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Martedì, 11 Febbraio 2020 14:22

48 ore di presidio davanti alla Morris Profumi.

Crisi Morris Profumi, I dipendenti non abbassano la testa. Iniziato il presidio davanti alla gloriosa fabbrica di profumi Morris Spa che ha dichiarato di voler chiudere la produzione. Ora tavoli tecnici per trovare soluzioni.

Di Redazione e foto di Francesca Bocchia - Siamo davanti ai cancelli della Morris Profumi SpA con Germano Giraud della FEMCA CISL di Parma e Piacenza che ci illustra lo stato delle cose e le iniziative che verranno intraprese a partire da oggi.

"La settimana scorsa - dichiara il sindacalista - abbiamo avuto un incontro con i vertici dell'azienda nel quale siamo stati informati della messa in liquidazione volontaria dell'attività produttiva, quindi vuol dire la chiusura dello stabilimento. Per noi è stato un fulmine a ciel sereno. La situazione era delicata in azienda, avevamo fatto un percorso di cassa integrazione ordinaria, ma nulla lasciava presagire a una cosa del genere. Noi eravamo a conoscenza che avevano perso il marchio più importante che rappresentava il 45% del fatturato (marchio Ferrari) e venendo a mancare quello, la attività produttiva si è drasticamente ridotta. Ipotizzavamo quindi che ci sarebbe stato da discutere su una riorganizzazione, invece la comunicazione della messa in liquidazione è stata una cosa devastante. Oggi siamo in sciopero per due giorni. Questa è la prima iniziativa sindacale, poi a breve avremo un incontro tecnico per discutere in merito alla apertura da parte della azienda di una cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività e quindi da lì inizierà la trattativa sindacale che ci porterà a discutere di quello e a aprire tavoli istituzionali su l territorio per tentare di trovare soluzioni alternative."

Il Video: https://youtu.be/IlvwK0KYxMs

Il comunicato di CGIL

Vertenza Morris Spa: 48 ore di sciopero, 100% adesioni ed altissima presenza ai presidi.

I dipendenti non abbassano la testa. Ora tavoli tecnici per trovare soluzioni

Parma 11 febbraio 2020 10,45 - Si respira uno strano profumo nell'aria in strada Maretto a Parma in questi giorni di mobilitazione: è il profumo di dignità dei lavoratori e delle lavoratrici di Morris Spa in sciopero. 
 
Del 100% è stata infatti l'adesione allo sciopero dichiarato da FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL provinciali per protestare contro la messa in liquidazione della Morris Spa da parte della proprietà. Una decisione, quella dei vertici aziendali, che ancora desta incredulità e sconcerto in oguna delle 114 famiglie che da qui ai prossimi mesi si troveranno a fronteggiare grandi difficoltà economiche dovute alla probabile perdita del posto di lavoro.
 
"Abbiamo già inviato una richiesta di apertura di tavolo di crisi all'attenzione di Comune e Provincia di Parma - dichiarano i sindacati di categoria davanti ai cancelli della fabbrica - questa decisione del Cda di Morris Spa colpisce al cuore una città intera, che perde con questa azienda un altro marchio storico, diventato negli ultimi sessanta anni simbolo e prestigio della profumeria della provincia di Parma. Ci sono competenze, professionalità e organici, manca solo la voglia di crederci ancora", continuano FILCTEM, FEMCA e UILTEC territoriali. "Ecco perchè stiamo chiedendo alle istituzioni di aprire un tavolo di confronto per cercare soluzioni alternative alla chiusura o qualche imprenditore che possa investire su una scommessa vincente come quella di Morris".
 
Tanti i messaggi di solidarietà che ora dopo ora arrivano ai lavoratori colpiti da questa drammatica notizia. "Non chiediamo pietà o commiserazione, siamo professionisti capaci del settore, chiediamo solo la possibilità di dimostrarlo con i fatti e con una proprietà che creda nel marchio, qui serve la volontà di fare impresa!", commentano le RSU Morris  Marianna, Fabrizio, Roberta e Angelica. "Siamo uomini e donne che credono in quel che fanno, abbiamo compiuto tutti quanti sacrifici quando ci sono stati chiesti. Ed ora? È questo il piano industriale che i rappresentanti dell'azienda avevano millantato da mesi? Chiudere e lasciarci tutti a casa?".
 
Tavoli tecnici relativi alla cassa integrazione straordinaria e tavoli istituzionali volti a trovare soluzioni alternative, questo è ora il doppio impegno dei sindacati di categoria nei prossimi mesi.

 

Pubblicato in Cronaca Parma

Il lavoro oltre le cose: lunedì 23 dicembre presidio in sciopero dei lavoratori Simply ex Sma/Auchan, Margherita distribuzione -  in Allegato il VOLANTINO (scaricabile in pdf) con le richieste.

Nella mattinata di lunedì 23 dicembre, dalle ore 11 alle ore 12, davanti al negozio ad insegna punto Simply di Margherita Distribuzione in via Verdi a Parma, avrà luogo un presidio di lavoratori in sciopero.

La mobilitazione è proclamata dai sindacati di categoria FILCAMS, FISASCAT e UILTUCS a sostegno della vertenza sindacale Auchan-Sma-Conad sulla gestione di migliaia di esuberi annunciati dal gruppo.

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Pubblicato in Cronaca Parma

Sta per prendere il via il convegno, promosso da CGIL, CISL e UIL di Parma, per discutere sulle priorità del Paese e conseguentemente sulla sulla legge di Bilancio 2019. In allegato il "Volantone" scaricabile in pdf.

Nell'imminenza dell'approvazione della Legge di bilancio 2019, anche CGIL, CISL e UIL di Parma si danno appuntamento per un Attivo provinciale dei delegati e attivisti pensionati per discutere le priorità per il paese in materia di investimenti, strumenti di protezione del lavoro (ammortizzatori sociali e politiche attive), fisco, pensioni, sanità, istruzione e pubblica amministrazione.

Le linee di indirizzo definite unitariamente dalle tre sigle nel documento presentato a Roma il 22 ottobre scorso, saranno illustrate nell'incontro in agenda per il 26 novembre, alle ore 9.00 presso l'Hotel Parma & Congressi di Via Emilia Ovest 281/A a San Pancrazio, il cui programma dei lavori prevede di lasciare ampio spazio agli interventi dalla platea dopo la relazione introduttiva di Marina Molinari, segretaria generale CISL Parma e Piacenza. Il dibattito sarà moderato da Mario Miano, segretario generale UIL Parma e Piacenza, mentre le conclusioni, previste intorno alle ore 12.00, saranno a cura di Marina Balestrieri, della segreteria CGIL Emilia Romagna.

Nel merito, tra i principali temi all'ordine del giorno secondo i sindacati confederali vi sono: la necessità di programmare un graduale incremento degli investimenti pubblici fino al 6% del Pil e contestualmente aprire una seria discussione in Europa per lo scomputo degli investimenti pubblici dal deficit; apportare modifiche alla legge sul pareggio di bilancio degli enti locali; sviluppare le infrastrutture che devono rappresentare la priorità degli investimenti pubblici, anche per aumentare la produttività del sistema paese e diffondere la crescita in tutto il territorio; sviluppare reti pubbliche per la salute, l'istruzione e l'assistenza; sviluppare le infrastrutture materiali con il completamento e la programmazione strategica delle grandi opere, che connettono il paese e lo collegano al resto dell'Europa; investire in un piano straordinario per la manutenzione delle infrastrutture esistenti; sviluppare le infrastrutture energetiche e digitali, che dalle reti alle produzioni costituiscono un pilastro della politica industriale; sbloccare le risorse dei fondi destinati allo sviluppo locale previsti dal "Piano periferie"; confermare, nell'eventuale revisione del codice degli appalti, la tutela del lavoro e la lotta per la legalità.

"Su questa base, intendiamo aprire il confronto con il governo sostenendo le nostre proposte, anche con le forme e gli strumenti propri dell'esperienza sindacale –, si legge nella presentazione del documento unitario nazionale –. Queste proposte delineano un modello di sviluppo del Paese fondato sulla sostenibilità sociale e ambientale, sulla solidarietà nazionale, anche in netto contrasto con scelte autonomiste che la potrebbero compromettere".

Rispetto, poi, al confronto con l'Europa, i sindacati unitariamente scrivono che "dovrebbe essere caratterizzato più che da atteggiamenti strumentali spesso reciproci e da tensioni antieuropeiste, da una grande e seria battaglia per cambiare lo statuto economico e le politiche economiche" dell'Unione Europea "attraverso lo scomputo delle spese per investimenti materiali e sociali dal deficit, l'aumento delle risorse europee per gli investimenti, per la sostenibilità ambientale e per le politiche di coesione".

(Foto di Nicola Comparato) - In allegato il VOLANTONE scaricabile in pdf

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Pubblicato in Comunicati Lavoro Parma

Domani sciopero nazionale unitario del comparto scuola contro il disegno di legge del Governo. Numerosi i motivi per cui le organizzazioni sindacali sono contrarie. -

Modena, 4 aprile 2015 -

"No all'idea di "scuola-azienda" sostitutiva del concetto di "scuola per l'uguaglianza" contenuto nella Costituzione." - queste le parole con cui i sindacati Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda annunciano lo sciopero proclamato per domani – martedì 5 maggio. Lo sciopero nazionale unitario del comparto scuola, vedrà la manifestazione a Milano per tutto il Nord Italia. Sono numerosi i motivi per i quali le organizzazioni sindacali sono contrarie al disegno di legge del governo su "La buona scuola".

Nella nota delle segreteria provinciali di Modena si legge che "per i sindacati l'aumento dei poteri attribuiti al dirigente scolastico scardina i principi della democrazia scolastica fondata su pluralismo e cooperazione, nonché il potere deliberativo degli organi collegiali. Il ddl lede i diritti relativi alla libertà d'insegnamento che discendono dall'art. 33 della Costituzione ("L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento") attraverso l'istituzione di un ordine gerarchico che porrà il docente in un rapporto di subalternità." Inoltre, continua la nota - "l'ingresso dei privati nella scuola, a vantaggio delle logiche del mercato, radicalizzerà la sperequazione tra indirizzi, territori e destinatari, minando altresì l'unitarietà del sistema scolastico statale."

Secondo Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda l'introduzione di un sistema competitivo si tradurrà in una rivalità tra colleghi e in una gerarchizzazione del corpo docenti contraria allo spirito di collegialità e condivisione su cui fino a oggi si è fondata la vita scolastica. "Ancora, avverrà l'espulsione dal sistema delle nomine dei supplenti a seguito del divieto di stipulare contratti per più di 36 mesi su posti liberi. Inoltre il piano delle assunzioni esclude la scuola dell'infanzia dal piano delle assunzioni. Infine manca la possibilità di avviare contratti di apprendistato a partire dal secondo anno della scuola secondaria di secondo grado, in violazione del diritto all'assolvimento dell'obbligo scolastico."

"Denunciamo l'uso strumentale e propagandistico del progetto di assunzione dei precari, diritto imposto dall'Unione europea dopo la sentenza della Corte di Giustizia, ma presentato dal governo come un'iniziativa volta a un grande piano di investimento - affermano le segreterie provinciali di Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda - Si utilizza la stabilizzazione dei precari per affermare il controllo della politica attraverso il balletto degli incarichi triennali, la cancellazione del diritto alla sede di titolarità per tutti i docenti, l'attribuzione di un nuovo incarico ogni tre anni a discrezione del dirigente scolastico. Sottolineiamo la gravità dell'assenza nel documento di governo di un qualsiasi riferimento al personale ata come componente integrante, attiva e partecipe della vita scolastica". Per i sindacati la condizione critica della scuola italiana ha bisogno, invece, di strumenti normativi e provvedimenti legislativi, quali un decreto d'urgenza per la stabilizzazione dei precari, il rinnovo del contratto per le materie relative al rapporto di lavoro (salario, professione, carriera, mobilità ecc.), un disegno di legge per le materie di sistema (ordinamenti, discipline, organi collegiali, semplificazione ecc.).

Pubblicato in Cronaca Modena


Cgil e Uil, adesione superiore al 60%, oltre 1,5 milioni in piazza. Oltre 2.000 persone in corteo a Piacenza.

Emilia, 12 Gennaio 2014 ----
"Buongiorno e buon sciopero a tutte e tutti #CosiNonVa".

Così in un tweet Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, ha dato 'ufficialmente' il via alla giornata di sciopero generale, proclamata per oggi venerdì 12 dicembre da Cgil e Uil, per chiedere "a Governo e Parlamento di cambiare in meglio la legge sul lavoro e la legge di stabilità, rimettendo al centro il lavoro, le politiche industriali e dei settori produttivi fortemente in crisi, la difesa e il rilancio dei settori pubblici e e la creazione di nuova e buona occupazione".
"Un'adesione media allo sciopero generale Cgil e Uil superiore al 60%, con una partecipazione nelle cinquantaquattro piazze di oltre 1,5 milioni di persone". In una nota Cgil e Uil esprimono "forte soddisfazione per la piena riuscita dello sciopero generale promosso per oggi con le parole d'ordine 'Così Non va!',che da Nord a Sud, attraversando tutti i settori, pubblici e privati, ha registrato un'adesione altissima, con una media superiore al 60%. Un andamento positivo ovunque, non solo quindi nei grandi complessi industriali, nei diversi settori della Pubblica amministrazione e nel segmento dei trasporti, ma anche laddove il lavoro è frammentato e precario, come nei servizi e nel commercio, dove la media si assesta anche qui intorno al 60%".

Uno sciopero che "pur cadendo in un periodo di forte disagio sociale, e di una perdurante grave crisi economica, ha segnato nelle piazze una grandissima partecipazione, segno di una volontà di cambiamento, vera e positiva. Nelle cinquantaquattro piazze più di un milione e mezzo tra lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, giovani, precari e tantissimi studenti, hanno oggi manifestato per chiedere al Governo e al Parlamento di cambiare in meglio la legge sul lavoro nel varo dei decreti attuativi e di intervenire nella legge di stabilità, rimettendo al centro il lavoro, le politiche industriali e dei settori produttivi fortemente in crisi, la difesa e il rilancio dei settori pubblici e la creazione di nuova e buona occupazione. Una giornata straordinaria, di protagonismo assoluto del mondo del lavoro che, riprendendosi la scena, segna un passaggio cruciale della mobilitazione contro le scelte sbagliate del governo, per un cambiamento vero".

Cgil, ferma condanna episodi di violenza che nulla hanno a che vedere con manifestazioni sindacali
La Cgil condanna con estrema fermezza gli episodi di violenza che si sono registrati oggi a Torino e Milano, specificando che quanto avvenuto non è in alcun modo associabile alle pacifiche manifestazioni che si sono svolte in tutta Italia in occasione dello sciopero generale di Cgil e Uil.
La Cgil invita, quindi, a distinguere bene quanto accaduto, per evitare che alla protesta dei tanti che sono scesi in piazza possa essere associata la violenza di pochi, che nulla hanno a che vedere con le lavoratrici e i lavoratori di Cgil e Uil che hanno pacificamente manifestato per esprimere la loro legittima protesta nei confronti delle scelte sbagliate di questo governo.

Piacenza il Palco

LO SCIOPERO A PIACENZA
Oltre duemila persone in corteo a Piacenza per lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil a Piacenza. Manifestazione che ha avuto il suo apice con un un "silenzio assordante" quando, prima del suo intervento conclusivo in piazza Sant'Antonino, il segretario Cgil Piacenza, Gianluca Zilocchi, ha chiesto ai manifestanti un minuto di silenzio per i 45 anni della strage di Piazza Fontana. Il corteo è andato formandosi davanti alla sede di Confindustria Piacenza, cinque i pullman dalla provincia arrivati al concentramento. Il lungo serpentone ha percorso Corso Vittorio Emanuele e si è concluso, per la prima volta nella storia delle manifestazioni di questo genere a Piacenza, in piazza Sant'Antonino.

Sul palco – un semplice furgone con le sponde abbassate - Zilocchi è stato preceduto dal segretario aggiunto Uil Emilia, Massimiliano Borotti. Prima di loro parola a Luca Villaggi, studente, Katia Tomacchio, insegnante, Chiara Casella del comitato Restiamo umani per Gaza, Andrea Cignatta, operaio della Tectubi, Raffaella Boselli, dipendente della Provincia, Mauro Bobbi dell'Ivri e John Gioba del magazzino della logistica GLS.

"Oggi è una giornata bellissima per Piacenza. Siamo noi – ha detto Zilocchi - quelli che questo Paese lo vogliono cambiare davvero. Altro che conservatori, smettetela di prendere in giro gli italiani con slogan e proclami, noi oggi vi sfidiamo sul tema delle riforme, a partire da quella fiscale".

CONFINDUSTRIA
"Siamo partiti dalla sede di Confindustria perché non possono pensare di continuare a dormire beatamente, di sognare, come hanno detto, grazie alle pseudoriforme del Governo mentre noi perdiamo diritti e tutele senza che questo risolva in alcun modo i problemi economici del paese. Ma che imprenditori siete? - ha chiesto Zilocchi dal palco - che prospettive avete se lasciate morire a Piacenza un marchio come RDB, è mai possibile che in tutti questi mesi nessuno dei tanti imprenditori piacentini si sia fatto avanti per salvare questo patrimonio del territorio?".
Con la legge di stabilità il Governo ha "regalato alle imprese un taglio dell'Irap di 6,5 miliardi che andranno a pesare sui conti delle Regioni, della Sanità pubblica, con la messa in discussione del fondo sanitario nazionale, a discapito dei lavoratori e dei pensionati che fra l'altro, continueranno ad essere esclusi dagli 80 euro e non vedranno nemmeno stavolta rivalutare le loro pensioni. Mentre ai lavoratori avete consegnato un bellissimo regalo di Natale, aumentando il prelievo fiscale sulle pensioni integrative e sul TFR"

IREN e COMUNE DI PIACENZA
"Manager di aziende a maggioranza pubblica come Iren che si permettono il lusso di incassare una buonuscita di 900mila euro dopo 18 mesi di lavoro, più un nuovo incarico per altri 400mila euro. Cosa ne pensa il Comune di Piacenza, che fa parte della proprietà, di questa vicenda? Siamo curiosi di saperlo, visto che non passa giorno senza che ci venga ricordata la difficoltà a chiudere il bilancio per il 2015 perché mancano le risorse. Lo diciamo chiaro: non pensateci neanche a vendere le quote pubbliche di Iren, non accetteremo mai una privatizzazione strisciante dell'azienda".

TAGLI ALLA PROVINCIA – CENTRI PER L'IMPIEGO
"Con i tagli che state facendo state uccidendo di fatto le Province e non sapete nemmeno cosa fare delle funzioni che vengono a sparire. Che fine faranno i centri per l'impiego? Chi li finanzierà? Chi e come gestirà le politiche del lavoro nei territori?
Che ne sarà di tutto il lavoro fatto in questi anni nella gestione delle crisi aziendali? Perdiamo competenze, professionalita', esperienze. Di sicuro, il sottosegretario Delrio quando e' venuto a rispondere ai sindaci piacentini non e' stato in grado di farlo, se non dicendo che con i tagli al personale i conti torneranno. State sfasciando gli enti locali e le persone perdono il lavoro. Gran bella riforma!"

NUOVA LEGGE APPALTI – FALSO IN BILANCIO
"Noi proponiamo da subito una nuova legge sugli appalti, contro le gare al massimo ribasso, per la tutela dei posti di lavoro. Rimettiamo il reato di falso in bilancio, è una vergogna che nella situazione in cui siamo sì possano truccare i conti delle imprese senza conseguenze. Non stiamo giocando a "monopoli", stiamo giocando sulla pelle di milioni di italiani. Alziamo le sanzioni per gli evasori e andiamo a cercare le risorse dove ci sono: mettiamo un'imposta patrimoniale, redistribuiamo la ricchezza e abbassiamo il prelievo fiscale al lavoro dipendente e ai pensionati. Introduciamo subito la flessibilita' dell'uscita in pensione, per creare veramente posti di lavoro. Vogliamo i contratti, vogliamo le riforme vere, serie, condivise, quelle che servono davvero al paese, ai lavoratori e ai pensionati".

TERRITORIO
"Questo è un territorio devastato dalla crisi, irriconoscibile se confrontato a pochi anni fa, con aziende importanti che hanno chiuso i battenti o che si sono fortemente ridimensionate. I numeri delle ore di cassa e i dati sulle mobilita' sono impressionanti e non accennano a calare. Dov'e' la fine del precariato tanto annunciata? Ci avevano promesso di superare le differenze tra i giovani e i lavoratori più anziani, di dare diritti e tutele a chi oggi non le ha, di estendere a tutti le garanzie sociali per chi perde il lavoro, ma non c'e' niente di tutto questo nelle scelte che sono state fatte, al di là dei proclami e degli annunci.


SINDACATO
"Spetta ancora una volta a noi, come sempre è stato nella nostra storia, dimostrare com'è possibile tenere insieme il tutto, i diritti e le tutele esistenti con la necessità di includere chi oggi non è rappresentato, chi oggi vive la sua esperienza di lavoro o da precario in solitudine. In questa piazza ci sono i giovani e i pensionati, i precari e gli operai, gli impiegati, ci sono gli studenti, i dipendenti pubblici, ci siamo tutti.
In questi anni c'eravamo, eravamo nelle aziende in crisi, a salvarle, a salvare centinaia di migliaia di posti di lavoro, ed oggi abbiamo le idee chiare su cosa serve al nostro paese. Siamo sicuri che su questi punti saremo in grado di costruire un fronte sindacale unitario e compatto, anche con chi oggi non e' in piazza con noi ma siamo certi e' pronto a condividere queste battaglie. stiamo finendo i gettoni per usare i nostri telefoni ma un modo per organizzarci e venirvi a disturbare lo troveremo comunque, state sereni.

CORRUZIONE
"Guardiamo ai vergognosi fatti di Roma di questi giorni, un mix di razzismo, opportunismo, cinismo, di affari e di quattrini guadagnati alla faccia dei più deboli, uno spaccato reale di quella che è la nostra societa' di oggi, se guardiamo a questi fatti ce la teniamo ben stretta la nostra storia, la questione morale, l'austerita', l'etica e l'idea della politica come servizio agli altri".

Sciopero, immagine da Parma

(Fonti Cgil nazionale e Piacenza)

Pubblicato in Lavoro Emilia

Sulla polemica di Santa Lucia con il sindaco di Piacenza: 
"Caduta di stile, spieghi perché il regalo lo si è fatto a 
De Sanctis di Iren con una liquidazione di 900mila euro" -

Piacenza, 11 dicembre 2014 -

"Siamo di fronte ad un insieme di provvedimenti di propaganda che non incidono sugli investimenti; provvedimenti creati solo per avere il via libera alla legge di stabilità da parte dell'Europa. Ma da un lato l'UE non è contenta e di fatto si è tolto via di mezzo l'articolo 18 e aumentata la tassazione su lavoratori e pensionati. Speriamo di essere in migliaia a Piacenza venerdì a dire che così non va. Lo sciopero generale di tutti i settori è l'inizio di un percorso di rivendicazione da parte nostra".

Questi, per sommi capi, i motivi che hanno spinto Cgil e Uil a convocare per il 12 dicembre lo sciopero generale. A spiegare le motivazioni sono stati ieri Gianluca Zilocchi, segretario generale della Camera del Lavoro, Massimiliano Borotti, segretario aggiunto Uil Emilia; Stefania Bollati e Ivo Bussacchini della segreteria della Cgil di Piacenza.
Il ritrovo è previsto per le 9,00 di fronte alla sede di Confindustria (via IV Novembre); il corteo si snoderà per le vie del centro e si concluderà in piazza Sant'Antonino. In città arriveranno anche diversi pullman organizzati da tutta la provincia (vedi prospetto in fondo)

PRECARIETA'
Si era detto di voler ridurre i contratti precari, invece se ne aggiunge uno, hanno spiegato Cgil e Uil. "Il contratto a tutele crescenti andrà ad ingrossare le fila delle decine di contratti presenti. Siamo di fronte a una pseudo riforma del mercato del lavoro e venerdì saremo di fronte a milioni di persone in tutta Italia a dire che il jobs act approvato da Camera e Senato non ha coinvolto le parti sociali e ha tolto diritti e tutele la cui cancellazione non porta a nessun beneficio sul piano economico o della ripresa".

DEMANSIONARE, CONTROLLARE
"Si è cancellato il divieto di demansionare i lavoratori e quello di video sorvegliarli. Non era meglio agire sui 120-150 miliardi di evasione l'anno?" chiedono le parti sociali. "Si abbassa l'Irap – hanno spiegato - tanto che Confindustria crede di essere in un sogno. Dall'altra, però, abbiamo un incubo che vivono lavoratori e pensionati con l'innalzamento del prelievo fiscale sui fondi di previdenza integrativa dall''11 al 20%.

TAGLI AGLI ENTI LOCALI 
"Siamo di fronte a tagli agli enti locali che si riverseranno sui cittadini: 5 miliardi ai Comuni, 6 alle Regioni e 1,5 alle province. Così – denunciano i sindacati - i bilanci non si riescono a fare. Il Comune di Piacenza – hanno fatto l'esempio i sindacati – ci ha fatto sapere che il bilancio previsione per il 2015 si farà più avanti perché mancano 7 milioni di euro".

NUOVA STAGIONE
"Abbiamo trovato un'unità di intenti importante, e speriamo presto di poter avere anche la Cisl con noi. Adesso si apre una nuova stagione nella quale ci presenteremo con piattaforme rivendicative. Lo sciopero deve avviare una riflessione attorno a che tipo di paese vogliamo".

PULLMAN GRATIS DALLA PROVINCIA
"La campagna di assemblee si concluderà l'11. Siamo stati in tutti i luoghi di lavoro e per la prima volta ci saranno 5 pullman che dalla provincia, grazie allo Spi Cgil, permetteranno a tutti di poter manifestare, anche chi abita lontano dalla città".

OCCUPAZIONE, DICEMBRE MESE NERO
Fatto salvo il settore delle trivellazioni, il contesto manifatturiero non vedrà crescite nemmeno per il 2015. Mentre la politica e i media parlano d'altro, la Riforma Fornero riduce di un anno l'indennità di mobilità sopra i 50 anni. A Piacenza prepariamoci a una valanga di licenziamenti a fine dicembre: gli strumenti di sostegno finiranno per tanti. Siamo molto preoccupati.

REPUBBLICA FONDATA SULL'IMPRESA
"Perché partiamo davanti a Confindustria? Rischiamo di far diventare la nostra Repubblica fondata esclusivamente sull'impresa. Tolgo l'articolo 18, introduco elementi ulteriori di finanziarizzazione – come l'anticipo sui crediti nei confronti della pubblica amministrazione – ed ecco che la scelta di stare partire davanti a Confindustria, venerdì, è una questione politica.

UNITA' SINDACALE
La Cisl non ci pare stia dicendo che va tutto bene, ogni organizzazione ha titolo e diritto di organizzare le proteste come meglio crede. Per noi occorre una presa di posizione forte adesso. Ma confidiamo che nel proseguo si possa tornare ad azioni unitarie, come accadrà si spera presto nel pubblico impiego. Ma bisogna chiederlo a Cisl perché hanno deciso di non fare sciopero con noi. L'obiettivo è cambiare il paese, su questo siamo tutti d'accordo. troveremo nelle prossime settimane

SANTA LUCIA, RISPOSTA AL SINDACO
In merito al comunicato diffuso dal Comune in cui il sindaco Paolo Dosi dice che per lo sciopero non ci sarà l'iniziativa di Santa Lucia con i bambini, Zilocchi e Borotti hanno risposto così: "Abbiamo deciso di far concludere il corteo in piazza Sant'Antonino proprio per non disturbare gli eventi natalizi: un'uscita del genere che rappresenta una caduta di stile da questo sindaco non ce l'aspettavamo. Che c'era sciopero lo si sapeva da tempo, noi l'abbiamo letta come una presa in giro nei confronti di chi rinuncia ad una giornata di lavoro per rivendicare i propri diritti. I cittadini più attenti l'hanno capito che ci sarà poco da festeggiare per troppe famiglie quest'anno, e tutti vorremmo chieder conto del regalo di Natale fatto da Iren all'ex amministratore delegato che se ne va con 900mila euro di liquidazione".

PULLMAN

Da Nibbiano

7.45Nibbiano (Piazza Mercato), ore 8 Pianello (Ponte sul Tidone), ore 8.20 Borgonovo (Municipio), ore 8.30 Castelsangiovanni (Rotonda), ore 8.40 Sarmato (Semaforo), ore 8.50 Rottofreno (Chiesa), ore 9 San Nicolò (Chiesa), ore 9.10 Sant'Antonio (Cooperativa), ore 9.15 Piacenza Parcheggio Cheope.
 Per prenotazioni telefonare al mattino ai numeri 0523 - 862884 o 842826 o 768085.


Da Castelvetro


Pullman alle ore 8 da Castelvetro (Piazza Municipio), ore 8.15 Monticelli (Semaforo Consorzio), ore 8.20 San Nazzaro (Chiesa), ore 8.25 Caorso (Municipio), ore 8.40 Roncaglia (Circolo Arci), ore 9.15 Piacenza (Parcheggio Cheope).
Per prenotazioni telefonare al mattino ai numero 0523-829490.


Da Lugagnano


Pullman ore 7.45 da Lugagnano (Piazza Mercato), ore 7.50 Castellarquato (Semaforo), ore 7.55 (Bivio Lusurasco), ore 8.05 Fiorenzuola (Piazza mercato piccola), ore 8.10 Roveleto (Chiesa), ore 8.15 Cadeo (Chiesa), ore 8.30 Carpaneto (Municipio), ore 8.45 Pontenure (Chiesa), ore 9 Montale (Rotonda), ore 9.15Piacenza (Parcheggio Cheope).
Per prenotazioni telefonare al mattino ai numeri 0523- 983561 o 859106.


Da Bettola


Pullman da Bettola alle ore 7.45 (Piazza Mercato), ore 8 Pontedellolio (Chiesa), ore 8.15 Vigolzone (Chiesa), ore 8.25 Podenzano (Cgil Camera del Lavoro), ore 8,40 San Giorgio (Piazza Mercato), ore 8.45 San Polo (Semaforo), ore 9 Farnesiana (Rotonda), ore 9.15 Piacenza (Parcheggio Cheope).
Per prenotazioni telefonare al mattino allo 0523-550112.


Da Bobbio


Pullman da Bobbio ore 7.45 (Piazza S. Francesco alla fontana), ore 8.05 Perino (Piazza Mercato), ore 8.25 Travo (Piazza Mercato), ore 8.40 Rivergaro (Piazza Paolo), ore 8.45 Niviano (Semaforo SS45), ore 8.50 Settima (Bivio SS45), ore 9 Gossolengo (Municipio), ore 9.15 Piacenza (Parcheggio Cheope).
Per prenotazioni telefonare al mattino allo 0523 - 956435.

(Fonte: Ufficio stampa CGIL Piacenza)

Martedì, 29 Luglio 2014 08:44

Ortofrutta. A rischio 6.000 impieghi stagionali

 

FLAI CGIL – FAI CISL – UILA UIL SU CAMPAGNA ORTOFRUTTICOLA "Senza procedura emergenza UE a rischio 6.000 posti di lavoro".

Bologna, 28 luglio 2014 –

"In Emilia Romagna più di un milione di giornate di lavoro, vale a dire quasi 6000 posti di lavoro "stagionali", rischiano di saltare se la Commissione Europea non darà subito il proprio assenso ad attivare la procedura di emergenza per la crisi della frutta estiva. Procedura che garantirebbe al "settore ortofrutticolo estivo", di cui quello emiliano-romagnolo è leader indiscusso, un prezzo minimo di ritiro del prodotto".

A lanciare l'allarme sono le tre categorie del settore di Cgil, Cisl e Uil dell'Emilia Romagna, dopo che nei giorni scorsi i dati dei prezzi delle vendite hanno fatto registrare un calo vertiginoso, con il rischio concreto che le ripercussioni più gravi potrebbero abbattersi sull'occupazione.

"La nostra regione – continuano le tre organizzazioni sindacali - e in particolare la zona della Romagna e le provincie di Ferrara e Modena, sono i territori più vocati a queste tipologie di produzioni, e quindi i più a rischio. Difatti, gli attuali prezzi al produttore della frutta estiva, in media pari a circa 20 centesimi al chilo, specie per pesche, albicocche e susine, non rendono economicamente conveniente sia la raccolta del prodotto sia, in prospettiva, gli investimenti sulla futura coltivazione".

"Una situazione – concludono i sindacati – che potrebbe diventare irreversibile, e non più congiunturale, nel caso in cui i frutticoltori decidessero di estirpare i frutteti.
Per queste ragioni chiediamo al Governo, e al premier Renzi in particolare, un impegno straordinario per indurre la Commissione Europea ad attivare la procedura di emergenza per la crisi della frutta estiva.

Un passo preliminare e indispensabile per far sì che istituzioni, politica e sindacati costituiscano un fronte comune in grado di muovere i primi passi verso la messa in sicurezza del settore che argini la piaga, purtroppo presente anche nel nostro territorio ,del sotto salario, del lavoro nero e dell'illegalità.La drammaticità della situazione non la si affronta con soluzioni territoriali di basso profilo, ricercando, ancora una volta, sul costo del lavoro la soluzione dei problemi di competitività.
Se è vero che la fase ha le caratteristiche di drammaticità, che s'inseriscono in una crisi congiunturale che il paese sta attraversando, risulterebbe miope e bizzarro ritenere che, abbassando il salario dei lavoratori addetti alla raccolta e non solo quelli (salario già basso ora), possa risultare l'arma vincente.

Pubblicato in Agroalimentare Emilia