L'equilibrista

L'equilibrista

Fabio Vezzani - Sommelier abilitato – AIS Emilia Romagna -
Via Guicciardini, 19
42122 Reggio Nell'Emilia (RE)

Tel. +39 3472257452
e-mail: fabiovezzani@libero.it

da L'Equilibrista - Fontevivo (PR)27-01-2018 - L'unico modo per imparare qualcosa che ci affascina o ci stimola la fantasia è quello di buttarsi a capofitto e affidarsi ai propri sensi. Nel caso si parli poi di qualcosa che appartiene alla nostra cultura e ci rappresenta come Paese, rispecchiando le meravigliose peculiarità di ogni regione, allora non si può prescindere dal conoscere a fondo il mondo del formaggio.

I formaggi fanno parte della nostra storia, rispecchiando appieno gli aneddoti dei nostri avi, varcando i confini imposti dalle guerre e soprattutto descrivendo la capacità di adattarsi e di evolvere allo stesso tempo, caricandosi di passione regalando connotati assolutamente unici che trasudano di amore, dedizione, estro e sperimentazione continua.

ONAF guida i suoi studenti all'interno di un viaggio assoluto partendo da coloro che hanno avuto la necessità di produrre formaggio per il loro sostentamento in tempi di miseria e quindi sfamare la propria Famiglia, fino a chi lo ha poi prodotto e magari migliorato facendone un prodotto di alta cucina, tecnicamente maturo, per diverse tipologie di abbinamento.
Ma la forza del corso ONAF non è solo nel ripercorre la storia del formaggio, è soprattutto una moderna ricostruzione di come viene prodotto questo sfaccettato e incredibile prodotto, dandone informazioni tecniche e fornendo i codici per poterlo degustare e capire al meglio. Il candidato è quindi preso per mano e gli vengono fornite le chiavi per aprire i segreti sensoriali e tecnici che sono alla base di un qualsiasi prodotto caseario per capirlo, farlo proprio e poterlo divulgare e spiegare. E' soprattutto questo che infatti avrà il compito di fare un mastro assaggiatore, ovvero quello di poter illustrare e degustare un formaggio in modo obiettivo e chiaro ad una platea di consumatori, siano essi amici, oppure ospiti in delegazione che vengono dall'estero o magari studenti ONAF una volta che si sarà diventati docenti.

I futuri degustatori quindi acquisiscono strumenti atti a comprende il formaggio al meglio, sperimentandone le peculiarità ed approfondendo con colleghi ed insegnanti costruendosi una vera e propria esperienza sensoriale. Ma soprattutto si è inseriti in una grande famiglia, in una comunità di amici che avendo la stessa passione, si aiutano l'un l'altro per poter sviluppare al meglio la crescita comune e quindi sono all'ordine del giorno fiere, manifestazioni a livello nazionale e soprattutto visite ai caseifici o eventi a carattere gastronomico.

Domenica 20 Gennaio scorsa, nel Ristorante Rigoletto a Bianconese di Fontevivo (Parma), si è svolta la cerimonia d'investitura per i 44 neo assaggiatori di Formaggi della delegazione di Parma che hanno effettuato il corso ONAF nei mesi di Ottobre e Novembre.

Grande soddisfazione da parte del direttore del corso Roberto Delfi. Maestro assaggiatore e sommelier professionista.
I nuovi assaggiatori sono stati nominati dal Presidente Nazionale ONAF Pier Carlo Adami, affiancato dal Vice-Presidente e delegato di Parma Giacomo Toscani, dal Consigliere nazionale Pier Angelo Battaglino e dal segretario Marco Quasimodo.
Alla cerimonia ha portato i suoi saluti il sindaco di Fontevivo Tommaso Fiazza che ha portato il suo sostegno ed un affettuoso saluto alla Delegazione a dimostrazione che si è vissuto in un clima di festa, spontaneità e soprattutto divertimento e piacere di stare insieme.

Il valore delle figure formate ed adeguatamente inserite nel percorso comune della delegazione consentirà ad ognuno di esprimersi come vorrà nel nel mondo del formaggio, infatti la qualifica è il primo passo per iniziare una nuova avventura professionale, o magari per sviluppare una conoscenza in modo attento e più strutturato o semplicemente far parte di un gruppo, ma sempre portando alto i valori dei prodotti che si degustano mantenendo imparzialità e doveroso rispetto per chi quel formaggio lo ha fatto con sacrificio e professionalità.

La cerimonia di settimana scorsa ha chiuso un primo ciclo con un pranzo a base di piatti e prodotti tipici parmigiani, ovviamente aprendo al nuovo corso che aprirà a breve le sue porte e che soprattutto decreterà nuovi illustri colleghi a questo straordinario mondo.

Il corso ONAF è quindi aperto a tutti coloro che desiderano approfondire le loro conoscenze sul meravoglioso mondo del formaggio !

Per info:
http://www.onaf.it/ 
http://www.onaf.it/parma 
Delegato di Parma : sig. Toscani Giacomo 3382902374

 

 

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da L'Equilibrista - Pesaro 24 gennaio 2019 - Gianluca Galeazzi nasce nel 1971 a Pesaro e muove i suoi primi passi nel mondo del vino, è il caso di dirlo, in età infantile, perché già a sette anni partecipando alle tante vendemmia e alle pigiature manuali insieme ai nonni paterni, comprende come possa essere nobile il ruolo del vignaiolo e quanto l'umiltà e la dedizione siano tutto.

I nonni possedevano un piccolo vigneto vitato a Barbera e Montepulciano, di circa un ettaro, ad Osteria Nuova sui colli Pesaresi e di certo il ricordo di quelle vendemmie degli anni '70 e '80, di quel tipo di lavoro, di quella socialità perduta fatta di pacche sincere sulle spalle e merende a fine giornata, mi racconta Gianluca, manca molto oggi.

Quell'atmosfera un po' mistica, fatta di racconti e di detti popolari servono a mantenere unita una comunità contadina che oggi è votata per lo più all'apparenza ed alla semplificazione ed è per questo che il suo impegno nel mondo del vino è autentico e genuino.
Sempre giovanissimo inizia un percorso didattico sull'enologia in modo autonomo, soprattutto sulla storia e sulla geografia del vino, studiando in maniera autodidattica per diversi anni, attingendo dai testi di maestri indiscussi come Veronelli, Sicheri e Soldati.
Comprende subito che se vuole capirne l'essenza, deve viaggiare e quindi inizia la sua scoperta dall'Italia, poi andrà in Francia, passando per l'austera Germania, Spagna, Slovenia , Svizzera e Stati Uniti, suo ultimo e recente approfondimento.
Ma mi confessa che il primo vero riconoscimento lo deve certamente a Danilo Marcucci che gli ha insegnato a disegnare le nuove frontiere del vino e fatto comprendere cosa significhi davvero "fare vino" oggi.
Si ritaglia poi la fase più importante e formante, come ricalca a più riprese Gianluca, andando a ricercare una figura per lui centrale, ovvero quel Sandro Sangiorgi, per lui il Maestro, la persona che lo ha proiettato verso la conoscenza introspettiva e sensoriale nel vino, colui che gli ha trasmesso informazioni preziose, quelle informazioni che non si trovano sui libri, mi confessa!

L'incontro con Sandro sicuramente lo ha fortificato in maniera filosofica, tanto da guidarlo alla scelta del vino naturale, il più vero possibile e della sua primaria e certa qualità. Enotecario e degustatore seriale, ha organizzato diversi seminari didattici, curati da Sandro Sangiorgi, Armando Castagno, Francesco Falcone per citarne alcuni e condotto numerose degustazioni.

Nel 2017 inizia anche un percorso per lui alternativo e nuovo nella veste di organizzatore didattico tanto che curerà personalmente a Pesaro, per conto del Consorzio di Franciacorta, un evento macro-regionale con oltre 1500 presenze e che gli darà stimoli nuovi e soprattutto la consapevolezza di potersi spendere su fronti alternativi e nuovi.
Nello stesso periodo nasce, con il sommelier Andrea Dente, il progetto Vinerieclandestine, con cui ci si vuole rifare ad un testo di Soldati in cui lo scrittore diceva che il vino davvero buono è quello che beve con gli amici e quindi "clandestino" appunto perché di poca quantità prodotta e atto a sostenerne l'equazione precisa fra quantità e qualità.

Vinerieclandestine è in primis una piccola distribuzione che opera sulle regioni Marche, Emilia Romagna e da poco Abruzzo in modo esclusivo. Una distribuzione che continuamente ricerca aziende che producano un vino "vivo", diverso in ogni annata e territorio ma è anche un locale ed enoteca con gastronomia, dove si possono degustare i vini alla carta e nel quale assistere a serate di degustazione o seminari didattici. Progetto che come il vino è in tumulto, un continuo movimento, un fermento progettuale, intento a migliorarsi sempre di più tanto che nel 2019 verrà lanciato un marchio proprio chiamato #clandestino e che avrà due vini a rappresentarlo. Nello specifico, una cuvèe ed una DOC dell'area di Farra di Soligo, tanto per rimarcare e demonizzare il concetto sprezzante e per certi versi giusto, sull'area Prosecco.
Il vino deve potersi esprimere, parlare alle persone e per farlo ha bisogno di essere fatto conoscere, è questa dal 2014 l'idea di fondo dell'Associazione Pesaro Vino Cultura, che ha come progetto fondante quello dell'organizzazione di una Festival del vino "artigianale", sia italiano che estero.

Ecco che da qui, nasce nel 2016 la prima edizione del PesaroWineFestival, che mantenendo la sua anima didattica ha saputo dare spazio anche ad alcune gite eno-culturali in varie
città d'Italia nel corso della sua evoluzione.

Eclettismo e duttilità, sono le chiavi per lavorare bene e con passione nel mondo del vino moderno che ha bisogno di persone che vengono da lontano, con cultura ed amore per il vino, spazzando la rotta da improvvisati ma soprattutto da chi non ha a cuore la sorte del vino di qualità e per le piccole realtà, vero patrimonio di una Italia fatta di eccellenze e unicità.

 

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(Vittorio Sgarbi e serata con Caravaggio)

 

 

da L'Equilibrista - Il passo è leggero e attraversa i vicoli con decisa abitudine rallentando solo per sfuggire alla penombra e quella scura nottata londinese che sovrasta l'umida nebbia ostacolando il lampionaio che anche stasera sta cercando di limitare le luci in piedi sulla sua scala di legno.

Un rapido sguardo alla sala e la mano slaccia la fine giacca scoprendo un doppio petto sartoriale grigio fumo che libero dal pesante soprabito concesso nelle mani del Concierge, permette un delicato cenno al Barman che sta già preparando il calice per l'ospite atteso, dando il via alla serata confondendosi fra eleganze, musica dal vivo mai sopra le righe.

Credo sia questo che mi abbia trasmesso la chiacchierata concessami da Riccardo Soncini che con grande umiltà ed innovazione ha riportato i fasti degli anni 30 della Londra di inizi 900, fino a Reggio Emilia, sua città natale.

Tre anni e mezzo fa, in piazza Fontanesi, tutto ha avuto inizio creando dal niente il TC, The Craftsman, ovvero L'Artigiano, colui che dalle materie prime migliori riesce a creare un manufatto ed è stato così anche all'interno del locale mi racconta Riccardo. L'intera struttura è stata infatti costruita a quattro mani grazie all'aiuto dell'architetto Alessandro Cupello e quindi anche i drinks ideati dai ragazzi del TC non potevano che essere artigianali e personali.
Proprio come se un artigiano ricevuta la commessa iniziasse a tradurre un desiderio in puro gusto.

Progetto improntato sulla selezione del prodotto quindi, la sua qualità , il servizio puntuale nei confronti del cliente, dove l'esperienza e la cura nei minimi dettagli sono la giusta presentazione per la miglior esperienza possibile.

Ad oggi il locale ospita più di mille tipologie diverse fra distillati, liquori e vini di altissima qualità, tutte selezionate dal TC, avendo quindi la certezza di una ricerca senza precedenti e di una distribuzione esclusiva perché rigorosa, tanto da meritarsi il premio come "Bar rivelazione" agli Awards d'Italia 2016.

Oggi al TC si è affiancato anche il ristorante e jazz club, nel quale la firma di Mattia Trabetti, incontrato per caso ci tiene a sottolinearmi Riccardo, porta internazionalità in cucina, garantendo al Locale una chiara impronta nella scelta dei piatti, abbinamenti e ricercatezza.
Jazz club di ispirazione londinese appunto, che guadagna identità, spazio e dimensione nei desideri e nelle espressioni legando fantasia e libertà di espressione, ed è naturale quindi la commistione fra professionisti che traggano linfa dai tanti viaggi che ognuno ha fatto o che deve ancora fare creando cocktails sia classici che d'avanguardia, per cui le due anime, la musica ed il bere di altissima qualità, si attraggono creando una fusione.

Cucina internazionale e mondo della miscelazione non stanno a significare solo servizio elegante e uniformi per il TC, ma sottendono ricerca ed uso di ingredienti esclusivi per garantire tecnica all'interno di una sfera di invenzioni fatte di estro e sperimentazione continua, frutto della nuovo approccio fra barman e chefs.
Menù concepiti in modo illustrativo per riprendere un personaggio famoso e immedesimarsi in lui per ispirarsi nel concepimento di un cocktail è da intendersi come spirito libero, esercizio di creatività vera, ben supportati dai tre concerti a settimana con ospiti sia del territorio che internazionali, dove le persone scelte devono essere una garanzia di successo e capacità di reinventarsi continuamente.

La direzione di Riccardo Soncini ha previsto un orientamento preciso fatto di assoluto "no standing", con sessanta persone sedute e dove chi ha il tavolo può rimanere fino a fine spettacolo, questo perché deve regnare l'eleganza ed il rispetto dell'ospite, approccio ormai raro negli anni del progresso economico ma in linea perfetta con chi ha deciso di rischiare e di fare il precursore a Reggio Emilia, per una volta davanti e non li a guardare, ma a dominare la scena.

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