Mercoledì, 28 Gennaio 2026 05:05

Sicurezza: serve un patto istituzionale vero. Bene le richieste di De Pascale, ora risposte concrete dallo Stato In evidenza

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Riceviamo e pubblichiamo nota di SULPL su Sicurezza


Il tema della sicurezza non può più essere affrontato con annunci spot o interventi emergenziali. È un diritto fondamentale delle cittadine e dei cittadini e richiede una strategia strutturata, condivisa e fondata su responsabilità chiare.

Come sindacato esprimiamo pieno sostegno alle richieste avanzate dal presidente Michele De Pascale, che ha giustamente chiamato in causa il Governo per l’avvio di un vero patto istituzionale tra Stato, Regioni e Comuni. I dati parlano chiaro: territori sempre più esposti, una presenza delle forze dell’ordine insufficiente e uno squilibrio che penalizza la sicurezza urbana e il lavoro quotidiano degli operatori.

È positivo che le Regioni investano risorse importanti in progetti di sicurezza e prevenzione, ma non è accettabile che restino escluse dai luoghi in cui si decidono le strategie, a partire dai Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica. Chi investe deve poter partecipare alle decisioni.

Allo stesso tempo, è doveroso ribadire che Comuni e Regioni devono fare pienamente la loro parte, con politiche coerenti e continuative. Come sindacato lo diciamo da anni: senza certezza delle risorse non esiste sicurezza. Servono fondi stabili e strutturali per:
            •           le assunzioni, per superare carenze croniche di organico;
            •           la formazione, indispensabile per affrontare contesti sempre più complessi;
            •           il rafforzamento degli strumenti operativi a disposizione degli enti locali.

Da troppo tempo denunciamo inoltre l’assenza di una vera riforma della polizia locale, una battaglia che portiamo avanti da anni e che non è più rinviabile. Senza un quadro normativo chiaro, senza riconoscimento del ruolo, delle funzioni e delle tutele, ogni discorso sulla sicurezza resta incompleto e inefficace.

Non basta inasprire le pene se manca la certezza dell’esecuzione.
Non basta evocare l’emergenza se poi il sistema non è in grado di funzionare.
Non servono decreti omnibus che non colpiscono le vere priorità.

Serve una visione, servono risorse certe, servono riforme vere.

La sicurezza non è propaganda: è un diritto e una responsabilità condivisa.
Ed è tempo che lo Stato se ne assuma fino in fondo il proprio ruolo.

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