di Lamberto Colla Parma, 25 novembre 2025 – Di poteri forti se ne sente parlare ogni giorno. Quando si stenta a percepire la provenienza di qualcosa che non sta nel campo della logica ecco che vengono evocati i “Poteri Forti”.
Ma chi sono i “Poteri Forti”? E soprattutto possono essere forti senza che esistano dei poteri “deboli”?
Ed è proprio qui che si è innestata la “lezione” del filosofo Diego Fusaro, star delle Tv ma anche dei Social per le sue posizioni fuori dal comune, ben raccontate attraverso un linguaggio originale e sofisticato, ma anche comprensibile a tutti, spesso nutrito di colorati neologismi come i not “Euroinomani” o “Austerici”.
Il filosofo cita alcuni autori del passato che si erano occupati di “Stato Sovrano Superiore” in accostamento e contrapposizione alla attualità.
Jean Bodin (1530 e i suoi 6 libri sullo Stato) sosteneva che lo “Stato” è superiore tanto da non riconoscere altro sistema superiore e tutti sono ad esso subordinato. Il confronto e scontro tra “Stati” superiori è la guerra.
Alcuni decenni dopo, per Thomas Hobbes (1588 antesignano del neo liberismo ndr) invece lo Stato Sovrano è Leviatano, ovvero che requisisce i diritti di ciascuno.
Oggi, invece prosegue Fusaro, ci troviamo in uno scenario dove sovrastrutture non governate dagli Stati Sovrani i quali al contrario sono chiamati a riscrivere le norme “sotto dettatura” dei poteri finanziari che ha portando a una “deregulation” che si traduce nel “neoliberismo”. Il neoliberismo è la “fase suprema dell’egemonia delle classi dominanti e del nuovo spirito dell’anarco-capitalismo liquido-finanziario. Tutto ciò si presenta anche nella forma di una fede fanatica e di una religione integralista dell’economia capitalistica: una fede incrollabile, in grazia della quale – nel trionfo di un credo quia absurdum privo di trascendenza – il mercato ha sempre ragione per principio, anche quando ha palesemente torto.”
In sintesi Diego Fusaro declina il neoliberismo “non come sistema di regolazione dei mercati ma per i mercati”.
Quello dei Poteri Forti è un “Governo” ombra universale cha ha costruito il “teatrino della democrazia” per dare forza presunta e condivisione da parte delle popolazioni che, un po’ come il “malato di Dante”, si sposta a destra e a sinistra per alleviare il dolore ma senza risolvere la malattia.
Così, l’immagine che il filosofo richiama per descrivere il teatrino della democrazia, si risolve in due maggiordomi con livree di diverso colore, il bluette e il fucsia, colori sfumati dei loro predecessori, il nero per la destra e il rosso per la sinistra. Due maggiordomi che apparentemente confliggono ma che al momento della salita al potere propongono le medesime soluzioni imposte (le diverse agende economiche) dai circoli esclusivi e privati, come il Gruppo Bildeberg o il World Economic Forum (WEF) i quali rappresentano l’Oligarchia Plebiscitaria Finanziaria che tutto governa ma non si assume le responsabilità che invece si assumerebbero, almeno a livello teorico, i governanti dei diversi paesi usciti dal “teatrino elettorale” il cui scopo è di far apparire una scelta democratica quella dei “maggiordomi”.
I Fidati Maggiordomi, in colorata livrea, non possono non eseguire le agende dei “Poteri Invisibili” poiché costantemente sotto ricatto del potere giudiziario e dei giornali.
Due esempi tipici, pensando all’Italia, sottolinea Diego Fusaro, sono il caso di Mani Pulite del 1989 dove l’aggressione della giustizia ha realizzato un vero e proprio colpo di Stato e del 2011 con la costruzione giornalistica contro Berlusconi, ormai non più utile agli “invisibili” e sostituito dal tecnocrate Mario Monti, non uscito dalle urne quindi equidistante dai due principali poli politici.
La “massa“ teledipendente e narcotizzata è quindi alla continua ricerca di una soluzione democratica nell’illusoria idea di produrre un cambiamento partecipando al gioco “dell’alternanza senza alternative”, conclude il suo intervento il filosofo Diego Fusaro.












































































