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Di Coopservice 28 maggio 2020 - Il primo obiettivo (goal) dell’Agenda 2030 può essere sicuramente definita come la sfida prioritaria da vincere, il punto da cui partire nel ripensamento radicale e complessivo dei modelli di sviluppo, la condizione imprescindibile per dare ad un numero sempre maggiore di abitanti del pianeta Terra la possibilità di una vita dignitosa. La lotta alla povertà del resto non ha solo una dimensione economica o di mera sussistenza, ma anche sociale, culturale, sanitaria, ambientale. 

Di Coopservice 14 Maggio 2020 - I servizi di pulizia a marchio Green Leaf by Coopservice hanno ottenuto la certificazione Ecolabel UE.

L’impegno di lunga data dell’Europa per l’Ambiente.

L’Unione Europea ha adottato da tempo decisioni e indirizzi nel campo della sostenibilità ambientale, caratterizzandosi quale precorritrice dei programmi di azione che oggi coinvolgono l’intero pianeta.

Mercoledì, 13 Maggio 2020 09:32

L’Agenda 2030, il Covid-19 e un pianeta da salvare

Governi, istituzioni, imprese: ciascuno è chiamato a fare la propria parte.

Di Coopservice 7 Maggio 2020 “È l’unico piano possibile per salvare l’unico pianeta che abbiamo. Tutto quello che dovremo fare è trasformare il nostro mondo per migliorare il benessere di tutti”.

Giovedì, 07 Maggio 2020 09:52

Security service: Coopservice cresce a Ferrara

Coopservice cresce nei security services nel territorio di Ferrara
● Rilevato un ramo d’azienda dall’istituto di vigilanza Cittadini dell’Ordine
● Acquisite le attività di vigilanza ispettiva e interventi su allarme
● Più presenza sul territorio e più collaborazione con le forze dell’ordine
● Il direttore Fiorentino: “Ci rafforziamo in un settore strategico per la crescita della cooperativa. Più sicurezza per famiglie e imprese”

Pubblicato in Comunicati Lavoro Emilia

Plastic Free significa letteralmente “libero dalla plastica”. La plastica ha rivoluzionato le nostre vite, tanto che il suo inventore, l’italiano Giulio Natta, ha ricevuto il premio Nobel per la chimica nel 1963 per il “moplen”, la plastica ancora oggi utilizzata per vasche e vaschette anche per uso alimentare.

Di Coopservice 22 Aprile 2020 - Il successo della plastica è dovuto alla sua leggerezza, malleabilità, facilità di lavorazione, indistruttibilità e, soprattutto, economicità rispetto ad altri materiali come cartone, vetro o alluminio. Inoltre è praticamente indistruttibile e pertanto può durare all’infinito ed essere riutilizzata più e più volte.

Per certi prodotti, la plastica rappresenta tutt’oggi la soluzione più adatta e conveniente. Preserva igienicamente gli alimenti, resiste all’usura, protegge il contenuto adattandosi a qualsiasi forma. Qual è quindi il vero problema?

È l’utilizzo intensivo di questo materiale per il suo basso costo, a discapito di materiali alternativi in molti casi decisamente superiori per qualità, ma purtroppo anche per prezzo. Ma soprattutto, la sua caratteristica principale di essere indistruttibile è stata associata ai prodotti usa e getta che per loro stessa definizione esauriscono la loro funzione con un solo utilizzo e diventano subito rifiuti.

Il vero problema non è quindi la plastica in sé ma il rifiuto di plastica che, se non viene avviato correttamente al riciclo, diventa un inquinante estremamente pericoloso.

Uno studio della Commissione Europea ha rivelato che più dell’80% dei rifiuti marini è costituito da plastica, in particolare da oggetti monouso: sacchetti, bottiglie, flaconi, stoviglie, bastoncini per le orecchie. Per alcuni di questi oggetti sono state emanate delle disposizioni che vietano l’uso della plastica nella loro fabbricazione, ma per altri (come ad esempio le bottiglie per acqua e bibite) i produttori continuano a preferire la plastica ad altri materiali più ecologici e solo per una questione di costi.

Per quanto la plastica non biodegradabile sia indistruttibile, la gravità dei suoi effetti inquinanti è la sua deteriorabilità. Infatti, l’oggetto di plastica si degrada e si rompe in pezzi sempre più piccoli, trasformandosi in microplastica ed entrando nella catena alimentare di animali, come i pesci e gli uccelli, che la scambiano per cibo. Nutrendosi di plastica, questi animali finiscono per morire di indigestione o soffocamento. Un impatto devastante sull’intero ecosistema e sull’uomo, che a sua volta può cibarsene.

Il devastante impatto ambientale della plastica spinge le nostre coscienze ad assumere comportamenti più rispettosi dell’ambiente e a ridurre i rifiuti in plastica, attraverso scelte di acquisto che premiano le aziende che confezionano i propri prodotti con materiali alternativi.

La plastica non va demonizzata ma va abolita ogni qualvolta esiste una valida alternativa ad essa. Possiamo modificare le nostre abitudini quotidiane e adottare piccoli accorgimenti:

- Utilizzare shopper e borse di tessuti naturali.
- Preferire le bevande in bottiglie di vetro o in lattina di alluminio alle bottiglie di plastica.
- Fare uso di borracce di acciaio o alluminio da riempire.
- Acquistare i prodotti alla spina, riutilizzando i contenitori presso gli appositi distributori.
- Scegliere spazzolini biodegradabili in bamboo o altri materiali ecologici.
- Non acquistare prodotti cosmetici o dentifrici contenenti microplastiche (microgranuli).
- Evitare tessuti sintetici che rilasciano fibre (microplastiche) e preferire tessuti naturali.
- Per le macchine per il caffè, preferire le capsule compostabili.
- In generale, prediligere prodotti in materiale vegetale o comunque biodegradabili.

I progetti delle principali associazioni ambientaliste

WWF in agosto 2019 ha pubblicato il report “Fermiamo l’inquinamento da plastica: come i Paesi del Mediterraneo possono salvare il proprio male”. Sono stati esaminati i sistemi di gestione della plastica di tutti i Paese per far emergere i principali fallimenti e le responsabilità nel sistema di gestione da parte dei produttori, delle autorità pubbliche e dei consumatori. Il report definisce poi un piano di azioni politiche e iniziative che l’area mediterranea e i singoli Paesi devono sviluppare per raggiungere un’economia sostenibile e circolare che riduca a zero la produzione di rifiuti dal sistema di gestione della plastica. Sulla pagina del sito #stopplasticpollution è possibile anche firmare la petizione per chiedere un accordo globale che ponga fine alla dispersione di plastica in natura entro il 2030.

Legambiente a fine 2019 ha avviato il progetto “Zero plastica in mare” per liberare il mare e i fiumi italiani dalla plastica. L’obiettivo che si stima di raggiungere entro il 2021 è la raccolta di almeno 15 tonnellate di plastica, l’equivalente di oltre 340mila bottiglie e contenitori.

Greenpeace che da sempre si batte per proteggere l’ambiente, promuovere la pace e incoraggiare le persone a cambiare abitudini, ha attivato Plastic Radar, un servizio per segnalare via whatsapp la presenza di rifiuti di plastica che inquinano spiagge, mari e fondali, ma anche fiumi e laghi. Anche Greenpeace ha lanciato una petizione “Basta plastica usa-e-getta” per chiedere alle grandi multinazionali di ridurre drasticamente l’utilizzo di contenitori e imballaggi in plastica monouso.

Il progetto “Plastic Free” di Coopservice

Le aziende possono contribuire alla diminuzione dei rifiuti in plastica, mettendo a disposizione dei propri dipendenti soluzioni sostenibili e rispettose dell’ambiente.

Coopservice ha accolto la campagna del Ministero dell’Ambiente #IoSonoAMBIENTE e ha lavorato in questi mesi per adottare una serie di misure per eliminare la plastica ove possibile.

Purtroppo l’emergenza Covid-19 ha causato un’interruzione forzata delle attività legate al progetto, ma appena si tornerà alla normalità procederemo a completare il processo che vede coinvolte 15 siti sul territorio nazionale, tra cui la sede centrale di Reggio Emilia e altre 14 filiali (quelle con il maggior numero di dipendenti in loco).

L’azione più importante e significativa è l’eliminazione delle bottiglie di plastica dai distributori automatici e la sostituzione di tutti i contenitori di plastica, come bicchierini per le bevande calde, con prodotti in materiale biodegradabile. Per l’approvvigionamento dell’acqua, verranno installati dei distributori di acqua filtrata, collegati alla rete idrica, mentre ai dipendenti, che non potranno più rifornirsi di acqua in bottiglia di plastica, verrà regalata una borraccia di acciaio inox personalizzata. L’acciaio, pur essendo più costoso rispetto ad altri materiali, garantisce una maggiore sicurezza di pulizia e igiene considerato che può essere lavato in lavastoviglie, oltre a mantenere, grazie alla doppia camera, la temperatura più adatta alla bevanda (caldo per una tè o una tisana, freddo per acqua o bibite). Le sale riunioni, dove spesso vengono accolti ospiti esterni, verranno rifornite con bottiglie di acqua in vetro sigillate e bicchieri ecologici.

Nella scelta dei prodotti (snack, merendine, bevande) da introdurre nei distributori automatici verranno privilegiati i fornitori che limitano l’uso di plastica nella confezione e che scelgono soluzioni per il packaging ecologiche e a basso impatto, come ad esempio l’alluminio, il tetrapak oppure i nuovi materiali biodegradabili.

Il progetto Plastic Free si inserisce in un percorso che come Coopservice abbiamo avviato diversi mesi fa per ridurre la nostra impronta ambientale e che ci vede impegnati nella ricerca di soluzioni in linea con le 3 R: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare.

È parte di questo percorso anche la strategia di raccolta differenziata dei rifiuti che abbiamo intensificato a partire dal II semestre del 2019 con l’introduzione in tutti gli uffici delle principali sedi, oltre al cestino per l’indifferenziata, di appositi contenitori per la raccolta di carta e plastica, mentre in tutte le sale comuni sono stati predisposti anche i contenitori per il vetro/alluminio e per l’organico.

La differenziazione dei rifiuti condotta a livello dei singoli uffici, solo nella sede centrale ha consentito di conferire ad ENIA il 58% in meno di rifiuti indifferenziati. Un risultato davvero sorprendente di cui spetta il merito al senso di responsabilità di tutti i colleghi. La riduzione dell’indifferenziato ha comportato il conferimento di circa 2.700 kg di organico e 200 kg di vetro/alluminio, oltre ad un aumento del 54% della raccolta della plastica. Queste differenti tipologie di materiali possono ora essere smaltiti correttamente ed entrare nella catena del riciclo, con conseguenze positive sull’ambiente.

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L’assistenza sanitaria integrativa rappresenta una forma di tutela aggiuntiva a disposizione dei lavoratori e dei cittadini che intendono integrare i servizi messi a disposizione dal Sistema Sanitario Nazionale e accedere, a condizioni agevolate, a prestazioni sanitarie erogate dalle strutture private sia nell’ambito della prevenzione sia della cura di determinate patologie.

L’adesione ai piani di sanità integrativa può rientrare tra i diritti previsti dai CCNL, dagli albi professionali oppure da specifici accordi integrativi stipulati dalle aziende. In questi casi, le prestazioni previste rientrano nel cosiddetto welfare aziendale e sono da considerare tra i benefit offerti dal datore di lavoro ai propri dipendenti. Sono sempre di più le aziende che sottoscrivono accordi di tutela della salute migliorativi rispetto ai fondi previsti dai contratti collettivi di lavoro, considerando l’accesso a prestazioni socio-sanitarie complementari un elemento imprescindibile del benessere della persona.

I possibili ambiti di copertura dell’assistenza sanitaria integrativa sono definiti per legge; tuttavia, ogni forma di assistenza può variare le tipologie di prestazioni offerte. Gli iscritti possono accedere in modo “semplificato” a visite specialistiche e diagnostiche o ad attività riabilitative anche in strutture private e con tempi di attesa ridotti, possono ottenere tariffe agevolate o un rimborso (totale o parziale) del costo sostenuto, possono avere diritto ad una diaria in caso di ricovero, oppure possono ricevere il rimborso dei ticket sanitari per sé e per i propri familiari. A fronte di questa variabilità, è importante controllare le prestazioni effettivamente garantite e le condizioni di erogazione offerte dal piano sanitario integrativo aziendale prima di accedere al servizio.

L’emergenza Covid-19 ha spinto le aziende ad una verifica delle coperture previste dai fondi di sanità integrativa per questa specifica patologia. Molte di loro, soprattutto le imprese che hanno lavoratori direttamente impegnati in prima linea come accade per gli operatori delle pulizie, gli OSS, i manutentori degli impianti, i barellieri, le guardie giurate e il personale di sicurezza che erogano il servizio negli ospedali e nelle strutture sanitarie, hanno sottoscritto polizze assicurative ad hoc per offrire una tutela specifica in caso di ricovero a causa del coronavirus.

Il caso Coopservice
Coopservice ha stipulato la polizza assicurativa #AndràTuttoBene di Unisalute per tutti gli oltre 16.000 dipendenti, compreso gli OSS che essendo considerati affini agli operatori della sanità sono spesso esclusi da questo genere di coperture ma che Coopservice ha voluto fortemente includere. Un segno importante e tangiibile di attenzione alla salute dei propri dipendenti chiamati a svolgere un ruolo essenziale nella gestione della crisi sanitaria che sta vivendo il nostro Paese.

Le coperture previste sono finalizzate ad assistere il dipendente nell’iter di cura da infezione Covid-19 (con una diaria giornaliera di ricovero e un rimborso a seguito di dimissioni) e supportarlo nel percorso di recupero post-ricovero attraverso un’assistenza infermieristica specializzata domiciliare, il trasporto in ambulanza dall’ospedale al domicilio e la prenotazione di prestazioni sanitarie nella forma di assistenza diretta nelle strutture sanitarie convenzionate.

(Di Coopservice 1 Aprile 2020)

Di Coopservice 2 Aprile 2020 - Fin dall’inizio dell’epidemia, come Coopservice abbiamo lavorato a fianco dei nostri clienti per predisporre piani di continuità operativa e adottare tutte le necessarie precauzioni di sicurezza per garantire i servizi essenziali, come l’igiene e la sanificazione degli ambienti all’interno degli ospedali, l’approvvigionamento di farmaci e dispositivi medicali, i trasporti e le movimentazioni interne, la predisposizione di strutture temporanee per la degenza dei pazienti, la puntuale manutenzione degli impianti, fino alla sicurezza nei pronto soccorso.

Per ridurre al minimo il rischio di infezione ci siamo attivati per individuare i fornitori di mascherine, tute protettive, guanti e disinfettanti per il nostro personale, sperimentando notevoli difficoltà a causa della limitata disponibilità a livello mondiale e della contingentazione operata dalla nostra Protezione Civile. Nonostante queste criticità, il nostro Ufficio Acquisti ha messo in campo tutta la propria esperienza e capacità per recuperare i dispositivi necessari ed evitare il blocco dei servizi.

Dobbiamo rilevare che la catena di fornitura dei dispositivi di protezione individuale e dei prodotti disinfettanti continuerà ad essere in sofferenza per un periodo considerevole di tempo, a causa della scarsità di materie prime, della domanda mondiale in crescita esponenziale e delle restrizioni alle esportazioni in alcuni paesi. Per questa ragione, continueremo a presidiare quest’area con estrema attenzione cercando tutte le possibili soluzioni per mitigare la carenza.

La nostra organizzazione, sia a livello centrale sia a livello territoriale, non solo si è adoperata per continuare ad assicurare i servizi senza interruzioni, ma in molti casi è riuscita ad aumentare la frequenza delle disinfezioni e ad adottare metodologie di sanificazione profonda. Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno di persone motivate, preparate e competenti che costituiscono l’ossatura, ma anche l’anima, della grande azienda che siamo.

Al centro della nostra visione, della nostra missione e del nostro modello di business c’è la creazione del valore per i nostri clienti. Nella nostra proposta di valore, oltre ad occuparci della gestione e del coordinamento, eroghiamo direttamente i servizi attraverso il nostro personale, formato e addestrato per garantire i più elevati standard qualitativi e di performance.

Come gestiamo l’emergenza ai tempi del Covid-19
Nel nostro Gruppo contiamo più di 22.000 dipendenti, il 90% dei quali sono in contatto quotidiano diretto con i clienti ed i loro utenti, una prossimità che rappresenta un’opportunità straordinaria di relazione e di sviluppo della qualità dei nostri servizi. Un valore che dimostra tutta la sua potenza in questa emergenza che, se da un lato ci chiede di stare tutti più lontani, dall’altro rinsalda e fortifica i legami, personali e professionali.

Sottoscritta la polizza #AndràTuttoBene di Unisalute. Coperture e assistenza per tutte le categorie di lavoratori, compresi gli OSS. Il presidente Olivi: "La sicurezza sul lavoro è prioritaria. Grazie a tutto  il nostro personale che garantisce servizi essenziali per la comunità"

Reggio Emilia, 27 marzo 2020 - Coopservice ha sottoscritto una polizza assicurativa #AndràTuttoBene di UniSalute per tutelare tutti i suoi oltre 16.000 dipendenti in caso di ricovero per cause legate al coronavirus. La polizza copre tutte le categorie di lavoratori, compresi gli OSS (Operatori Socio Sanitari) che, essendo considerati affini agli operatori della sanità, sono spesso esclusi dalle coperture assicurative di questo genere ma che Coopservice ha voluto fortemente includere nella polizza.

Le coperture previste sono finalizzate ad assistere il dipendente nell'iter di cura da infezione Covid-19 e supportarlo nel percorso di recupero post-ricovero, grazie ad una diaria giornaliera e assistenza sanitaria h24.

"Questa emergenza, che non ha precedenti, ha richiesto da parte nostra una importante ridefinizione delle procedure organizzative e di gestione dei servizi che hanno impattato in modo considerevole sull'operatività aziendale - ha dichiarato il presidente di Coopservice, Roberto Olivi - Abbiamo dovuto affrontare criticità e problematiche nuove e, nonostante i nostri sforzi, non sempre siamo riusciti a dare risposte immediate per ragioni spesso indipendenti dalla nostra volontà. Stiamo lavorando per predisporre tutte le misure organizzative necessarie per fronteggiare questa situazione complessa e difficile che avrà ripercussioni sull'economia nazionale e mondiale non solo nel breve periodo, per mantenere il necessario equilibrio economico per assicurare stabilità occupazionale e di reddito a tutti i nostri lavoratori, senza mai perdere di vista la tutela della salute".

Con la sottoscrizione della polizza per tutti i dipendenti, Coopservice intende ribadire il proprio impegno nella tutela della salute dei propri lavoratori, molti dei quali in questa emergenza si trovano a lavorare in prima linea, come gli operatori dei servizi di cleaning impegnati nella sanificazione delle strutture sanitarie e delle aziende; dei servizi di logistica chiamati ad approntare strutture temporanee di assistenza ai malati e a garantire l'approvvigionamento dei farmaci e dei dispositivi medicali nei presidi ospedalieri; dei servizi di vigilanza occupati a tutelare la sicurezza nei pronto soccorso e a vigilare su imprese e cittadini; dei servizi tecnici-manutentivi che assicurano il buon funzionamento degli impianti e delle strutture permettendo il regolare svolgimento delle attività essenziali.

Questa azione di tutela si aggiunge alle numerose iniziative che Coopservice ha introdotto per gestire l'emergenza da Covid-19 fra cui le misure per favorire il distanziamento sociale, come ad esempio l'introduzione dello smart working o lavoro agile, oppure la ricerca di ulteriori Dispositivi di Protezione Individuale resa molto faticosa e complessa da un mercato indirizzato forzatamente verso la fornitura alla Protezione Civile.

"Ci teniamo a ringraziare tutti i lavoratori, senza eccezioni - ha continuato Olivi - Il nostro primo pensiero va a coloro che stanno operando in prima linea. A loro esprimiamo tutta la nostra gratitudine per l'impegno e la dedizione con cui hanno continuato a garantire l'erogazione di servizi essenziali. Ma vogliamo far arrivare il nostro ringraziamento a tutti i dipendenti nei cantieri, nelle filiali e nella sede centrale che hanno accettato con spirito di collaborazione i cambiamenti organizzativi imposti dall'emergenza (e anche qualche sacrificio) e hanno adeguato le proprie modalità di lavoro per fare in modo che l'azienda potesse continuare ad operare. Ci auguriamo che questa emergenza possa finire nel più breve tempo possibile, per poter ritornare ad abbracciarci e a relazionarci senza barriere, reali e virtuali, nello spirito di comunione che contraddistingue il nostro essere cooperativa".

 

È possibile aumentare la soddisfazione dei giovani lavoratori?  Per le aziende e i dipendenti arriva Goals for Good, un percorso a tappe per i lavoratori tra i 18 e i 30 anni.

«Aiutiamo i lavoratori tra i 18 e i 30 anni a raggiungere il loro benessere: con sé stessi, con la comunità in cui vivono e lavorano e con l’ambiente. Goals for Good fornisce alle aziende gli strumenti per aumentare benessere e produttività dei propri dipendenti e ai singoli lavoratori le strategie per centrare obiettivi personali e professionali» spiega Barbara Grazzini di InEuropa, società italiana esperta in progetti internazionali, focalizzati su educazione e formazione. «Non solo formazione tecnica o sulle soft skills, le aziende possono investire anche sul benessere dei loro dipendenti. Goals for Good è uno strumento coerente con i principi della responsabilità sociale d’impresa, a cui le aziende sono sempre più chiamate»

Chi è InEuropa

InEuropa è una società di servizi fondata da Barbara Grazzini e Andrea Pignatti, che da oltre 20 anni si occupano di tematiche comunitarie per supportare enti pubblici, privati e associazioni nell’accesso alle opportunità europee.

L’obiettivo è sensibilizzare gli enti pubblici e privati sulle politiche e sui programmi dell’Unione Europea, elaborare progetti a livello locale, nazionale e internazionale e supportare tecnicamente chiunque sia interessato ad accedere alle opportunità comunitarie.

Le aree di lavoro riguardano: cultura, educazione e formazione, lavoro, politiche sociali, ricerca e innovazione, sanità, sostenibilità, scuola e giovani, turismo.

Goals For Good: una soluzione possibile

Da un’indagine Istat del 2019 emerge che una delle principali cause della crescente insoddisfazione giovanile è da ricercare nei modelli consumistici veicolati da pubblicità e social media: la felicità è identificata con denaro, bellezza e status sociale.

Il Professor Stefano Bartolini, docente di Economia della Felicità all’Università di Siena, tra i consulenti scientifici di Goals for Good, spiega che di fronte a questi dati “è necessario puntare sul progresso della qualità della vita, proprio come intende fare Goals for Good”.

Per i lavoratori, il senso di insoddisfazione spesso tocca l’ambito lavorativo. Secondo un’indagine condotta da Edenred – Ipsos (2016) sulla qualità del lavoro risulta che:

-in Italia solo il 60% dei i lavoratori che si recano in ufficio, in negozio o in fabbrica è “felice”, contro una media del 67% negli altri 15 paesi oggetto dell’indagine,
-solo il 51% ha fiducia sul proprio futuro professionale.

«Goals for Good può aiutare le persone a avere un atteggiamento più equilibrato verso il lavoro, bilanciando vita lavorativa e extra – lavorativa e far capire che la felicità non dipende solo dalla ricchezza – spiega Bartolini -. I vantaggi per le aziende sono molti: gli studi dimostrano che persone più felici ed equilibrate sono più produttive, cooperative e puntuali».

Il percorso verso il benessere

Goals for Good individua i “5 percorsi verso il benessere”:

-coltivare relazioni sociali,
-dare il proprio contributo alla comunità,
-praticare attività fisica,
-apprendere nuove cose,
-riflettere su ciò che ci fa stare bene.

Goals for Good fornisce le strategie concrete per introdurre miglioramenti nella propria vita, realizzati attraverso evidenze scientifiche su ciò che rende davvero felice un individuo.

Le attività possono essere organizzate in maniera autonoma o per piccoli gruppi e sono divise in 4 workshop da un’ora ciascuno. I partecipanti di tali sessioni avranno modo di:

-mettere in discussione le tradizionali nozioni di successo,
-dare senso e motivazione a ciò che fanno, considerando l’effetto dei propri obiettivi al di là di sé stessi,
-migliorare la determinazione e utilizzare i propri punti di forza per raggiungere i propri obiettivi.

Il ruolo delle aziende

200 lavoratori italiani hanno sperimentato Goals for Good e sono riusciti a dedicare più tempo a famiglia, amici, sport, salute e nuovi obiettivi di studio e lavoro:

-il 93% dei partecipanti ha dichiarato che il percorso è in grado di generare stimoli e riflessioni,
-il 71% lo ha trovato utile,
-il 73% lo consiglierebbe a un amico.

Fondamentale è il ruolo delle aziende: “Goals for Good” mette a disposizione gratuitamente i materiali per responsabili e lavoratori del settore HR e agenzie del lavoro e formazione. Sul sito è possibile scaricare il Toolkit per le aziende, ossia tutti gli strumenti necessari per organizzare i workshop Goals for Good con i giovani lavoratori come parte della formazione aziendale. Il toolkit comprende tutto il materiale necessario per ciascuno dei 4 moduli di apprendimento.

(Di Coopservice 4 Dicembre 2019)

Pubblicato in Lavoro Emilia
Lunedì, 02 Marzo 2020 05:52

Ritorno al futuro: creatività e immaginazione

Di Coopservice  - Il prossimo decennio potrebbe segnare un ritorno al futuro. I millennial saranno ormai integrati nel mondo del lavoro che affronteranno con capacità, costanza e senza barriere. Non sarà difficile comunicare, non sarà complicato percorrere le distanze.

Ma cosa trainerà il mondo del lavoro? Capacità di innovazione, creatività e immaginazione.

I vettori principali: creatività e immaginazione
Un cambiamento già in corsa ma che tra pochi anni si concretizzerà: il pensiero razionale lascerà spazio a creatività e immaginazione, che diventeranno presto i principali vettori di valore economico e sociale.

Ma per far sì che ciò accada alle organizzazioni oggi è richiesto uno sforzo in più nel promuovere agilità, coraggio, empatia e altruismo.

“I leader aziendali di oggi stanno affrontando problemi competitivi complessi a breve termine, ma con l’avvicinarsi del 2020 devono imparare a guardare oltre la situazione odierna e comprendere a un livello più fondamentale cosa separerà i vincitori dai perdenti nel prossimo decennio”, afferma un articolo del BCG Henderson Institute, The New Logic of Competition.

Non si può negare che le nuove tecnologie tenderanno a sostituire il lavoro manuale e quindi la risorsa umana, tuttavia questa tendenza può solo dar vita a nuove figure professionali di alto valore. Nell’era dell’immaginazione l’innovazione è sicuramente una nuova occasione per l’industria e per le persone.

Sviluppo dell’immaginazione e dell’intelligenza sociale
È possibile immaginare un futuro in cui la tecnologia offra ancora più opportunità alle persone? Viste le premesse la risposta non può che essere affermativa. Sono proprio le persone a sentire l’esigenza di massimizzare il proprio potenziale personale e professionale per ricoprire ruoli sempre più strategici e difficili da automatizzare, lasciando all’automazione le procedure ripetitive.

Ci attende un futuro in cui in cui i compiti più ripetitivi saranno automatizzati mentre il lavoro più creativo e stimolante verrà affidato alle persone. Insomma, una nuova produttività a cui ambire è alle porte.

Come prepararsi all’era dell’immaginazione
La storia ci insegna che ogni grande cambiamento non avviene in modo semplice e lineare. Sarà complesso preparare al cambiamento le classi dirigenti e far comprendere che lo sviluppo dell’immaginazione e dell’intelligenza sociale sarà il driver del futuro.

Sarà compito delle nuove generazioni e della nuova forza lavoro rivendicare il nuovo paradigma.

Coopservice Way: come gestire il cambiamento
Il progetto Coopservice Way si prefigge l’obiettivo di creare e diffondere all’interno di tutte le funzioni aziendali uno stile – un “modo” Coopservice – di erogare, gestire e garantire un’elevata qualità dei servizi ai clienti attraverso l’interazione virtuosa tra il lavoro dell’uomo e l’utilizzo degli strumenti tecnologici più avanzati.

Nel mondo dei servizi, infatti, l’opera dell’uomo è ancora una componente fondamentale ed è quindi necessario stimolare la condivisione di modalità efficaci e positive e premiare la creatività e il pensiero innovativo.

(Di Coopservice 19 Novembre 2019)

Pubblicato in Lavoro Emilia
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