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Dal 15 gennaio fino al 30 aprile ventidue ristoranti gourmet della Lombardia offriranno la possibilità di consumare dei menu completi - antipasto, primo, secondo e dolce - a 60 euro comprensivi di vino, bevande e caffè: questa è l'iniziativa lanciata dalla guida InGruppo.

Di Chiara Marando –

04 Febbraio 2019 -

L’alta cucina non può essere solo un’esperienza per pochi, mira a farsi conoscere e apprezzare da un pubblico di appassionati ben più ampio e desideroso di scoprire sentori nuovi. Ecco quindi che i ristoranti gourmet lombardi hanno scelto di aderire a un progetto, quello di InGruppo, che si muove proprio in questa direzione: dal 15 gennaio fino al 30 aprile ventidue tra queste realtà della Lombardia offriranno la possibilità di consumare dei menu completi - antipasto, primo, secondo e dolce - a 60 euro comprensivi di vino, bevande e caffè.

A fare eccezione solo Da Vittorio, Enrico Bartolini Mudec, Sadler e A’ Anteprima, che invece propongono un menù completo a 120 euro. In questo caso si tratta sì di un costo raddoppiato ma, soprattutto se si parla dei fratelli Cerea e di Enrico Bartolini, riuscire a mangiare in un tre stelle Michelin, nel primo, e in un due, nel secondo, a quella cifra è certamente un grande lusso da non farsi scappare.

Quella di InGruppo (guida edita dall’agenzia Mediavalue) è una iniziativa che ben si inserisce nel panorama attuale della cucina d’autore che vuole portare avanti il vessillo dell’eccellenza e dell’arte culinaria riducendo sempre più quella sensazione di chiusura che ne rappresenta l’ombra. InGruppo descrive tra le sue pagine i migliori ristoranti della Lombardia, corredando ogni scheda con una ricetta che ne rappresenta il cavallo di battaglia.

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Ma non solo, la Guida promuove anche il "Diritto al Tappo", un'usanza divenuta abitudine all’estero ma ancora poco comune in Italia: portarsi la propria bottiglia di vino al ristorante, pagando 10 euro per il servizio con tutti gli accorgimenti del caso, come la cura, la giusta temperatura e i bicchieri più adeguati per una perfetta degustazione.

Quali sono i ristoranti che aderiscono a questa iniziativa?

A’Anteprima, Chiuduno (BG)

Al Vigneto, Grumello del Monte (BG)

Antica Osteria dei Camelì, Ambivere (BG)

Casual, Bergamo Alta

Colleoni Dell’Angelo, Bergamo

Collina Almenno, San Bartolomeo (BG)

Da Vittorio, Brusaporto (BG) *

Ezio Gritti, Bergamo

Frosio, Almè (BG)

Il Saraceno, Cavernago (BG)

La Caprese, Mozzo (BG)

Lio Pellegrini, Bergamo

LoRo, Trescore Balneario (BG)

Osteria della Brughiera, Villa d'Almè (BG)

Posta, Sant'Omobono Terme (BG)

Roof Garden Restaurant, Bergamo

Tenuta Casa Virginia, Petosino di Sorisole (BG)

Cucina Cereda, Ponte San Pietro (BG)

Enrico Bartolini Ristorante, Milano*

Pomiroeu, Seregno (MB)

Trussardi alla Scala, Milano

Sadler, Milano*

*In questi casi ilmenu completo è a 120 euro invece che 60 euro

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Sei le aziende parmensi che, sotto la guida di Parma Alimentare, parteciperanno al Salone francese dedicato alla ristorazione e alla hotellerie. Un’occasione per incontrare oltre 207.000 visitatori professionali, di fare cultura sulle nostre produzioni d’eccellenza, ma anche per fare il punto sulle principali tendenze food.

Parma, 25 Gennaio 2019 –

Missione a Lione per Parma Alimentare: dal 26 al 30 gennaio sarà presente a Sirha - World Hospitality & Food Service Event, il salone dedicato alla ristorazione e alla hotellerie più importante a livello europeo, come testimoniano gli oltre 207.000 visitatori professionali accorsi nel 2017 per incontrare 2.980 espositori, suddivisi in 12 settori. Parma Alimentare capitanerà una collettiva composta da sei aziende del nostro territorio: Devodier Prosciutti, Fratelli Galloni, Pomodoro 43044, San Nicola Prosciuttificio del Sole, Zuarina e Zuccato.

Come spiega Alessandra Foppiano, Executive Manager di Parma Alimentare: «Come Parma, Lione rappresenta uno dei centri nevralgici dell’alta gastronomia europea e mondiale: basti pensare che la città, che conta poco più di 500.000 abitanti, ospita ben 19 ristoranti stellati, tra cui quattro due stelle e un tre stelle Michelin. Si tratta quindi di una vetrina perfetta per promuovere le eccellenze parmensi. Non dimentichiamo che il pubblico dei visitatori del Sirha è composto da professionisti: oltre a ristoratori, hotelier, importatori, distributori e food & beverage manager, nel 2017 il Salone ha visto la presenza di oltre 25.400 chef, un dato in crescita del 30%. Si tratta di un pubblico sensibile all’appeal del made-in-Italy alimentare, rispetto al quale possiamo spendere anche la forza del brand Parma UNESCO Creative City of Gastronomy».

La missione di Parma Alimentare al Sirha di Lione ha anche motivazioni business: «La Francia rappresenta storicamente il primo mercato export per l’industria alimentare parmense. È un mercato che va presidiato con attenzione e sostenuto. A Lione avremo la possibilità di incontrare anche numerosi operatori stranieri: nel 2017 hanno sfiorato le 30.000 unità, arrivando soprattutto da Svizzera, Spagna, Belgio, Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Germania, tutti partner strategici per la bilancia commerciale parmense. Il compito di Parma Alimentare è quello di fungere da facilitatore, creando, le condizioni ottimali per stringere nuove alleanze di business».

Inoltre, il 29 e 30 gennaio, Sirha ospiterà la finale del Bocuse d’Or, la più prestigiosa competizione di arti gastronomiche al mondo: presente in gara anche il Team Italia, un momento importante per la valorizzazione del made-in-Italy alimentare.

Nel suo spazio, Parma Alimentare ospiterà anche una delegazione di Parma Quality Restaurants, guidata dal Presidente Enrico Bergonzi, affiancato dagli chef Roberto Paoletti e Filippo Cavalli: coerentemente con la mission del Consorzio, che riunisce 23 ristoranti considerati i migliori ambasciatori della cucina parmigiana, al Sirha gli chef di Parma Quality Restaurants offriranno in degustazione una selezione di eccellenze made-in-Parma.

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Giovedì, 24 Gennaio 2019 17:31

Il Tè delle cinque? Si, ma al formaggio

Secondo il New York Times sarà il nuovo food trend americano del 2019. In Italia lo si può trovare nella Chinatown milanese di via Sarpi. Insomma, il Tè al formaggio incuriosisce.

Giovedì 24 Gennaio 2019 -

Di Chiara Marando -

Se ne sente parlare ormai da qualche tempo ma ancora non ha trovato una sua vera strada in ambito culinario. Ancora. Sì, perché il New York Times lo ha identificato come uno dei trend del 2019: sto parlando del Tè al formaggio. Esatto, proprio al formaggio.

La pausa pomeridiana delle cinque potrebbe cambiare veste, almeno così sembra essere sul mercato americano. E si sa, da lì all’Europa in passo è molto breve.

Nata a Taiwan nel 2010, questa bevanda si è diffusa in Cina stimolando l’interesse anche dei turisti, per poi arrivare negli Stati Uniti e incontrare il gusto dei consumatori. Ma non pensate subito a qualcosa di imbevibile, dai sentori intensi. Il Tè al formaggio risulta estremamente delicato, con sembianze che ricordano il cappuccino o la cioccolata con panna.

Non esiste una preparazione univoca, sono diverse le ricette: alcuni scelgono di servirlo freddo, altri caldo; c’è chi predilige il tè verde, chi il tè matcha e chi opta per quello nero. Sono piccoli accorgimenti che variano a seconda del luogo e delle abitudini. Ma a incuriosire, ovviamente, è l’elemento formaggio che viene aggiungo al tè per completarlo. Fresco, quasi una crema, che ricorda la panna montata o la schiuma di latte, quella densa. Una regola, però, rimane fissa: non bisogna mai aggiungere zucchero.

Da questa base ci si può iniziare a sbizzarrire nella personalizzazione. Allo Steap Tea Bar di San Francisco, ad esempio, viene preparato con tè verde, limone e panna salata montata con mascarpone. Una bombetta insomma. A New York, l’Happy Lemon è la catena dove trovare ogni sorta di tè e delizie, anche il Cheese Tea.

E in Italia? Ecco, non si può dire abbia già fatto breccia nel nostro cuore, ma qualche accenno c’è. A Milano, nella Chinatown di via Paolo Sarpi, il Caffè Chateau Dufan (angolo Piazzale Baiamonti) propone due versioni golose: una con gli Oreo e l’altra con i cookies. La base è l’Earl Grey, a cui si aggiunge latte liofilizzato, che occupa ¾ del bicchiere. L’ultima parte è quella del tocco di formaggio, la ricotta montata con panna.

Il risultato è una fusione tra la dolcezza densa della crema che fa topping e il gusto tipicamente amaro del tè nero o Earl Grey.

Curiosi? Allora un sorso e via!

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Domenica 20 gennaio 2019  -

L’arte, la bellezza architettonica e le bontà enogastronomiche si incontrano in un clima di sperimentazione nella seconda edizione di Extraordinary Food and Wine. Dal 26 al 28 gennaio 2018 l’Hotel Monaco & Grand Canal di Venezia ospiterà questo evento dedicato all’eccellenza. Un luogo unico, dove nobili e reali si ritrovavano per intrattenere relazioni sociali e politiche

Gli chef Igles Corelli, Bruno Cingolani e il private chef Maurizio Pelli delizieranno con abbinamenti deluxe di cibo e vino, ma saranno anche tanti altri gli ospiti che si alterneranno durante le giornate di manifestazione.

Lista degli Espositori 2019:
Flos: Colture naturali di zafferano, miele barricato e polline di fiori, Reggio Emilia
Poggio Grimoldi: Olio d'oliva extra vergine biologico, Sicilia
TeC: Tartufi e Tentazioni, Aqualagna
Voerzio Martini: Barolo La Morra, Cuneo
Flagella: Pomodoro Rosso da Amare, Abruzzo e Gragnano
Acetaia Ferretti Corradini: Aceto balsamico IGP, Reggio Emilia
Cantine Ariola: Lambrusco Grand Cru IGT, Parma

Zolla 14: Azienda Organica, Aceto di mele, succo millesimato, sidro di Treviso
Mate: Olio extra vergine di oliva, Croazia
Bruno Roulot: Champagne La Chapelle Monthodon, France
Caesificio Castellani Urbano: Premiato Stracchino e formaggio di capra, Vicenza
Guffanti: Formaggi della tradizione familiare dal 1876, Arona
Amoretti Spa: Specialità alimentari; dal culatello al pata negra ai formaggi, Parma.
Vestri: Cioccolati artigiani, Arezzo

Pinel: Panificio e pasticceria, lavorazione Artigianale, Jesolo.
Salumificio Verza: Specialità'; Verzino al tartufo e salumi Valligiani, Vicenza
I Love Ostrica: Ostriche, Caviale e molto altro, Bergamo
Deutz: Maison dû champagne, Ay, France
PastificiodeiCampi: Svariati formati di pasta prodotta a Marchio IGP, Gragnano
I sapori delle Vacche Rosse: Premiato formaggio Vacche Rosse, Reggio Emilia
Illica: Vini Biologici territoriali piacentini, Piacenza
Dersut Caffe S.p.A, Cornegliano, Treviso
Bruno Cingolani: Chef della Natura; Selezione di prodotti naturali tipici del territorio italiano, Alba.

Agostinetto Bruno: Azienda Agricola, Prosecco DOCG, Valdobbiadene.
Azienda Agrigola Icardi: Barolo, Barbaresco, Langhe, Cuneo.

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Soffici, golose, leggerissime e in versione dolce e salata: sono le delizie di Niko Romito, i bomboloni che escono dal suo nuovo format "Bomba".

Articolo e foto di Chiara Marando -

Mercoledì 9 Gennaio 2019 -

Cosa vuol dire provare lo street food firmato da uno chef stellato? Vuol dire assaggiare la semplicità nella sua forma più elevata, leccarsi le dita per recuperare anche quell’ultima goccia di salsa rimasta, ma soprattutto “godere” del piacere del cibo in modo immediato e privo di fronzoli.

A portare la sua firma e le sue “bombe” in quel di Milano, precisamente in piazza XXV aprile, è stato Niko Romito. Un successo di pubblico e critica immediato. Perché? Facile, per quella sua chiave di lettura che mira a rendere il buono accessibile, ad ampliarne il raggio d’azione recuperando la genuinità di alimenti conosciuti e popolari presentandoli in una veste più ricercata e curata.

“Bomba” è questo! Niko Romito non ha scoperto l’acqua calda, ma la sua forza è esattamente quella di aver avuto l’idea vincente. Se a ciò si aggiunge l’estrema bontà dei prodotti e la formula vincente di comunicazione, il gioco è fatto.

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Il bombolone viene nobilitato ma non stravolto. Un grande classico della pasticceria rivisitato in stile contemporaneo. L’ispirazione è arrivata da papà Antonio Romito che, negli anni ’70, aveva fatto diventare questa golosa sfera di pasta lievitata la sua specialità. Un dolce di famiglia, quindi, da custodire ed elevare. E Niko ci ha messo la sua mano, una ricerca costante sull’aspetto dell’impasto, della lievitazione e della frittura. Il risultato è un soffice “krafen”, dal sapore delicato e leggerissimo perché fritto a regola d’arte.

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Le varianti dolci spiccano in abbondanza di ripieno e in piacevolezza, con qualche nuova strada gustativa. La crema si arricchisce del liquore “Strega” che ne rende ancora più delicato e incisivo il gusto; il Gianduja riempie di pura burrosità il palato; poi c’è il “Bombamisù” rivisitazione del famoso dolce che risulta, forse, eccessivo per le coronarie.

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La vera novità è la veste salata, dove il bombolone diventa panino che racchiude farciture golose da creare scegliendo tra una selezione di alta qualità. Due strade, una più semplice con proposte tipo Stracchino, Prosciutto di Parma e rucola, oppure Scarola ai pinoli, uvetta, olive e pomodorini confit; e l’altra gourmet e maggiormente sostanziosa come nel caso della farcitura con carne di manzo e spinacino fresco, ma anche il ricco maiale fondente e senape.

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Insomma, spuntino molto più che spezzafame, ma soprattutto pranzo diverso dal solito se abbinato a un calice di vino scelta dalla carta. Il tutto a prezzi molto democratici.

I bomboloni dolci considerati “base” hanno un costo di 2,50 euro cadauno, quelli più elaborati di 4 euro.

Le bombe salate, invece, passano dai 5,50 euro cad. per quelle meno ricercate, ai 7 euro per le gourmet.

 

Bomba di Niko Romito

Piazza XXV Aprile, 12

20124 Milano MI

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Mercoledì, 09 Gennaio 2019 12:00

#Tavola25: la grande cucina JRE per gli under 25

Un progetto indirizzato ai ragazzi nella fascia di età 18/25 anni: tre portate e tre calici di vino Antinori in abbinamento a 25 euro a testa.

Mercoledì 09 Gennaio 2019 -

I JRE lo avevano preannunciato al XXV° Congresso Nazionale, e ora diventa realtà: “#tavola 25”, la campagna promozionale che avvicina i giovani alla cucina d’autore abbattendo la barriera del prezzo, è ormai operativa.

Nel 25° compleanno dell’associazione infatti, con la partnership di Tenute Marchesi Antinori, è stata lanciata questa iniziativa rivolta ai giovani dai 18 fino a 25 anni di età: la possibilità di prenotare ogni sera un tavolo fino a 4 ospiti in uno dei ristoranti JRE aderenti per godere appieno della grande cucina JRE.

La formula prevede 3 portate con altrettanti calici di vino Antinori in abbinamento, selezionati dagli esperti sommelier dei ristoranti JRE, il tutto a 25 euro a testa.

“Molto spesso i giovani commentano con un po’ di distacco le esperienze degli appassionati di fine dining – afferma il presidente JRE Italia Luca Marchini, del ristorante L’Erba del Re di Modena – e si fermano ad una critica sommaria del conto che considerano “pesante” rispetto ad altre esperienze magari più informali. Con questa iniziativa vogliamo consentire ai più curiosi di loro di rendersi conto di cosa significa dedicarsi un paio d’ore in una Casa dedicata al cibo e al vino: prendersi del tempo, rilassarsi, assaggiare cose eccellenti nel piatto e nel bicchiere, farsi viziare un po’ ad un costo indiscutibilmente popolare, tenuto conto dei contenuti offerti.”

Dettagli e ristoranti aderenti disponibili qui https://tavola25.it/

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“Lo Chef” è una piccola gastronomia nel cuore dell’Oltretorrente di Parma: un luogo dove i sapori di una volta vengono preservati e preparati ancora artigianalmente. 

Di Chiara Marando –  

“Tiziana da quanto tempo cucini?”

“Non devo neppure pensarci, praticamente da sempre. Da piccola osservavo mia madre e rimanevo affascinata dai movimenti delle sue mani, dai profumi e dalla bontà di quello che preparava”. 

Ha gli occhi che brillano Tiziana, parla della sua passione per i fornelli mentre sistema i tortelli d’erbetta freschi sul vassoio pronto per una cliente. Sul retro, il laboratorio dove fervono i lavori per i numerosi ordini natalizi. Lì ci sono Fabrizio e Salvatore, suo figlio e suo fratello, che si occupano di realizzare la sfoglia e preparare le delizie tipicamente parmigiane.

Ma la routine quotidiana della Gastronomia “Lo Chef” è questa, e va avanti da 10 anni senza mai perdere la spinta verso la qualità e il legame con le radici del territorio. 

Qui è la tradizione a parlare. Il piccolo banco mostra ogni sorta di delizia e il profumo che invade l’aria è quello della cucina di un tempo, delle nonne, delle rezdore che tiravano la pasta e preparavano i ripieni per tortelli e anolini.

Perché sono proprio gli Anolini, con stracotto o parmigiano reggiano, e i Tortelli, nelle varianti di zucca, patate, erbetta, spalla cotta oppure verdi con speck e radicchio rosso, i cavalli di battaglia di questa piccola gastronomia nel cuore dell’Oltretorrente di Parma.

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Un piacere del palato che si esprime con i sentori di una volta, attraverso gli gnocchi di patate ancora girati a forchetta, ma anche in un gustoso piatto di Passatelli realizzati alla maniera casalinga.

“Uno dei complimenti più graditi è quando mi dicono che sono buoni come quelli preparati dalla mamma, perché sai, ciò che esce dalle mani di una madre o di una nonna è inarrivabile, sono i ricordi da bambini indelebili e puri”. 

Ma, oltre alla pasta fresca, quali sono le specialità che non possono mai mancare?

“Le lasagne devono essere pronte ogni giorno, sono tra le proposte preferite, ma se la giocano con le nostre bombette di riso al ragù, i Cannelloni di ricotta, la classica Punta al forno e i Guancialini. Il giovedì poi c’è l’appuntamento fisso con la Trippa alla Parmigiana”.

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Mentre mi racconta entrano i clienti, Tiziana li serve con il sorriso e ha una parola gentile per tutti. La maggior parte sono affezionati che si riservano il tempo di passare abitualmente. Poi ci sono gli anziani, quelli dell’Oltretorrente, un piccolo mondo antico dove rimangono vive emozioni lente e radicate nella città più antica e genuina. A volte capita che entrino dalla porta solo per due chiacchiere, per farsi coccolare. E Tiziana c’è, lei è diventata la confidente come si faceva nelle botteghe di una volta, quei piccoli angoli preziosi di umanità.

“Lo Chef” non è solo una gastronomia, qui si compiono miracoli in fatto di numeri perché lo spazio è veramente ridotto e l’artigianalità rimane una firma costante della produzione.

“Il sogno è quello di allargarsi, ma solo quando sarà veramente il momento giusto. Amo questo luogo, qui abbiamo iniziato e qui ha preso forma la nostra identità. Un domani non lo so…chissà”.

 

Galleria fotografica a cura di Francesca Bocchia 

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Parma protagonista a Bisela per la Terza edizione della “Settimana della Cucina Italiana nel Mondo”, che promuove all’estero l’agroalimentare e la cucina italiana di qualità come segno distintivo del “Made in Italy”.

In questa occasione, l'Ambasciata Italiana in Svizzera ha ospitato presso l’Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig, un’iniziativa dedicata al nostro territorio. Le eccellenze enogastronomiche, turistiche e culturali di Parma sono state presentate dal Sindaco Federico Pizzarotti, dall’Assessore al Turismo Cristiano Casa insieme alla cucina e alle degustazioni di Parma Quality Restaurants curate dagli chef Filippo Cavalli e Andrea Nizzi. I celebri piatti della cucina parmigiana, grazie a loro, e accompagnati dai vini del nostro territorio hanno stupito gli ospiti.

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L’iniziativa ha visto la partecipazione dell’Ambasciatore italiano in Svizzera Marco Del Panta, della vice Presidente del Cantone di Basilea Città Eva Herzog e di Fabrizio Macrì, Segretario Generale  della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera.

“Basilea ci ha accolto con molto entusiasmo” Ha commentato Federico Pizzarotti “Era attesa la possibilità di conoscere il nostro territorio, una capitale della cultura, dell’industria alimentare e non solo, una destinazione turistica di rilievo. Le nostre filiere, i nostri imprenditori e la nostra passione hanno dato l’idea agli amici svizzeri della bellezza di Parma”.

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“E' stata una grande occasione di promozione della nostra città e del nostro territorio” dice soddisfatto l’Assessore Cristiano Casa “Ci sono stati contatti interessanti per  l’evoluzione di un mercato di rilievo e per lo sviluppo delle nostre politiche di valorizzazione delle eccellenze locali”.

L’Ambasciatore italiano in Svizzera Marco Del Panta, dopo aver ricordato che l’evento si inserisce nell’ambito della III settimana della cucina italiana nel mondo, ha offerto un intervento dove ha sottolineato l’impegno del Governo e del Ministero degli affari esteri a favore della promozione integrata del territorio italiano. “In questo senso” ha detto Marco Del Panta  “la città di Parma può considerarsi un esempio paradigmatico: una “piccola” città che è anche una “grande” capitale in grado di offrire ai visitatori e di esportare all’estero le migliori eccellenze italiane nei campi enogastronomico, artistico, culturale, musicale.” 

 

Galleria fotografica a cura di Francesca Bocchia

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Mercoledì, 21 Novembre 2018 09:58

“Il Ristorante degli Chef”: in premio un corso ALMA

Prima puntata del nuovo talent di Rai 2 "Il Ristornate degli Chef": tra i concorrenti la parmigiana Ilaria Bertinelli. Il premio finale: un Corso Tecniche di Cucina presso ALMA.

Di CM -

21 Novembre 2018 -

Rai 2 ha lanciato il suo nuovo talent culinario "Il Ristorante degli Chef" e ieri sera è andata in onda la prima puntata. Tra i concorrenti in gara anche la parmigiana Ilaria Bertinelli, appassionata di cucina e autrice del libro "Uno Chef per Gaia" focalizzato su preparazioni gourmet per celiaci e diabetici.

Dopo le selezioni iniziali, saranno 10 gli aspiranti chef a sfidarsi sotto gli occhi attenti di tre giudici stellati d'eccezione: la giovanissima Isabella Potì e gli chef Andrea Berton e Philippe Léveillé.

L'obiettivo è quello di diventare professionisti. Per questa ragione, a essere valutate saranno, oltre alla qualità delle proposte gastronomiche, anche la capacità di costruire un menu equilibrato, di gestire una brigata in cucina e di occuparsi delle spese.

ALMA, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana sarà il prestigioso premio del vincitore, ovvero la possibilità di frequentare il Corso Tecniche di Cucina: un percorso  intensivo, della durata di nove settimane, che rappresenta la scelta ideale per chi vuole iniziare la propria carriera in cucina. Il programma del Corso è studiato per permettere di acquisire nozioni e capacità di base per entrare in una brigata professionale di cucina: i focus spaziano dai tagli dei vegetali alla conoscenza delle materie prime, dalla preparazione di paste fresche e fino alla lavorazioni di carni e pesci.

È lo chef Matteo Berti, Direttore Didattico di ALMA, a spiegare perché ALMA abbia deciso di sposare il progetto di Rai2: «Questo format ha destato il nostro interesse poiché le prove si svolgono all’interno di un ristorante, con i ragazzi impegnati a servire la clientela, di fatto un’affinità importante è rappresentata dal fine professionalizzante: la nostra Scuola nasce per formare professionisti in tutti gli ambiti dell’ospitalità, in grado di affrontare con successo il mondo del lavoro. Siamo poi contenti che alla guida del programma ci siano tre chef come Potì, Leveillè e Berton che collaborano con ALMA da diverso tempo come visiting professor, giurie e con i loro ristoranti come sedi di stage".

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Parata di stelle per la presentazione della “Rossa” più famosa nel campo dell’enogastronomia mondiale: tante novità durante la conferenza della Guida Michelin Italia 2019: assegnate 30 nuove stelle.

Articolo di Chiara Marando - 

Il grande momento è arrivato e, come ogni anno, ha sorpreso tutti. La 64esima edizione della Guida Michelin Italia ha illuminato l’Auditorium Paganini di Parma con le sue stelle, tra riconferme, novità e qualche defezione.

E Parma si è riconfermata per il terzo anno location d’eccezione per questo evento unico e atteso, punto di partenza di un tour che toccherà anche Reggio Emilia per poi arrivare a Piacenza nel 2019, dove si svolgerà la prossima presentazione 2020, e tornare a Parma per un evento di portata europea. Insomma, il territorio dell’Emilia Romagna, la sua cultura enogastronomica, le sue tradizioni, la sua storia e l’unione che lega le varie città diventa simbolo di progresso, nel segno di un patrimonio da raccontare.

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I NUOVI STELLATI

Sono ben 29 i nuovi ingressi stellati in guida, spalmati tra nord ma soprattutto sud dell’Italia, con un parterre di chef giovani, giovanissimi, segno di una sempre maggiore evoluzione della cucina che punta a parlare alle generazioni emergenti, forte di una base costruita negli anni dai veterani dell’alta gastronomia nazionale. Tra le novità stellate 15 ristoranti sono guidati da giovani talenti che hanno un’età uguale o inferiore a 35 anni. Tra questi, 10 hanno un’età uguale o inferiore a 30 anni.

Piccola delusione data dalla totale mancanza di nuove due stelle, un gradino sempre più alto che si dimostra difficile da scalare anche per ristoranti blasonati.

E qualche caduta. In questa edizione, a perdere la stella sono stati un maggior numero di locali rispetto allo scorso anno: “Stazione di Posta” – Roma; “Antica Osteria dei Cameli” – Ambiveré (BG); “La Conchiglia” – Arma di Taggia (IM); “Emilio” – Fermo (FM); “Ilario Vinciguerra” – Gallarate; “La Clusaz” – Gignod (AO); “Castel Fragsburg” – Freiberg, Merano; “Armani” – Milano; “Antonello Colonna” – Roma; “Magnolia” – Roma; “Dopolavoro” – Venezia.

 

I TRE STELLE FANNO 10

Nell’anno in cui l’omino Michelin festeggia il suo 120° compleanno, la nuova Guida Italia celebra i ristoranti tre stelle con un voto pieno: 10. Doppia cifra grazie al ristorante Uliassi, a Senigallia (AN). “Una storia, una passione, il mare. Da questo nasce una cucina che i fratelli Catia, in sala, e Mauro, lo chef, amano definire semplice e contemporanea. Vi convivono tecnica e tecnologia e una tradizione in continuo movimento, che si nutre dei loro viaggi e di tutto quello che li circonda. Il fascino di un mare sferzato dal vento si rispecchia nei piatti, di cui il pesce è l’ingrediente principe, ma co-protagonista a pieno titolo della loro sorprendente scena culinaria è la selvaggina. In un “posto pieno di energia, che è bello sempre”, un’esperienza memorabile, una cucina unica, che merita il viaggio, come richiedono le tre stelle Michelin.” Questa la definizione ufficiale data da Sergio Lovrinovich, Direttore Guida Michelin Italia

Un totale di 10 segnalazioni di eccellenza per le quali Michelin suggerisce di pianificare un viaggio. Nella 64a edizione, oltre alla news entry Uliassi, ecco i ristoranti tristellati 2019: Piazza Duomo ad Alba (CN), Da Vittorio a Brusaporto (BG), St. Hubertus, a San Cassiano (BZ), Le Calandre a Rubano (PD), Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (MN), Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Casadonna Reale a Castel di Sangro (AQ).

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UN PANORAMA STELLATO

Il panorama stellato della Guida Michelin Italia conta ben 318 ristoranti 1 stella, 39 con due stelle e 10 con tre stelle.

“Anche quest’anno, le stelle che i nostri team di ispettori hanno attribuito a 367 ristoranti sono un indubbio riconoscimento della ricchezza e diversità regionale della gastronomia italiana, fatta di prodotti, territorio e genuinità. Ed è sempre appassionante vedere come gli chef e tutte le persone alla guida di questi ristoranti diano vita e linfa alla scena culinaria italiana, armonizzando rispetto delle tradizioni e innovazione”. Gwendal Poullennec, Direttore Internazionale Guide Michelin.

 

I NOMI DELLE NUOVE 1 STELLA MICHELIN

1. A Porto Cervo, Confusion Lounge, Italo Basso
2. A Catania, Sapio di Alessandro Ingiulla
3. A Taormina, Saint George by Heinz Beck chef Giovanni Solofra
4. A Santa Cristina d'Aspromonte, Quafiz di Antonino 'Nino' Rossi
5. A Savelletri, Due Camini, chef Domingo Sghingaro
6. A Lecce, Bros, Floriano Pellegrino e Isabella Potì
7. A Bacoli, Caracol, chef Angelo Carannante
8. A Matera, Vitantonio Lombardo col locale che porta il suo nome
9. A Caggiano, Locanda Severino, Giuseppe Misuriello
10. A Vitorchiano, Casa Iozzia, chef Lorenzo Iozzia
11. A Viterbo, Danilo Ciavattini del locale omonimo
12. A Roma, il Moma con Andrea Pasqualucci
13. A Cerbaia, La Tenda Rossa con Maria Probst e Cristian Santandrea
14. A Lucignano, Al 43, chef Maurizio Bardotti
15. A Lucca, Il Giglio, Stefano Terigi, Benedetto Rullo, Lorenzo Stefanini
16. A Rimini, Abocar Due Cucine, Mariano Guardianelli
17. A Trieste, Harry's Piccolo, Alessandro Buffa
18. A Madonna di Campiglio, Stube Hermitage, chef Giovanni D'Alitta
19. A Bolzano, In viaggio chef Claudio Melis
20. A Collepietra (Bz), Astra, chef Gregor Eschgfaeller
21. A San Bonifacio, Degusto Cuisine chef Matteo Grandi
22. A Verona, 12 Apostoli, Mauro Buffo
23. A Cernobbio, Materia, Davide Caranchini
24. A Pudiano (Bs), Sedicesimo Secolo, Simone Breda
25. A Torino, Spazio 7, Alessandro Mecca
26. A Torino, Carignano, Marco Miglioli
27. A Cioccaro, Locanda del Sant'Uffizio by Enrico Bartolini, Gabriele Boffa
28. A Novara, Cannavacciuolo Bistrot, chef Vincenzo Manicone
29. A Torino, Cannavacciuolo Bistrot, chef Nicola Somma

Non vanno dimenticati i premi speciali:

"Passion for Wine" a Lokanda Devetak dello chef Augustin Devetak;

"La Sala" a Casa Perbellini di Verona, dove la sala è coordinata dalla giovane Barbara Manoni.

"Qualità nel Tempo" alla Bottega del 30, chef Hélène Stoquelet;

"Giovane chef dell'anno" allo chef de I Portici a Bologna Emanuele Petrosino.

 

Galleria fotografica a cura di Francesca Bocchia

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