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Dal 1° giugno un’iniziativa promozionale nella cornice del progetto Parma UNESCO Creative City of Gastronomy per sostenere i ristoratori parmensi colpiti dall’emergenza Covid-19: il Tasty Box, con i prodotti delle filiere simbolo della Food Valley parmense, ai clienti che torneranno a frequentare i ristoranti del territorio. Progetto che coinvolge Comune di Parma, Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy, Parma Quality Restaurants, i Consorzi di Parmigiano Reggiano DOP e Prosciutto di Parma DOP e aziende come Barilla, Delicius, L’Isola D’Oro, Mutti, Parmalat, Rizzoli Emanuelli, Rodolfi Mansueto e Zarotti. Coordinamento di Parma Alimentare e di “Parma, io ci sto!”.

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Il presidente del Parma Quality Restaurants, Andrea Nizzi, interviene con preoccupazione dopo il via libero all’apertura dei locali lunedì 18 maggio e le indiscrezioni trapelate circa le modalità

Di Chiara Marando -

La riapertura anticipata prevista per le attività di bar e ristoranti si avvicina, ma i dubbi e le paure rimangono.

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Tornare ad insegnare il prima possibile in totale rispetto delle norme di sicurezza: 20 prestigiose Accademie di Arte & Mestiere italiane lanciano un importante appello alle Istituzioni nazionali

Di Chiara Marando -

Una richiesta a gran voce, un appello comune lanciato con forza per chiedere, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai Ministeri competenti, di poter tornare alla normalità il prima possibile, nel più completo rispetto delle norme di sicurezza: sono oltre 20 le realtà formative italiane di eccellenza nel campo dell'artigianato, della manifattura e dell'ospitalità riunite per sottoscrivere l'appello promosso da ALMA - La Scuola Internazionale di Cucina Italiana - volto a sensibilizzare le Istituzioni sulla necessità di adottare delle misure specifiche in merito alla riapertura della propria attività didattica.  

Una decisione che parte dalla consapevolezza che ogni azione deve essere svolta in considerazione di quanto la Salute Pubblica sia il bene supremo dal quale ogni attività deve dipendere.   Ma, come dice l’Appello “Pur rendendoci conto delle esigenze dettate dall'emergenza, siamo infatti fortemente preoccupati che l’orientamento prevalente sia quello di riaprire in blocco il settore scuola a settembre. Questa prospettiva per realtà come le nostre, che in gran parte sono costituite da imprese private, rappresenterebbe un danno gravissimo”.

La richiesta è quella di optare per una distinzione in termini di riapertura tra le scuole di ogni ordine e grado, i master e le strutture che possano eventualmente erogare la loro formazione anche online, ma anche le realtà come le accademie la cui struttura didattica viene in larga parte sostenuta da attività laboratoriali.

A veicolare il messaggio la Fondazione Cologni, realtà sostenitrice dell’alto artigianato e promotrice con ALMA dell’importante riconoscimento MAM - Maestro di Arte & Mestiere, che premia i professionisti impegnati nel tramandare il sapere artistico e artigianale d’eccellenza dell’Italia.

Queste le realtà che, in modo compatto e coeso, hanno firmato l’Appello:

1. ALMA La Scuola Internazionale di Cucina Italiana - Ospitalità - Colorno (PR)

2. Academia Cremonensis - Liuteria - Cremona

3. Accademia Nazionale dei Sartori - Sartoria - Roma

4. Accademia Teatro alla Scala - Mestieri dello spettacolo - Milano

5. Arsutoria School - Calzatura e pelletteria – Milano

6. Fondazione ForModa - Sartoria - Pescara 

7. Galdus Accademia Orafa - Oreficeria - Milano

8. Istituto Secoli Moda e Sartoria - Milano

9. LAO Le Arti Orafe – Oreficeria - Firenze

10. Palazzo Spinelli - Restauro - Firenze

11. Politecnico Calzaturiero - Calzatura e pelletteria - Capriccio di Vigonza (PD)

12. Sacred Art School - Arte sacra - Firenze

13. Scuola del Cuoio Firenze - Pelletteria - Firenze

14. Scuola del Vetro Abate Zanetti - Vetro - Murano (VE)

15. Scuola Mosaicisti del Friuli - Mosaico - Spilimbergo (PN)

16. Scuola Orafa Ambrosiana - Oreficeria - Milano

17. SIAM 1838 - Sartoria - Milano

18. TADS - Tarì Design School - Oreficeria - Marcianise (CE)

19. Associazione Villa Fabris Centro Europeo dei Mestieri del Patrimonio - Thiene (VI)

20. MAC Mestieri d’Arte Contemporanei - Biella 

A queste si aggiungono:

CAST Alimenti 

Intrecci - Alta Formazione di Sala 

Non solo chiusure in attesa della ripresa delle attività

Sondaggio tra i 31 ristoratori aderenti al Consorzio Modena a Tavola. L’80% ha sospeso l’attività, ma c’è anche chi si è inventato il menù “antidepressivo” da consegnare ovviamente a casa e nel rigoroso rispetto delle regole. 

Si erano ritrovati il 3 marzo scorso, tutti insieme, capitanati da Massimo Bottura, per dare un messaggio pieno di positività, quando ancora l’emergenza sanitaria non era emersa in tutta la sua drammaticità e complessità. Dopo qualche giorno, anche i ristoratori del Consorzio Modena a Tavola, 31 in tutta la provincia, si erano dovuti arrendere, adeguandosi immediatamente alle regole restrittive volte a contenere il contagio, nell'interesse generale, con rigore e senso della comunità.

A qualche settimana dal lockdown la stragrande maggioranza di loro, l’80%, ha l’attività completamente ferma ma c’è anche chi si è da subito ingegnato per trovare soluzioni compatibili con la prosecuzione dell’attività, nel pieno rispetto delle regole stringenti attualmente in vigore. Ognuno ha fatto, sicuramente con difficoltà, la propria scelta cercando prima di tutto di rispettare le regole e di tutelare la salute. Tra chi ha deciso di tenere accesi i fornelli, sia pure con i fuochi al minimo, ci sono ad esempio lo storico ristorante di Carpi “L’incontro”, Il Calcagnino di Formigine, l’Osteria Emilia di Campogalliano, la Cucina del Museo e il Luppolo e l’Uva, entrambi di Modena. Ognuno di loro ha individuato una soluzione che si può a pieno titolo definire personale, perché profondamente legata alle caratteristiche del locale e della clientela che tradizionalmente lo frequenta. C’è in tutti e cinque i casi un denominatore comune: il desiderio di mantenere vivo il rapporto con la gente, portare nelle abitazioni e, almeno in alcuni casi, nelle aziende, quel calore che solo la buona tavola sa dare. Probabilmente anche per questo tutti i ristoratori che hanno deciso di continuare a cucinare preferiscono consegnare personalmente. Solo eccezionalmente si appoggiano a catene dedicate alla consegna a domicilio.

Per far sapere ai propri clienti della loro “apertura” tutti i ristoratori stanno facendo ampio uso dei canali digitali. Su Facebook, sui loro siti internet, attraverso Instagram, oppure riconvertendo le newsletter con cui ricordavano gli eventi e mettendo in evidenza le nuove opzioni a disposizione dei clienti. Da qualche giorno, per amplificare il messaggio alcuni hanno scelto di fare ricorso anche alla radio.

Ognuno a modo proprio
Entrando più nel dettaglio c’è chi come Paola Corradi, titolare della Cucina del Museo, che, dovendo scegliere di mettere in cassa integrazione i suoi collaboratori, ha prima arruolato la figlia, studentessa universitaria, per farsi aiutare sia in cucina sia nelle consegne. Successivamente ha pubblicato un menù completo con tante possibilità di scelta. “Noi siamo molto piccoli per cui ci rivolgiamo alle famiglie. Il riscontro è stato davvero positivo. Si tratta prevalentemente di clienti che già ci conoscono e che hanno molto apprezzato questa scelta. Abbiamo adattato il menù per trovare un punto di equilibrio tra la qualità, i tempi di consegna e la trasportabilità. Tutto in ogni caso viene preparato all'istante e subito consegnato a domicilio” racconta Paola.

Ancora più articolata è l’offerta de L’Incontro di Carpi, storico locale guidato da sempre da Gianfranco Zinani e dalla moglie. In questo caso hanno elaborato ben tre menù completi, uno per gli amanti della carne, scherzosamente ribattezzato Antidepressivo, un altro per gli amanti del pesce e infine una proposta definita vitaminica, rivolta a coloro che alla forma non vogliono rinunciare mai. 

È stata una piacevole sorpresa, la gente apprezza molto il servizio. L’altra sera ho fatto personal-mente una consegna e ho ricevuto un’accoglienza incredibile da una famiglia che per l’occasione si era vestita di tutto punto e aveva preparato una tavola sontuosamente apparecchiata. Mi hanno persino invitato ad entrare, ma ovviamente non è stato possibile. Le richieste, in questo caso per il pranzo, stanno arrivando anche dalle poche aziende che stanno proseguono la loro attività” spiega Carlo Gozzi, chef del ristorante carpigiano.

Per originalità e inventiva spiccano poi le proposte di Davide Forghieri della Osteria Emilia che nemmeno in questa occasione ha rinunciato al suo estro. Le soluzioni da lui proposte si dividono in piatti completi già pronti, o in soluzioni in cui l’ultimo tocco viene lasciato al cliente. Nel caso dei tortellini ad esempio, in una apposita vaschetta ci sono i tortellini, a parte il brodo e il parmigiano reggiano. “Tutto viene preparato espresso, utilizzando vaschette termiche sigillate con atmosfera modificata. In questo modo qualità e sicurezza sono garantite” spiega Davide Forghieri.

L’ultimo che si è aggiunto, sul piano cronologico, è il Calcagnino di Formigine. Loro in questa fase sono partiti proponendo un menù di Pasqua “ma stiamo già pensando di allargare l’offerta vista la buona accoglienza ricevuta” raccontano Claudio e Barbara.

A concludere questa breve rassegna Stefano Corghi che, oltre ad essere lo chef del Ristorante modenese il Luppolo e l’Uva, è anche presidente del Consorzio Modena a Tavola. La prima cosa che evidenzia è il calore umano e l’apprezzamento che questo tipo di iniziative stanno riscuotendo. “Le persone quando arriviamo a consegnare il pasto che hanno ordinato manifesta nei nostri confronti una grande gratitudine. È evidente che c’è voglia di normalità, di fare due chiacchiere in serenità” racconta Corghi tracciando un primo piccolo bilancio della sua esperienza personale.

Per quanto possa apparire paradossale, alcune aziende, che mi hanno chiesto di servire loro il pasto di mezzogiorno, mi hanno raccontato che stanno riscoprendo il piacere della pausa del pranzo di mezzogiorno, troppo spesso consumato in fretta, magari in piedi, mangiando un panino. Certo sono piccoli segnali, sicuramente insufficienti, ma l’emergenza, come sempre accade, obbliga a delle riflessioni e spinge a trovare soluzioni alternative che, magari, potranno essere valide anche quando avremo superato questa fase così complicata. Da soli però difficilmente riusciremo a rialzarci e a ripartire. Per questo confidiamo anche in aiuti e sostegni da parte del Governo e delle amministrazioni locali” conclude il presidente del Consorzio Modena a Tavola Stefano Corghi.

Si è spento questa mattina, all’Ospedale Maggiore di Parma, Francesco Bigliardi. Aveva 72 anni. Se n’è andato a pochi giorni di distanza dal fratello Claudio. Lascia la moglie Ida Marmiroli e le due figlie Francesca e Michela.

Sempre sorridente, gentile e con quel suo modo di fare accogliente, Francesco rappresentava una delle colonne della ristorazione parmigiana. Insieme alla sua adorata moglie Ida gestiva la storica Trattoria Masticabrodo, un angolo di genuina tradizione, quasi all’ingresso di Torrechiara, dove poter trovare non solo ristoro e delizia, ma anche e soprattutto un clima famigliare e confortevole. Un luogo dove sentirsi a casa.

Ma la loro storia di coppia della ristorazione è iniziata molti anni prima, quando per lungo tempo sono stati capaci di far conoscere e apprezzare la loro cucina alla Trattoria del Tribunale, nel centro di Parma.

Mai fermo, sempre disponibile e pronto ad aiutare e consigliare, Francesco era parte integrante e attiva del Consorzio Parma Quality Restaurants, dove rappresentava un punto di riferimento professionale e umano.

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Di Nicola Comparato Felino 27 marzo 2020 - Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Stefano Sidoli, nato a Parma il 10/02/1982, residente a Corcagnano e gestore di alcuni locali di ristoro. Nella lettera Stefano esprime tutta la sua preoccupazione per quanto riguarda la situazione attuale in questa emergenza Coronavirus, il suo disappunto verso le informazioni fornite dai media, il triste ruolo del popolo italiano in questa vicenda e il suo punto di vista come cittadino e ristoratore.

"Un grande maestro mi disse: ‘Loro ragionano 10 anni avanti, tu non potrai mai raggiungerli e comprendere il loro scopo. Ma puoi imparare dal loro passato e comprendere il tuo presente’.
Oggi mi viene chiesto di scrivere il mio pensiero, ossia quello di un ristoratore che fino all'altro giorno era intento principalmente svolgere al meglio il proprio lavoro, portando a tavola il piacere della condivisione. La particolare situazione attuale, dopo queste settimane di quarantena, mi sta portando ad inquadrare la realtà che ci circonda: abbiamo un virus che blocca un intero paese, questo ci fa capire che siamo molto deboli e che abbiamo tutti una grande paura della morte ma ci porta a vedere anche tutte quelle persone che lavorano per il bene degli altri e non parlo solo dei medici e degli infermieri, ma anche di commercialisti e amministratori di società che si stanno dando da fare senza sosta per salvare il nostro tessuto economico in un momento di estrema difficoltà ed incertezza. Nel frattempo la (mala)politica ci sta facendo vedere tutto il peggio che si possa immaginare. Tornando al passato, leggendo ad esempio scritti di Scipio Sighele, pensatore di fine Ottocento, già si sosteneva che la politica era qualcosa di vecchio, qualcosa di ormai corrotto dal sistema: guarda caso poco dopo si scatenò la prima guerra mondiale! Osservando il passato possiamo quindi pensare che ci siamo ritrovati in mezzo a una guerra sì epidemiologica, ma soprattutto economica; il virus come nemesi storica dell’economia selvaggia e senza regole di questi anni, dove c’è un’Italia contesa tra Stati Uniti e Cina. Anche il famigerato video di Leonardo divenuto virale dopo che Salvini l’ha postato sui suoi social (dove si parlava appunto degli esperimenti della Cina con un virus apparentemente molto simile al nostro), sembra più un attacco dettato dal Fondo Monetario verso i Cinesi, in quanto il Fondo Monetario detiene il comando principale della NATO, in antitesi a Trump, quindi potremmo arrivare a pensare che anche Salvini sia eterodiretto. Sempre osservando ciò che accade in questi giorni, Di Maio sembra essere emissario della Cina (trattato con la Cina, la Via della Seta) mentre il Premier Conte (che viene dai tempi di Monti e che in tanti sostengono essere stato dalla parte della Troika) sembra essere estremamente influenzato da Tedeschi e Francesi. Per questo, quando c’era una situazione di equilibrio con 5 Stelle, Lega e di Conte al governo, si poteva ancora sperare a una pacifica evoluzione per il nostro Paese.
Siamo arrivati a un punto dove si combattono tre fronti e a questa guerra devono sottostare 60 milioni di persone che in questo momento sono costretti a vivere nelle proprie case. Magari qualcuno è anche felice così, ma cosa possiamo fare per quelli che non possono sostenere questo momento e che stanno per cadere nel baratro, senza denaro e senza possibilità di recuperarne altro per poter andare avanti nella vita di tutti i giorni? Nel frattempo, anch’io resto a casa (non abbiamo alternativa!), in attesa di risposte e soluzioni. Saranno in grado i nostri politici di qualunque schieramento di fornirci una “ricetta”? A mio avviso no, la “cura” non ce la può dare nessuno di loro, può solo partire dalla consapevolezza che deve maturare in ognuno di noi, ragioniamo, pensiamo, leggiamo e non facciamoci più fregare!"

 

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Gli chef di Parma Quality Restaurants impegnati nel preparare e consegnare in corsia pasti caldi per gli operatori sanitari impegnati nel contrasto al Coronavirus. Attive anche realtà come Barilla, Centro Agroalimentare, Fratelli Galloni e Parmalat, che hanno deciso di donare alimenti a favore dell’Ospedale Maggiore di Parma

Di Chiara Marando -

Siamo in un momento di paura, di stallo e incertezza. Un clima che mina pesantemente la nostra visione dell’oggi e del domani, ma che ci sta anche facendo ritrovare il senso di “mutuo soccorso”, la volontà di poter dare un contributo concreto, seppur nel nostro piccolo, per una causa più grande: quella della salute comune. Ecco quindi che ogni realtà si sta attivando per fornire aiuto e un minimo sollievo a chi ogni giorno si trova in prima linea, alla ricerca, alle strutture sanitare.

In questo contesto di bisogno, anche Parma UNESCO Creative City of Gastronomy si è mobilitata a fronte dell’emergenza Covid-19. A lanciare l’idea è stato il Parma Quality Restaurants, consorzio di circa 30 ristoratori del nostro territorio, presieduto dallo chef Andrea Nizzi. Un appello raccolto da Comune di Parma, Parma Alimentare e associazione “Parma, io ci sto!”, subito pronti nell’aprire un canale di dialogo con la Direzione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

Ecco quindi che da alcuni giorni i medici e il personale del Pronto Soccorso e dei reparti dell’Ospedale Maggiore di Parma, impegnati costantemente nella gestione dell’emergenza Covid-19, ricevono direttamente in corsia pasti gratuiti curati appunto dagli chef di Parma Quality Restaurants.

Il cibo è gioia, è piacere di stare insieme: in un momento difficile per noi operatori della ristorazione, a causa della chiusura forzata dei locali, abbiamo deciso di fare rete e di mettere il nostro tempo e il nostro talento in cucina a disposizione di chi è in prima linea al fianco dei cittadini nella lotta a un nemico tanto invisibile quanto pericoloso - spiega chef Andrea Nizzi, Presidente di Parma Quality Restaurants - Con il nostro piccolo gesto speriamo di poter regalare un momento di sollievo agli operatori sanitari dell’Ospedale Maggiore”.

Ma il Consorzio di ristoratori non è stata la sola realtà pronta a intervenire in questa situazione, anche alcune aziende alimentari parmensi hanno deciso di donare cibo al personale che opera all’interno dell’Ospedale Maggiore di Parma, come atto simbolico di gratitudine e riconoscenza nei confronti di medici, infermieri e volontari: è il caso di Barilla, Centro Agroalimentare, Fratelli Galloni e Parmalat.

“È un grande orgoglio far parte di una squadra composta dagli amici del Parma Quality Restaurant e da aziende come Barilla, Centro Agroalimentare, Fratelli Galloni e Parmalat – commenta Cristiano Casa, Assessore al Turismo e al progetto UNESCO del Comune di Parma - Tutte realtà sempre vicine al territorio e alla città, sia quando le cose vanno bene, sia in un momento come questo, di grave emergenza. A loro va il nostro ringraziamento: come Amministrazione, è un onore e un privilegio avere al nostro fianco soggetti con questa sensibilità”.

Progetti e segnali di aiuto che verranno portati avanti per tutta la durata dell’emergenza. E non si tratta di una iniziativa chiusa, tutte le aziende food del territorio parmense possono dare il proprio contributo. L’invito è di contattare Parma Alimentare e l’associazione “Parma, io ci sto!”, così da agire in modo coordinato.

Una dimostrazione di grande solidarietà e impegno, per la quale la Direzione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma ha voluto ringraziare tutti gli attori a nome del personale impegnato nei reparti.

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Cresce anche la squadra dei ristoratori con tre nuovi ingressi e nuovi soci simpatizzanti -  (Foto di Francesca Bocchia.)

Parma, 03 marzo 2020 - Il Parma Quality Restaurants ha un nuovo presidente, è Andrea Nizzi, del Ristorante 12 Monaci, eletto dopo il termine del mandato di Enrico Bergonzi che ha guidato il consorzio dei ristoratori, dalla sua costituzione nel 2016. Il passaggio di testimone è avvenuto nel segno della continuità, con l’impegno da parte di Nizzi di proseguire il percorso seguito finora, basato sulla crescita condivisa e sulla collaborazione con le istituzioni e gli altri attori del sistema alimentare di Parma, per la valorizzazione della gastronomia locale e del territorio. Un impegno che diventa ancora più significato in questo particolare momento di crisi generale, conseguente al Coronavirus e alle relative restrizioni, come sottolineato anche dagli amministratori cittadini, al lavoro per definire azioni coordinate per il rilancio del territorio.

Con l’inizio del nuovo anno si è anche rafforzata la squadra del Parma Quality Restaurants, con tre nuovi ingressi fra i soci del gruppo: il Bistrò Il Cerchio di Collecchio dello chef Roberto Pongolini, nome di riferimento della ristorazione di qualità parmigiana; il ristorante Squid, giovane locale che porta la firma in cucina di Alberto Rossetti, noto chef del territorio, insieme all’appassionato ristoratore Lorenzo Buonocore; il ristorante La Greppia, insegna storica della città seguita con professionalità da Victor Ukaj, che vede in cucina lo chef Daniele Benecchi.

Oltre ai ristoranti soci, sempre nell’ottica di un percorso condiviso e di sinergie fra professionisti del settore enogastronomico, il consorzio ha inoltre previsto fin da subito le figure dei soci simpatizzanti, ovvero di quei professionisti, che pur non essendo ristoratori, grazie al loro lavoro e passione, promuovono quotidianamente il nome di Parma e della sua cultura alimentare.

Sono soci simpatizzanti Parma Quality Restaurants: Francesco Coppini (Coppini Arte Olearia), Massimo Bonini (Torrefazione Lady Cafè), Stefano Guizzetti (Gelateria Ciacco), Silvano Romani, Mario Marini (presidente Musei del Cibo di Parma), Alessandro Battistini (Pasticceria Battistini), Claudio Gatti (Pasticceria di Tabiano).

 

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I ristoratori di Parma uniti in un appello comune per far fronte all’emergenza che ha colpito l’economia generale: tra cancellazioni, eventi persi e tavoli vuoti, la speranza è quella di un ritorno alla normalità.

Di Chiara Marando -

Quella che si sta per concludere è stata una settimana surreale dal punto di vista della vita quotidiana, della normale gestione di impegni, famiglia e lavoro. Una settimana sospesa. Una settimana di paura crescente che ha bloccato tutti noi, portando a un brusco e doloroso calo dal punto di vista economico.

Perché il timore legato al Coronavirus ci ha reso guardinghi verso il prossimo, paralizzati all’idea di parlare faccia a faccia con gli altri, di uscire per prendere un aperitivo, di entrare in un ristorante per gustare un pranzo o una cena in compagnia. Non mi soffermerò sulla psicosi da “attacco incontrollato dei supermercati”, piuttosto vorrei dare voce alle richieste di aiuto che provengono dai ristoratori. In pochi giorni la situazione nei locali di tutto il nord Italia è diventata “nera”.

La nostra città, la Parma Capitale della Cultura 2020, sembra deserta. Un quadro triste, desolante e ingiustificato. Perché ciò che dobbiamo fare non è stravolgere le nostre vite, semplicemente porre la giusta attenzione, seguire le indicazioni che arrivano dal Ministero della Salute, che poi non sono altro che il decalogo delle buone abitudini di igiene e vivere quotidiano, magari con qualche accorgimento in più.

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Quindi perché smettere di godere di un buon pasto fuori casa, comodamente seduti a tavola in uno dei tanti ristoranti a disposizione?

Sono proprio loro a lanciare un appello accorato, dopo giorni di prenotazioni saltate, eventi cancellati e tavoli vuoti. Questo quanto è emerso dalla chiacchierata con alcuni di loro.

 “Quella che abbiamo appena trascorso è stata una settimana disastrosa per l’intero comparto della ristorazione parmigiana, proprio com’è successo nel resto della Penisola – spiega Enrico Bergonzi, presidente Parma Quality Restaurants - Confrontandosi con i vari colleghi è emerso un quadro molto preoccupante, con danni economici che in molti casi si ripercuoteranno sul lungo periodo. E tutto questo è accaduto da un giorno all’altro, oltretutto in un momento dove si iniziavano a pianificare investimenti e nuove assunzioni, stimolati dagli effetti di Parma Capitale italiana delle Cultura e dai numerosi eventi in programma, senza dimenticare l’apertura della stagione fieristica. Sicuramente la presenza del Coronavirus in Italia richiede delle scelte politiche e sanitarie di un certo tipo, necessarie per contenere il contagio, ma occorre restare con i piedi per terra e la mente lucida. Parma non rientra in nessuna zona rossa o gialla, si può continuare a uscire, frequentare negozi e ristoranti, sperando nella riapertura di scuole e luoghi di cultura. I ristoranti, così come le pizzerie, i bar, i negozi non sono mai rientrati negli obblighi di chiusura stabiliti dalla Regione a causa del Cov-19 o siamo stati soggetti a controlli particolari. Quello che ci terremmo a sottolineare è che continuare a frequentare i ristoranti non è pericoloso”.

Mariano Chiarelli (Ristorante I Du Matt, Parma): “Dopo un inizio anno molto buono, con il ristorante praticamente sempre pieno, siamo all’improvviso passati a faticare a ricevere prenotazioni e questo per un locale si traduce in costi, oltretutto non pianificati. La situazione è davvero preoccupante, occorre che le istituzioni pensino seriamente ad azioni a sostegno del comparto che sta subendo un contraccolpo immotivato. Il panico generale causato da una cattiva informazione sta provocando un effetto a catena disastroso. Serve un segnale forte che ridia fiducia alle persone”.

Andrea Nizzi (Ristorante 12 Monaci, Fontevivo): “Domenica sera siamo andati a dormire pensando alle prenotazioni confermate in occasione di Mercanteinfiera e lunedì mattina è stato tutto annullato. Mai vista una cosa del genere in trent’anni che faccio questo lavoro. Tutto il mese di marzo cancellato. Cene, eventi fieristici, catering, accordi con il personale già presi per gestire al meglio tutto e invece ora dobbiamo ridurre al personale l’orario di lavoro. E poi i fornitori, ai quali devi disdire gli ordinativi, perché non è possibile fare scorta di materie prime. È un effetto domino che sta travolgendo tutti, ma non possiamo arrenderci. Anzi, occorre riprendere un po’ di fiducia. Io sono un ottimista per natura e sono convinto che con la riapertura delle scuole la situazione possa ritornare lentamente alla normalità. Riaprire gli istituti scolastici sarebbe un segnale molto importante per ridare serenità e fiducia ai cittadini”.

Davide Censi (Trattoria Antichi Sapori, Gaione): “Sono senza parole, abbiamo ricevuto il 90% di disdette. Una nazione è stata messa in ginocchio. Il panico che si è creato ha fatto più danni del virus stesso”.

Filippo Cavalli (Osteria dei Mascalzoni, Parma): “Prima era tutto uno squillare del telefono per le prenotazioni, ora le chiamate sono solo per disdire. È una situazione assurda e molto preoccupante. Vedere via Farini deserta e i negozi del centro vuoti è devastante. C’è stato un crollo emotivo enorme che sta portando a reazioni fuori controllo. I gruppi che avevano prenotato fino a metà mese, hanno già chiamato tutti per disdire. E poi le aziende che annullando le trasferte, annullano di conseguenze le prenotazioni ristorative e alberghiere. Stavo valutando una nuova assunzione, ma non so se posso più permettermelo, perché se le presenze nei ristoranti non ripartono, sarà l’intero sistema a collassare”.

Angelo Cammarata (Ristorante La Forchetta, Parma): “Da inizio settimana la clientela è calata molto. Da oggi sembrerebbe ci sia una lenta ripresa, speriamo continui così perché il danno causato da una non corretta gestione della comunicazione sta producendo conseguenze irreparabili. La chiusura improvvisa delle scuole ha generato il panico assoluto, le persone hanno perso ogni sicurezza. La nostra prima preoccupazione sono stati i dipendenti e la loro tutela. Confidiamo che ci sia presto un segnale forte che restituisca fiducia a tutti”.

Nico Tamani (Ristorante La Vecchia Fucina, Bannone di Traversetolo): “Noi questa settimana siamo riusciti a lavorare un pochino a mezzogiorno con i pranzi di lavoro, ma la sera è stato il nulla. E i musei chiusi hanno aggravato la situazione, anche il weekend si prospetta tutt’altro che roseo. Noi approfittiamo del tempo a disposizione studiando i piatti della primavera, in attesa di momenti migliori. Io cerco di farmi tornare il buonumore preparando la nostra famosa zuppa inglese. Certamente però serve un segnale forte perché la situazione non può continuare così”.

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Gare singole e a squadre, il nuovo contest Street Food e il Contest Ragazzi Speciali, dove la cucina diventa vera e propria strada verso l’inclusione.

Di Chiara Marando -

Si è conclusa la quinta edizione dei Campionati della Cucina Italiana 2020, la più importante e completa competizione italiana per tutte le categorie della cucina, organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi, in collaborazione con IEG – Italian Exhibition Group, all'interno del Beer&Food Attraction, svoltosi a Rimini dal 15 al 18 febbraio scorsi.

Sono stati oltre 1.500 i cuochi presenti, provenienti dall'Italia e dall'estero, per 4 giorni di gare con altrettante cucine pronte a ospitare le competizioni a squadre, 6 laboratori dedicati alle gare dei singoli, 45 giudici, oltre a giornalisti chiamati a decretare i migliori cuochi italiani di categoria.

Come ogni anno, nel corso del primo giorno, si è svolto il Contest Ragazzi Speciali presieduto questa volta dallo chef stellato Stefano Ciotti del ristorante Nostrano di Pesaro. Una ulteriore dimostrazione di quanto la cucina sia espressione di passione e inclusione, un luogo dove abbattere e combattere le barriere. Due batterie di partecipanti, composte da un ragazzo del IV o V anno con programmazione scolastica differenziata e un suo compagno di scuola in veste di tutor. Vincitori per la cucina fredda sono stati Martina Amicone e Giuseppe Marinucci dell’IPSOAR F. De Cecco di Pescara, mentre per la calda Alessia Bruno e Alessandro Lo Presti dell’IPSSEOA Pietro Piazza di Palermo. Tutti i partecipanti hanno ricevuto un particolare riconoscimento e il diploma di partecipazione al concorso.

Durante le varie giornate, oltre alle gare di cucina calda, cucina fredda per singoli e squadre, la pasticceria da ristorazione e l’artistica, il contest “Street Food”, una prima assoluta che ha visto i cuochi sfidarsi in una categoria nuova e avvincente. Uno sguardo approfondito sulla grande varietà dei cibi di strada e la cultura gastronomica italiana in generale,  viaggiando sensorialmente da nord a sud del Bel Paese.

“Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato Rocco Pozzulo, presidente nazionale della Federazione Italiana Cuochi – perché ogni anno cresce il numero dei cuochi partecipanti e questo rappresenta un elemento molto importante per la crescita della cultura gastronomica del paese che evidenzia la vo-lontà di mettersi in gioco per confrontarsi con un regolamento molto rigoroso che impone allo stesso tempo disciplina, competenze tecniche e creatività, tre fattori che assumono ancor più valore se sono adottati nella formazione delle nuove generazioni di cuochi”.

Questi tutti i premi assegnati ai Campionati della Cucina Italiana 2020:

Artistica Junior Singolo, Marco Andronico;

Artistica Senior Singolo, Laura Maria Novi;

Cucina Calda Junior Singolo, Maria Anna Migliozzi;

Cucina Calda Senior Singolo, Fabio Mauro Tommaso Gallo;

Pasticceria da ristorazione Junior Singolo, Matteo Collura;

Pasticceria da ristorazione Senior Singolo, Sarah Cucchiara;

Mistery Box Cucina Calda, Daniele Piccoli, Davide Patat;

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