Domenica, 01 Settembre 2019 18:51

F1, Belgio: Leclerc nel nome di Hubert

A Spa la Ferrari chiude finalmente un digiuno di vittorie che durava da quasi un anno. Leclerc resiste ad Hamilton e raggiunge un meritato successo, spinto dal pensiero dell'amico Anthoine che non c'è più. Solo quarto Vettel, battuto anche da Bottas.

di Matteo Landi

Negli ultimi giri ha tirato fuori tutto quello che aveva. Braccato dal rimontante Hamilton, un piccolo errore ed avrebbe visto sfumare quel successo che almeno due volte quest'anno era andato vicino a cogliere. Voleva dedicarlo ad Hubert, deceduto il giorno prima durante la gara di F2. Oggi niente avrebbe potuto frapporsi fra Leclerc ed il podio più alto. Che, terminata la gara, lo ha ospitato. Commosso, neanche un sorso di champagne. Chissà come aveva immaginato il momento che ha rincorso per tutta la vita. Certo non così. Ma proprio oggi non doveva sfuggirgli, per poter onorare nel migliore dei modi il ricordo dell'amico che non c'è più. F1 e F2, due categorie al top del motorsport, con standard di sicurezza elevatissimi, non più abituate a questi tragici momenti. Due gruppi di piloti che hanno vissuto un weekend surreale.

Il terribile schianto e la notizia: Hubert non ce l'ha fatta. F2 e F1 rivivono momenti quasi dimenticati

Anthoine Hubert aveva 22 anni. Quando ieri pomeriggio è arrivata l'ufficialità del suo decesso il mondo del Circus si è catapultato in una dimensione quasi dimenticata. Halo, collare Hans e crash-test sempre più severi, ci si era quasi illusi che la tragedia di Bianchi, morto il 17 luglio 2015 dopo nove mesi di coma in seguito al terribile incidente di Suzuka 2014, potesse essere l'ultima. Le vetture di F2 hanno raggiunto livelli di sicurezza analoghi a quelli della sorella maggiore F1. Niente ha potuto però salvare la vita a Anthoine, schiantatosi nelle barriere e centrato dall'incolpevole Juan Manuel Correa. Quest'ultimo, al centro dei pensieri dei suoi cari, è ricoverato in terapia intensiva dopo aver subito fratture ad entrambi gli arti inferiori oltre a lesioni spinali. Sono queste le nubi che hanno oscurato il Gp del Belgio di F1 che ha riconsegnato alla Ferrari una vittoria che mancava dal 21 ottobre dello scorso anno, quando Raikkonen tagliò per primo il traguardo ad Austin. Quasi un anno di speranze ma anche di sconfitte. Adesso il ghiaccio è rotto. Soprattutto per Leclerc, che a Spa ottiene la sua prima vittoria in carriera.

Leclerc: finalmente vittoria, ma i pensieri erano altrove

La pole position ottenuta sabato, poco prima della tragedia di Hubert, aveva posto il monegasco di casa Ferrari nel ruolo di favorito alla vittoria. Al termine delle qualifiche la classifica registrava ben sette decimi di distacco fra il poleman e Vettel, secondo appena davanti a Hamilton. In gara però Charles ha dovuto fare i conti con una Ferrari meno gentile con gli pneumatici rispetto alle Mercedes. Vettel ha combattuto a lungo con l'inglese, garantendo un buon margine al monegasco, prima di sprofondare in quarta posizione, costretto ad un secondo cambio gomme. Negli ultimi giri Hamilton è rinvenuto come una furia ma Leclerc gli ha concesso quel tanto che gli bastava per assicurarsi la vittoria. Mostrando una maturità impressionante. A differenza del team mate il monegasco non ha mai commesso sbavature rilevanti. Solo un dritto innoquo nella prima parte di gara che non ha alterato gli equilibri. A fine gara è, appunto, arrivata la dedica all'amico che non c'è più. Un weekend che, per tanti aspetti, ha decretato il definitivo raggiungimento della maturità del giovane pilota Ferrari. Sfortunato in Bahrain, quando problemi tecnici gli hanno tolto un successo quasi scontato ed in Austria, quando una ruotata furba di Verstappen lo ha relegato al secondo posto, Leclerc ha finalmente concretizzato il suo sogno, seppur nel contesto che non avrebbe mai immaginato.

Bottas confermato in Mercedes anche per la prossima stagione. Ma Lewis lo batte ancora

Insieme al vincitore sono saliti sul podio Hamilton e Bottas. Quest'ultimo, confermato in Mercedes anche per la prossima stagione, non ha brillato. Il finlandese ha avuto la possibilità di attaccate il cinque volte campione del mondo nei primi km di gara. Hamilton si è difeso e Bottas non ha più avuto modo di riprovarci. Wolff e compagni hanno regalato al finnico ancora una stagione nel top team riferimento per tutti, "parcheggiando" Ocon, oggi terzo pilota Mercedes, in Renault al posto di Hulkenberg che, per il momento, rischia di ritrovarsi appiedato al termine della stagione in corso. Quanto concesso dalla squadra leader del mondiale a Bottas è da vedersi come l'ultima possibilità per un pilota che non è ancora riuscito a compiere quel definitivo salto di qualità necessario per eccellere ai più alti livelli. Intanto in Mercedes si godono Hamilton, oggi secondo ma sempre più vicino al sesto iride.

Red Bull: Albon buon quinto dal fondo del gruppo. Verstappen a muro

Nelle prime posizioni, questa volta, non si è mai affacciata la Red Bull. Con Verstappen subito fuori al primo giro in seguito ad un contatto con Raikkonen, le responsabilità sono passate sulle spalle del giovane Albon. Fresco di promozione ai danni di Gasly, bocciato e rimandato in Toro Rosso. Il londinese che corre con licenza thailandese non ha tradito al debutto nella squadra maggiore. Partito dal fondo della griglia in seguito alla penalità subita per aver montato la quarta power unit stagionale (in luogo delle tre concesse) si è dato da fare compiendo una bella rimonta, culminata nel sorpasso all'ultimo giro con due ruote sull'erba, giungendo quinto davanti al beffato Perez.

Alfa Romeo: weekend amaro

Weekend senza soddisfazioni per Alfa Romeo. Raikkonen ha subito al primo giro il disperato attacco di Verstappen. Con la vettura danneggiata ha terminato la gara in 16esima posizione, non potendo tradurre in punti la bella sesta piazza ottenuta in qualifica. La squadra del Biscione ha riposto così le speranze in Giovinazzi. L'italiano si è reso protagonista della sua gara più bella, fino all'ultimo giro quando si è malamente schiantato contro le barriere. Peccato. Aveva un disperato bisogno di punti, considerando che classifica alla mano non regge il confronto con il blasonato compagno Raikkonen. Si spera che l'incidente non scalfisca il suo morale.

Ed ora tocca a Monza

Da una pista veloce ad una iperveloce. Il prossimo weekend il Circus raggiungerà Monza. Una pista teoricamente favorevole alle Rosse e chissà che i tifosi Ferrari non possano ricevere altre soddisfazioni. Il Grande Circus e le categorie che lo accompagnano lasciano il Belgio con un amico in meno e tanti rimpianti in più. Tanto è stato fatto negli anni in nome della sicurezza ma il destino ricorda che il pericolo è una caratteristica intrinseca del motorsport. Addio Anthoine.

Domenica, 01 Settembre 2019 07:12

Ryanair: in programma due scioperi

Ryanair: in programma due scioperi per la prossima settimana. Attenzione previsti disagi per chi vola a livello continentale dal 2 al 4 settembre.

Ancora disagi per chi ha scelto di volare con Ryanair dal 2 al 4 settembre. La prossima settimana infatti il personale della compagnia aerea low-cost ha annunciato due scioperi, uno nel Regno Unito e l’altro in Spagna, per protestare contro i licenziamenti e mancati adeguamenti dei contratti di lavoro.

Si prevede che gli scioperi avranno ripercussioni sui voli di tutta Europa. I piloti britannici del sindacato BALPA protesteranno contro il dilungarsi delle trattative per gli adeguamenti dei contratti di lavoro, mentre i sindacati USO e SITCPLA in Spagna, sciopereranno contro i centinaia di licenziamenti, avvenuti a causa delle chiusure delle basi di Gran Canaria, Girona, Tenerife Sur e Lanzarote, previste per il 2020. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” una vera e propria dichiarazione di guerra in quanto sono attesi disagi a livello continentale. Lo sciopero è di quelli che possono mettere in ginocchio il traffico aereo. Pertanto vi consigliamo di controllare sul sito ufficiale lo stato del vostro volo per restare indenni gli ultimi giorni prima delle ferie oppure proprio durante il trasferimento verso o dalle vacanze.

(31 agosto 2019 )

Con le moto in stabilimento. Il simpatico incontro tra Jacopo Villani e tutti i suoi “tifosi” della Mulino Formaggi.


di LGC Parma 28 agosto 2019 - Jacopo Villani, il giovane centauro di Guastalla, portacolori della Mulino Formaggi, è quest’anno impegnato su due fronti; nel Campionato Italiano CIV Minimoto e nella Mini GP dove, sin dal primo appuntamento, è riuscito a mettersi in luce, sorprendendo un po’ tutti i suoi avversari. Molto meno sorpresi sono invece stati coloro che stanno sostenendo e accompagnando per la “manopola” lo spregiudicato Jacopo#8, a partire dal Team Giracing, dalla Suomy che quest’anno ha voluto inserirlo nella sua scuderia e ovviamente Mulino Formaggi srl, l’azienda agroalimentare parmigiana che da tre stagioni è impegnata con il simpatico quanto tosto Jacopo Villani.

Una stima e simpatia reciprocamente riconosciuta tra la giovane promessa del motociclismo guastallese e i vertici di Mulino alimentare spa prima e di Mulino Formaggi srl oggi, che cogliendo l’occasione della breve pausa estiva, hanno trovato il tempo di incontrarsi in stabilimento con entrambe le motociclette e Claudio Guidetti, Presidente e CEO della compagnia leader nell’export di formaggi italiani e europei DOP. tra i quali il Parmigiano Reggiano è la punta di diamante
Un piacevole incontro utile anche a riconfermare il tandem Pilota-Azienda, nella totalità delle maestranze e della proprietà. Un’accoglienza calorosa e una convinta prosecuzione dell’impegno che ha galvanizzato il giovane Villani il quale si è dichiarato “piacevolmente sorpreso dell’affetto riscontrato e un “tifo” molto molto gradito”

“Da oggi Jacopo, ha sottolineato Claudio Guidetti in calce all’incontro, grazie alle sue doti sportive ma soprattutto alla sua fresca simpatia, è diventato  la “mascotte” della Mulino raccogliendo un personale consenso, conquistando i cuori dei nostri collaboratori e dei nostri clienti. La vera soddisfazione della nostra società è favorire, con il proprio sostegno, i sogni e le qualità di un giovane italiano che può così avere una chance per un futuro professionistico nel campionato motociclistico.”

Ora Jacopo dovrà concentrarsi sui prossimi appuntamenti sportivi, potendo comunque contare su un rinnovato plauso di buon auspicio per la programmazione della prossima stagione sportiva.

(Foto di Francesca Bocchia)

 PR Mulino formaggi-Jacopo-Guidetti-CASEIFICIO GENNARI 2019 005 (1).jpg

PR Mulino formaggi-Jacopo-Guidetti-CASEIFICIO GENNARI 2019 011 (1).jpg

PR Mulino formaggi-Jacopo-Guidetti-CASEIFICIO GENNARI 2019 020 (1).jpg

 

 

 

All'Airbus A320 di Brussels Airlines scoppia un pneumatico durante l'atterraggio sulla pista 07L dell'aeroporto di Bruxelles

Tanta paura ma nessuna conseguenza durante la fase di atterraggio di un volo di linea di un Airbus A320 della Bruxelles Airlines (OO-TCV) che ha operato il volo SN 3802 tra Faro, in Portogallo e Bruxelles, in Belgio. Durante l'atterraggio sulla pista 07L, l'aereo ha subito lo scoppio di una gomma. I servizi di emergenza attendevano l'aereo. I vigili del fuoco nel frattempo, chiusa la pista d'atterraggio, l'hanno cosparsa di liquido "ritardante" contro il pericolo di incendi. Altri due velivoli della Brussels Airlines, per atterrare, sono stati costretti a fare un giro sull'aeroporto toccando terra sulla pista 07R poiché la pista 07L doveva essere pulita dai detriti. L'atterraggio, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è avvenuto un po' traballante ma senza problemi per passeggeri ed equipaggio. Il pilota, infatti, riesce a controllare il mezzo e mette in salvo i 150 passeggeri a bordo, che alla fine della corsa applaudono. Ora aperta un'inchiesta per disastro colposo.

(25 agosto 2019)

 

volo_faro_bruxell_61272be28caa8948050058f3e351aa85.jpg

Sono passati appena due mesi e mezzo dalla riapertura del ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore, ed il territorio sta pian piano ricominciando a respirare e a riprendersi dopo 21 mesi di chiusura che ha reso due regioni vicine (Lombardia ed Emilia - Romagna) molto lontane. Sono stati anni difficili per commercianti e pendolari e per l’intera economica colornese e casalese. Momenti difficili nati dalla segnalazione di un cittadino che scorgendo delle crepe, ha ritenuto prontamente di segnalare la cosa dando il “La” ad un lungo iter di progetti, bandi, appalti e lavori provvisori. Il 5 giugno 2019 abbiamo rivisto splendere il sole ed il ponte è stato reso nuovamente percorribile con delle ovvie limitazioni sulla velocità (50 km/h) e sul peso dei mezzi pesanti (44 tonnellate). Limitazioni ad oggi difficili da far rispettare, se non saltuariamente grazie allo sporadico controllo delle forze dell’ordine. Negli ultimi giorni si è incominciato a discutere dei 250 milioni messi a disposizione del governo per le infrastrutture italiane, ed in particolar modo dei 65 milioni che dovrebbero essere utilizzati per la costruzione di un nuovo ponte. Forze politiche (5 stelle e Lega) hanno avviato una sorta di diatriba atta a ricordare ai cittadini i loro meriti ed il loro impegno. Mentre ci si sfida a colpi di comunicati stampa, il governo giallo - verde è arrivato ormai alla fine della sua legislatura, e sempre più improbabile e difficile diventa il percorso che porterà alla costruzione del nuovo ponte.

Amo - Colorno ringrazia Lega e 5 stelle per il loro impegno e per non aver dimenticato Colorno e Casalmaggiore, ma chiede anche a tutte le forze politiche di scontrarsi meno e di guardare al presente, collaborando e dedicando le loro energie alla tutela del ponte attuale. Il nuovo ponte non potrà essere pronto prima di dieci anni e la caduta del governo, non farà altro che allungare i tempi previsti per l’erogazione del denaro necessario. Occorrerà lavorare assieme per far si che avvenga un’altra chiusura del ponte attuale. Il territorio non potrebbe più sostenerla. Bisogna lavorare per installare tutor di velocità, sensori per il controllo della stabilità del ponte e sensori atti a verificare il peso di un singolo mezzo pesante, per verificare che la limitazione delle 44 tonnellate sia rispettata.

La chiusura del ponte fu prova evidente della mancanza di comunicazione tra gli enti preposti alla sua gestione e manutenzione e molte furono a nostro avviso le responsabilità. Responsabilità che non ci hanno permesso neanche di ottenere lo stato d’emergenza. Oggi più che mai è necessario collaborare e questo indipendentemente dal colore politico o da i singoli meriti. Al territorio lo dovete, non credete?...

Il gruppo
Amo Colorno

Da "Manifesto San leonardo" riceviamo e pubblichiamo alcune considerazioni in merito alla mobilità sostenibile, una lettera indirizzata all'omonimo assessorato di Parma. Copenaghen è ancora lontana…

________________________________________

Gentile Assessorato alla Mobilità Sostenibile

e p.c. CCV SAN LEONARDO

e p.c. CCV CORTILE SAN MARTINO

e p.c. ORGANI DI INFORMAZIONE

 

Abbiamo guardato più volte il video pubblicato sulla pagina Facebook di “Città di Parma” in data 26/07/2019, e pur riconoscendo un impegno della Amministrazione nell’ampliamento dei percorsi utilizzabili dalle biciclette, vorremmo però evidenziare che quelli presentati nel video non sono “piste cliclabili” bensì percorsi ciclopedonali, cioè itinerari pedonali in cui è consentito il passaggio delle biciclette.

I percorsi promiscui pedonali e ciclabili, possono essere realizzati esclusivamente “ in caso di traffico pedonale ridotto e in assenza di attività attrattrici di traffico pedonale, quali ad esempio vie con forte presenza di attività commerciali e insediamenti abitativi ad alta densità.” (articolo 4 comma 5b del D.M. 30/11/1999 n°557); quanto sopra è stato tratto in gran parte dal sito citato nel comunicato del Comune che, tramite apposito link, porta alla pagina “Andare in bici fa bene…”. https://www.bikeitalia.it/percorsi-ciclopedonali-cosa-sono-e-perche-dovremmo-smettere-di-realizzarli/ , riteniamo pertanto che possa essere considerato dal suo assessorato come del tutto affidabile.

E’ dunque evidente che la nuova pista ciclo-pedonale in Via San Leonardo non risolve il problema della sicurezza dei pedoni e dei ciclisti dato l’ elevato numero di intersezioni a raso e di passi carrai che connotano il percorso, senza dimenticare i cordoli dei marciapiedi non smussati che costringono i ciclisti ad una sequela di salti e rimbalzi non certo salutari; queste insidie,in certe condizioni, possono rivelarsi più pericolose dell’utilizzo della corsia destinata alle auto

Ecco perché quanto comunicato nel video ci è parso eccessivamente autocelebrativo.

Pur consapevoli che la città è spesso già strutturata e che quindi le sue modificazioni possono presentarsi difficili e costose è altresì evidente che per “rivoluzionare” la mobilità verso una mobilità “dolce” sarebbe necessario intervenire con coerenza e con coraggio e soprattutto con priorità.

E’ altresì evidente che “è meglio questo che niente” ma non prendiamoci in giro.

Avete mai percorso la pista in giornate non di pausa estiva? Avete notato quanti “gradini” ci sono negli attraversamenti stradali?

Certo ci sono anche aspetti positivi: la stessa pista ciclo-pedonale di via Prampolini, da poco realizzata, ha il merito di restringere la careggiata e di rallentare il traffico.
La zona 30 realizzata in via Milano/Via Ravenna/Via Prampolini ha il merito di “proteggere” i pedoni ed i ciclisti.

Se però a poche centinaia di metri viene aperta un’altra strada che porterà nuovo traffico parassitario nel quartiere, oppure si avviano iniziative commerciali che attraggono un numero sempre maggiore di autoveicoli, il vostro invito ad andare in bici appare quantomeno contraddittorio.

Senza considerare che una volta inforcata la bicicletta dovremmo pedalare in continuazione … : avete mai provato a posteggiare la bicicletta in centro? stalli all’acqua ed al sole……

Perché non utilizzare gli spazi Ex-Cobianchi come deposito biciclette in centro?
Perché non realizzare un bici park per educare alla mobilità sostenibile: magari sottraendolo a nuove edificazioni ? Un’ ipotesi potrebbe essere l’ampliamento del centro sportivo di Moletolo anziché consentire nuove costruzioni .

Per incentivare l’uso della bicicletta non basta un video/spot. Occorrono interventi ben studiati, una nuova attenzione all’urbanistica investendo in infrastrutture ciclabili , il tutto informando, ascoltando e coinvolgendo preliminarmente i cittadini.

Copenaghen è ancora lontana…….

MANIFESTO PER SAN LEONARDO

(allegata galleria fotografica)

stalli in centro 3.jpg

 

 

 

Voli di Linate a Malpensa: ritardi a gogo. A certificarlo uno studio della Cub trasporti: "200 al giorno". Per il sindacato: “esperimento della Grande Malpensa fallito”. Lo Sportello dei Diritti: disagi anche per i passeggeri

Noi dello “Sportello dei Diritti”avevamo già rilevato un consistente aumento dei ritardi aerei coincisi con lo spostamento dei voli da Linate a Malpensa in concomitanza del periodo dei lavori previsti sul primo scalo. Ma adesso uno studio compiuto della Cub Trasporti ha dimostrato che dall’avvio dell’”Operazione Bridge”, il maxispostamento del traffico aereo da Linate a Malpensa, dallo scorso 27 luglio più di 200 voli al giorno subiscono dei ritardi.

Così la Cub trasporti ha rilevato che: «Se analizziamo i dati, possiamo verificare che la situazione è ormai consolidata con un terzo dei voli che regolarmente è in ritardo di oltre 15 minuti, mentre per chi parte centinaia di valigie restano regolarmente a terra, e chi arriva deve attendere anche ore per ricevere il proprio bagaglio».

Il giorno peggiore è stato lo scorso 2 agosto, con 294 ritardi accumulati, di cui 77 sono voli Alitalia. In buona sostanza per il sindacato l’esperimento è già fallito.«Non ci convincono le tesi aziendali che parlano per la consegna dei bagagli di un dato fisiologico nella norma (da 1% a 2%) di bagagli non caricati nello stesso volo, mentre per i ritardi sostengono che non sono dovuti alla gestione aeroportuale di Malpensa», spiegano dalla Cub Trasporti.

Per la sigla di base, a oltre venti giorni dall’avvio del Bridge che, come sostenuto dai vertici Sea, doveva dimostrare che Malpensa può puntare nei prossimi anni a questi livelli di traffico, la Grande Malpensa è un esperimento che non deve avere seguito.

«Gli stessi dirigenti, oltre a spiegare come mai la compagnia Alitalia ha questa situazione di ritardi, debbono anche prendere atto che oltre ai danni subiti dal territorio e dai lavoratori ci sono anche i danni ai passeggeri». Viaggiatori che, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, hanno già segnalato attraverso reclami pervenutici la situazione che ci auguriamo possa in qualche modo trovare una “normalizzazione”, perché un hub aereo così importante come Malpensa non può permettersi il prorogarsi di quanto sta accadendo.

(19 agosto 2019)

Infrastrutture: 65 milioni per nuovo ponte Casalmaggiore in cima alla graduatoria. Cavandoli (Lega): “Niente più rinvii, auspico che Toninelli approvi subito Decreto e sblocchi”


Parma, 19 Agosto 2019 - "Sono orgogliosa di comunicare che il nuovo ponte che collegherà Colorno a Casalmaggiore è in cima alla graduatoria che destina i 250 milioni di euro per la manutenzione e la realizzazione di nuovi ponti nel bacino del Po come chiedeva un mio ordine del giorno approvato con la legge Bilancio”, dice Laura Cavandoli, deputato parmigiano della Lega, autrice di un ODG che mette il nuovo Ponte di Colorno tra le priorità da finanziare con queste risorse.
Un emendamento della Lega approvato nella legge Bilancio 2019, prevedeva infatti che venisse stilata una graduatoria per l’assegnazione dei 250 milioni di euro ai soggetti attuatori e un ODG della Cavandoli ha conseguentemente impegnato il Governo a mettere il nuovo ponte tra Colorno e Casalmaggiore tra le priorità.


La nuova infrastruttura che collega Colorno a Casalmaggiore è il primo nella graduatoria dei nuovi ponti da progettare e realizzare. Lo precedono in classifica solo alcune ristrutturazioni. All’opera sono destinati 65 milioni di euro, l’importo è comprensivo dei costi per la progettazione e per la realizzazione del nuovo ponte fortemente voluto da tutta la Lega anche in Lombardia.


“L’auspicio della Lega – prosegue la Cavandoli - è che il Ministro Toninelli approvi in conferenza unificata a settembre, dopo i rinvii di luglio e agosto, il Decreto con la graduatoria che assegna in via definitiva questi fondi, i cui primi 50 milioni devono essere utilizzati nel 2019. Mi auguro che non ci siano altri ritardi per la realizzazione di un’opera fondamentale e strategica per la provincia di Parma, ma anche per tutta l'Emilia occidentale e la Lombardia”.


“Quando, tra qualche anno, l’attuale ponte dovrà essere chiuso per sempre, vi dovrà essere già una nuova struttura in corrispondenza dell'attuale per evitare nuove interruzioni insostenibili per l'economia locale e la vita dei pendolari. Ringrazio l’onorevole Lucchini, Capogruppo della Lega in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera in prima linea nella battaglia per i ponti sul Po”, conclude la Cavandoli.

(Foto di repertorio Francesca Bocchia - Inaugurazione 5 giugno 2019)

Il 2° Rally di Salsomaggiore Terme è stato vinto da Antonio Rusce e Roberto Mometti. Il pilota reggiano di Rubiera ed il navigatore varesino di Luino hanno fatto la voce grossa a bordo della Skoda Fabia R5 dell’HK Racing. Secondi i modenesi Vellani-Maletti e terzi Leonardi-Spagnoli.


Salsomaggiore Terme (PR) 4 agosto 2019  – Il quarto successo in carriera di Antonio Rusce è arrivato in occasione della seconda edizione del Rally di Salsomaggiore Terme. Insieme a Roberto Mometti, il pilota reggiano di Rubiera ha vinto con merito la corsa organizzata dalla Media Rally Promotion e dalla Media Sport Marketing in collaborazione con la SalsoRallyPromotion prevalendo in cinque prove speciali su nove in programma.


Sugli stage di Tabiano, Pellegrino Parmense e Varano, i due dell’HK Racing hanno portato la Skoda Fabia davanti a tutti facendo valere la grande esperienza maturata nei massimi campionati italiani. Con il vantaggio di 9”8 Rusce ha così scritto il suo nome nell’albo d’oro dopo la vittoria conseguita quest’anno al Raab, all’Appennino Reggiano del 2018 e al Carpineti del 2002 succedendo a Vittalini-Tavecchio, primi un anno fa.
“Volevamo testare una nuova marca di pneumatici in vista dei prossimi appuntamenti del Cir e abbiamo così vissuto una giornata di esperimenti. Siamo felici di questo risultato; si poteva certamente fare di più ma non aveva senso rischiare inutilmente” ha dichiarato il driver reggiano. Gioioso sul palco, oltre a Roberto Mometti, suo naviga, anche Sauro Farnocchia, artefice della crescita sportiva di Rusce.


Non è stata però una passeggiata per il pilota emiliano il quale ha dovuto impegnarsi per staccare i modenesi Roberto Vellani e Silvia Maletti che su una Peugeot 208 R5 (MM Motorsport) hanno vinto quattro prove chiudendo la loro classifica con meno di dieci secondi di ritardo dai vincitori. Anche la lotta per il podio è stata serrata con Mezzogori-Baldini (Skoda R5 Gima) che sono partiti forte salvo poi subire il recupero di Leonardi-Spagnoli (Skoda Sportec) che nella PS8 hanno allungato il passo grazie anche ad un errore dei due genovesi che hanno fatto spegnere la vettura. Ottima prestazione da parte del lombardo Antonello Paroli che con il figlio Davide e su Renault Clio Kit ha prevalso nelle due ruote motrici regalando spettacolo e chiudendo 5° assoluto. Peletto-Avanzi, (Peugeot 208 Sportec), Fanetti-Zoanni (Skoda), Ferrari-Cambiellini (Ford Fiesta GB Motors) e Cappi –Scorcioni (Peugeot 208 MFT) portano le loro R5 tra il sesto e il nono posto davanti alla prima S1600, la Renault Clio di Riccardo Brugo e Luca Silvestri (Miele Racing) che ha chiuso la top ten assoluta.


I varesini Matteo Bosetti e Davide Buzzi sono primi di R3C (Clio Speed Rally) e undicesimi assoluti con un risultato altisonante se si pensa che erano a secco di gare da circa due anni.

Nelle altre classi bella affermazione di Riccardo Miele e Luca Santi che dopo il 4° assoluto di un anno fa sono riusciti a primeggiare in R2 al debutto con la loro Peugeot 208.
In A7, bel duello tra i veterani Fontani e Cocco, finiti in quest’ordine con le loro Clio Williams: li troviamo in 16° e 18° posizione generale. Duello rusticano per aggiudicarsi la N3: il valtellinese Moreno Cambiaghi e l’amico Luca Guglielmetti, giunti a Salsomaggiore per testare la vettura prima del Lanterna, hanno vissuto una bella rivalità sportiva con Dodaro-Zanni, tenaci e veloci cha hanno chiuso alle loro spalle per solo 1”1.
Che dire poi di Grani-Lombardi? Hanno vinto la classe nonostante un guaio tecnico li abbia fatto perdere parecchie posizioni dell’assoluta. Tornati sulla Peugeot 106 (Julli) i due modenesi hanno dato spettacolo vincendo la A6. La A5 è andata invece ai lecchesi Brambilla-Redaelli che hanno sudato freddo per un problema elettrico nella fase finale. Dietro al pilota della ABS Sport si pè classificato il fratello Sergio, secondo.

La R3T è stata vinta da Incerti che per l’occasione ha debuttato con la DS3 di casa Citroen appena acquistata. Calzolari (Mitsubishi Lancer Evo VII) ha vinto la A8, Rivia la R1 (Suzuki Swift 1.0) ed i modenesi Di Marco la battagliata N2 (Peugeot 106). Tutte le classifiche si possono trovare sul sito http://www.mediarallypromotion.com/?page_id=905.

Trofeo BMW: Il Rally di Salsomaggiore Terme è stato anche valevole quale terzo round del Trofeo CFB2 Race Tech dedicato alle vetture BMW 318 in versione Racing Start. La corsa parmense ha fatto seguito al Milano Rally Show ed il Rally Lana di Biella e come nelle due precedenti gare è stato il 30enne piacentino Mattia Varesi a trionfare insieme a Gaia Laneri (FKP). I due hanno vinto con merito e hanno anche approfittato dell’errore di Alfano-Spagnoli che dalle zone alte della graduatoria si sono ritrovati inabissati nelle retrovie a causa di un testacoda che ha tolto loro il paraurti posteriore ma anche tanto morale. In seconda posizione si sono così classificati piacentini Vittorio Foppiani e “Hars” Ratnayake che hanno messo in campo tutte le loro forze per provare a mettere in scacco il bravo Varesi. Terzo posto per il biellese Mattia Viola in coppia con Christian Di Novi, quest’ultimo fratello del consigliere di Pellegrino Parmense. I due si sono ben cimentati su strade che hanno apprezzato anche grazie al pubblico amico del “naviga”.

Coppe Trofei – Il 2° Rally di Salsomaggiore Terme ha consegnato anche due premi prestigiosi: il 2° Trofeo Tabiano Terme è stato consegnato a Moreno Cambiaghi, vincitore della classe N3 sulla Ps7. La 2° Coppa di Pellegrino Parmense è stata assegnata invece a Casagrande-Camiscia autori del miglio tempo di classe R2B nella Ps8.


Classifica Top ten:
1. Rusce-Mometti (Skoda Fabia) in 39114”3; 2. Vellani-Maletti (Peugeot 208) a 9”8; 3. Leonardi-Spagnoli (Skoda Fabia) a 34”8; 4- Mezzogori-Baldini (Skoda Fabia) a 48”2; 5. Paroli-Paroli (Renault Clio Maxi) a 1’30”0; 6. Peletto-Avanzi (Peugeot 208 R5) a 1’40”4; 7. Fanetti-Zoanni (Skoda Fabia R5) a 2’21”8; 8. Ferrari-Ciambellini (Ford Fiesta R5) a 2’22”3; 9. Cappi-Scorcioni (Peugeot 208 R5) a 2’31”5; 10. Brugo-Silvestri (Renault Clio S1600) a 2’33”2.

Albo d’oro:
2018: Vittalini-Tavecchio (Citroen DS3 R3T)
2019: Rusce-Mometti (Skoda Fabia R5)

 

PR-II_Rally_salso-4ago19-riordino 2.jpg

 

 

 

Domenica, 04 Agosto 2019 19:00

F1, Ungheria: Budafest Mercedes

A Budapest Hamilton nega la vittoria ad un gran Verstappen. Ferrari sul podio con Vettel che subisce un distacco abissale dal vincitore. Leclerc fregato da una strategia che favorisce il compagno di squadra. A Maranello avranno ora la pausa estiva per leccarsi le ferite.

di Matteo Landi

Ha sfiorato la seconda vittoria consecutiva, l'ottava in carriera. Dopo la bella pole position conquistata sabato, ed una gara da leader, al 67esimo dei 70 giri previsti Verstappen si è visto sopravanzare da Hamilton. La Mercedes ha trovato in Red Bull-Honda l'ostico rivale che fu, lo scorso anno, la Ferrari. Ma, come spesso accadeva la scorsa stagione, quando la competizione si alza di livello Wolff e compagni mostrano gli artigli tenuti nascosti. In Ungheria Hamilton ha soffiato a lungo sul collo del rivale della Red Bull. Con l'olandese, come suo solito, rivelatosi assai arcigno nella difesa della posizione, tanto da costringere Hamilton alla via di fuga al termine di un suo deciso tentativo di sorpasso. Il cinque volte campione del mondo, quasi scoraggiato, ha così chiesto l'intervento del suo box. A circa venti giri dal termine è stato richiamato per un'ulteriore sosta l'inglese sembrava spacciato, obbligato alla seconda posizione finale. Su una pista ad essa congeniale la Mercedes ha mostrato nell'ultima frazione di gara tutta la velocità che può esprimere, se messa nelle condizioni di doverlo forzatamente dimostrare. Negli ultimi giri Hamilton è parso una furia inarrestabile e a pochi chilometri dal termine ha superato Verstappen, spegnendo la gioia dei numerosi tifosi orange presenti in circuito, si è avuta l'ulteriore dimostrazione che questa Formula non può che avere un unico Re ed un'unica Regina, Hamilton e Mercedes. Devastante, solo così si può definire il dominio della squadra anglo-teutonica. La quale, nei primi metri di gara, ha visto Bottas sprofondare in fondo al gruppo a causa del danneggiamento dell'ala anteriore in seguito ad un contatto con la vettura di Leclerc. Bottas è poi giunto ottavo al termine, compiendo una rimonta, su una pista da sempre ostica ai sorpassi, che la dice lunga sul potenziale Mercedes, per altro ben espresso dal quasi sei volte campione del mondo Hamilton. L'inglese è ancora lontano dall'avere la matematica certezza di divenire nuovamente iridato, ma i fatti dicono che non c'è motivo per cui non possa già festeggiare.

Ferrari: un minuto di silenzio

Mercedes contro Red Bull, con Honda capace di fornire alla squadra austriaca una power unit ormai al livello delle avversarie più accreditate. E la Ferrari? Dopo la buona prestazione di Hockenheim a Maranello subiscono una severa doccia fredda. Vedere la prima Ferrari transitare sul traguardo a più di un minuto di distacco dal vincitore è qualcosa che fa male al cuore dei tifosi e di ogni appassionato di Formula 1. Dispiace dirlo, ma se arrivassero le dimissioni di Mattia Binotto non ci sarebbe da stupirsi. Anche nella stagione del sesto titolo Michael Schumacher finì malamente la gara magiara, addirittura doppiato dalla Renault di Alonso. Ma in quella stagione, disputata con una Ferrari non sempre al top, Schumacher riuscì ad accaparrarsi ben sei gare, sfruttando tutte le occasioni buone nel migliore dei modi. Ottenendo poi il titolo. Soddisfazioni che non arriveranno quest'anno, in un campionato che doveva essere trionfale ed invece rischia di passare agli annali come uno dei capitoli meno nobili della storia del Cavallino. Fa discutere anche la gestione dei piloti. Avrebbe meritato il podio Leclerc: aggressivo alla partenza, abile a superare Bottas, e poi costantemente in grado di tenere a distanza di sicurezza il compagno Vettel. Come dimostrato anche in qualifica, il giovane monegasco continua ad essere più veloce del team-mate ma la squadra di Maranello sembra ancora voler seguire quelle gerarchie che ad inizio stagione parevano scontate ed adesso risultano inutili, se non addirittura nocive per l'ambiente Rosso. In Ungheria Binotto e compagni hanno diversificato le strategie dei piloti, ritardando molto la sosta di Vettel che a fine gara si è ritrovato con gomme più fresche. Al 68esimo giro è poi arrivato il sorpasso del tedesco ai danni del compagno. Considerando la (poca) velocità espressa dalle due Rosse, la gara di rimonta di Bottas e la crisi del pilota Gasly (imbarazzante il confronto con il compagno Verstappen), Leclerc e Vettel avrebbero concluso la gara comunque in terza e quarta posizione. Assommando, ai fini della classifica costruttori, gli stessi punti. Con questa scelta strategica a Maranello hanno invece deciso di mescolare le carte a disposizione, consegnando a Vettel, evidentemente ancora considerato caposquadra, un podio che pareva saldo nelle mani di Leclerc. Una scelta dubbia all'interno di uno dei weekend più difficili per la squadra italiana. Adesso arriva la sosta estiva, occasione per Mattia Binotti di una lunga riflessione. Così non va.

Alfa Romeo: Raikkonen è garanzia di punti

Se per la Ferrari si è trattato di un weekend non felice, lo stesso non si può dire della "cugina" Alfa Romeo. Considerando gli obiettivi della squadra italo-svizzera il settimo posto di Raikkonen è oro che luccica. Con il finlandese capace, nel finale, di contenere la rimonta di Bottas. Peccato per la penalità subita al termine del Gp di Germania, altrimenti oggi in Alfa Romeo potrebbero vantare ancor più punti iridati. Il 24 settembre verrà discusso l'appello presentato dalla squadra del Biscione ma nel frattempo arriverà il Gp del Belgio, che si disputerà domenica 1° Settembre, al termine della sosta estiva. L'Alfa non sarà una vettura da vertice assoluto ma il Re di Spa, Kimi Raikkonen, ce l'hanno loro.

Ferrari: le gioie arrivano dall'Academy con la vittoria di Mick Schumacher

All'interno di un weekend che ha consegnato alla Ferrari un podio amaro è arrivata per i fan del Cavallino una gioia dai contorni nostalgici, la prima vittoria in F2 di Mick Schumacher. Il tedesco, figlio del pilota più vincente di tutti i tempi, quest'anno non vincerà il titolo, appannaggio di piloti più esperti, ma ha posto un'altra pietra miliare all'interno di un percorso di crescita che si crede possa portarlo nella massima Formula. Magari al volante di una Rossa, e considerando che fa già parte del Ferrari Driver Academy chissà che il sogno di tanti, prima o poi, non si tramuti in realtà. Con Vettel, Leclerc e Mick Schumacher in panchina, a Maranello, la situazione piloti non rappresenta un problema. A patto di saperla gestire bene, come non sempre accade, vedi questa terribile domenica ungherese. A Spa, su una pista veloce, le Rosse potrebbero tornare competitive. Una vittoria, obiettivo impossibile guardando alle prestazioni espresse oggi, sarebbe un toccasana per l'intero ambiente ferrarista.

Domenica, 04 Agosto 2019 08:25

Rally di Salsomaggiore Terme: pronti, VIA!

IL RALLY DI SALSOMAGGIORE TERME PRONTO A REGALARE EMOZIONI - Scatta dalla città termale la 2° edizione del Rally di Salsomaggiore Terme che ha superato abbondantemente quota centro iscritti: sulla pedana di piazza Berzieri si presenteranno in 115.

Salsomaggiore Terme (PR) – Un caldo sole estivo ha accolto gli oltre cento equipaggi che stamane (sabato 3 agosto) si sono presentati alle verifiche sportive e tecniche nella splendida location del Centro Congressi di una Salsomaggiore Terme agghindata a festa per il secondo rally che ne porta il suo nome. Davanti alle Terme Berzieri è tanta la curiosità dei numerosi turisti che di fronte ad una Mercedes Nurburg del 1929, fanno la fila per scattare foto e selfie in prossimità della pedana di partenza che tra poche ore accoglierà gli iscritti alla gara organizzata dalla Media Rally Promotion e dalla Media Sport Marketing in collaborazione con la SalsoRallyPromotion.


Unico assente della sfida sarà proprio il padrone di casa: non sarà al via il pilota della numero 26, quell’ “Iceman” che è anche presidente del comitato organizzatore. “Il grande successo di iscritti ci soddisfa molto ma ci ha dato parecchio da fare e per questo motivo ho preferito concentrarmi sull’aspetto organizzativo; non avrei avuto la lucidità necessaria per affrontare con la giusta grinta le prove speciali” ha spiegato il driver piacentino che sarà ovviamente onnipresente nelle vesti di organizzatore.
Rispetto ad un anno fa lo staff di gara, in collaborazione con l’amministrazione comunale ed il plesso termale, ha apportato qualche miglioria ed ecco che la location antistante le “Thermae” Berzieri ha fatto molto parlare in quanto suggestivo e caratteristico luogo.

La corsa, dopo la passerella di oggi, riserverà i suoi momenti agonistici per la giornata di domani, domenica 4 agosto, quando i concorrenti – 115 tra moderne, storiche e regolarità- affronteranno per tre volte le speciali di Varano, Pellegrino e Tabiano. L’arrivo è previsto per le 18.22 dopo la disputa di 63,15 chilometri di gara; a tal proposito è stata molto apprezzata la logistica visto che il percorso totale raggiunge solamente 239 km, segno di un rally compatto e concentrato con ridotte tempistiche e poche pause.

A1 MILANO-NAPOLI: CHIUSA PER UNA NOTTE L'ENTRATA DELLA STAZIONE DI TERRE DI CANOSSA CAMPEGINE

Per programmati lavori di manutenzione, nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 agosto.

Roma, 1 agosto 2019 - Sulla A1 Milano-Napoli, per programmati lavori di manutenzione, previsti in orario notturno, a ridotta circolazione di veicoli, sarà chiusa l'entrata della stazione di Terre di Canossa Campegine, direzione Milano, dalle 22:00 di venerdì 2 alle 6:00 di sabato 3 agosto.
In alternativa si consiglia di entrare alla stazione di Reggio Emilia o di Parma.

Costanti aggiornamenti sulla situazione della viabilità e sui percorsi alternativi sono diramati tramite i collegamenti "My Way" in onda su Sky Meteo24 (canale 501 Sky), su Sky TG24 (canali 100 e 500 Sky e canale 50 del digitale terrestre), su La7 e La7d (canale 7 e 29 del digitale terrestre), sulla App My Way scaricabile gratuitamente dagli store di Android e Apple. Sul sito autostrade.it, su RTL 102.5, su Isoradio 103.3 FM, attraverso i pannelli a messaggio variabile e sul network TV Infomoving in area di servizio. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il call center Autostrade al numero 840.04.21.21, attivo 24 ore su 24.

Domenica, 28 Luglio 2019 21:32

Gp di Germania: un bagno di gloria

Scende la pioggia ad Hockenheim e si accende lo spettacolo. Vince Verstappen, Vettel rimonta dall'ultima posizione. Nel giorno della débâcle Mercedes, e dell'errore di un lanciatissimo Leclerc, vince la Formula 1. Bentornata!

di Matteo Landi

Ad Hockenheim si attendeva l'ennesima cavalcata vincente di Hamilton e Bottas, a sublimare i festeggiamenti per i 125 anni di motorsport della Casa della Stella. L'intero circuito addobbato con striscioni Mercedes, Stelle a tre punte ovunque, persino sulla cartellonistica del podio. Ma quando vuole il destino può essere beffardo, ed oggi lo ringraziamo. A Stoccarda avranno storto la bocca durante un pazzo Gp di Germania che, per lo spettacolo offerto, ha sicuramente riconciliato i fans con il Grande Circus. In un campionato stradominato e sterilizzato dal dominio Mercedes serviva una bella gara bagnata per svegliarci dal torpore. In un weekend in cui è successo veramente di tutto.

Podio inatteso

Il podio finale vede tre piloti belli sorridenti ritirare trofei di dubbio gusto. Verstappen, Vettel e Kvyat hanno i lori buoni motivi per festeggiare. L'olandese è alla settima vittoria in carriera, la seconda con il motore Honda (alzi la mano chi, ad inizio stagione, si sarebbe mai immaginato, non uno, ma addirittura due successi per il costruttore nipponico), Vettel ancora non vincente ma capace di conquistarsi un insperato podio dopo essere partito dalla 20esima posizione e Kvyat in grado di regalare il secondo podio della storia alla Toro Rosso, dopo la vittoria monzese di Vettel nell'ormai lontano 2008. Un podio su cui non è salito nessun pilota Mercedes, entrambi incappati nel loro peggior weekend dell'anno. In quello che è probabilmente il miglior fine settimana per l'intera Formula 1, intesa come sport. Sorpassi, ruotate, colpi di scena, errori clamorosi. Una volta Bernie Ecclestone propose di irrigare artificialmente i circuiti ogni fine settimana di gara. Si trattava di una mera provocazione, in quanto nella democratica Formula 1 era, ed è tutt'oggi, difficilissimo scrivere nuove regole che vadano a favorire lo spettacolo trovando il consenso dei costruttori, focalizzati solamente sugli interessi personali. Ad Hockenheim la pista bagnata, in questo caso non artificialmente, ha regalato tutto lo spettacolo che serviva a questa Formula 1, rimescolando più volte le carte durante i 64 giri di gara. Provocando tanto nervosismo nel box Mercedes, altrimenti lanciata verso l'ennesima vittoria, e molta delusione in quello Ferrari, quando Leclerc, velocissimo nella prima parte di gara, si è schiantato contro le barriere mentre la sua Ferrari montava gomme da asciutto su pista ancora umida.

Ferrari, affidabilità carente ma ritrova Vettel. Un podio che regala ossigeno. Leclerc, che peccato!

A Maranello non hanno certo facilitato la vita ai loro piloti, costretti a rincorrere dopo un sabato a dir poco disastroso. Con entrambe le Rosse ammutolite all'interno del box per problemi tecnici Vettel non è riuscito a compiere neanche un giro cronometrato e Leclerc si è ritrovato costretto ad abbandonare la lotta per la pole position prima che iniziasse il Q3. Morale: ventesima posizione in griglia per il tedesco, decima per il monegasco. In gara, mentre Leclerc rimontava furiosamente fino a candidarsi per la vittoria, il plurititolato compagno arrancava, non riuscendo a tenere il passo dell'Alfa Romeo di Raikkonen. Dopo l'errore di Leclerc e con l'asciugarsi della pista tutto è cambiato per il quattro volte campione del mondo. Quando a pochi giri dalla fine è entrata in pista l'ultima safety car, in seguito all'errore di Bottas, stampatosi contro il muro, Vettel si è ritrovato fra le mani la vettura più veloce del lotto. Come dimostrato nelle prove libere del venerdì, disputate su asfalto asciutto, la Ferrari ha finalmente messo in mostra quello che era il suo reale potenziale e Vettel dalla quinta posizione è risalito alle spalle del vincitore Verstappen. Poteva essere una domenica veramente trionfale per la Ferrari ma a Maranello possono festeggiare la ritrovata fiducia del quattro volte campione del mondo, oltre a confidare nel fatto che per il futuro possono contare su un cavallino di razza come Leclerc. Oggi ha sbagliato, come Hamilton, Bottas, Hulkenberg e tanti altri. Ma è più facile perdonare l'errore di un pilota che si trova al secondo anno nella massima formula.

Hamilton: il giorno degli errori. Bottas: occasione persa

Pareva impossibile ma siamo a commentare errori compiuti da Lewis Hamilton. Poco male per le sue ambizioni iridate: fosse successo l'anno scorso, all'interno di un campionato più "tirato" (ma accadde a parti invertite, con Vettel a muro) sarebbe stata una disgrazia, ma quest'anno non gli cambia una virgola ai fini della classifica. Tanto più che anche Bottas è uscito a zero punti dal weekend germanico. Tuttavia fa sensazione che un pilota come l'inglese sia riuscito a mettere insieme tanti sbagli in una sola gara. Nell'ordine: va a copiare l'errore di Leclerc, uscendone con solo l'ala anteriore danneggiata, incappa in una penalità per essere entrato in modo scorretto in corsia box, per ultimo compie un testacoda a velocità elevata distruggendo gli pneumatici. Nel mezzo tante sbavature. Bottas avrebbe potuto accorciare sensibilmente il suo distacco in classifica iridata. Ed invece sbatte violentemente contro il muro. Morale: il finlandese non coglie l'occasione di passare dal ruolo di gregario di lusso a quello di contendente per il titolo e Mercedes esce da Hockenheim con due miseri punti artigliati. Sarebbero stati zero senza la penalità ricevuta dopo il termine della gara dal duo Alfa Romeo. Considerando quello che significava questo weekend per la Casa di Stoccarda, beh....dalle stelle alle stalle.

Verstappen, Red Bull e Honda. Chi l'avrebbe mai detto?!

Ha brillato invece la Stella di Verstappen. Anche lui incappato in un testacoda, senza però conseguenze per la sua monoposto. L'olandese è ormai una delle certezze della Formula 1 e, non a caso, l'unico capace di spezzare il dominio Mercedes 2019. Pochi mettono il luce il fatto che Red Bull stia vincendo con power unit Honda. I giapponesi hanno raggiunto livelli di performance assolutamente impensabili fino allo scorso anno. Nei quali non hanno creduto in McLaren durante tre lunghi anni di delusioni, necessari ad Honda per avvinarsi alle prestazioni di Mercedes, Ferrari e Renault.

Outsider in festa. Alfa Romeo, top ten poi la bruciante penalità.

Si è trattato di un weekend da ricordare anche per Stroll, quarto grazie ad una strategia impeccabile, e per Albon, sesto. Avevano festeggiato anche in Alfa Romeo. Raikkonen in qualifica era riuscito a conquistare un'incredibile quinta posizione. In gara è stato anche fra i primi tre, prima di sprofondare fuori dai punti a causa di un pit stop effettuato troppo tardi. Alla fine era riuscito a strappare una settima posizione finale, portandosi dietro un Giovinazzi più che convincente. La gioia del box italo-svizzero è però durata poche ore: entrambi si sono visti aggiungere ben 30 secondi sul loro tempo di gara, finendo fuori dai punti. I commissari hanno rilevato delle irregolarità durante la procedura di partenza dei piloti della squadra del Biscione. Una brutta batosta, anche di immagine. Non mancheranno, certamente, opportune spiegazioni da parte della squadra. A beneficiarne Hamilton, che risale così in nona posizione e Kubica, al primo punto iridato dopo il rientro in F1.

Prossima tappa: Ungheria

Dopo un avvincente Gp di Germania il prossimo weekend il Circus farà tappa in Ungheria, su una pista angusta e lenta, in cui Mercedes dovrebbe tornare a farla da padrona. Usiamo il condizionale però, perchè anche in un campionato monocolore come quello in corso, le sorprese non sono da escludere. Hockenheim insegna.

Di Redazione - Un lettore della Gazzetta dell'Emilia in vacanza nell'Isola di Naxos in Grecia, la più grande delle Cicladi, situata nell'Egeo Meridionale, ci invia questo video e questa foto di uno strano animale del luogo, chiedendo informazioni a riguardo.

Qualcuno è in grado di identificarlo? (N.C.)

Nel week end di Rieti del Campionato Italiano Velocità (CIV) Open A, ancora una volta jacopo Villani si distingue per capacità di guida.

di Redazione Guastalla 24 luglio 2019 - Nel doppio appuntamento di Rieti, disputato al Circuito La Scintilla, Jacopo Villani conclude al terzo posto. Solo alcuni problemi tecnici hanno trattenuto il giovane centauro guastallese che a gara 1 si era piazzato sulla pedana d’onore dietro a Mattia Triburzi, seguito da Luca Bandini.

In gara 2, pur partendo più veloce degli avversari che lo precedono, Jacopo#8 è costretto a rallentare per un secondo problema tecnico, il primo era accaduto durante le qualifiche, obbligandolo a gestire la gara per ottenere il miglior risultato per la classifica generale finale.

Alla fine infatti Jacopo Villani esce con un terzo assoluto di giornata ed è anche terzo in classifica generale (33 punti) a soli 3 punti da Luca Bandini (36 punti) che occupa la seconda posizione, mentre la testa della classifica è ancora saldamente in mano a Mattia Triburzi che ha al suo attivo ben 5 vittorie e due secondi posti.

“Nella classifica di giornata, commenta Jacopo Villani a fine gara, sono terzo e questo mi dà un po’ di dispiacere perché mi fa allontanare dalla vetta della classifica. Prometto però, che insieme al mio Team Giracing, darò il tutto per tutto all'ultimo appuntamento di Jesolo in programma a fine settembre. Come sempre ringrazio il Team Giracing, tutti i miei sponsor che mi appoggiano e tutti quelli che credono e tifano per me a partire dai miei genitori e mia sorella.”

#SUOMY Helmets #Giracing Minibike Technology #RMU Moto #Falegnameria Cavazzoni #Samuele Ferretti #La Pinta #Valentina Ruggieri @Slem @Ciemme #Mirko Brasu #Mulino Alimentare #Matteo Rocky

 

Jacopo#8 Rieti 21lug19-IMG-20190723-WA0000 (1).jpg

 

Lettera aperta del Manifesto San Leonardo alla amministrazione comunale di Parma, questa volta in relazione al nuovo insediamento commerciale di via Brodolini e alla viabilità.

Egregio Assessore Benassi
Egregio Assessore Alinovi

E p.c. CCV SAN LEONARDO
E p.c. CCV CORTILE SAN MARTINO

Spett.li ORGANI DI INFORMAZIONE

Con la presente facciamo seguito alle nostre precedenti comunicazioni, che peraltro non hanno ricevuto risposta, per esprimere il nostro sbigottimento in merito alla viabilità relativa al nuovo insediamento commerciale di Via Brodolini (che per chi non lo sapesse si trova tra Via Guerci e lo svincolo della tangenziale).

Per l’ennesima volta i cittadini vengono a conoscenza degli interventi decisi dal comune (tipologia dell’insediamento, viabilità) solo a cose fatte e non in precedenza, in barba alla tanto sbandierata partecipazione.

Infatti, stando a quanto per adesso è rilevabile dalla segnaletica già installata (di cui alleghiamo le foto), le direzioni che potranno utilizzare i fruitori della nuova struttura commerciale, saranno sicura fonte di problemi quali: traffico parassitario verso la zona residenziale, traffico caotico verso la rotatoria dell’uscita tangenziale N° 5, corsia Sud, in prossimità dell’ingresso del centro commerciale Euro Torri. Menzione particolare merita la direzione che porterà da Via Brodolini a Via Guerci, una piccola via a senso unico con sbocco su Via San Leonardo proprio di fronte a Via Silva, ossia l’accesso al centro commerciale suddetto da Via San Leonardo, zona già oggetto di nostre segnalazioni perché particolarmente densa di traffico e di problemi.

Con quale logica si prevede di aggiungere traffico a zone già problematiche prima del nuovo insediamento; con quale strategia?

Dopo la realizzazione di una mini-zona 30 (via Milano/Via Ravenna/Via Prampolini), attesa da tanti anni, a due passi da quell’area sorgerà una “Zona 30&Lode”!

Cordialmente

MANIFESTO PER SAN LEONARDO

Lo scalo di Linate chiude per tre mesi dal 27 luglio al 26 ottobre, dirottando i voli su Malpensa. La causa sono dei lavori che prevedono il rifacimento della pista e l'installazione di quattro nuovi sistemi per la gestione dei bagagli così da aumentare la sicurezza e ridurre i tempi di ritiro e riconsegna.

Si tratta di una delle diverse misure previste dal Comitato Provinciale dell'Ordine e della Sicurezza Pubblica in Prefettura a Varese, che ha disposto maggiori controlli su strade e autostrade e presidi di forze dell'ordine e vigili del fuoco per garantire la sicurezza in aeroporto. Un'operazione non da poco per i milanesi, abituati ad avere lo scalo a soli 7 Km dal centro della Città, che per 3 mesi dovranno percorrerne 43 in più insieme ai 700 lavoratori aeroportuali, che lo faranno ogni giorno. Per garantire i collegamenti anche Trenord aggiunge 18'500 posti ai 146 Malpensa Express, uno ogni 15 minuti, che collegano Milano allo scalo varesino.

Dal 1937, anno della sua inaugurazione, l'aeroporto di Linate ha chiuso nel 1982 e nel 2002. Nel primo caso fu per 56 giorni e i voli furono dirottati a Malpensa, che era ancora "piccola" e coincideva con l'attuale Terminal 2. In due mesi venne rifatta la pista e fu introdotto il sistema 'Ils' di atterraggio strumentale, con migliorie sul fronte della viabilità per l'accesso all'aerostazione. Vent'anni più tardi la chiusura fu limitata a 3 settimane, sempre per lavori alla pista. Il fermo di quest'anno invece è più importante. Si è partiti lo scorso maggio con lavori nell'aerostazione, con il rifacimento della facciata previsto nel 2021, in coincidenza con l'apertura della linea 4 della metropolitana.

Nei prossimi 3 mesi evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", sono in programma il rifacimento della pista, da eseguire secondo la normativa ogni 20 anni, e l'installazione dei quattro nuovi sistemi di Bhs, per la gestione dei bagagli, per aumentare la sicurezza riducendo i tempi di ritiro e di riconsegna.

(15 luglio 2019)

Hamilton vince e per Mercedes sono nove centri su dieci gare stagionali. Leclerc, terzo, entusiasma e conferma essere il futuro della Formula1. Disastro Vettel: è 15esimo. Bene Raikkonen.

di Matteo Landi

Mancassero le due Mercedes parleremmo di una delle stagioni di F1 più emozionanti di sempre. Ma la vincitutto dell'era turbo-ibrida c'è e continua imperterrita la sua marcia trionfale. A Silverstone le battaglie in pista ci sono state, eccome. Sorpassi e controsorpassi, ruotate, frenate al limite. Dalla terza piazza in giù le posizioni sono rimaste incerte per tutti i 52 giri di gara. La vittoria è stata invece un affare conteso fra i piloti delle frecce d'argento, con un tonicissimo Bottas capace di scattare ottimamente dalla prima posizione in griglia conquistata sabato, con un giro che ha annichilito i migliaia di fans occorsi sulla storica pista inglese per applaudire il loro idolo Hamilton. La lotta fra i due per alcuni giri è stata entusiasmante. Poi la safety car, entrata al 21esimo giro in seguito all'uscita di pista di Giovinazzi, ha spento i sogni di gloria di Bottas: con la vettura di sicurezza in pista Hamilton ha potuto svolgere la sua sosta mentre gli altri, in pista, procedevano a rilento. Di fatto la vittoria dell'inglese è maturata così. Le statistiche recitano quota 80 per Lewis, sempre più vicino al record assoluto di 91 successi che Michael Schumacher ha costruito quando i campionati avevano meno gare in calendario. Se il campionissimo tedesco ha potuto godere delle prestazioni vincenti Ferrari, raggiunte grazie ad anni di sacrifici compiuti dallo stesso driver teutonico, Hamilton si trova a far parte del ciclo vincente più dominante di sempre. Se la Ferrari di Ross Brawn e Rory Byrne risultò imbattibile nel 2002 e nel 2004, quando avrebbe vinto forse con chiunque, l'armata anglo-germanica attualmente non lascia spazio a nessuno dal 2014. E fino a quando non ci sarà un drastico cambio dei regolamenti difficilmente vedremo cambiare l'andazzo.

Mercedes imbattibili ma i riflettori sono tutti per Leclerc e Verstappen

Se da metà gara in avanti i piloti nelle prime due posizioni non sono quasi mai stati inquadrati dalle telecamere il merito è di coloro che saranno il futuro della categoria: Charles Leclerc e Max Verstappen. Dopo l'ingiustizia subita in Austria il pilota Ferrari era pronto a prendersi la rivincita in terra inglese. Oggi, su una pista in cui il carico aerodinamico Red Bull faceva la differenza, Verstappen e Gasly avevano a disposizione un'arma se non vincente quantomeno da podio. Hanno dovuto fare i conti con un Leclerc fenomenale. Non ci sono aggettivi per descrivere quanto mostrato questo fine settimana dal monegasco, in qualifica capace di cogliere la terza posizione ad un soffio dal poleman Bottas, in gara un osso duro per chiunque. Verstappen è stato una costante spina nel fianco per il pilota Ferrari, che ha mostrato più volte gli artigli durante la strenua difesa della posizione. L'ingresso della safety car ha poi scombinato anche i suoi piani. Il box Ferrari ha tardato a richiamarlo ai box costringendo Leclerc alla sesta posizione. Tutto da ricostruire per il pilota n°16 che non si è dato per vinto regalandoci il più bel sorpasso della stagione, girando all'esterno di un Gasly fino a quel momento impeccabile ma sorpreso dalla prodezza dell'avversario. A quel punto il podio non sembrava un obiettivo più alla sua portata, con il terzo gradino conteso da Vettel, terzo grazie alla sosta in regime di safety car, e Verstappen. Ma se in Ferrari possono gioire per la precoce maturità raggiunta da Leclerc, sanno di dover fare i conti con il carattere double face di colui che, teoricamente, dovrebbe essere il caposquadra. Vettel. E così pochi km dopo la magia di Leclerc, ecco la castroneria di Vettel, con il tedesco che frana addosso a Verstappen e, senza volerlo, spiana la strada per il podio al monegasco. La fortuna aiuta gli audaci, è cosa nota. Novità di metà campionato è che a Maranello la punta di lancia è un pilota di 21 anni e non un quattro volte campione del mondo.

Alfa Romeo si gode Kimi

Provocazione delle provocazioni: se quest'anno a Maranello avessero avuto la coppia Raikkonen-Leclerc, a quale campionato staremmo assistendo? Mentre Vettel, inspiegabilmente, si perde in ripetute sbavature, in Alfa Romeo si stanno godendo la concretezza del buon vecchio Kimi. Poche esuberanze, mai i riflettori puntati ma guardi la classifica e vedi il finlandese buon ottavo, capace di artigliare altri preziosissimi punti anche a Silverstone. In classifica piloti Raikkonen si trova ora in ottava posizione, secondo degli altri dopo Sainz. Con il suo apporto di 25 punti in carniere permette alla squadra del biscione di ritrovarsi sesta nel campionato costruttori a quota...26 lunghezze. Se Giovinazzi, oggi ritirato, dovesse definitivamente ingranare, la squadra italo-elvetica potrà puntare ancora più in alto.

Dopo l'ostica Silverstone in Ferrari si preparano ad Hockenheim

Con la terza posizione di Leclerc la Ferrari lascia la Gran Bretagna con un paio di convinzioni in più: le capacità del giovane monegasco sono ormai una certezza e gli sviluppi della vettura vanno nella direzione giusta. A Maranello sapevano che la gara inglese sarebbe stata ostica ma, con le ultime modifiche apportate alle vetture, sono riusciti a limitare i danni. E fra due settimane a Hockenheim, su un circuito più congeniale alle caratteristiche della Rossa, potremmo vederne delle belle. Anche per quest'anno i sogni iridati sono destinati a rimanere tali, ma perchè non provare a togliersi delle soddisfazioni?

Sabato, 13 Luglio 2019 06:47

Cosa vedere a Roma in un giorno

Se ti stai domandando cosa vedere a Roma in un giorno… la risposta non può che essere “poco”. O, almeno, pochissimo rispetto al ventaglio di straordinari luoghi di interesse che dovresti annotare nel tuo taccuino, e che rischieranno invece di essere trascurati da una visita troppo breve nella Capitale.

Ad ogni modo, c’è qualcosa che puoi fare: prenota il tuo posto auto al parcheggio dell'aeroporto e poi dirigiti alla volta del monumento più noto di Roma, il Colosseo, un enorme anfiteatro costruito tra il 70 e l'82 d.C. come sede di combattimenti tra gladiatori, leoni e altro ancora. Oggi il Colosseo è uno dei monumenti più popolari al mondo, e può costituire una utile base di partenza per la tua visita nell’urbe grazie anche al fatto che nelle vicinanze è possibile visitare gli scavi e il museo del Palatino, sede di imperatori romani e aristocratici. Dirigiti quindi verso i Fori imperiali, un enorme complesso di templi, basiliche e altro, centro cerimoniale, legale, sociale e commerciale dell'antica Roma. 

Quindi, puoi dirigerti verso la magnifica Fontana di Trevi, completata nel 1762: l’usanza di lanciare una moneta per augurio di buona fortuna e per assicurarsi il ritorno a Roma è rimasta immutata nei secoli. Il nostro occhio cade quindi sul Pantheon, con buona conservazione nonostante gli anni alle spalle, con la sua spettacolare cupola.

Se poi non ne avete abbastanza perché non passare la mattina a Campo dei Fiori, un mercato vivacissimo che, in fin dei conti, può rappresentare un interessante punto di partenza per la tua giornata. Da lì potrai passeggiare lungo il Tevere fino a Ponte Sisto, attraversare il fiume fino al quartiere di Trastevere e visitare la chiesa di Santa Maria, la prima chiesa cristiana di Roma. Attraversa l'altro lato e prosegui fino al Ghetto ebraico, dove troverai diversi luoghi in cui gustare l'interessante cucina ebraica di Roma.

Dalla trafficata Piazza Venezia, snodo dei trasporti e sede del Monumento a Vittorio Emanuele, si sale infine al Campidoglio, da dove si può godere di una favolosa vista sul Foro Romano. La piazza è stata progettata da Michelangelo e i musei che qui sono presenti sono tra i più antichi del mondo. Palazzo Nuovo ha sculture greche e romane e Palazzo dei Conservatori ha gallerie d'arte, sculture e affreschi che non disdegnerai di certo! 

Tra gli altri luoghi di interesse che potresti mettere nel mirino c’è la Via Appia Antica, la strada principale dell'antico Impero Romano, oggi un parco regionale, il Parco Regionale dell'Appia Antica. Prendei l'autobus per visitare le catacombe di San Callisto, la più grande e suggestiva delle catacombe del periodo romano. Poi, a piedi o noleggiando una bicicletta, percorri l'antica strada, fiancheggiata da tombe, monumenti e chiese. 

Infine, se ti è rimasto del tempo, vai verso Piazza del Popolo e percorri Via del Corso, la principale via dello shopping. Svolta in Via Condotti epercorrila fino a Piazza di Spagna. Fare shopping e osservare le persone è un'ottima attrattiva in questa zona, e non danneggerà certamente il tuo budget se non cederai alle tentazioni!

Mercoledì, 10 Luglio 2019 09:38

Nuovo Mercedes-Benz GLB - VIDEO

Ottavo membro della famiglia di compatte della Stella, il nuovo Mercedes Benz GLB, è un SUV versatile e spazioso. Il primo compatto che preveda una versione a 7 posti. Guida sportiva e sensazione di controllo assoluto: il display head-up trasforma il parabrezza in un'elegante plancia digitale. Arriverà in Italia entro la fine dell'anno. 

Tutti i dettagli nel video in collaborazione con VIDEOMOTORI

 

 

Martedì, 02 Luglio 2019 07:59

Attenti alla Mucca!

Mucca aggredisce un escursionista.Un 55enne italiano è finito all'ospedale con gravi ferite alla testa

Un escursionista 55enne italiano è stato aggredito e ferito gravemente da una mucca nutrice ieri pomeriggio sul passo del Bernina, in località Braita, nel comune di Poschiavo (Gr). Il fatto è accaduto alle 16, riferisce una nota della polizia cantonale retica.

Insieme alla moglie l'uomo stava attraversando un pascolo di vacche nutrici recintato quando l'animale lo ha attaccato e ha desistito dal suo intento solo dopo l'intervento di un residente della zona, che è riuscito ad allontanare la bestia.

La vittima è stata trasportata all'ospedale di Poschiavo con gravi ferite alla testa. La donna ha subito uno shock.

Non è il primo caso del genere che avviene nei Grigioni, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti". Per tale ragione invita gli escursionisti a non avvicinarsi ai vitelli, a mantenere una debita distanza dagli animali e a non lasciar circolare cani senza guinzaglio.

(01 luglio 2019)

Lunedì, 01 Luglio 2019 21:33

Gp d'Austria: Il Grande Circo

Leclerc ad un passo da una meritatissima vittoria. Verstappen ed i commissari gliela negano. Vettel quarto rimedia ad un sabato, per lui, da incubo. Mercedes in difesa. Ma ancora una volta ci si domanda: che fine hai fatto Formula 1?

di Matteo Landi

Dopo aver dominato nelle Formule propedeutiche ed aver disputato una prima stagione convincente in F1, Charles Leclerc è approdato in Ferrari. Un talento cristallino alla guida di quella Rossa che tutti vorrebbero fra le mani. Eppure il monegasco, dopo 9 gare, non è ancora riuscito a festeggiare un podio come avrebbe voluto. Inclusa la gara austriaca di ieri può vantare già quattro arrivi fra i primi tre. Ma per Charles non è abbastanza. E soprattutto non ha ancora gioito come avrebbe voluto e come si sarebbe meritato. La quasi vittoria in Bahrain, stoppata da problemi tecnici, un terzo posto poco convincente in Canada, nella gara moralmente conquistata dal compagno di squadra Vettel, poi una bella terza piazza in Francia, ma ad un soffio dal secondo gradino del podio, perso per pochi decimi. L'Austria era la sua occasione d'oro. Dopo essersi imposto dalle prove libere alle qualifiche, con una sonora pole position, ed aver condotto 68 giri sui 71 di gara previsti, alla 69esima tornata il ciclone Verstappen si è imbattuto, è proprio il caso di dirlo, nel ferrarista. Il pilota Red Bull, in rimonta con pneumatici più freschi, era ormai da alcuni giri una reale minaccia per il monegasco. Pochi km prima del fattaccio aveva già provato l'infilata al tornante, ma Leclerc aveva tenuto duro e sulla traiettoria esterna, in uscita, aveva trovato la trazione necessaria per non farsi sopravanzare. Una lotta meravigliosa, fra due talenti indiscussi. Peccato che l'olandese, come già mostrato in passato, tenda spesso a spegnere il cervello quando trova qualcuno in grado di tenergli testa. Non come Bottas, sopravanzato come fosse un'anziana signora in coda al supermercato. L'infilata di Verstappen al 69esimo giro non ha concesso diritto di replica all'avversario, speronato e mandato fuori pista. Dopo il traguardo i commissari hanno impiegato svariate ore per decidere se ci fossero la condizioni per penalizzare l'olandese. Non se la saranno sentita di rovinare la festa alla Honda, tornata alla vittoria dopo anni di patimenti prima in McLaren e poi in Toro Rosso. Avranno subito l'energia dei migliaia di fans orange che hanno assediato il circuito. Fatto sta che il risultato è rimasto invariato. Non può che avere il sapore amaro della beffa per la Ferrari, mazziata ingiustamente in Canada, ed ancora una volta bastonata dopo la gara austriaca. Prima nelle vesti dell'accusata, poi nei panni dell'accusante: comunque la si metta a Maranello tornano sempre a casa con le pive nel sacco. E questo fa rabbia ma deve anche far riflettere.

Ferrari, sempre mazziata

Non è bello per lo sport, ma le regole sono le regole, dissero i commissari dopo il Gp nordamericano. Ci dispiace ma sono le corse, tuonano gli steward in Austria. Potremmo chiederci, e giustamente lo facciamo, quanto il business sia andato oltre all'essenza dello sport. Se in Canada la penalità a Vettel era un colpo nello stomaco di chiunque ami le competizioni, ma regolamento alla mano poteva essere data, in Austria, come dichiarato da Mattia Binotto, non c'erano le condizioni per poter confermare la vittoria a Verstappen. La colpa non era dei commissari, quando in Canada applicarono il regolamento, ma delle stesse regole che tarpano le ali allo spettacolo. Regole che i commissari non hanno voluto osservare in Austria. Ma perchè quando la Ferrari è chiamata in causa, la bilancia pende sempre dalla parte a lei opposta? C'è chi lo definisce "potere politico", chi a questo punto si chiede quanto siano preparati gli uomini in Rosso quando c'è da affrontare "una battaglia legale". Tutto sommato qualche dubbio viene se si considera che fra le prove per riprendersi la vittoria di Vettel, gli uomini di Binotto portarono all'attenzione di Pirro e compagni l'analisi video di Sky Sport Uk esposta dall'ex pilota indiano Karun Chandhok. Quello che è certo è che quel peso Ferrari, quel timore reverenziale con cui potevano farsi scudo a Maranello, adesso non c'è più.

Vettel: l'inaffidabilità Ferrari priva Leclerc di un appoggio

Vittoria sfumata a parte la Scuderia dovrà continuare a lavorare sul fronte affidabilità. A fine gara il dominatore Leclerc avrebbe potuto avere un alleato fondamentale in Vettel. Invece, per il tedesco, le speranze di podio sono naufragate quando in qualifica non è riuscito ad andare oltre la nona piazza a causa di un problema idraulico. In gara, nonostante un pit-stop drammatico, il pilota n°5 si è ripreso bene, battendo un poco convincente Hamilton e portandosi a ridosso dell'ultimo gradino del podio. Occupato da un Bottas che ancora non mostra la tempra del campione. Considerando il passo delle Rosse, però, Vettel avrebbe potuto togliersi ben altre soddisfazioni.

Hamilton: il leone stavolta non ha ruggito

A proposito di Hamilton, solo quinto al traguardo. Il campione del mondo in carica ha scontato una penalità di tre posizioni in griglia di partenza, divenute due per la sanzione subita da Magnussen, qualificatosi quinto ma partente decimo. Nessun problema meccanico per l'inglese che a fine prove ha fatto mea culpa per aver colpevolmente ostacolato Raikkonen, che si trovava nel suo giro veloce. Il pilota Mercedes in gara, poi, non è sembrato incisivo. Anzi, le sue continue divagazioni oltre i cordoli lo hanno obbligato alla sostituzione del musetto della sua Mercedes. Su una pista totalmente diversa da quella di Barcellona, sulla quale la Mercedes fa il bello ed il cattivo tempo grazie alla sua efficienza aerodinamica, le due frecce d'argento hanno faticato. Mostrandosi battibili. Ed a Maranello non possono che mangiarsi le mani.

McLaren e Alfa Romeo: marchi da pelle d'oca che tornano alla ribalta

Tre top team a parte, è necessario rimarcare le prestazioni ottenute dai McLaren boys e da quelli più o meno giovani dell'Alfa Romeo. Sesto Norris, ottavo Sainz, che era partito dal fondo del gruppo. A Woking stanno compiendo importanti passi in avanti. Che sia da ascrivere anche all'assenza di quella pressione che la presenza di Alonso portava alla squadra? Sul Red Bull Ring anche la squadra del Biscione conquista un doppio arrivo a punti. E Giovinazzi artiglia il suo primo punto iridato. Il pilota di Martina Franca ha finalmente disputato un weekend esente da errori, allineandosi al passo del suo capo-squadra. Che sia la svolta per il nostro portacolori? Se per i tifosi italiani la lotta al vertice logora il fegato, ecco che un pò di sollievo arriva quindi dal centro gruppo.

Prossima tappa: Silverstone

Domenica 14 luglio, a Silverstone, Vettel e Leclerc sperano possa realizzarsi quel weekend perfetto che ancora non è arrivato ed i piloti Alfa Romeo potrebbero confermare quanto di buono mostrato in Austria. La Formula 1 è un Circo ed ultimamente la finzione sembra prevalere sulla realtà. Un wrestling che talvolta strizza l'occhio al passato ruggente che, forse, non tornerà più. Travolta da decisioni (insensate?), prese da chi non corre, che lasciano l'amaro in bocca. Ma questo è quello che passa il convento e speriamo che le campane tornino presto a suonare a festa. Non solo per la Rossa, ma per l'intera Formula 1 che ha bisogno di ritrovare se stessa.

Quando si parla dei sapori liguri si apre un mondo. In Italia si mangia molto bene ovunque e le tradizioni regionali sono uno dei fiori all'occhiello della cultura gastronomica.

Tra le tante regioni in cui si mangiano delle specialità uniche e apprezzate in tutto il mondo c'è la Liguria. Se si pensa a questa terra, probabilmente la prima cosa che viene in mente è la focaccia ligure. Tuttavia questa non è la sola prelibatezza che questa regione ci propone. Scopriamo insieme tutto quello che di buono c'è da assaggiare.

I veri sapori liguri dalla focaccia alle olive

Quali sono, quindi, i veri sapori della tradizione ligure? L'elenco è decisamente lungo.
Si può dire che si tratta di una cucina povera e tradizionale che, nella maggior parte dei casi, attinge a piene mani da quelle che sono le materie prime della regione.

Ingredienti tipici della cucina ligure sono erbe selvatiche come, ad esempio, il rosmarino, il timo, la maggiorana; i prodotti che vengono tradizionalmente coltivati negli orti delle abitazioni, come il basilico, i pomodori, le cipolle ecc. Ma non solo: anche le zucchine trombette, i carciofi albenganesi, i tartufi della Valbormida, l'olio d'oliva e il tanto pesce sono elementi essenziali di questa cucina.

Come detto, se si pensa alla Liguria, una delle prime cose che vengono in mente sono le gustosissime focacce. Esse sono l'emblema di questa regione dato che sono fatte a mano, con olio, sale e il rosmarino: sapori liguri per eccellenza e un gusto che viene amato in tutto il mondo.

Non è, però, la sola cosa da assaggiare. Ci sono anche le olive in salamoia, come quelle vendute da Sommariva, che sono uno dei sapori più tradizionali di Liguria. Del resto, le famose olive nere taggiasche sono una chicca tipicamente ligure che va ad arricchire insalate, antipasti freddi e caldi e così via.

Tutte le altre bontà della cucina ligure

Altre specialità che devono essere sicuramente prese in considerazione sono le acciughe in salamoia, altra leccornia tipicamente ligure, ma anche il famoso pesto, che è conosciuto in ogni parte del mondo ed è un vero fiore all'occhiello della cucina di questa regione.

Chi arriva in questa terra non può non assaggiare, tra le tante cose, la farinata bianca e, ancora, le seppie alla spezzina e lo stoccafisso accomodato, ma non solo. Da provare anche i tanti piatti con selvaggina e polenta, solo per fare un esempio.

Come si nota, le bontà liguri sono tali e tante che c'è l'imbarazzo della scelta. Sebbene sia vero che in ogni parte del nostro paese si mangi molto bene, in Liguria c'è vasta scelta sia per chi adora il pesce che per chi adora la carne, ma anche per chi non mangia né una nell'altra e preferisce piatti vegetariani a base delle delizie dell'orto. Insomma, una cucina e una tradizione che si caratterizzano per il loro essere complete e deliziose. Vale la pena fare un viaggio in Liguria anche solo ed esclusivamente per assaggiare le tantissime bontà che questa regione propone.

 

 

All' X-Bikes di Ferrara solo un terzo posto per Jacopo Villani, deciso a riprendersi il podio più alto già alla prossima di Rieti (21 luglio).

di Redazione Guastalla 26 giugno 2019 - Nel soleggiato circuito X-Bikes di Ferrara si è assistito a ben 5 doppiette su sei categorie che hanno determinato altrettanti sconvolgimenti idi classifica o allunghi sugli avversari diretti.

Il terzo posto nella combinata dell'Open A agguantato dal mini centauro di Guastalla, per quanto momentaneamente scavalcato in testa alla classifica generale da Mattia Tribuzi, gli consente di lanciare la sfida già alla prossima tornata di Rieti il 21 luglio.

Quello di Ferrara è stato perciò un week end impegnativo per Jacopo Villani, anche se, per sua stessa ammissione, "molto divertente", come d'altronde deve essere per dei ragazzini, in qualsiasi sport si cimentino.

Dopo le qualifiche Jacopo#8 si ritrova in quarta posizione in griglia di partenza. Basta poco e, tra cambio di strategia e il "manico" dell'emiliano , posizione di testa è conquistata. Purtroppo, a causa di una serie di circostanze sfavorevoli, il tenace ragazzo di Guastalla è relegato a tagliare il traguardo al terzo posto.

In gara 2 tutto fila per il meglio e il buon passo registrato durante tutta la corsa consente di tagliare la bandiera a scacchi al terzo posto.

"Chiudo terzo nella classifica combinata, dichiara Jacopo Villani a fine gare, che è un buon risultato anche se speravo in un piazzamento migliore. Adesso mi concentro su Rieti deciso a tornare sul gradino più alto".

In attesa della rivincita, come ormai è consuetudine, Jacopo non dimentica di ringraziare i suoi sostenitori e i genitori, a partire dal Team Giracing alla Mulino Formaggi per arrivare alla Suomy Helmets e via via tutti gli altri.

IMG_3843.jpg

 

 

 

#SUOMY Helmets #RMU Moto #La Pinta #Matteo Rocky#Giustospirito #Falegnameria Cavazzoni #@slem #@ciemme #@utotech#Samuele Ferretti #Valentina Ruggieri #Mulino Formaggi Srl #Racing Park Viadana di Ivan Goi #SMC Scuola Motociclismo

 

 

 

Porsche richiama 100.000 auto negli Stati Uniti. Colpiti diversi modelli di Cayenne e Panamera prodotti tra il 2003 e il 2016

La casa automobilistica sportiva Porsche ha ordinato negli Stati Uniti il richiamo di numerose auto nelle officine. Secondo le autorità di regolamentazione del traffico NHTSA degli Stati Uniti ad essere interessate dal richiamo un totale di circa 100.000 Cayenne e Panamera.

Il motivo? A causa di un problema alla trasmissione, potrebbe accadere che i conducenti suppongano erroneamente di essere passati alla "posizione di parcheggio" e di rimuovere la chiave di accensione. Di conseguenza, c'è il rischio che le auto, se il freno a mano non è serrato, possono muoversi senza sorveglianza e senza preavviso fino all'esaurimento dell'abbrivio.

La filiale Volkswagen vuole risolvere il problema sostituendo una presa del cavo del cambio. La corrispondente campagna di richiamo inizierà l'11 agosto.

Interessati sono diverse lotti di modelli della Porsche Panamera prodotti tra il 2010 e il 2016 e e della Porsche Cayenne 2003-2010. Il problema deriva da una boccola che collega la leva del cambio al componente meccanico che potrebbe deteriorarsi nel tempo, causandone il distacco. Ciò potrebbe causare un guasto, con l'effetto peggiore che il cambio è in realtà in una marcia diversa rispetto alla posizione della leva, aumentando il rischio di incidenti.

Non si possono escludere condizioni di guida non sicure. Pur non essendoci stati incidenti con esito fatale, segnala Giovanni D'Agata presidente dello "Sportello dei Diritti", è consigliabile che i proprietari di questa auto prestino la massima attenzione e che si rivolgano subito alle autofficine autorizzate o ai Concessionari Porsche Italia nel caso in cui la propria autovettura corrisponda ai lotti in questione.

(24 giugno 2019)

Domenica, 23 Giugno 2019 19:47

Ferrari, c'est la vie

Sconfitta dalla burocrazia in Canada, sonoramente battuta in pista dalla Mercedes in Francia. Leclerc è il faro che illumina il difficile cammino degli uomini di Maranello. Mentre Vettel, solo quinto, delude. Hamilton stravince davanti a Bottas e Leclerc. Per il momento, questa Mercedes è troppo forte.

di Matteo Landi

In pista e fuori, la Mercedes in un modo o nell'altro le vince tutte. E con quella francese raggiunge l'ottava vittoria stagionale su otto gare disputate. Un dominio incontrastato, asfissiante. Per questo fa ancora più male constatare che la richiesta di revisione della penalità subita in Canada da Vettel, che ha privato la Ferrari di un successo sacrosanto e conquistato con pieno merito, non abbia modificato l'ordine di arrivo della gara nordamericana. Di queste otto disputate, due avrebbe potuto avere un epilogo roseo per la squadra di Maranello, che invece continua a leccarsi delle ferite probabilmente destinate a rimanere aperte. Il prossimo weekend si disputerà il Gp d'Austria, su un circuito teoricamente favorevole alle caratteristiche della Rossa, ma come dimostra la storia di questa stagione tutto gira a favore di Hamilton e della Mercedes. Ed anche quando i tedeschi sembrano battuti o gli steward, come a Montreal, o improvvisi cali di affidabilità Ferrari, vedi la quasi vittoria di Leclerc in Bahrain, cambiano una storia che pare già scritta. Il circuito del Paul Ricard, al pari di quello di Barcellona, sapevamo essere teatro ideale per una cavalcata indisturbata delle frecce d'argento, e così è stato. Se in Canada la lotta al vertice ha creato emozioni, disturbate dall'ingerenza dei commissari, in Francia abbiamo assistito ad una delle gare più monotone degli ultimi anni. Hamilton ha dominato, Bottas ha provato a seguirlo da vicino ma è riuscito nel suo intento solo per pochi giri. L'inglese, poi, è fuggito via. Ed il distacco finale di 18 secondi inflitto al compagno di squadra suona come la campanella della scuola: ricreazione finita per il finlandese, che adesso sembra impotente davanti al miglior Hamilton di sempre. Le due vittorie di tappa ottenute da Bottas in questo inizio di stagione sono un lontano ricordo. Gli ultimi giri di gara sono lo specchio della situazione attuale, con la vettura n°77 addirittura incalzata dalla non irresistibile Ferrari guidata da un superbo Leclerc. Mentre Hamilton, là davanti, chiudeva una gara disputata in solitudine.

Ferrari: Leclerc fa sperare, Vettel delude

Leclerc, con il suo terzo posto finale, è stato il faro nella situazione nebulosa Ferrari. Il monegasco ha corso da veterano consumato. Mai una sbavatura, avrebbe meritato la seconda posizione insidiata con grinta a Bottas. Fa un effetto strano pensare come spesso nel box della squadra di Maranello le situazioni si invertano, se consideriamo che sarebbe Vettel il pilota incaricato a portarsi il team sulle spalle. Ed invece in Francia il tedesco è tornato nello stato abulico pre-Canada. In qualifica non è riuscito ad andare oltre la settima posizione, sopravanzato dalla Red Bull di Verstappen e da entrambe le McLaren. A Maranello non tutto va per il verso giusto quest'anno, ma una prestazione del genere è difficilmente spiegabile. Vettel in gara si è rifatto con bei sorpassi, ma dopo il risultato del sabato e considerando il passo della Ferrari ben presto è parso evidente che più avanti della quinta posizione finale non sarebbe potuto andare. Come detto, il prossimo circuito che ospiterà la massima Formula dovrebbe sposarsi con le caratteristiche delle vetture di Maranello, ma servirà il miglior Vettel per battere questa Mercedes. Ammesso che il compito non lo assolva Leclerc: l'immeritata sconfitta del Bahrain grida ancora vendetta.

McLaren rinvigorita, Raikkonen immenso. Insieme ai piloti Renault regalano spettacolo

Se nelle posizioni al vertice la gara francese si è rivelata decisamente soporifera, lo stesso non si può dire della lotta che ha animato la seconda parte della top ten. La McLaren non è ancora tornata ai livelli che il suo blasone merita, ma a Woking hanno fatto dei decisi passi in avanti. In qualifica Norris e Sainz hanno conquistato rispettivamente la quinta e sesta posizione consentedogli una gara vissuta costantemente nella zona punti e terminata con Sainz agevolmente sesto mentre dietro di lui, negli ultimi chilometri, si scatenava lo spettacolo. Una manovra disperata di Ricciardo su Norris ha dato il via a sorpassi e controsorpassi che hanno visto protagonisti oltre ai due anche Raikkonen e Hulkenberg. Un incrocio di traiettorie, viziato dalla malizia dell'australiano che è finito sotto investigazione per aver superato il finlandese di casa Alfa Romeo andando fuori pista. Tenendo conto di quanto deciso in Canada, meriterebbe di essere sanzionato con gli stessi cinque secondi di penalità inflitti a Vettel nello scorso Gran Premio. Al termine della gara, comunque, la classifica recita Ricciardo settimo davanti a Raikkonen, Hulkenberg e Norris.

Alfa Romeo, velocità ritrovata e Kimi Raikkonen. La combinazione per tornare a punti.

A proposito di Raikkonen: costanza, velocità ed affidabilità. Mai un errore, nonostante si sia trovato per tutta la gara in costante bagarre con gli avversari. Il finlandese è una risorsa fondamentale per Alfa Romeo Racing che raggiunge la settima posizione nel mondiale costruttori grazie alle prestazioni dell'ultimo campione del mondo Ferrari. Peccato per Giovinazzi: dopo essersi qualificato ottimamente decimo non è riuscito a concretizzare in gara, cogliendo un misero 16esimo posto finale. Quest'anno l'italiano è tornato alle corse dopo quasi due anni di inattività ma adesso è arrivato il momento di tradurre in risultati il talento che ha dimostrato di avere nelle categorie propedeutiche. Nella qualifica francese aveva ben battuto il blasonato compagno di squadra ma in gara l'esperienza e la concentrazione di Raikkonen hanno ristabilito le gerarchie. Forse con una strategia migliore Giovinazzi avrebbe potuto ottenere di più, ma l'impressione è che mai avrebbe potuto raggiungere la zona punti.

Finalmente un week end motoristico caldo e soleggiato che ha visto brillare le doti di guida di Jacopo Villani.

Di LGC Guastalla 18 giugno 2019 - Al circuito di Varano Melegari, uno dei templi motoristici emiliano romagnoli, si è disputata la terza prova del Campionato Italiano Velocità Mini GP.
Se in classifica generale si è confermato Edoardo Boggio, la prova parmense ha visto Jacopo Villani, il centauro di Guastalla sostenuto anche da "Mulino Formaggi srl", comportarsi da protagonista in pista e aggredire ogni centimetro d'asfalto con grinta, determinazione e lucidità da "navigato campione".

A "manetta" ha affrontato ogni curva come se avesse i "freni rotti" riuscendo nei sorpassi solo con l'abilità e il manico, dovendosi confrontare da pilota "privato" con una schiera di giovani motociclisti a cavallo di moto ufficiali.

Alla fine a dare soddisfazione non è stata tanto la classifica ma il riconoscimento pubblico delle abilità espresse sul circuito varanese che hanno entusiasmato il team, il pubblico e ovviamente lo stesso Jacopo#8 che a fine gara ha così commentato: "Non sono arrivato su uno dei gradini del podio e questo mi dispiace, ma è stata una Domenica super. Ho battagliato ho fatto a sportellate e ho provato l'ebrezza del fotofinish. Che Domenica ragazzi."
Una soddisfazione piena che come al solito Jacopo Villani vuole condividere con tutti coloro che gli stanno accanto e lo sostengono. "Si ringrazia come sempre tutti gli sponsor il meccanico Cigolini Cristian il mitico Enrico Ganzerla che è sempre presente e i miei genitori".

 

Jacopo_Villani-Varano-MiniGP-16giu19-IMG-20190618-WA0001_1.jpg

 

#SUOMY Helmets #RMU Moto #La Pinta #Matteo Rocky#Giustospirito #Falegnameria Cavazzoni #@slem #@ciemme #@utotech#Samuele Ferretti #Valentina Ruggieri #Mulino Formaggi Srl #Racing Park Viadana di Ivan Goi #SMC Scuola Motociclismo

 

Jacopo_Villani-Varano-MiniGP-16giu19-IMG-20190618-WA0003_1.jpg

Domenica, 09 Giugno 2019 23:51

Canada, la tomba della Formula 1

Vittoria di Vettel, scacciacrisi per la Ferrari e scacciasonno per gli appassionati? Macchè. Una penalità assurda toglie alla Ferrari quanto di guadagnato sul campo e riduce ad insensato reality show la massima serie automobilistica.

di Matteo Landi

Doveva essere la vittoria della rinascita Ferrari. Dopo la strepitosa pole position conquistata sabato da Vettel, ed uno scatto impeccabile del tedesco allo start della gara, il ritorno al trionfo del quattro volte campione del mondo era praticamente certo, considerando la potenza della power unit di Maranello che ha permesso alle Ferrari di essere irraggiungibili ed insuperabili sugli allunghi del circuito che sorge sull'isola Notre Dame. La vittoria di Vettel avrebbe fatto bene non solo al morale dello stesso, a secco dal Gp del Belgio disputato il 26 agosto dello scorso anno, ma all'intera F1 in ricerca disperata di una seria antagonista alla schiacciasassi Mercedes, dominatrice della stagione in corso oltre che squadra campione del mondo dall'inizio dell'era turbo-ibrida datato 2014. La cavalcata di Vettel è stata meravigliosa, con un'unica, piccola, sbavatura. Hamilton è stato per il tedesco un pungolo costante per tutta la gara, ma, a pit stop completati, solo un'errore del leader della gara avrebbe permesso all'inglese di acciuffare la vittoria. Un'esitazione che è arrivata al 48esimo giro, quando Vettel sbanda alla seconda variante, va sull'erba e rientra in pista controllando la posizione su Hamilton, che non riesce ad approfittarne. Il tedesco lascia all'inglese lo spazio necessario per evitargli l'impatto con il muro. Il campione del mondo in carica alza il piede e resta dietro. Una manovra come le tante che si vedono abitualmente nella pancia del gruppo. Un ritorno al ruota a ruota nella lotta per la leadership che tanti attendevano con ansia, necessaria a riportare un pò di adrenalina in questo altrimenti abulico mondiale. Qualcosa a cui Hamilton e Mercedes non erano più abituati, ed infatti ecco servito il team-radio polemico del pilota inglese. A cui rispondono i commissari con cinque, vergognosi, secondi di penalità affibbiati al tempo di gara di Vettel.

La dignità persa dalla F1 e la rabbia di Vettel. Storia di una domenica insensata

A fine gara il tedesco è furioso. Va sotto il podio, dove dietro i cartelli che indicano i primi tre classificati manca la Ferrari n°5, abbandonata altrove dal pilota stesso. Vettel toglie il n°1 davanti alla vettura di Hamilton, perdendo definitivamente l'aplomb teutonico. Un gesto di rabbia, dopo una vittoria sfumata a causa di una decisione assurda, fischiata anche dal pubblico canadese. Il Gran Premio del Canada avrebbe potuto riaccendere i riflettori spenti da tempo su una F1 in crisi di consensi. Ed invece ne diviene la tomba definitiva. Da gladiatori, uomini che sfidavano le leggi della fisica e persino la morte, a burattini imbavagliati ed imbrigliati dal politically correct ed una Federazione che così facendo spegne definitivamente le luci su un mondiale che alla Mercedes, a meno di cataclismi, non potrà sfuggire. Il 9 giugno 2019 la F1, dispiace dirlo, è morta. Per risorgere avrà bisogno di ritrovare credibilità. Con gli occhi lucidi per l'addio di Lauda, abbiamo ricordato i gesti eroici di un'epoca che, oggi ne abbiamo la conferma, non tornerà mai più.

Leclerc terzo, completa un podio amaro

Hamilton primo, Vettel secondo. Recita la classifica falsata dalla già citata decisione non condivisibile dei commissari. Dietro di loro è giunto un buon Leclerc. Il monegasco stavolta non ha viaggiato sugli stessi ritmi del compagno di squadra. Se in Bahrain si trattò di podio amaro, anche oggi non ha potuto festeggiare come avrebbe voluto, fra i fischi dedicati ad Hamilton dal pubblico, alla faccia scura di Vettel, secondo ma moralmente primo. Si spera che presto riesca a brindare come merita.

Renault risorge e Ricciardo emoziona

Chi ha da gioire pienamente è la Renault, sesta e settima al traguardo con Ricciardo davanti a Hulkenberg. La competitività ritrovata dalla squadra francese ha del prodigioso. La forza d'animo messa in pista da Ricciardo è commovente. Vedere l'australiano lottare con le Red Bull è una gioia per gli occhi ed una rivincita nei confronti del destino che lo aveva allontanato dagli austriaci, dopo che agli stessi tanto aveva dato. Le caratteristiche della pista di Montreal sono uniche, ma si spera che Renault riesca ad assicurare a Ricciardo una vettura degna del suo talento, anche altrove.

Ridateci presto la Formula 1

Fra due settimane la Formula 1 tornerà in Europa. Si correrà in Francia. Oggi, il giocattolo è rotto. Raccogliere e mettere insieme i pezzi non sarà facile. Presto ci renderemo conto se a qualcuno, veramente, interessa. Mettetevi la mano sul cuore, cari commissari. Così non va.

Le terme in estate fanno bene e ci si rilassa. In più sono una valida alternativa alla classica giornata di mare. Ecco cinque buoni motivi per andare alle terme di Riccione in vacanza. 

Riccione non è solo spiaggia e mare, è anche benessere e cure termali. Le sue terme hanno origini antichissime e la sua acqua sulfurea poteri addirittura curativi. I Romani le conoscevano già nel 62 a.C. e ne hanno beneficiato anche l’Imperatore Diocleziano e la Regina Cristina di Svezia. 

Per molto tempo abbiamo creduto che andare alle terme in estate fosse da pazzi. Sai che caldo? Falso, le acque sono raffreddate in vasche senza per questo perdere le loro proprietà terapeutiche. Oppure che fosse un luogo noioso. Chi lo ha detto, tra bagni massaggi e aperitivi le cose sono ben diverse. Oppure, che si fa alle terme in estate? Idromassaggi, fanghi, trattamenti di bellezza, giochi, nuotate, percorsi curativi, sole e tanto-tanto relax.

5 buoni motivi per andare alle terme di Riccione in estate

Sono vicinissime al mare e immerse nel verde della pineta

Le acque hanno proprietà deossidanti, antisettiche e remineralizzanti

Ci sono cure inalatorie anche per i più piccoli 

Hanno un centro benessere con trattamenti termali

Fanno bene al corpo e all’anima, cosa non da poco

Per chi vuole coniugare salute e divertimento c’è Perle d’Acqua di Riccione, un parco acquatico con vasche idromassaggio, piscina termale di 800mq con getti d’acqua, cromoterapia e l’idropercorso più lungo d’Europa, ben 140mt. 

È un’isola del benessere con tanto di sabbia e area giochi per i piccoli. Le più ammirate restano però le 7 cascate arcobaleno, sette vasche termali di sette colori differenti. Ognuna con la sua emozione da vivere.

5 buoni motivi per andare alle Perle d’acqua di Riccione in estate

È un posto curato, colorato e giovanile 

Ha il percorso rivitalizzante più lungo d’Europa

C’è una bellissima area giochi con sabbia, castelli e scivoli

La zona solarium ha ombrelloni e lettini per prendere il sole

È un’ottima alternativa alla tradizionale giornata al mare 

L’Hotel Monica si trova in pieno centro storico a 500mt dalle Terme di Riccione. Fa parte del circuito Club Hotels Riccione Terme con speciali riduzioni e ingresso gratuito giornaliero al parco Perle d’Acqua Park per i propri ospiti. È circondato da aree verdi e zona pedonale. Ha servizio ristorante, camere per famiglie ed è ad 80mt dal Bagno Gianni 64 Riccione. Vicinissimo a viale Ceccarini e alla via dello shopping.

Hotel Monica Riccione

Viale Damiano Chiesa, 8 

Riccione

Offerte per Riccione Terme e Perle d'acqua Park:

https://www.hotelmonicariccione.it/riccione-terme/
https://www.hotelmonicariccione.it/perle-dacqua-park-riccione-ingresso-gratuito/

 

L’estate è tempo di vacanze e i bambini preferiscono il mare. Mini guida per vacanze economiche family friendly a Milano Marittima, città a misura di famiglia. Ecco cosa vedere e dove portare i più piccoli.

Quando lo scuole chiudono i genitori si domandano: dove portiamo in vacanza i bambini questa estate? Il mare è la scelta più giusta. Tanto sole, giochi, castelli di sabbia e amichetti. Eppure a pesare sulla decisione finale non sono solo le offerte low cost online, molto ricercate, ma anche i servizi offerti dalle strutture e la distanza da casa propria. 

Milano Marittima è la città balneare che meglio soddisfa le esigenze delle famiglie. È a misura di bambino. Le spiagge sono sabbiose e non ciottolose. La pineta è un’area verde pulita dove passeggiare o fare pic-nic. Ci sono aree pedonali, piste ciclabili ed eventi a cui possono partecipare le famiglie, comodamente. In più è vicina, cosa non da poco per viaggi coi piccoli a seguito.

Le 5 cose da vedere con i bambini a Milano Marittima

  1. Partiamo dal litorale, gli stabilimenti sono attrezzati con servizi per tutte le età. Danze, laboratori e attività creative. Per genitori stressati non c’è niente di meglio di un bagno che offra anche intrattenimento e baby dance. Le spiagge sono curate e pulite, da quelle libere alle private. 
  2. Visitare la Casa delle farfalle, i bimbi rimarranno ad occhi aperti per la bellezza di guardare centinaia di farfalle multicolore e piante tropicali in una serra grande più di 500mq. Ci sono anche laboratori didattici e visite guidate. Una gita fuori programma adatta alle famiglie . 
  3. Girovagare per Il Vialetto degli artisti,un mercato storico dove si trovano oggetti fatti a mano. Una passeggiata rilassante e piacevole dopo una giornata trascorsa al mare e sotto il sole. Ideale per fare shopping, gustare un buon gelato e mostrare ai più piccoli l’artigianato locale.
  4. Scoprire la Salina di Cervia, luogo unico nel suo genere per conoscere più da vicino il principale ingrediente delle nostre cucine, il sale. È doveroso portare con se la macchina fotografica perché l’ambiente è suggestivo. Ad agosto c’è la Festa della “cavadura” ossia la raccolta del sale. 
  5. Divertirsi al Parco di Mirabilandia. Giochi, scivoli, giostre, montagne russe. Eventi a tema e tanto tanto divertimento. Si trova a pochi minuti di distanza ed è raggiungibile coi mezzi pubblici facilmente. I vostri figli ve ne saranno grati, ci potete giurare.

Per vacanze low cost online a Milano Marittima

Il Garni Garten è un meublé nei pressi del Parco dell’Anello a Milano Marittima, con spiaggia privata a soli 80 metri. Propone vacanze low cost e sconti per famiglie con bambini. Si trova alle spalle della pineta e a pochi passi dal bagno Rosen Beach attrezzato con giostrine, spogliatoi, deposito giochi e ristorazione. Un bed and breakfast con mini appartamenti e servizio ristorante presso l’hotel Rosen Garden***S, a soli 10 metri e all’interno dello stesso giardino. Ha piscina privata riscaldata, zona solarium e vasca idromassaggio. Area giochi, giardino di 500mq e parcheggio. Ha camere comunicanti, bagni finestrati, servizio baby sitter, biciclette, passeggini, frigobar e reception 24 ore su 24. Wi-fi free in tutta la struttura.

Garni Garten

X-XI Traversa - Viale 2 Giugno, 160

48015 Milano Marittima

https://www.garnigarten.it/ 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.