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Frode in commercio, ipotesi dispositivi non conformi al regolamento europeo su alcuni modelli di auto Fiat Chrysler Automobiles. Perquisizioni della Guardia di Finanza in sedi di Fca,

Pubblicato in Economia Emilia

Gli italiani lavorano, vengono accusati di avere bassa produttività, ma riescono a risparmiare e perciò vengono derubati dai soliti “Splendidi Alleati” e dai propri grandi industriali.
 
Di Lamberto Colla 08 dicembre 2019 - Siamo alle solite! Si stanno profilando due operazioni di assoluta pericolosità per il lavoro e per l’economia nazionale.

Ma si sta preparando anche la strada della comunicazione ”amica” in grado di “vaselinare” gli italiani e correggere le loro opinioni.

Il gruppo industriale della più famosa famiglia torinese è ben rodato nelle operazioni di “raccolta” e “espatrio”. Sin dalla prima operazione i “rottamazione” i proventi dei risparmi italiani, stimolati a cambiare auto e per il quale il Governo italiano aveva elargito 1,5 - 2 milioni di lire per auto (in ragione della cilindrata), vennero immediatamente utilizzati per investire all’estero, nello specifico in Polonia, anziché in Italia dove il malloppo era stato saccheggiato.

Ma tutti in silenzio. Diverso invece il comportamento avuto con Obama che pretese la restituzione del prestito ponte entro in sei mesi a fronte di un piano di investimenti all’interno degli USA.

A questo punto gli interessi statunitensi erano prevalenti rispetto a quelli italiani e perciò orientarono gli Agnelli-Elkann a abbandonare l’editoria nazionale (La Stampa che avevano sin dal 1920) per acquisire il giornale economico statunitense “The Economist” molto più coerente con i nuovi e delicati interessi che la famiglia stava coltivando oltreoceano.

Con la creazione del nuovo gruppo FCA ecco che anche le sedi se ne vanno all’estero, in Olanda e nel Regno Unito, mentre in Italia è rimasta parte della produzione e la spada di Damocle dell’incertezza occupazionale accompagnata da tenui promesse di investimento, peraltro smentite alla prima occasione utile.

Ed eccoci all’ultima fase, quella che prevede di incassare un bel gruzzoletto dai Francesi di PSA per una malcelata fusione che vedrà i membri FCA in minoranza nella nuova composizione del cda (6 voti contro 5) e quindi la governance saldamente in mano all’amministratore delegato Carlos Tavares che avrà in tasca anche tutte le deleghe operative.
Una superiorità che, in caso di “ristrutturazione” industriale, vedrà sicuramente privilegiati gli impianti e le maestranze dei “galletti”.

Ecco allora che bisogna preparare la contraerea oltre all’indispensabile e strategico servizio di contro-informazione. E così, dalla Exor (la cassaforte della famiglia italo statunitense), che ha ricevuto altre e fresche sostanze dalla vendita di un altro gioiello tecnologico chiamato “Magneti Marelli”, usciranno le sostanze per comprarsi da GEDI (De Benedetti) un bel po’ di giornali (Repubblica, Espresso, La Stampa e molte testate locali) e radio che verranno caricate, non a salve, per ammorbidire gli orifizi dell’opinione pubblica.

Questa la notizia di parte industriale, mentre quella di parte economico/finanziaria, vede coinvolta la più grande banca nazionale. Quell’UNICREDIT, che solo in aprile scorso sarebbe stata pronta a intervenire a sostegno delle difficoltà dei due più grandi istituti di credito tedeschi (Deutsche Bank e Commerzbank a rischio fallimento), avrebbe invece annunciato ben 8.000 esuberi di personale (6.000 in Italia) e 500 sportelli in chiusura (450 in Italia). O è in salute o in crisi o è una manovra per disinvestire in Italia e reinvestire in altre aree, magari in Germania.

Le due Banche tedesche in questione, che in caso di fallimento farebbero crollare i risparmi di mezza Europa, è vero che hanno una gran necessità di sostegno, però non si comprende come mai non si applichi il Bail In ai tedeschi, come venne applicato in Italia per i correntisti e obbligazionisti italiani, e anzi si cerchino risorse esterne, (vedi ‘Unicredit” o dal MES - detto anche in modo inappropriato Salva-Stati ma di fatto Salva Banche).

Il solito mistero legato ai nostri cari e splendidi alleati.

Tutti con le mani nelle nostre tasche e una lobotomia gratuita per tutti!

 

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Pubblicato in Politica Emilia

Editoriale: - I nostri splendidi alleati (8) non si smentiscono ma - Burro e crema giù, latte spot in salita, panna stabile.- Cereali e dintorni. In attesa dell'USDA mercati ancora nervosi - Andalini, ambito riconoscimento ricevuto per lo stabilimento La Sovrana di Puglia - Caro petrolio, o No? -
SOMMARIO Anno 18 - n° 23 09 giugno 2019
1.1 editoriale
I nostri splendidi alleati (8) non si smentiscono mai.
2.1 lattiero caseario Lattiero caseari. Burro e crema giù, latte spot in salita, panna stabile.
2.1 Bis lattiero caseario Lattiero tendenze -
3.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Dal Meteo lo stimolo alla speculazione.
3.1 bis cereali e dintorni Cereali e dintorni. In attesa dell'USDA mercati ancora nervosi
7.1 ambiente Piacenza, Messa in sicurezza di un tratto della condotta Agazzano- Battibò
7.2 ambiente Il segretario del distretto del Po Berselli in rappresentanza italiana sottoscrive l'intesa
8.1 maltempo e frane Le frane in provincia di Reggio Emilia
8.2 Industria Felix Andalini, ambito riconoscimento ricevuto per lo stabilimento La Sovrana di Puglia
9.1 caro carburanti Caro petrolio, o No?
9.2 anguria IGP "L'Anguria Reggiana Igp ha sconfitto gli effetti dei cambiamenti climatici"
10.1 cereali e prove in campo Cereali, prove in campo al CAP Parma.
11.1 Viabilita' Riapertura del Ponte di Casalmaggiore con le 500 del Club Italia e Gazzetta dell'Emilia
11.2 Viabilita' Riaperto il Ponte sul Po di Colorno – Casalmaggiore
12.2 ambiente Giornata mondiale dell'ambiente 2019 (#beatairpollution)
13.1promozioni "vino" e partners
14.1 promozioni "birra" e partners

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Un uomo solo al comando! Nessuno come lui nell'Italia moderna. Potrebbe esser accostato a Enrico Mattei per il coraggio e la determinazione.

di Lamberto Colla Parma 25 luglio 2018 - In silenzio e con la consueta riservatezza, Sergio Marchionne ha lasciato questo tempo a soli 66 anni, pochi giorni dopo l'annuncio di aver annullato, anzitempo, il debito di FCA.

Nessuno, dei comuni mortali, era a conoscenza della sua malattia e tantomeno che fosse a questo livello di gravità e anzi in molti sognavano di essere al suo posto, in attesa di lasciare le cariche operative del gruppo restando solo con quella più "divertente" ovvero a capo della Ferrari, come era nelle sue intenzioni.

Invece, il fumo lo ha portato via, sottraendogli il gusto del meritato riposo terreno per spalancargli le praterie del riposo eterno.

Un'intelligenza fine e sfidante è venuta a mancare alla Famiglia Agnelli e e al gruppo FCA ma anche alla nazione. Marchionne era l'ultimo anello che teneva connessa l'Italia al Gruppo automobilistico che prese le mosse da Torino e che senza il suo arrivo non esisterebbe più. Ben che fosse andata la FIAT sarebbe stata acquisita da qualche multinazionale straniera che avrebbe svuotato le fabbriche e fatto bella mostra dei marchi di maggior prestigio.

Marchionne invece ha cavalcato la globalizzazione! Ha saputo sfruttare tutte quelle "buone occasioni" concesse alla multinazionali, come ad esempio l'elusione fiscale, trasferendo la sede a Londra e in Olanda, ha negoziato con Obama un prestito che ha puntualmente restituito dopo avere, in brevissimo tempo, realizzato il piano di rilancio della nuova FCA, ha rotto con Confindustria e con i sindacati, insomma ha fatto ciò che ogni manager dovrebbe fare: portare risultati all'azienda, quindi a tutti.

E lui c'è riuscito!

E' riuscito, nel giugno scorso, a annullare il debito di FCA e ora sarebbe stato pronto a condurre le ultime battaglie, come anticipato nell'editoriale dell'8 luglio scorso:
Una fusione strategica, probabilmente con Hiundai;
penetrare efficacemente il mercato americano con i prodotti FIAT;
- il rilancio di Maserati.

C'è da esserne certi, ce l'avrebbe fatta.

Verso quest'uomo, pur non condividendo certe sue azioni, va portato rispetto per la sua intelligenza e per quello che ha fatto e quelle rappresentanze politiche che anche oggi, al capezzale, criticano con disprezzo certe sue scelte, chiedo perché altrettanto furore non avessero destinato all'"Avvocato" e agli altri vari senatori della Repubblica della famiglia Torinese, così avvezzi alle relazioni internazionali e a frequentare il Jet set internazionale, ospiti eccellenti dei rotocalchi rosa, e con una porta riservata all'INPS quando le cose andavano male e allora la cassa integrazione interveniva, spesso e per lungo tempo.

Sono quei capitani d'industria  che dalla prima "Rottamazione" costruirono la fabbrica in Polonia o che, quando il mercato non tirava più (con la Duna era difficile vendere!) ecco che prontamente arrivavano in sostegno i "sindacati" che avviavano una mobilitazione "Dura" portando "involontariamente" risparmi alle casse Fiat (le ore di sciopero non sono retribuite), contribuivano a ridurre la produzione ma così facendo caricavano ancor più sugli operai le inefficienze padronali.

Ma gli Agnelli erano "sacri" e intoccabili, così come i De Benedetti (Olivetti docet) o gli austeri di Novara Boroli-Drago (De Agostini) che dalle enciclopedie sono diventati leader mondiali del gioco.

Questi osannati, Marchionne invece attaccato anche a decesso avvenuto. Nemmeno la pietà gli è stata riconosciuta da certuni che hanno responsabilità di governo.

Marchionne, il tempo per andare a farsi un cocktail a Montecarlo non l'aveva e adesso, che avrebbe potuto godersela, non ha più una vita.

Ce ne fossero come Lui e invece a noi restano i criticoni rosiconi "Rossi".

Riposi In Pace!

(foto: 8 April 2011 - Chrysler Group CEO Sergio Marchionne (left-right), Congressman Hansen Clarke (MI-13), Plant Manager Pat Walsh, Secretary Tim Geithner, and UAW President Bob King on a tour of Jefferson North Assembly Plant (JNAP) in Detroit.)

Pubblicato in Politica Emilia

Fca, Fim Cisl Emilia Centrale: «Lavoratori preoccupati, dai nuovi manager ci aspettiamo continuità»

«Calma e sangue freddo. Aspettiamo di capire quali sono le intenzioni dei nuovi amministratori delegati, dai quali ci attendiamo comunque continuità».

Lo afferma il segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale Giorgio Uriti commentando l'improvvisa sostituzione di Sergio Marchionne, decisa sabato da Fca a causa dei gravi problemi di salute dell'ormai ex ad del gruppo.

«Anche i circa 6.500 lavoratori modenesi Fca, da quelli della Ferrari e Maserati a quelli di Cnh, sono comprensibilmente preoccupati – dice Uriti – Noi ci aspettiamo un'accelerazione e indicazioni più precise rispetto al piano industriale presentato il 1° giugno a Balocco. Del resto il nuovo ad Mike Manley lavorava nel gruppo di Marchionne e ha condiviso il piano. Quanto al fatto che i nuovi ad non sono italiani, mi interessa relativamente: l'importante è che sappiano fare bene il loro lavoro. Li valuteremo presto alla luce dei fatti, a partire dal raggiungimento in tempi brevi della massima occupazione possibile in tutti gli stabilimenti italiani, compreso - conclude il segretario generale della Fim Cisl Giorgio Uriti - quello modenese della Maserati».

Pubblicato in Comunicati Lavoro Modena

Editoriale: - L'ultima furbata di Marpionne - Lattiero caseari. Crolla il latte spot ma burro alle stelle - Superfici a mais calate di oltre un terzo nel reggiano - Ministero della salute: micotossine oltre i limiti - Cereali e dintorni. Le condizioni meteo spingono i mercati. - Bayer si fa la Monsanto -

1.1 editoriale
L'ultima furbata di Marpionne
2.1 lattiero caseario Lattiero caseari. Crolla il latte spot ma burro alle stelle.
3.1 mais superfici Superfici a mais calate di oltre un terzo nel reggiano
3.2 sicurezza alimentare Ministero della salute: micotossine oltre i limiti
4.1 lutto È scomparso il commendatore Giuseppe Rodolfi
4.2 Giornata mondiale dell'acqua Al Labirinto, la presentazione del report annuale UNESCO sullo stato della risorsa Acqua
5.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Incertezza meteo in Sud America.
6.1 Parmigiano Reggiano Parmigiano Reggiano a rischio bolla. L'allarme di Confcooperative Reggio.
7.1 Vino concorso Cantina Valtidone alla ricerca del calendario 2019.
7.2 pomodoro Pomodoro: obbligo di etichetta
8.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Le condizioni meteo spingono i mercati.
9.1 fusioni Bayer si fa la Monsanto
11.1promozioni "vino" e partners
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