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Giovedì, 31 Ottobre 2019 10:42

Cresce l'alimentare al Sud.

Cresce l'alimentare al Sud. Fatturato aumentato più nel Mezzogiorno che nel resto del Paese. Ora la scommessa è sull'export

Il rapporto di Ismea in collaborazione con Cibus e Federalimentare mostra una fotografia del food & beverage nel Mezzogiorno

Salerno, 30 ottobre 2019 – Il settore agroalimentare del Mezzogiorno ha le carte in regola per rafforzare il suo ruolo strategico e rappresentare un fattore di traino economico per quest’area, puntando a un alto posizionamento in termini di qualità e al forte legame col territorio. È quanto emerge dal Rapporto sulla Competitività dell’Agroalimentare nel Mezzogiorno, realizzato dall’ISMEA, in collaborazione con Fiere di Parma e Federalimentare, presentato oggi presso l’Università degli Studi di Salerno.

Lo studio evidenzia come i recenti mutamenti dello scenario globale abbiano sostenuto una crescita senza precedenti delle esportazioni del Made in Italy alimentare, grazie a una ritrovata coerenza del modello di specializzazione agroalimentare italiano con le tendenze della domanda mondiale, che ha spinto l’export agroalimentare del Sud a toccare la cifra di 7 miliardi di euro nel 2018.
Nel Mezzogiorno, nonostante il consistente e duraturo impatto della crisi economica iniziata nel 2008, il permanere di un tessuto imprenditoriale caratterizzato da imprese medio-piccole e, più in generale, la conferma di alcuni storici limiti allo sviluppo economico, il settore agroalimentare è cresciuto, nell’ultimo triennio, in termini di valore aggiunto - che supera i 19 miliardi di euro -, di numero di imprese - 344 mila imprese agricole e 34 mila imprese dell’industria alimentare - e di occupati, che si attestano a circa 668 mila unità, pari al 10% del totale occupati al Sud.
Anche il confronto con il Centro-Nord mette in evidenza come, nello stesso periodo, il fatturato dell’industria alimentare sia cresciuto più al Sud (+5,4%) che nel resto del Paese (+4,4%).
La specifica composizione settoriale, l’elevata incidenza delle medie imprese – che si sono rivelate quelle più dinamiche e in grado di adattarsi ai mutati scenari – oltre che il determinante contributo delle imprese di più recente costituzione, hanno consentito all’agroalimentare del Mezzogiorno di ottenere performance di tutto rispetto e, in taluni casi, superiori a quelle dei corrispondenti settori del Centro-Nord.
Performance positive hanno riguardato soprattutto alcune filiere come caffè, cioccolato e confetteria (+14%), prodotti da forno (+18%), olio (+21%); in generale, un rinnovamento generazionale e la presenza di imprese più giovani hanno determinato maggiore dinamicità e capacità di rispondere alle esigenze del mercato.
Tra gli elementi più critici, soprattutto pensando alla necessità di agganciare il treno dell’innovazione, preoccupano i bassi livelli di immobilizzazioni nelle imprese del Mezzogiorno e il fatto che esse siano sostanzialmente tecniche con poca attenzione a quelle immateriali.

“Lo studio di ISMEA descrive il sistema agroalimentare meridionale come una realtà in forte espansione - ha detto Elda Ghiretti, Cibus and Food Global Coordinator, Fiere di Parma - Un dato confermato anche dall’aumento della partecipazione delle aziende del Sud a Cibus, passata negli ultimi 5 anni dal 17% al 36%. Cibus è la fiera alimentare di riferimento all’estero e vede la partecipazione di migliaia di buyer internazionali. La cresciuta partecipazione delle imprese meridionali a Cibus ha contribuito – ha riferito Ghiretti – all’aumento dell’export dei prodotti agroalimentari del Meridione che nel 2018 aveva toccato la quota di 7 miliardi e 110 milioni di euro, con un aumento del 6,1% nel quadriennio 2015/2018. Un dinamismo sostenuto anche dalla creazione di nuove forme di aggregazione private, come consorzi e associazioni, che consentono anche ad imprese di medie dimensioni di interloquire con importatori e distributori esteri”.

“Un trend positivo quello del nostro settore nel Mezzogiorno sia in termini occupazionali che in termini di fatturato – ha aggiunto il direttore di Federalimentare, Nicola Calzolaro – con grandi margini di crescita su diversi fronti. Uno su tutti, l’export. L’agroalimentare del Sud, infatti, è ancora molto orientato al mercato italiano e poco alle esportazioni che rappresentano meno del 20% di quelle totali del Paese. Una porzione davvero troppo piccola se si pensa alla potenzialità del nostro sud e all’importanza strategica dell’export per l’Italia. È necessario, dunque, l’impegno di tutti per farlo crescere e questo può avvenire attraverso l’innovazione, ma soprattutto attraverso un potenziamento della rete infrastrutturale senza la quale non si potranno mai sfruttare appieno le grandi possibilità dell’alimentare nel Mezzogiorno.

“L'agroalimentare nel Mezzogiorno riveste un ruolo sempre più rilevante, con primati in molti settori e una buona tenuta economica, segnali positivi che vanno letti con attenzione – ha dichiarato Fabio Del Bravo; occorre rafforzare adeguatamente la fase agricola e la sua integrazione con la parte a valle della filiera, favorire gli investimenti – soprattutto in innovazione – e prendere atto dei limiti, per esempio strutturali, individuando percorsi che già nel breve possano portare benefici: una maglia produttiva di dimensioni piccole è certamente un problema su molti fronti, ma lo è molto di più per le produzioni standardizzate che fronteggiano concorrenza di prezzo, piuttosto che per i prodotti differenziati del made in Italy. Incentivare forme di aggregazione e l’orientamento a produzioni tipiche che in quest’area hanno ancora molte potenzialità inespresse, può rivelarsi una leva strategica importante e può avviare un percorso di successo realmente attuabile”.

Mercoledì, 30 Ottobre 2019 14:52

Premiati i vincitori di Stuzzicagente Autunno 2019

Questa mattina presso la Sala di Rappresentanza del Comune di Modena sono stati premiati i vincitori della dodicesima edizione di Stuzzicagente Autunno, la manifestazione enogastronomica organizzata da Modenamoremio e tenutasi lo scorso 6 ottobre. Erano presenti l’Assessore alle Politiche Economiche Ludovica Carla Ferrari, l’Assessore al centro storico Andrea Bosi e il Direttore di Modenamoremio Maria Carafoli. 

I tre locali più votati dal pubblico e premiati dalle autorità sono stati: Famiglia Bertani, con il suo tradizionale mascarpone con torta cioccolatino; Pugliami per la gola, con la salsiccia a punta di coltello al sugo con pane di Altamura; e Over 18 beerhouse, con la loro personale degustazione di birra a scelta. Sono loro rispettivamente i vincitori decretati dalla GIURIA POPOLARE del menu Tradizionale, Viaggio nel Mondo e Street Food. 

Ma non è finita qui. Come per la scorsa edizione, nel format della manifestazione abbiamo inserito anche un graditissimo premio consegnato direttamente dai prestigiosi componenti della GIURIA DI QUALITA’. Danilo Battilani, titolare dello storico Ristorante Da Danilo, ha premiato La Chersenta con il suo tradizionale tigellone con pesto e Parmigiano Reggiano. Daniele Bordone, titolare de La Vetusta Gastronomia su due ruote, ha decretato vincitore Over 18 beerhouse, già premiato anche dalla giuria popolare; infine Emilio Barbieri, titolare e chef Ristorante Strada Facendo e Ristorante Anna, ha consegnato il suo premio a Prime Restaurant grazie alla loro apprezzatissima “Arepa”, focaccina di mais gluten free farcita con carne o formaggio. 

Inoltre le tre schede di valutazione estratte tra le centinaia raccolte durante la manifestazione sono risultate quelle di: Veronica Gaviano, Giovanni Carta e Roberto Pasquale. Questi tre affezionati partecipanti vincono 2 biglietti a testa per partecipare all’edizione di Stuzzicagente 2020. Complimenti!

Ricordiamo che l’evento ha avuto il patrocinio del Comune di Modena e l’importante sostegno di BPER Banca, Gruppo Cremonini e del Marchio Tradizione e Sapori di Modena.

Un ringraziamento speciale va a Piacere Modena, al Consorzio del Parmigiano Reggiano e al Consorzio tutela aceto balsamico tradizionale di Modena per aver omaggiato ai vincitori e ai giurati prodotti tipici e specialità enogastronomiche. 

Si ringraziano infine Water Time, Radio Stella e le 4 Associazioni di Categoria del Territorio.

 

 

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Mercoledì, 30 Ottobre 2019 11:37

Michelin svela i nomi dei nuovi Bib Gourmand 2020

La presentazione della 65°edizione della Guida Michelin Italia si sta avvicinando: in anteprima la Michelin svela i nomi dei ristoranti Bib Gourmand.

Di Chiara Marando -

A pochi giorni dalla presentazione della Guida 2020, la Michelin svela i nomi dei nuovi Bib Gourmand, ovvero la faccia sorridente dell’Omino Michelin, il pittogramma che indica un ristorante nel quale poter vivere una piacevole esperienza gastronomica, con un menù completo a meno di 35€.

Nella nuova edizione 2020 sono 25 i nuovi Bib Gourmand, per un totale di 266 ristoranti.

Una selezione che parte dall’attento lavoro degli ispettori, impegnati a identificare le attività in tutta Italia che si distinguono nel campo della ristorazione secondo determinate caratteristiche. Una ricerca che va dalle grandi città fino ai piccoli centri raggiungibili per strade sterrate. A fare la differenza è il rapporto qualità/prezzo, ma anche la passione per la tavola la giusta atmosfera unita a gustose ricette, spesso ispirate alla tradizione.

 “Tra le novità, ci sono 3 ristoranti che propongono cucina asiatica. Il Kanton Restaurant, a Capriate San Gervasio, stupisce per il felice mix tra la tradizione cinese e le cotture all’avanguardia, a Le nove Scodelle, a Milano, si gustano piatti dell’entroterra cinese della regione del Sichuan, e Green T, a Roma, armonizza menu dai profumi d'Oriente e cucina imperiale, ovvero quella che da Mao in poi è diventata la "cucina dei banchetti ufficiali – spiega Sergio Lovrinovich, Direttore della Guida Michelin Italia - Tra i Bib Gourmand legati al nostro patrimonio gastronomico regionale incuriosisce l’Osteria Ophis di Offida, un suggestivo borgo medievale tra le colline del Piceno, ristorante fedele alle tradizioni locali, dove, però, allo chef piace sempre "inventare qualcosa di nuovo".

Ma chi sono i 25 nuovi ristoranti Bib Gourmand?

Ecco la lista completa:

L’Osteria del San Giorgio (Genoa)

Osteria La Torre (Cherasco)

Impero (Sizzano)

Italia (Quarona)

Kanton Restaurant (Capriate San Gervasio)

Le nove scodelle (Milano)

Elisa e Fausto-Locanda Setteca’ (Valdastico)

Kurbishof (Anterivo)

Alpenrose (Bressanone)

La Grotta da 1918 (Sasso Marconi/Mongardino)

La Campanara (Galeata)

Trattoria Antichi Sapori (Parma/Gaione)

Podere 39 (Firenze)

Tipico & La Locanda del Capitano (Montone)

Il Tiempio del Gusto (Spoleto)

Da Gregorio (Orvieto/Morrano Nuovo)

Osteria Ophis (Offida)

l’Oste della Bon’Ora (Grottaferrata)

Da Armando al Pantheon (Roma)

Green T. (Roma)

Trattoria Pennestri (Roma)

Estro (Pescara)

Spoon (Teramo)

Le Antiche Sere (Lesina)

Veneziano (Randazzo). 

Queste le regioni con il maggior numero di Bib Gourmand:

Emilia Romagna 33

Piemonte 32

Lombardia 28

Toscana 27

Veneto 22

Ora non rimane che aspettare il 6 novembre per conoscere le nuove stelle Michelin 2020, che verranno svelate a Piacenza. Sarà possibile seguire l’evento in diretta streaming sul sito live.michelin.it

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Giovedì, 24 Ottobre 2019 17:03

A Cibus Tec dai (co)robot alla sicurezza alimentare

“Siamo nella capitale della food valley emiliano romagnola: a Parma, a Cibus Tec, è stato unito il meglio dell’agroalimentare, dell’enogastronomia e del cibo mondiale con il meglio dell’innovazione tecnologica e digitale, fondamentale per competere in futuro con i territori più avanzati d’Europa e del mondo. Quattro giorni straordinari che segnano anche la grande capacità di questo territorio di sapersi proporre al mondo come terra di innovazione”. E' con queste parole che Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia Romagna, ha commentato, a margine della sua vista in fiera, Cibus Tec, l'appuntamento internazionale di Koeln Parma Exhibitions - JV Koelnmesse GmbH e Fiere di Parma SpA - dedicato alle tecnologie Food & Beverage in programma fino al 25 ottobre.

Il presidente ha quindi concluso il suo tour con un coffee break curioso: offerto da un robot, anzi no, un co-robot, uno degli esempi di robot collaborativi presenti in fiera. ‘’Si tratta di una nuova generazione di robot – commenta Andrea Bellini, amministratore dell’azienda Comega con sede a Cesena – in grado di sentire il peso e quindi in grado di fare un lavoro di precisione come porgere una tazzina di caffè”. E’ già al lavoro nelle ditte di cioccolato per movimentare e confezionare praline.

Non solo automazione e robotica - come pure quella di Homberger, un braccio mobile che solleva e sposta pesi evitando all'uomo i lavori più usuranti - ma anche sicurezza alimentare, focus centrale della seconda giornata di Cibus Tec. A partire dalla normativa sui MOCA, termine per intendere tutti gli oggetti e i materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti (che in quanto tali sono regolamentati da normative specifiche).
Il focus è stato spiegato dal tecnologo alimentare, Serena Pironi. Il tema: le alternative all’uso della plastica come contenitore di alimenti e bevande: “Oggi - commenta Pironi - è richiesto materiale 100% riciclabile o materiale compostabile. Siamo in una fase di completa evoluzione. Sul mercato ora ci sono biopolimeri da fonti naturali, polimeri derivati da sintesi o biopolimeri che derivano da microorganismi anche ogm. Ma la strada è ancora lunga”.

Il tema della plastica e del suo riciclo è tornato nell’incontro organizzato dall’International Fruit and Vegetable Juice Association (IFU) dal titolo “The Future Of Juice” dove David Berryman, CEO di David Berryman Ltd, ha lanciato un monito: “Nel Regno Unito vengono vendute 15.000 bottiglie di plastica al minuto. I rifiuti dell’Europa e degli Stati Uniti vengono portati in Cina, la più grande discarica del mondo. La scienza ha causato questi problemi, la scienza deve essere in grado di risolverli”.

Ed è proprio in questa direzione che sta lavorando l’industria del succo con una serie di offerte di packaging alternative. Non è tutto. Altro trend dell'industria emerso in occasione del convegno riguarda l'affermarsi di nuove tendenze che sfruttano sinergie con prodotti a base di frutta secca e latte vegetale, oggi non più ad uso esclusivo di persone con intolleranze alimentari. Un mercato - un tempo considerato di nicchia - oggi in grande fermento e in grande crescita anche grazie all’ingresso sul mercato delle grandi multinazionali (come Coca Cola).
Un comparto strategico, questo, per il quale l'Università di Parma e IFU si stanno già muovendo con un corso di formazione estivo che partirà nel 2020 (29 giugno - 2 luglio) destinato ai neolaureati.

La giornata si è quindi conclusa con l'evento “DIU design for intended use for food packaging showcases”. In un periodo storico in cui sta cambiando il modo di portare il cibo sulle nostre tavole, anche il packaging si deve adeguare. Materiali, design e logistica inclusa e con un occhio rigorosamente al green.

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Domenica 27 ottobre 2019 a Piacenza, in Piazza Cavalli, si tiene un appuntamento per tutti gli amanti del tartufo e delle specialità del territorio: IL PROFUMO DEL BOSCO con la Festa del Tartufo Piacentino.

Stand gastronomico, rassegna enogastronomica di prodotti tipici tra i quali tartufi e mieli piacentini, mercatino di artigianato di qualità.

Dalle ore 9.00 alle 19.00. Apertura stand gastronomico dalle ore 10.00 alle 23.00.

 

 

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Mercoledì, 23 Ottobre 2019 09:51

Cibus Tec nelle foto di Francesca Bocchia

 Si è aperta questa mattina l’edizione 2019 di Cibus Tec, alle Fiere di Parma, in scena fino al 25 ottobre. 

 

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Mercoledì, 23 Ottobre 2019 09:27

Cibus Tec alle Fiere di Parma fino al 25 ottobre

Auricchio, Presidente Fiere di Parma: “Cibus Tec sempre pronta a cogliere le opportunità che il mondo offre”. De Castro, Europarlamentare Pd: ”Un colpo di acceleratore alle norme destinate a regolamentare meglio l'uso di nuove tecnologie nel settore agro-alimentare”.

Parma -

Nei suoi 80 anni di storia, Cibus Tec ha contribuito, e contribuisce tuttora, sia allo sviluppo del territorio, che alla crescita dell’economia, locale e nazionale, in un comparto in cui l’Italia è leader e punto di riferimento per la determinazione degli standard qualitativi e di sviluppo della tecnologia applicata al processo alimentare. Di edizione in edizione questo evento si è sempre allineato con le esigenza di innovazione dell’industria sapendo individuare le tematiche più “calde” in termini di processing, packaging e distribuzione. Anche quest’anno siamo qui a confrontarci sulle nuove sfide mondiali e sulle grandi opportunità che il mondo offre”. Con le parole di Gian Domenico Auricchio, Presidente di Fiere di Parma, si è aperta ieri mattina ledizione 2019 di Cibus Tec, alle Fiere di Parma, in scena fino al 25 ottobre.

Nonostante l’assenza fisica, non è mancato il messaggio della Ministra delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Teresa Bellanova: “Nel presentare Cibus Tec nel giugno scorso è stato sottolineato come questa 52° edizione nasca nel segno dell’internazionalizzazione, rivendicando il ruolo guida del nostro Paese nelle tecnologie alimentari. Nei momenti più tremendi della crisi di questi anni, l’Italia ha continuato a fare l’Italia anche su mercati lontani. Un segno distintivo della forza e lungimiranza di chi non si arrende e continua a investire in ricerca, innovazione, tecnologie, ricerca di nuovi mercati e buona globalizzazione. Quella della competizione leale e ad armi pari che sceglie di misurarsi sul terreno della qualità e dell’eccellenza, della ricerca, delle soluzioni e dei servizi che mette a disposizione. Per questo ritengo fortemente lungimiranti e strategici i focus a sostegno dell’export delle aziende italiane in Africa e in India, dove gli sprechi lungo la catena alimentare sfiorano il 40%. 

Con una espressione felice  - continua la Ministra  - avete parlato di innovazioni che strizzano l’occhio al futuro. Un futuro dove dobbiamo fronteggiare la crisi climatica in atto e dove tecnologia ed ecologia devono andare di pari passo. Per produzioni sempre più sostenibili, anche grazie all’agricoltura di precisione, e per offrire al consumatore prodotti nutrienti caratterizzati da elevati standard di sicurezza. Sono le nostre parole d’ordine e alcuni dei punti prioritari del mio programma di governo”.

L’opening session, curata dal World Food Research and Innovation Forum, è stata  invece l’occasione per Paolo De Castro, coordinatore S&D della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, per affrontare un tema di grande attualità: "Con l'avvio della nuova legislatura, e in attesa che sia completato il mosaico della Commissione, ribadiamo il nostro, e mio personale impegno, a dare un colpo di acceleratore alle norme destinate a regolamentare meglio l'uso di nuove tecnologie nel settore agro-alimentare. Un fronte sul quale ci siamo già confrontati anche con il neo-commissario designato all'Agricoltura, Janusz Wojciechowski, dal quale ci aspettiamo un importante contributo in questa direzione nel quadro della riforma della Politica agricola comune". Paolo De Castro, eurodeputato Pd, ha concentrato l’attenzione del suo intervento sulla Politica Agroalimentare Comune: "Una Pac che rispetto alla proposta della Commissione uscente dovrà riportare le responsabilità decisionali in mano all'Europa, scongiurando rischi di rinazionalizzazione delle politiche di settore che non gioverebbero a nessuno. Nel solco della New Green Deal indicata dalla presidente del nuovo esecutivo, Ursula von der Leyen, trarremo nuovo slancio per valorizzare produzioni e tecnologie a sostegno delle eccellenze agroalimentari, europee e italiane in particolare, che sono una punta di diamante delle nostre esportazioni. Per questo dovremo però semplificare le procedure, rendendo più rapidi i processi autorizzativi in virtù dei cambiamenti tecnologici che investono queste produzioni.  Sulle nuove tecnologie di miglioramento genetico, ad esempio, molti nostri ricercatori e scienziati all'avanguardia aspettano solo un via libera dall'Unione europea per poter portare un deciso contributo alla diffusione di un'agricoltura più sostenibile. Il forte legame  già esistente del Parlamento Ue con i territori, come quello della Food Valley e di Parma che ospita Cibus Tec, non potrà che rafforzarsi”. 

I numeri dell’edizione 2019 già testimoniano il valore che questa fiera ha raggiunto nel settore. Li introduce Thomas Rosolia, presidente KPE: “Un’edizione eccezionale. Abbiamo fatto sistema per fare crescere Cibus Tec. Grazie a un lavoro di squadra abbiamo raggiunto numeri importanti: una crescita del 30% degli espositori e del 25% dell’area espositiva, oltre 3.000 operatori internazionali provenienti da 70 paesi diversi, 1.300 aziende (+ 30% rispetto la precedente edizione) e 400 brand provenienti da 25 nazioni. Dati significativi  - continua Rosolia - perché fanno capire quanto, oggi, sia internazionale Cibus Tec. Tra i Paesi più rappresentati, l’Italia, ovviamente, seguita da Germania, Paesi Bassi Danimarca, Svizzera, Francia, Cina Stati Uniti e Turchia. Ci aspettiamo circa 40.000 visitatori di cui il 25% esteri provenienti da più di 100 Paesi. Il tutto inserito in un sistema Italia che, nell’ambito delle tecnologie alimentari, oggi può vantare una leadership indiscussa rappresentando il 32% della produzione dell’UE28. Il mio ringraziamento  - conclude - va anche a ICE per aver organizzato “India educational&business program”. Un percorso integrato per sviluppare azioni di business in India, partecipando a un programma bilaterale di incontri b2b, con Parma come punto di riferimento”. 

Ed è quindi Roberto Luongo, Direttore Generale ICE Italian Trade Agency, a spiegare le peculiarità della loro attività inserita nel contesto economico attuale: “La parola chiave è e resta globalizzazione. Il 32% della ricchezza del Paese deriva dall’export. La chiusura dei mercati, i dazi doganali: sono situazioni pericolosissime. Il tema della globalizzazione è strategico all’interno della fiera alimentare perché, guardando i dati, l’Italia è il secondo Paese esportatore al mondo dopo la Germania nel settore. La ricchezza del nostro Paese sta nella capacità di guardare avanti, andando a cogliere gli aspetti fondamentali della filiera. Noi dobbiamo fare ancora di più. Grazie a ICE sono presenti a Cibus Tec 150 operatori provenienti da 40 Paesi diversi. Intorno alle tipicità del nostro Paese dobbiamo essere in grado di entrare nel mercato internazionale con un grado di innovazione sempre maggiore”.

Innovazione fa rima con formazione. L’una non potrebbe essere divisa dall’altra. Fondamentale diventa quindi l’attività dell’università. Il prorettore dell’Università degli Studi di Parma, Fabrizio Storti non ha, infatti, alcun dubbio: "Il nostro ateneo fa del food un obiettivo di ricerca e di formazione fondamentale. Ci piace considerare Cibus Tec 2019 come un punto di partenza di quello che sarà un importante approfondimento sulle principali sfide della filiera agroalimentare come il  "World Food Research & Innovation Forum” del 2020”.

Un occhio al futuro, dando all’Emilia Romagna un ruolo centrale. Patrizio Bianchi, Assessore alle politiche europee allo sviluppo, scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro, Regione Emilia-Romagna spiega così l’attività attuale nella regione: “Oggi, in Italia, il vecchio triangolo industriale “Milano-Torino-Genova” è stato sostituito dal nuovo triangolo industriale con “Milano-Venezia- Bologna”. In questo contesto l’Emilia Romagna ha reso più denso il territorio grazie alla rete dei tecnopoli e delle scuole di alta formazione. Inoltre ha esaltato il ruolo delle grandi infrastrutture di ricerca”.

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Soffice torta al cioccolato in padella: la foodblogger Katia Baldrighi realizza un dolce sui fornelli

DOVE Scavolini Store Euro Torri - Piazza Arturo Balestrieri, c/o Centro commerciale Euro Torri PR
QUANDO sabato 26 ottobre – dalle 17.00 alle 18:30
IDEALE PER chi ama le cose veloci ma buone

Prosegue il tour di FoodAddiction in Store: tanti eventi dedicati alle bontà gastronomiche del bel paese, organizzati da iFood e Dissapore in collaborazione con Scavolini, che riapre le porte dei suoi showroom per accogliere tutti gli amanti della buona cucina. Show-cooking e degustazioni per esperienze culinarie indimenticabili, perfezionate dalle sapienti mani di food blogger, food coach e artigiani del cibo, per conoscere e apprendere tutti i segreti della cucina.

L’appuntamento
Sabato 26 ottobre presso lo Scavolini Store Euro Torri la foodblogger di iFood Katia Baldrighi preparerà una deliziosa torta diversa dal solito e cotta a fiamma bassa sui fornelli! Un morbido e soffice dolce al cioccolato in padella che non ha niente da invidiare alla classica cottura in forno. Dalle 17.00 Katia indosserà il grembiule per insegnare ad adulti e bambini le tecniche del mestiere. I più curiosi potranno aiutare la blogger nella preparazione e a fine evento assaggiare una golosa fetta di torta.

L’ospite speciale
Katia Baldrighi è piacentina e fin da bambina scopre la passione per la cucina. Sebbene la vita lavorativa la tenga lontana dai fornelli, si ritaglia sempre del tempo per cucinare e sperimentare, in un’ottica di costante miglioramento e creando pietanze nuove e gustose, anche di provenienze diverse. Da quasi 9 anni il suo blog iFood PappaECicci vuole ricreare un’atmosfera casalinga, racchiudendo oltre 300 ricette, appunti e racconti di vita.

Il tema e la ricetta
Per questa occasione speciale, la foodblogger Katia Baldrighi porterà in tavola una ricetta evergreen adatta a chi non vuole utilizzare il forno, magari per mancanza di tempo. La ricetta infatti, prevede una classica torta al cioccolato con uova, farina, zucchero, cacao e cioccolato fondente, con una cottura alternativa in padella. Il risultato? Gusto e morbidezza. Per decorare il dessert, Katia utilizzerà una sac-à-poche per creare dei ciuffetti di panna montata da spolverizzare con del cacao amaro.

La location
L’evento si svolge presso lo Scavolini Store Euro Torri, situato nell’area commerciale dell’Euro Torri, l’elegante Shopping Center a Parma. Ad accogliere e accompagnare i visitatori durante la scelta della cucina ideale, vi sarà la professionalità e l’esperienza di Chiara Cassinelli e i suoi collaboratori. Molti i plus offerti: rilievo misure, progettazione computerizzata, trasporto e montaggio, tutti compresi nel prezzo, e un comodo parcheggio. Lo showroom, nei suoi 372 mq, espone alcune delle novità Scavolini, per l’arredo cucina come la nuovissima Mia by Carlo Cracco e la nuova arrivata DeLinea e poi LiberaMente e Carattere e le soluzioni per l’arredo bagno tra cui Aquo e Baltimora.

 

Scavolini
Scavolini nasce a Pesaro nel 1961 grazie all’intraprendenza dei fratelli Valter ed Elvino Scavolini e in pochi anni si trasforma da piccola azienda per la produzione artigianale di cucine in una delle più importanti realtà industriali italiane. In poco tempo, ha raggiunto dimensioni considerevoli e oggi dispone di un insediamento industriale che, a livello di Gruppo, raggiunge i 240.000 mq (di cui 110.000 coperti) dove lavorano oltre 660 dipendenti. Il risultato dell’impegno aziendale è dimostrato dal fatturato di Gruppo, che ha raggiunto nel 2018 i 225 milioni di euro. Inoltre, l’indotto costituito dai fornitori di parti componibili, che negli anni è cresciuto attorno all’Azienda, è oggi una realtà importante per il territorio locale.

iFood.it - Quando i blogger ci mettono la faccia e si sporcano il grembiule
iFood.it è la nuova realtà editoriale nativa del Web, che raccoglie in un unico sito con oltre 200 food-blogger. La passione dei blogger, unita all’esperienza nell’editoria digitale di Netaddiction, attivo nel settore da oltre 15 anni, ha dato vita al nuovo portale e a un network che racconta il cibo come un’esperienza che si condivide attraverso la fotografia, il viaggio e i libri. Trasformare l’infinito amore per il cibo di chi cucina per passione in contenuti editoriali di eccellenza è la sua mission. iFood.it raggiunge ogni mese più di 1 milioni di utenti unici e oltre un milione di utenti attraverso i social network.

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Non la “solita” manifestazione gastronomica: La Bonissima è un appuntamento dedicato ai prodotti agroalimentari e gastronomici d’eccellenza provenienti dal territorio modenese. Oltre al grande mercato affollato di stand dei numerosi produttori che proporranno specialità tradizionali e quasi introvabili, il programma prevede showcooking, degustazioni e altri eventi collaterali.

Modena -

Giunta alla undicesima edizione e organizzata da SGP Eventi, con il patrocinio del Comune di Modena e in collaborazione con Camera di Commercio di Modena Tradizioni e Sapori e BPER Banca, La Bonissima è un appuntamento irrinunciabile per i buongustai e per chi si occupa di cucina. Per tre giorni Piazza Grande – che assieme al Duomo e alla Ghirlandina è Patrimonio Unesco dell’Umanità dal 1997 – verrà trasformata in una frequentata vetrina delle eccellenze agroalimentari e gastronomiche del territorio, vere e proprie specialità spesso impossibili da trovare sugli scaffali dei negozi poiché la quantità limitatissima prodotta ne rende difficile il commercio. Le numerose pagode allestite in piazza – spazio privilegiato per i mercati fin dall’epoca antica, come testimonia la statua duecentesca de “La Bonissima” da cui prende il nome l’iniziativa e che simboleggia il “buon commercio” – ospiteranno aziende agricole, pasticcerie, laboratori artigianali e micro-produttori di cibi sopraffini, tutti da scoprire o riscoprire.  

Una giuria composta da esperti gourmet modenesi – Stefano Reggiani, Pier Luigi Roncaglia, Luca Bonacini e Norberto Magnani – degusterà i prodotti degli espositori, valutandone caratteristiche organolettiche, lavorazione artigianale, qualità e bontà di ciascuno, assegnando il premio principale e le menzioni speciali e decretando infine il Re del Mercato de La Bonissima

 

MERCATO DEI PRODUTTORI: LA TRADIZIONE NEL PIATTO

Tra l’infinita quantità di prodotti a disposizione di visitatori e appassionati durante kermesse del gusto ci saranno tutti i simboli modenesi, dal gnocco fritto a base di ingredienti a Km 0, ai borlenghi preparati con ingredienti semplici e un procedimento spettacolare, poi serviti caldi con lardo e aromi alle crescentine/tigelle.

I golosi di dolci non resteranno a bocca asciutta, poiché l’arte della pasticceria sarà magnificamente rappresentata in Piazza Grande: dai poco noti – e difficili da trovare – ciacci di castagne, al croccante e alle raffinatissime praline all’Aceto Balsamico, passando poi per i profumati amaretti e ad un dolce dalle origini antiche e che rappresentano egregiamente la cucina modenese: il savor. Questa marmellata di mosto d'uva con aggiunta di frutta, di colore scuro e dal sapore intenso, molto calorica era consumato nei periodi invernali quando erano necessarie energie per lavorare nei campi, ma ancora oggi squisita e apprezzata.

La borsa della spesa potrà essere riempita con specialità introvabili e che stupiranno per i sapori genuini e per la qualità eccellente: dagli orti e dai boschi provengono il tartufo nero della Val Dragone, i funghi porcini e i frutti del sottobosco. Tra i saporitissimi salumi si potranno acquistare la coppa di testa, il guanciale, i ciccioli morbidi e frolli oltre al salame di San Felice, e per completare un tagliere sopraffino, ecco i formaggi: pregiatissimo e rarissimo il Parmigiano Reggiano 56 mesi, eccellenti le forme di Parmigiano Reggiano prodotto con latte delle vacche bianche modenesi e di montagna, la caciotta di mucca e la ricotta. Da mangiare caldi sul momento anche i calzagatti, altro piatto tipico della tradizione modenese, di origine contadina, a base di polenta, grandissima risorsa quando la fame si faceva sentire e di fagioli, considerati la carne dei poveri e cotiche e fagioli, con tre tipologie di fagioli bio del nostro appennino.

Per accompagnare il trionfo di delizie, una birra artigianale o un calice di lambrusco Grasparossa di Castelvetro sono l’ideale, mentre per concludere il pasto non si rinuncerà a un bicchierino del liquore tipico di questo territorio, il nocino.

Infine, l’“oro nero”: il sublime Aceto Balsamico Tradizionale di Modena sarà rappresentato da aziende agricole che ne curano pazientemente la produzione, rielaborandolo anche in squisiti condimenti come il Mielaceto: un connubio tra la dolcezza del miele e gli inconfondibili aromi dell’Aceto Balsamico.

 

DEGUSTAZIONI, SHOWCOOKING ED EVENTI

Ma il programma di La Bonissima 2019 comprende anche degustazioni guidate e gratuite dei prodotti in vendita presso il mercato, interessantissimi showcooking condotti da grandi maestri della cucina, workshop, presentazioni di libri e visite guidate ai monumenti più affascinanti di Modena. 

Tra gli eventi più significativi, segnaliamo:

 

DEGUSTAZIONI IN TOUR “Il percorso del Gusto” con l’esperto gourmet Pierluigi Roncaglia

Insieme all’esperto gourmet i partecipanti compiranno un tour con assaggi tra gli stand dei produttori de La Bonissima. Introduzione all’analisi sensoriale e utilizzo di una scheda per distinguere l’influenza dei cinque sensi alla valutazione di un alimento. Scoperta e approfondimento degli ingredienti dei prodotti presentati dagli espositori della Bonissima.

(Piazza Grande, sabato 19 ottobre, ore 11,30 e domenica 20 ore 10.30)

 

LA COPPIA FUMANTE: premiazione degli “Ambasciatori Della Coppia Fumante”, organizzata da Artestampa. Conduce il Gran Maestro della Confraternita del Gnocco d’Oro, Luca Bonacini, insieme al fratello Carlo Bonacini (Piazza Grande, sabato 19 ottobre, ore 11,00)

 

I GIOVANI VINAIOLI: Tre nuovi imprenditori locali di lambrusco, verranno premiati per l’impegno e il lavoro svolto in pochi anni di attività dedicata all’antica arte del Vinaioli di Lambrusco. Alla presenza dell’Assessore al Centro Storico, Andrea Bosi. A cura di Enrico Zanella del Cicchetto Bottega di Carpi e Artigiani del Gusto di Modena. Al termine assaggio gratuito di lambrusco delle case vinicole premiate. 

 

VISITE GUIDATE AI TESORI DI MODENA: l’associazione culturale LaRoseNoire presenta, in collaborazione con La Bonissima, due visite guidate nei tesori della città di Modena (centro storico, sabato 19 ottobre, ore 14.50; domenica 20 ottobre, ore 14.50)

 

SHOWCOOKING “AEMILIA: UNA RICETTA MODENESE RIVISITATA”, una ricetta gourmet della tradizione della provincia modenese rivisitata in chiave alternativa e di alta qualità. 

Lo show è si diviso in due parti: una sfida culinaria dedicata agli amatori e food blogger che si avvicenderanno nella preparazione della loro ricetta; la proposta gourmet migliore vincerà una cena per due in un noto ristorante modenese.

La seconda parte vede lo showcooking di Stefano Corghi, chef de Luppolo e L’Uva e Francesco Rompianesi, sous chef del Prospero Modena prepareranno una ricetta tipica modenese rivisitata con assaggi finali. In collaborazione con Modena a Tavola, il consorzio che rappresenta quasi quaranta fra i più prestigiosi ristoranti della provincia di Modena.  Presenta l’esperto gourmet Stefano Reggiani (FoodLab Viale L. A. Muratori, 75/A)

 

SHOWCOOKING: Christian di Asmara, nome d’arte di Christian Lo Russo, è lo chef di Generi Alimentari da Panino, e durante lo showcooking mostrerà le fasi di preparazione di due dei migliori panini gourmet che si possono gustare nel suo locale (Piazza Grande, sabato 19 ottobre, ore 17,30)

 

LABORATORI DI CUCINA a cura de La Bottega da Leonida

• gnocco fritto, con degustazione (Piazza Grande, domenica 20 ottobre, ore 11,00)

tortelli, con degustazione (Piazza Grande, domenica 20 ottobre, ore 16,00) 

 

IL RE DEL MERCATO: verrà annunciato il Re del Mercato, scelto dalla giuria di esperti. Il produttore verrà premiato sul palco de La Bonissima e la menzione speciale dell’edizione 2019, alla presenza dell’Assessora Ferrari (Piazza Grande, domenica 20 ottobre, ore 12,30).

 

LA BONISSIMA SOLIDALE CON APERITIVO: Al termine della manifestazione i produttori del mercato doneranno dei prodotti tipici destinati ad un refettorio: l’iniziativa, curata da Food for Soul (l’associazione no-profit fondata da Massimo Bottura e Lara Gilmore), prevede che gli chef di Modena si alternino volontariamente ai fornelli offrendo cene solidali a chi ne ha più bisogno. Lo staff di SGP Eventi si occuperà quindi di consegnare i prodotti alla Fondazione Auxilium che gestisce il progetto e che li userà per la cena solidale della settimana seguente.

Inoltre sarà allestito un aperitivo finale sotto al palco con i prodotti del mercato de La Bonissima. 

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Numerose novità illustrate dal management ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana all’Auditorium Paganini di Parma di fronte a una platea di oltre 700 ospiti: collaborazioni, progetti e percorsi didattici.  A coronamento della cerimonia la lectio magistralis tenuta dallo chef dell’Osteria Francescana Massimo Bottura.

Di Chiara Marando –

09 Ottobre 2019 -

È stato ancora una volta l’Auditorium Paganini di Parma a ospitare la cerimonia di apertura del XVI Anno Accademico di Alma, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana. Un totale di 700 ospiti, 400 dei quali hanno vissuto il momento con quella energia di chi sta guardando negli occhi il proprio futuro: era non gli studenti che stanno facendo il loro ingresso nella scuola, giovani aspiranti cuochi, pasticceri, bakery chef, sommelier, maître e manager della ristorazione.

L’evento è stata l’occasione per sottolineare quanto Alma sia oggi non solo Scuola di Cucina, ma anche Scuola dell’Ospitalità Italiana quale punto di riferimento per la formazione del campo dell’accoglienza e della gestione dell’impresa ristorante.

Sul palco dell’Auditorium Paganini era schierato tutto il corpo docente, il Comitato scientifico, il Presidente Enzo Malanca, il Direttore Generale Andrea Sinigaglia e Matteo Berti, Direttore Didattico. Saluti iniziali, poi l’intervento del Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che ha ricordato il ruolo di primo livello della Regione nel comparto alimentare e, in particolare, della Food Valley.

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Il Presidente di Alma Enzo Malanca ha parlato di risultati e numeri, un excursus per rendre concreto il percorso di crescita che caratterizza il “sistema Alma”: Sono quasi 1200 i nuovi studenti che hanno frequentato la Scuola nell’ultimo anno, andando ad aggiungersi agli oltre 10000 degli anni precedenti. La percentuale di occupazione entro sei mesi dal diploma nel 93% dei casi”.

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Nuovi progetti emergono dalle parole del Direttore Generale Andrea Sinigaglia, come nel caso del volume “Terra di Pane, un lavoro corale che racconta l’Italia attraverso 90 tipologie differenti di pane; ma anche accordi innovativi: “ALMA supporta i propri studenti all’entrata nel mondo del lavoro. Abbiamo attivato un progetto con Deloitte attraverso l’Italian Cuisine Market Monitor. Desideriamo che diventi il punto di partenza per la costituzione di un osservatorio continuativo incentrato sul settore del foodservice italiano a livello globale”.

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Matteo Berti, Direttore Didattico, ha spiegato l’evoluzione della proposta formativa: “Da quest’anno, il piano didattico dei Corsi verrà rinnovato per rispondere in modo ancora più efficace alle richieste del mercato del lavoro. Inoltre, da poco abbiamo inaugurato un nuovo spazio scolastico che lega sala e cucina, permettendo ai cuochi di occuparsi anche del servizio dei piatti”.

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Infine lui, l’attesissimo ospite d’onore divenuto portavoce dell’eccellenza culinaria italiana nel mondo: Massimo Bottura, che tre stelle Michelin con la sua Osteria Francescana di Modena. La sua lectio magistralis è stata testimonianza, invito alla presa di coscienza, alla sensibilizzazione e alla spinta creativa senza dimenticare l’importanza dei sogni.

Lo stupore misto a curiosità che avevo negli occhi da bambino non è mai svanito, anzi si è rafforzato. È stato il motore della rivoluzione con cui siamo stati in grado di cambiare questo mondo. Bisogna sempre tenere a mente chi siamo e da dove veniamo, per questo il primo consiglio che mi sento di dare a questi ragazzi è celebrare il passato in modo autentico. Creare qualcosa di nuovo sarà sempre un omaggio a ciò che ci ha preceduto, il nostro lavoro è proiettare il meglio del passato nel futuro, filtrato da un pensiero critico e mai nostalgico - e continua - Lasciate sempre una finestra aperta alla poesia, all’ispirazione”.

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La conclusione del suo intervento è un inno alla bellezza, alla necessità di trasformare ciò che è brutto in bello, ridandogli dignità ma anche senso agli sforzi profusi. Bisogna avere coraggio di cercare il bello, di credere nei sogni con passione e impegno.

 

(Credits Foto Alessandro Carra)

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