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La ditta opera nel settore dell’autotrasporto per conto terzi e al momento dei controlli effettuati, contava al lavoro 12 dipendenti, di cui uno risultava dipendente di un’altra impresa. Riscontrare violazioni anche in materia di evasione fiscale e mancato pagamento degli straordinari. 

Pubblicato in Cronaca Modena
Mercoledì, 17 Marzo 2021 15:08

Lavoro nero e irregolare: Modena prima in regione

Lo ha rilevato l’ultimo report dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. L’Emilia Romagna è la terza regione, dopo Campania e Lombardia, per la presenza di cooperative irregolari. La “ricetta” di sindaco e CGIL

Pubblicato in Economia Modena

A finire nel mirino dei controlli un 33 enne che percepiva 950 euro al mese di Reddito di Cittadinanza e che stava svolgendo lavori di muratura in un’abitazione privata senza regolare contratto di lavoro. Oltre alla denuncia, dovrà restituire quanto indebitamente percepito.

Pubblicato in Lavoro Modena

Nella mattinata di ieri i carabinieri della compagnia di Parma, unitamente ai carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro e ai carabinieri forestali hanno controllato alcuni autolavaggi della città di Parma.

Oltre 20 le unità impiegate nel servizio al fine di prevenire i reati e il controllo dell'attività commerciali.
In particolare sono state rilevate le seguenti irregolarità:
- nell'autolavaggio sito in via La Spezia ove erano presenti due lavoratori non regolarmente assunti ai sensi dell'art.3 d.l. 12/2002 mod.l.73/202 "lavoro irregolare" È stata contestata una sanzione amministrativa pari a 5.600 € dai carabinieri del NIL, nonché ai sensi dell'art. 14 c. 1 d.lgs. 81/2008 e successive modifiche veniva avviato un provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale
- nell'autolavaggio sito in via Pellico era presente un lavoratore non regolarmente assunto ai sensi dell'art.3 d.l. 12/2002 mod.l.73/202 "lavoro irregolare". È stata contestata una sanzione amministrativa pari a 1.800 € dai carabinieri del NIL, nonché ai sensi dell'art. 14 c.

La particolarità del servizio consiste inoltre nella presenza durante il controllo dei carabinieri forestali i quali hanno verificato la correttezza dello smaltimento dei rifiuti secondo le normative vigenti
Gli accertamenti a cura dei Carabinieri forestali sono ancora in corso.

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Pubblicato in Lavoro Parma

"Operazione Full Black"  Movida: scoperti dalla Guardia di Finanza di Rimini incassi in nero per oltre 2 milioni di euro. Imposte evase per oltre 800mila euro. 25 lavoratori irregolari

Nell'ambito dell'azione di controllo economico del territorio per la prevenzione e il contrasto dell'evasione fiscale, del lavoro sommerso e dell'abusivismo commerciale, i Finanzieri del Gruppo di Rimini hanno eseguito una mirata serie di interventi di polizia economico-finanziaria nel settore dell'intrattenimento e del divertimento notturno, tutte attività che rappresentano, per peculiarità e specificità, ma anche quantitativamente, uno dei principali distretti produttivi dell'economia rivierasca.

L'operazione eseguita in attuazione delle direttive del Comando Provinciale di Rimini, è arrivata al termine di un primo step del piano di lavoro programmato, ed è culminata nella conclusione di interventi mirati, relativi alla gestione di locali da ballo della locale movida.

I peculiari controlli di polizia economico-finanziaria delle Fiamme gialle riminesi hanno consentito, in un caso, di far emergere nei confronti di una società dedita alla gestione di un locale da ballo - imposte evase constatate per oltre 800mila euro, a fronte della scoperta di incassi per oltre 2 milioni di euro non dichiarati al fisco.

Nello stesso ambito, i militari del Gruppo hanno portato a termine altri interventi, iniziati in piena estate, presso altri due locali di intrattenimento notturno della riviera, al fine di effettuare i previsti riscontri di polizia economico – finanziaria a contrasto del sommerso da lavoro e dell'evasione fiscale.

L'attività ispettiva in questi ultimi casi ha permesso di:
- constatare a verbale la scoperta di incassi occultati al fisco per oltre 12 mila euro;
- sorprendere sul posto di lavoro 25 lavoratori irregolari (di cui 15 risultati completamente in nero).

L'obiettivo primario della Guardia di Finanza, quale speciale organo di polizia economico- finanziaria, come testimoniano questi risultati, è sempre quello della tutela innanzitutto degli operatori economici corretti che rispettano le regole e operano secondo la leale concorrenza, finalità perseguita sia attraverso la verifica della regolare documentazione e registrazione degli incassi e dell'avvenuta dichiarazione delle imposte effettivamente dovute, sia mediante l'accertamento, nel contempo, di eventuali situazioni di sfruttamento del lavoro irregolare o completamente in nero, per la tutela in primis degli stessi lavoratori dipendenti.


(N.46/2018 Comunicato stampa Rimini, 14 ottobre 2018)

Pubblicato in Economia Emilia

Editoriale: - Morire per l'oro rosso... e non solo - Torna a crescere il latte spot. - Emilia-Romagna - 6,5 milioni a disposizione dei produttori di vino. - Uova fresche, allerta del ministero della salute -Mutti: position paper - Sostenere condizioni di lavoro eque - In forte crescita il mercato dl turismo digitale - Cereali e dintorni. Le previsioni in attesa dei dati USDA -

SOMMARIO Anno 17 - n° 32 12 agosto 2018
1.1 editoriale
Morire per l'oro rosso... e non solo
2.1 lattiero caseario Torna a crescere il latte spot.
3.1 vino emilia romagna Emilia-Romagna - 6,5 milioni a disposizione dei produttori di vino.
4.1 bacino del po Bacino del Po: monitoraggio idrico generale del territorio
4.2 turismo In forte crescita il mercato dl turismo digitale
5.1 ambiente Sversamento di liquidi nel Milanino a Coltaro. La condanna del consorzio di bonifica
5.2 allerta alimentare Uova fresche, allerta del ministero della salute
6.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. E' il momento del grano.
7.1 pomodoro e raccolta Mutti: position paper - Sostenere condizioni di lavoro eque
7.2 economia reggiana PLV agricola: +13,9%. A Reggio Emilia il primato regionale.
8.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Le previsioni in attesa dei dati USDA
9.1 eventi piacenza Carabinieri Forestali: sequestri, perquisizioni e denunce per maltrattamento animali.
10.1promozioni "vino" e partners
11.1 promozioni "birra" e partners(per seguire gli argomenti correlati clicca QUI)

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Domenica, 12 Agosto 2018 14:58

Morire per l’oro rosso... e non solo

Tutti sanno, vedono e nessuno interviene. La piaga del caporalato è sotto la luce del sole al sud e mimetizzata dai “colletti bianchi” al nord.

di Lamberto Colla Parma 12 agosto 2018 - 

Chiunque abbia avuto occasione di percorrere nei mesi estivi la litoranea pugliese non può non aver intercettato i raccoglitori di pomodoro che, chinati a terra, sradicano e gettano nei cassoni il pregiato prodotto estivo. Percorrendo le strade più interne invece capita di intravedere le baraccopoli, anch’esse alla luce del sole.

Quello che sorprende, scusate il gioco di parole, è la sorpresa delle istituzioni e dei politici ogni qualvolta che, a seguito di un incidente sul lavoro o nel percorso per andare o tornare dai punti di raccolta, ci scappa il morto.

Sorpresa da un lato e pronta soluzione, peraltro mai messa in atto, dall’altra. L’ex Ministro dell’agricoltura Martina fa la voce grossa oggi come la fece da capo del dicastero quando nella torrida estate del 2015 le morti sul lavoro furono quasi venti e non tutti di coloro. C’era anche “una 39enne, deceduta il 21 agosto con disturbi cardiaci e con estrema necessità di lavorare”. Tanto estrema che le facevano comodo i 27 euro al giorno che si portava a casa e con i quali sosteneva la famiglia.

Una “bianca” che, come quelli di “colore”, invece di rubare mette in gioco la propria salute e accettano qualsiasi condizione lavorativa.

Sorprende la sorpresa posto che, solo un anno fa, fece scalpore l’inchiesta giornalistica di The Guardian, che  partendo dalle indagini della Procura pugliese, aveva puntato il dito contro le industrie di trasformazione del nord e messo in cattiva luce i loro prestigiosi marchi.

Ma se è facile osservare la tratta dei lavoratori i “nero” al sud, meno semplice è intercettare la sua evoluzione moderna; il “caporalato 2.0”  così ben diffuso al nord e applicato in diverse varianti.

Prendiamo ad esempio Ferrara, la provincia italiana più agricola. Solo dalla morte di un tassista, che trasportava altri 12 ragazzi di colore, anch’essi morti nel tamponamento, si è giunti a intercettare una organizzazione dedita al caporalato, come riportato dalla Nuova Ferrara lo scorso mese di aprile.

Poi ci sarebbe da aprire il capitolo sulle cooperative di lavoro che operano presso i grandi centri commerciali e della distribuzione organizzata o nei salumifici dove, ogni anno, vengono rifatti i contratti di appalto e le carriere lavorative riprendono da zero, nonostante i medesimi operai siano in forza in quella impresa da decenni (Castelfrigo, Cantiere Sassi ecc...).  

E che dire della polemica tra CGIL, quella che ha portato i lavoratori in nero foggiani a fare sciopero e protestare in piazza, e i Consulenti del Lavoro accusati di gestire nuovo caporalato, «una filiera di consulenti del lavoro in giacca e cravatta che gestisce ingegneristicamente le responsabilità delle imprese che si affidano ad una catena di appalti e subappalti apparentemente regolare». Così infatti si esprimeva il segretario generale della Flai-Cgil, Umberto Franciosi, in occasione della marcia della solidarietà indetta per i 16 braccianti deceduti nei due scontri stradali avvenuti nella provincia di Foggia 

Non è quindi la Raccolta Meccanica a risolvere il problema del caporalato, perché non è esclusiva del settore del pomodoro e tantomeno del Sud, come alcuni tenterebbero, di fare credere.

Invece tutto viene strumentalizzato. Un gran polverone per lasciare tutto come prima e scaricare le responsabilità. Promettere l’assunzione inutile di nuovi ispettori, che alla fine, per paura,  non andranno a ispezionare le imprese del sud o saranno così sfortunati da non incappare quasi mai in momenti di piena attività illegale. Non nascondiamoci dietro un filo d’erba, i meticolosi e giusti, controlli che vengono operati nelle campagne del nord sono impensabili a quelle latitudini. 

All fine, quindi, è un problema di lavoro, che non c’è, e quando c’è è sottopagato. Ma non si pensi che il problema sia limitato agli imprenditori, alcuni sicuramente sfrutteranno l’occasione, ma moltissimi altri tentano di far sopravvivere le aziende in attesa del ritorno al futuro, e il loro stesso lavoro è spesso remunerato meno dei loro  operai sottopagati.

Per risolvere il problema del caporalato, in tutte le sue declinazioni, occorre risolvere il problema dell’economia ridando energia alle MPMI e agli artigiani che sono sempre stati e dovranno tornare ad esserlo, la spina dorsale dell’economia nazionale. 

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(per restare sempre informati sugli editoriali)

 

 

http://www.gazzettadellemilia.it/economia/item/10820-morire-di-fatica-per-27-euro-al-giorno.html

 

http://www.gazzettadellemilia.it/economia/item/17889-caporalato,-l-inchiesta-della-procura-di-lecce-finisce-anche-sul-the-guardian.html

 

http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2018/04/08/news/giro-di-caporalato-scoperto-con-la-morte-del-tassista-1.16690131

 

 

 

 

Pubblicato in Politica Emilia

La Guardia di Finanza di Cesena ha scoperto un'organizzazione che sfruttava lavoratori, di nazionalità pachistana, per l'attività di distribuzione di volantini pubblicitari effettuata in diverse province della regione Emilia Romagna.

A capo del gruppo criminale vi erano 3 soggetti di nazionalità pachistana, appartenenti ad uno stesso nucleo familiare, che avevano costituito delle ditte individuali che reclutavano i lavoratori, privi di regolare contratto ed anche (in un caso) del permesso di soggiorno, per l'attività di volantinaggio.

Le indagini svolte dal Reparto della Guardia di Finanza nell'ambito di un procedimento penale acceso presso la Procura della Repubblica di Forlì hanno permesso di documentare lo sfruttamento cui erano sottoposti i numerosi cittadini pachistani - reclutati illecitamente dai soggetti denunciati - che erano costretti a vivere, in condizioni igienico-sanitarie precarie, in un'abitazione di Gambettola (FC) presa in affitto dai "caporali". Per poter soggiornare ammassati in quell'appartamento i lavoratori pagavano un canone di locazione mensile (tra i 100 ed i 200 euro) che veniva defalcato dalla paga mensile.

Tutti i lavoratori venivano sottoposti illecitamente (in assenza di autorizzazioni richieste dallo Statuto dei Lavoratori) a continua sorveglianza da parte dei "caporali" attraverso sistemi di localizzazione satellitare (gps) dei cellulari che ne monitoravano tutti gli spostamenti, così limitandone la libertà
personale.

Al termine delle indagini è stato anche dimostrato che i "caporali" erano in realtà dei dipendenti di altre società operanti nel riminese per le quali reclutavano quotidianamente distributori di volantini e per le quali emettevano fatture per operazioni inesistenti, quantificate in oltre 1,9 milioni di euro.

Pertanto sono stati denunciati complessivamente 8 soggetti che rispondono, a vario titolo, dei reati di natura tributaria e di sfruttamento della manodopera lavorativa e sono state eseguite attività di natura fiscale che hanno portato alla rilevazione di violazioni connesse all'emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 1,9 milioni di euro e l'individuazione di n. 9 dipendenti "in nero".

Pubblicato in Cronaca Emilia

"Altro che decreto dignità, il voucher in agricoltura è la legalizzazione del caporalato". Lo afferma il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale, Vittorio Daviddi, sottolineando che nel settore agricolo il voucher si è dimostrato fallimentare.

"Lo dicono i dati, è uno strumento che danneggia gravemente il lavoro. A suo tempo lo avevano già ribadito anche i tanti lavoratori scesi nelle piazze di tutta Italia - dice~Daviddi - Come sottolineato dalla nostra segretaria nazionale Annamaria Furlan, nel settore ci sono già i contratti stagionali e in passato c'è stato un grande abuso dei voucher. Prima di parlare di dignità e lotta al lavoro nero, sarebbe utile che il ministro Di Maio incontrasse i sindacati per capire di cosa si discute.
I voucher comportano gravi sacrifici per migliaia di lavoratori agricoli. Per questo ci appelliamo ai parlamentari modenesi, ritenendo che occorra guardare avanti, non indietro, nel ripristinare strumenti che – conclude il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale - hanno portato più problemi e sfruttamento che benefici e produttività".

Pubblicato in Lavoro Emilia

Nell'ambito di un'ampia azione investigativa delle Fiamme Gialle piacentine, finalizzata al contrasto del lavoro nero e irregolare, i militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Castel San Giovanni hanno effettuato un intervento nei confronti di una società, operante nel settore della ristorazione, ubicata in Val Tidone.

Nel corso dell'attività ispettiva, oltre ai due soci, sono state identificate ulteriori sei persone intente al lavoro, cinque delle quali risultate completamente "in nero", poiché non vincolate da alcun tipo di rapporto contrattuale né da alcuna comunicazione preventiva al centro per l'impiego.

Conseguentemente, è stata avviata la procedura per l'irrogazione della maxi-sanzione, che va da un minimo di € 1.500,00 ad un massimo di € 9.000,00, per ogni lavoratore "in nero", ai sensi della normativa di settore, da ultimo modificata dal D.Lgs n.151/2015. Poiché i 5 lavoratori non riportati nelle scritture o altra documentazione obbligatoria, sono risultati superiori al 20% del totale degli occupati presenti sul luogo di lavoro il giorno dell'intervento, è stato interessato l'Ispettorato Nazionale del Lavoro competente all'emissione del provvedimento sospensivo dell'attività previsto dall'art.14 del D.Lgs n.81/2008.

All'esito del controllo l'imprenditore ispezionato ha avviato le procedure di regolarizzazione delle posizioni lavorative, provvedendo ad assumere tutti e cinque i dipendenti in precedenza irregolari.

L'attività ispettiva intrapresa si inquadra nei compiti di polizia economica e finanziaria della Guardia di Finanza a tutela sia dei lavoratori, il cui impiego irregolare non garantisce alcun diritto lavorativo e previdenziale, sia degli altri esercenti del settore che operano correttamente sul mercato e che si trovano a confrontarsi con una concorrenza sleale.

Piacenza 20 febbraio 2018 

Pubblicato in Cronaca Piacenza
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