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Convegno gratuito "Certificare l'impronta di carbonio: un impegno che ripaga. Procedure, tempi, oneri e vantaggi della certificazione CarbonFootprint" – 7 ottobre 2016 ore 9.30-13.00.

Reggio Emilia, 5 ottobre 2016

More Energy, start-up innovativa nel settore dell'Ingegneria Energetica ed Ambientale, con la collaborazione di Energynet e la partecipazione tecnica di Bureau Veritas, organizzano il convegno gratuito dedicato interamente ai temi della CERTIFICAZIONE CARBON FOOTPRINT, che si terrà a Reggio Emilia, presso la sede di Unindustria il 7 ottobre 2016 dalle ore 9.30.
Il convegno sarà dedicato al tema della certificazione Carbon FootPrint, o Impronta di Carbonio. Questa certificazione, applicando la metodologia dell'analisi del ciclo di vita, valuta le emissioni di gas ad effetto serra e quantifica l'impatto sui cambiamenti climatici di origine antropica, attribuibile ad un prodotto, un servizio o un'organizzazione.
La Carbon Footprint è una certificazione che permette all'organizzazione di monitorare l'efficacia delle politiche di gestione ambientale in essere e di guidare la scelta di nuove. È percepita dai consumatori come un indice di qualità e sostenibilità delle imprese ed è diventato un requisito premiante nei bandi pubblici, anche in considerazione del Nuovo Codice degli Appalti pubblici.
Nel convegno di venerdì verrà affrontato l'argomento in modo concreto e si risponderà a tutte le domande, presentando il punto di vista e le esperienze degli attori necessari al raggiungimento della certificazione (azienda, consulente, ente certificatore). E' aperto a tutte le aziende interessate e sarà l'occasione per mostrare i risultati ottenuti da un'azienda locale che ha ottenuto la certificazione per la farina lavorata.

VENERDI' 7 OTTOBRE 2016 DALLE ORE 9.30 alle 13.00
via Toschi 30/A, Reggio Emilia
Per maggiori informazioni consultare il sito www.more-energy.it 
L'ingresso è gratuito, è gradita la prenotazione. 

Mercoledì, 07 Settembre 2016 09:46

Videosorveglianza sul luogo di lavoro: le nuove regole

La tutela del patrimonio aziendale? Oggi è possibile grazie all'installazione di telecamere di videosorveglianza. L'aggiornamento dell'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori introduce importanti novità sui controlli a distanza del lavoratore. E' così che d'ora in avanti sarà possibile installare, ad esempio, una videocamera in magazzino al fine di prevenire i furti, che tuttavia necessariamente riprenda l'ingresso e l'uscita dei dipendenti che vi accedono per l'ordinario svolgimento delle loro mansioni.

La novità introdotta autorizza i cosiddetti controlli difensivi, ovvero quelli destinati alla difesa dell'impresa e del suo patrimonio da condotte illecite di terzi o dei lavoratori stessi. Il datore di lavoro potrà utilizzare le informazioni raccolte tramite la videosorveglianza per tutti i fini connessi al rapporto di lavoro (es. provvedimenti disciplinari), a condizione che sia stata data adeguata informativa al lavoratore delle modalità d'uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli, nel rispetto della vigente normativa privacy. In breve, il datore di lavoro deve segnalare l'obiettivo che intende perseguire con la raccolta dei dati tramite il sistema di videosorveglianza.

Non è consentita l'installazione di impianti di videosorveglianza in luoghi riservati esclusivamente ai lavoratori o non destinati all'attività lavorativa quali bagni o spogliatoi. Quale la procedura per la richiesta d'installazione? L'impresa che decide di installare impianti di controllo deve ottenere preventivo accordo con le organizzazioni sindacali e impegnarsi a rispettare le linee guida obbligatorie presenti nel "Modulo Unificato Istanza di Autorizzazione".

Il datore di lavoro deve compilare l'apposito modulo sul sito www.lavoro.gov.it  accedendo al link Uffici Territoriali. Lo stesso deve essere spedito all'indirizzo di posta elettronica o PEC dell'ufficio competente. L'ufficio effettua il controllo sulla documentazione ricevuta e rilascia all'impresa il provvedimento di autorizzazione. Il provvedimento ha lo scopo di tutelare il datore di lavoro e il lavoratore stesso da eventuali comportamenti illeciti.

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Martedì, 23 Agosto 2016 11:08

Le problematiche delle dimissioni online

Le difficoltà procedurali on-line e le proposte dei consulenti del lavoro per abbattere il fenomeno di "scorciatoie" che possono portare alle irregolarità le conseguenti sanzioni.

Reggio Emilia, 23 agosto 2016 - 

Per ridurre il fenomeno delle dimissioni in bianco (dimissioni firmate dal lavoratore già al momento dell'assunzione), dal 12 marzo è entrata in vigore la nuova procedura esclusivamente telematica di dimissioni. A distanza di 5 mesi però la procedura ha riscontrato non poche difficoltà di attuazione, tanto che il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro ha proposto alcune modifiche. Andiamo per ordine. Quali le difficoltà incontrate dalla procedura telematica? Poca dimestichezza con il pc.

Tempi lunghi per ottenere il Pin dall'Inps. Dubbi sulla data da indicare nel modulo. Ma anche difficoltà a trovare assistenza, o errori nell'inserire l'e-mail o la Pec del datore di lavoro, fino a riscontrare problemi con la pagina del portale. Stessa sorte è capitata ai lavoratori che hanno deciso di affidarsi ai cosiddetti enti certificati.

E così alcuni lavoratori scelgono semplicemente di non presentarsi più al lavoro.

Quali le conseguenze per il datore di lavoro se il dipendente si dimette senza la procedura online e abbandona il posto di lavoro? Il datore dovrà contestare l'assenza ingiustificata e procedere al licenziamento. Sarà quindi costretto a pagare il cosiddetto ticket di licenziamento introdotto dalla riforma Fornero: l'aggravio economico è pari a circa 490 euro (rivalutato annualmente) per ogni anno di lavoro effettuato, fino ad un massimo di 3 anni. E per il lavoratore?

Il lavoratore invece usufruirà di una NASPI a cui non avrebbe diritto per via della scelta volontaria di dimettersi. In questo modo tutta la procedura rischia di creare una distorsione della volontà del lavoratore e del datore di lavoro.

Cosa propongono i Consulenti del Lavoro? Di reintrodurre la possibilità di procedere, in alternativa alle dimissioni e risoluzione consensuale del contratto di lavoro con modalità telematica, alla convalida presso la DTL competente, come già previsto dalla Legge Fornero, al fine di ridurre gli oneri a carico dell'azienda derivanti da tale allontanamento. La proposta dei Consulenti del Lavoro risponde a una chiara necessità di modifica di una procedura che ha riscontrato troppe difficoltà di recepimento.

(a seguire le domande più frequenti)

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Le domande più frequenti sulla procedura telematica di dimissioni
1) Devo presentare le dimissioni o la risoluzione consensuale, come accedo alla procedura telematica in qualità di cittadino? È necessario essere in possesso del PIN INPS dispositivo e dei requisiti di accesso al portale cliclavoro.gov.it ove occorre compilare il modulo telematico che contiene dati del lavoratore, del datore di lavoro e del rapporto di lavoro.
2) Non conosco l'indirizzo PEC del datore di lavoro, cosa devo inserire? E' possibile inserire come recapito e-mail anche una casella di posta non certificata.
3) I lavoratori con contratto a tempo determinato che intendano dimettersi dovranno usare la nuova procedura? Sì, come indicato al punto 1.1 della circolare n. 12/2016 le dimissioni da rapporto di lavoro a tempo determinato rientrano nel campo di applicazione della nuova procedura.
4) L'interruzione anticipata del tirocinio prevede l'applicazione della procedura per le dimissioni volontarie? No, perché il tirocinio non si configura come un rapporto di lavoro subordinato
5) Per i rapporti di lavoro in somministrazione si applica la nuova procedura? Il rapporto di lavoro in questa ipotesi intercorre tra l'agenzia di somministrazione ed il lavoratore. La procedura telematica deve essere quindi seguita dal lavoratore in somministrazione, in quanto tale rapporto non rientra tra le fattispecie escluse, di cui all'art. 26, comma 7, D.lgs. 151/2015 e riprese dalla circolare n. 12 del 4 marzo 2016.
6) Le aziende come possono visualizzare le comunicazioni relative alle dimissioni volontarie o alle risoluzioni consensuali dei propri dipendenti? Accedendo alla propria Area riservata del portale Cliclavoro, le aziende possono ricercare le comunicazioni nella sezione "Dimissioni volontarie".
7) Dovranno utilizzare la procedura anche i lavoratori che presentano le proprie dimissioni per il raggiungimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata? Sì.
8) Qual è la data di decorrenza da indicare nella compilazione del modello telematico? La data di decorrenza delle dimissioni è quella a partire dalla quale, decorso il periodo di preavviso, il rapporto di lavoro cessa. Pertanto la data da indicare sarà quella del giorno successivo all'ultimo giorno di lavoro.
9) Il modulo telematico ha la funzione di convalidare delle dimissioni già presentate con altra forma o quella di comunicare la volontà di dimettersi? Il modello telematico non ha la funzione di convalidare dimissioni rese in altra forma bensì introduce la "forma tipica" delle stesse che per essere efficaci devono essere presentate secondo le modalità introdotte dall'articolo 26 del Decreto Legislativo n.151/2016.
10) Se il lavoratore rassegna le proprie dimissioni e, nonostante i solleciti, non compila la prevista procedura online, il datore di lavoro come si deve comportare? Le dimissioni vanno rassegnate esclusivamente con il modello introdotto dal DM 15 dicembre 2015. Diversamente il datore di lavoro dovrà rescindere il rapporto di lavoro.
11) Posso rivolgermi solo ad un soggetto abilitato presente nel mio luogo di residenza?No, l'assistenza di un soggetto abilitato potrà essere richiesta sull'intero territorio nazionale, indipendentemente dalla propria residenza o sede lavorativa.
12) Nell'ipotesi in cui lavoratore e datore di lavoro si accordino per modificare il periodo di preavviso, spostando quindi la data di decorrenza indicata nel modello telematico, come si può comunicare la nuova data se sono trascorsi i 7 giorni utili per revocare le dimissioni e variare la data di cessazione? Come indicato nella circolare n.12/2016, la procedura online non incide sulle disposizioni relative al preavviso lasciando quindi alle parti la libertà di raggiungere degli accordi modificativi che spostino la data di decorrenza delle dimissioni o della risoluzione consensuale. Sarà cura del datore di lavoro indicare l'effettiva data di cessazione nel momento di invio della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro, senza che il lavoratore revochi le dimissioni trasmesse.

Selezione di Archimede delle principali FAQ (domande ricorrenti) pubblicate sul sito del Ministero del Lavoro

 

 

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Mercoledì, 20 Luglio 2016 15:07

Welfare aziendale alla portata di tutti

Welfare Aziendale: tutte le imprese possono ottenere un ritorno in termini di produttività, di capacità di attrarre e mantenere talenti, di aumento della fidelizzazione del personale dipendente e di benefici fiscali.

Reggio Emilia, 20 luglio 2016

Il Welfare Aziendale consiste nell'introduzione di un sistema di prestazioni non monetarie al fine di incrementare, migliorare e sostenere la vita economica e sociale dei dipendenti e del loro nucleo familiare. Prestazioni che si estendono a diversi aspetti della vita aziendale e personale: da quelli più tradizionali, quali la salute e sicurezza dei dipendenti, per arrivare alla valorizzazione delle persone, la promozione e la ricerca di un equilibrio fra tempi di vita lavorativa e familiare.

L'osservatorio di Easy Welfare, realtà specializzata nella progettazione, gestione ed erogazione di servizi per sistemi di welfare, ha evidenziato che il mercato dei servizi ai dipendenti risulta diffuso in maniera trasversale su aziende piccole, medie e grandi. "Hanno implementato politiche di welfare il 30% delle aziende con meno di 200 dipendenti, il 25% delle aziende tra 1000 e 5000 dipendenti, il 14% di quelle con più di 10.000 dipendenti, il 12% tra 200 e 500, l'11% tra 500 e 1000 dipendenti e l'8% delle aziende tra 5000 e 10000 dipendenti" racconta Andrea Verani Masin, Sales Director di Easy Welfare durante l'incontro organizzato da Archimede sul tema lo scorso 29 giugno a Reggio. Questo vuol dire che il Welfare aziendale è alla portata di tutti. La dimensione aziendale non rappresenta un vincolo.

Tutte le imprese possono ottenere un ritorno in termini di produttività, di capacità di attrarre e mantenere talenti, di aumento della fidelizzazione del personale dipendente e di benefici fiscali. Lavorare sullo sviluppo di queste politiche significa soprattutto ragionare in un'ottica di lungo termine. La forza di un sistema di welfare si percepisce nel lungo periodo, grazie ad un aumento e miglioramento della brand reputation e dalla generazione di un clima e di benessere aziendale che stimola la produttività. Oggi è importante fare cultura nelle aziende, spiegare perché si può fare welfare e quanto sia semplice farlo. Il welfare aziendale, infatti, non va inteso come un semplice benefit da erogare, ma come una vera e propria leva motivazionale utile ad accrescere la competitività e di conseguenza ad incrementare i risultati economici e finanziari dell'azienda.

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L'Università di Parma ha presentato il suo nuovo ed ambizioso progetto, un Polo per l'Innovazione che guarda al futuro e si rivolge alle aziende interessante a sviluppare i propri campi di interesse in un'ottica di crescita.

Di CM-

Parma, 17 Maggio 2016 -

L'Università di Parma ha presentato il suo nuovo ed ambizioso progetto, un Polo per l'Innovazione che guarda al futuro e si rivolge alle aziende interessante a sviluppare le proprie ricerche in un'ottica di crescita.

Per farlo ha scelto l'ultima edizione di Cibus 2016 e, più precisamente, un incontro con imprenditori e manager durante il quale è stato possibile conoscere la portata di questa iniziativa attraverso le testimonianze di chi coloro che già sono attivi all'interno del Campus.

Il bando, in scadenza il prossimo 20 giugno, interessa quelle realtà che desiderano insediarsi nelle due strutture di INNOHUB e COUNTRY FOODLABS dell’Università di Parma. Si tratta di edifici progettati per ospitare nel proprio Campus universitario scientifico e tecnologico i laboratori di ricerca e sviluppo di tutte quelle aziende desiderose di intraprendere percorsi di collaborazione continuativa con l'Ateneo.

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Saranno circa 30 le imprese che, vivendo a stretto contatto con i dipartimenti ed i centri di ricerca del Campus di Parma, potranno contare su un rapporto privilegiato con le competenze e professionalità presenti.

Ulteriori informazioni e contatti diretti sono disponibili sul sito ufficiale poli-innovazione.mastercampus.unipr.it

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Cibus 2016 è ufficialmente iniziato. Una prima giornata inaugurale che ha fatto il pieno di visitatori a fronte di un ricco calendario tra eventi ed incontri. A tagliare il nastro i ministri Martina e Lorenzin con una cerimonia inaugurale che ha dato il via a questo imperdibile appuntamento interamente legato al food. Tante le novità ed altrettante le conferme di aziende leader nel settore alimentare. Vi proponiamo una carrellata di immagini per raccontarvi questa prima giornata.

Parma, 09 Maggio 2016

foto della gallery by Francesca Bocchia 

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Tutte le foto nella galleria in fondo alla pagina 

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La sfida del mercato USA per le aziende che desiderano sviluppare il proprio business: se ne parlerà durante Cibus 2016, mercoledì 11 maggio dalle 14 alle 15.30, al Workshop organizzato da Q&Q Group, dal titolo "Branding US - Strategie di marketing per il mercato USA", costruito per illustrare i meccanismi indispensabili per un risultato di successo.

Parma, 18 Aprile 2016 -

Il mercato USA rappresenta una sfida soprattutto per quelle aziende che desiderano crescere e sviluppare il proprio business nei mercati extraeuropei. Una sfida nell'ambito della quale il ruolo del marketing diventa centrale.

Raggiungere questo obiettivo è possibile attraverso una conoscenza profonda del mercato e dei consumatori, insieme a strategie mirate e vincenti.

Questi gli argomenti alla base del Workshop organizzato da Q&Q Group, dal titolo “Branding US – Strategie di marketing per il mercato USA”, che si terrà mercoledì 11 Maggio 2016, dalle ore 14 alle ore 15:30, presso le Fiere di Parma.

Si tratta di un momento di approfondimento e confronto dedicato a tutte quelle realtà che desiderano analizzare e conoscere più da vicino le regole e le possibilità offerte dal mercato USA, ma soprattutto comprendere i passaggi fondamentali per un risultato duraturo e di successo.

Ad ospitarlo, ugna cornice d'eccezione come l'edizione di Cibus 2016, la fiera internazionale interamente dedicata al mondo del Food, che quest'anno sarà focalizzata proprio sul tema sempre più attuale dell'internazionalizzazione.

Un programma costruito per illustrare alle aziende i meccanismi indispensabili per affrontare le sfide del mercato americano: dagli aspetti legali alle fasi di esposizione alle catene, fino alla promozione e comunicazione al consumatore. Il tutto in ottica problem-solving, derivata da esperienze sul campo da parte di team specializzati negli aspetti legali, nella distribuzione e nella comunicazione del Made in Italy in USA.

Questi, in sintesi, i temi trattati:

- Start up e mercato USA per marchi e prodotti Food: gli aspetti legali per iniziare ad esportare. L'approccio al mondo del mercato nord-americano per le aziende europee. Il modello di business e le figure chiave per aprire un'attività commerciale/produttiva.

- Collocazione dei prodotti a scaffale nelle catene USA: definizione degli strumenti per dialogare con i buyer. Le catene distributive, la loro diversificazione e la migliore strategia per esportare marchi e prodotti europei nel mercato USA.

- Strumenti per costruire la brand awareness in USA: le attività di Trade Marketing e le promozioni in Store. Le strategie Social, e-commerce e couponing. Le PR e Digital PR, eventi e adv. Rapporto budget-risultati e coordinazione tra sales force e marketing management.

- Localizzare la gamma prodotti negli USA: Parlare la lingua del mercato, posizionare il brand, localizzare il packaging. Importanza del visual e dei call-out sulla confezione. Ideare prodotti ad hoc. Ruolo delle ricerche di mercato per sintonizzarsi con il mercato. Mainstream e nicchie di mercato in ambito food.

A guidare questo percorso saranno i fondatori di Q&Q Group Paolo Artoni, Ezio Burani e Anna Urban, insieme a esperti del calibro di Andrea Fiocchi e Sarah Tallent, PartnerdiReinhardt LPP, per l'ambito legale, e di Carlo Alberto Bertozzi, Owner MRA, che tratterà in modo approfondito gli aspetti legati alle catene distributive.

Per iscriversi basta compilare l'apposito form direttamente sul sito www.branding-us.com

 

Branding US – Strategie di marketing per il mercato USA”

Mercoledì 11 Maggio 2016, dalle ore 14 alle ore 15:30

Sala Workshop (Pad.4), Fiere di Parma

www.branding-us.com

 

 

Pubblicato in Dove andiamo? Emilia
Mercoledì, 03 Giugno 2015 12:40

La nuova Artech riparte da Cavezzo

A tre anni dalla scossa di terremoto Artech srl, azienda di Cavezzo ha presentato la sua nuova sede realizzata secondo le più innovative tecnologie in ambito di edilizia ecosostenibile antisismica. -

Modena, 03 Giugno 2015 - guarda il video in fondo alla pagina -

A tre anni dalla scossa di terremoto che ne ha distrutto gli uffici, catastrofe poi completata la notte tra il 29 e il 30 maggio 2012 con l'abbattimento del magazzino, pieno di merce per circa un milione di euro, Artech srl, azienda di Cavezzo distributrice di dispositivi biomedicali, ha presentato la sua nuova sede realizzata secondo le più innovative tecnologie in ambito di edilizia ecosostenibile antisismica.

Un investimento importante che Emilio Contini, presidente della ditta, ha spiegato attraverso un breve filmato che racconta gli sforzi, la passione e la tenacia messe in campo per la "rinascita":

Sono solo passati tre anni, ma molte cose sono successe.
Quel giorno di tre anni fa si perdeva tutto, l'azienda, il magazzino e tutto quello che avevamo.
Oggi riapre la Artech, una nuovissima struttura da un punto di vista ecologico all'avanguardia, dal punto di vista delle tecnologie idem.Perchè abbiamo creato una nuova struttura? Perchè volevamo creare un qualche cosa che fosse per il futuro, qualche cosa che servisse per fare da incubator per tutto quello che succederà nei prossimi 30 anni nel nostro settore.
L'abbiamo fatto con una struttura che risponde a queste esigenze, portando i nostri prodotti tradizionali di sempre, in quanto i fornitori ci avevano seguito e ci hanno aiutato a uscire da quell'impasse, aggiungendo oggi delle nuove tecnologie che porteremo avanti e svilupperemo nei prossimi 5 anni.
Sono impegni presi con le aziende, con i fornitori per poter arrivare a creare un contenitore di tecnologie e prodotti estremamente all'avanguardia, estremamente ecocompatibili.Qual è la lezione che portiamo a casa? Portiamo a casa quella che è l'umiltà, il pensare di essere arrivati, e non si è arrivati perchè nel momento in cui uno crede di essere tranquillo può succedere tutto e ti rimette tutto in gioco.
E quando ti rimetti in gioco devi ripartire da zero presentando le tue credenziali che scopri che alla fine sono la tua credibilità, quella dell'azienda e soprattutto delle persone che sono con te. Perchè quando abbiam perso tutto, e mi riferisco alla struttura e ai prodotti, non rimanevamo soltanto che noi, le nostre credenziali e tutto il gruppo di persone che lavorava con noi e che è rimasto a lavorare con noi per andare avanti e proseguire nel progetto.Il rapporto con gli ospedali è stato interessante, fin dall'inizio ci hanno aiutato tantissimo perchè quando è successo quel che è successo hanno accelerato i pagamenti, non ci hanno mai messo in discussione..."Siete in grado di fare fronte?"... ci hanno invece sempre aiutato e spronato, quindi questo è stato molto positivo perchè potevamo essere abbandonati in quanto non avendo nulla non avevamo più una garanzia per loro.
Grazie a questo ci hanno permesso di continuare ad andare avanti e oggi più che mai ringraziamo assolutamente anche loro per quello che riusciamo a fare perchè parte ed arriva soprattutto da quello che ci hanno permesso di mettere assieme.I partner internazionali sono i nostri fornitori, sono coloro che ci hanno rifornito subito del materiale e ci hanno messo in condizioni di ripartire a una velocità estrema, e per partner vorrei anche parlare dei trasportatori, ad esempio, internazionali, che facevano magazzino per noi a Modena piuttosto che a Milano e ci aiutavano e ci dicevano "La merce è arrivata, quando vi serve? Ve la portiamo".
Quindi i fornitori, che ci hanno subito messo a disposizione il magazzino per essere operativi e non perdere tempo, tutta la catena distributiva che è molto iportante oggi come oggi per accelerare i tempi, ci ha aiutato per poter essere e rimanere efficienti.La scelta di rimanere a Cavezzo è molto semplice perchè la Artech è nata qui. Non dimentichiamo che siamo nella Sylicon Valley, nel settore biomedicale, il più consono per noi, dove troviamo le conoscenze e le expertise migliori.
E poi perchè si voleva vincere una scommessa, si voleva vedere se eravamo capaci di ripartire esattamente da dove eravamo partiti una volta. E ci siamo riusciti e siamo estremamente felici di fare parte di questo contesto.La Artech è sempre stata un'azienda familiare. Infatti i soci siamo io e mia moglie. Come tali, quando si è dovuto decidere se ripartire, come ripartire e quali sacrifici affrontare, perchè si trattava ed era necessario mettere denari ma soprattutto fare dei grossi investimenti e chiedere dei mutui. Le banche ce li hanno concessi ma per i prossimi 10 anni ci siamo impegnati, quindi è stata una scelta familiare di tutti quanti noi di dire "andiamo avanti, portiamo avanti il progetto, facciamo l'indebitamento necessario, misurato, che dobbiamo affrontare per continuare questa strada, questo cammino".Abbiamo voluto portare con noi, nella nuova sede, alcune immagini di quanto è successo in quel momento in cui si perdeva tutto. Questa è la disperazione, il momento più brutto, quando ti rendi conto che tutto era crollato e non sapevi cosa fare.
Dopo tre giorni si cercava da casa, da un camper, di far fronte alle esigenze degli ospedali perchè in un qualche modo ci facevano arrivare, grazie alla nostra rete vendita, gli ordini, e a mano si compilava tutto.
Ma la disperazione continuava perchè bastava tornare a vedere nella nostra sede e trovavamo quello che rimaneva e come era ridotta. Si vedeva la fine di quello che era successo. Si vedeva come ci eravamo ridotti. Però bisognava andare avanti.Poi arriva anche la gioia, però, dopo la disperazione. La gioia è questa, il momento in cui il 6 di novembre si è iniziato i lavori della nuova azienda, e questo è il momento principale.

 

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Una lunga maratona di interventi dedicata al mondo dell’e-commerce ed alle strategie di marketing per vendere online. Anche quest’anno il Web Show 2014 conferma il suo successo e la sua capacità di guardare al futuro

Parma 02 Dicembre 2014 - 

Una full immersion nel mondo dell’e-commerce, tra innovazione, strategie di marketing e case histories di successo insieme ad interventi di relatori nazionali ed internazionali. Tutto questo è stato il Web Show 2014, la 6ˆ edizionedell’ormai consueto convegno autunnale organizzato da Zenzero Comunicazione, dal titolo “WEB SHOW: E-COMMERCE EVOLUTION. Il cliente al centro della tua strategia di vendita. Trend, idee e casi pratici”.

Quella che si è svolta venerdì 28 Novembre 2014, presso l’Hotel San Marco di Pontetaro, è stata una giornata intensa nella quale un folto pubblico di aziende, professionisti e guru del web ha seguito con grande interesse i tanti interventi che si sono susseguiti nel corso dell’appuntamento.

Ad aprire il lavori è stata Valentina Pasquali, Digital Strategic Planner Zenzero Comunicazione, che ha illustrato l’esperienza di Andrew’s Ties e della sua Chat Online, ovvero la voce del nuovo commesso digitale in grado di seguire il cliente esattamente come farebbe quello tradizionale. Subito dopo Paolo delle Piane, Communication and Senior Product Manager [ comfort zone ] skincare division Davines,  e Chiara Vaccari, PR Social Media and Digital Marketing Manager Davines, hanno raccontato la strategia di multicanalità messa in atto da Davines e volta adaumentare la conoscenza e fidelizzazione verso il brand, nonché le occasioni di visita al punto vendita.

Grande risalto è stato dato anche all’importante ruolo svolto dalla mente e dal passaparola nella fase di acquisto online, elementi che Maurizio Catellani, VP Sales and Strategic Marketing ACTOR, ha esaminato mettendo in luce quanto il marketing sia legato alla neuroscienza. L’intervento tenuto da Milvia Bonvicino, Head of Client Services trnd Italia, ha poi completato l’argomento esponendo la metodologia del Collaborative Marketing che pone il cliente al centro della strategia, ed evidenziando quanto il giudizio diretto del consumatore possa essere di supporto allo sviluppo di un determinato marchio.

Nel pomeriggio è stato il turno di Andrea Allara, Sales Manager Italia Sofort, che ha presentato un nuovo sistema di pagamento online che permette di acquistare utilizzando direttamente i propri dati di home banking.  Giorgio Taverniti, Esperto SEO e fondatore Forum GT, si è poi rivolto al pubblico con alcuni consigli pratici per raggiungere la Prima Pagina di Google.  Per analizzare con occhio attento il nuovo volto dell’e-commerce è intervenuto Mario G. Messina, Presidente e Chief Creative Officer
MgM Gold Communications – New York, che in call conference dal Texas ha preso in esame le possibili strategie per essere innovativi ed ottenere il massimo dal proprio shop online.

Infine, Monica Gagliardi, responsabile e-Commerce, Partnership e CRM OVS, ha raccontato la strategia omnichannel messa in atto da OVS e la sua rivoluzionaria Digital Shopping Experience tramite tecnologia Google Enterprise. 

 

(Fonte: Ufficio Stampa Zenzero Comunicazione)

Sabato, 22 Novembre 2014 09:22

Bedonia, l'Elettrogamma nel mirino di due aziende

Altre offerte potrebbero ancora arrivare entro il prossimo mese di giugno.

Parma 22 novembre 2014 --
L'Elettrogamma srl di Bedonia e Compiano, dichiarata fallita alcuni mesi fa con 11,8 milioni di debiti, interessa ad altre due aziende che hanno manifestato il loro interesse a rilevarla al curatore fallimentare nominato dal Tribunale, Marco Ziliotti. Prima di fallire la società aveva proposto ai suoi creditori un concordato ma la proposta è stata bocciata da i due terzi dei creditori. Per l'attività di costruzione e assemblaggio di motori elettrici fatta a Bedonia, ramo di azienda ora affittato alla Sefal Production srl, sono stati offerti 365mila euro. Per l'attività di lavorazione meccanica con sede a La Villa di Compiano, ramo già affittato alla Tor.Mec srl, l'offerta è di 73mila euro. Altre offerte potrebbero ancora arrivare entro il prossimo mese di giugno, quando scadrà il termine ultimo.

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