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Venerdì, 27 Novembre 2020 05:28

UniCredit organizza l'Italy Tech Day 2020

 

UniCredit, in collaborazione con lo studio legale Orrick, fa incontrare le migliori scale-up italiane con una platea selezionata di "campioni" dell'innovazione e investitori internazionali

Se le nuove tecnologie hanno supportato i processi produttivi delle imprese (smartworking) e quelli d'acquisto delle famiglie (e-commerce) nella complicata congiuntura di questi mesi, lo si deve anche al lavoro e ai risultati raggiunti da startup e scale-up, uno dei motori dell'ecosistema dell'innovazione.

Una rilevanza, quella del mondo delle startup italiane, che si accompagna alla resilienza dimostrata anche in questi complicati mesi: nei primi sei mesi del 2020 gli investimenti nelle startup italiane hanno raggiunto i 260 milioni di euro (fonte: Startupitalia). 

Oggi UniCredit, in collaborazione con lo studio legale Orrick, ha organizzato l'"Italy Tech Day – Disruptive Lifestyle", un evento che riunisce alcune delle principali scale-up italiane rappresentative del settore Lifestyle, società che hanno già fatto il primo salto dimensionale e hanno un business strutturato e con potenzialità di ulteriore sviluppo, per un momento di presentazione e confronto con una platea di investitori internazionali.

Più nel dettaglio, sono 6 le aziende che si presentano, tutte selezionate all'interno delFounders' Club, il progetto che, frutto dell'esperienza di UniCredit Start Lab (la piattaforma di business che ha portato all'analisi di oltre 5.300 start-up innovative dal 2014 a oggi e alla selezione di 350 progetti che sono stati supportati nel loro percorso di crescita) riunisce 60 scale-up operanti nei settori Life Science, Clean Tech, Innovative Made in Italy e Digital che hanno registrato ottime performance in termini di ricavi, attrattività di capitali e percorsi di crescita internazionale.

Di seguito le 6 scale-up che partecipano all'iniziativa e i cui founders sono stati intervistati da "opinion leaders e investitori" internazionali riconosciuti nel mondo dell'innovazione qualiSimon Beckerman, Frederic Court, Riccardo Pozzoli, Ash Puri, Reshma Sohoni e Jeremy Uzan.

BOOM: piattaforma collaborativa che mette in contatto professionisti dell'immagine fotografica con i propri clienti. BOOM Imagestudio è un "marketplace" di servizi fotografici on-demand a scala internazionale e un luogo di incontro per una generazione di creativi e autori in cerca di ispirazione, apprendimento, confronto e lavoro.

BUDDYFIT: prima palestra digitale in Italia, Buddyfit è la nuova applicazione disponibile per Android ed iPhone creata per consentire alle persone di allenarsi in qualsiasi luogo con il supporto di un personal trainer, tramite workout personalizzati o allenamenti in diretta.

EVERLI: prima realtà ad applicare un modello innovativo che permette al cliente di scegliere il supermercato di fiducia, ordinare la spesa online e affidarsi a un personal shopper che la consegnerà all'indirizzo desiderato entro un'ora o nella fascia oraria richiesta. Everli offre il più vasto assortimento di prodotti sul mercato online italiano, con oltre 65.000 referenze e centinaia di offerte mediamente disponibili sulla piattaforma, grazie alle importanti partnership strette con i principali retailer della grande distribuzione italiana.

FREEDA: gruppo che comprende Freeda – media brand per le giovani generazioni di donne presente in Italia, Spagna e Regno Unito con oltre 7 milioni di follower sui più importanti social 

network - Superfluid - marchio di prodotti per la cura della persona attivo in Europa - e Goovi - che crea prodotti naturali per le donne.

SHOPFULLY: leader nel Drive-to-Store grazie allo sviluppo di soluzioni in grado di connettere i consumatori con i rivenditori fisici tramite tecnologie e strategie digitali. Con un DNA internazionale, ShopFully è partner di più di 700 retailer e brand a livello globale. 

VELASCA: brand globale di scarpe e accessori di alta qualità, totalmente Made in Italy, con un modello di vendita Direct to Consumer. Nato come brand digitale, grazie a una piattaforma proprietaria di e-commerce, ha sviluppato negli ultimi anni anche una rete di oltre 10 botteghe in Italia e nel mondo.

La presentazione delle scale up è stata preceduta da una tavola rotonda intitolata 'Europa Tech: un mosaico in evoluzione per opportunità e investimenti' che ha visto la partecipazione di Gilad Engel (Partner di Target Global), Stefania Godoli (Responsabile Joint Venture CIB-CCB Italy di UniCredit), Luca Colciago (General Partner Kreos Capital) e Vanessa Pinter (Digital+).

Dichiara Olivier Khayat, Co-CEO Commercial Banking Western Europe di UniCredit:"Oggi investire in innovazione non è un'alternativa, è la priorità. Il periodo che stiamo vivendo è complesso e la ripresa dell'intero sistema è indubbiamente legata alla capacità di trasformare i modelli di business per essere più flessibili e rispondere a tutti i cambiamenti, coniugando le nuove possibilità offerte dal digitale ai tratti distintivi del Made in Italy. Questo è vitale per soddisfare i bisogni dei clienti ed essere competitivi in questo scenario in evoluzione senza precedenti. In UniCredit possiamo contare su una expertise di altissimo livello e possiamo essere facilitatori in tutte le relazioni tra imprese, istituzioni e investitori. Vogliamo essere un partner strategico per i nostri clienti, pronti a offrire le migliori soluzioni per sostenere la crescita di tutti i business, che siano già consolidati o appena avviati." 

Dichiara Attilio Mazzilli, partner responsabile dell'Italian Tech Group di Orrick: "Stiamo ormai osservando da alcuni anni un trend positivo che vede le startup italiane farsi spazio a livello internazionale e guadagnarsi meritatamente la considerazione di investitori di tutto il mondo, che ne premiano la competenza e ne favoriscono lo sviluppo, anche grazie a funding importanti. Con UniCredit abbiamo voluto ideare un evento che si concentrasse per quest'anno su un segmento, quello del Lifestyle, in cui l'Italia eccelle e in cui ha dimostrato una spiccata capacità di individuare la perfetta sinergia con il mondo del digitale. Il Tech Day è una delle numerose iniziative di cui Orrick si fa promotore, con l'obiettivo di favorire l'ecosistema tech del nostro Paese, creando opportunità di mentoring e matchmaking tra i principali player del mercato."

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia

È online www.trovaunregalo.it, il nuovo portale per trovare il regalo adatto alla persona più cara: un modo facile e veloce per cercare il regalo perfetto.

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia
Sabato, 05 Settembre 2020 16:04

PropTech: cos'è e quali vantaggi offre

La forte digitalizzazione che sta caratterizzando i nostri tempi, in particolar modo dopo il difficile periodo segnato dal picco della pandemia

Pubblicato in Economia Emilia
Martedì, 18 Agosto 2020 14:06

La rete a banda larga scarseggia a Reggio Emilia

Benché la regione Emilia-Romagna sia fra le più virtuose in Italia in quanto ad infrastrutture, c'è ancora molto da fare sulle nuove tecnologie.

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia

Alla vigilia della solennità del Santo Patrono. Evento a partecipazione gratuita

Pubblicato in Dove andiamo? Piacenza

Pagamenti alla Provincia di Parma, dal 1° luglio solo con pagoPA. pagoPA è la piattaforma digitale che consente ai cittadini di pagare in modo semplice, veloce e sicuro ed evita alle amministrazioni i costi e i ritardi dei metodi di incasso tradizionali.

Parma, 11 giugno 2020 – Dal prossimo 1° luglio 2020 i cittadini e le imprese che devono effettuare pagamenti a favore della Provincia di Parma devono utilizzare esclusivamente il sistema pagoPa, all’indirizzo https://www.pagopa.gov.it/

Pubblicato in Nuove Tecnologie Parma

Spesso da adulti non si trova né il tempo né la voglia di imparare qualcosa di nuovo, o di migliorare le proprie competenze in un dato argomento.

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia

“In una crisi internazionale, l'intervento top-down del governo è il "Piano A” e la mobilitazione delle imprese è il "Piano B”: entrambi sono partiti, ma potrebbero non essere sufficienti per rispondere a una sfida esponenziale come quella del Coronavirus. Dopodiché c’è il "Piano C": gruppi di produttori indipendenti, imprenditori e innovatori che si stanno organizzando online per fornire soluzioni alternative”
Dale Dougherty - Fondatore di Maker Faire

Anche Parma ha il suo “Piano C”. “Makers4Parma” dà il nome alla rete auto-organizzata formata da cittadini, professionisti, artigiani digitali (makers, appunto) e aziende di Parma e Provincia attivatasi online e in meno di 24h per rispondere alla richiesta del Reparto di Rianimazione dell’Ospedale di Parma, diretto dalla Dott.ssa Rossi e la Prof.ssa Bignami con la fondamentale intermediazione dell’anestesista Dott. Luciano Bortone.

Una semplice chat di whatsapp che in poche ore ha riunito più di 40 persone che hanno subito messo a disposizione i loro attrezzi del mestiere: filamento di PLA, la loro stampante 3D e la loro passione.

Il risultato del primo round di stampa sono state novantacinque valvole “Charlotte”, prodotte in sole 48h (dal 25 marzo al 27 marzo), veri e propri adattatori progettati per trasformare le maschere full face da snorkeling della Decathlon in Cpap, dispositivi di ventilazione meccanica a pressione continua, in grado di aiutare i pazienti affetti da polmonite a respirare meglio, alleggerendo le terapie intensive.

La rete dei “makers” è stata coordinata dal team di 3DPR (che ha adattato il file di stampa messo a disposizione in opensource dagli inventori di Isinnova) e dal FabLab Parma, che grazie al supporto del Comune di Parma ha funzionato da punto di raccolta dei materiali e snodo logistico. Le valvole, una volta stampate, sono state ritirate presso le abitazioni dai volontari della Protezione Civile di Langhirano, che ha provveduto anche al reperimento delle maschere da snorkeling da donatori privati e alla consegna finale del raccolto al Reparto Rianimazione il 28 marzo scorso.

I respiratori autoprodotti (formati appunto dalle valvole-raccordo inserite nella maschera da snorkeling) sono attualmente in fase di test su due pazienti presso il Padiglione Barbieri.

Nel frattempo, l’esercito del do it yourself non si è ancora fermato. L’emergenza si è spostata sulla tutela e la protezione del personale sanitario, soprattutto quello volontario, quotidianamente a contatto con persone potenzialmente contagiate dal coronavirus.

Venerdì 3 aprile è partito quindi un secondo round di produzione di “face shield”, visiere protettive composte da un archetto di sostegno stampato in 3D agganciato a una pellicola in materiale plastico trasparente destinate ai volontari dell’Assistenza Pubblica e i lavoratori delle Residenze per Anziani. Il file di stampa è stato adattato da quello elaborato dal team svedese 3dVerkstan.
Una prima parte delle visiere, composte da 290 archetti e altrettante pellicole protettive, appositamente prodotti da due aziende del territorio, consegnati dalla Protezione Civile di Langhirano all’Assistenza Pubblica di Collecchio venerdì 10 aprile.

Altrettante saranno stampate e assemblate nella prossima settimana, per essere destinate alle Assistenze Pubbliche della Provincia.

Una vera e propria operazione di “intelligenza collettiva” per la comunità, che merita di essere citata con il proprio nome. Anzi, i propri nomi. In ordine alfabetico si ringrazia:

3DPR, Amenta Andrea, Artiglio Italia, Assitek Srl, Baroncini Paolo, Bellingeri Michele, Benassi Diego, Bigliardi Giulio, Boraschi Marika, Bortone “Doc” Luciano, Campari Enrico, Casalini Michele, Ceccherini Veronica, Cerve Spa, C.F.E. Fustelle, Comune di Parma, Costa Dave, Csplast srl, D’Ovidio Luigi, e-FEM srl, Engage It Services, Flytech Srl, Fochi Andrea, Gruppo Scuola Coop. Soc, Jullen Marco, Leccabue Fabio, Leonardi Davide, Maccarini Michael, MaCh3D srl, MATE srl, MFLabs, On/Off APS, POWERGRID srl, Protezione Civile di Langhirano, Rimondi Cristiano, Tecnoform srl, Violi Marco.

Makers4Parma.jpg

 

La gestione condominiale è materia complessa e lo sarà sempre più in funzione delle innovazioni del settore, anche e soprattutto in relazione all'ambito legislativo e fiscale.

In un processo di continua evoluzione abbinato alla dematerializzazione e digitalizzazione in corso nel nostro Paese, è ovvio pensare che gli amministratori di condominio professionisti debbano mettersi al passo coi tempi e usare degli strumenti adeguati.

Tra i software condominio in cloud, Danea ha lanciato sul mercato Domustudio Cloud la soluzione che consente all'amministratore di condominio di semplificare il lavoro, dalla gestione della contabilità e della fiscalità, fino ad arrivare a quella meramente operativa, lavorando in cloud.
Infatti, la necessità del professionista, specie di quello che ha a che fare con la gestione di più edifici, è quella di riuscire ad avere tutto l’occorrente sempre con sé, così da poter lavorare in maniera sicura e veloce. Ciò non è sempre possibile quando si opera fuori dal proprio ufficio. Ed ecco perché Danea ha sviluppato Domustudio Cloud, così da avere accesso alle medesime funzionalità ed interfaccia della normale versione per pc di Domustudio, semplicemente avendo una connessione internet ed installando il client gratuito Danea Cloud Connector.
La possibilità di lavorare in cloud ad alte prestazioni è impagabile, considerata la mobilità che questo lavoro richiede: basta un notebook oppure un tablet Android o iOS per essere sempre operativi, come se si fosse in ufficio.

Di impareggiabile comodità sono tutte le funzioni legate alla gestione dell'assemblea offline e di archiviazione. Nel primo caso, infatti, è noto che non sempre le assemblee di condominio si tengano in luoghi serviti da connessione internet, ma grazie ad un piccolo applicativo gratuito si possono tranquillamente gestire tutte le varie fasi dell'assemblea offline, compresa la redazione del verbale. Non appena sarà disponibile la connessione, il sistema sincronizzerà tutti i dati con il cloud, velocemente e senza intoppi.

Un momento molto delicato, dove non si può assolutamente incorrere in errori, è l'archiviazione dei dati sensibili. Domustudio Cloud di Danea è pensato proprio per consentire la gestione del condominio e dei dati in piena sicurezza, poiché si avvale delle migliori soluzioni aziendali Amazon Web Services per garantire server sempre protetti e dati integri ed inaccessibili a terzi non autorizzati, così come a virus o software dannosi. Inoltre, tutti i dati archiviati sono compatibili con le varie versioni di Domustudio, dunque si può scegliere di passare comodamente da una versione all'altra senza avere problemi di sorta.

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia
Lunedì, 06 Gennaio 2020 11:22

5G e privacy a rischio

Dati personali a rischio con la nuova tecnologia 5G. Preoccupazione anche di Salvini e Meloni.

Il 5G è il nuovo standard per le comunicazioni, nato con lo scopo di garantire una connessione sempre più veloce e alla portata di tutti, o almeno così viene promosso questo repentino e considerato urgente, cambio di connettività.
Sebbene l'ultima tecnologia 4G LTE non sia mai stata utilizzata dagli utenti (anzi la maggior parte di essi non ha mai avuto la possibilità di farlo), si è deciso di diffondere fin da subito, comunque il 5G. Tecnologia quella del 5G su cui girano miliardi, e dove ogni produttore di smartphone cerca di far da "padrone" o di guadagnarsi una bella fetta di mercato. Cosa che stanno provando a fare i cinesi dell'azienda Huawei, società cinese nata nel 1987 con sede in Shenzen, nonostante le opposizioni di Donald Trump, timoroso per la sicurezza dei dati informatici americani e non solo. Un problema quest'ultimo non riconducibile soltanto a Huawei ma proprio alla nuova tecnologia di quinta generazione.

Un report universitario di Roma è stato emesso nell'estate del 2019, con il titolo: “Il 5G: tra intelligence economica e security”. L'indagine svolta ha evidenziato come il 5G porterà nuove minacce, amplificando lo spazio d’azione di attacchi informatici già esistenti agendo sull’impatto dei rischi che possono concretizzarsi. Praticamente, il report afferma che aumentando la rapidità di circolazione dei dati si aumenterà di certo il numero dei dati che possono essere violati, rubati e modificati a parità di tempo. Un problema notevole che i più esperti nel campo potrebbero vedere come infondato. Se dovessimo pensarla così, si fermerebbe il progresso e si smetterebbe di rendere sempre più veloce la connessione internet, tuttavia non possiamo non accettare questo risultato universitario, ammettendo che è molto più semplice introdursi in reti di tipo wireless, che via cavo. Certo dipende anche dal tipo di protezione che i dispositivi anno (firewall, antivirus, etc...), ma una connessione via cavo è di solito maggiormente gestibile e facile da proteggere. Per ricevere il segnale 5G serviranno celle e antenne diverse dalle ordinarie, quando la sicurezza dello standard dipende ancora da elementi risalenti all'epoca del 2G. Si parla del Signaling System No 7. Un protocollo che consente agli operatori di telefonia, da oltre 40 anni di gestire telefonate e sms sulle reti PSNT, ossia le Public Switched Telephone Network. Secondo studi e analisi degli ultimi mesi, il sistema cosìdetto SS7 è vulnerabile ad attacchi, tanto da permettere intercettazioni complete di chiamate e messaggi, senza che gli utenti possano saperlo, tenendo ben conto che la crittografia è praticamente inutilizzata dagli operatori di telefonia globale. L'SS7 è stato lentamente potenziato con un'implementazione partita con il rollout del 4G. Un sistema in grado di supportare protocolli TLS, DTLS (rispettivamente per TCP e SCTP) e L'IPsec che permettono una maggiore sicurezza di comunicazione tra sorgente e destinatario. Implementazione che diverrà nuovamente del tutto nulla con la diffusione del 5G.

Altro problema non di poco conto è che la realizzazione dell'infrastruttura per il 5G dovrà passare necessariamente dalla Cina, e le aziende che operano in questo paese vengono obbligate ad una "stretta collaborazione" con i loro servizi di spionaggio. Insomma molto controproducente per gli U.S.A, ma anche per l'Italia e tutti gli altri paesi del mondo. Un rapporto presentato in parlamento dal Copasir (Comitato per la sicurezza) ritiene fondata la preoccupazione dell'ingresso di Huawei e Zte nella realizzazione delle nuove reti. Sottolinea il Comitato che il Governo e gli organi competenti in materia dovrebbero considerare molto seriamente, anche sulla base di quanto prevede la recente disciplina dettata dal decreto - legge n. 105/2019, la possibilità di limitare i rischi per le nostre infrastrutture di rete, anche attraverso provvedimenti nei confronti di operatori i cui legami, più o meno indiretti, con gli organi di governo del loro Paese appaiono evidenti. A tali organi potrebbero infatti potenzialmente essere veicolate informazioni e dati sensibili riconducibili a cittadini, enti e aziende italiani”.

Preoccupazione che non è sfuggita anche a due leader politici, Meloni e Salvini. Secondo Meloni, il Copasir è stato chiaro sui rischi della nostra sicurezza informatica, collegata all'ingresso nella realizzazione dell'infrastruttura per il 5G, di aziende cinesi. Stessa linea sostiene il leghista Matteo Salvini, sostenendo che "troppe cose non tornano". Troppe cose non tornano in effetti, come la mancanza di certezze atte a garantire che il 5G non nuocerà alla nostra salute, visto l'incremento di onde elettromagnetiche che saremo costretti a subire; come la mancanza di certezza che non saremo costretti a cambiare ancora una volta i nostri smartphone e pc per una tecnologia rischiosa per i nostri dati sensibili, e non veloce come prospettato, in attesa di passare al 6G, al 7G, all'8G etc...

Visti gli elementi analizzati, le prospettive non sono esattamente delle migliori e farebbero bene Fratelli d'Italia, Lega e il governo italiano tutto, a fermare lo sviluppo del 5G, almeno fino a quando non sarà chiarito ogni dubbio, fino a quando non si sarà sviluppato un nuovo e valido programma di reale sicurezza informatica e non si sarà fatta chiarezza sulla salute degli italiani.

A tal proposito il gruppo “Amo la vita - No 5G”, sodalizio di cittadini della provincia di Parma, nato per contrastare tutto questo, ha indetto una petizione che è possibile firmare in diverse attività commerciali della città nei seguenti punti di raccolta:

Cartoleria "Cartavoglio di Largo Luca Ganzi n. 9, Libreria "Fiaccadori di strada del Duomo n. 8/A. Alimentari Biologici "La dispensa del
gelso" di via Lisoni n. 8. Alimentari biologici "Il punto verde" di via Costituente n. 36. Erboristeria e benessere "Ile de guam" presso
il centro commerciale Eurotorri. Libreria "Futurino" di via Monte Grappa n. 2. Negozio di giocattoli "Toyland" di via Lanfranco n. 4.

Pubblicato in Nuove Tecnologie Parma
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