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Mercoledì, 05 Maggio 2021 15:31

Nuova agenzia cittadina per il CAP e market a km0

Le istituzioni rispondono alla chiamata del CAP per l’inaugurazione della nuova agenzia cittadina e market a km0. Tutte le istituzioni chiamate a raccolta per il giorno di apertura della nuova sede di città del Consorzio Agrario di Parma

Tarasconi sulla chiusura della Boutique del Pane di via Borghetto: “Rivedere la legge 41 per incentivare giovani commercianti e artigiani”

La chiusura della storica Boutique del Pane di Via Borghetto ripropone con urgenza il tema del ricambio generazionale nel piccolo commercio e nell’artigianato. Così Katia Tarasconi, consigliere regionale in quota Pd commenta l’addio delle sorelle Battini e della loro cognata Canevari – incontrate in mattinata - dopo 36 anni di ininterrotta attività.

“Mi unisco alle tante manifestazioni di affetto pervenute in questi giorni e ringrazio tre donne tenaci e dedite al sacrificio per avere contribuito a rendere celebri le eccellenze gastronomiche piacentine, anche all’estero” – commenta Tarasconi - già assessore al commercio del Comune di Piacenza per la giunta Reggi.

“Dal punto di vista politico, però – continua - è necessario che artigiani e piccoli commercianti possano avere a disposizione strumenti legislativi adeguati per rispondere alla crisi del piccolo commercio - specie nel centro storico – così da evitare la progressiva scomparsa delle botteghe storiche. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una progressiva conversione di negozi in box per auto, oltre alla preoccupante diffusione di vetrine sfitte. Dobbiamo ricordarci che ad ogni chiusura non perdiamo solo un patrimonio economico, ma un presidio di sicurezza così come una realtà sociale che vive del rapporto di fiducia tra commerciante e cliente, contribuendo a rendere la nostra città più viva ed appetibile anche dal punto di vista turistico”. Per questo – continua Tarasconi – serve rimodulare le legge regionale 41: “I fondi già messi a disposizione dalla Regione durante la presidenza Bonaccini per la riqualificazione e ristrutturazione di attività commerciali sono meritori, ma occorre un cambio di passo per quel che riguarda gli incentivi per giovani imprenditori che vogliano subentrare ad attività in chiusura. I finanziamenti in fase di avvio di impresa sono fondamentali per controbattere al caro affitti ed evitare di perdere una ricchezza insieme economica e culturale”. Determinante, in ottica di sviluppo futuro, sarà poi un “nuovo patto generazionale” tra proprietari e nuovi commercianti: “Mi auguro – conclude Tarasconi - che i proprietari dei “muri” possano vedere oltre il lato meramente economico, riconoscendo il valore sociale della continuità generazionale nel commercio ed aiutare le nuove leve a resistere alle logiche della grande distribuzione, a beneficio di tutto il panorama urbano”.

Pubblicato in Cronaca Piacenza

Generi alimentari, abbigliamento sportivo, prodotti di bellezza e tecnologia tra gli oggetti che vanno maggiormente “a ruba”. I taccheggiatori agiscono soprattutto durante le festività, i weekend e durante i saldi. I furti denunciati sono 193 ogni 100 mila abitanti.

di M.F. Modena 9 agosto 2019 - Con 193 furti denunciati ogni 100 mila abitanti a livello provinciale, Modena si piazza al 18° posto in Italia per furti nei negozi. È quanto emerge dalla ricerca Retail Security in Europe. Going beyond Shrinkage che ha pubblicato i dati rilevati da 23 mila esercii commerciali in 11 paesi compresa l’Italia. Una posizione non certo da invidiare. Ma che cosa si ruba di più e quali sono gli esercizi più colpiti?

Tra i prodotti che vanno maggiormente “a ruba” ci sono i generi alimentari, soprattutto alcolici, tra liquori e champagne, ma anche formaggi, carne, pesce in scatola e dolci. Tutti alimenti in genere “costosi”, che non ci si può permettere, oppure da rivendere. Segue nella lista degli “oggetti del desiderio” l’abbigliamento sportivo, ma anche pantaloni, accessori, camicette, al terzo posto la tecnologia, con in cima alla classifica degli oggetti più rubati cellulari e auricolari, quarto “podio” dei più rubati ai prodotti di bellezza, tra creme e cosmetici.

L’identikit dei taccheggiatori è eterogeneo e va dagli adolescenti ai giovani adulti per quanto riguarda articoli tecnologici, cancelleria e abbigliamento sportivo. Ragazze e donne adulte, invece, si indirizzano prevalentemente su cosmetici, accessori e generi alimentari. Ci sono poi piccole bande di 3-4 persone specializzate in furti, anche su commissione, che agiscono servendosi di borse schermate, attrezzi per staccare le etichette antitaccheggio e jammer, disturbatori di frequenze.

Meno frequenti i furti con scasso e i reati predatori. Per quanto riguarda questi ultimi, il 50% è avvenuto con minacce verbali e solo nel 20% con armi bianche. Marginali i casi di violenza fisica.

Curiosi, poi, i periodi in cui si concentrano maggiormente i furti. Da quanto emerge dalla ricerca i taccheggi aumentano durante le festività, in particolare durante quelle natalizie, durante i weekend e nel periodo dei saldi.