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Domenica, 30 Giugno 2019 05:46

Una conversazione tra parlanti

«Conforma il tuo contributo conversazionale a quanto è richiesto, nel momento in cui avviene, dall'intento comune accettato o dalla direzione dello scambio verbale in cui sei impegnato». Paul Grice

di Guido Zaccarelli Mirandola 30 giugno 2019 - Con questa massima conversazionale il filosofo inglese Paul Grice ha introdotto il principio di cooperazione che aiuta le persone a fissare i principi cardini della conversazione. Per Grice, l'intenzionalità, come vedremo, comunica di più di quando effettivamente il parlante vuole comunicare e fa di tutto, perché il ricevente agisca, pensi, e riconosca le sue intenzioni. Grice distingue in modo netto fra ciò che la persona (parlante o agente) dice e ciò che implica (suggerisce).

La parola conversazione è composta da con e versare e insieme suggeriscono al parlante di volgere lo sguardo verso una direzione precisa, quello del suo interlocutore al quale la parola e i gesti sono indirizzati. Nel momento stesso in cui un parlante avvia una relazione discorsiva, deve esprimere i contenuti agendo sulla sintassi, sulla semantica e sulla pragmatica.

Il filosofo statunitense e semiologo Charles Morris (1938), padre delle semiotica, la disciplina che studia il comportamento dei segni e il modo con il quale questi esprimono un senso nel contesto di riferimento, ha dato le seguenti definizioni: la sintassi studia la relazione tra i segni, che sono indipendenti dalla loro interpretazione, e deriva dalla dottrina della buona formazione grammaticale delle espressioni. La semantica che agisce sulla relazione agli oggetti e deriva dalla dottrina del significato delle espressioni. Infine la pragmatica che studia la relazione dei segni con i parlanti e deriva dalla applicazione della dottrina che riguarda l'uso che i parlanti fanno delle espressioni in un contesto. Riguarda tutto ciò che non è il significato letterale delle espressioni, ma il loro significato inteso.

Come esempio potremmo riportare i seguenti casi: sintassi e semantica a confronto: il sole illumina la terra e la terra illumina il sole. Entrambe sono sintatticamente corrette ma semanticamente sbagliate, una è certamente priva di significato. Nel terzo caso, la pragmatica, un esempio potrebbe essere: chiudi la porta!. In questo caso implica non solo la presenza della sintassi, della semantica, ma l'azione, non solo il dire ma anche il fare. La pragmatica supera il significato letterario per accedere al mondo delle intenzioni che il parlante, in un contesto ben preciso, vuole trasmettere. Occorre porre attenzione alla differenza tra pragmatica – pragmatica e pragmatica semantica, dove la prima coinvolge tutti gli elementi situazionali rilevanti del contesto, gli stati mentali degli interlocutori e loro estrinsecazioni comportamentali, sfondo culturale e sociale, mentre la seconda analizza un insieme finito di parametri come il locutore (chi parla), lo spazio intorno, il tempo e il mondo dove si attua la conversazione.

Quando le persone entrano in un contesto, e avviano una relazione tra parlanti dove gli agenti possono due o più, seguono delle regole ben precise che Paul Grice ha individuato nel principio di cooperazione con le quali si adottano schemi e linguaggi utili allo scopo. L'intendere o meno l'espressione con cui viene proferita una frase, agisce sulla interpretazione che abilita successive chiavi discorsive differenti dai propositi originali. In tutti i casi, il linguaggio impiegato deve dare ascolto al contesto nel quale si svolge il dialogo, al tipo di relazione che avviene tra gli agenti impegnati nella conversazione, e come anticipato, ai loro stati mentali, alle regole che gestiscono il dialogo e che i parlanti si danno tra di loro. Il contesto, in generale, svolge soprattutto la funzione di arricchire, com¬pletare il senso delle informazioni. Determina la scelta di una data parola precisandone il senso, cioè la direzione che l'interlocutore deve seguire per comprendere.

Il senso si completa con le diverse sfumature create dall'applicazione par¬ticolare di una parola posta in una cornice specifica: tutto ciò che "circonda" una data parola, la situazione, i vincoli culturali, contribuisce al completa¬mento del significato.

Le parole proferite e il contesto non possono essere con¬siderati come elementi distinti, ma piuttosto come due elementi in continua interazione che hanno come risultato il testo del messaggio, inteso come l'oggetto della comunicazione. La pertinenza è sempre legata al contesto, inteso come l'insieme delle condizioni, delle opportunità e dei vincoli, spaziali, temporali, relazio¬nali, istituzionali e culturali presenti in un qualsiasi scambio comunicativo. Il contesto si può ampliare o restringere secondo le esigenze presenti nell'in¬terazione comunicativa. Le persone dovrebbero sempre puntare alla per¬tinenza ottimale per favorire la capacità degli altri agenti presenti nello scambio comunicativo di seguire un'ipotesi che massimizzi gli effetti contestuali e che minimizzi l'impe¬gno cognitivo. In generale è importante sottolineare la possibile adozione di regole tra i parlanti attribuito al significato convenzionale che i parlanti attribuiscono a ciò che viene detto oppure a implicare, che si riferisce a tutto quello che non viene detto, ma che è in grado di determinare.

Da qui l'implicatura, è il dare ad intendere qualcosa che è molto diverso da implicito che si dà ad intendere qualcosa. Determinati comportamenti possono infatti essere inspiegabili se le persone osservano il soggetto come sin¬golo, ma acquista immediatamente un nuovo senso se viene collocato all'interno di un contesto più ampio in cui l'individuo normalmente opera. Il principio di cooperazione, qui richiamato, opera su quatto dimensioni ben precise: quantità, di qualità, di relazione e di modo.

Di quantità: non dire di più di quanto non ti sia stato richiesto. Di qualità: dire sempre la verità. Di relazione: sii pertinente. Di modo: evita di essere oscuro, ambiguo, sii breve e ordinato nell'espressione.

Comunicare significa aderire al principio di cooperazione evitando di violare le norme, e non le regole, dove serve inviare, trasmettere, trasferire, notificare, far vedere, far sentire, illustrare, far conoscere, investire, contagiare, partecipare, unire, mettere in comune con gli altri ciò che è nostro.

Ma tutto questo non è sufficiente, serve una competenza pragmatica che sta nella capacità della persona di comprendere il significato che viene inferito (portato dentro) nelle persone. Poi serve una competenza linguistica definita da Avram Noam Chomskyv, il quale si riferisce ad un "insieme di regole" basato su un apparato linguistico innato – che ogni parlante possiede indipendentemente da come egli usi effettivamente il linguaggio.

Tale nozione permette di spiegare in modo chiaro e pertinente accompagnato dalla capacità di costruire tessuti discorsivi imbevuti di creatività: «la capacità innata nell'essere umano di costruire e comprendere le frasi grammaticali, di giudicare quelle non grammaticali e di decodificare le frasi mai ascoltate prima, abilità presente fin dai primi stadi dello sviluppo infantile. L'insieme di queste competenze contribuisce ad ottenere una competenza comunicativa che fa riferimento alla "conoscenza" di tutto quel "complesso di regole", linguistiche e non linguistiche, che all'interno di una cultura data permettono ad ogni individuo di interagire in modo comunicativo con gli altri in modo adeguato. Questo concetto si deve all'antropologo statunitense Dell Hymes, che afferma che «un bambino normale acquisisce una conoscenza delle frasi non soltanto in quanto grammaticali, ma anche in quanto appropriate, sa quando parlare e quando tacere, e riguardo a che cosa dire, a chi, quando, dove, in che modo».

La conversazione apre le porte al mondo degli altri. Occorre imparare a farlo agendo sulla verità della parola, dei gesti e delle intenzioni. Si eviterebbe l'interpretazione ambigua e l'innesto ricorsivo di stati situazionali contrari al principio di cooperazione, ma soprattutto al valore etico e morale che sta alla base della relazione dell'uomo con l'altro.

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell'azienda, Franco Angeli Editore.

Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 
http://reteintegrazione.xoom.it/in_rete02/I%20materiali/mod_8_competenza_linguistica_comunicativa.pdf 
http://www.pieropolidoro.it/schede/grice.htm 
https://www.tesionline.it/appunto/Le-implicature-conversazionali-in-linguistica/168/33 
http://www.filosofico.net/charlesmorris.htm 

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Pubblicato in Lavoro Emilia

Giovedì 20 Giugno 2019 è stato presentato al Roma, al Ministero Del Lavoro E Delle Politiche Sociali, il welfare culturale della Conoscenza Condivisa®, un progetto innovativo che si distanza dal welfare aziendale per assumere una identità ben precisa all'interno del mondo imprenditoriale e delle organizzazioni aziendali, pubbliche e private.

Scopo dell'incontro è stato quello di proporre l'avvio ad un intervento legislativo per inserire nell'articolo 51 del TUIR, (Testo Unico delle Imposte sul reddito ), il welfare culturale della Conoscenza Condivisa® che sostiene il desiderio di allargare i confini della cultura, in continuo divenire, rispetto al welfare aziendale che soddisfa invece bisogni saturabili e soggetti a continue negoziazioni. Il welfare culturale della Conoscenza Condivisa® si propone di assumere il ruolo di attrice protagonista nel mondo del lavoro, in grado di alimentare una nuova forma di contrattazione tra le aziende, le parti sociali e i lavoratori, per la presenza di nuovi meccanismi di negoziazione a vantaggio della cultura e del senso civico, di cui la società civile ha forte necessità, per godere di una nuova credibilità nazionale e globale.

I fondamenti del welfare culturale della Conoscenza Condivisa®, sono: «l'istruzione» consente di verificare in tempi di apprendimento dei lavoratori in determinati ambiti e stabilire il livello e il grado di preparazione conseguito al termine del percorso teorico e pratico, offrendo la possibilità di modellare l'addestramento in relazione alle specifiche predisposizioni individuali. È una voce di costo che immediatamente porta all'imprenditore il ROI quantitativo dell'investimento.

«La formazione» coinvolge le persone in un percorso culturale legato alla capacità di identificarsi con lo spirito e la comunità aziendale e di condividerne i valori. È una voce di costo che immediatamente porta all'imprenditore il ROI intangibile dell'investimento. «L'educazione» consente di fare emergere – estraendo dal di dentro – il valore e i talenti nascosti della persona e i valori associati alla sua identità e professionalità. È una voce di costo che immediatamente porta all'imprenditore il ROI intangibile dell'investimento. Per crescere, e durare nel tempo, l'impresa deve fare seguire al «welfare aziendale» una vera e innovativa politica di «welfare culturale» senza la quale sarà difficile garantire nel tempo i fondamenti del welfare aziendale. Non è sufficiente modificare l'orario di lavoro, fare corsi o erogare compensi annuali per affermare che le persone stanno bene con loro stesse, e in relazione con le altre, mantenendo inalterato la struttura organizzativa dell'azienda.

Le aziende che si muovono nella direzione dell'«Economia 5.0, formata dalla tecnologia 4.0 e dalla Conoscenza Condivisa®» devono necessariamente mettere in atto azioni concrete che portano ad «elevare la cultura dell'impresa» coinvolgendo i lavoratori nel condividere la conoscenza e a collaborare per modificare la struttura relazionale, da piramidale a circolare. Come mai è nata l'esigenza di definire il welfare culturale della conoscenza condivisa?.

Il welfare state è l'ambito che identifica le azioni e le strategie messe in campo dagli stati per migliorare il benessere delle persone. Il welfare aziendale è il cappello che assegna benefit tangibili associati al benessere delle persone. Risulta evidente come in questo caso il benessere è associato ad un valore economico, oggi prevalentemente orientato alla richiesta di asilo e per gli anziani, quindi famiglia e tempo libero. Questi sono bisogni saturabili, e come tali, continuamente soggetti a trattativa. Quello che alimenta la vita dell'azienda è la cultura coniata nel «welfare culturale della conoscenza condivisa» alla quale è possibile successivamente aggiungere i benefit inseriti nel welfare aziendale per completare il progetto di «benessere dei lavoratori». L'Incontro è stato molto costruttivo e sono emerse alcune proposte concrete su cui lavorare. Nella foto Guido Zaccarelli è con il dr. Raffaele Fontana, Capo Segreteria Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Modifiche introdotte alla disciplina dei premi di risultato dalla legge di bilancio 2017 e dal decreto legge n° 50 del 2017.
1.2: Agevolazioni previdenziali e Coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell'organizzazione del lavoro, si ricorda che, in conformità a quanto sancito dal comma 189 dell'art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, l'articolo 4 del Decreto ha già definito l'ambito applicativo della richiamata previsione, stabilendo che l'ulteriore agevolazione trova applicazione "qualora i contratti collettivi di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), prevedano strumenti e modalità di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell'organizzazione del lavoro da realizzarsi attraverso un piano che stabilisca, a titolo esemplificativo, la costituzione di gruppi di lavoro nei quali operano responsabili aziendali e lavoratori finalizzati al miglioramento o all'innovazione di aree produttive o sistemi di produzione e che prevedono strutture permanenti di consultazione e monitoraggio degli obiettivi da perseguire e delle risorse necessarie nonché la predisposizione di rapporti periodici che illustrino le attività svolte e i risultati raggiunti.

 

(nella foto di copertina: Guido Zaccarelli con Raffaele Fontana capo segreteria Sottosegretario di Stato Ministero del Lavoro e delle politiche sociali)

 

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CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

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Sorpresa a Mirandola (MO) dove il centro destra ha avuto la meglio eleggendo Alberto Greco. Nei giorni scorsi sia Giorgetti che Calenda avevano portato il loro sostegno ai rispettivi candidati.

Si è conclusa la tornata elettorale con i confronti al ballottaggio di domenica 9 giugno. E' proseguita la fase positiva per la Lega e il centro destra, mentre il PD è riuscito a tamponare le falle mantenendo le redini di Reggio Emilia, Cesena e Modena ma lasciando agli avversari due storiche roccaforti come Ferrara e Forli. Unica consolazione, peraltro fuori dall'Emilia Romagna, per il M5S con la conquista di Campobasso ai danni della rappresentante del centro destra.

Particolare è stato invece il caso di Casalgrande (Reggio Emilia) dove lo sfidante Giuseppe Daviddi, fuoriuscito dal PD in disaccordo con l'amministrazione, ha sfidato il sindaco uscente Alberto Vaccari (PD) con la sua lista civica ed è stato eletto sindaco col 51% e un margine di un centinaio di voti.

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Questa mattina, nell’ambito del Controllo Integrato del Territorio, personale del Commissariato di P.S. di Mirandola, unitamente alla locale Polizia Municipale, al Reparto Prevenzione Crimine di Reggio Emilia e a due unità cinofile antidroga di Bologna, ha effettuato un servizio finalizzato alla prevenzione e al contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Sono state identificate una trentina di persone e controllati 18 autovetture.

Le verifiche hanno interessato diverse zone del comune, in particolare l’area verde adiacente il mercato cittadino, la stazione ferroviaria e quella delle autocorriere.

Sono stati effettuati controlli, con esito negativo, anche presso un istituto scolastico, estesi alle aree esterne di pertinenza.

 

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Gentile Direttore, nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un vile attacco contro una Istituzione pubblica: la Polizia Locale.

Ultimo di una lunga serie, stavolta è toccato al Comando della Polizia Locale di Mirandola, in provincia di Modena: è stato dato alle fiamme, e due cittadini, residenti nello stesso palazzo, sono deceduti a causa del fumo; inoltre, altre 20 persone sono rimaste ferite e/o intossicate, di cui tre in modo grave. Pare che, intorno alle 2 del mattino, un giovane straniero sia riuscito ad abbattere la porta, appiccare il fuoco dopo aver cosparso il Comando di benzina e fuggire con alcune uniformi. La sede è andata completamente distrutta. E' vero: è il momento del cordoglio e del dolore per le vittime.
Ma, quanto accaduto a Mirandola, potrebbe verificarsi in tanti Comandi d'Italia ed anche nel nostro territorio. Le colpe della politica locale e nazionale sono evidenti: non è accettabile che un Corpo di Polizia sia ubicato promiscuamente con abitazioni civili.

Dopo oltre trent'anni dall'oramai obsoleta Legge quadro sull'ordinamento della Polizia locale (Legge 65/1986), non è accettabile che vi siano Comandi senza alcun piantonamento, senza allarmi né telecamere: sedi, quindi, che non garantiscono standard di sicurezza né per gli agenti né per i cittadini.

Non è accettabile che non venga riconosciuto il ruolo della Polizia Locale, determinante per la sicurezza pubblica, al pari delle Forze di Polizia Nazionali, che operano in sedi "sicure"; come se non bastasse, è singolare che un Corpo con funzioni di polizia abbia (unico nel panorama italiano ed europeo) parte del proprio organico costituito da agenti precari, con contratti che durano per pochi mesi all'anno e che, data la precaria situazione, sono obbligati al servilismo per ottenere il rinnovo dei contratti.

Le Istituzioni non possono più rifiutare di concedere dignità alla Polizia Locale, e le relative tutele e prescrizioni che obbligherebbero al recepimento di misure di sicurezza volte ad impedire che un attacco simile si ripercuota su inermi cittadini.

Nonostante il mancato riconoscimento formale e sostanziale da parte dello Stato, giova evidenziare che gli appartenenti alla Polizia Locale possiedono qualifiche di polizia pari a quelle delle Forze di Polizia statali: ciò comporta, per il personale, i medesimi obblighi per la repressione ed il contrasto dei reati in capo alle Forze di Polizia nazionali; né vanno dimenticati i 40 caduti in servizio dal 1986 ad oggi.
Ugl si augura che il nuovo corso, intrapreso con coraggio dal Ministro degli Interni, venga portato a compimento, per vedere finalmente realizzata la riforma della Polizia locale.

Parma, 22.05.2019

Matteo Impagnatiello
Segretario prov.le Ugl di Parma

 

(Foto di Guido Zaccarelli - Mirandola)

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L'autore dell'incendio doloso verificatosi intorno alle 2,30 nella sede della Polizia Municipale di Mirandola è già stato arrestato. Si tratta di un giovane nordafricano con numerosi precedenti e colpito da ordine di espulsione. Le fiamme si sono propagate dal piano terra di un edificio di tre piani, sito in via Roma.

Vittime un'anziana di 84 anni e la sua badante di 74, mentre 3 persone sono state ricoverate in grave condizioni e ben 17 hanno riportato lievi intossicazioni a causa del fumo.

Vista la gravità della situazione, sul posto sono intervenute le squadre di Vigili del Fuoco di San Felice e Carpi, oltre ai volontari di Mirandola e un imponente schieramento di mezzi del 118, 13 ambulanze, un elicottero e l'auto medica.

Secondo le ricostruzioni sembrerebbe che il giovane si sia introdotto nel comando della polizia municipale di Mirandola e, dopo essersi appropriato di alcuni oggetti abbia dato fuoco agli arredi per poi fuggire.

 

 

 

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Incendio nella sede della Polizia Municipale di Mirandola. Intorno alle 2,30 un incendio, appiccato in modo doloso alla sede della Polizia Municipale di Mirandola, si è propagato agli appartamenti superiori causando molte vitteme.

Due persone sono decedute mentre altre diciotto sono state accompagnate al Pronto Soccorso di Mirandola mentre il più grave dei sopravvissuti è stato trasportato all'Ospedale di Baggiovara.

Vista la gravità della situazione, sul posto sono intervenute le squadre di Vigili del Fuoco di San Felice e Carpi, oltre ai volontari di Mirandola e un imponente schieramento di mezzi del 118, 13 ambulanze, un elicottero e l'auto medica.

Il probabile responsabile è stato fermato dai Carabinieri e sembra essere di giovanissima età.

(Foto di Guido Zaccarelli)

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Incendio nella sede della Polizia Municipale di Mirandola. Intorno alle 2,30 un incendio, appiccato in modo doloso alla sede della Polizia Municipale di Mirandola, si è propagato agli appartamenti superiori causando molte vitteme.

Due persone sono decedute mentre altre diciotto sono state accompagnate al Pronto Soccorso di Mirandola mentre il più grave dei sopravvissuti è stato trasportato all'Ospedale di Baggiovara.

Vista la gravità della situazione, sul posto sono intervenute le squadre di Vigili del Fuoco di San Felice e Carpi, oltre ai volontari di Mirandola e un imponente schieramento di mezzi del 118, 13 ambulanze, un elicottero e l'auto medica.

Il probabile responsabile è stato fermato dai Carabinieri e sembra essere di giovanissima età.

 

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Grande successo ha ottenuto la prova sul campo degli occhiali predisposti per la realtà aumentata, sperimentata per la prima volta in ambito nazionale presso la scuola media Montanari di Mirandola

Lo scopo è stato quello di favorire la nascita di modelli didattici innovativi orientatati alla inclusione degli alunni con disagio. La prova doveva verificare la possibilità di avviare una interazione sincrona tra l’insegnante e l’alunno in modo da facilitare l’apprendimento nelle differenti discipline. In questo momento è possibile inviare le informazioni digitali nel “terzo occhio dello studente” e di poterle visualizzare, ma non di interagire. È necessario avanzare nella realizzazione di un progetto per computer che consenta allo studente di comunicare in modo digitale con l’insegnante. Per Guido Zaccarelli, ideatore e promotore dell’iniziativa «questo dimostra l’importanza di promuovere iniziative che sostengano lo sviluppo tecnologico in quegli ambiti che spesso sono esclusi dalla ricerca perché focalizzati in ambito industriale e commerciale». 

Nonostante questo, alla scuola secondaria di I grado “F. Montanari” continua la sperimentazione didattica con la realtà aumentata e virtuale. “Sono quasi due decenni che il nostro istituto sperimenta sistematicamente metodologie didattiche che prevedono l’utilizzo di strumenti tecnologici. Nel corso degli anni, la presenza di un team digitale particolarmente attente alle innovazioni ma consapevole della priorità del metodo rispetto agli strumenti, ci ha consentito, oggi, di costruire, su solide basi metodologiche, percorsi didattici tutti da sperimentare che prevedono il ricorso a questa nuova frontiera della tecnologia”, ricordano gli insegnanti del nuovo team digitale formato dalle professoresse Bruno Cecilia, Anna Perretta, Rosa Navarra, Serra Francesca, Elisa Golinelli, operative da questo anno scolastico. 

“Il nostro obiettivo, in continuità con quanto realizzato negli anni dai nostri colleghi”, ricordano ancora gli insegnanti, “è praticare l’inclusione invisibile: un’offerta formativa che ponga al centro del processo di insegnamento - apprendimento le abilità e le fragilità di ciascun allievo, a partire dalle quali costruire percorsi formativi personalizzati, flessibili, efficaci, tenendo bene a mente, però, i traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento che caratterizzano il nostro segmento scolastico. 

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La realtà aumentata e virtuale, nella varietà delle sue declinazioni didattiche, può sostenerci nel nostro obiettivo”, continuano gli insegnanti. “Ci stiamo muovendo nella direzione tracciata dal MIUR, dalle azioni del PNSD e dalla lungimiranza di personalità esterne alla scuola, come il dottor Guido Zaccarelli che appoggia e implementa le nostre progettualità”. 

Alla prova su campo era presente alla la Dr.ssa Daniela Pederzoli, una mamma operativa presso un'associazione di volontariato che si occupa di disabilità infantile: «sono molto affascinata e incuriosita dal mondo della realtà aumentata. Ritengo che, una volta risolte alcune criticità, come ad esempio quella rappresentata dalla struttura degli occhiali, ancora non adatta all’uso quotidiano, l’impiego della realtà aumentata in ambito scolastico, così come nel sociale, possa diventare uno strumento facilitante (e inclusivo) per i nostri ragazzi. Penso in particolare a quelli più fragili, con disturbi dell’apprendimento o che rientrano nello spettro autistico o ancora con la sindrome di down, ecc.. Se si riuscirà ad ottenere un’adeguata customizzazione del prodotto, la realtà aumentata potrà diventare davvero una risposta tangibile alle esigenze più diverse. La voglia di esplorare questo sentiero c’è, le energie non mancano e tante idee stanno già affiorando alla mente».

In questo momento del tempo si invitano le aziende e le istituzioni ad avviare al loro interno azioni che possano contribuire a completare il progetto di sperimentazione in stretta sintonia con il corpo docenti perché possa ambire a diventare un progetto pilota da estendere, in base ai risultati ottenuti, a livello nazionale.  

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Lunedì, 29 Aprile 2019 16:04

Tutti in bici con i Cicloamatori Mirandola

Le nuvole basse che hanno adombrato il pomeriggio del 25 Aprile 2019, lasciando trapelare sporadici raggi di sole, alterni a improvvisi acquazzoni, non hanno impedito agli oltre 140 partecipanti di aderire alla 29° Pedalata Ecologica promossa e organizzata dai Cicloamatori Mirandola.

Anche in questa occasione la partecipazione è stata particolarmente numerosa grazie a tutte le famiglie che con i loro bambini, ragazzi e nonni hanno mantenuto fede ai propositi e aderito al progetto rivolto all’ambiente, per infondere nuovi stili di vita e comportamenti fondati sull’etica e sul rispetto reciproco dell’ambiente.

L’ecologia è la scienza che studia la relazione tra persone e il suo ambiente e deve condurre l’uomo al rispetto dei luoghi che abita per sé e per le future generazioni. La parola cultura, significa coltivare, avere cura, trattare con impegno, avere premura di onorare ciò che si è ricevuto nel segno della continuità. Nel senso figurato, di ruotare la terra, dove avere cura del terreno per fare crescere e godere le persone dei suoi frutti. Per ottenere questo è necessario vivere i luoghi del proprio tempo agendo sulle  relazioni sociali che diventano il fondamento e l’unità di misura con la quale edificare il patrimonio socio – culturale della nostra città e delle civiltà future.

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I Cicloamatori Mirandola da 29 anni organizzano la pedalata ecologica per non perdere il contatto con la cultura e le tradizioni della nostra terra. La cittadinanza, consapevole dello spirito che anima il loro fare e agire organizzativo anche quest’anno, come nelle edizioni precedenti, ha mantenuto fede alle promesse, presentandosi  numerosa all’appuntamento pronta a sfidare il tempo e a percorrere in allegria i 16 Km di un tracciato stradale immerso nelle campagne limitrofe le porte della città. L’impegno è stato ampiamente ripagato all’arrivo con un abbondante ristoro offerto dalla direzione di Villa Fondo Tagliata.

I Cicloamatori Mirandola pensano già al futuro, al prossimo appuntamento, pronti a festeggiare la 30° pedalata ecologica e coinvolgere un maggior numero di persone per pedalare insieme in armonia. Si ringrazia il Comune di Mirandola per aver concesso l’ambito patrocinio, le forze dell’ordine, le aziende e tutte le persone che hanno sostenuto l’iniziativa e hanno decretato il successo della manifestazione “tutti in bici insieme”. 

Guido Zaccarelli, AS Cicloamatori Mirandola

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