C.A.S.E.A.

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Agriturismi e fattorie didattiche, la Regione investe oltre 7 milioni di euro per ristrutturazioni e riqualificazioni di locali, fabbricati e aree attrezzate anche a campeggio, acquisto macchinari e attrezzature per accoglienza turistica e attività educative sui saperi e valori del mondo rurale


L'assessore Caselli: "Risorse per rafforzare le strutture ricettive nelle aziende agricole, un tassello fondamentale dell'offerta turistica regionale legata all'enogastronomia e al territorio". Via libera dalla Giunta regionale ad un bando con contributi in conto capitale dal 40% al 50% sul costo dei progetti secondo le zone geografiche. Domande da giovedì 28 novembre al 30 aprile 2020
Bologna – Cresce l’interesse per gli oltre 1.160 agriturismi dell’Emilia-Romagna censiti nel 2018 sul territorio regionale da Piacenza a Rimini e premiati da circa 154.000 ospiti (+8% sul 2017) con un vero e proprio balzo in avanti degli stranieri (+16,6%).
Un trend positivo che la Regione vuole consolidare grazie a un apposito bando varato dalla Giunta che stanzia oltre 7,1 milioni di euro per investimenti indirizzati a incentivare la nascita di nuovi agriturismi e favorire la riqualificazione e l’ampliamento delle strutture ricettive e di servizio degli agriturismi esistenti e delle fattorie didattiche. Il tutto in un‘ottica di diversificazione produttiva e integrazione del reddito delle aziende agricole.  
Le risorse arrivano dal Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 e sono destinate al finanziamento di progetti finalizzati, tra l’altro, alla  ristrutturazione e ampliamento di locali e fabbricati rurali, qualificazione degli spazi aziendali esterni come realizzazione di aree attrezzate per il campeggio e altre strutture fisse per attività ricreative e sportive, acquisto di macchinari e attrezzature specifiche per servizi di accoglienza turistica e/o attività didattiche legate alla riscoperta dei valori e dei saperi del mondo rurale, comprese le tradizioni enogastronomiche locali.  


Destinatari del bando sono le aziende agricole, singole e associate, iscritte negli appositi elenchi regionali degli operatori agrituristici e di fattoria didattica e che rientrano nella definizione di micro e piccola impresa (Regolamento Ue n. 702/2014), ovvero che impiegano fino a 50 addetti (10 per le micro) e con un giro d’affari annuo non superiore ai 10 milioni di euro (2 milioni per le micro).
Le domande potranno essere presentate da giovedì 28 novembre al 30 aprile 2020,  secondo le modalità indicate dall’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (https://agrea.regione.emilia-romagna.it/).


“L’agriturismo- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli- è un settore con ottime prospettive di crescita, vista la domanda crescente, in particolare dall’estero, di un turismo esperienziale, legato al cibo e all’ambiente rurale, che vuole conoscere da vicino le nostre produzioni tipiche e il territorio da cui nascono. È la stessa Lonely Planet, una delle guide più diffuse al mondo, ad avere indicato nel 2018 l’Emilia-Romagna come la meta numero uno in Europa per le sue eccellenze eno-gastronomiche”.
“Con questo bando, che mette a disposizione un consistente pacchetto di risorse per investimenti- chiude l’assessore-, vogliamo quindi rafforzare, a livello regionale, l’offerta turistico ricettiva nel contesto degli itinerari eno-gastronomici e, al tempo stesso, offriamo un aiuto concreto alle aziende agricole che hanno intenzione di diversificare l’attività produttiva, attrezzandosi anche per offrire servizi come fattoria didattica”.  
 
Cosa prevede il bando
I progetti di investimento devono essere di importo non inferiore ai 20.000 euro e i contributi saranno concessi in conto capitale, con percentuali che variano dal 40% al 50% a seconda dell’area geografica. Nel dettaglio gli aiuti raggiungono il 50% sulla spesa ammissibile per gli interventi che ricadono nelle zone rurali con problemi di sviluppo (aree montagna e collinari), si abbassano al 45% in quelle “rurali intermedie” e si riducono ulteriormente al 40% nella fascia ad “agricoltura intensiva e specializzata” di pianura e nelle aree “urbane e periurbane”.                 


Il contributo non può superare in ogni caso la soglia dei 200.000 euro per azienda, tetto massimo fissato dalle norme europee sugli aiuti “de minimis” ricevuti nell’ultimo triennio. Gli imprenditori che sono iscritti ad entrambi gli elenchi – operatori agrituristici e di fattoria didattica – possono accedere ad entrambe le tipologie di intervento, presentando un’unica domanda, senza però superare il limite dei 200.00 euro di contributo incassato. 
Nell’attribuzione dei punteggi in vista della graduatoria finale si terrà conto, oltre ai requisiti territoriali, anche di una serie di parametri aziendali come la presenza di giovani, oppure la coltivazione con metodo biologico. Corsia preferenziale anche ai progetti che affiancano l’attività di pernottamento alla ristorazione; a quelli finalizzati all’avvio di attività sociali o servizi a favore di accoglienza a favore di persone fragili; all’ allestimento di locali per la vendita dei prodotti agrituristici oppure per lavori di ristrutturazione di immobili di particolare pregio storico, culturale e architettonico.


Quello varato dalla Giunta regionale è il secondo bando del genere nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020. Con quello precedente, che risale al 2016, sono stati finanziati 106 progetti che hanno beneficiato di contributi pari a circa 12 milioni di euro, per un investimento complessivo di oltre 30 milioni di euro./G.Ma  

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Un progetto di tracciabilità teso a raggiungere il perfetto connubio 
tra produttore e consumatore


La Patata di Bologna D.O.P. - prima patata italiana insignita della Denominazione d’Origine Protetta - germoglia e cresce nelle campagne del bolognese: è così che nasce un prodotto ricco di storia, tradizioni e bontà eccezionale. Il Consorzio di Tutela Patata di Bologna D.O.P. si impegna a garantire la qualità di questa preziosa varietà - la Primura - determinata dalla sua natura, dalla passione dei suoi produttori, che da generazioni si tramandano saperi e tecniche colturali, ma anche dal territorio in cui viene coltivata: terreno, clima, ambiente di conservazione, sono gli ingredienti di una patata che ha la sua tipicità nello stretto legame con i fertili suoli bolognesi.


È proprio a questi suoli che oggi il Consorzio intende riportare i consumatori della Patata di Bologna D.O.P., attraverso un sistema di tracciabilità. Il progetto “COLTIVATORI DI VALORI” svela al consumatore chi è lo specifico produttore del sacchetto di patate acquistato, facendo riscoprire i valori che le patate bolognesi acquisiscono fin dalla semina: storia, tradizione, impegno, passione, naturalità.


Il progetto mira a fornire un’informazione trasparente, tracciando un percorso che ripercorre la storia del prodotto. Come funziona? Su ogni sacchetto di Patata di Bologna D.O.P. è possibile trovare un QR Code e un Codice di Rintracciabilità (C.R.). Inquadrando il QR Code con il proprio smartphone oppure accedendo al sito www.patatadibologna.it/coltivalori/, verrà richiesto di inserire il Codice di Rintracciabilità (C.R.). Dopo l’inserimento, il consumatore accederà direttamente a una pagina dedicata al produttore e al campo dove sono state coltivate le patate acquistate. All'interno di questo spazio web è possibile trovare informazioni sugli ettari coltivati, curiosità e cenni storici relativi a quel produttore e a quel determinato terreno. Sempre dal sito è possibile operare una ricerca dei coltivatori per Comune, oppure sfogliare le pagine dei singoli coltivatori scorrendo la gallery fotografica.


La Patata di Bologna D.O.P. è coltivata principalmente tra i due fiumi Sillaro e Reno, all’interno di una determinata zona che comprende i Comuni di: Budrio, Castenaso, Ozzano dell’Emilia, San Lazzaro di Savena, Castel San Pietro Terme, Castel Guelfo di Bologna, Medicina, Molinella, Baricella, Minerbio, Granarolo dell’Emilia, San Giovanni in Persiceto e Crevalcore.


D'altronde, la pataticoltura ha profonde radici nelle tradizioni rurali della provincia bolognese: già nell’Ottocento, quando le patate si chiamavano ancora “Pomi di Terra”, gli studiosi istruivano i contadini a coltivarle in questi terreni prediletti e all’uopo resi coltivabili, strappati alla forza dell’acqua con le prime bonifiche. Poderi e saperi sono stati tramandati con passione e perfezionati nel tempo.
«Siamo estremamente orgogliosi di questo progetto - dichiara Davide Martelli, Presidente del Consorzio - che abbiamo fortemente voluto per dimostrare la nostra trasparenza nei confronti dei consumatori, i quali devono essere sicuri ed informati sulla qualità e sulla tracciabilità del prodotto che vanno ad acquistare. Il Consorzio di Tutela Patata di Bologna D.O.P. associa esclusivamente produttori iscritti al piano dei controlli, con terreni nella provincia di Bologna e sottoposti alla stretta vigilanza dell'Organo di Controllo dei prodotti a denominazione d'origine. Nel rispetto di uno stringente Disciplinare produttivo, dell'ambiente e del territorio, tutti i Soci del Consorzio valorizzano la tipica bontà della Patata di Bologna D.O.P. con passione e dedizione. Oggi - conclude Martelli - grazie al progetto "COLTIVATORI DI VALORI", il consumatore potrà raggiungere ognuno di quei produttori e ciascuno di quei terreni, assaporandone tutta la storia e la tradizione pataticola. Un viaggio divulgativo e al tempo stesso emozionale, in grado di accompagnare le persone alle origini, al territorio e al cuore del nostro prodotto».


«La Patata bolognese D.O.P. - è il commento del Vicesindaco della Città metropolitana Fausto Tinti - è un prodotto di eccellenza del nostro territorio: diffuso (si coltiva in ben 13 comuni) e radicato (si coltiva fin dall'800). In un mondo sempre più globalizzato, anche in campo alimentare, la qualità va curata e difesa. In questo senso salutiamo positivamente questa iniziativa del Consorzio di Tutela che rafforza ulteriormente il concetto di tracciabilità che arriva a raccontare al consumatore, attraverso il packaging del prodotto, la storia di chi lo produce e quindi di un pezzo importante del tessuto economico del nostro territorio».


«Un’iniziativa che punta a far conoscere sempre meglio la produzione della Patata di Bologna D.O.P. e tutto il mondo di produttori che unisce tradizione agricola e innovazione - afferma l’Assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli -. La rintracciabilità diventa il vero e proprio biglietto da visita di un prodotto che continua a crescere, valorizzando il territorio e la sua storia. La qualità dei prodotti Dop e Igp – precisa Caselli - passa anche attraverso tecniche produttive rivolte alla sicurezza del consumatore e alla salvaguardia dell’ambiente e a questi obiettivi è rivolta l’azione della Regione. Attraverso le proprie strutture tecniche, tra le quali il servizio Fitosanitario, la Regione si fa interprete delle esigenze dei produttori e dà un forte sostegno alla ricerca, come nel caso del progetto sulla “certificazione analitica della patata dell'Emilia Romagna” finanziato con la Misura di innovazione nell’ambito dei progetti di filiera del Psr. È la dimostrazione - prosegue Caselli - che la politica di sostegno all’innovazione e alla promozione è indispensabile per valorizzare le Indicazioni geografiche e le produzioni tradizionali di cui è ricca l’Emilia-Romagna, come dimostra l’iniziativa di oggi che dà l’avvio al secondo dei due importanti progetti di promozione della patata bolognese che la Regione ha finanziato al Consorzio, tramite il Psr, per oltre 400 mila euro».


www.patatadibologna.it 
https://www.facebook.com/patatadibolognadop/ 
https://www.instagram.com/patatadibolognadop/ 


Bologna 6 novembre 2019

Editoriale:  - Dal MOSE al MUSE, la storia infinita delle incompiute - Latte in periodo di stabilità, burro torna in discesa - Con l’ANSA alla ricerca delle eccellenze. - Cereali e dintorni. Nessuno scossono dopo le stime USDA. - Dall'emergenza alla prevenzione: 3,5 milioni di euro a favore delle aziende agricole di montagna. ore delle aziende agricole di montagna -


SOMMARIO Anno 18 - n° 46 17 novembre 2019 Cibus-46-17nov19-COP.jpg
1.1 editoriale
Dal MOSE al MUSE, la storia infinita delle incompiute
3.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Latte in periodo di stabilità, burro torna in discesa
3.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
4.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Nessuno scossone dopo le stime USDA..
5.1 cereali e dintorni tendenze.
6.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Pochi rumors dai mercati delle materie prime.
7.1 Lambrusco tra storia e tradizioni Alla riscoperta del Lambrusco
7.2 eccellenze nazionali Con l’ANSA alla ricerca delle eccellenze. 
8.1 montagna Montagna, più sicurezza per le aziende agricole grazie alla Bonifica Parmense
8.2 bonifica Dall'emergenza alla prevenzione: 3,5 milioni di euro a favore delle aziende agricole di montagna. ore delle aziende agricole di montagna.
9.1 patata bologna DOP Il Consorzio di Tutela Patata di Bologna D.O.P. presenta: "COLTIVATORI DI VALORI"
10.1 meccanica specializzate Macchine per le costruzioni: tecnologia intelligente e contenuti green spingono gli acquisti
12.1 agriturismi e fattorie didattiche 7 milioni di euro per gli agriturismi dell’Emilia Romagna.
13.1promozioni “vino” e partners
14.1 promozioni “birra” e partners

 

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