modena

E' del 29 ottobre la notizia che verrà installato all'imbocco del viadotto tra Cremona a Castelvetro un tutor in grado di controllare il peso dei camion in movimento, e che le eventuali violazioni verranno sanzionate con multe che arriveranno direttamente a casa.

A tal proposito vogliamo ricordare la proposta del gruppo Amo Colorno, datata 6 giugno 2019, in cui si chiedeva alle due province di Parma e Cremona, proprio l'installazione di un "tutor overload" in grado di svolgere proprio la stessa funzione che verrà adottata sul viadotto tra Castelvetro e Cremona. Tutor da installare sul ponte del PO, tra Colorno e Casalmaggiore.

Peccato che ricevemmo una missiva dalla provincia di Parma che ci informava che per regolamento stradale nazionale, non era possibile installare un simile strumento, in quanto la legislazione attuale prevedeva a loro dire la possibilità di sanzionare un veicolo solo a seguito di pesatura sul posto.

Alla luce degli ultimi avvenimenti quindi, torna tutto in discussione?... La nostra idea adesso può essere presa in considerazione?...

Il nostro ponte teniamo a ricordare che è "rattoppato" e che per ben 21 mesi è stato chiuso causando un enorme disagio ai territori di Colorno e Casalmaggiore. Inoltre è ancora aleatoria la promessa di installazione (che doveva avvenire ad agosto di quest'anno) di autovelox e sensori per il peso totale dei camion sul ponte.

il gruppo
Amo Colorno

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SOTTO LE PROVE:
https://www.laprovinciacr.it/news/cronaca/233497/ponte-sul-po-un-tutor-controlla-il-peso-dei-tir.html 
https://www.oglioponews.it/2019/06/06/ponte-riaperto-ora-venga-utilizzato-tutor-overload-la-proposta-amo-colorno/ 

Nei giorni scorsi, presso la sede di Parma del centro di formazione professionale IRECOOP, si è svolta un’inusuale cerimonia di consegna degli attestati di fine corso.

Di LGC Parma 30 ottobre 2019 – “Come ti formo l'amico pelosetto per diventare coterapeuta”, potrebbe essere il titolo "giornalistico" per descrivere sinteticamente l'attività formativa realizzata da IRECOOP Parma e che ha visto la partecipazione di allievi anche dalla Romagna e che ha come obiettivo di preparare gli operatori e i loro fedeli amici a quattro zampe agli interventi assistiti con animali, attività comunemente nota come "Pet Therapy".

"I dati raccolti - scriveva il sottosegretario alla salute Vito De Filippo in prefazione alle linee guida per gli IAA (Interventi Assistiti con Animali) 2015 - dimostrano che la relazione con l’animale riaccende l’interesse verso gli altri, attraverso stimoli sensoriali tattili e visivi creando un’empatia che induce anche pazienti depressi e in isolamento sociale a reagire e a sentirsi utili. I benefici della relazione sono evidenti soprattutto nei bambini nei quali l’animale, oltre a catturare l’attenzione, stimola l’accettazione di sé, e negli anziani nei quali si registra anche un effetto positivo sul piano fisico, oltre che psichico, in quanto i pazienti vengono stimolati a compiere attività motorie (accudimento dell’animale, passeggiate ecc.).
L’impiego degli animali in vari ambiti terapeutici determina non solo una migliore risposta del paziente ma spesso concorre alla riduzione dell’uso dei farmaci, con ulteriori vantaggi sia per la qualità della vita che in termini di costi per la collettività."

La corretta applicazione degli IAA richiede il coinvolgimento di una équipe multidisciplinare in grado di gestire la complessità della relazione uomo-animale ed è composta, a seconda del tipo di intervento, da figure sanitarie, pedagogiche e tecniche con diversi compiti e responsabilità.
Ed è proprio sulla base di questa rigida regolamentazione che IRECOOP ha realizzato il ciclo di corsi, da quello propedeutico di 21 ore a quello base di 56 per completare con l'avanzato di 120 che consente di aderire alle equipe multidisciplinari che intervengono nei percorsi di assistenza con animali.

Alla consegna degli attestati, lo scorso 22 ottobre, erano presenti quasi tutti i nuovi "coterapeuti" pelosetti, in prevalenza cani, ma anche un coniglio e assenti giustificati i gatti, i cavalli e gli asini.

Già perché a differenza di quanto comunemente noto, la "Pet Therapy" la si realizza non solo con i cani ma con diverse specie, sfruttando le loro innate attitudini da preda piuttosto che da cacciatore, come spiega Carminio Gambacorta, docente e medico veterinario, oltre a essere presidente della Coop. Sociale Laboratorio Lesignola di Canossa (RE) e sottolinea come siano molte le specie utilizzate all'estero per gli interventi assistiti mentre in Italia ci si ferma a cinque, il cane, il gatto, il coniglio, l'asino e il cavallo.

"Dalle linee guide degli interventi assistiti dagli animali, dichiara Carminio Gambacorta, le specie animali contemplate sono asino, cavallo, cane, gatto e coniglio. E' importante sapere che ogni specie possiede una caratteristica specifica per lavorare con diverse tipologie di persone. A seconda degli obiettivi educativi o terapeutici ci si orienta verso una particolare specie e all’interno di ogni specie anche una particolare razza.
Il cavallo per esempio è un animale preda, è grande, intimidatorio e offre la possibilità , quasi lo “impone“, di dover lavorare su te stesso per poter interagire con lui.
Relazionarsi con un cavallo o andare sopra un cavallo è bello ed emozionante, ma nello stesso tempo, poiché è una preda e noi siamo predatori, dobbiamo avere la capacità di modulare la nostra energia per entrare in relazione con esso.
Il gatto è un animale predatore ma ha una sensibilità tale per cui è fondamentale lavorare su di noi per potersi relazionare bene. Il gatto è un animale che non si può coccolare o abbracciare come per esempio si può fare con un coniglio, ma ha bisogno di una sua libertà e di un suo spazio personale. Il gatto ha unghie affilate e saper leggere attentamente il suo linguaggio è fondamentale per evitare pericolosi inconvenienti.
Il cane ovviamente è un animale che tutti conosciamo e, a seconda anche della razza si può lavorare con diversi obiettivi .
L’asino è un animale molto interessante perché si può lavorare, per esempio, sul concetto di stupidità. Nell’immaginario collettivo l’asino è sempre stato considerato un animale stupido e nel momento in cui un ragazzo (che anche lui probabilmente è considerato allo stesso modo…), si relaziona con un asino e si rende conto che quest'animale è tutt’altro che stupido ma anzi è molto riflessivo, immediatamente gli fa da specchio e inizia a prendere in considerazione se stesso in altre modalità.
Il coniglio, infine, è un animale preda ma rispetto al cavallo è molto piccolo e dallo scheletro fragile e quindi richiede una delicatezza ulteriore per potersi relazionare con lui."

Francesca Pezzilli, accompagnata dalla sua fedele cagnolina Sally, è la prima a rompere il ghiaccio tra gli allievi e a offrire la propria testimonianza. "Ho iniziato questo corso perché ho una passione fortissima per gli animali e lavorare nella "Pet Therapy" è sempre stato un mio sogno. In aggiunta ho un cane che proprio mi ha espresso la volontà di fare questo tipo di attività, sia con bambini sia con anziani e quindi mi sono iscritta a questo corso che ho intercettato quasi per caso ma dalla prima lezione sono rimasta folgorata e ho immaginato quello che sarebbe successo. La preparazione, anche molto pratica, è andata ben oltre le mie iniziali aspettative. Grazie a un po' di iniziativa privata sono anche riuscita a fare diversi e qualificanti tirocini che alla fine mi hanno consentiti già di lavorare in questo campo. Insomma un sogno che diventa passione!".

Il Racconto di Francesca è un esempio rappresentativo dell'indiscutibile e diffuso apprezzamento verso il percorso didattico svolto e, ovviamente, per gli organizzatori e i docenti con i quali si è instaurato un rapporto anche professionale sin dai primi momenti. Un affiatamento che ha di fatto consentito di realizzare un primo nucleo di aggregazione, un vero e proprio network di specialisti di settore, che andrà a arricchirsi con i prossimi che usciranno dai percorsi didattici di IRECOOP Parma.

"Infatti, sottolinea Marta Viappiani, docente e psicoterapeuta, all'interno del corso si è creato un team in modo naturale. Una rete che sta già operando dando ciascuno la disponibilità e la propria specialità. La cosa fantastica, oltre all'entusiasmo che tutti hanno esposto è che, adesso, loro già lavorano, ai vari progetti su Parma, in base agli abbinamenti che hanno cercato e si sono costruiti, proprio attraverso animali diversi." La dottoressa Viappiani, in qualità di psicologa, all'interno del corso si è particolarmente dedicata alla gestione dei conflitti, la leadership, la squadra e come si forma, il team e come si gestisce un team.

Se Francesca Pezzilli si è formata con il cane, Marina Ghiretti il percorso l'ha realizzato con il cavallo. "Io sono coadiutore con il cavallo e ho già fatto esperienza e faccio esperienza ludica con il cavallo nell'ambito della disabilità psichica. Abbiamo in corso un progetto con quattro ragazzi con disabilità cognitiva con i quali stiamo ottenendo grandi risultati. Quello che da soli non farebbero, come ad esempio infilare delle forme in altrettanti buchi e quant'altro, con il gioco invece lo fanno e aumentano la loro autostima grazie alla presenza del cavallo. Riuscire a rapportarsi, prendersi cura di un animale così grosso, di cui molti possono aver paura, accresce enormemente il loro tasso di autostima. Sono animali con una sensibilità ancestrale, in grado di relazionarsi con chiunque e perciò molto adatti a quel tipo di disabilità."

Francesca Ronchetti invece è una coadiutrice che opera con il cane e con l'asino . "Sono una pedagogista clinico - sottolinea Francesca Ronchetti - e ho una associazione che si occupa di fare interventi assistiti con asini. L'asino cosa è che offre alle persone? E' innanzitutto un animale che va conosciuto e permette di scoprire che in realtà i pregiudizi che girano attorno all'asino non sono veri. Gli asini sono animali molto intelligenti e valutano le situazioni con molta calma a differenza del cavallo. L'asino ad esempio non ha mai uno scatto, rimane fermo e valuta la situazione prima di agire. Un comportamento che gi deriva dal fatto che non possiede una velocità di fuga elevata, come invece ha il cavallo. Gli asini quindi permettono di rilassarci e ci portano a diventare calmi e pazienti . Per stare a loro vicini dobbiamo accettare il loro ritmo e così ci permettono di esplorare il nostro "Io". Oltre a questo, c'è tutto il lavoro di cura da poter mettere in atto con l'asino. Il grooming (pulizia del mantello ndr), il toccare, il prendersi cura, strigliarlo e portarlo alla lunghina ad esempio. Quindi, per una persona condurre un asino, che ha dimensioni maggiori di un cane, vuol dire sentirsi capace e la sua autostima ne trae beneficio e gli asini ti rispettano con la loro pacatezza e riflessività. Sono modi di comportarsi, atteggiamenti che aiutano le persone in difficoltà con disabilità, i bambini e gli anziani, tutti possono trarre beneficio dalle relazioni che s’instaurano con l'asino."

E' quindi Carmela Augelli a farsi avanti per rilasciare la propria opinione. "Il coniglio, l'animale con il quale svolgo da poco l'attività di coadiutore, è un animale sociale di piccole dimensioni, molto docile e tranquillo. Non include paura o disagio ma trasmette calma, interesse, curiosità portando un senso di benessere all’utenza.
E’ una preda. Proprio per questo, è molto timoroso e necessita di delicatezza e tranquillità per poter interagire con lui.  E’ un animale che può interagire con tutti: bambini, adolescenti, ragazzi, persone con disabilità sia fisica che psichica e anziani.
Le attività di interazione fisica uomo-coniglio che si possono svolgere, sono adatte ad ogni tipologia di utenza: fare le coccole, accarezzarlo, dargli da mangiare, farsi annusare, pettinarlo, si possono fare anche giochi di ricerca olfattiva.
Si possono organizzare sia attività di gruppo sia attività rivolte a una sola persona.
Le mie esperienze riguardano l’attività di Pet Therapy con i bambini. Attraverso attività di lettura, ludiche e ricreative si portano i bambini ad avere una conoscenza di base riguardante le caratteristiche comportamentali e le diversità di specie (uomo-animale).
Imparano qual è il modo corretto di avvicinarsi ed interagire con il coniglio lavorando anche sui tempi di attesa da rispettare e sull’autocontrollo (essendo una preda, ha paura, quindi bisogna essere tranquilli, delicati, non bisogna urlare, ne fare movimenti bruschi, aspettare che il coniglio si avvicini per poter interagire con lui).  Si sviluppano nel bambino capacità di interazione e collaborazione di gruppo, il mettersi nei panni dell’altro, del più debole e svantaggiato (che in questo caso è il coniglio, ma, nella vita di tutti i giorni può essere, ad esempio, un compagno), il prendersi cura dell’altro. Tutto questo finalizzato al benessere dell’utenza, rafforzando il senso di empatia, di autostima e, involontariamente, porta la persona a fare un lavoro su di sé, se vuole interagire con lui."


Francesca Pozzi è invece la "testimonial" dell'attività svolta con il gatto. "Le attività che si svolgono con il gatto - sottolinea Francesca, differiscono molto da quelle realizzate con i cani. La interrelazione che si instaura con il gatto è molto più fine e passa per l’osservazione ed il rispetto della natura meno addomesticata e più selvaggia del gatto. Questo tipo di intervento apre delle vie di comunicazione diverse, più silenziose e introspettive dove la relazione si instaura attraverso gesti cauti perché la fiducia del gatto non è data per scontata ma va costruita (parallelismo con le relazioni umane)."

"Una serie di argomenti molto eterogenei, - è il commento di Stefano Cattabriga l'allievo proveniente dal ravennate, ma che proprio per questo motivo forniscono al discente un panorama completo dell'enorme ventaglio di competenze e informazioni che non possono mancare a chi si avvicina a questo tipo di attività con ambizioni serie e professionali. Da qui la consapevolezza che la "fine" del corso altro non sarà che l' "inizio" di un percorso di crescita personale e professionale che non avrà mai fine. Per me ciò ha giustificato anche l'onere e l'impegno derivante dal fatto di risiedere e lavorare ad oltre 150 km. dalla sede di Irecoop Parma.
Anche per questo motivo ogni minima, inevitabile (pur se perfezionabile) variazione di programma o imprevisto nel mio caso ha impattato più fortemente sull'organizzazione di viaggi, permessi dal lavoro, gestione famigliare. Lo rifarei? Si! Farò altri corsi di perfezionamento? Si."

In conclusione Angela Piacente, coordinatrice dell'attività per conto di IRECOOP Parma, dichiara la grande soddisfazione del corso avanzato che è la parte conclusiva dell'intero ciclo formativo. "Il corso svolto rappresenta il completamento e la conclusione di un percorso articolato, che ha consentito il raggiungimento di una pluralità di obiettivi per gli allievi e non solo. Grazie alla frequenza al corso, e superamento della verifica finale, gli allievi potranno esercitare l’attività di Coadiutore dell’animale e essere inseriti tra gli operatori IAA presenti nell’albo nazionale di DIGITAL PET, sezione digitale nata da un progetto condiviso da Centro di Referenza Nazionale e Ministero della Salute. I risultati ottenuti da questo corso, rappresentano per IRECOOP, il punto di partenza per una nuova progettazione di questi percorsi che risulterà sicuramente più ricca grazie alle esperienze e ai suggerimenti raccolti dagli allievi e soprattutto grazie al validissimo corpo docenti costituito e sperimentato per la prima volta durante questo corso."

E' Il primo corso che IRECOOP ha realizzato in quest’ambito e attualmente IRECOOP è l'unico ente che al momento garantisce questo tipo di percorso d'apprendimento. "Sono particolarmente felice - conclude Angela Piacente, per aver conosciuto delle persone splendide e con una spiccata sensibilità a partire dai docenti, infine ancor più soddisfatta perché ho di fronte persone che della loro passione e hobby ne hanno fatto un lavoro".

Di docenti ed esperti nel ciclo se ne sono alternati diversi e altamente qualificati. Oltre ai già citati Carminio Gambacorta, veterinario e presidente della Cooperativa sociale Laboratorio LESIGNOLA, che accoglie ragazzi preadolescenti e adolescenti e supporta tutte le figure adulte che vengono a contatto con questi e con le loro difficoltà di gestire un periodo così delicato di crescita e Marta Viappiani, psicologa psicoterapeuta in ambito cognitivo comportamentale. Vanta nella sua carriera numerose esperienze lavorative nell’ambito della psicologia dell’Emergenza, nonché Past President dell’Associazione IMPRONTE NELL’ANIMA, e oggi operatrice IAA in numerose realtà, tra cui L’ospedale dei Bambini di Parma, dove opera con differenti tipologie animali, tra cui l’asino, si sono avvicendati alla cattedra:
- Caterina Solinas – psicologa
- Marco Baracchi – Vicepresidente dell’associazione ABOUT DOG
- Marco Begarani – Presidente della Comunità “CASA DI LODESANA”
- Paolo Pediri – coordinatore referente Progetti Salute Mentale c/o Centro Polifunzionale P. Corsini DI Pellegrino Parmense (Cooperativa AURORADOMUS)
- Giovanna Mazzotta – Neuropsichiatra infantile

Un'esperienza ben riuscita dal punto di vista didattico che ha avuto il merito di premiare gli allievi con un’immediata immersione nel mondo lavorativo dando seguito alle aspettative di ciascuno. Un risultato probabilmente inatteso ma che conferma l'importanza della formazione dedicata alle competenze spesso meno evidenti e inespresse, ma assolutamente apprezzate dal mercato del lavoro.

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Il 1° novembre è il World Vegan Day - Secondo i dati Eurispes, il numero di italiani che nel 2018 dichiara di aver scelto di eliminare la carne dai pasti è pari al 7,3% della popolazione: il 5,4% degli italiani è vegetariano, mentre il restante 1,9% si dice vegano. La risposta del mercato al trend alimentare è immediata in molte città d’Italia. Bar, ristoranti e negozi non si lasciano scappare l’occasione ed adattano il menù per poter soddisfare le esigenze di questa nicchia di mercato: dalle merendine alle alghe fino alle patatine di cavolo fritto, nel Bel Paese non manca proprio nulla. Ecco perché Holidu, il motore di ricerca per case vacanza, ha voluto effettuare un’indagine per ricercare quali sono le 10 città più vegan friendly d’Italia. La classifica mostra quali sono le città con il più alto rapporto tra numero di abitanti e numero di bar e ristoranti in città offerenti un menu vegano o vegetariano.

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La top 10 delle città più vegan friendly d’Italia


1. Bologna 4,13 ristoranti / 100.000 abitanti

Al primo posto in classifica, ecco una bella sorpresa: il capoluogo emiliano, terra del ragù, della mortadella e di tutte le prelibatezze culinarie possibili e immaginabili. Nonostante la sua tradizione decisamente non vegan, Bologna offre ai suoi cittadini e ai turisti la più ampia varietà di scelte vegetariane e vegane d’Italia, con ben 19 ristoranti in totale!
Botanica Lab €€€: In centro a Bologna ci sono ben due Botanica Lab, uno più indicato per un pranzo e l’altro per una pausa rilassante o una colazione. In questi due locali, dal menu completamente plant-based, la cucina vegana diventa creatività e sperimentazione, in un ambiente moderno e chic! Da provare: gli spring rolls vegan (5€). botanicalab.com


2. Piacenza 4,85 ristoranti / 100.000 abitanti

La medaglia d’argento se l’aggiudica un’altra città emiliana, Piacenza per l’esattezza, con un totale di 5 ristoranti esclusivamente vegan o vegetariani. Nonostante le prelibatezze piacentine, in cui la carne fa da regina, tra cui la trippa, il coniglio o lo stracotto, anche chi segue una dieta vegan troverà non solo pane per i propri denti...ma anche piatti deliziosi! Holidu GmbH Riesstr. 24 Elena Rita paolo, PR & Online Marketing Manager 80992 Monaco di Baviera E-Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Germania

Fala’feel €: Se si parla di cucina vegan, ma senza rinunciare al gusto, la scelta giusta sono i falafel! Le deliziose polpette di legumi, erbe e spezie, vengono servite anche a Piacenza, da Fala’feel. Qui sarà possibile gustarli in un wrap o in una bella piadina. Da provare il falafel sandwich (6€). facebook.com/falafeelveganfastfood


3. Firenze 4,73 ristoranti / 100.000 abitanti

Firenze si guadagna la terza posizione con 18 ristoranti vegan e vegetariani. Qui si celebra uno dei piatti toscani più conosciuti non solo in Italia ma anche internazionalmente: la fiorentina. La carne in generale è un ingrediente che non manca quasi mai sulle tavole toscane, un po’ come il vino, eppure c’è possibilità anche qui di degustare pietanze vegetariane e vegane!
Brac Libreria €: A due passi dall’Antico Vinaio, ecco una scelta decisamente più green! Brac è una libreria, un luogo d’incontro, di pensieri e di buon cibo...esclusivamente vegan e delizioso oltre misura. Qui sarà possibile mangiare primi, secondi e anche dolci, da provare il piatto unico da comporre con un’insalata, uno sfornato e un primo piatto (15€). libreriabrac.net


4. Vicenza 4,48 ristoranti / 100.000 abitanti

La città di Palladio si aggiudica il quarto posto in classifica, con un totale di 5 ristoranti. Vicenza è famosa in tutta Italia per alcune prelibatezze, come la sopressa vicentina o l’oca in onto, ma non si tira indietro neanche quando si tratta di piatti vegan. Chi si trova a visitare questa bellissima città veneta non resterà di stucco solo per l’architettura, ma anche per la varietà di piatti!
La Locanda del Gusto €€: A due passi dal centro storico, si trova la Locanda del Gusto, un ristorante vegan, piccolo e accogliente, dove in cucina ci si diletta con pasta di farina integrale, gnocchi, tortelli e dolci fatti in casa. Qui è possibile pranzare anche con l’amico fido! Da provare le lasagne vegetariane, si dice siano paradisiache! facebook.com/pg/locandadelgusto 


5. Bergamo 4,13 ristoranti / 100.000 abitanti

Al quinto posto si trova Bergamo, in Lombardia, che offre un totale di 5 ristoranti esclusivamente vegetariani o vegan. Qui la cultura del cibo è un connubio tra tradizione e modernità: chi vorrà abbandonare i casoncelli alla bergamasca o la polenta, accompagnata con carne o formaggio, potrà infatti scoprire piatti decisamente deliziosi, senza abbandonare la propria dieta green.
Flower Burger €: Questa catena di fast food è presente in tante città in Italia, anche a Bergamo in pieno centro! Qui la carne viene sostituita da tofu, hamburger vegetariani e funghi, senza rinunciare a varianti coloratissime e gustose. Da provare è proprio il cherry bomb (9€), ripieno di pomodori confit e un burger di lenticchie e un bun fucsia molto instagrammabile! flowerburger.it


6. Monza 4,05 ristoranti / 100.000 abitanti

Per il sesto posto ci troviamo ancora in Lombardia, a Monza per l’esattezza, dove in totale i ristoranti vegan e vegetariani sono ben 5. Nonostante la prelibatezza dei piatti a base di carne della cucina monzese, tra cui il risotto con la luganega, chi vuole abbandonare i prodotti di origine animale nella propria dieta, non avrà alcun problema!
Kilometro Bio €€: Vicino al Duomo, in un cortiletto in pieno centro, si trova Kilometro Bio. Si tratta di un ristorante, che promette di “apparecchiare un angolo di felicità”, dove poter assaggiare piatti prelibati, 100% bio e vegan. La scelta è davvero difficile, tra primi piatti, spuntini e dolci, farsi consigliare dalla gentilissima proprietaria, Barbara, sarà d’obbligo! kilometro-bio.business.site Holidu GmbH Riesstr. 24 Elena Rita paolo, PR & Online Marketing Manager 80992 Monaco di Baviera E-Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Germania 

7. Torino 3,51 ristoranti / 100.000 abitanti

Torino non è solamente una delle città con la più vasta offerta dedicata a turisti e cittadini vegani, è anche, a livello mondiale, una delle città più attive nella promozione della dieta vegetariana e vegana. Forse è proprio per questo che occupa la settima posizione nella Top 10 delle città più vegan friendly d’Italia, con un totale di 31 ristoranti.
Verdi d’Indivia €: Ecco una vera chicca vicino al Palazzo Reale di Torino. Verdi d’Indivia, oltre al simpatico nome, offre un’ampia scelta di piatti vegetariani e vegani, che cambiano ogni giorno! Tre scelte nel menù costano 7€ in totale, mentre la soddisfazione, che avrete in questo posticino accogliente non ha prezzo! facebook.com/pg/verdidindivia


8. Siracusa 3,29 ristoranti / 100.000 abitanti

All’ottavo posto ecco l’unica rappresentante della cucina isolana: Siracusa, che con un totale di 4 ristoranti porta alto l’onore della regione Sicilia in campo di dieta vegana. Qui le prelibatezze culinarie variano dal pesce fritto alla salsiccia al finocchio, anche se la scelta non manca per chi ha deciso di dire no agli alimenti a base di prodotti animali.
MOON €€€: Questo locale ad Ortigia è davvero unico nel suo genere. Qui i piatti vengono preparati sul momento e la musica dal vivo rende ogni pietanza ancora più saporita. Gli ingredienti utilizzati provengono da agricoltura bio e sono prevalentemente della zona, oltre a dolci, formaggi vegan, marmellate e pesti tutti di produzione propria! moonortigia.com


9. Modena 3,24 / 100.000 abitanti

Al penultimo posto torniamo in Emilia-Romagna, con Modena, che conta 6 ristoranti vegani o vegetariani in città. Qui dove la cucina emiliana trova espressione in pietanze tradizionalissime come i tortellini in brodo e lo gnocco fritto, anche i turisti vegan friendly potranno dare sfogo al loro amore per il cibo, in tanti ristoranti prelibati.
Bottega Vegana €€: Poco distante dall’Accademia si trova Bottega Vegana, che estende il concetto di cucina bio e green a colazione, pranzo e cena, ma senza rinunce! Qui le materie prime fanno da padrone in un mix tra cultura locale e rispetto per l'ambiente. Da provare i dolci di produzione propria, tra cui crostate (4,50€) e torte crudiste (5€). bottega-vegana.it


10. Ancona 2,97 / 100.000 abitanti

Chiude la Top 10 Ancona, con un totale di 3 ristoranti in totale. Città portuale e capoluogo delle Marche, qui la cucina a base di pesce è un must...oppure no? Sembrerebbe proprio che le cose siano cambiate e che mangiare vegan sia di moda anche ad Ancona! Rinunciare a fritti misti e baccalà non sarai mai stato più semplice.
Zazie €: Nel cuore del centro storico di Ancona si trova Zazie, che si definisce un “laboratorio creativo”, dove vengono creati snack e drink a base di verdura. Tra prelibati cereali, pasta integrale, birra e vini a km 0, qui la cultura culinaria marchigiana cambia davvero aspetto e diventa green e succulenta! lazazie.com/laboratori/ancona-corso-giuseppe-mazzini/ Holidu GmbH Riesstr. 24 Elena Rita paolo, PR & Online Marketing Manager 80992 Monaco di Baviera E-Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Germania

Riguardo a questo studio
I dati presentati in questa indagine sono stati raccolti in ottobre 2019 grazie a www.happycow.net , sito specializzato in alimentazione vegetariana e vegana. Per la classificazione delle città si è scelto di calcolare il rapporto tra il numero di abitanti di ogni città ed il numero di ristoranti esclusivamente vegani o vegetariani.
Per maggiori informazioni su Holidu, consulta il nostro sito www.holidu.it 

 

 

Prezzo "a riferimento" del latte industriale per la campagna casearia - II quadrimestre 2018 -

Reggio Emilia 30 ottobre 2019 - Presso la Camera di Commercio di Reggio Emilia, in conformità a quanto previsto dal regolamento e dagli accordi interprofessionali tra le Associazioni dei produttori assistiti dalle Organizzazioni professionali agricole da una parte, gli industriali ed artigiani trasformatori dall'altra, si è pervenuti alla determinazione - a valere per tutta la provincia di Reggio Emilia - del prezzo ”a riferimento” del latte ad uso industriale conferito ai caseifici nel periodo 1/05-31/08/2018 nella misura di:


€ 72,50  il q.le,  IVA compresa e franco stalla
 
Il pagamento del latte sarà corrisposto:
-  60 giorni dalla pubblicazione (31.10.2019)
 

Momenti di tensione ieri sera verso le 20.15 al Pronto Soccorso di Parma quando gli operatori in servizio si sono trovati a dover gestire una persona di 30 anni in evidente stato di alterazione che ha iniziato a minacciare l’infermiera che lo stava registrando. Immediato l’intervento dei colleghi che hanno prontamente messo in sicurezza i pazienti e i familiari presenti nell’atrio del triage cercando, al contempo, di calmare l’uomo fuggito all’arrivo delle Volanti chiamate dagli operatori del Pronto Soccorso. 

Avete reagito con grande professionalità – le parole del direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Massimo Fabi che questa mattina ha fatto il punto sull’accaduto insieme al diretto sanitario Ettore Brianti e al primario del reparto Francesco Scioscioli. – La vostra preparazione ha evitato che la situazione precipitasse”. 

Il personale del Pronto Soccorso segue periodicamente corsi di formazione per imparare a gestire questo tipo di situazioni così come periodici sono gli incontri sulla verifica delle procedure di sicurezza. L’Azienda Ospedaliero-Universitaria ha attivato infatti, da oltre tre anni, un piano di prevenzione e sicurezza che prevede, oltre ad una procedura di intervento, anche un potenziamento dei sistemi di vigilanza e controllo in tutta l’area del Maggiore. Nell’area del Pronto Soccorso sono installate 18 telecamere ed è sempre presente un servizio di vigilanza.

 “L’Azienda è impegnata a mettere in atto azioni di miglioramento”, ha affermato Fabi che ricorda come il posto di Polizia, oggi collocato nei pressi dell’atrio del Monoblocco, troverà spazio nei locali di fianco all’ambulatorio di prima accoglienza del Pronto Soccorso. 

Sono dispiaciuto per l’accaduto – ha ribadito il direttore Scioscioli – ma voglio fare pubblicamente i miei complimenti agli operatori che hanno saputo gestire una situazione che poteva sfuggire di mano”.

Pubblicato in Cronaca Parma

Nell’ambito del Controllo Integrato del Territorio, questa mattina sono state effettuate da personale del Commissariato di P.S. di Carpi, unitamente ad una unità cinofila della Guardia di Finanza e alla Polizia Municipale, una serie di verifiche all’interno di tre istituti scolastici di Carpi, l’Istituto Tecnico Meucci, l’Istituto Professionale Cattaneo e il Liceo Fanti.

I controlli finalizzati alla prevenzione e al contrasto del fenomeno del consumo e dello spaccio di sostanze stupefacenti tra i giovani erano stati preventivamente concordati con la Dirigenza scolastica. 

Prima del controllo, gli agenti si sono avvicinati ai giovani studenti con un approccio proattivo in un’ottica di prevenzione e formazione, illustrando loro non solo le modalità di esecuzione dello controllo stesso, ma soffermandosi anche sulle conseguenze penali, amministrative e soprattutto di salute, in cui si incorre quando ci si trova ad avere a che fare con la droga.

Sono state effettuate verifiche sia all’interno delle aule sia nelle aree cortilive di pertinenza degli istituti scolastici.

I controlli hanno dato esito negativo non essendo stata rinvenuta sostanza stupefacente.

 

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Mercoledì, 30 Ottobre 2019 15:41

Spara un colpo di pistola nel corso di una lite

Ieri un imprenditore edile, accompagnato dal figlio, si è presentato presso gli Uffici del Commissariato di P.S. di Carpi per denunciare di aver subito, la sera precedente, da parte del proprietario dell’abitazione che stava ristrutturando, un 42enne residente a Carpi, una minaccia aggravata dall’uso di una pistola semiautomatica caricata a salve.

Secondo il racconto dei denuncianti, già nel tardo pomeriggio del giorno del misfatto, l’imprenditore edile aveva iniziato a ricevere numerosi messaggi minatori tramite WhatsApp, con i quali il committente dei lavori lo accusava di non avere eseguito la ristrutturazione “a regola d’arte”, facendo riferimento anche ad esosi compensi e inopportune richieste economiche per terminare i lavori.

I due si erano accordati di incontrarsi presso il cantiere per chiarire la situazione. L’imprenditore edile, accompagnato dal figlio, una volta arrivato sul posto ha spinto bruscamente all’interno dell’abitazione il 42enne, il quale dopo qualche istante ha estratto una pistola esplodendo un colpo.

Padre e figlio prontamente sono riusciti a disarmare l’aggressore, strappandogli di mano l’arma, e sono scappati in auto gettando la pistola per strada. Il fatto che l’imprenditore non fosse stato colpito da alcun proiettile, li ha portati a ritenere che la pistola fosse caricata a salve.

Personale del Commissariato di P.S. di Carpi ha avviato immediate indagini, portandosi sul luogo unitamente a uomini del locale Posto di Polizia Scientifica, che dopo un’attenta e scrupolosa attività tecnica sono riusciti a rinvenire nei pressi della porta di ingresso del cantiere l’ogiva di un proiettile.

Gli elementi acquisiti, le informazioni assunte ed i minuziosi accertamenti esperiti dagli agenti hanno permesso di chiarire la dinamica degli eventi, inquadrando quanto avvenuto nella fattispecie criminosa del tentato omicidio. Presso l’abitazione del 42enne è stata rinvenuta l’arma, che lo stesso aveva recuperato in strada dopo l’aggressione, compatibile con l’ogiva trovata nel cantiere nel corso del sopralluogo.

Il 42enne è stato deferito in stato di libertà per il reato di tentato omicidio, porto abusivo di armi - in quanto lo stesso era titolare solo di licenza per la detenzione di armi e munizioni - esplosioni pericolose ed omessa custodia di armi.

La pistola semiautomatica comprensiva di munizioni, unitamente alle altre armi in possesso del 42enne, regolarmente denunciate, sono state sottoposte a sequestro.

 

 

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