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Editoriale: - . Più popolare di lui, solo George Washington - Cereali e dintorni. I fondi cavalcano la ripresa. - Un altro richiamo precauzionale per Curcuma e Echinacea -FarmRun, tra sport, divertimento e intrattenimento. Si allunga la lista dei partner per un evento sportivo sempre più "cool". - Nuovi Obblighi del Made in Italy-

SOMMARIO Anno 18 - n° 25 23 giugno 2019
1.1 editoriale
Più popolare di lui, solo George Washington
2.1 lattiero caseario Lattiero caseari. Latte sempre più su, il burro non arresta la caduta. Grana: qualche novità
2.1 Bis lattiero caseario Lattiero tendenze -
3.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. I fondi cavalcano la ripresa.
7.1 sicurezza alimentare Un altro richiamo precauzionale per Curcuma e Echinacea
7.2 sport eventi FarmRun, tra sport, divertimento e intrattenimento. Si allunga la lista dei partner per un evento sportivo sempre più "cool".
8.2 italian sounding Nuovi Obblighi del Made in Italy
9.1 sanità e zanzare Sanità. Stop alle zanzare
10.1 eventi export Il Parmigiano Reggiano vola a New York
11.1promozioni "vino" e partners
12.1 promozioni "birra" e partners

 

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Domenica, 23 Giugno 2019 14:40

Più popolare di lui, solo George Washington

Chissà se George Washington, con il quale Trump dichiara di condividere il medesimo tasso di popolarità, utilizzasse Twitter alla pari del miliardario presidente. Con "manteniamo grande l'america, Trump ha dato il via alla nuova campagna elettorale.

di Lamberto Colla Parma 23 giugno 2019 -

Donald Trump ha avviato ufficialmente la campagna elettorale per la conquista di un secondo mandato presidenziale, con la stessa veemenza che l'ha contraddistinto nella prima e nel corso del suo primo esercizio presidenziale.

Keep America Great.

Manteniamo grande l'America è il nuovo slogan con il quale il tycoon statunitense ha marchiato la campagna elettorale 2020 a sottolineare come con lui gli Stati Uniti siano tornati grandi e rispettati nel mondo.

E da questo punto di vista non si può certamente smentire. In Politica estera gli USA sono tornati prepotentemente alla ribalta in ogni questione e in modo molto diretto da parte dello stesso presidente. In modo molto provocatorio con dichiarazioni spesso ben poco diplomatiche, Donald Trump è intervenuto a gamba tesa in ogni situazione delicata in ogni angolo della terra, dalla questione coreana al caos diplomatico europeo, prendendo di petto la politica espansionistica cinese piuttosto che la questione mediorientale e l'avversario iraniano accusato di essere lo Stato destabilizzatore dell'area.

Però, a ben osservare, a differenza dei suoi predecessori, a fronte di toni infuocati, non ha fatto sparare un solo proiettile, al massimo ha fatto fare qualche gretto alle sue portaerei ma null'altro.

E non è cosa di poco conto per un capo di stato considerato un guerrafondaio irresponsabile e dipinto dai suoi detrattori e dalla maggior parte dei media un soggetto inaffidabile.

Non fece in tempo a "salire in cattedra" che subito i poteri forti e tradizionali statunitensi si scateenarono contro di lui cercando di minare dalla base la sua presidenza. Il potente procuratore generale , forte della complicità del capo dell'FBI al quale a più riprese si affiancarono altri dello stesso staff presidenziale, non riuscì a portare a conclusione le accuse. Lo scorso marzo, in una infrmativa al Congresso americano, il ministro della Giustizia Usa, William Barr e il suo vice, Rod Rosenstein,hanno scritto che il procuratore speciale, Robert Mueller, non ha trovato prove di cospirazione di Donald Trump e del suo staff con la Russia per interferire sulle presidenziali del 2016. Non sono state inoltre riscontrate prove sufficienti per incriminare il presidente per ostruzione della giustizia, ma l'inchiesta "neanche lo esonera".
Con quella ultima frase sibillina i detrattori di Trump si sono lasciati aperti la porta per proseguire nell'opera di demonizzazione del Presidente e contrastare la avanzata a un secondo mandato presidenziale.

La popolarità di Trump in effetti è sempre stata elevatissima, popolare nella vasta periferia degli USA, il miliardario è invece osteggiato nei "palazzi" nei grandi centri urbani. Per ora il popolo ha vinto e il tycoon l'ha premiato portando la disoccupazione al valore più basso della storia economica a stelle e strisce.

Così come George Washington, con il quale divide la popolarità, sconfisse gli inglesi, Donald Trump vuol sconfiggere i suoi oppositori interni e i tre quarti del mondo. Certo, che con tutto qello che ha subito in questi primi tre anni di presidenza, avere ancora tanto entusiasmo fa pensare che sia "pazzo" o al contrario molto più intelligente e forte di quanto cerchino di farci credere.

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Editoriale: - Venti di guerra provenienti dal "Golfo" - Lattiero caseari. Shock sui prezzi del latte, Burro e crema ancora in discesa - Cereali e dintorni. Prezzi in forte rialzo -Un violento temporale, con grandinata, si è abbattuto sulla bassa parmense - Molti danni - FOTO - L'Emilia Romagna ancora seconda per export... -

SOMMARIO Anno 18 - n° 24 16 giugno 2019
1.1 editoriale
Venti di guerra provenienti dal "Golfo"
2.1 lattiero caseario Lattiero caseari. Shock sui prezzi del latte, Burro e crema ancora in discesa.
2.1 Bis lattiero caseario Lattiero tendenze -
3.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Nervosismo sui mercati e recupero 6elle semine statunitensi.
5.1 cereali e dintorni USDA nel complesso rialzista
7.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Prezzi in forte rialzo
7.1 meteo Un violento temporale, con grandinata, si è abbattuto sulla bassa parmense - Molti danni - FOTO
7.2 pomodoro Protocollo d'intesa tra OI Pomodoro da industria del Nord Italia e Crea
8.1 export economia L'Emilia Romagna ancora seconda per export
8.2 ambiente acqua L'invaso sull'Enza non sarà l'unico,
9.1 sanità e zanzare Sanità. Stop alle zanzare
9.2 agricoltura Danni maltempo, via libera all'anticipo del 50% degli aiuti PAC
10.1promozioni "vino" e partners
11.1 promozioni "birra" e partners
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Domenica, 16 Giugno 2019 09:36

Venti di guerra provenienti dal “Golfo”

Ancora il petrolio al centro delle dispute tra paesi e in particolare questa volta è la tensione tra USA e IRAN a mettere paura.

di Lamberto Colla Parma 16 giugno 2019 - Da quando, lo scorso 23 aprile, gli Stati Uniti hanno posto l'embargo sul petrolio iraniano e obbligando i propri alleati strategici e commerciali a fare altrettanto, già diverse navi petroliere sono andate a fuoco.

Era il 12 maggio, quando quattro navi furono attaccare al largo degli Emirati Arabi Uniti, da un "attore statale" non meglio identificato, secondo le autorità di Abu Dhabi.
Mentre giovedi scorso due le petroliere sono andate in fiamme nel golfo di Ormuz e una sembra proprio sia stata colpita da un siluro, fortunatamente sopra il livello di galleggiamento, consentendo quindi all'equipaggio di essere portato in salvo.

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Navi iraniane e della quinta flotta americana, in zona da alcuni mesi, proprio a seguito delle aumentate tensioni con Teheran e il timore di una escalation nella sempre calda area africana, hanno tratto in salvo tutti i membri dell'equipaggio.

Salvo gli USA, che chiamano in causa specificatamente l'IRAN per gli attacchi alle 6 navi, nessun altro Stato, assegna le responsabilità a Teheran ma tutti convengono che gli "incidenti" , come la prima indagine ONU ha disposto, sulle prime 4 navi fossero avvenuti in modo "sofisticato e coordinato", ad opera di un attore "dotato di forti capacità operazionali, probabilmente un attore statale".

Fin dall'inizio gli Stati Uniti hanno invece accusato Teheran, che avrebbe l'obbiettivo di far salire il prezzo del petrolio, essendo colpita dalle pesanti sanzioni Usa. Anche per l'ambasciatore saudita all'Onu, Abdallah al-Mouallimi, "l'Iran porta sulle sue spalle la responsabilità degli attacchi", mentre per il rappresentante russo non è opportuno "precipitare a delle conclusioni" e che le inchieste proseguiranno.

E infatti, dopo gli attacchi del 12 maggio il prezzo del greggio aumentò sensibilmente per poi altrettanto rapidamente scendere nuovamente agli attuali 53$/barile, limite minimo che non veniva toccato da molti mesi.

L'attacco delle ore scorse inasprirà enormemente le tensioni nonostante la concomitanza della visita del premier giapponese Abe a Teheran, nel tentativo di conciliare un improbabile accordo tra USA e Iran.

Non c'è pace per questa regione orientale appoggiata sulle polveriere terroristiche e su quell'oro nero che non passa mai di moda ed è motivo di frequenti conflitti, quindi di drammi umani connessi, quando va bene, alla povertà e alla perdita di dignità e agli estremi di perdita anche della stessa vita.

E infine, una nuova guerra sarà l'ennesimo motivo per una rialzata di testa del terrorismo internazionale ai danni di un occidente diviso su tutto, persino sull'etica.

(frame da video gazzetta del sud - corriereTV)

 

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Incapace di intendere e di volere, quindi assolto l'omicida di Filomena Cataldi. Dovrà scontare 10 anni in una struttura sanitaria, il REMS, sperando che da lì non fugga e vada a soddisfare le sue nuove ossessioni. Il rinnovato appello alle parlamentari parmigiane per intraprendere un percorso di correzione del quadro normativo di riferimento.

Di LGC Parma 12 giugno 2019 - Il Giudice Mattia Fiorentini ha emesso la sentenza e, a fronte di due perizie che stabilivano l'incapacità di intendere e di volere, ha "condannato" l'assassino di Filomena Cataldi a "curarsi" per 10 anni presso il REMS (Residenza per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza).

Per quanto sconcertante e quindi per certi versi comprensibile l'innalzamento dei toni contro la sentenza, occorre pensare che, con l'attuale quadro normativo non poteva andare diversamente. Una posizione "popolare" che si era evidenziata anche nel sondaggio del 30 marzo e che aveva palesato come la stragrande maggioranza dei partecipanti (85%) fosse per la cura del soggetto ma in una struttura carceraria.

Un quadro normativo, quello attuale, che non garantisce un'equa giustizia e per di più non protegge i familiari delle vittime i quali, al senso di ingiustizia, devono portarsi addosso il fardello dei costi diretti e indiretti di un tale tragico e inimmaginabile evento.

Giustizia e etica, stando così le cose, vengono massacrate e proprio nel paese che dovrebbe essere la culla della giustizia e della cultura non può permettersi un tale paradosso e una così grave "lacuna giudiziaria".

E' proprio per queste ragioni che, nel nostro articolo dello scorso 16 marzo, Rosangela l'amata sorella di Filomena, oltre a raccontare i vari dettagli legali della vicenda e le difficoltà nelle quali tutti i familiari si trovavano, aveva lanciato un invito alle parlamentari parmigiane affinché, coinvolgendo anche altre colleghe di altri schieramenti, si facessero promotrici di una campagna legislativa a favore delle vittime dei reati violenti.

Questa sentenza riapre nuovamente le ferite, che peraltro non si erano ancora rimarginate, ma vogliamo credere possa essere un rinnovato stimolo per far intraprendere il nuovo percorso legislativo che vada a colmare lacune immense.

 

Filomena-RosangelaPHOTO-2019-02-06-10-46-13.jpg

 

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Editoriale: - I nostri splendidi alleati (8) non si smentiscono ma - Burro e crema giù, latte spot in salita, panna stabile.- Cereali e dintorni. In attesa dell'USDA mercati ancora nervosi - Andalini, ambito riconoscimento ricevuto per lo stabilimento La Sovrana di Puglia - Caro petrolio, o No? -
SOMMARIO Anno 18 - n° 23 09 giugno 2019
1.1 editoriale
I nostri splendidi alleati (8) non si smentiscono mai.
2.1 lattiero caseario Lattiero caseari. Burro e crema giù, latte spot in salita, panna stabile.
2.1 Bis lattiero caseario Lattiero tendenze -
3.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Dal Meteo lo stimolo alla speculazione.
3.1 bis cereali e dintorni Cereali e dintorni. In attesa dell'USDA mercati ancora nervosi
7.1 ambiente Piacenza, Messa in sicurezza di un tratto della condotta Agazzano- Battibò
7.2 ambiente Il segretario del distretto del Po Berselli in rappresentanza italiana sottoscrive l'intesa
8.1 maltempo e frane Le frane in provincia di Reggio Emilia
8.2 Industria Felix Andalini, ambito riconoscimento ricevuto per lo stabilimento La Sovrana di Puglia
9.1 caro carburanti Caro petrolio, o No?
9.2 anguria IGP "L'Anguria Reggiana Igp ha sconfitto gli effetti dei cambiamenti climatici"
10.1 cereali e prove in campo Cereali, prove in campo al CAP Parma.
11.1 Viabilita' Riapertura del Ponte di Casalmaggiore con le 500 del Club Italia e Gazzetta dell'Emilia
11.2 Viabilita' Riaperto il Ponte sul Po di Colorno – Casalmaggiore
12.2 ambiente Giornata mondiale dell'ambiente 2019 (#beatairpollution)
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Sede a Parigi, dividendi miliardari per Renault e un consigliere del Governo Francese nel board della nuova società. La condizioni perfette per fare saltare qualsiasi tipo di accordo. Intanto Renault ha un problema con 400.000 motori benzina 1.2 montato anche su Mercedes e Nissan

di Lamberto Colla Parma 9 giugno 2019 -

Nessuno stupore e forse per FCA è andata meglio così piuttosto che cadere nelle trappole vischiose di un alleato inaffidabile e germano centrico come è il Governo Francese.

Tanto pretendevano i francesi, senza meritarlo, che alla notizia del ritiro della proposta da parte FCA il titolo Renault è caduto del 7% e quello di FCA dopo un avvio negativo ha recuperato l'1%.

Questo la dice lunga sulla differenza attuale tra le due compagnie automobilistiche. Il Lavoro straordinario di Marchionne sta ancora dando i suoi frutti e forse, stando a quanto i Francesi hanno dimostrato, l'idea di una santa alleanza tra il gruppo Hyundai, quarto gruppo al mondo, dopo aver superato Ford nel 2010 (comprende anche KIA), e FCA sarebbe stata la conclusione perfetta del processo di internazionalizzazione disegnato dal povero italo canadese prematuramente scomparso.

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Una fusione che potrebbe giovare a entrambi, i Coreani acquisirebbero lo stile e il design italiano arricchendo d'appeal le loro autovetture e il gruppo italo statunitense quei mercati asiatici dai quali sono ancora emarginati.
Chissà che le pretese irricevibili dei Francesi abbiano fatto bene agli eredi dell'avvocato e quindi indurre Yaki & C. a tornare e a rispolverare gli appunti del poco compianto Marchionne.
Già perché questa eccessiva riservatezza verso il manager Italo Canadese non può essere giustificata da una volontà dello stesso Sergio. Quel Marchionne che in meno di 20 anni ha salvato la casa automobilistica di famiglia e rimpinguato le casse del salvadanaio di casa Agnelli e riportato la famiglia nell'elite mondiale della finanza.

Comunque, tornando alla vicenda francese, la Renault, oltre al temporaneo crollo in borsa per lo sfumato accordo con FCA dovrà entro brevissimo affrontare una nuova crisi determinata dalla necessità di ritirare ben 400.000 motori di 1.200 cc che dimostrano di avere gravi difetti. E' stato il giornale francese QueChoisir, a lanciare l'allarme che coinvolgerebbe le autovetture del gruppo Renault. Stando all'indagine che il mensile ha realizzato, è emersa una problematica gravissima che riguarderebbe ben 400.000 vetture che montano il motore H5FT, prodotto fino allo scorso anno, il quale è soggetto a rotture a causa di un eccessivo consumo di olio.
Renault però non riconosce il problema come un difetto di fabbrica e non vuole pagare i costi per la riparazione. Il problema però non riguarderebbe soltanto le auto marchiate Renault, ma anche Nissan, Mercedes e Dacia, poiché il motore prodotto dalla casa francese è stato venduto anche ad altre aziende che lo hanno poi modificato e "ribrandizzato".

I richiami per le automobili riguarderanno la Captur, Clio 4,Kadjar, Kangoo II, Mégane III, Scénic III e Grand Scénic III per il gruppo Renault. Dacia invece dovrà richiamare alcuni esemplari della Duster, Dokker e Lodgy; Mercedes la sua Citan e Nissan la "vendutissima" Juke, il Qashqai II e il Pulsar. Un documento attesta la veridicità della problematica, ma Renault nega. Il tutto sarebbe sorto da una nota interna della casa produttrice francese, finita nelle mani dei giornalisti di QueChoisir. Il documento è datato 5 Giugno 2015 ed è aggiornato al 12 Febbraio 2018.

Per questa volta ci è andata bene. Un accordo sconveniente sfumato per l'arroganza dei nostri sempre splendidi alleati!

(foto Palazzo Chigi 15 giugno 2018 incontro Conte Macron a Parigi con licenza licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT) - altre fonte LGC Paris 2004 stand FIAT)

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Elezioni amministrative 2019. Tredici comuni dell'Emilia-Romagna ai tempi supplementari per eleggere il primo cittadino: domenica 9 giugno al ballottaggio anche i capoluoghi Reggio Emilia, Ferrara e Forlì. Le altre sfide per la fascia tricolore ad Argenta, Copparo (Fe), Molinella (Bo), Cesena, Savignano sul Rubicone (Fc), Carpi, Castelfranco, Maranello, Mirandola (Mo) e Casalgrande nel reggiano. Al voto oltre 585 mila elettori in 760 seggi. Si vota dalle 7 alle 23, a seguire lo spoglio.

Bologna -

Sono 13 i comuni emiliano-romagnoli i cui elettori sono chiamati alle urne, domenica 9 giugno, nel turno di ballottaggio per eleggere il sindaco: tra questi anche i 3 capoluoghi di provincia, ovvero le città di Ferrara, Forlì e Reggio Emilia. Sfide per il primo cittadino anche nei comuni di: Argenta e Copparo nel ferrarese; Molinella nel bolognese; Cesena e Savignano sul Rubicone nella provincia di Forlì-Cesena; Carpi, Castelfranco Emilia, Maranello e Mirandola nel modenese; Casalgrande nel reggiano.

Dopo la tornata elettorale di domenica 26 maggio (nella quale sono stati eletti al primo turno 222 sindaci dei 235 in corsa), andranno al voto 585.760 elettori (281.828 sono uomini e 303.932 donne), che potranno esprimere la propria preferenza in 760 seggi aperti solo nella giornata di domenica, dalle ore 7 alle 23. Terminate le operazioni di voto si procederà allo spoglio.

Tutte le informazioni sul voto si possono consultare sul sito della Regione Emilia-Romagna dedicato alle elezioni, all’indirizzo http://www.regione.emilia-romagna.it/elezioni realizzato dall’Agenzia di Informazione e Comunicazione della Giunta regionale con la collaborazione dell’Ufficio stampa dell’Assemblea legislativa. L’elaborazione dei dati è curata dal servizio statistico della Giunta e dalla Direzione Generale dell’Assemblea legislativa emiliano-romagnola.

Le sfide nel dettaglio

Nel bolognese al voto il comune di Molinella dove si sfidano Dario Mantovani (centrosinistra, 49.45% al primo turno) e Marco Stegani (centrodestra, 36.04%).

Nel ferrarese, sfide nei comuni di Ferrara tra Alan Fabbri (centrodestra, al 48.44% al primo turno) e Aldo Modonesi (centrosinistra, al 31.75%), di Copparo tra Fabrizio Pagnoni (centrodestra, 42.72% al primo turno) e Diego Farina (centrosinistra, 39,42%) e di Argenta tra Andrea Baldini (centrosinistra, 46.18% al primo turno) e Antonio Curtarello (centrodestra, 40.73%).

Nel reggiano ballottaggio nel comune di Reggio Emilia tra Luca Vecchi (centrosinistra, 49.13% al primo turno) e Roberto Salati (centrodestra, 28.22%) e in quello di Casalgrande tra Alberto Vaccari (centrosinistra, 38.64%) e Giuseppe Daviddi (lista civica, 23.01%).

Nella provincia di Forlì-Cesena sfide nella città di Forlì tra Gian Luca Zattani (centrodestra, 45.80%) e Giorgio Calderoni (centrosinistra, 37.21%), a Cesena tra Enzo Lattuca (centrosinistra, 42.83%) e Andrea Rossi(centrodestra, 33.81%) e a Savignano sul Rubicone tra Filippo Giovannini (centrosinistra, 45.25%) e Marco Foschi (centrodestra, 37.81).

Quattro i turni di ballottaggio nel modenese: a Carpi sfidatra Alberto Bellelli (centrosinistra, 48.01% al primo turno) e Federica Boccaletti (centrodestra, 27.30%), a Castelfranco Emilia tra Giovanni Gargano(centrosinistra, 41.78%) e Modesto Amicucci (centrodestra, 30.80%), a Maranello tra Luigi Zironi(centrosinistra, 49,99%) e Luca Barbolini (centrodestra, 36.22%) e a Mirandola tra Alberto Greco(centrodestra, 47.48%) e Roberto Ganzerli (centrosinistra, 43.10%).

In allegato: tabella elettori al ballottaggio (per provincia e comuni)

 

Editoriale: - Festa delle Repubblica, sempre più attuale - Lattiero tendenze - 28 maggio 2019 - Cereali e dintorni. Il clima compromette raccolti e semine - Farm Run, cresce nell'apprezzamento e nella condivisione. -
SOMMARIO Anno 18 - n° 22 02 giugno 2019
1.1 editoriale
Festa delle Repubblica, sempre più attuale.
2.1 lattiero caseario Lattiero caseari. Forte calo dei prezzi per burro, panna e crema. Grana Padano in leggero aumento..
2.1 Bis lattiero caseario Lattiero tendenze - 28 maggio 2019
3.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Il clima compromette raccolti e semine.
3.1 bis cereali e dintorni Cereali e dintorni. i segnali di tendenza.
7.1 eventi sportivi Farm Run, cresce nell'apprezzamento e nella condivisione. Oltre 1000 atleti attesi a Noceto
9.1 clima e ambiente Clima, Allerta Rossa per fiumi e frane.
10.1promozioni "vino" e partners
11.1 promozioni "birra" e partners

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Domenica, 02 Giugno 2019 07:31

Festa delle Repubblica, sempre più attuale.

Il 2 e 3 giugno del 1946 gli italiani si recarono alle urne per un referendum istituzionale che li invitava a decidere tra monarchia e repubblica. Si trattò della prima votazione a suffragio universale convocata in Italia. Con circa due milioni di voti in più, vinse la repubblica. Così, dall'anno successivo, nel nostro Paese si celebra quindi questo evento che ha ridisegnato la storia e ha fatto ritrovare la libertà al nostro Paese.

di Lamberto Colla Parma 2 giugno 2019 -

La Festa della Repubblica è un evento che sta divenendo sempre più d'attualità ai cui valori sarebbe necessario aggrapparsi con forza per contrastare quelle forze oscure che vorrebbero un'Italia e soprattutto un'Europa sempre più divisa e sottomessa a norme burocratiche e finanziarie, dove la donna e l'uomo vengono posti in secondo piano e oppressi nella dignità. Dignità compromessa a causa, principalmente, di un lavoro che, troppo spesso, è insufficiente per condurre una vita onorevole e per programmare il futuro per sé e per i propri figli, mentre il tasso di disoccupazione cresce invece di retrocedere a ben 10 anni di distanza dall'inizio di una crisi che pare senza fine.

Ecco quindi che i contenuti che sottendono la Festa della Repubblica dovremmo rammentarli tutti i giorni e trasformarli in "Vangelo Laico" a guida delle nostre azioni sociali.

E oggi, a soli 8 giorni dalle elezioni del Parlamento Europeo, ascoltiamo il discorso del Presidente Mattarella che ci rammenta come il 2 giugno sia anche la festa del ritrovamento della libertà.

Palazzo del Quirinale, 01/06/2019 - "È per me un grande piacere rivolgere – insieme alle autorità della Repubblica presenti - il benvenuto e un saluto, pieno di amicizia, agli ambasciatori accreditati a Roma in questa occasione, la Festa della Repubblica italiana: vi ringrazio per aver accolto il nostro invito.

Il 2 giugno è la Festa degli Italiani, è il simbolo del ritrovamento della libertà e della democrazia da parte del nostro popolo. È un appuntamento che rinsalda da parte dei cittadini la loro adesione leale e il loro sostegno all'ordinamento repubblicano, nella sua articolazione, allo stesso tempo unitaria e rispettosa delle autonomie, sociali e territoriali.
Ringrazio il maestro Marco Angius e l'Orchestra Giovanile Italiana – il più giovane ha 18 anni, il meno giovane 27 - che, tra breve, ci offriranno uno splendido momento d'arte, che ascolteremo insieme a quanti ci seguono, attraverso la tv e la rete: a tutti loro, invio il saluto più cordiale.
Abbiamo appena celebrato in ventotto Paesi d'Europa un grande esercizio di democrazia: la elezione dei deputati al Parlamento Europeo, a conferma delle radici solide di una esperienza che stiamo, gradualmente, costruendo da ormai sessantadue anni. In realtà sessantotto dal momento dell'avvio del primo organismo comunitario, la Comunità del carbone e dell'acciaio.
L'Italia è stata guidata, in questo percorso, dalle indicazioni della sua Costituzione; dalla consapevolezza di una sempre più accentuata interdipendenza tra i popoli; dalla amara lezione dei sanguinosi conflitti del ventesimo secolo. Soltanto la via della collaborazione e del dialogo permette di superare i contrasti e di promuovere il mutuo interesse nella comunità internazionale.
La Repubblica italiana, con l'assunzione di responsabilità nel contesto globale, ha contribuito, per la sua parte, alla definizione di modelli multilaterali e di equilibri diretti a garantire universalmente pace, sviluppo, promozione dei diritti umani.
Anche per questo non possiamo sottovalutare le tensioni che si sono manifestate, e si manifestano, provocando conflitti e mettendo pesantemente a rischio la pace in tanti luoghi del mondo.
Va ricordato che – in ogni ambito - libertà e democrazia non sono compatibili con chi alimenta i conflitti, con chi punta a creare opposizioni dissennate fra le identità, con chi fomenta scontri, con la continua ricerca di un nemico da individuare, con chi limita il pluralismo.
I valori delle civiltà e delle culture di ogni popolo contrastano in modo radicale con quella deriva e fanno, invece, appello a salde fondamenta di umanità, per confidare nel progresso. Per quanto ci riguarda, in questo anno, cinquecentesimo dalla morte di Leonardo da Vinci, avvertiamo in modo ancor più esigente questa prospettiva.
Abbiamo bisogno di praticare attenzione e rispetto reciproco, nella libertà e nella legalità internazionale, per avanzare sulla strada del progresso, con il dinamismo che contrassegna il mondo contemporaneo in cui viviamo.
Con l'auspicio che la convivenza internazionale sappia far propria l'armonia che la musica sa esprimere.
Auguri per la Festa della Repubblica italiana!"

Video discorso Presidente Sergio Mattarella - https://youtu.be/ZycDoEYHg9I 

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