Archimede Spa

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La normativa nazionale e comunitaria prevede che le donne in stato di gravidanza e in periodo di allattamento, che svolgono un lavoro notturno, possono richiederne l’esonero per tutto il periodo necessario nel rispetto della tutela del posto di lavoro.

L’accudimento di un bambino appena nato comporta un impegno fisico e mentale rilevante, e anche i mesi precedenti il parto sono, per una donna, mesi delicati e importanti per la propria salute e quella del bambino. Per questi motivi, negli anni il legislatore ha introdotto varie normative a tutela delle madri lavoratrici: divieto di licenziamento; due ore giornaliere di permesso dedicate all’ “allattamento” nel primo anno di vita del bambino; convalida delle dimissioni presso le Direzioni Territoriali del Lavoro e soprattutto, l’astensione obbligatoria dal lavoro a partire dai due mesi precedenti la presunta data del parto e per i tre mesi successivi.

Con il diritto comunitario si ampliano ulteriormente le tutele e vengono estese al lavoro parzialmente notturno. In linea generale la direttiva Ue 2003/88 definisce periodo notturno “qualsiasi periodo di almeno 7 ore che comprenda in ogni caso l’intervallo fra le ore 24.00 e le ore 5.00“. Con l’utilizzo dell’espressione “qualsiasi periodo” viene consentito di qualificare come “lavoratore notturno” anche il lavoratore che svolge un lavoro a turni, ovvero che svolge una parte delle sue mansioni nelle ore notturne.

Infatti, la sentenza della Corte UE nella causa C-41/17 pubblicata il 19 settembre 2018, stabilisce che anche la lavoratrice che svolge solo parzialmente un lavoro notturno ha diritto all’esonero, in presenza di un certificato medico che ne attesti la necessità per la sicurezza e salute personale e del bambino.

Quali fatti i contestati?

Siamo in Spagna e una lavoratrice madre si è vista respingere la richiesta di esonero dal proprio datore di lavoro e dall’Istituto nazionale di previdenza sociale e negata la concessione di un’indennità per rischio durante l’allattamento. Nello specifico la neo-mamma svolgeva un’attività di vigilanza, che per esigenze di turnazione, rientrava in parte in orario notturno. La lavoratrice lamentava che il proprio stato fosse incompatibile con lo svolgimento del lavoro notturno, indipendentemente dal numero di ore o giorni lavorati in notturna.

I giudici richiamando la direttiva 92/85 sulla sicurezza e la salute delle lavoratrici gestanti o in periodo di allattamento, hanno indicato che quest’ultime non possono essere obbligate a svolgere attività lavorative in orari notturni, se sarà presentato un certificato medico che ne attesti la necessità per la loro sicurezza o salute. Proprio su quest’ultimo punto si sofferma la Corte, segnalando che la valutazione dei rischi associati al posto di lavoro di lavoratrici gestanti o in periodo di allattamento, deve includere esami specifici che analizzino la situazione individuale della lavoratrice, con l’intento di determinare se la salute o la sua sicurezza di madre e bambino siano esposte a rischio. 

Questo consente altresì di ovviare qualsiasi ipotesi di un trattamento meno favorevole di una donna per ragioni collegate alla gravidanza, pertanto si realizzerebbe una discriminazione diretta fondata sul sesso, a norma della direttiva 2006/54.

 

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Giovedì, 27 Giugno 2019 09:48

Nuove offerte di lavoro a Parma

Cerchi lavoro? Archimede Spa, Agenzia per il lavoro, propone ogni settimana delle posizioni aperte in diversi settori e con diverse mansioni.

ANNUNCI PARMA

Addetto/a Back Office part-time a Parma
Le risorse inserite si occuperanno di telemarketing verso aziende e professionisti e di indagini di mercato. Indirizzato anche a studenti senza pregressa esperienza.
Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2KzsHDC 

Capo cantiere pulizie industriali a Parma
La risorsa si occuperà di effettuare e controllare la sanificazione di macchinari produttivi, coordinando un team di risorse.
Si richiede esperienza pregressa in pulizie industriali nel settore agroalimentare; disponibilità full-time al lavoro su turni diurni/notturni
Per info e candidature al seguente link http://bit.ly/2N9u5z1 

Autista patente C-CQC a Parma e Reggio Emilia
La risorsa inserita si occuperà del trasporto della merce sulle provincie limitrofe e della sistemazione della stessa in magazzino.
Si richiede pregressa esperienza nel ruolo e preferibilmente anche il patentino per il carrello elevatore.
Opportunità lavorativa in somministrazione per picco di lavoro.
Per info e candidature al seguente link http://bit.ly/2IKeYI2 

Responsabile di Filiale a Parma e a Piacenza
La risorsa inserita si occuperà, rispondendo dell'andamento e della produttività della filiale al Direttore Operativo, del coordinamento e della gestione delle filiali, dello sviluppo di tutte le possibilità di business, della gestione e sviluppo del portafoglio clienti nonché dello studio e analisi del tessuto sociale ed imprenditoriale di riferimento.
Si richiede pregressa esperienza in ruolo commerciale/HR presso Agenzia per il Lavoro nella vendita di servizi per il mercato del Lavoro Temporaneo; conoscenza delle principali tematiche in tema Diritto del Lavoro, Formazione Finanziata e delle Normative che disciplinano il contratto di lavoro subordinato in somministrazione interinale; una forte propensione per l'attività commerciale e le relazioni interpersonali; un deciso orientamento ai risultati; una buona predisposizione al lavoro di squadra.
Per info e candidature al seguente link http://bit.ly/31T44XT 

Macellaio a Parma
La risorsa selezionata verrà inserita all'interno del punto vendita di un'importante e rinomata azienda operante nel settore della grande distribuzione organizzata e si occuperà dell'assistenza ai clienti, della vendita al banco, del taglio e della conservazione della carne.
Si richiede pregressa esperienza nel settore; residenza nelle immediate vicinanze; disponibilità immediata e al lavoro su turni diurni con flessibilità oraria
Per info e candidature al seguente link http://bit.ly/2IIPwT8 

Capo reparto macelleria a Parma
La risorsa verrà inserita nel punto vendita di un'azienda appartenente ad una solida catena di livello nazionale e si occuperà della gestione del reparto macelleria.
Si richiede pregressa esperienza nella mansione; disponibilità e flessibilità oraria; predisposizione al contatto con il pubblico.
Opportunità lavorativa in somministrazione per picco di lavoro.
Per info e candidature al seguente http://bit.ly/2X1gklF 

Tirocinante CNC linguaggio FANUC a Parma
Si richiede conoscenza del linguaggio FANUC ed è preferibile un'esperienza pregressa sul tornio CNC
Per info e candidature al seguente link http://bit.ly/2Nam3WA 

Addetti/e al confezionamento a Parma
La risorsa verrà inserita in un'azienda del settore caseario e si occuperà di confezionamento di prodotti alimentari e del carico di termoformatrici/grattugie.
Per Info e candidature al seguente link http://bit.ly/2FtzOcv 

Addetto/a Customer Care in tirocinio a Parma
La risorsa inserita si occuperà della gestione back office dei clienti in ambito commerciale, sia telefonicamente sia via email. Non dovrà svolgere attività di telemarketing.
Si richiede ottimo utilizzo del pc; attitudine al lavoro, all'apprendimento e al rapporto telefonico; ottima padronanza della lingua italiana; disponibilità ad un contratto di tirocinio; disponibilità a lavorare durante il weekend.
Per info e candidature al seguente link http://bit.ly/2IKIfCB 

 

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Mercoledì, 19 Giugno 2019 15:12

Tredicesima e quattordicesima: a chi spetta?

La tredicesima e la quattordicesima sono mensilità aggiuntive della retribuzione del lavoratore, uno stipendio in più che arriva in occasione delle festività natalizie (tredicesima) e nel mese di giugno/luglio (quattordicesima). La differenza sostanziale tra le due si ha nel fatto che la tredicesima è prevista in tutti i settori, la quattordicesima solo in alcuni. Per quest’ultima è il contratto collettivo di riferimento che ne definisce le regole di maturazione e di corresponsione e gli elementi che ne fanno parte. Come anticipato, è generalmente corrisposta nel periodo compreso tra giugno/luglio e si riferisce ai 12 mesi precedenti.

In termini di calcolo, tredicesima e quattordicesima non si differenziano. Per comodità, nel proseguo dell’articolo, citeremo solo la tredicesima.

A chi deve essere erogata la tredicesima mensilità?

La tredicesima deve essere erogata a tutti i lavoratori subordinati, a prescindere dalla tipologia contrattuale e dalla natura a tempo determinato o indeterminato dell'accordo stipulato.

Come viene calcolata la tredicesima?

Solitamente i contratti collettivi considerano come periodo valido per la maturazione mensile le frazioni di mese di lavoro superiori ai quindici giorni. 

Il compenso, quindi, matura mensilmente ed è corrisposto una sola volta nel corso dell'anno solare. In linea generale, la tredicesima si calcola tenendo presente i mesi di lavoro del dipendente. Se quest’ultimo ha lavorato per tutti i 12 mesi avrà diritto ad un’intera mensilità aggiuntiva. Se il lavoratore ha iniziato il rapporto di lavoro in corso d'anno o se lo stesso è cessato sempre nel corso dello stesso anno, la tredicesima mensilità sarà rapportata ai mesi di servizio prestati. Ad esempio, un lavoratore che ha lavorato per sei mesi percependo una retribuzione mensile pari a 1000 euro, riceverà una tredicesima di 500 euro, in quanto la ripartizione della mensilità aggiuntiva è su 12 mesi.

Anche i lavoratori domestici, colf e badanti, sono inclusi tra gli aventi diritto.  

Per i lavoratori con contratto di somministrazione, la tredicesima viene maturata in base al numero delle ore retribuite e non in base alle giornate lavorative. I pensionati, invece, percepiscono la tredicesima dall'INPS anche se già beneficiari di assegno sociale.  

L’importo è calcolato anche quando il lavoratore dipendente non sta effettivamente svolgendo la sua attività lavorativa per una o tutte tra le seguenti cause: malattia, infortunio e malattia professionale relativamente al periodo previsto dal contratto; congedo matrimoniale; assenza obbligatoria per maternità, compresi i riposi giornalieri per allattamento e gli eventuali periodi di astensione anticipata; altre assenze retribuite quali festività, ex festività, ferie, permessi retribuiti.

Non contribuiscono, invece, alla maturazione del compenso le assenze dovute ad una libera scelta o che non comportino, comunque, una successiva integrazione da parte del datore di lavoro. Tra i casi specifici da elencare vi sono i periodi di aspettativa facoltativa dal lavoro per malattia, malattia professionale e infortunio ulteriori a quelli fissati dal contratto; i periodi di congedo parentale o maternità facoltativa; le assenze per malattia del figlio; i congedi per adozioni internazionali; i permessi regolati dalla legge 104/92 per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti dei portatori di handicap; i periodi di sospensione a lavoro in Cassa Integrazione Guadagni a zero ore se superiori ai quindici  giorni; i congedi per eventi particolari; le assenze ingiustificate; le assenze per sciopero. 

Sono da escludere dal calcolo della tredicesima agevolazioni ulteriori, quali il bonus di 80 euro e le detrazioni per il lavoro dipendente o per eventuali familiari a carico. Invece, gli avanzamenti di livello, gli scatti di anzianità e i premi individuali integrano l'importo finale.  

Nel caso di tredicesima in Cassa Integrazione Guadagni (CIG), possono presentarsi due situazioni distinte: CIG a zero ore oppure CIG con riduzione dell’orario di lavoro. Nel primo caso il calcolo della tredicesima segue la regola generale di maturazione dei ratei. Per cui se la sospensione dal lavoro a zero ore è stata superiore ai 15 giorni il rateo di mensilità aggiuntiva non matura, se è inferiore ai 15 giorni il rateo matura interamente (In cassa d’integrazione il lavoratore percepisce un’indennità pari all’80% della retribuzione, anche la tredicesima è calcolata su questa base). Nel secondo caso, la situazione è più articolata. In breve, con l’orario ridotto si maturano due quote di tredicesima: la prima corrisponde alle ore effettivamente prestate o comunque riferite a eventuali assenze tutelate; la seconda si riferisce alle ore non lavorate per effetto della riduzione d’orario a causa dalla cassa integrazione e beneficerà della parziale integrazione salariale. 

 

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