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Lunedì, 22 Febbraio 2021 20:40

Powodzenia, Alfa Romeo!

A Varsavia è stata svelata la vettura che Alfa Romeo Racing schiererà nel campionato al via in Bahrain dal 26 al 28 marzo. Raikkonen, Giovinazzi ed il collaudatore Kubica sono pronti alla nuova sfida.

di Matteo Landi

Il Biscione giganteggia sulla carrozzeria della nuova nata. Basta questo per suscitare mille emozioni. Team svizzero, motorizzazione Ferrari e tanti soldi provenienti dal main sponsor polacco. L'Alfa Romeo di F1 è oggi una "multinazionale" dal cuore italiano, quanto necessario per competere nella massima serie automobilistica senza spendere un'infinità di risorse. Kimi Raikkonen, classe 1979, ultimo campione del mondo Ferrari, correva l'anno 2007, è ancora lì, pronto a gettarsi nella mischia. La sua imperturbabilità è una delle armi del team che lo scorso anno è giunto solamente ottavo nella classifica costruttori, e che quest'anno punta a fare meglio. Giovinazzi sarà ancora alla guida dell'Alfa Romeo: nel disgraziato 2020 ha eguagliato i punti conquistati dal team mate, dovrà darsi da fare se vorrà mantenere il sedile anche nel 2022, l'anno dei grandi cambiamenti regolamentari. Ad appoggiare i due piloti titolari nello sviluppo c'è ancora Robert Kubica. Grazie alla presenza del pilota di Cracovia la squadra del Biscione si garantisce la munifica sponsorizzazione del colosso petrolifero Orlen.

Al Teatro Nazionale di Varsavia, oggi, è stata svelata la nuova C41. Il rosso ed il bianco, seppur disposti diversamente rispetto al recente passato, colorano la monoposto nata a Hinwill che presenta un muso di diversa concezione rispetto alla monoposto 2020: la forma dell'anteriore si avvicina a quanto mostrato nelle ultime stagioni da Mercedes. La nuova Alfa non può che essere uno sviluppo della vettura dello scorso campionato, come regolamento impone. Per contenere i costi, viste le difficoltà economico-finanziarie conseguenti alla nota situazione pandemica, la Federazione in accordo con le squadre, ha posto dei vincoli importanti ai progettisti, che non hanno potuto realizzare vetture completamente nuove, bensì evoluzioni delle monoposto della scorsa stagione, con un margine di due token di sviluppo. Utilizzati da Alfa Romeo, appunto, per modificare la zona anteriore. Nuova l'aerodinamica, non vincolata ai limiti citati, così come nuova è la power unit, che dovrebbe erogare circa 30-40 cv in più rispetto alla 2020. Buon per Ferrari, Haas ed, appunto, Alfa Romeo: vedremo se saranno abbastanza per permettere alle tre squadre di risalire la china. Il pesante deficit di potenza, frutto dell'accordo FIA-Ferrari che a fine 2019 ha tarpato le ali al reparto motori di Maranello, aveva prodotto quel pesante ritardo prestazionale che la scorsa stagione ha costretto Haas e Alfa Romeo a combattere nelle retrovie ed al team del Cavallino di giungere solamente sesto nel costruttori.

Alla squadra italo-elvetica spetta ora un compito difficile, ma non impossibile. Conquistare più degli otto punti ottenuti nel 2020 è un obiettivo decisamente alla portata. Scalzare dalla settima piazza i faentini di AlphaTauri, capaci lo scorso campionato di vincere a Monza con Gasly, sembra più ostico. Molto, come detto, dipenderà da quanto spingerà il Cuore Ferrari. In bocca al lupo a Kimi e Antonio. Comunque vada, l'Italia è con voi!

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Alfa Romeo Giulia ETCR – Romeo Ferraris è stata presentata ufficialmente lo scorso weekend in Spagna, al MotorLand Aragón, dove è andato in scena il primo evento promozionale in circuito del Pure ETCR. A togliere i veli alla berlina “full electric” sono stati Michela Cerruti (Operations Manager di Romeo Ferraris) e il francese Jean-Karl Vernay, già confermato quale pilota per il debutto dell’Alfa Romeo Giulia ETCR.

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Domenica, 01 Novembre 2020 18:53

F1, Imola: un bel sorso di Romagna!

La faentina AlphaTauri sfiora l'impresa nel giorno del settimo alloro consecutivo Mercedes. Ferrari non male (per essere il 2020) con Leclerc, quinta. E grande Alfa Romeo, nona grazie al veloce e saggio Raikkonen e decima con un ottimo Giovinazzi.

di Matteo Landi

Il primo, e forse ultimo, Gran Premio dell'Emilia Romagna è destinato a rimanere nella storia. Sarà ricordata come la gara che ha consegnato a Mercedes il settimo titolo costruttori consecutivo, record assoluto. Battuto il primato Ferrari, quello dell'Era d'Oro di Schumacher, Todt, Brawn e Byrne, vincenti dal 1999 al 2004 compresi. Nel 2014, anno del debutto della Formula turbo-ibrida, la Mercedes ha instaurato un dominio che solo il prossimo cambio regolamentare del 2022 potrà, forse, interrompere. Intanto gli uomini di Toto Wolff si stanno abbuffando di trofei come nessun'altro in passato ha fatto. Ferrari vs Mercedes, una sfida a distanza vinta, nei numeri, dalla seconda. Facilitata anche dall'assenza di quei cambi regolamentari che cercarono di scalfire la forza della Rossa, riuscendoci nel 2005 fra divieto di cambi gomme e modifiche regolamentari sia sul fronte dell'aerodinamica che su quello motoristico.

Il Gran Premio dell'Emilia Romagna sarà ricordato anche come l'evento che ha riportato nella massima serie automobilistica il circuito di Imola. L'ultima gara fu disputata nel 2006, e terminò con la Rossa di Schumacher in trionfo dopo un acceso duello con la Renault di Alonso. Oggi hanno dominato le Mercedes di Hamilton e Bottas. Sul podio è tornata la Renault, con uno stupendo Ricciardo, anello di congiunzione fra passato e presente. Un presente meraviglioso grazie alla stesso tracciato che sorge sulle rive del Santerno, capace di riportare la F1 ai fasti del passato. Pochi sorpassi ma tutti memorabili. Su una pista dalla carreggiata stretta abbiamo rivisto piloti che non hanno atteso i rettilinei per operare le loro manovre agevolate dall'utilizzo dell'ala mobile. In percorrenza di curva, in accelerazione, all'esterno o all'interno. Così, ben più del trionfo di Hamilton, ricorderemo il bel sorpasso di Leclerc su Magnussen alla Tosa, o la manovra ardita e riuscita di Kvyat sullo stesso Leclerc a fine gara. Azioni rudi, forti, di pregio. Bentornata F1 e grazie Imola. Una pista che non sappiamo quando tornerà nel calendario della Formula 1 ma intanto ci ha riacceso quella passione che le piste disegnate da Hermann Tilke fanno di tutto per spegnere!

AlphaTauri: un quarto posto che poteva essere un podio. E tante emozioni vicino casa

A pochi km dalla pista romagnola sorge lo stabilimente AlphaTauri, un tempo Toro Rosso, e prima ancora Minardi. Sabato Gasly si è presentato in prova con il casco tributo a Senna, con il quale ha disputato la sua miglior qualifica in carriera risultando quarto. Le vetture costruite a Faenza hanno letteralmente impressionato arrivando, con il loro miglior interprete, a disturbare Verstappen e "mamma" Red Bull. Purtroppo in gara un problema tecnico ha tolto il sorriso a Gasly costringendolo al ritiro. Con il francese fuori gara ha sfoderato tutta la sua grinta Kvyat. Negli ultimi giri, dopo un periodo di safety car, con gomme fresche e morbide, ha superato di cattiveria Leclerc ed è andato a caccia del podio. Ricciardo però ha mantenuto il sangue freddo ed ha avuto la meglio portando ancora una volta la Renault sul podio. Ma che grande AlphaTauri! Galassia Red Bull, siete sicuri che il giovane Tsunoda (buono ma non irresistibile pilota di F2) possa far meglio di questo Kvyat?

Hamilton, la fortuna aiuta i fortunati. Ricciardo, un podio che equivale una vittoria

Toccate, incidenti, colpi di scena. Bottas raccoglie un detrito in pista che rallenta il passo della sua Mercedes. Verstappen ne colpisce un altro, fora e si ritira. La Dea Bendata a volte è cieca ma come sappiamo aiuta e bacia i suoi prediletti. Con Hamilton oggi il rapporto è stato quasi...carnale! L'inglese avrebbe probabilmente artigliato la vittoria anche senza il supporto delle disgrazie altrui. La vittoria gli è però definitivamente venuta in contro quando ha avuto la possibilità di cambiare gli pneumatici in regime di Virtual Safety Car, mentre gli altri erano costretti per regolamento ad un'andatura ridotta. E' giusto però che nell'albo d'oro di Imola rimanga inciso anche il nome del Campione dei tempi nostri. Sul podio l'inglese è parso emozionato. Quasi tramortito dalla magia della pista italiana, tanto da bere champagne dalla scarpa di Ricciardo! Già, Ricciardo....nel giorno in cui il suo ex collega Verstappen, colui che lo ha "costretto" a lasciare la Red Bull, accusa una dura battuta d'arresto, lui si illumina, ben supportato da un'ottima Renault. Il nuovo Presidente e CEO Luca De Meo, ex pupillo di Marchionne, è in cattedra solamente dallo scorso luglio ma ha già archiviato due podii. Fa piacere rivedere in alto un marchio storico come quello francese.

Ferrari: un passo avanti e mezzo indietro

Sarebbe bello se tornasse ai vertici anche il nome Ferrari, la Scuderia più vincente, il marchio che da solo garantisce la sopravvivenza all'intero Circus. E lo fa da sempre, dal 1950. Oggi Leclerc ha lottato, esibendosi in un'indimenticabile manovra di sorpasso e tenendo un buon passo per tutta la gara. Con un po' di fortuna avrebbe potuto artigliare un insperato podio ma probabilmente il quinto posto finale raffigura perfettamente lo stato di forma dell'attuale Ferrari. Comunque in progresso rispetto ad una terribile fase centrale di campionato. Peccato per quell'orrendo pit stop che ha negato a Vettel un buon risultato. La strada verso la perfezione è ancora lunga ed in salita. Per il bene della Formula 1, forza Ferrari!

La saggezza di Kimi. Alfa Romeo doppia top ten

Il guerriero saggio sulla riva attende il passaggio del cadavere del nemico. Un detto che oggi calza a pennello a Raikkonen, guerriero per come ha combattuto con gomme usurate (quasi 50 giri percorsi con gli stessi pneumatici), saggio per come ha gestito la fase finale di gara. Unico pilota in attività ad aver corso nella massima Formula ad Imola, Raikkonen ha mostrato al mondo cosa significa avere tanta esperienza a fronte di una velocità ancora intatta. In qualifica ha litigato con i track limits ed i commissari gli hanno tolto il suo miglior tempo. Poco male, Kimi ha incassato il colpo ed in gara ha attinto dal meglio del suo repertorio. Super nella gestione gomme, si è issato fino alla quarta posizione. Dodicesimo dopo il suo pit stop ha poi mantenuto il sangue freddo mentre gli avversari soccombevano. La foratura con ritiro di Verstappen ha provocato una safety car, durante la quale si è schiantato il promettente Russell. A quel punto il pilota Alfa Romeo era già in zona punti ma è salito di un'altra posizione quando, al rientro in pit lane della safety car, Albon si è girato malamente. Aprendo le porte alla zona punti anche a Giovinazzi e permettendo alla Casa del Biscione di centrare un doppio piazzamento in top ten! Prima della gara era arrivata la notizia relativa al proseguimento in F1 del marchio italiano e la conferma dei suoi due piloti anche per la stagione 2021. Miglior modo per festeggiare non potevano trovarlo!

Prossima tappa Istanbul

Dopo la terza gara italiana della stagione il Circus tornerà in Turchia, sulla migliore (forse l'unica buona) pista progettata da Tilke. L'ultima edizione disputata fu quella del 2011 e vide dal gradino più alto del podio festeggiare Vettel, allora in Red Bull. Entrato in calendario nel 2005, ebbe come primo vincitore Raikkonen, divenne il terreno di caccia preferito da Felipe Massa, che detiene il record di vittorie su questo tracciato, ben tre. Hamilton vi ha trionfato una sola volta e probabilmente già pensa ad allungare la sua striscia di successi.

Il 2020 ci insegna però ad andare oltre, a dar valore anche ad altre imprese. La vittoria di Gasly a Monza, i podii di Ricciardo, quelli conseguiti in condizioni di inferiorità tecnica da Leclerc. Chissà che anche in Turchia non potremo emozionarci ancora.

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Domenica, 25 Ottobre 2020 18:21

F1, Portogallo: il vecchio e il mare

Il "vecchio" Raikkonen issa la sua Alfa Romeo fra i primi mentre scende la pioggia. Con l'asciutto si ristabiliscono le gerarchie ed Hamilton vince agevolmente mettendo un mare fra sé ed i suoi avversari, Bottas compreso. Stabilendo un nuovo record. Intanto risorge la Ferrari e con Leclerc è quarta.

di Matteo Landi

Onore e gloria ad Hamilton, autore della 92esima vittoria in carriera. Un record prestigioso, meritato, ma anche il più "telefonato" della storia della massima Formula. Dal suo debutto nel 2007 al 2013 era riuscito ad artigliare un solo mondiale, nel 2008, sottraendolo d'un soffio a Felipe Massa. Dal 2014, anno dell'introduzione delle power unit turbo-ibride, la Mercedes domina la scena in modo indiscusso ed Hamilton si avvicina ormai al settimo alloro. La Ferrari le ha arrecato qualche disturbo nel 2017 e 2018, generando nuovi entusiasmi nei tifosi della squadra di Maranello, ma precocemente spenti in entrambe le stagioni poco oltre metà campionato. Mai la F1 ha assistito ad una supremazia tanto potente ed incessante. L'Epoca d'Oro Ferrari non è durata poco, dal 2000 compreso (senza tralasciare il titolo costruttori vinto nel 1999) al 2004. Non bisogna però dimenticare che a parte il 2002 ed il 2004, anni in cui effettivamente la squadra di Maranello ha dominato in lungo ed in largo soprattutto con Schumacher, gli altri titoli la squadra italiana ha dovuto sudarseli. Impossibile dimenticare le sfide con la McLaren di Hakkinen prima e di Raikkonen poi, o la resistenza arcigna di Montoya con una Williams-BMW che in quanto a vittorie di tappa non andava male affatto, arrivando a contendere il titolo al Kaiser nel 2003. A tratti sembrò un Ferrari sola contro il resto del mondo. Poi arrivò l'ennesimo cambio regolamentare dettato dalla Federazione nel tentativo di rimescolare le carte, quello del 2005, con il divieto dei cambi gomme unito a forti limitazioni aerodinamiche e motoristiche, che colse nel segno. Adesso Mercedes spinge per un congelamento dello sviluppo dei motori, appoggiando una Red Bull che dal 2022 sarà orfana di Honda e che potrebbe continuare comunque con la solita motorizzazione, magari rinominandola. La Formula 1 deve ridimensionare i costi, questo è vero, ed arriverà infatti il budget cap ed un importante contingentamento delle ore di utilizzo della galleria del vento. Sicuramente tale scopo non potrà essere perseguito imponendo una misura che svilirebbe il senso della massima categoria automobilistica. Un "fermo motoristico" è già avvenuto in tempi neanche troppo lontani, dal 2007 al 2013, con correttivi concessi ai costruttori di motori ai fini di garantire a tutti la necessaria affidabilità. Ed all'interno di quell'arco temporale si sviluppò un dominio Red Bull durato quattro stagioni. Senza nulla togliere ad Hamilton, Campione assoluto che merita stima eterna, non possiamo esaltarci troppo per le certe sue vittorie, come l'odierna, arrivate dopo una "lotta", neanche troppo serrata, con il compagno Bottas. Un ottimo pilota di certo, ma fatto di una pasta diversa rispetto a quel Rosberg che riuscì a battere Hamilton nel 2016.

Raikkonen mai domo. Leclerc risolleva la Ferrari

A Portimao hanno esaltato Charles Leclerc e Kimi Raikkonen. Il ferrarista ha avuto un avvio difficile, dopo la quarta posizione conquistata in qualifica, ben davanti a Vettel solo quindicesimo. Subito dopo il via qualche goccia di pioggia ha bagnato l'asfalto. E a sorpresa Sainz si è issato in testa, mentre le due Mercedes e Leclerc arrancavano a causa delle gomme media durezza che non garantivano una buona aderenza su pista fredda. L'Eroe del primo giro è stato Raikkonen, capace di guadagnare in pochi km addirittura dieci posizioni. Iceman si è infilato in ogni pertugio lasciato aperto dagli avversari, ha percorso traiettorie impensabili per gli altri arrivando addirittura a contendere la quinta posizione a Verstappen. La pioggia è velocemente cessata e presto le performance delle monoposto hanno avuto il sopravvento sulle abilità di guida dei piloti (alcuni aiutati al via da gomme più morbide). Hamilton, decisamente più in palla di Bottas, si è portato rapidamente in testa, e Leclerc ha messo in mostra il nuovo passo gara della Ferrari, tornata oggi terza forza del mondiale in quanto a velocità. Con una gara tutta d'attacco il monegasco ha sopperito ai limiti che la Rossa ancora evidenzia in rettilineo, ed appena ha capito come utilizzare al meglio la scia delle monoposto che lo precedevano ha gettato talento e cuore oltre l'ostacolo. La quarta posizione finale rappresenta un'iniezione di fiducia indispensabile per il team del Cavallino Rampante capace di apportare delle modifiche che finalmente migliorano davvero le performance delle Rosse. Peccato che alla buona prestazione del pilota n°16 non si sia affiancata una gara altrettanto buona di Vettel, solo decimo al traguardo davanti a Raikkonen. Il finlandese è finito fuori dai punti ma poco importa: il primo giro e la resistenza mostrata nei confronti degli avversari dotati di vetture più rapide è l'essenza vera della Formula 1.

AlphaTauri senza limiti!

A fine gara in casa Red Bull vi era una discreta soddisfazione per il terzo posto conquistato da Verstappen. Ben più felicità si vedeva però nel box della cugina faentina AlphaTauri, addirittura quinta con Pierre Gasly. E' incredibile quanto stanno ottenendo nella factory italiana, con buone risorse ma non illimitate come quelle a disposizione dei top team. Gasly si sta dimostrando uno dei migliori piloti del Circus e non si capisca per quale motivo non debbano riportarlo nel team principale della galassia Red Bull al fianco di Verstappen. Soprattutto considerate le difficoltà che sta incontrando Albon, oggi dodicesimo. Dovesse rimanere alla corte di Franz Tost si rivelerà la loro arma migliore in ottica 2021.

E ora tocca ad Imola!

Una settimana dopo Portimao sarà il turno di Imola. Un 2020 difficile e triste per molti aspetti si sta rivelando assai interessante per quanto riguarda i circuiti che si affacciano per la prima volta nel Circus o vi fanno finalmente ritorno. Sarebbe bello se la pista dell'Algarve rimanesse in calendario, con i suoi saliscendi ed i suoi curvoni mozzafiato. E sarà bello tornare la prossima settimana sulla pista romagnola dopo un periodo troppo lungo di assenza della massima competizione motoristica. Ci lasciò nell'ormai lontano 2006, dopo la bella vittoria di Schumacher e della Ferrari sulla Renault di Alonso. Le trombette, il fiume di tifosi, la "calda" collina della Tosa. Imola, teatro di brutte tragedie ma anche di momenti festosi e felici. L'addio a Senna e Ratzenberger, il brutto incidente di Barrichello e prima ancora quello di Berger. Ma anche le braccia al cielo di Tambay dopo la sua vittoria su Ferrari nel 1983, la vittoria di Patrese su Williams nel 1990, i duelli dell'era Rossa di Schumacher. Bentornata Imola! Ci sei mancata!

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Domenica, 27 Settembre 2020 18:09

F1, Russia: una Bottas di vita nel giorno di Raikkonen

Hamilton manca l'aggancio al record di Schumacher e Bottas ottiene la tanto attesa seconda vittoria stagionale. Leclerc è buon sesto. Raikkonen da record: 322 gare disputate!

di Matteo Landi

Doveva essere la gara dell'aggancio al vertice. Con il primo posto Hamilton avrebbe raggiunto il record di Schumacher, a quota 91 vittorie. La festa dell'inglese è invece rimandata. Arriverà presto ad eguagliare il sette volte campione del mondo, almeno nei numeri, i quali parlano ma non dicono tutto. Troppe le differenze fra la F1 del Kaiser e quella del pilota che ha debuttato nel 2007 al volante di una McLaren da vertice, beneficiando in seguito dell'enorme superiorità che la Mercedes si è assicurata dall'inizio dell'era ibrida, nel 2014. Il settimo anno di schiacciante dominio anglo-teutonico è in corso ed ancora siamo lontani dal termine della stagione. In Russia Hamilton ha pasticciato, mettendosi da solo i bastoni fra le ruote. A beneficiarne è stato così Bottas, uno specialista della pista di Sochi, alla seconda affermazione sul tracciato russo. Una secondo trionfo che avrebbe potuto far suo già nel 2018 se non avesse regalato la gara al compagno Hamilton, al tempo in lotta con Vettel per il titolo.

Una Ferrari in lotta per il vertice. Accadeva solo due anni fa. Oggi Leclerc ha invece dovuto spremere tutto il potenziale della sua SF1000 per raggiungere una sesta posizione finale che, considerate le ultime prestazioni, è tutto grasso che cola. Vettel, l'ex sfidante di Hamilton, non è andato oltre la 13esima posizione. Il tedesco vorrebbe togliersi delle soddisfazioni in questi suoi ultimi mesi a Maranello ma probabilmente tornerà a gioire solamente il prossimo anno quando vestirà i colori Aston Martin. In Russia, però, il suo rendimento non è stato migliore delle (scarse) performance Ferrari.

Hamilton e Vettel: quanti errori!

Hamilton e Vettel. I due piloti più titolati della F1 odierna sono fra coloro che più hanno deluso. In un fine settimana particolare in cui il primo cercava la definitiva consacrazione ed il secondo una piccola rinascita dopo gare di sofferenza. L'inglese ha sbagliato in prova, quando a causa di un lungo gli è stato tolto il suo miglior tempo. Questo lo ha costretto a superare il Q2 con le gomme più morbide, con le quali è poi partito in gara. Seppur scattato dalla pole position si è ritrovato costretto ad una strategia non ottimale, consapevole che avrebbe dovuto effettuare il cambio gomme prima del compagno Bottas. A peggiorare il quadro della situazione ci hanno pensato ben due penalità, per un totale di 10 secondi da scontare in occasione del pit stop. Prima della gara l'inglese aveva inspiegabilmente provato delle partenze in zone, per ragioni di sicurezza, non consentite. Il pilota n°44 ha poi tentato la rimonta ma il suo ritmo non è mai stato all'altezza di quello di Bottas, per una volta leader Mercedes anche a livello prestazionale. Hamilton ha così concluso al terzo posto, alle spalle anche di un ottimo Verstappen, mostrandosi, nel post gara, scuro in volto, forse arrabbiato con il suo box. L'inglese è già fra i grandissimi della categoria ma dovrà ripassarsi il regolamento. Errore ben più marchiano è stato quello commesso da Vettel in qualifica, quando si è malamente schiantato contro le protezioni. Uno sbaglio che ha compromesso la sua posizione in griglia di partenza, 14esimo, ed ha intralciato i piani di Leclerc, costretto agli straordinari negli ultimi due minuti di prove ufficiali ed alla 10ima piazza al via (i ferraristi hanno guadagnato una posizione in seguito ad una penalità subita da Albon).

A Sochi è stato infatti Leclerc a riportare la luce a Maranello. Una gara consistente la sua. Mentre Vettel vivacchiava nella parte bassa della classifica il monegasco ha mostrato un passo sorprendente. Si tratta comunque di una prestazione non degna del blasone del Cavallino Rampante, ma ben al di sopra di quanto mostrato nelle precedenti gare. Il giovane pilota alla corte di Binotto in partenza ha tirato fuori gli artigli, arrivando anche al contatto con Stroll. Si è poi reso autore di un passo costante, combattendo con le Renault e mettendosi, alla fine, alle spalle quella di Ocon. La Racing Point di Perez, quarto sotto la bandiera a scacchi, è parsa inarrivabile. Con Ricciardo ha invece duellato per quanto ha potuto, poi l'australiano si è involato verso la quinta piazza finale.

Gran gara di Ricciardo e delle AlphaTauri

Gran gara quella dell'australiano di casa Renault, l'appuntamento con il podio per lui è ancora rimandato ma, con un pò di fortuna, potrebbe arrivare presto. In Russia ha gioito anche la ex Toro Rosso, ottava con Kvyat e nona con Gasly. AlphaTauri continua così ad insidiare la sesta posizione in classifica costruttori alla Ferrari: niente male per i faentini!

Kimi: 322 volte grazie!

Se per Hamilton l'appuntamento con la storia è rimandato lo stesso non si può dire per Kimi Raikkonen. Classe 1979, debuttante nel lontano 2001, ultimo campione del mondo Ferrari 2007. Al termine del 2009 abbandonò momentaneamente la massima Formula per darsi ai rally, con risultati più che dignitosi, e persino alla Nascar, disciplina che ha assaggiato nel 2011. Iceman, quello del "leave me alone" urlato in team radio mentre si accingeva a regalare un incredibile successo alla Lotus dopo il suo rientro in F1. Kimi, frizzante fuori dal paddock, "essenziale" durante i weekend di gara, con le sue poche parole sussurrate in conferenza stampa. Un inconsapevole idolo delle folle, un involontario personaggio. Oggi ha concluso la gara in 14esima posizione, dopo un errore in qualifica che lo ha costretto a scattare dall'ultima fila e ad una gara tutta d'attacco in mezzo a ragazzi ben più giovani di lui. Il pilota di Espoo al Mugello aveva addirittura concluso in top ten e sarebbe stato meraviglioso se fosse riuscito a ripetersi. Ma poco importa. 322 volte grazie Kimi, contiamo di vederti in griglia ancora per un po'!

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Mercoledì, 06 Febbraio 2019 20:53

F1 2019: Ritorno al Futuro

Il sogno Ferrari, la forza della Mercedes, la "nuova" Alfa Romeo Racing. E molto altro per un campionato che ancora non è cominciato ma si preannuncia ricco di spunti interessanti. Le squadre, i piloti e le loro aspirazioni.

di Matteo Landi

Sembra un nuovo episodio di "Ritorno al Futuro". La Formula 1 del 2019 ritroverà in pista una combinazione di nomi che ci proietta con la mente agli albori della massima competizione automobilistica. Quando nel 1950 e 1951 si sfidarono Ferrari ed Alfa Romeo, e pochi anni più tardi, nel biennio '54-'55 Ferrari e Mercedes. Guardare al passato è da inguaribili nostalgici, ma la nuova stagione ci proietta in un futuro per certi aspetti migliore, con, per la prima volta, tutti e tre i gloriosi marchi in pista.

L'industria dell'automobile è ormai un mondo senza confini e barriere. Alfa Romeo Racing è il nuovo nome della ex Sauber, basata ad Hinwil, in Svizzera. E lì, nonostante l'italianità della casa del biscione, la squadra rimarrà. Situazione che fa inorridire qualche appassionato di corse. Eppure, è sbagliato catalogare la trasformazione come una semplice operazione di marketing. La squadra che porterà in pista Kimi Raikkonen, tornato laddove iniziò la sua carriera in F1, ed il quasi debuttante italiano Antonio Giovinazzi, potrà godere di un budget raddoppiato proprio grazie alla sponsorizzazione della casa italiana, la vettura del team italo-svizzero sarà il frutto del lavoro dell'ex Ferrari Simone Resta e monterà ancora la power unit di Maranello.

Della vecchia Sauber rimangono le strutture ma le sinergie con Ferrari stanno crescendo, com'era negli intenti di Sergio Marchionne, a testimonianza che non vi è solo un marchio appiccicato su un cofano motore. Ed in fondo la situazione non è tanto diversa rispetto a quella della dominatrice dell'era turbo ibrida Mercedes, nata dalla vincente Brawn Gp, a sua volta sorta dalle ceneri della Honda, erede della BAR, squadra che prese il posto della leggendaria Tyrrell. Senza dimenticare che se il marchio della Stella è tedeschissimo, la squadra di F1 ha sede a Brackley, nel Regno Unito. Ma non c'è solo la nuova situazione della ex Sauber a tenere banco.

Ecco, squadra per squadra, una piccola introduzione alla stagione che verrà, senza la pretesa di essere esaustivi.

MERCEDES AMG PETRONAS MOTORSPORT

I tedeschi sono i campioni in carica. Toto Wolff ha fatto presente che la fame di successi non si è placata. Hamilton, fresco del quinto titolo iridato, sembra inarrestabile e con accanto il fido Bottas, presenza ben meno ingombrante dell'ex compagno Rosberg, la strada dell'inglese sembra tutt'altro che in salita. Il 13 febbraio verrà svelata la nuova freccia d'argento e non ci sono motivi per cui debba deludere. Spetta agli avversari fare di meglio.

SCUDERIA FERRARI MISSION WINNOW

Lo dice il title sponsor, sarebbe ora di vincere. La missione non sarà semplice per Vettel e Leclerc, subentrato a Raikkonen. Al di là delle qualità della vettura che verrà mostrata il 15 febbraio, la Scuderia dovrà ritrovare una serenità smarrita. Ammesso che negli ultimi anni l'abbia mai veramente avuta. Il fresco addio di Arrivabene, avvicendato da Binotto, porterà delle conseguenze nel clima della squadra, nell'organizzazione della stessa e nelle metodologie di lavoro. Vettel non potrà ripetere gli imperdonabili errori che nel 2018 hanno affossato i sogni iridati di una squadra che non vince un titolo costruttori dal 2008 ed un piloti dal 2007. A livello tecnico Ferrari e Mercedes potrebbero non essere così distanti, ma a livello organizzativo, nel 2018, le differenze si sono fatte sostanziali con l'avanzare della stagione. Vedremo. All'inizio dell'era turbo-ibrida la Ferrari era in affano. I podii erano un miraggio. Quei tempi sono lontani ma manca ancora un gradino per raggiungere il livello dell'implacabile Mercedes.

ASTON MARTIN RED BULL RACING

Verstappen ed il nuovo arrivato Gasly, lo scorso anno in Toro Rosso, avranno a che fare con una combinazione vettura-power unit che rappresenta una vera e propria incognita. La squadra austriaca non ne poteva più della collaborazione con Renault ed ha scommesso su Honda. Nel 2018 i nipponici hanno mostrato progressi con Toro Rosso, ma i livelli di affidabilità e prestazioni richiesti da chi vorrebbe lottare per il mondiale forse, per loro, sono ancora troppo elevati. Un anno di rodaggio potrebbe essere necessario per la squadra che la scorsa stagione ha, in alcuni frangenti, impensierito Mercedes e Ferrari. La nuova coppia Verstappen-Gasly potrebbe rivelarsi "calda", se il francese si avvicinerà alle prestazioni dell'olandese.

RENAULT F1 TEAM

Alla costanza di Nico Hulkenberg, ancora a secco di podii ma dal talento indiscusso, si affiancherà la brillantezza di Ricciardo. L'australiano si è finalmente liberato della vicinanza di box di Verstappen, pilota protetto da Red Bull e designato da quest'ultimi come team leader indiscusso. La squadra francese ancora non sembra pronta a lottare per il titolo ma l'ex direttore tecnico FIA Marcin Budkowski, uomo che conosce tutti i segreti delle recenti F1, potrebbe riservarci qualche sorpresa. Renault sarà fra le osservate speciali durante i test che si svolgeranno in Spagna dal 18 febbraio.

RICH ENERGY HAAS F1 TEAM

Avrà una diversa livrea ma non sarà questo a determinare le prestazioni della nuova vettura. Anche se l'arrivo di nuove risorse economiche certamente aiuteranno lo sviluppo. Gli americani hanno compiuto passi da giganti da quando sono entrati in F1 nel 2015. Potranno contare ancora sulle power unit Ferrari e sulla rodata coppia Grosjean-Magnussen. Il primo, lo scorso anno, ha avuto un avvio dalle prestazioni poco convincenti, poi è migliorato ma nel complesso si è fatto sovrastare dal compagno danese. Haas ha raggiunto un livello difficilmente migliorabile, considerando che ci si aspetta un deciso passo in avanti di Renault. Il quinto posto nel costruttori colto nel 2018 è l'obiettivo da replicare.

MCLAREN F1 TEAM

Carlos Sainz Jr. ed il debuttante Lando Norris sono i nuovi piloti della squadra orfana di Alonso. Sainz è un pilota solido ma ancora si attende la sua "esplosione", Norris ha fatto faville nelle categorie propedeutiche ed è vicecampione in carica di F2. Se la squadra dal nome leggendario non è riuscita con Alonso a risorgere dagli ultimi anni bui è un mistero come possa farlo adesso con la nuova coppia di piloti. McLaren ha deluso anche lo scorso anno, quando non aveva più la possibilità di scaricare le colpe su Honda. Il 14 febbraio vedremo la nuova vettura ma solo la prima gara di Melbourne ci schiarirà le idee.

RACING POINT F1 TEAM

Sergio Perez e Lance Stroll guideranno quella che fino a poco tempo fa si chiamava Force India. Il cambio di proprietà non può che aver dato un pò di sicurezza agli uomini del team di Silverstone, che, a dire il vero, non hanno mai perso la concentrazione nonostante le brutte vicende legali del fondatore Vijay Mallya. La squadra è un esempio di efficienza. Il motore Mercedes è una garanzia. Si troveranno ancora a centro gruppo ma sono attesi interessanti exploit.

ALFA ROMEO RACING

Della nuova/vecchia squadra abbiamo già, in parte, parlato. Lo scorso anno ha iniziato la stagione in fondo al gruppo ma da Baku in avanti le sorprese non sono mancate, fino a diventare certezze. Leclerc non c'è più ma è arrivato il solidissimo Raikkonen, ultimo campione del mondo Ferrari, ed il pilota già Ferrari Driver Academy Antonio Giovinazzi. L'Italia potrà tifare, oltre che per la solita Ferrari, anche per la squadra svizzera dai capitali italiani e finalmente per un pilota tricolore titolare. In pianta stabile, si spera.

RED BULL TORO ROSSO HONDA

L'academy Red Bull ultimamente non dispone più di così tanti talenti. Quantomeno dotati della necessaria Superlicenza. Ecco che a Faenza rispolverano Kvyat: sedotto, abbandonato, ripreso e nuovamente lasciato. Senza dubbio la forza caratteriale del russo non è da sottovalutare. Accanto a lui correrà Alexander Albon, pilota che corre con licenza Thailandese, veloce nelle formule propedeutiche. In Romagna le vetture le sanno fare, vediamo a che livello sarà quest'anno Honda.

WILLIAMS RACING

La situazione della gloriosa squadra inglese è drammatica. Lo scorso anno è stato il fanalino di coda. La luce in fondo al tunnel porta il nome di Robert Kubica. Una storia che scalda il cuore quella del polacco, al rientro in F1 dopo il terribile incidente che lo vide protagonista durante il Rally di Andora nel febbraio 2011. Il percorso del polacco è stato commovente, la sua tempra inossidabile. Il vincitore del Gp del Canada del 2008 meritava ancora gloria. L'avrà, comunque. Il suo compagno di squadra è George Russell. L'inglese è l'ultimo campione di F2. Il suo talento è indiscusso. Ma la forza dei piloti potrà poco se in Williams non torneranno a sfornare buone vetture. Certamente non potranno fare peggio del 2018. E non devono farlo. Se lo augura l'intera Formula Uno.

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Sabato, 10 Marzo 2018 09:17

Alfa Romeo, richiamo per Giulia e Stelvio

Alfa Romeo, richiamo per Giulia e Stelvio. Rapex segnala auto per un problema con il liquido dei freni e della frizione. Avviso per rischio serio presentato dalla Germania

Richiamo in officina da parte dell'italiana Alfa Romeo. I modelli Giulia e Stelvio sono stati segnalati dal Ministero dei trasporti della Germania, per un problema tecnico che potrebbe potenzialmente creare 'situazioni di guida non sicure'.

Nello specifico si tratta dei modelli con numeri di omologazione: e3 * 2007/46 * 0382 * 09, e3 * 2007/46 * 0435 * 02 Tipi: 952, 949. L'avviso è inserito nel bollettino del 9 marzo del Rapex - Rapid Alert System for non-food dangerous products - il sistema di segnalazioni istituito dalla Commissione Europea.

Il richiamo che sta per essere attuato dalla casa automobilistica riguarda le auto costruite tra novembre e dicembre 2017 e, come si legge alla segnalazione " n° A12 / 0368/18, si riferisce a '' Il liquido dei freni e della frizione contiene olio minerale e può quindi danneggiare alcuni componenti del sistema di frenatura e della frizione. Di conseguenza, i sistemi di frenatura e frizione potrebbero non funzionare. ''

E il bollettino Rapex conclude sinteticamente ''questo potrebbe mettere in pericolo altri utenti della strada e pertanto non si possono escludere condizioni di guida non sicure''.

Pur non essendoci stati incidenti - segnala Giovanni D'Agata presidente dello "Sportello dei Diritti"- è consigliabile che i proprietari di queste auto prestino la massima attenzione e che si rivolgano subito alle autofficine autorizzate o ai Concessionari in Italia nel caso in cui la propria autovettura corrisponda ai modelli in questione. L'uso di olio minerale in impianti per DOT danneggia tutte le parti in gomma. Non è escluso che oltre la revisione della pompa, a causa dei gommini danneggiati, sia necessario sostituire la pompa.

(9 marzo 2018)

Pubblicato in Motori Emilia