Mercoledì, 05 Agosto 2026 06:37

La colonizzazione della Puglia In evidenza

Scritto da Gloria Callarelli
Elvira Castle Elvira Castle

di Gloria Callarelli Fahrenheit2022.it, 4 agosto 2026 -

Se non è una colonizzazione, poco ci manca. La Puglia e le sue terre, oggi, sono prese d’assalto da affaristi e investitori stranieri che puntano soprattutto sul turismo mettendo di fatto non solo un piede ma tutte le scarpe sul territorio italiano. Il caso salito alla ribalta delle cronache a Ostuni con protagonisti Bill Gates, il famoso filantropo inventore di Microsoft amico e frequentatore del pedofilo Jeffrey Epstein, e l’imprenditore israeliano Yaniv Medalsy, infatti, non è l’unico caso di resort voluto da predatori stranieri sionisti o ideologizzati, magari arcobaleno. La lista è lunga e, a tratti, inquietante.

Qualche anno fa, il caso della colonia che aveva provato a innestare in territorio salentino l’imprenditrice israeliana Orit Lev Marom ha fatto rumore e, seppur teoricamente bloccata per la troppa sfrontatezza del progetto (fu lei stessa a parlare di “colonia”), che ha incontrato la feroce opposizione dei pugliesi, ha sollevato il caso del recente boom di investitori stranieri in Italia, in particolare nel Sud e in particolare in Puglia. Il progetto di Orit Lev Marom, nello specifico, comprendeva case, strutture ricettive, comunità agricole e perfino cliniche sanitarie. Un mondo a parte il suo, sul suolo italiano però. Dicevamo il progetto è poi naufragato per la sollevazione popolare lasciando però diverse cicatrici.

Ma nel segmento alberghiero pugliese l’arte predatoria di ricchi sionisti non è finita. Palazzi storici in città, masserie immerse nella campagna, ville. A Lecce ricordiamo l’acquisto di Villa Indraccolo: situata in viale Gallipoli, risale alla fine del XIX secolo. In stile liberty e moresco, dopo l’acquisto un operatore finanziario israeliano l’ha trasformata in appartamenti di lusso.

Pensiamo poi al recente caso della Fidè Group: Masseria di Mandorle, a cavallo tra Ostuni e Ceglie, poi Casa Nardò, a Nardò e poi Ex Margherita a Lecce sono ben tre proprietà facenti capo a questa medesima società in cui evidenti sono i legami con il sionismo. Basta spulciare in internet, infatti, e si capisce che l’unico riferimento ufficiale è un nominativo israeliano. I tre siti verranno aperti tra quest’anno e il 2028.

Poi abbiamo il caso di Villa Elvira a Trepuzzi. I proprietari, nemmeno a dirlo, sono stranieri (inglesi nella fattispecie) e hanno ristrutturato questa masseria trasformandola in una struttura ricettiva d’elite. Dichiaratamente omosessuali, i due proprietari sono legati al mondo sionista e rivendicano la villa quale rifugio soprattutto per clienti LGBT, a tratti ghettizzando l’area e trasformandola in un luogo di assoluta esclusività che, complice anche la storia del luogo, acquista un alone misterioso. Uno dei due inglesi coinvolti nel progetto è autore di arti visive: alquanto singolari i suoi lavori, comprendenti corna, immagini esplicitamente omosessuali o richiamanti un mondo quantomeno oscuro. Addirittura in un quadro di questi un uomo a petto nudo tiene in braccio un bambino a petto nudo. In un’epoca post Epstein, un particolare quantomeno di pessimo gusto per non dire inquietante.

Infine possiamo annoverare strutture come l’albergo di lusso in pieno centro a Ostuni, il Paragon 700, in mano a una coppia straniera, ancora una volta dichiaratamente pro LGBT.

Per realizzare tutti questi progetti usufruiscono di enormi vantaggi: la Zes, quel provvedimento approvato all’epoca già dal governo Gentiloni, che incentiva in particolare i gruppi stranieri a investire sul territorio, ricoprendoli d’oro. Sono a disposizione, infatti, ad esempio, fondi europei gestiti dalla Regione Puglia dedicati al risanamento conservativo, all’efficienza energetica e all’abbattimento delle barriere architettoniche di insediamenti storici rurali, poi il credito d’imposta (utilizzabile in compensazione tramite Modello F24) dedicato esclusivamente agli immobili oggetto di tutela e vincolo di interesse culturale, poi contributi a fondo perduto.

Un mondo ideologizzato che sta invadendo il Sud Italia, vivo grazie, invece, soprattutto alle sue tradizioni storico-culturali di tutt’altra origine valoriale: basti pensare alle feste religiose cristiane che ogni giorno caratterizzano la regione.

Comunque, le recenti voci di una presenza in particolare di Bill Gates in regione, già frequentatore del pedofilo affarista Epstein, ha provocato malcontento sul territorio tanto che finalmente anche la Regione Puglia, che aveva inizialmente dato disponibilità al cofinanziamento del progetto del resort di Ostuni, che di fatto sorgerebbe esattamente di fronte al progetto dell’altro sionista Jared Kushner, dirimpettaio in Albania con il progetto del resort di Sezan, si è recentemente chiamata fuori.

La palla passa alla valutazione di impatto ambientale che può definitivamente fermare Gates e soci almeno ad Ostuni. Sarebbe un segnale per la Puglia che, di fatto, con la complicità della politica e nel silenzio, sta subendo da anni quello che sembra un vero e proprio progetto di conquista. Un progetto da bloccare: dalla colonizzazione turistica ideologizzata, che sta defraudando della sua originalità e della sua identità il territorio, alle colonie di Orit Lev Marom il passo è breve. E l’Italia antisionista questo non lo può permettere.

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