Ambiente. L'assessore Gazzolo: "All'impianto di termovalorizzazione di Coriano, in provincia di Rimini, non arriverà alcun nuovo rifiuto da smaltire. L'ipotesi che circola è totalmente infondata, non verrà mai utilizzato nemmeno in futuro per smaltire quote di rifiuti attualmente trattate in quello di Ravenna, che abbiamo deciso di chiudere a fine anno. Una linea, quella dell'Emilia-Romagna, che continuerà a mettere al riparo tutti i nostri territori, da Piacenza a Rimini, dalle drammatiche emergenze rifiuti che continuiamo a vedere in altre aree del Paese, sviluppando un vero modello di economia circolare". 

Bologna –

All’impianto di termovalorizzazione di Coriano, in provincia di Rimini, non arriverà alcun nuovo rifiuto da smaltire. L’ipotesi che circola è totalmente infondata. E l’impianto riminese non verrà mai utilizzato nemmeno in futuro per smaltire quote di rifiuti attualmente trattate in quello di Ravenna, che abbiamo deciso di chiudere a fine anno grazie all’efficacia della programmazione definita nel Piano regionale rifiuti approvato nel 2016 e all’aumento della raccolta differenziata, arrivata al 68% in Emilia-Romagna”.

Così l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo, che prosegue: “Ribadisco ancora una volta che fra la linea della Lega, che vorrebbe un inceneritore in ogni provincia, e quella dei 5 Stelle, per i quali non bisognerebbe realizzare impianti a prescindere, preferiamo la strada scelta dall’Emilia-Romagna, basata appunto sulla raccolta differenziata e una programmazione regionale che ci permette di iniziare a chiuderli gli inceneritori, come succederà a Ravenna, smaltendo le quote di rifiuti di quell'impianto utilizzando l'attuale capacità di smaltimento autorizzata, quindi senza alcun aumento di tale capacità. Qui possiamo permetterci di chiudere gli impianti progressivamente quando non servono più perché stiamo sviluppando un modello di economia circolare dove i rifiuti diventano una risorsa, la raccolta differenziata consente di fare impresa del riciclo, quindi nuovi posti di lavoro autenticamente green. Una linea- chiude Gazzolo- che continuerà a mettere al riparo l’Emilia-Romagna e tutti i suoi territori, da Piacenza a Rimini, dalle drammatiche emergenze rifiuti che continuiamo a vedere in altre aree del Paese”.

 

Pubblicato in Cronaca Emilia
Venerdì, 05 Aprile 2019 10:43

C'è qualcosa nell'aria.

Al Poggio di Sant'Ilario Baganza cresce la preoccupazione per i dati dell'ARPAE. Il Benzopirene (composto aromatico cancerogeno) è superiore di 200 volte a quanto riscontrato nel capoluogo.

Nonostante le rassicurazioni dell'amministrazione comunale, che nei giorni scorsi avevano cercato di tranquillizzare i residenti, questi ultimi dati sembrano aver riacceso l'apprensione per la salute.

Portavoce della preoccupazione dilagante è il consigliere di opposizione Angelo Lusuardi che ha diramato un comunicato che di seguito pubblichiamo.

"Come consigliere comunale di "Cambiamo Felino" siamo molto preoccupati dai dati che emergono dalle rilevazioni Arpae fatte a Poggio di Sant'Ilario Baganza. Dai dati si apprende che emergono valori in particolar modo di benzopirene, superiori di 200 volte quelli rilevati a Parma.
Anche il valore di PM10 risulta spesso più alto anche nei confronti di territori come Langhirano dove la presenza industriale è ben maggiore.
Tutti conoscono i problemi alla salute legati al benzopirene e poco rassicura che siano dentro i parametri di legge in quanto il loro livello è enormemente troppo elevato rispetto al luogo. Il problema c'è, è chiaro e misurato. Ora va affrontato e risolto definitivamente da parte dei nostri amministratori. Questo chiedono ancora una volta i cittadini , che si difenda la salute pubblica e che si proteggano i residenti da ogni rischio ambientale
Agire si può, si deve solo volerlo fare."

Angelo Lusuardi Consigliere Comunale "Cambiamo Felino"

NOTE:
Leggi anche: https://www.gazzettadellemilia.it/economia/item/21717-quello-strano-odore-al-poggio-di-s-ilario-baganza.html 

Il link per accedere al sito dell' Arpae
https://www.arpae.it/dettaglio_generale.asp?id=3057&idlivello=1692 

(di N.C. 4 aprile 2019)

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Pubblicato in Ambiente Parma

Rifiuti Parma. Bertani (M5s) chiede una presa di posizione forte della Giunta Regionale sulla decisione di aumentare i quantitativi di pattume da bruciare.

Iren avrebbe intenzione di aumentare la quantità massima di rifiuti da incenerire nell'impianto di Ugozzolo, a Parma, passando da 130.000 tonnellate all'anno a 190.000.

La Regione starà dalla parte del territorio e dei cittadini? Lo chiede in Aula in un'interrogazione, Andrea Bertani (M5s) che sottolinea come la scelta di Iren non sia coerente con le azioni politiche che la Regione vorrebbe mettere in campo per la gestione dei rifiuti – a partire dalla legge regionale sull'economia circolare del 2015. "Il piano di gestione dovrebbe prevedere l'ottimizzazione degli impianti esistenti e il progressivo spegnimento di tutti gli inceneritori" spiega Bertani.

"La Regione sta dalla parte del territorio" assicura l'assessore regionale all'ambiente, Paola Gazzolo, "è già stato avviato un tavolo per un percorso di confronto con Iren". Ma Bertani non è soddisfatto della risposta. "Vorrei una presa di posizione netta, non l'ennesimo tavolo" risponde all'assessore. Nei confronti di Iren serve "un'azione forte", "Parma è diventata capitale della cultura, non si può gestire in questo modo un problema che è "strutturale".

(Francesca Mezzadri)

Il Comune di Parma si dice d'accordo con la Regione Emilia Romagna sull'apertura di un tavolo di dialogo, tra i soggetti interessati, circa la volontà di redigere un nuovo accordo volontario di autolimitazione della quantità di rifiuti da incenerire nell'impianto di Ugozzolo.

L'assessore all'Ambiente Tiziana Benassi, infatti, fa sapere che "Il Comune c'è, e si rende sin d'ora disponibile a essere presente al tavolo del dialogo a fianco della Regione, in quanto competente in materia, e con i soggetti interessati per raggiungere un nuovo accordo volontario di autolimitazione della quantità di incenerimento da mandare a Ugozzolo, oggi scaduto. Al tavolo ribadiremo la nostra posizione: chiederemo di mantenere l'autolimitazione a 130 mila tonnellate annue di rifiuti mandati a incenerimento. Questa non è solo la proposta del Comune, è la proposta di tutta la città. L'autolimitazione è una garanzia: Parma ha raggiunto livelli eccellenti di raccolta differenziata e per questo vogliamo continuare a compiere passi in avanti, in un'ottica di aumento della raccolta differenziata e nel rispetto del Piano Regionale Rifiuti 2020".

Emergenza rifiuti a Roma. La Regione Emilia-Romagna accoglie la richiesta d'aiuto del Lazio: smaltimento di piccole quantità prestabilite, per un periodo limitato e tassativamente non reiterabili. Bonaccini-Gazzolo: "Solidarietà istituzionale e senso di responsabilità di fronte a difficoltà che non possono continuare a ricadere sui cittadini"

"E' venuto il momento di cambiare altrimenti cominceremo a dire basta a chiunque, perché politiche virtuose sono assolutamente praticabili e possibili: noi autosufficienti da sempre e con la differenziata al 62% con previsione oltre il 70% al 2020".

Trattati nei termovalorizzatori di Parma, Modena e Granarolo nel bolognese per non più di sei settimane effettive. Pagamenti: quota 'verde' aggiuntiva versata ai tre Comuni. Sul pieno rispetto delle norme di tutela ambientale durante il trasporto vigilerà l'Arpae dell'Emilia-Romagna

Bologna 30 dicembre 2017 – Quantità limitate e prestabilite, tassativamente non superabili e non reiterabili, inferiori rispetto ad analoghi interventi passati, e per un periodo limitato, poco più di 40 giorni effettivi. Per solidarietà istituzionale e senso di responsabilità verso i cittadini e la collettività romana e per l'immagine del Paese a livello internazionale, visto che si parla della Capitale del Paese.

La Regione Emilia-Romagna ha deciso di accogliere la richiesta della Regione Lazio legata all'emergenza rifiuti a Roma. In una propria delibera, la Giunta ha fissato limiti rigidi quanto a tempi e quantitativi: saranno i termovalorizzatori di Parma, Modena e Granarolo nel bolognese, individuati d'intesa con gli amministratori locali, a smaltire non più di 15mila tonnellate complessive (5mila per ogni impianto) di rifiuti indifferenziati provenienti dalla Capitale. Quantità che rientrano nelle capacità termiche già programmate per singoli impianti: vista la necessità espressa da Roma, smaltire 350 tonnellate giornaliere, l'impegno per l'Emilia-Romagna non supererà i 43 giorni pieni. In caso di giornate senza smaltimenti o con smaltimenti parziali, l'atto della Giunta fissa comunque in massimo 60 giorni effettivi l'impegno regionale a partire dal primo conferimento negli stabilimenti individuati.

"Una decisione non facile- affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l'assessore all'Ambiente, Paola Gazzolo-. Abbiamo comunque scelto di raccogliere la richiesta arrivata dal presidente della Regione Lazio, Zingaretti, per senso di responsabilità di fronte a difficoltà e a una emergenza che non possono continuare a ricadere sui cittadini di Roma e per solidarietà istituzionale, specie di fronte all'appello a sindaci e Regioni arrivato dallo stesso Zingaretti. Negli ultimi due anni abbiamo dato una mano, una sola volta all'anno, a chi aveva bisogno e non ci tiriamo indietro nemmeno stavolta, con tempi e quantitativi certi e non superabili. Sia chiaro, però, che è ora di dire basta, di cambiare e adottare ovunque misure strutturali che portino a una svolta, senza dover ricorrere all'intervento di altri territori virtuosi. In Emilia-Romagna siamo pienamente autosufficienti sullo smaltimento- proseguono Bonaccini e Gazzolo- e siamo tra le regioni più virtuose in Italia per la raccolta differenziata che quest'anno ha raggiunto il 62%. E con l'introduzione della tariffazione puntuale punteremo a superare il 70% nel 2020. Sono risultati frutto di scelte precise, a partire dalla legge per l'economia circolare che premia i comuni più virtuosi con sgravi sulle bollette. Nel 2018 aggiungeremo altri 2 milioni di euro per premiare ancora di più i cittadini che differenziano e per migliorare il rendimento dei territori, perché vogliamo che il riciclo aumenti. Dunque, si può fare e bene: le amministrazioni locali ancora indietro, passino dalle parole ai fatti, per passare dall'emergenza all'autosufficienza".

Per quanto riguarda i costi di conferimento e le modalità di pagamento, saranno pattuiti direttamente tra i gestori degli impianti di partenza e di arrivo dei rifiuti, in linea con i costi emiliano-romagnoli, con una quota "verde" aggiuntiva che sarà versata ai Comuni di Parma da parte della società Iren Ambiente spa e di Modena e Granarolo (Bo) da parte della società Hera Ambiente spa, con il coinvolgimento diretto dei Comuni stessi.

In merito al trasporto dei rifiuti, dovrà avvenire nel rispetto delle norme vigenti a salvaguardia dell'ambiente e sarà monitorato da Arpae, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale./BB

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Siglato l'accordo tra Regione Emilia-Romagna e Iren. Alla conferenza dei servizi di ieri pomeriggio il Comune di Parma ha ottenuto la limitazione dei rifiuti da bruciare. Iren autolimiterà la quantità di rifiuti destinati al termovalorizzatore di Parma a 132.500 tonnellate, di cui 125.000 di rifiuti urbani di Parma e Reggio Emilia e 7.500 di rifiuti speciali. -

Parma, 2 febbraio 2016

Un tema spinoso, quello dei rifiuti provenienti da fuori città e destinati all'inceneritore di Ugozzolo, che volge al termine con l'accordo messo in atto tra la Regione ed Iren che prevede una sorta di autolimitazione in base ai contenuti del piano regionale. A siglare l'accordo, ieri pomeriggio, l'assessore regionale alle Politiche ambientali Paola Gazzolo e l'amministratore delegato di Iren Ambiente Roberto Paterlini.

In base all'intesa raggiunta, Iren autolimiterà la quantità di rifiuti destinati al termovalorizzatore di Parma a 132.500 tonnellate, di cui 125.000 di rifiuti urbani di Parma e Reggio Emilia e 7.500 di rifiuti speciali (fanghi e ospedalieri di Parma), così come prevede il Piano regionale dei rifiuti.
Iren Ambiente è titolare dell'impianto di trattamento rifiuti "Polo Ambientale Integrato" di Parma (PAIP) per il quale è in corso il procedimento per il riconoscimento della capacità termica e qualifica di impianto di recupero energetico R1.
L'accordo prende inoltre atto delle decisioni assunte a livello di indirizzo sia dalla Provincia di Reggio Emilia sia della Regione in relazione alla discarica di Poiatica nel comune di Carpineti (Re), che non è più contemplata fra le discariche del Piano di riferimento regionale. In base all'intesa raggiunta, sarà avviato uno studio per valutare la fattibilità tecnica ed economica di un progetto che preveda la migliore riqualificazione ambientale complessiva del sito, anche attraverso l'attivazione di qualificate competenze di livello universitario.

Il Comune di Parma, che aveva già presentato nelle precedenti sedute osservazioni fortemente critiche verso la richiesta di Iren, di approfittare dello Sblocca Italia per aumentare la capacità dell'impianto di incenerimento da 130.000 a 195.000 tonnellate/anno e per allargare il bacino di conferimento rifiuti a tutto il territorio nazionale, ha ottenuto che il rapporto di impatto ambientale si chiuda con una precisa indicazione circa il quantitativo massimo conferibile a incenerimento.

L'accordo citato infatti legava ai flussi previsti dal piano regionale il limite di 130.000 tonnellate, lasciando però aperta la porta a future variazioni della pianificazione, possibile secondo le norme ogni anno ed attuabile agevolmente dal gestore se veniva recepita la richiesta originale della saturazione del carico termico.

"In questo modo - dichiara l'assessore Gabriele Folli - abbiamo ottenuto che venga fissata una quota massima e che si vada nella direzione di riduzione del ricorso all'incenerimento consapevoli che anche Reggio Emilia dovrà per forza procedere nell'implementazione della raccolta differenziata secondo quelli che sono gli obiettivi del Piano Regionale e per ridurre la tariffe dei cittadini reggiani. Abbiamo chiesto inoltre che venga ricostituita la Commissione Tecnico-Amministrativa che, con i Comuni interessati e gli enti preposti al controllo, dovrà lavorare per fornire un ulteriore supporto su monitoraggio e comunicazione sulle attività dell'impianto".

Pubblicato in Cronaca Parma

L'atto d'indirizzo chiede anche l'abbassamento delle tariffe e ribadisce la priorità di utilizzo dei rifiuti urbani rispetto a quelli speciali. Al vaglio anche uno studio di fattibilità per la gestione pubblica dell'acqua e l'istituzione di un tavolo interprovinciale per l'area vasta "Emilia".

Parma, 27 luglio 2015 –

Ultima assemblea dei sindaci prima della pausa estiva. Al vaglio dei primi cittadini dei Comuni del Parmense tre atti d'indirizzo: valutazione della richiesta di Iren di aumentare la capacità d'incenerimento del termovalorizzatore e, quindi, dalle attuali 130.000 tonnellate all'anno a 195.000 e di utilizzare rifiuti provenienti anche da fuori provincia e da fuori Regione; valutazione di uno studio di fattibilità per capire le dinamiche economiche, giuridiche e di gestione relative alla costituzione di una società pubblica per la gestione del Servizio Idrico Integrato dei Comuni della provincia di Parma; istituzione di un tavolo di lavoro interprovinciale per la definizione dell'area vasta "Emilia".

L'assemblea dei sindaci vota l'atto di indirizzo (approvato con tre voti di astensione) relativo alla richiesta di Iren per l'adeguamento dell'autorizzazione integrata del PAIP così da aumentare la capacità di incenerimento del termovalorizzatore di Ugozzolo e per utilizzare rifiuti solidi urbani e speciali extra-provinciali ed extra-regionali. L'atto votato esprime la ferma e incondizionata contrarietà, da parte dell'assemblea, al potenziamento della capacità di smaltimento del termovalorizzatore di Parma e all'utilizzo di rifiuti solidi urbani e speciali provenienti al di fuori dell'ambito provinciale; l'atto richiede l'impegno del Presidente della Provincia e del Sindaco del Comune di Parma a chiedere agli Enti preposti che venga mantenuto il rispetto degli impegni assunti in sede di pianificazione e di autorizzazione del PAIP e che, in ogni caso, vengano previste tariffe più favorevoli per il territorio provinciale qualora, a seguito della sopravvenuta normativa, presso il PAIP dovessero smaltirsi rifiuti originati in zone esterne al territorio della Provincia di Parma.

Assemblea Sindaci rid

Il Sindaco del Comune di Parma, Federico Pizzarotti e la Consigliera Provinciale all'ambiente e sindaca di Colorno, Michela Canova, hanno sottolineato la questione delle tariffe: "A fronte di utilizzo di rifiuti da fuori provincia o da fuori regione la richiesta è che le tariffe non siano uguali a quelle degli altri (che sono già più basse) ma che vengano ulteriormente abbassate: è un grande risultato".

Approvato anche l'atto (con un voto d'astensione) per la realizzazione di uno studio di fattibilità tecnico-economica, da parte dell'Università degli Studi di Parma in collaborazione con ATERSIR (che si è già espressa favorevolmente), per evidenziare problemi e criticità nella costituzione di una società interamente pubblica per la gestione del servizio idrico integrato; approvata anche la costituzione di un forum tecnico in cui i rappresentanti delle amministrazioni possano discutere gli aspetti più interessanti e critici dello studio di fattibilità e la programmazione di una riunione consiliare per ciascun Comune per la presentazione dell'iniziativa. L'operazione non comporta alcun onere per la Provincia e i Comuni del territorio.

Infine approvato, con un voto di astensione, l'atto di indirizzo per l'istituzione di un tavolo di lavoro interprovinciale per la definizione dell'area vasta "Emilia". Il Presidente della Provincia e il Consiglio Provinciale proporranno la costituzione di un tavolo di concertazione con le altre Province dell'area vasta Emilia e, in particolare, con le Province di Piacenza, Reggio Emilia e Modena. Infatti nel riordino istituzionale inaugurato dalla Legge 56/2014 (cosiddetta Del Rio) e proseguito con legge di riordino istituzionale della Regione Emilia-Romagna, le Province possono agire in modo propositivo coordinando tavoli di confronto e discussione.

Interventi del sindaco di Zibello, Andrea Censi, che ribadisce la necessità di un tavolo poiché "è fondamentale il tema della pianificazione strategica nel disegno della legge regionale sull'uso del territorio ed è necessario immaginare le modalità di stare insieme e i temi che l'area vasta dovrà affrontare". Anche Paolo Bianchi, sindaco di Collecchio, ricorda come "la legge regionale non ha preso in considerazione i confini dell'area vasta e ci sono 120 giorni per definire che cosa devono essere queste aree vaste".

Anche il sindaco Pizzarotti sottolinea l'importanza del percorso da delineare e il suo voto favorevole all'iniziativa così come il sindaco di Borgo Val di Taro, Diego Rossi, che ha sottolineato "come la proposta sia utile se accompagnata da un lavoro d'integrazione fra i Comuni anche in vista di possibili unioni e fusioni, per fare in modo che il territorio non sia sempre più distante dai luoghi decisionali".

(fonte: ufficio stampa Provincia di Parma)

Il Sindaco di Parma Pizzarotti ha illustrato la "Proposta di atto di indirizzo dell'Assemblea in merito alla richiesta di Iren di adeguare l'autorizzazione integrata del PAIP aumentando la capacità di incenerimento dell'inceneritore di Ugozzolo dalle attuali 130.000 tonnellate/anno a 195.000 e di utilizzare rifiuti solidi urbani provenienti anche da bacini di raccolta extra-provinciali ed extra-regionali". Dal Prefetto Forlani buone notizie sulla sicurezza: calano del 13% i delitti nel Parmense nei primi dei mesi dell'anno. -

Parma, 10 luglio 2015 -

Dodici mesi per 30 ore la settimana, con un piccolo compenso mensile, per ragazzi 18 – 29 anni: è il Servizio Civile volontario nazionale e regionale, per cui ci sono ora maggiori possibilità di attivare progetti e opportunità perché sono aumentate le risorse a disposizione. Lo ha spiegato il Coordinamento Provinciale Enti Servizio Civile di Parma e provincia all'Assemblea dei Sindaci della Provincia di Parma che si è riunita oggi a Palazzo Giordani. Il Coordinamento, che supporta gli enti nell'organizzazione e promuove l'iniziativa presso i ragazzi, ha chiesto la collaborazione dei Comuni per la promozione e l'aumento di posti disponibili sul territorio.

Il Prefetto di Parma Giuseppe Forlani, che già nei mesi scorsi ha incontrato i Sindaci del territorio sul tema della sicurezza, ha portato all'Assemblea i dati del 1° semestre 2015. C'è una riduzione del totale dei delitti denunciati del 13%, in particolare: diminuiscono del 7% i furti, del 19% i furti in abitazione, e calano anche rapine in banca e truffe. Aumentano invece i borseggi (934 nel 1° semestre rispetto al 733 dell'intero 2014). Numeri modesti (da 7 a 12) per le rapine in abitazione, e non si è mai registrato accanimento contro le vittime. Il furto di rame, in particolare delle linee elettriche, segnalato in questo primo semestre 2015, ha fatto segnalare un intervento particolarmente tempestivo delle Forze dell'ordine, e il fenomeno sembra essere scomparso.

Sono già state sperimentate positivamente forme di collaborazione per il controllo del territorio tra le varie forze dell'ordine, polizie municipali e carabinieri, polizia stradale, della Guardia di Finanza, con scambio di informazioni, anche di dati provenienti da videosorveglianza. Positivi i risultati del protocollo "Mille occhi sulla città", firmato a marzo da 26 Comuni, e anche delle segnalazioni da parte dei cittadini. Sono state 2163 le persone denunciate e 314 gli arrestati.

Buoni i risultati delle operazioni contro la contraffazione e l'abusivismo, nei mercati soprattutto. Infine, molto utili i 18 incontri con la cittadinanza, che continueranno. Per i controlli sulla criminalità organizzata, oltre all'operazione Aemilia, continua la collaborazione tra le forze dell'ordine sui contratti e le misure di prevenzione tra cui le indagini patrimoniali.
Positivi i commenti sul tema dei Sindaci di Berceto Lucchi, di Zibello Censi, di Fidenza Massari.

Il dirigente del Servizio Agricoltura della Provincia Antonello Barani ha poi spiegato le linee guida regionali sul contenimento delle nutrie. Non si può parlare più di eradicazione, ma ormai solo di contenimento di questo animale, che ha un unico nemico naturale - il freddo molto intenso- e si riproduce con ben 8 - 10 piccoli per volta. Dal 1999 la Provincia ha predisposto dei Piani di controllo in accordo con i Comuni e l'Ausl e dal '99 fino al 2013 sono state abbattute 50 mila nutrie; nel solo 2013 sono stati risarciti 10 mila euro di danni da nutrie nel Parmense. Ora però la nuova legge regionale le ha parificate ai ratti, quindi i danni non sono più risarcibili, e non sono più attuabili dalla Provincia i piani di controllo, che passano ora ai Comuni in collaborazione ai soggetti interessati, come Aipo e Consorzio di Bonifica.
Intervenuti sul tema: i sindaci Censi di Zibello e Azzali di Mezzani.

Il Sindaco di Parma Pizzarotti ha quindi illustrato la "Proposta di atto di indirizzo dell'Assemblea in merito alla richiesta di Iren di adeguare l'autorizzazione integrata del PAIP aumentando la capacità di incenerimento dell'inceneritore di Ugozzolo dalle attuali 130.000 tonnellate/anno a 195.000 e di utilizzare rifiuti solidi urbani provenienti anche da bacini di raccolta extra-provinciali ed extra-regionali".
"Ci sembra una beffa bruciare di più, dopo tutti gli sforzi fatti per incrementare la raccolta differenziata" ha affermato tra l'altro Pizzarotti, ricordando l'esempio dell'amianto per caldeggiare il principio di prudenza e l'importanza di salvaguardare innanzitutto la salute, ricordando che Iren è una società a maggioranza pubblica.
L'Assessore all'Ambiente del Comune di Parma Folli ha negato che la non saturazione dell'impianto debba tradursi necessariamente in un aumento delle tariffe.
Michela Canova sindaca di Colorno e Delegata provinciale all'Ambiente ha proposto alcuni emendamenti, sia di carattere tecnico sia di presa d'atto della nuova normativa. Ha richiesto, tra l'altro, di specificare che il nostro impianto non dovrebbe ricevere rifiuti speciali, in base a un atto dell'allora Giunta provinciale, e che Iren si impegni a rivedere profondamente le tariffe. Ha ricordato inoltre che tra gennaio e febbraio 1016 è attesa la Via (Valutazione di impatto ambientale), ma la competenza a quel punto potrebbe essere della Regione e non più della Provincia.

Intervenuti: i sindaci di Berceto Lucchi (sull'elevata entità delle tariffe), di Fornovo Grenti (sul ritardo con cui i sindaci sono stati coinvolti sul tema inceneritore, sull'importanza di ridurre i costi medi tra rifiuti urbani e speciali, e di salvaguardare le cooperative sociali che si occupano di gestione dei rifiuti), di Zibello Censi (sulla necessità di una nuova politica di "area vasta" che vada oltre le Province, in via di superamento per le politiche ambientali). Il Sindaco di Fontanellato Altieri ha poi proposto un rinvio di dieci giorni per la decisione per arrivare a votare un documento condiviso, e ha invitato all'unità, soprattutto nei confronti della Regione, il primo cittadino di Varsi Aramini ha ricordato i sacrifici fatti dai piccoli comuni, le cui discariche hanno servito negli anni anche quelli grandi, e per i quali i cui costi rischiano di lievitare ora del 30 – 40% . Il Sindaco di Sorbolo Cesari, non contrario ad incenerire i rifiuti di fuori, soprattutto di Reggio e Piacenza, soluzione migliore della costruzione di un altro inceneritore a Brescello o Lentigione, ha caldeggiato il rinvio della votazione.

Bricoli di Langhirano ha chiesto di inserire nel documento che le tariffe non aumentino, si inceneriscano solo Rsu (rifiuti solidi urbani) e Iren si assuma le sue responsabilità rispetto alla capacità di incenerimento autorizzata inizialmente.
Pizzarotti propone di non cambiare "tonnellaggio" con "carico termico" circa la capacità di smaltimento, ma ribadisce che la tariffa non deve essere la questione dirimente, il fattore ambientale sì. D'accordo che se Iren ha sbagliato i conti, paghi l'errore. Ma ha chiesto chiarezza agli altri sindaci.
Fritelli ha affermato di restare nel solco tracciato dai pronunciamenti del Pd provinciale e del gruppo Pd in Comune di Parma.

Al termine della riunione è stata rinviata di una decina di giorni la decisione in merito al documento, ed è stato aggiornato alla stessa data anche l'altro punto all'ordine del giorno, lo studio di fattibilità sulla costituzione di una società pubblica per la gestione del Servizio Idrico Integrato per i Comuni della provincia di Parma.

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Parma)

Sabato ci sarà la manifestazione promossa dal Comune di Parma per fermare l'applicazione dell'articolo 35 del decreto noto come "Sblocca Italia", che liberalizza il conferimento dei rifiuti anche al di fuori dei confini regionali, e soprattutto di stoppare la richiesta di Iren di incrementare la portata dell'inceneritore di Parma a 195.000 tonnellate l'anno. La nota stampa di Aldo Caffagnini: "Nessun Dorma, chissà che questo appello-invito non scuota anche le loro coscienze." -

Parma, 7 luglio 2015 -

Di fronte al rischio di trasformare Parma in una pattumiera dei più svariati rifiuti per qualità e provenienza, stupisce il silenzio di chi maggiormente dovrebbe essere sensibile e attento alla difesa del valore territoriale del nostro lembo d'Italia.
I consorzi di tutela, le piccole e grandi industrie dell'alimentare, fondano le loro fortune sul buono&sano, concetti che non stanno insieme con incenerisco&fumo.
Il silenzio di chi è colpevole.
Di aver lasciato crescere sulla propria terra un enorme, inutile, desueto, camino.
L'11 luglio ci si aspetterebbe anche da loro una presenza compatta e rumorosa, se non altro per difendere gli interessi minacciati da un business miope e lontano dal territorio.
Invece ad oggi dobbiamo registrare solo sospiri.
E mulini con le pale ferme, senza una parvenza di vento, nonostante il grande e possente motore nascosto sotto le pale.
Spiace dover constatare che i grandi temi e passioni green, su cui si investono molti quattrini, sono nella migliore delle ipotesi una buona intenzione, sbriciolatasi sul muro della concretezza.
Se mi presento al mondo come pasionario dei valori fondamentali come il diritto al cibo e l'attenzione per l'ambiente, non mi posso permettere l'assoluta indifferenza verso quello che sta succedendo sulla mia terra (addirittura a qualche centinaio di metri dalla mia fabbrica).
Il rischio di passare per ipocriti è molto alto.
Una candida bandierina sventolata in mezzo al nero pulviscolo smette presto il proprio lindore per uniformarsi al grigio circostante, diventando in breve tempo inconfondibile con il resto.
Il favore del pubblico non è un assioma definitivo ma un traguardo inseguito all'infinito con imponenti investimenti che cercano di mantenere costante l'immagine del prodotto e del produttore.
Chissà cosa succederà quando i consumatori metteranno sulla stessa prospettiva i due camini per capirne le differenze e la similitudini.
Nessun Dorma, chissà che questo appello-invito non scuota anche le loro coscienze.

Aldo Caffagnini

Pubblicato in Cronaca Parma

Sabato 11 luglio alle ore 18 in piazzale Santa Croce il Comune chiama a raccolta partiti, movimenti civici, cittadini e tutti coloro che condividono la richiesta di fermare l'applicazione dell'articolo 35 del decreto noto come "Sblocca Italia", che liberalizza il conferimento dei rifiuti anche al di fuori dei confini regionali, e soprattutto di stoppare la richiesta di Iren di incrementare la portata dell'inceneritore di Parma a 195.000 tonnellate l'anno. -

Parma, 6 luglio 2015 -

Il comunicato di adesione di Zero Waste Italy -

Zero Waste Italy aderisce convintamente e partecipa alla manifestazione dell'11 luglio "Nessun Dorma" promossa dal comune di Parma contro l'inceneritore ed in particolare contro il tentativo della multiutility IREN, proprietaria dell'impianto, di importare rifiuti da tutta Italia. Questo tentativo rappresenta una risposta disperata ed aggressiva alla mancanza di rifiuti da bruciare una volta che la raccolta differenziata porta a porta promossa dal comune ha raggiunto il 70%.

Infatti, al momento, il funzionamento dell'impianto raggiunge circa il 45% delle sue potenzialità di combustione costringendo il gestore a "perorare" l'arrivo di altri rifiuti da fuori grazie all'attuazione dell'articolo 35 dello "Sblocca Italia" che consente di stracciare le pianificazioni regionali e provinciali e di importare rifiuti non provenienti da territori di propria pertinenza attuando una "deregulation" inaudita.
Tutto questo diviene tanto più drammatico poiché lo si vorrebbe realizzare in un territorio sede dell'Autorità Europea Alimentare e di straordinarie "eccellenze alimentari" per di più definito la Food Valley!

nessundorma

Con quale coerenza si potrebbe continuare a definire in questo modo un territorio invaso dalla "industria sporca" dell'incenerimento! E' stato un gravissimo errore costruire a tutti i costi questo impianto che in moltissimi, tra cui Zero Waste Italy, avevano definito oltre che dannoso per la salute e per l'ambiente non necessario se fossero state fatte partire le buone pratiche verso Rifiuti Zero come effettivamente si sta dimostrando.
Così già da un anno Zero Waste Italy ha denunciato il pericolo che proprio perché in carenza di rifiuti questo inceneritore avrebbe esposto Parma a divenire tristemente e pericolosamente sede di smaltimenti da tutta Italia. In particolare paventiamo che i rifiuti verrebbero fatti affluire dalla Liguria e dal Piemonte ma chissà potrebbero arrivare anche la famigerate "ecoballe" dalla Campania.

Per questi motivi la "battaglia di Parma" oltre a confermarsi una delle "tre Stalingrado" su cui si combatte il "fronte delle alternative all'incenerimento" (insieme in primis a Torino e a Firenze) diviene il banco di prova per fermare la scelleratezza dell'articolo 35 che se applicato porterebbe il nostro Paese non a percorrere il sentiero delle buone pratiche di riduzione-riuso-riciclo/compostaggio per estrarre materia, valori economici e occupazionali dai rifiuti come richiesto dall'Europa e dall'enfasi posta sulla "economia circolare "dalla culla alla culla" anche da moltissime imprese ma quello sporco ed inquinante dello smaltimento voluto da multiutilities sempre più distanti ed aggressive nei confronti dei beni comuni e delle comunità locali.

Zero Waste Italy chiede che le autorizzazioni a compiere questo scempio non vengano concesse, che l'inceneritore proprio perché non necessario venga dismesso e che al contrario si realizzino e si finanzino "distretti della riparazione e del riciclo", a partire da quello dei metalli preziosi contenuti nei RAEE - rifiuti elettrici ed elettronici.
Ormai come chiesto dallo stesso Pontefice occorre uscire dall'inganno insostenibile dell'usa e getta combattendo sprechi, malaffare e decisioni prese da "corpi separati" dai territori sempre più compromessi nella loro salute ambientale e compromettenti gli stessi livelli minimi di democrazia.

Zero Waste Italy

 

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