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Cala nel 2018 il numero dei senza lavoro di lunga durata, ma per l'Italia è comunque "record" europeo. In Campania e Calabria sono più disoccupati di lunga durata dell'intero Regno Unito

I disoccupati di lunga durata, quelli in cerca di lavoro da oltre 12 mesi, diminuiscono in Italia nel 2018 fissandosi a 1,6 milioni di unità (-81.600), ma sono il numero più elevato in Ue. Tra Sud (594.000) e Isole (312.000) i disoccupati da oltre un anno sono più di 900.000, un dato di molto superiore a quello dell'intera Germania (600.000) nella quale però vivono 82 milioni di persone a fronte dei 20,6 residenti al Sud.

Le cifre emergono dai dati Eurostat, secondo i quali in Campania (286.000) e Calabria (105.000) ci sono più disoccupati di lunga durata dell'intero Regno Unito (352.000).

Si allarga poi ancora il divario tra il tasso medio di occupazione femminile in Europa (63,3%) e quello italiano che sale ma resta sotto il 50% (al 49,5%). Nel 2018 dopo la Mayotte, regione d'oltremare francese, ci sono quattro regioni italiane agli ultimi posti con la Sicilia che scende dal 29,2% del 2017 al 29,1%. Lavora poco più di una donna su quattro tra i 15 e i 64 anni a fronte del 62,7% in Emilia Romagna e il 72,1% in Germania. Ha un'occupazione inferiore al 30% anche la Campania seguita da Calabria e Puglia. EUROSTAT sullo stato dell'occupazione ad aprile che Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti" riporta nude e crude all'attenzione della cittadinanza affinché l'opinione pubblica comprenda che non è più tempo di aspettare poiché anche se il governo latita ed è impegnato in ben altro, urgono interventi urgenti in campo economico che abbiano concreti effetti sulla ripresa del mercato del lavoro specie quello giovanile che appare il più colpito dalla crisi.

(11 maggio 2019)

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Povertà non solo per i disoccupati. A rischio anche il 12,2% dei lavoratori italiani. Un dato impressionante che oltrepassa la media dell'Unione europea, pari al 9,4% nel 2017

La crisi permanente che attanaglia l'Italia che riguarda in particolar modo le fasce più deboli della popolazione e che lo "Sportello dei Diritti", non ha mai smesso di denunciare, numeri alla mano, oggi trova una nuova conferma. In un rapporto dell'Istituto nazionale di statistica (Istat) è rilevato che nel Belpaese il 12,2% degli occupati è a rischio di povertà, un livello superiore alla media dell'Unione europea (9,4% nel 2017). Solo Grecia, Spagna, Lussemburgo e Romania hanno livelli più alti.

La crisi del 2008-2014, si legge nel report «ha reso ancora più diffuso il lavoro "povero"».

In particolare, sono a rischio di povertà il 18,6% dei lavoratori occupati part-time, il 20,9% degli occupati con al più il diploma di scuola media, il 22,5% di chi ha un contratto di lavoro a termine e il 32,8% dei cittadini stranieri.

Insomma, per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", non sono solo i disoccupati a subìre le conseguenze della crisi permanente ma anche la fascia più ampia dei lavoratori. Ci auguriamo, quindi, che le misure avviate possano migliorare una situazione divenuta insostenibile per migliaia di famiglie.

(17 aprile 2019)

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Domenica, 09 Settembre 2018 09:20

Il Beneficio per l'assunzione di over cinquantenni.

di Mario Vacca Parma 9 settembre 2018 - A favore del datore di lavoro del settore privato che assume lavoratori di età non inferiore a 50 anni, disoccupati da oltre 12 mesi, considerati soggetti molto svantaggiati (cfr. DM 17 ottobre 2017) interviene l'art. 4, commi da 8 a 11 della L. 92/2012 che ha previsto, a decorrere dal 1° gennaio 2013, una riduzione del 50% della contribuzione dovuta.

Il requisito basilare, oltre all'età non inferiore ai 50 anni, è la sussistenza dello stato di disoccupazione di almeno 12 mesi, dichiarata al Centro per l'impiego competente per domicilio, con contestuale sottoscrizione della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (c.d. "DID") che può essere effettuata on line utilizzando il portale www.anpal.gov.it .
Verificati i requisiti, l'assunzione può avvenire sia a tempo determinato che indeterminato, a tempo pieno o part time; l'agevolazione è consentita anche in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato.

L'incentivo contributivo cui ha diritto il datore di lavoro consiste in uno sconto del 50%sui contributi a suo carico (INPS e INAIL) per un periodo pari a 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato, 12 mesi in caso di assunzione a tempo determinato (comprese le proroghe) e complessivi 18 mesi in caso di trasformazione di un contratto da tempo determinato a indeterminato che intervenga entro i primi 12 mesi.

Agevolazione per 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato
L'assunzione deve essere effettuata nel rispetto dei principi generali sanciti dall'art. 31 del DLgs. 150/2015 ed in presenza della regolarità contributiva di cui all'art. 1, commi 1175 e 1176 della L. 296/2006.

È utile inoltre ricordare, in tema di assunzioni agevolate, che l'inoltro tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie inerenti l'instaurazione e la modifica di un rapporto di lavoro o di somministrazione conseguono la perdita di quella parte dell'incentivo relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva comunicazione.
Il beneficio in questione non è soggetto alla regola del de minimis, ma subordinato alla verifica dell'incremento occupazionale ed è dunque fruibile solo se l'assunzione, la proroga e la trasformazione realizzano un incremento netto del numero dei dipendenti rispetto alla media dei 12 mesi precedenti.

L'incentivo è mantenuto anche nel caso in cui l'incremento non avvenga per dimissioni volontarie del lavoratore, invalidità sopravvenuta o decesso del lavoratore, pensionamento per raggiunti limiti di età, riduzione volontaria dell'orario di lavoro, ovvero licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo.

Per quanto concerne l'INAIL, il diritto alla riduzione del 50% dei premi è segnalato indicando l'importo delle retribuzioni parzialmente esenti con il codice H,I,J,K,L,M a seconda del tipo di scadenza contrattuale (L,M; nota INAIL n. 1147/2014).

(FOTO: Presidenza della Repubblica – ll Presidente Giorgio Napolitano con Elsa Fornero, Ministro del Lavoro e politiche sociali nel corso del Giuramento del Governo Monti.– 16 novembre 2011)

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Scende ancora la disoccupazione in Emilia-Romagna: 6,4% a metà anno rispetto al 7,4% dello stesso periodo 2016. Bonaccini: "Il Patto per il Lavoro continua a dare i suoi frutti. Determinati ad arrivare al 4-5% entro il 2020"

I dati Istat sull'andamento del mercato del lavoro nel secondo trimestre 2017. Tasso di occupazione al 69,1%, oltre 65mila occupati in più rispetto al secondo trimestre 2015 (+3,4%). Il tasso di attività femminile al 67,4%, il più alto in Italia

Bologna 12 settembre 2017 - Continua a scendere la disoccupazione in Emilia-Romagna, arrivata al 6,4% a metà di quest'anno: -1% rispetto al 7,4% di un anno fa (media del periodo luglio 2015-giugno 2016). É quanto si ricava dai dati Istat sull'andamento del mercato del lavoro nel secondo trimestre 2017, diffusi oggi dall'Istituto nazionale di statistica.

Nei secondi tre mesi di quest'anno, gli occupati regionali sono 1 milione e 987mila: oltre 65mila in più (+3,4%) rispetto al medesimo periodo 2015.

Il tasso di occupazione 15-64 anni è al 69,1%, più alto sia rispetto alla media Italiana (58,1%) che a quella del Nord Est del Paese (67,6%). Si tratta del valore più elevato tra tutte le regioni, ad eccezione del Trentino Alto Adige (69,9%). Nella media degli ultimi 12 mesi - trimestri da luglio 2016 a giugno 2017 - il tasso di occupazione regionale risulta pari al 68,9% (57,6% a livello nazionale e 67,1% nel Nord Est).

Nel trimestre, il tasso di attività regionale, che misura il livello di partecipazione dell'intera popolazione al mercato del lavoro, è pari al 73,6%, dato più alto tra tutte le regioni italiane: la componente maschile è al 79,8%, mentre quella femminile ha un tasso pari al 67,4%, che rimane il più alto a livello nazionale.

"La disoccupazione ridotta di un altro punto percentuale in un anno, portandola al 6,4%, è un dato di grande importanza- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- unito al taglio di quasi tre punti rispetto al 9% di inizio legislatura, due anni e mezzo fa. Siamo di fronte alla dimostrazione che il Patto per il Lavoro continua a dare i suoi frutti e questo ci dà ulteriore spinta per non fermarci e continuare a lavorare tutti insieme - sindacati, imprese, enti locali, università, associazioni del Terzo settore - e con determinazione per arrivare al 4-5% entro il 2020, a una situazione cioè di sostanziale piena occupazione".

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