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Domenica, 18 Ottobre 2015 12:44

Tutti pazzi per le Poste

La rivoluzione postale si è avviata. Le azioni di Poste Italiane s.p.a. sono andate letteralmente a ruba a conferma del tradizionale rapporto fiduciario che lega le "poste" ai cittadini. Ma a chi giova l'ingresso in Borsa di P.I.?

di Lamberto Colla - Parma, 18 ottobre 2015 -
E' all'ufficio postale che i nostri anziani andavano a ritirare la pensione e sempre alle poste affidavano i loro risparmi stringendo con "le poste" un rapporto fiduciario quasi indissolubile perché, nel vissuto più remoto, Poste Italiane era sinonimo di Stato con tutte le garanzie che ne seguivano.

Una fiducia che si è radicata per effetto della prossimità degli uffici postali così ben distribuiti sul territorio nazionale da fare concorrenza, in termini numerici, solo ai campanili delle chiese.
Una diffusione che ha contribuito a saldare il rapporto con i più anziani e non solo, anche dopo l'avvento di internet, soprattutto nelle zone marginali, di profonda campagna o sperduta montagna. Pochi minuti e l'ufficio postale era comunque raggiungibile per ritirare i soldi della pensione, spedire il vaglia al figlio emigrato oppure studente in città o in servizio di leva, a volte per trasmettere un telegramma, l'antesignano dell'sms e di WhatsApp.

Tutto questo si inquadra in quello che è identificato "Servizio Universale", per svolgere il quale le "Poste" ricevono un contributo di 270 milioni di euro.

Non sono bazzecole e, alla pari del canone della RAI, serve o almeno dovrebbero servire, a garantire un servizio pubblico a tutti i cittadini, anche ai residenti nei villaggi più decentrati.

Questo legame con lo Stato, sfruttando perciò una posizione di privilegio e dominante, ha determinato, col trascorrere degli anni, una sempre più profonda obsolescenza delle tecnologie, dell'organizzazione e purtroppo, è brutto da dirsi, anche del tasso di qualificazione del personale agli sportelli.
Nonostante le inefficienze che si sono accumulate negli ultimi decenni "Le Poste" sono sempre rimaste, almeno questo è il diffuso sentimento in certuni strati della popolazione, un approdo sicuro, confermato anche quando la componente bancaria si è, un po' troppo rapidamente, evoluta e spregiudicatamente affacciata al campo minato dei titoli speculativi o verso le trappole dei prodotti derivati.

Una posizione di "privilegio", per di più in posizione di dominanza del mercato, che mal si coniuga con la spregiudicatezza finanziaria e con la corretta competitività commerciale.
Vero è che la privatizzazione dovrebbe condurre a confrontarsi liberamente con gli altri attori del mercato ad armi pari e diventare perciò uno stimolo al miglioramento della efficienza generale e dei servizi di cui dovrebbe, alla fine, goderne anche il consumatore finale.
Ma in queste condizioni, con la protezione del Tesoro, gli elementi di rischio vengono fortemente attenuati, se non addirittura annullati, e il regime di monopolio (protetto) di molti servizi potrebbero pregiudicare la corsa all'efficientamento dichiarato e prospettato.

PT Buono ED Postale Fruttifero 100 lire 1927

"Cui Prodest?"
E' una domanda legittima che sorge spontanea, soprattutto quando si tratta di una società pubblica.

A chi giova perciò questa "pseudo privatizzazione" di Poste Italiane, detenuta ancora per il 60% dal Ministero del Tesoro?
Giova certamente all'azienda stessa che, attraverso il collocamento in borsa del 38% del capitale, rastrellerà sul mercato della finanza circa 4 miliardi, ma gioverà anche ai suoi concorrenti del sistema bancario che avranno a disposizione dei "Bond" paragonabili, per solidità, a quelli di Stato da dare in pasto alla propria clientela.

I tradizionali Titoli di Stato infatti sono merce sempre meno disponibili sul mercato del risparmio a seguito dell'operazione "Draghiana" denominata Quantitative Easying (QE) , una misura straordinaria con cui la Banca Centrale Europea effettua degli acquisti programmati di titoli finanziari - in particolare di bond, cioè di obbligazioni - negoziati sul mercato, immettendo perciò nel sistema finanziario una massiccia dose di liquidità che serve appunto per comprare i titoli.

Ecco quindi che l'operazione di privatizzazione di Poste Italiane apre uno spiraglio di mercato finanziario potendo offrire un "surrogato garantito".

Così le poste, di fatto fiduciarie del Tesoro, con la quotazione in borsa hanno garantito nuovi portafogli d'investimento che le Banche potranno vendere ai risparmiatori loro clienti, orfani ormai da qualche mese degli affezionati BOT.

Questo potrebbe essere un buon motivo per avere architettato, in fretta e furia, la privatizzazione di Poste Italiane spa cercando di mostrare, con una perfetta operazione mediatica e di camouflage, l'efficienza di una grande e moderna impresa pur mantenendo un solido rapporto col Tesoro e i privilegi che ne derivano dalla posizioni di dominanza e addirittura monopolistica di alcuni servizi.

PT Wifi uffici postali

E' difficile abbandonare i privilegi e gli ammortizzatori soprattutto se sono sorretti dalle spalle possenti del Ministero del Tesoro ma proprio per questa ragione, il management, dovrebbe orientare le sue attenzioni all'efficienza dei servizi verso l'utente cosa che invece sembra non essere ai primi posti nella scala degli interessi.

Oggi alle poste si può comperare di tutto, dai giochi, ai libri, dalle schede telefoniche ai fondi pensione. Una macedonia di servizi che rallenta le operazioni di sportello e mette a dura prova la pazienza dei tanti obbligati a servirsi degli uffici postali.

Un esempio per tutti, le contravvenzioni. Il solerte vigile lascia sul parabrezza dell'auto sia il rilevamento dell'infrazione sia il bollettino postale per agevolare l'incauto automobilista al pagamento della sanzione, magari entro i 5 giorni che consentono una sensibile riduzione dell'importo, e nessun'altra diversa modalità di pagamento.
Per quanto il pagamento, in teoria, sarebbe più semplice e comodo effettuarlo attraverso l'Home Banking, nell'avviso "giallo" non vi è l'indicazione dell'Iban di riferimento dell'Amministrazione alla quale fare pervenire quest'obolo straordinario.
Invece si è invitati a procedere attraverso lo sportello postale che per i due minuti d'operazione incassa 1,5 euro.

E così, il Comune ti sanziona e l'ufficio postale ci guadagna. Sembra un modello di salvaguardia e autoprotezione delle amministrazioni pubbliche.

Sarebbe stato molto più semplice e conveniente (per il cittadino soltanto a quanto pare!) adottare un sistema di pagamento diretto attraverso l'IBAN, magari direttamente collegato all'IBAN (IBAN to IBAN) dell'amministrazione beneficiaria senza l'obbligo di passare attraverso altri intermediatori tecnici "occulti" (tesorerie e piattaforme di transazione).

Il cittadino invece, cornuto e mazziato, ha dovuto spendere e sottrarre del tempo prezioso al proprio lavoro per recarsi in coda al più vicino ufficio postale (numero peraltro in sensibile riduzione a seguito del processo di razionalizzazione).

Infatti, nella rincorsa all'efficientamento si è proceduto alla razionalizzazione (leggi chiusura) di molti uffici postali scatenando spesso la rabbia dei residenti e dei loro sindaci i quali, un po' in tutta Italia hanno fatto ricorso al TAR. E effettivamente, per una società pubblica che per il servizio postale "universale" riceve 270 milioni di euro all'anno un maggiore riguardo nella cura delle relazioni territoriali si sarebbe apprezzata.

Ma la priorità, a quanto pare, era di correre verso la collocazione di Poste italiane in Borsa dimostrando agli investitori efficienza e profitti, saltando un passaggio fondamentale per una proficua, sicura e longeva vita sociale nell'elite della finanza, ovvero l'dentificazione precisa sell'asset da valorizzare.

Invece Poste Italiane S.p.a. si è presentata al pubblico borsistico come la macedonia di servizi che conosciamo da qualche anno. Dalla telefonia mobile ai servizi bancari, dai fondi pensione ai gadget di ogni tipo. Scorporarla sarebbe stato controproducente per due ordini di motivi.

Da un lato si sarebbero scoperti i nervi dell'inefficienza del suo "core business" e dall'altro avrebbe perduto la principale leva di successo legata ai privilegi monopolistici.

Insomma, questa operazione di privatizzazione sembrerebbe più strategica per l'azienda che per i cittadini come ha anche sottolineato, nei giorni scorsi, il Codacons sempre attento a intervenire a difesa del cittadini che, con una nota del 13 ottobre, interviene sull'argomento:
"PRIVATIZZAZIONE CONVIENE PIU' AD AZIENDA CHE A CITTADINI. Vogliamo garanzie su servizi postali e rispetto standard di qualità in favore degli utenti.
Dubbi e perplessità da parte del Codacons sull'operazione di privatizzazione di Poste Italiane. "Temiamo che l'ingresso di Poste in Borsa convenga più all'azienda che ai cittadini – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Nel tempo infatti Poste Italiane è diventata sempre più banca e sempre meno servizio postale, con ripercussioni non indifferenti per l'utenza. Le nostre paure riguardano in particolare il servizio universale che, pur essendo poco remunerativo, deve essere garantito, indipendentemente dalla privatizzazione".
Il Codacons chiede dunque oggi all'azienda di garantire il rispetto degli standard di qualità, migliorando tutti i servizi resi da Poste che, negli ultimi anni, hanno subito un deterioramento testimoniato dalle crescenti segnalazioni e lamentele da parte dei cittadini, dai ritardi nella consegna delle lettera alla chiusura degli uffici postali nei piccoli comuni."

Staremo a vedere anche perché, a ben guardare, insospettisce questa mancanza di trasparenza diffuso sull'intero mondo del sistema finanziario dove il cliente/utente/cittadino sembra risultare una mucca da mungere a piccole ma costanti dosi.

PT Parma Centro UP

Pubblicato in Politica Emilia

Uno nuovo specialista a disposizione di imprese, professionisti, associazioni e operatori economici all'interno degli uffici di Fidenza e Salsomaggiore. -

Parma, 10 ottobre 2015 -

Una nuova figura specializzata al servizio esclusivamente delle partita iva. Da oggi i clienti degli uffici postali di Via Zani a Fidenza e Piazzale Giustizia a Salsomaggiore, accanto agli operatori addetti ai servizi finanziari e postali, troveranno uno "specialista commerciale impresa" a disposizione di liberi professionisti, piccole e medie aziende e associazioni.

«Si tratta di un canale nuovo e privilegiato - dichiara il direttore della Filiale di Parma, Biagio Ximenes - per questo importante segmento della nostra clientela e della popolazione dei due comuni. All'interno degli uffici di Fidenza e Salsomaggiore sarà presente uno specialista, appositamente formato, pronto a dare un supporto e a individuare le soluzioni più adatte alle esigenze di ciascun cliente. Inoltre, accanto alla consulenza offerta all'interno dell'ufficio postale vi è la possibilità di concordare la visita dello specialista direttamente presso la sede dell'azienda oppure presso lo studio del professionista».

Un interlocutore unico, insomma, un consulente commerciale in grado di operare all'interno di un'ampia gamma di prodotti e servizi: dai conti correnti dedicati alle carte postepay con molteplici funzionalità che permettono di pagare gli stipendi oppure che consentono ai dipendenti di effettuare spese aziendali in totale sicurezza, dalle soluzioni di telefonia mobile alle coperture assicurative di immobili e delle stesse figure professionali. Molteplici anche i servizi postali a disposizione, come quello che consente di delegare tutte le lavorazioni propedeutiche all'invio di corrispondenza, oppure le soluzioni di direct mailing.

(fonte: ufficio stampa Poste Italiane)

E' possibile monitorare una spedizione, cercare uffici postali, atm e cassette di impostazione più vicini, pagare bollettini, inviare raccomandate e telegrammi ed effettuare bonifici e pagamenti. -

Parma, 16 settembre 2015 -

Un'azienda sempre più tecnologica e vicina alle esigenze dei clienti. Due nuove App Ufficio Postale e BancoPosta, strumenti sempre più efficienti e completi sia dal punto di vista informativo sia da quello dispositivo, a disposizione anche dei cittadini della provincia di Parma.
La prima permette di monitorare una spedizione tracciata (ad esempio raccomandate, assicurate, pacchi), di ricercare e localizzare sulla mappa gli uffici postali, i 46 Atm Postamat e le 365 cassette di impostazione presenti nel territorio del Parmense. Si possono inoltre pagare i bollettini bianchi e premarcati e inviare telegrammi, raccomandate e posta prioritaria (previa registrazione al sito www.poste.it ).
L'App BancoPosta consente di gestire il conto e le carte Postepay in mobilità. E' possibile pagare bollettini, inviare denaro tramite bonifico, postagiro e MoneyGram, ricaricare la Postepay ed effettuare miniricariche. È necessario essere titolari di una Postepay o di un conto BancoPosta o BancoPosta click, essere registrati sul sito www.poste.it  e, se correntisti, possedere un lettore BancoPosta (dispositivo elettronico in grado di leggere il chip della carta).
Le App sono scaricabili gratuitamente da Google Play Store e Apple Store con le SIM di tutti gli operatori mobili.
Il percorso di digitalizzazione di Poste Italiane tocca dunque un'altra tappa importante dopo la presentazione del Manifesto Digitale e il lancio del WiFi negli Uffici Postali.

(Fonte: ufficio stampa Poste Italiane)

Mercoledì, 09 Settembre 2015 11:05

Parma - L'ufficio postale Parma Centro chiuso tre giorni

Da domani, Giovedì 10, tre giorni di lavori di manutenzione all'interno dell'ufficio postale Parma Centro di Via Pisacane. -

Parma, 9 settembre 2015 -

Partono giovedì 10 e si concluderanno sabato 12 i lavori di manutenzione all'interno dell'ufficio postale Parma Centro. Gli interventi nella struttura di Via Pisacane consentiranno di offrire un servizio qualitativamente migliore in condizioni di maggiore comfort e sicurezza, sia per quanto riguarda i servizi postali sia per quelli finanziari.

Per qualsiasi tipologia di operazione sono disponibili gli altri uffici postali cittadini, opportunamente potenziati, in particolare Parma 6 (Piazzale Santa Croce) e Parma Sud Montebello (Via Pastrengo) che osservano dal lunedì al venerdì l'orario continuato 8.20-19.05 e il sabato 8.20-12.35.

L'ufficio di Parma Centro riaprirà al pubblico a partire da lunedì 14 settembre osservando i consueti orari.

Pubblicato in Cronaca Parma

La Filiale di Parma di Poste Italiane informa che, terminato il breve periodo di rimodulazione oraria estiva, a partire da martedì 1° settembre anche in quattro uffici postali del capoluogo (Via Pastrengo, Piazzale Santa Croce, Via Venezia e San Lazzaro) e in altri quattro nel territorio provinciale (Fidenza-Via Zani, Noceto, Collecchio e Salsomaggiore Terme-Piazzale Giustizia) viene ripristinata l'apertura pomeridiana con il consueto orario continuato per cinque giorni alla settimana, dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle 19.05. Resta invariato l'orario di apertura del sabato dalle 8.20 alle 12.35.

Pertanto, in una fascia oraria più ampia, saranno disponibili per la clientela tutti i servizi, sia postali (Posta Prioritaria, Raccomandate, Assicurate, Postacelere e Pacchi) sia finanziari (Buoni Postali, Libretti, Fondi Comuni, Obbligazioni, prodotti assicurativi Poste Vita, Prestiti e Mutui e il servizio di trasferimento internazionale di denaro MoneyGram).
Per ulteriori informazioni su orari e servizi è possibile consultare il sito www.poste.it o contattare il call center al numero verde 803.160.

Negli uffici postali sottoscritte finora oltre 4.500 polizze Poste Vita. Cresce l'interesse verso soluzioni di previdenza integrativa in provincia di Reggio Emilia, viste le attuali condizioni del mercato del lavoro e le modifiche introdotte a livello legislativo. Lo dimostrano le sottoscrizioni delle polizze Poste Vita che hanno fatto registrare un forte incremento negli ultimi anni.

Nei 91 uffici postali presenti nei 45 comuni del Reggiano, si è passati dalle iniziali 51 polizze del 2005 alle 4.345 risultanti alla fine del 2014, con un trend in costante crescita. Durante lo scorso anno si è registrato un numero di adesioni pari a 8 ogni 1.000 abitanti, un'età media di ingresso di 38 anni e un premio annuo medio versato di 925 euro. Con le agevolazioni fiscali, il cliente ha inoltre la possibilità di dedurre dal reddito i versamenti effettuati.
Poste Italiane, attraverso la rete degli uffici postali, intende favorire e sostenere una cultura previdenziale responsabile fra lavoratori dipendenti, autonomi, liberi professionisti, donne e soprattutto fra le nuove generazioni.

Poste Vita è leader nel mercato della previdenza integrativa con più di 740mila iscritti al proprio piano previdenziale. Postaprevidenza Valore è la forma individuale pensionistica complementare più diffusa in Italia con una quota di mercato del 29% sul totale. Nel 2014 il mercato assicurativo nazionale ha raccolto 391mila nuove adesioni in piani individuali, di cui circa 86mila sono state sottoscritte con Poste Vita negli uffici postali.

(Fonte Poste Italiane Spa)

 

La Filiale di Piacenza di Poste Italiane informa che, terminato il breve periodo di rimodulazione oraria estiva, a partire da lunedì 24 agosto nell'ufficio postale di Via Carini nel capoluogo viene ripristinata l'apertura pomeridiana con il consueto orario continuato per cinque giorni alla settimana, dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle 19.05. Resta invariato l'orario di apertura del sabato dalle 8.20 alle 12.35.

Pertanto, in una fascia oraria più ampia, saranno disponibili per la clientela tutti i servizi, sia postali (Posta Prioritaria, Raccomandate, Assicurate, Postacelere e Pacchi) sia finanziari (Buoni Postali, Libretti, Fondi Comuni, Obbligazioni, prodotti assicurativi Poste Vita, Prestiti e Mutui e il servizio di trasferimento internazionale di denaro MoneyGram).

Per ulteriori informazioni su orari e servizi è possibile consultare il sito www.poste.it o contattare il call center al numero verde 803.160.

(Fonte ufficio stampa Poste Italiane spa Emilia Romagna)

Per contenere i costi, da ottobre e in via sperimentale le consegne potrebbero avvenire a giorni alterni

Poste Italiane SpA starebbe inoltrando in questi giorni, a mezzo raccomandata, una comunicazione a numerosi Enti ed associazioni emiliano-romagnole con la quale si specifica che, in relazione alle misure di contenimento dei costi del servizio postale introdotte dalla Legge di stabilità del 2015, a partire da ottobre - in via sperimentale - la consegna degli invii postali potrà "essere effettuata a giorni alterni, dal lunedì al venerdì su base bisettimanale (lunedì, mercoledì e venerdì in una settimana - martedì e giovedì in quella successiva": lo scrive Tommaso Foti – gruppo Fratelli d'Italia-AN – rivolgendo un'interrogazione alla Giunta.

Foti chiede alla Giunta se sia a conoscenza dell'iniziativa di Poste Italiane SpA, come la giudichi, e se intenda assumere "idonee iniziative volte ad accertare se e quali comuni dell'Emilia-Romagna saranno effettivamente interessati dalla stessa e da quando".

(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell'Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)

(Bologna 14 agosto 2015 (rg))

Venerdì, 14 Agosto 2015 15:49

Poste, WiFi gratuito anche negli uffici di Parma

Il servizio è già attivo nei due principali uffici postali di Parma. I cittadini possono accedere alla rete internet con pc, smartphone o tablet

Parma 14 agosto 2015 -

Una realtà postale, quella parmigiana, più digitale ma anche più moderna e facile per i cittadini, le imprese e la Pubblica Amministrazione: è l'obiettivo principale di Poste Italiane con il lancio del nuovo servizio WiFi gratuito, facile e sicuro negli uffici postali.

«Nel nostro capoluogo di provincia - afferma il direttore della Filiale di Parma Biagio Ximenes - è già attivo il collegamento alla rete internet all'interno degli uffici postali di Parma Centro in Via Pisacane e Parma Sud Montebello in Via Pastrengo, nei quali è a disposizione della clientela un hot spot gratuito che ha il vantaggio di migliorare la Customer Experience e dà la possibilità di svolgere alcune attività propedeutiche ai servizi richiesti. E' stato inoltre già pianificato il progressivo ampliamento del numero degli uffici abilitati nel territorio parmense».

In Emilia Romagna gli uffici postali con il servizio WiFi sono attualmente 26 e saliranno a circa 60 entro la fine dell'anno.
Accedere alla rete all'interno degli uffici postali è semplice e a portata di click: basta infatti registrarsi comunicando il proprio numero di telefono mobile al quale verrà inviato un messaggio con le credenziali per l'accesso al WiFi. A quel punto, attraverso smartphone, tablet o pc sarà possibile navigare su internet, dialogare sui social network o lavorare in attesa del proprio turno allo sportello.

«Il progetto WiFi - sottolinea l'Ad di Poste Italiane Francesco Caio - rientra nella missione che ci siamo dati per i prossimi anni con il Piano Strategico Poste 2020: vogliamo essere gli architetti di un'Italia digitale e stiamo lavorando per rendere migliore la vita delle persone, includendo tutti, e con particolare attenzione alle fasce più deboli della popolazione. Entro la fine dell'anno saranno 900 gli uffici postali coperti dal servizio, con la previsione di estenderlo a tutti entro i prossimi tre anni, realizzando la rete gratuita di hot spot WiFi più estesa in Italia. E' un altro passo nello sviluppo di prodotti e servizi semplici e sicuri che, con investimenti per oltre 3 miliardi di euro, punta a fare di Poste Italiane l'azienda leader del processo di cambiamento e di avanzamento economico e sociale del Paese, permettendo a tutti di cogliere le opportunità di sviluppo offerte dal digitale».

 

Pubblicato in Nuove Tecnologie Parma


Da Noceto arriva la diffida alla chiusura dell'ufficio postale di Costamezzana. Per il Sindaco di Noceto e vice presidente ANCI emilia Romagna, Fabio Fecci, non esistono le condizioni per la chiusura e chiede a Poste Italiane una nota di dettaglio riguardo ai criteri utilizzati per il riordino.

di LGC - Parma 13 agosto 2015 - -
Dal prossimo 7 settembre chiuderanno 9 uffici postali e altri 3 saranno oggetto di processi riorganizzativi in provincia di Parma.
Il progetto di riordino avviato dall'azienda Poste Italiane Spa coinvolge tutta la penisola e si inquadra in un'ottica riorganizzativa globale.

Una decisione che però non è andata giù a molti primi cittadini delle amministrazioni interessate dal riordino e, almeno per i 9 amministratori parmensi, non viene esclusa la possibilità di ricorrere al TAR come già accaduto in Friuli dove, è decisione di poche ore fa, il Tribunale Amministrativo friulano ha bocciato la chiusura di due uffici postali accogliendo il ricorso del comune di Buja.

Con questa sentenza il TAR ha di fatto ribadito che il servizio postale è un servizio di interesse pubblico, ancorché gestito da soggetto privato, e conferma la natura giuridica del Comune quale espressione di una collettività.

PT poste-italiane-Insegna


Il 20 luglio scorso, i sindaci dei comuni parmensi interessati, Fabio Fecci (Noceto), Fausto Ralli (Bore), Francesco Peschiera (Calestano), Paolo Bianchi (Collecchio), Giordano Bricoli (Langhirano), Emanuela Grenti (Taro), Romeo Azzali (Mezzani), Luigi Buriola – (Montechiarugolo), Emanuele Pedrazzi (Pellegrino), Cristina Merusi (Sala Baganza), Nicola Bernardi (Sissa Trecasali), Alessandro Fadda (Torrile), avevano predisposto un documento congiunto nel quale si sottolineava come "il provvedimento di Poste Italiane che ha semplicemente differito al 7 settembre le annunciate chiusure del 13 aprile non tenga in nessun conto i diritti dei cittadini, con particolare riferimento alle fasce più deboli, ma si ispiri sostanzialmente a pure logiche di profitto, dimenticando la fondamentale valenza sociale del servizio peraltro alimentato anche da fondi statali".

La posizione condivisa dai Sindaci parmensi è stata unanime e così riassumibile:
1. Richiesta a Poste Italiane affinché faccia chiarezza sui criteri applicati nella pianificazione del piano di razionalizzazione degli Uffici Postali differito al prossimo 7 settembre, al fine di verificare la loro corretta applicazione in ordine ai singoli territori interessati rispetto alle norme di settore
2. Appello al Prefetto di Parma affinché, nel suo ruolo istituzionale, si attivi nei confronti di Poste Italiane al fine delle verifiche di cui al punto precedente e supporti l'azione dei Sindaci.
3. Incarico ad un legale per avanzare ricorso al TAR da farsi in maniera congiunta da parte dei Sindaci dei territori interessati
4. Appello affinché il problema venga portato avanti anche sul necessario piano politico: deve concretizzarsi la trattativa fra Poste Italiane, Regioni e Governo, soggetto del quale non è ammissibile la latitanza ed al quale si chiede una chiara presa di posizione.

Il 7 di settembre, giorno stabilito per dare seguito al piano organizzativo già previsto per lo scorso 13 aprile e sospeso in forza delle imminenti elezioni amministrative, si avvicina senza che le amministrazioni locali abbiano potuto "accedere a un effettivo tavolo di confronto con Poste Italiane S.p.a.", e il Sindaco di Noceto Fabio Fecci lo scorso 7 agosto ha predisposto una "diffida a non porre in essere alcuna iniziativa di chiusura dello sportello postale di Costamezzana (PR)".

"Non ho assolutamente intenzione di calare le brache, sottolinea Fecci raggiunto telefonicamente, a meno che non me le facciano calare di forza".

La posizione del Sindaco e di tutta la amministrazione nocetana è chiara e contesta all'azienda detentrice del servizio postale l'adozione di dati relativi al censimento 2001 invece dei più recenti del 2011 e invita Poste Italiane a un confronto non escludendo il suo impegno "condiviso con ANCI Emilia Romagna, a promuovere ogni più opportuna iniziativa di carattere politico ed anche in sede giudiziale affinché l'erogazione dei fondi (270 milioni di euro annui, ndr) sia vincolata al mantenimento dei servizi attualmente erogati e/o comunque affinché la rendicontazione dell'utilizzo dei fondi pubblici avvenga nell'ambito dei capitoli del bilancio aziendale separati rispetto ai settori di attività nei quali oggi Poste Italiane spa, si pone a tutti gli effetti come operatore di libero mercato e concorrente diretto delle imprese private".

A conferma della sensibile differenza risultante dal confronto dei dati tra i due censimenti, nella diffida (vedi allegato e documento consultabile anche dal Blog di Fabio Fecci) vengono specificamente documentate le risultanze della verifica predisposta dall'ufficio anagrafe/tecnico.

"La percentuale di popolazione, si legge nella diffida, di più di 65 anni è passata dal 18,7% del 2001 al 20,8% del 2011".
Nello specifico, nelle frazioni di Costamezzana, Borghetto e Cella l'incremento della popolazione è stato del 18% passando da 1449 (2001) residenti a 1711 nell'anno 2011 mentre la popolazione superiore a 65 anni residente nell'intero territorio comunale ammonta a 2717 unità e i cittadini stranieri ammontano a 1368.

Ora, sulla scia dell'iniziativa di Fabio Fecci, non si esclude che altre amministrazioni seguano l'esempio e altre diffide giungano sulle scrivanie delle dirigenze di Poste Italiane Spa, del Ministero dello Sviluppo economico, del Prefetto di Parma, dei Presidenti ANCI nazionale e regionale.

(In allegato la diffida scaricabile in formato pdf)

Fecci censimenti confronto

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