Di Pietro Razzini Milano, 23 gennaio 2026 - Per due giorni il futuro non è stato un concetto astratto ma un’esperienza concreta, condivisa, discussa e progettata.
L’AI FESTIVAL si è confermato uno degli appuntamenti più autorevoli del panorama tecnologico europeo, capace di portare nel cuore dell’Università Bocconi, una riflessione avanzata sull’Intelligenza Artificiale e sulla sua evoluzione più dirompente: l’era agentica. Un festival maturo, ambizioso, perfettamente organizzato, che ha saputo unire visione, competenze e business, mettendo in dialogo Big Tech, aziende leader, startup e istituzioni.
Un ponte tra Italia e mercati globali - Organizzato da WMF - We Make Future, l’AI Festival è oggi l’evento internazionale che connette l’ecosistema italiano dell’Intelligenza Artificiale con i mercati globali. La terza edizione, andata in scena il 21 e 22 gennaio 2026 nell’Edificio Roentgen dell’Università Bocconi di Milano, ha ribadito questa vocazione: due giorni intensi di networking, formazione e nuove opportunità di business, in un contesto che ha saputo valorizzare tanto il rigore accademico quanto l’innovazione industriale.
Empowering the Agentic Era: il tema che definisce il presente - Il titolo scelto per l’edizione 2026, “Empowering the Agentic Era”, non è stato solo uno slogan, ma una vera e propria dichiarazione di intenti. L’Intelligenza Artificiale non è semplicemente uno strumento di supporto: diventa agentica, capace di agire in autonomia, prendere decisioni complesse e collaborare in modo proattivo con l’essere umano.
Una trasformazione che ridefinisce modelli di business, leadership e organizzazione sociale
L’AI Festival ha esplorato con profondità questo concetto, ponendo al centro una domanda chiave: come progettare, adottare e governare sistemi di AI sempre più indipendenti, senza perdere il controllo umano e il valore etico?
Un format pensato per chi fa innovazione -
Il successo dell’AI Festival passa anche da un format costruito con grande attenzione alle esigenze dei professionisti. L’evento ha offerto un equilibrio efficace tra business strategico e formazione tecnica, con iniziative B2B mirate e spazi dedicati alla creazione di partnership, momenti di confronto tra aziende, player globali e startup oltre a occasioni concrete di investimento e Open Innovation per il mondo dei Venture Capital.
Un ecosistema dinamico, pensato per chi l’AI non la studia soltanto ma la applica e la governa ogni giorno.
Il programma formativo: dall’ispirazione all’applicazione - Cuore pulsante dell’edizione 2026 è stato il programma formativo. AI Festival ha introdotto percorsi di apprendimento basati sull’esperienza, costruiti sulla fruizione desiderata dai partecipanti e orientati a risultati immediatamente applicabili.
Dalla visione strategica di AI Horizons agli approfondimenti tecnici di AI Deep Dive, passando per Workshop pratici, Impact Forum e Innovation Arena, il programma ha coperto l’intero spettro delle competenze necessarie per operare nell’era agentica, offrendo casi d’uso reali e strumenti avanzati.
Workshop: l’AI entra nei processi aziendali - Particolarmente apprezzati i workshop ad alta specializzazione, pensati per trasferire competenze concrete e operative. Dalla prototipazione rapida alla data analysis, fino all’ottimizzazione dei processi di vendita, le sessioni hanno messo i partecipanti nelle condizioni di integrare l’AI nel lavoro quotidiano con un approccio strutturato, guidati da esperti di settore e da professionisti con esperienza sul campo.
Creare sistemi completi di analisi dati con l’AI - Tra i workshop più seguiti dell’AI Festival, quello guidato da William Sbarzaglia, Data Analyst & AI Consultant, professionista che da anni lavora sull’integrazione concreta dell’intelligenza artificiale nei processi decisionali delle aziende. Questa sessione di lavoro, intitolata "Creare sistemi completi di analisi dati con l’AI (senza essere sviluppatori)" ha rappresentato un punto di riferimento per chi lavora quotidianamente con i dati, offrendo ai partecipanti una visione chiara e strutturata su come portare l’AI dentro i sistemi data-driven, non come esercizio teorico ma come leva operativa reale. Lo scopo del workshop non è stato insegnare uno strumento, ma trasmettere un metodo: un percorso strutturato per progettare sistemi di analisi dati completi e coerenti con gli obiettivi di business. Attraverso l’AI Journey, i partecipanti hanno potuto comprendere come passare dalla strategia al piano di misurazione, dando forma a processi replicabili nel tempo.Un approccio pensato per superare la dipendenza dai singoli tool e restituire controllo e coerenza al lavoro sui dati.Un workshop che ha dimostrato come l'AI, usata con metodo e unita allo storytelling, sia oggi tra gli elementi chiave per trasformare i dati in valore reale per l’impresa.
Utilizzare l'AI in modo intelligente nel processo commerciale - Il workshop pomeridiano, a numero chiuso, ha visto protagonista Massimiliano Böhm, Founder & Director di Böhm Consulting, professionista con oltre vent’anni di esperienza nella vendita B2B complessa e un solido background nel management consulting internazionale. La sua sessione ha offerto una prospettiva lucida e concreta su come l’intelligenza artificiale possa diventare un vero alleato della strategia commerciale, senza scivolare nell’automazione fine a se stessa. Al centro, l’idea di un’AI utilizzata come consulente junior: uno strumento capace di analizzare contesti complessi, organizzare informazioni e stimolare il pensiero critico dei team sales. L’obiettivo non è “fare più velocemente”, ma decidere meglio, costruendo messaggi di vendita realmente rilevanti per i decision maker. Attraverso un caso pratico realistico, i partecipanti hanno sperimentato come trasformare dati frammentati in insight azionabili, mettendo al centro metodo, selezione e focalizzazione. Un workshop centrato per sales manager e founder, che ha mostrato come l’AI, se guidata da competenze e visione strategica, possa rafforzare l’efficacia dell’intero ciclo di vendita, sempre filtrata dallo human in the loop.
Speaker internazionali e autorevolezza dei contenuti - A dare ulteriore peso all’evento, la presenza di speaker internazionali, rappresentanti di Big Tech, aziende leader, ricercatori, creator e stakeholder dell’Open Innovation. Un parterre eterogeneo e altamente qualificato che ha garantito autorevolezza, concretezza e visione, affrontando anche i temi più delicati: etica, impatto sociale, governance e normative dell’Intelligenza Artificiale.
Uno sguardo al futuro, con l’uomo al centro - L’AI Festival 2026 ha lanciato un messaggio chiaro: delegare all’Intelligenza Artificiale non significa rinunciare al controllo ma potenziare l’agency umana. In un mondo in cui agenti umani e artificiali co-creano valore, la sfida è costruire un futuro sostenibile, inclusivo e consapevole.
Milano, per due giorni, è stata il luogo in cui questo futuro ha preso forma. E l’AI Festival si è confermato il laboratorio ideale in cui immaginarlo, discuterlo e iniziare a realizzarlo.


