Al Modena Champagne Experience la giornalista ARGA Francesca Caggiati intervista l'enologo Fabrizio Maria Marzi e Nicola Zoccatelli della Federazione Italiana Sommelier per scoprire alcuni suoi "segreti" e i migliori abbinamenti cibo champagne. Riprese e montaggio di Enrico Zermani.

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Il 13 e 14 ottobre è andata in scena la terza edizione della più grande manifestazione italiana dedicata alle celebri bollicine francesi. I numeri – con oltre 4.500 presenze registrate – confermano il ruolo di primo piano dell’evento agli occhi di operatori e grandi appassionati di tutta la penisola

(Modena, 16 ottobre 2019) 125 Maison e oltre 4.500 presenze. Sono questi i numeri della due giorni dedicata allo champagne, che ha animato i padiglioni di ModenaFiere domenica 13 e lunedì 14 ottobre. Un risultato ambizioso che è stato possibile raggiungere grazie a una serie di fattori vincenti: prima tra tutti, l’adesione entusiasta di un grande numero di Maison e la presenza di numerosi produttori francesi, protagonisti essenziali per rendere la kermesse un’occasione di approfondimento unica ed autentica. Apprezzato anche il format – ormai rodato - che ha visto Maison e importatori presentarsi a braccetto, per fornire ai visitatori professionali un riscontro il più possibile completo, concreto ed immediato sulle etichette di loro interesse. Da ultimo, ma non per importanza, un fitto calendario di Master Class che ha visto susseguirsi relatori altamente qualificati, sia dall’Italia che dall’estero. Tra questi, ospite speciale è stata la critica inglese Jancis Robinson, che nella giornata di lunedì ha illustrato le tendenze più attuali nell’universo dello champagne.


Tra un assaggio di champagne e l’altro non sono mancate le visite all’area dedicata a prodotti gourmet, che quest’anno ha visto una variegata selezione di aziende: dal caffè agli snack, dai salumi alla pasticceria, fino ai prodotti ittici, all’aceto balsamico e al Parmigiano Reggiano. Una opportunità in più per i visitatori per scoprire eccellenze che ben si sposano con l’affascinante mondo dello champagne.


A fare la differenza in questa terza edizione, che segna un +15% di affluenza rispetto al 2018, è il deciso incremento nelle visite di operatori del settore. Un ottimo segnale che mostra come l’interesse per lo champagne resti alto, in un trend di crescita pressoché costante dopo la crisi del 2008, che segnò un brusco calo nelle vendite. “Nel 2008 le vendite di Champagne in Italia, che fino ad allora si attestavano attorno a 10 milioni di bottiglie annue, subirono un crollo a causa della crisi e arrivarono a quota 5 milioni e 400 mila bottiglie. La situazione cominciò a migliorare gradualmente nel 2012, fino ad arrivare ai numeri attuali di circa 7 milioni e 600 mila bottiglie.

Se in termini di volumi l’Italia resta un mercato target importante (settimo a livello mondiale, escludendo la Francia), lo è ancora di più in termini di valore, per cui si posiziona in quinta posizione: segno che non solo gli italiani consumano tanto Champagne, ma anche di qualità elevata” ha commentato Lorenzo Righi, direttore di Club Excellence. “Siamo molto lieti che la nostra intuizione di tre anni fa abbia avuto modo di concretizzarsi e crescere nel tempo, fino ad arrivare ad una manifestazione che possiamo considerare oggi a tutti gli effetti un punto di riferimento a livello nazionale e una delle prime in Europa per tutto l’universo dello champagne” commenta Lorenzo Righi, direttore di Club Excellence e organizzatore dell’evento. “Mi unisco ai 15 importatori di Club Excellence, che nel 2017 hanno dato vita a Modena Champagne Experience e che continuano a renderla possibile, nel ringraziare di cuore tutti coloro che hanno creduto nel valore della manifestazione: dagli espositori ai partner, fino ai visitatori. Senza dimenticare che l’edizione 2019 si è svolta con il patrocinio del Comune di Modena e il fondamentale sostegno della Camera di Commercio di Modena”.

Presto saranno rese note le date della prossima edizione, in programma per ottobre 2020.

Per ulteriori informazioni: http://www.champagneexperience.it

Club Excellence
La manifestazione Modena Champagne Experience è organizzata da Club Excellence, associazione nata nel 2012 con l’obiettivo di promuovere la cultura della distribuzione, che riunisce quindici tra i maggiori importatori e distributori italiani di vini e distillati d’eccellenza: Sagna SpA, Gruppo Meregalli, Cuzziol Grandivini Srl, Pellegrini SpA, Balan Srl. Sarzi Amadè Srl, Vino & Design Srl, Teatro del Vino Srl, Proposta Vini sas, Bolis Srl, Les Caves de Pyrene Srl, Premium Wine Selection PWS Srl, Ghilardi Selezioni Srl, Visconti 43 Srl, Première Srl.

Partner di Champagne Experience 2019
Consorzio del Parmigiano Reggiano, Arco Spedizioni, Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, Tridente Club, BPER Banca, Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi, Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena, Caffè Molinari, Acqua Filette.

Sabato, 08 Dicembre 2018 14:14

Lungarotti: cantine aperte a Natale

Tra Vini, cultura e un laboratorio per i più piccoli. Da venerdi 7 al 9 dicembre gli appuntamenti al MUVIT e in cantina in occasione della manifestazione del movimento del vino.

(Torgiano – PG, 4 dicembre 2018). Non solo vino ma anche "Luci in bottiglia". È il laboratorio per i più piccoli proposto dal Museo del Vino di Torgiano (Muvit) in occasione di Cantine Aperte a Natale, l'evento del Movimento turismo del vino al quale Lungarotti aderisce dal 7 al 9 dicembre. Appuntamento quindi sabato 8 (ore 15.30) al Muvit, per realizzare illuminazioni natalizie partendo dal recupero di bottiglie di vino usate e per tutto il weekend ingresso ridotto (5,00 euro) con brindisi presso l'Osteria del Museo. Venerdì 7 dicembre (ore 17.00) invece, presso l'Enoteca della Cantina Lungarotti a Torgiano la presentazione del libro "Circo(scritto)", la raccolta di poesie e racconti di Daniele Lillocci legate al mondo rurale umbro (edizioni Morlacchi), in compagnia dell'autore, di Teresa Severini della famiglia Lungarotti, di Giuseppe Moscati, dottore di ricerca in Filosofia e Scienze umane, e di Jessica Cardaioli, redattore editoriale Morlacchi Editore. Per tutta la giornata inoltre, sarà possibile visitare la cantina su prenotazione (10.00-13.00 e 15.00-17.00).

Info, costi e prenotazioni. Laboratorio "Luci in bottiglia" Durata: 1 ora e 30 minuti Costo: 5,00€/pax (bambino+accompagnatore) Prenotazione obbligatoria entro il 6 dicembre: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  - 0759880200
Info e prenotazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  - 075.9886649

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da L'Equilibrista Scandiano 29 agosto 2018 - Non si può proprio dire che questa Spergola non evolva e che la Compagnia della Spergola stia a guardare, infatti quello che è andato in scena ieri sera nel Salone d'Onore della Rocca di Scandiano è stato davvero unico. La firma apposta da tutti i comuni presenti, ha permesso di far entrare nel circuito i comuni di Viano, Castellarano, Vezzano e Casalgrande.

Gli invitati sono entrati con largo anticipo nel Salone d'Onore che ormai vive una certa famigliarità fra i Comuni, le Istituzioni, i giornalisti accreditati e soprattutto le Cantine ed i professionisti che si occupano quotidianamente della sua divulgazione, come L'associazione Italiana Sommelier ( AIS ) e ONAV.

Una macchina ben rodata che fin dagli albori del progetto si è sempre dimostrata compatta tanto da arrivare fin qui oggi e guardarsi in faccia con un certo orgoglio e stima.
Alessio Mammi, sindaco di Scandiano, fa gli onori di casa e parla di un vitigno riscoperto che era stato utilizzato fin dal passato, descrivendo un'uva con potenzialità enormi, con la speranza sia sempre più consumato e portato in alto come è stato ben fatto in questi anni di grande ascesa. Ci si sofferma sulla Compagnia della Spergola, formata già nel 2011 dal solo Comune e dalle singole Cantine dell'area scandianese, ma che poi, al fine di valorizzare il territorio si è allargata a comuni entrati fino al 2016. "Oggi la compagine si completa dei territori che mancavano per fare sistema in modo completo", come ha ricordato a più riprese il Sindaco.

E' la volta di Antonella Incerti, membro della Commissione Agricoltura in Senato, che ci ha tenuto a sottolineare come l'entrata dei nuovi Comuni sia la testimonianza vera del lavoro fatto ed ha ringraziato soprattutto i Produttori che hanno avuto il merito di sacrificarsi e di esserci sempre.
Per la Senatrice, chi lavora nell'agricoltura ha capito la forza di fare sistema e di essere proiettato al futuro proprio come la Regione fa da tempo. Il lavoro profuso è frutto di stratificazione generazionale, perché si è capito finalmente di porre l'agroalimentare ai vertici, consolidando un apprezzamento che da futuro e lavora per una crescita sana.

Chiude la prima parte degli interventi, il Presidente regionale Stefano Bonaccini sottolineando come il valore più grande sia quello di mettere in rete le Cantine e la terra, tanto da tenere la zona del territorio Spergola volutamente così ristretta, ricercando un vantaggio non di poco conto alla luce di altri che invece hanno puntato sulla quantità a tutti i costi. Deve essere elemento distintivo per valorizzare e tutelare la Spergola, che ad oggi significa soprattutto salvaguardia della biodiversità, perché le lezioni del passato vanno tenute da conto.
Avendo perso il 70% della biodiversità dal secolo scorso, oggi dobbiamo evitare di ripetere certe mancanze ed è per questo che l'investimento deve essere notevole in agricoltura tanto da preservare qualcosa che riguarda tutti, come imperativo morale prima che come leva economica.
Il presidente Bonaccini ha parlato esplicitamente di: "Cantine vitivinicole che oggi sono vere nicchie di mercato e considerate come il primo sostentamento delle Famiglie oggigiorno e che solo pochi anni fa sarebbero state considerate attività accessoria per chi comunque beneficiava di altri redditi".
"Oggi con la digitalizzazione ed il progresso fatto per far conoscere queste eccellenze, un vino può essere conosciuto e reso celebre aumentando la valorizzazione di un territorio a beneficio di tutti."
La Regione punta diretta infatti sulla digitalizzazione di ben 331 comuni e questo aiuterà anche le cantine a difendere le radici dei prodotti, perché la Regione Emilia Romagna sta investendo sulle filiere in modo massivo tanto che dal 7% iniziale del mercato del bio ad esempio, ad oggi siamo già passati al 15%.
Cultura significa per il Presidente Bonaccini anche valorizzazione delle eccellenze della Motorvalley nonché quello della meccanica ed il turismo che cresce in maniera esponenziale in Emilia Romagna, qualcosa che ne sarà testimone portando la quota di investimenti in cultura sempre più in alto per trattenere il cliente direttamente in zona e fare finalmente la vera differenza in termini di occupazione e di ritorno economico.
Il turismo di Ducati, Maserati, Ferrari ed il comparto ceramico per citarne alcuni, ricorda il Presidente Bonacini, vuole anche degustare prodotti. Non a caso il turismo nel parmense e nel piacentino, nel 2016, ha visto il Gutturnio come 14' etichetta su tutte le italiane e di conseguenza l'Emilia Romagna come best location per la guida Lonely Planet. Secondo infatti la casa editrice australiana che divulga guide turistiche in tutto il Mondo, l'Emilia Romagna è la migliore destinazione europea dove andare nel 2018.

La Spergola, essendo una rarità locale potrà essere degustata solo se il principio della localizzazione e della unicità sarà salvaguardato, proprio come si è già assistito per le razze reggiane, le Acetaie di Reggio Nell'Emilia, il Parmigiano Reggiano e le altre certezze delle nostre ricche terre.

 

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Agricoltura. Vino, più qualità e competitività sui mercati extra Ue: ai produttori dell'Emilia-Romagna la Regione mette a disposizione 6,5 milioni di euro per la campagna viticola 2018/2019

Promozione dei vini regionali: al via il bando per il sostegno ad azioni di promozione dei vini Docg, Doc, Igt e da agricoltura biologica. L'assessore Caselli: "Dalla Regione fondi per dotare rapidamente le nostre imprese di strumenti di promozione e rafforzare l'export di un settore tra i principali del nostro comparto agroalimentare"

Bologna 8 agosto 2018 – Circa 6,5 milioni di euro dalla Regione per il sostegno ad azioni di promozione dei vini Doc, Docg e Igt e da agricoltura biologica, protagonisti di un'importante crescita qualitativa e sempre più apprezzati sui mercati esteri: i dati dell'export dopo la vendemmia 2017 registrano un fatturato di oltre 320 milioni di euro con un balzo in avanti del 10,7% sull'anno precedente. Le risorse in arrivo, nell'ambito dell'Ocm Vino (l'Organizzazione comune di mercato Ue), puntano a sostenere e accelerare questo processo di qualificazione e internazionalizzazione.
La decisione della Giunta regionale è immediatamente successiva all'approvazione del 27 luglio scorso, da parte del ministero delle Politiche agricole, dell'avviso per i progetti relativi alla campagna viticola 2018/2019.

"L'approvazione quasi immediata del bando regionale a seguito del decreto del ministero- ha commentato l'assessore regionale all'Agricoltura Simona Caselli – testimonia dell'impegno della Regione per dotare rapidamente le nostre imprese di uno strumento di grande utilità, in modo da restare al passo con i produttori degli altri Paesi europei e rafforzare l'export di un settore tra i principali del nostro comparto agroalimentare. Con il bando regionale ora approvato, le aziende dell'Emilia-Romagna potranno riprendere con ancor maggiore determinazione quelle azioni promozionali che accompagnano il positivo andamento dell'export del vino italiano nei paesi extra Ue".

"I dati dell'esportazione per i vini dell'Emilia-Romagna, dopo la vendemmia 2017, sono estremamente positivi- ha proseguito Caselli - con il superamento dei 320 milioni di euro e un più 10,7% sul 2016. Come amministrazione regionale stiamo accelerando sulla promozione con particolare attenzione ai mercati emergenti del sud asiatico, alla Cina e al Giappone, ma senza dimenticare Russia, Canada e gli Stati Uniti che restano il principale mercato di sbocco per il made in Italy. Le risorse in arrivo puntano proprio a sostenere e accelerare questo processo di qualificazione e internazionalizzazione".

Il bando è rivolto ad aziende agricole in forma singola e associata, consorzi e gruppi di imprese, per progetti che prevedono un investimento minimo di 100 mila euro. Verranno finanziati, nella misura massima del 50% della spesa ammissibile, gli interventi aziendali relativi alla partecipazione ad eventi e fiere, azioni di incoming riservate agli operatori commerciali di altri Paesi, promozioni nei punti vendita, allestimento di spazi e di attrezzature destinate alle degustazioni da realizzare direttamente in azienda.

Pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale 261 del 7 agosto 2018, il bando tiene conto delle caratteristiche delle proposte di promozione, con diversi criteri premiali: si va dall'attenzione particolare ai soggetti che si occupano di promuovere prevalentemente vini di propria produzione, alle nuove imprese che per la prima volta si dedicano all'export e alle aziende interessate a nuovi Paesi e mercati. Alle imprese che si dedicano alla promozione esclusivamente di vini a Denominazione d'origine protetta e/o Indicazione geografica tipica o Docg viene riservato un punteggio aggiuntivo./OC

Le domande devono essere presentate entro le ore 15.00 del 5 ottobre 2018 al servizio Innovazione, Qualità, Promozione e Internazionalizzazione del Sistema Agroalimentare della direzione generale Agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna (viale della Fiera, 8 – Bologna) tel. 051.527.4843
Gli uffici regionali sono a disposizione delle imprese per fornire tutte le informazioni utili a presentare i progetti di promozione.

Domenica, 06 Maggio 2018 08:32

Nuove tendenze al Vinitaly 2018

La viticoltura sta cambiando seguendo il clima che sta mutando e con esso le tendenze dei consumatori, sempre più orientati alla ricerca di novità e di forti stimoli e tutto ciò che gravita attorno al mondo biologico e dell'artigianale diventa essenziale per tutta la viticoltura, dando vita ad un mondo tutto speciale.

da L'Equilibrista Verona 4 maggio 2018 - Vinitaly in qualità di principale vettore del vino nel Mondo non ne nasconde caratteristiche profondamente territoriali e grazie a questo, favorisce la crescita e la diffusione di vitigni perduti, specie autoctone che sono ancora da scoprire e da grande risalto a piccoli produttori nonostante la sua fama sia ormai planetaria dopo questa rinnovata 52° edizione.

Su questo tema, dedico finalmente la gran parte del nostro intervento qui a Vinitaly perché saranno proprio i Vitigni resistenti che con l'acronimo internazionale PIWI, faranno parlare di se negli anni a venire.

Intervisto quindi Julian Morandell, area sales manager per l'Azienda Lieselehof e la chiacchierata va inevitabilmente su questi vitigni e le loro peculiarità, vero e proprio terreno fertile e tutto da scoprire.

"La premessa per scoprire questi vitigni ", come ci svela Julian "è che ci sono sempre più persone che vogliono mangiare e bere cibo sano, non trattato con veleni o antibiotici. In ogni città si creano dei punti di distribuzione, mercati, supermercati, ristoranti, alberghi anche di lusso a tema "biologici" che si riforniscono esclusivamente con prodotti da aziende con coltivazione biologica, controllata e certificata. In modo parallelo sale anche l'interesse per vini da uve non trattate".

Questo mi fa riflettere e mi muove alcune domande, perché anche in passato abbiamo assistito a vini ad esempio, dove la mano dell'uomo interveniva in minima parte ma ancora la pulizia gusto olfattiva e l'equilibrio in bocca erano a volte precari.

Quindi chiediamo, qual'è il livello qualitativo enologico raggiunto da questi prodotti?

"E talmente alto, soprattutto nei bianchi" ci dice Julian, "da battere sovente in degustazioni coperte vini provenienti da vitigni tradizionali".
Quali vantaggi abbiamo allora e quali pensi siano le prospettive ed i limiti se ce ne sono?

"I vantaggi sono enormi" incalza Julian, "ad esempio la coltivazione di vitigni PIWI è ecologica, i vitigni PIWI generalmente non necessitano trattamenti contro peronospora e oidio, perché dipende solo dal tipo di vitigno e questo favorisce la coltivazione senza veleni che alla lunga è più appetibile".

Fare trattamenti ha dei costi alti e di gestione che credo incidano sul bilancio di una cantina in modo sostanziale. "Esatto, i trattamenti costano, perché servono uomini, macchine e risorse per avere continuità ed ecco perché i vitigni che non necessitano di trattamenti chimici sono innovativi."

Come pensi che la legislazione internazionale di sta muovendo sul funzionamento di una visione internazionale relativa alla vite resistente ?
"Bisogna incominciare da lontano per capirlo, perché già nel '800 a metà del secolo, in Francia, dove arrivano i primi problemi a causa della filossera".

E' qui infatti che incroci, innesto e continue sperimentazioni hanno portato alla creazione di 1890 incroci resistenti contro malattie fungine ed in seguito ben 1956 circa su 400mila ettari di vitigni resistenti in Europa. All'inizio erano proibiti a causa della dei danni dell'alcool metilico, casi di bambini nati ciechi o con sei dita ne hanno bloccato le sperimentazioni lasciando le Comunità senza una risposta.

Ma da qui si è ripartiti per cambiare rotta e quindi il 18 Dicembre 2003, quattordici coltivatori e appassionati, fondarono a Merano, la cosiddetta Associazione PIWI-Alto adige che nomina in qualità di presidente, Franz Pfeifhofer e come vicepresidente proprio Werner Morandell, oggi titolare dell'Azienda Lieselehof.

Mi pare ovvio che quindi la legislazione odierna dovrà tenere conto di questi elementi per sviluppare in modo equilibrato queste tipologie e tenere quindi conto del lavoro fatto finora per far aumentare questo movimento nell'interesse di tutti.

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Oggi il 50% della produzione totale della tenuta Lieselehof rappresenta vini prodotti da vitigni resistenti come il Bronner, Solaris e il Souvignier Gris.

Julian a questo punto lascia da parte la disamina tecnico-professionale per svelarci la sua passione per lo spumante "Lieselehof Brut" (da uve Souvignier Gris) che fra l'altro è stato premiato da Vini Buoni D'Italia con il Golden Star. Lo sentiamo insieme e devo dire che in bocca entra deciso ma mai sgarbato, conserva le qualità e le finezze sia al naso che al palato di un classico bianco alto atesino, con grande finezza di bocca e puntuale freschezza. Il palato inebria davvero per note di evoluzione perché non banali; stratificata e ben radicata la struttura, che rivela inaspettata bevibilità e ottima pulizia sul finale di bocca. Il frutto è giallo, caldo e comunque ancora vivo tanto da assicurare una piena maturazione ancora da divenire. Ci riserviamo di menzionare anche i Passiti di Bronner perché ogni anno ogni anno vengono premiati sia a livello nazionale e Internazionale, come è stato a Bologna nel 2012 dove, per l'occasione, fu per il passito "Sweet Claire Quintessenz" in cui il Bronner venne premiato come miglior vino muffato in Europa e primo fra ben 620 cantine antagoniste.

Vinitaly-Vezzani-IMG_20180415_171139_1.jpgIl "Vino del Passo" poi, vinificato da Solaris, che viene coltivato sopra i 1.300 m.s.l.d.m e che testimonia già un' ottima diffusione soprattutto in alberghi, enoteche e ristoranti targati Michelin che anche in Italia lo mostrano nella loro carta vini.
Il bianco fermo "Julian" in aggiunta a questa prima gamma, crediamo in suo onore, da vitigno Bronner 100%, è un vino di solida struttura con una viva acidità che gli consente un invecchiamento tale per cui al momento, mi conferma Julian , ne stanno vendendo le ultime bottiglie del 2008 Raritá (in commercio dal 2017). Anche qui devo dire che Julian si mostra fiero ed orgoglioso nel dire che è una "bomba" di vivacità, giovane ed ancora un giovincello anche dopo 10 anni.

Quest'anno Vinitaly mi ha regalato interviste eccellenti ed inaspettati incontri, visite guidate presso cantine con grande storia e tradizione, tenendo ampi spazi per quelle nate da poco ma già cariche di grandi premesse.

E' stato questo il caso della cantina Molinetto che con il loro GAVI, da uve Cortese, ha espresso equilibrio, eleganza e soprattutto segni distintivi di un vitigno che regala la sua massima espressione come vino giovane e fermo ma che se lasciato maturare in legno può essere sapientemente gestito tanto da esaltarne le caratteristiche senza snaturarlo eccessivamente.

Cantine di Marzo ci ha sorpreso poi per ospitalità e grande selezione di uve autoctone campane che mantengono alta l'attenzione sul territorio più vocato che l'antichità ci abbia lasciato in eredità. Coda di pecora o il più blasonato Greco di Tufo, confermano infatti struttura, note sapide in chiusura, colori intensi e grande lavoro in vigna che inebria l'orientamento preciso verso la frutta matura a polpa, sempre ben sostenuto da un decisa cura della biodiversità campana, unica al Mondo. Questa cantina che si è costituita in un forte gruppo di piccoli produttori ben amalgamati fra loro e con idee chiare, sfoggia anche un Taurasi Irpinia doc, vino che si distingue per durezza nei tannini e longevità con marcata progressione all'affinamento, nettamente distinto rispetto a quell'Aglianico più classico del Vulture che sancisce quanto la biodiversità incida nella definizione dei prodotti del territorio nel caso avessimo ancora dubbi su questo.

Vinitaly continua a credere anche in queste realtà, regalando spazi e libertà di espressione a tutti gli attori coinvolti. In nome della qualità e della diffusione di un mondo enologico che ha sempre più motivo di essere ricordato e amato, solo chi è leader può guardare oltre e farsi garante di quello che succede attorno a se, perché sa gestire i cambiamenti e portare conoscenza. Vinitaly deve fare questo per le piccole realtà locali, per i grandi gruppi e per l'Italia tutta.

 

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Il vino è un fortissimo elemento identitario di un territorio e la "Spergola" è destinato a diventare il marchio di Scandiano e dintorni. Ma perché questo accada e sopratutto che il consumatore si affezioni e ne avverta consapevolmente le qualità e l'apprezzamento si diffonda non è sufficiente la volontà e la qualità ma un serio e ben preciso piano di marketing.

di Lamberto Colla Reggio Emilia 23 febbraio 2018 - "Il vino è la poesia della terra", scriveva Mario Soldati nel suo libro "Vino al vino" dove raccontava dei suoi tre viaggi compiuti attraverso l'Italia alla scoperta dei vini della tradizione, alcuni addirittura scoperti da lui stesso.

Un aforisma che meglio non avrebbe potuto raccontare il connubio esistente tra un vitigno autoctono e territorio globalmente inteso, frutto della evoluzione sociale e culturale oltre che dalle condizioni orografiche e pedoclimatiche.

E la Spergola si candida a assumere la responsabilità di identificare Scandiano e i comuni limitrofi, come portabandiera di un territorio vocato alla trasformazione enologica e non solo.

 

Universita-RE-15feb18IMG_9444.jpgUna identità che è stata confermata anche dagli elaborati presentati da due distinti gruppi di lavoro del Corso di Organizzazione e Management della Cultura e della Creatività del percorso di Laurea Magistrale in Management e Comunicazione d'Impresa.

Due report indipendenti che giungono a conclusioni quasi identiche.

"La Spergola, non è solo un vino, - scrivono i laureandi - non è solo un vitigno, né un territorio: è la storia che unisce questi elementi, è il filo conduttore che lega un territorio alla sua gente." Ma l'eccellenza, la qualità e la piacevolezza non sono elementi sufficienti per aggredire un mercato globale in grado di riconoscere un'utile gratificazione economica ai produttori e conseguentemente al territorio d'origine.

"Fagli bere il tuo vino e lo ricorderanno, faglielo vivere e non lo scorderanno." -

spergola-15feb18-RE-IMG_6419.jpgDa qui nasce il loro progetto, da un vino che, ad oggi, sottolinea il secondo gruppo di lavoro, "ha raccolto meno di quanto ha seminato, da un vitigno che rimane giustamente ancorato alla sua storia ma fatica ad aprirsi a nuovi scenari, a proiettarsi nel futuro e slegarsi, almeno parzialmente, dal suo territorio d'origine".
A partire da questo aforisma, che riprende una delle leggi fondamentali del marketing esperienziale, è "stato sviluppato un approccio analitico che parte dal concetto del consumAttore: non si acquista solo il prodotto ma anche l'esperienza che se ne può trarre. Il consumatore non è razionale nelle sue scelte d'acquisto ma è motivato anche da fattori emotivi."

Un approccio ovviamente molto scientifico, composto da analisi della concorrenza, di questionari indirizzati a diversi target di operatori e consumatori, da approfondimenti storici e infine da una serie di proposte operative ipotizzando l'utilizzo di strumenti di comunicazione e marketing integrati quali:

- segmentazione di mercato
- ipotesi di organizzazione di mercato
- comunicazione attraverso media convenzionali
- comunicazione attraverso i social media
- organizzazione di specifici eventi
- Ipotesi di codici di comunicazione e di design, sia per bottiglie sia per etichette.

spergola-15feb18-RE-IMG_6425.jpgIn conclusione, dall'analisi dei lavori, si evince che la Spergola ha grandissime potenzialità, che la sua storia, il territorio da cui proviene e le qualità organolettiche possono spingere il vino nell'élite del mondo enologico. "Per fare ciò però - scrivono gli estensori del lavoro - ci siamo resi conto che bisognava innanzitutto far scoprire questa eccellenza a chi ce l'ha di fianco casa. Solo così è possibile ampliare i mercati di riferimento".

Una presentazione assolutamente convincente che ha prodotto l'invito a replicare e approfondire l'esposizione direttamente al cospetto dei produttori e vinificatori, invitati dal dottor Roberto Martinelli (Casali) nei locali di Emilia Wine con i professionisti dell'AIS, che per primi si sono presi a cuore il rilancio di questo antico vitigno.

Infatti fu proprio il convegno di Scandiano dello scorso 30 settembre, organizzato dall'AIS (Associazione Italiana Sommelier) di Reggio Emilia, a segnare il primo traguardo di un lavoro iniziato molti anni prima, come ebbe modo di sottolineare il delegato locale, Gaetano Palombella, introducendo i lavori che videro alternarsi sul palco dal professor Attilio Scienza alla dottoressa Marisa Fontana, da Mario Gherpelli (AIS) a Flavio Spotti per concludere con una rappresentanza dei produttori aderenti alla "Compagnia della Spergola". Un convegno che di fatto ha "dato il la" a una condivisa, trasversale e diffusa consapevolezza delle potenzialità del vitigno.

Le iniziative di AIS sono riuscite infatti a coinvolgere buona parte degli attori locali: dalle amministrazioni pubbliche ai produttori, dai testimonial scientifici ai più qualificati sommelier e infine all'Università di Modena e Reggio Emilia.

GRUPPI di Lavoro
Gruppo 1-
Arcorio Beatrice, Argiolas Martina, Carbone Manuel, Cinquegrana Paolo , Grazia Andrea, Madrighelli Susanna, Stanco Anto
Gruppo 2-
Campalmonti Chiara, Castrogiovanni Gioacchino, Di Napoli Emanuela, Falappa Silvia, Loggi Alberto, Pennesi Milena, Tagliavini Cristina, Verduci Fabiana

 

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Brindiamo insieme all'inizio di "Rosso Rubino. Lambrusco Wine Festival 2017" con un "Cocktail per il Sorbara". Il Comune di Bomporto, in collaborazione con la Federazione Italiana Barman e "Chef to Chef" ha organizzato una serata ricca di sorprese, per dare inizio all'edizione 2017 di "Rosso Rubino. Lambrusco Wine Festival".

Quando? Il 9 maggio dalle ore 20:00.
Dove? A Solara, presso l'Azienda Monari Federzoni, che ha gentilmente offerto i suoi spazi per ospitare questo primo evento di "Rosso Rubino.
Cosa? La fase finale del concorso "Un Cocktail per il Sorbara": sette barman si sfideranno all'ultimo drink. Ogni concorrente presenterà una personalissima ricetta a base dell'immancabile Lambrusco di Sorbara, che sarà esaminata da una giuria di esperti.

Ma non è tutto: i cuochi di "Chef to Chef" allieteranno la serata con appetitosi piatti, da degustare col vino offerto dalle sette cantine di Rosso Rubino (Cantina Bellei Aurelio, Cantina Della Volta, Cantina di Carpi e Sorbara, Cantina Divinja, Cantina Garuti, Cantina Paltrinieri, Cantina Righi e Francesco Bellei). Durante la serata, inoltre, sarà possibile visitare l'acetaia di famiglia in barrique Monari Federzoni con degustazione e vendita dei prodotti.

Maggiori informazioni sul sito: www.lambruscowinefestival.it 
Comune di Bomporto
Via per Modena, 7 – 41030 Bomporto (MO)
Tel. 059.800711, Fax. 059.818033

Domenica, 04 Dicembre 2016 09:40

Vino: il Testo Unico è legge

Martina: tagliamo burocrazia per un settore che vale oltre 14 miliardi di euro. Importante innovazione anche nella tutela del prodotto contro la contraffazione.

Roma 28 novembre 2016)
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che, con l'approvazione definitiva di oggi alla Camera dei Deputati, il Testo unico del vino è legge.

"Il Testo unico del vino - afferma il Ministro Maurizio Martina - è legge. Un risultato al quale abbiamo lavorato molto in questi mesi insieme al Parlamento e che oggi è realtà. Finalmente diamo ai produttori una sola legge di riferimento con 90 articoli che riassume tutta la normativa precedente. Un'operazione di semplificazione che era attesa da anni e che consente di tagliare burocrazia, migliorare il sistema dei controlli, dare informazioni più trasparenti ai consumatori. Col Testo unico possiamo contribuire a rafforzare la crescita di un settore che già oggi vale più di 14 miliardi di euro e con un export che supera i 5,5 miliardi".

"La promessa di approvare il provvedimento entro l'anno è stata mantenuta - sottolinea il Vice Ministro Andrea Olivero - grazie all'impegno dei parlamentari e al confronto costruttivo con tutti gli attori della filiera. Adesso è il momento di sfruttare le disposizioni di rilancio e semplificazione della legge per dare risposte concrete a un mondo produttivo che merita la massima considerazione per i risultati realizzati e la sua forte incidenza nello sviluppo territoriale."

SCHEDA - TESTO UNICO DEL VINO
In particolare la legge si concentra su un'operazione concreta di semplificazione su produzione, commercializzazione, denominazioni di origine, indicazioni geografiche, menzioni tradizionali, etichettatura e presentazione, gestione, controlli e sistema sanzionatorio. Un'unica legge di riferimento per il settore con un impianto chiaro che favorisce i produttori e gli operatori del settore e che porta a uno snellimento burocratico molto importante.
Più certezza del diritto, meno contenziosi e un sistema di controlli migliore per la tutela di un settore chiave per l'agroalimentare italiano.
Spazio all'innovazione con la possibilità di introdurre in etichetta sistemi di informazione al consumatore che sfruttino le nuove tecnologie contribuendo ad aumentare la trasparenza.

Tra le novità apportate dalla riforma è prevista una disposizione sulla salvaguardia dei vigneti eroici o storici al fine di promuovere interventi di ripristino recupero e salvaguardia di quei vigneti che insistono su aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o aventi particolare pregio paesaggistico.

Importante innovazione anche nella tutela del prodotto contro la contraffazione.

I controlli sulle imprese del settore vitivinicolo confluiscono nel registro unico dei controlli (RUCI) a prescindere se siano o no imprese agricole.
(Uffcio stampa Mipaaf)

Domenica, 27 Novembre 2016 10:10

Enologica 2016: positivo il bilancio

Molto apprezzati i vini delle 8 aziende reggiane che hanno parteciperanno all'evento.  Si è appena conclusa a Bologna l'edizione 2016 di "Enologica". Un'edizione che, sotto la guida per il terzo anno consecutivo di Enoteca Regionale Emilia Romagna, ha confermato il grande interesse da parte di pubblico, operatori e giornalisti.

Circa 5.000 le presenze complessive nell'arco delle tre giornate di svolgimento del Salone all'interno di Palazzo Re Enzo (19, 20, 21 novembre), tra visitatori, operatori del settore Ho.Re.Ca. (soprattutto nella giornata del lunedì, a loro dedicata), giornalisti nazionali e regionali accreditati (oltre 130) e internazionali (20). Molto frequentati anche gli incontri del "Teatro dei Cuochi", i seminari dedicati ai principali vini della regione, che hanno fatto registrare il costante tutto esaurito, e il ristorante che in questa edizione dell'evento è stato potenziato proponendo anche primi piatti, dai tortellini alle tagliatelle.

Molto apprezzati i vini delle 8 aziende reggiane che hanno parteciperanno all'evento: CANTINA ALBINEA CANALI di Canali, CANTINA SOCIALE DI PUIANELLO E COVIOLO di Puianello, CANTINE LOMBARDINI di Novellara, EMILIA WINE di Arceto di Scandiano, LINI ORESTE E FIGLI di Correggio, MEDICI ERMETE & FIGLI di Gaida, VENTURINI BALDINI di Roncolo di Quattro Castella, CANTINA SOCIALE di San Martino in Rio.

«Con molta soddisfazione, anche per gli sforzi che abbiamo intrapreso e per le energie che abbiamo profuso perché tutto fosse perfettamente in linea con le aspettative che abbiamo generato negli anni, anche in questo 2016 possiamo confermare che Enologica è la manifestazione di riferimento del settore vitivinicolo regionale sia per pubblico sia per gli operatori - dicono Pierluigi Sciolette e Ambrogio Manzi, rispettivamente Presidente e Direttore di Enoteca Regionale -. Riteniamo che Enologica, grazie anche al prezioso contributo dei Consorzi di Tutela (Consorzio Vini di Romagna, Consorzio Vini Doc Colli Bolognesi e Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna, Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena, Consorzio Tutela Lambrusco di Reggio Emilia, Consorzio Tutela Vini Doc Bosco Eliceo, Consorzio Tutela Vini Doc Colli Piacentini) possa contribuire in maniera determinate a sviluppare sempre più il territorio ed essere uno "strumento" per sensibilizzare ulteriormente gli operatori del settore verso la conoscenza e l'utilizzo dei nostri vini, grazie anche a iniziative come "Carta Canta" che fra ristoratori, enotecari, baristi, gestori di hotel e agriturismo ha premiato 35 nuovi "Ambasciatore dei vini dell'Emilia Romagna».

Simona Caselli, Assessore all'agricoltura della Regione Emilia-Romagna: «Enologica ha una connotazione fortemente culturale che come Regione vogliamo continuare a promuovere e valorizzare. C'è un legame vivo fra territorio, produttori di vino e di cibo e ristorazione che qui si incontrano in maniera costruttiva. Serve conoscenza dei passi avanti che il nostro vino ha fatto. Abbiamo ottime produzioni variegate ed eterogenee ed Enologica ne fotografa ogni anno lo stato dell'arte».

Giorgio Melandri, curatore dell'evento: «È una stagione nuova quella dell'Emilia Romagna, che riscopre i valori territoriali del vino e chiude l'epoca del gusto internazionale a tutti i costi. A questo si aggiunge il valore del racconto dell'identità che la piattaforma di contenuti di Enologica mette a disposizione dei giornalisti italiani e stranieri. C'è un senso di comunità in tutto questo, l'idea che piccoli e grandi debbano viaggiare insieme, condividendo i valori profondi di una filiera straordinaria. Noi lavoriamo per questo, per dare al prodotto vino la profondità della nostra cultura, quelli della tradizione popolare (quest'anno con le maschere del Teatro dei Burattini), della lingua, della nostra storia».

Anche a Enologica 2016 è stata promossa la APP "Via Emilia Wine and Food" realizzata dalla Regione Emilia-Romagna, in sinergia con APT Servizi e in stretta collaborazione con Enoteca Regionale.
www.enologica.org  Facebook: Enologica con #enologica2016

(Fonte enoteca regionale 22 novembre 2016)

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