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Dalla "montagna" un esempio da replicare. A Rigoso è stata costituita una Cooperativa di Comunità pronta a far ripartire il paese partendo dalla base e dal centro del villaggio.

Di LGC Parma 7 aprile 2020 - In tutta Italia si fa un gran parlare di quando e soprattutto di come fare ripartire l'economia in tempo di "coronavirus" e in montagna, nello specifico nel comune di Monchio delle Corti, hanno già messo le fondamenta per una pronta ripartenza e pianificate le prime azioni di intervento sociale che seguiranno nell'immediato.

Si chiama "Corte di Rigoso" la cooperativa di comunità che si è costituita nei giorni scorsi presso lo studio notarile di Bernardo Borri a Langhirano e avrà sede in Piazza della Fiera Grossa a Rigoso.

L'idea ha preso vita nel novembre scorso, su iniziativa di un gruppo di residenti e assidui frequentatori del paese, a fronte della serrata del negozio di alimentari e della prossima chiusura della tabaccheria.

Due eventi che deprimerebbero ancor più l'attività socio ricreativa e che invece, grazie alla caparbietà tipica delle persone concrete di montagna, si sono trasformati in fattori di stimolo per un progetto di rilancio turistico, sociale e lavorativo del Paese.

"Con l'ausilio di Confcooperative Parma, abbiamo predisposto un piano economico di sviluppo che si proietta nei successivi 5 anni." A spiegare il progetto è uno dei fautori dell'iniziativa, Claudio Moretti, già sindaco di Monchio, che insieme a altri 6 hanno dato vita alla cooperativa di comunità "Corte di Rigoso" lo scorso 2 aprile presso lo studio del Notaio Bernardo Borri a Langhirano.

Un piano di investimenti che prevede l'acquisto della Tabaccheria, gli arredi per il bar e gli alimentari e infine anche la sistemazione di locali per mettere a disposizione del turismo 8/9 posti letto.

"Abbiamo già trovato due ragazzi, prosegue Claudio Moretti neo Presidente della cooperativa, che da Parma verranno a stabilirsi in paese, dove i genitori hanno una abitazione, e gestiranno l'attività del Bar-Tabaccheria e ai quali come cooperativa daremo sostegno economico per un anno, il tempo dell'avviamento"

Dal Paese più alto della provincia di Parma, crocevia tra due regioni e ben tre province, un esempio di coraggio e progettualità che, dopo la prima fase destinata all'avviamento delle prime attività economiche, intravede già i due successivi temi da aggredire per consolidare la vita sociale del paese: il tema degli anziani e il centro estivo per i ragazzi che d'estate tornano a ripopolare i paesi di montagna.

"Vogliamo contribuire alla resilienza, conclude Claudio Moretti, creando opportunità di lavoro in forza di un progetto economicamente sostenibile. Naturalmente ci siamo confrontati con chi ha già fatto esperienze simili, in particolare con Dario Torri presidente della Coop. Valle dei cavalieri di Succiso, dal quale abbiamo ricevuto suggerimenti e anche incoraggiamento".

Se attualmente la cooperativa è stata fondata con i primi 7 soci, già una quarantina sono le persone in lista di attesa per aderire e ampio è il sostegno da parte degli enti e delle istituzioni, a partire dalla stessa amministrazione comunale di Monchio delle Corti, di Confcooperative Parma , dal Parco Nazionale, dal Parco Regionale e anche dal GAL (Gruppo di Animazione Locale ndr) e infine dalla Unione dei Comuni.

Soci fondatori e membri del cda della Cooperativa di Comunità "Corte di Rigoso":
Claudio Moretti presidente
Manuela Giani vice presidente
Angelo Malmassari cassiere
Cristina Castagnetti consigliera
Elena Quagliotti consigliera
Luciano Bacchieri consigliere
Giampiero Bacchieri Cortesi consigliere

(nella foto di copertina Da sinistra Luciano Bacchieri, Angelo Malmassari, Claudio Moretti, Giampiero Bacchieri Cortesi e il notaio Bernardo Borri)

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Pubblicato in Economia Parma
Giovedì, 02 Aprile 2020 15:16

Le cooperative a "domicilio"

Parma 2 aprile 2020 - Al tempo del coronavirus sono i negozi e le imprese di servizio a raggiungere il cliente. Un servizio utile a rispettare le condizioni di contenimento del Coronavirus attraverso la limitazione degli spostamenti ed il distanziamento sociale. 

Un servizio che, soprattutto in ambito cooperativo, non poteva mancare. E' infatti alla base della cooperazione che la solidarietà e le persone sono posti al centro delle attenzioni della società, in quanto risorse preziose per la costruzione  del "bene comune".

In questa straordinaria e irripetibile circostanza, dove il virus confina ognuno nella propria abitazione, la limitazione alla mobilità non devono influire sulla qualità dei prodotti e dei servizi di cui in precedenza si fruiva.

Ecco perciò, che al fine di rispondere alle esigenze dei cooperatori e dei singoli cittadini, Confcooperative Parma propone e manterrà aggiornato l'elenco delle imprese associate che offrono il servizio di consegna a domicilio.

L'elenco è organizzato per comune di residenza e ogni cooperativa, oltre a indicare la tipologia di merce o servizio disponibile, indica anche la disponibilità della consegna o prestazione di servizio domiciliare, alla spedizione con corriere, a entrambe le opzioni di consegna e spedizione e infine la eventuale apertura al pubblico, nel rispetto dei disposizioni nazionali e regionali.

A seguire il link al sito aggiornato: https://www.confcooperativeparma.net

Tabella (in allegato pdf)

sede società

prodotti

nome

indirizzo

link

consegne a domicilio

spedizione con corriere

aperto al pubblico si no

Calestano (PR)

Parmigiano Reggiano, salumi, vini e altri prodotti tipici

Caseificio Soc. di Ravarano e Casaselvatica / Delfante Damiano

Strada Ravarano 47 - Loc. Ravarano

https://www.facebook.com/Delfante-1245352048866157/

NO

SI

SI

Collecchio (PR)

Ortofrutta

Terra e Sole Soc. Coop. Agr. Sociale

Strada Campirolo 8

https://www.facebook.com/Terra-Sole-cooperativa-sociale-onlus-1497053713861698/

SI

NO

SI

Colorno (PR)

Parmigiano Reggiano, salumi, vini e altri prodotti tipici

Caseificio Soc. San Salvatore S.A.C.

Via Sanguigna 22

https://www.facebook.com/caseificiosocialesansalvatore/

SI (solo su Colorno)

SI

SI

Medesano -PR

Parmigiano Reggiano, salumi, vini e altri prodotti tipici

Latteria Soc. La Medesanese S.A.C.

Strada Carnevala 21/A

https://www.facebook.com/lamedesanese/

NO

SI

SI

Neviano degli Arduini (PR)

Parmigiano Reggiano

Latteria Soc. della Costa di Bazzano S.A.C.

Strada Le Piane 3 - Loc. Bazzano

https://www.facebook.com/Latteria-Sociale-Costa-di-Bazzano-136459923374092/

NO

NO

SI

Noceto (PR)

birra artigianale

Articioc soc. coop.va sociale

Via Marconi n. 6 - Noceto

https://www.facebook.com/articioc.coop.soc/

si

no

no

Palanzano (PR)

Parmigiano Reggiano, salumi, vini e altri prodotti tipici

Latteria Soc. Val d'Enza S.A.C.

Strada Vaestano Valcieca 46 - loc. Vairo

https://www.facebook.com/latteriasocialevaldenza/

NO

SI

SI

Parma

Parmigiano Reggiano, salumi, vini e altri prodotti tipici

Consorzio Produttori Latte S.A.C.

Via Puppiola 15

https://www.facebook.com/CPLPARMA/

NO

SI

SI

Parma

Ortofrutta

Fleming Ortofrutta Soc. Coop.

Via Fleming 26/A

https://www.facebook.com/Fleming-Ortofrutta-1978255609078443/

SI

NO

SI

Parma

Alimentari

Il Punto Verde Soc. Coop.

Via Costituente 35

https://www.facebook.com/PuntoVerdeParma/

SI

NO

SI

San Secondo Parmense (PR)

Parmigiano Reggiano, salumi, vini e altri prodotti tipici

Il Trionfo Caseificio Sociale S.A.C.

Strada Provinciale per Parma 3

https://www.facebook.com/caseificioiltrionfo/

SI

SI

SI

Sorbolo Mezzani (PR)

Parmigiano Reggiano, salumi, vini e altri prodotti tipici

Caseificio Soc. Bassa Parmense S.A.C.

Strada Chiozzola 33 - loc. Ramoscello

https://www.facebook.com/caseificiobassaparmense/

NO

SI

SI

Varano de Melegari (PR)

Parmigiano Reggiano, formaggi freschi, latte fresco, salumi, vini e altri prodotti tipici

Il Battistero S.A.C.

Via Provinciale 94 - Loc. Serravalle Ceno

https://www.facebook.com/CaseificioIlBattistero/

SI

SI

SI

 
Pubblicato in Economia Parma

Confcooperative Parma aderisce all'iniziativa della Fondazione MUNUS per sostenere gli Ospedali di Parma, Fidenza-Vaio e Borgotaro.

di Redazione Confcooperative 23 marzo 2020 - "Andrà tutto bene!", recita lo slogan più in voga del momento, soprattutto se saremo in grado di affrontare l'emergenza con le risorse necessarie per intervenire, curare e proteggere la comunità ivi compreso lo straordinario personale sanitario.

Per queste ragioni Confcooperative Parma, sin dalle sue origini impegnata nella "costruzione del Bene comune", ha partecipato alla raccolta solidale di fondi lanciata dalla locale Fondazione MUNUS nella certezza che la destinazione finale sarà utile alla intera comunità parmense.

Al FONDO EMERGENZA CORONAVIRUS, istituito dalla Fondazione MUNUS, stanno convergendo donazioni di privati cittadini, organizzazioni e imprese che saranno nella disponibilità dei tre ospedali per far fronte a una emergenza sanitaria tanto imprevista quanto ancora sconosciuta.

MUNUS affianca e supporta persone, famiglie, istituzioni, imprese e enti del Terzo Settore che, attraverso donazioni e/o lasciti testamentari, desiderano contribuire alla realizzazione di progetti di utilità sociale e si attiva per facilitare l’incontro tra chi dona e chi realizza i progetti. 

La mission della Fondazione si riassume in sei punti fondamentali:
• promuovere la cittadinanza attiva favorendo la partecipazione e la diffusione delle azioni di solidarietà;
• rendere accessibile e personalizzabile l’atto del dono;
• garantire il buon fine delle donazioni raccolte;
• coordinare la raccolta di risorse in caso di grandi emergenze e di progetti di rilevante impatto sulla Comunità;
• assicurare un impiego corretto, efficiente ed efficace delle risorse stesse;
• sostenere la collettività nella costruzione del bene comune.

Per coloro che intendessero partecipare alla corsa solidale della Fondazione MUNUS possono accedere attraverso il link che segue, "noi l'abbiamo già fatto": https://www.fondazionemunus.it/fondi/fondo-emergenza-coronavirus/?fbclid=IwAR3LAkIbl4t7ijWLL0bIuyhI6ecqMAa-RiJBOK_3C5oExCqLEQ1yN2LH1OI


(PH. Francesca Bocchia per Gazzettadellemilia.it )

FondazioneMunusOspedali_parma_1.jpg 

Pubblicato in Comunicati Sanità Parma

Partner storico dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma, contribuisce con 100 mila euro per rafforzare i reparti COVID 19.

Il Gruppo COLSER-AURORADOMUS, realtà imprenditoriale nazionale fortemente radicata sul territorio provinciale, vuole dare il suo contributo nel contrasto e contenimento della pandemia di COVID 19, con una donazione finalizzata al rafforzamento con strumentazioni adeguate dei reparti che stanno accogliendo i malati di Coronavirus.

“Non potevamo stare a guardare, era urgente e necessario unirci allo sforzo che tutto il Paese sta facendo per combattere questa terribile pandemia – sono le parole di Cristina Bazzini, Presidente del Gruppo e di COLSER, partner storico dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma - Un atto dovuto anche nei confronti dei nostri lavoratori, un esercito silenzioso che tutti i giorni esce di casa e si presenta al lavoro per pulire e sanificare ospedali e reparti produttivi, per prendersi cura dei nostri anziani e delle persone più fragili. Noi stessi assistiamo tutti i giorni all’immenso lavoro che medici e infermieri stanno svolgendo per curare e salvare la vita dei nostri cari. Con i nostri occhi vediamo l’abnegazione, il coraggio e la professionalità di tutte le persone coinvolte, ma nel contempo anche le mille difficoltà che questa pandemia inaspettata e aggressiva ci ha costretto ad affrontare in poche settimane. Lo stiamo vivendo drammaticamente anche noi nei nostri servizi. Ma adesso abbiamo un obiettivo, lo stesso e unico per tutti, tornare alla normalità creando le condizioni adeguate per curare i malati e salvaguardare la salute di tutti”

La donazione di 100 mila euro servirà ad acquistare soprattutto respiratori polmonari per la terapia intensiva, ma anche letti, barelle, dispositivi medici, arredi e quant'altro si rendesse necessario a supportare il personale medico impegnato in questa difficile emergenza sanitaria.

Si informano le cooperative che Fondosviluppo, nell'ambito della strategia pluriennale di Confcooperative per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di comunità come risposta ai bisogni di territori ed aree periferiche, ha avviato un secondo Bando a favore delle cooperative di comunità stanziando un plafond complessivo di euro 700.000, estendibile sino a euro 1.000.000.

I progetti di impresa potranno essere presentati dal 14 gennaio 2020 con scadenza il 31 maggio 2020.

Siamo ad invitarvi, in caso di interesse, a prendere contatti con i nostri uffici, che potranno fornirvi maggiori approfondimenti o l’eventuale assistenza tecnica: Simone Taddei Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

COSA E'

Strumento a sostegno delle Cooperative di Comunità tramite:

- assegnazione di premi e agevolazioni ai migliori progetti di sviluppo locale

- assistenza alla progettazione

- accompagnamento imprenditoriale

 

NB: bando allegato da scaricare

“Mario Bocchi, primo sindaco di Parma”, un libro e un pezzo di storia della città che si completa. Molti ancora i punti da riportare alla luce.

E’ nella prestigiosa sala del Consiglio Comunale di Parma che si è finalmente celebrato il primo Sindaco di Parma, tornato a rivivere nella storia della città, grazie al libro di Giuliano Masola "Mario Bocchi primo sindaco di Parma". Se un pezzo importante della storia di Parma è stato ricomposto, molti nuovi interrogativi si sono manifestati durante la ricerca storica. Quesiti che dovranno essere indagati, sia sulla persona dello stesso Bocchi, sia per completare il quadro politico e sociale di Parma nel primo dopoguerra.

di LGC Parma 8 gennaio 2020 – Mario Bocchi, primo sindaco di Parma, dalla resistenza al tavolo con i "Grandi d'Italia" era da subito caduto nell'oblio senza ragione apparente, una dimenticanza sanata grazie all'associazione Giuseppe Micheli e Confcooperative Parma e al libro di Giuliano Masola "Mario Bocchi primo Sindaco di Parma" che è stato presentato questa mattina nella sala del Consiglio Comunale di Parma.
"Mario Bocchi - recita l'invito al convegno - è stato un uomo silenzioso ma fortemente impegnato nella Resistenza e nella ricostruzione di Parma dalle macerie belliche, stretto collaboratore di Giuseppe Micheli. Il poeta Renzo Pezzani a lui dedicò un libro di poesie. Lo scultore Froni lo ricordò con un busto. Enrico Mattei e Giovanni Marcora amavano ragionare con lui nel salotto di casa sua.
E’ stato fotografato al fianco di illustri personaggi tra cui Alcide De Gasperi, Giulio Andreotti, Ferruccio Parri. Su proposta del CNL, gli Alleati lo hanno nominato Sindaco di Parma nel 1945 e confermato dal Prefetto Ferrari. Ma di lui era scomparsa ogni traccia, nemmeno una fotografia in Comune. Su iniziativa dell’Associazione Giuseppe Micheli e di Confcooperative Parma, Giuliano Masola ha ricostruito la vita, l’impegno sociale e politico di Mario Bocchi, primo Sindaco di Parma, dalla Resistenza al primo anno della ricostruzione della città."


“Fin da piccolo, - ha così introdotto i lavori Alessandro Tassi Carboni presidente del Consiglio Comunale di Parma - come tanti altri coetanei, ho sempre goduto del fascino delle storie: racconti che ti trasportano dentro le vite degli altri, racconti che ti accompagnano in sognanti relazioni.
E la mia attuale esperienza politica consente - determinando così il lato più felice del frangente - di incrociare tante storie stimolanti di uomini, donne e fatti che accolgo sempre con grande curiosità.
Così ho incrociato la storia di Mario Bocchi in occasione del convegno tenuto lo scorso luglio "Il Sindaco che non c'era" grazie all'iniziativa, fra gli altri, di Eugenio Caggiati e Giuliano Masola.
Una vicenda curiosa, fatta di dimenticanze ed oblii, di caratteri schivi e riservatezze, di volontà e ingiustizia, fretta di passare oltre ad uno dei periodi più bui e drammatici della nostra storia recente. In quel contesto certamente Mario Bocchi era la persona giusta, scelta con lungimiranza prima dal Comando Alleato e poi confermata anche dalla Prefettura, per garantire il passaggio istituzionale alla democrazia evitando il feroce disfacimento sociale frutto del lungo periodo di soprusi e libertà violate.
Lo stesso Comune di Parma era caduto nell'equivoco di disconoscere il ruolo ricoperto da Mario Bocchi tra il 1945 ed il 1946 quale Sindaco della città, tanto da non rappresentare neppure la sua immagine fra quella dei primi cittadini presente nella Sala Grande del Municipio. Questo vuoto è stato colmato il 2 luglio 2019 apponendo ufficialmente il quadro contenente una delle rare fotografie (recuperata grazie alle affettuose ricerche del nipote Andrea Saccani) del primo Sindaco di Parma dell'era democratica. La cerimonia, alla presenza delle autorità cittadine, è stata volutamente sobria ma emotivamente partecipata, in coerenza al comportamento e lo stile che ha contraddistinto il passaggio terreno di Mario Bocchi.
E certamente a lui dobbiamo molto di più di quanto gli sia stato mai riconosciuto.
Oggi che, grazie all'appassionato e rigoroso lavoro di ricerca di Giuliano Masola, promosso dall’associazione culturale “Giuseppe Micheli”, la nebbia del silenzio si è diradata e possiamo sentirci più padroni del nostro passato, quale memoria ed origine della nostra identità. Una memoria non sterile e nostalgica ma dinamica energia per le consapevoli scelte che ci attendono.”

All'introduzione del Presidente del Consiglio Comunale hanno fatto seguito i saluti di Carmen Motta, nella sua prima uscita pubblica nel ruolo di Presidente dell'Istituto Storico della resistenza e dell'Età contemporanea di Parma. “Siamo onorati di avere collaborato alla ricostruzione di questo pezzo di storia della nostra città. Bocchi si assunse delle responsabilità impegnative durante il periodo resistenziale e per questo venne nominato primo sindaco di Parma. Provate a immaginare cosa volesse dire tenere insieme le diverse anime della resistenza per condurle alla piena democrazia. Una città devastata dove occorreva garantire anche sicurezza.” “A una persona umile ma coraggiosa, determinata, rigorosa, come pochi noi dobbiamo un grande debito di riconoscenza e questa giornata sia solo l’inizio per conferire lo spessore che Bocchi merita anche ai giorni nostri, ha così concluso la Carmen Motta.”

La figura del "Sindaco Ritrovato" è stata richiamata dallo stesso autore del libro, Giuliano Masola.
Mario_Bocchi.jpg
"Di primo acchito - inizia il proprio intervento Giuliano Masola - direi che oltre alla figura di Mario Bocchi emerge anche la nostra città come era vissuta tre generazioni fa grazie anche al corredo fotografico e la riproduzione di illustrazioni satirico-politiche del tempo.
Dobbiamo ad Andrea Saccani nipote di Mario Bocchi un particolare ringraziamento anche per questo. La Storia si può così riassumere.
Mario Bocchi nasce a Parma il 26 novembre 1903, da Ildebrando ed Ercolina Paini. I genitori, entrambi orologiai, sono di Traversetolo; il trasferimento della famiglia a Parma avviene l’11 novembre 1909.
A Parma, abita in via Cocconi 15; si trasferisce a Modena fra il 1923 ed il 1925. Dalla verifica fatta dopo il suo rientro da parte del Comune, risulta che sta con la famiglia e che lavora presso lo studio notarile dell’On. Giuseppe Micheli.
Il 23 ottobre 1930, ad Albazzano, si sposa con Iolanda Bondani, casalinga; uno dei testimoni è l’on. Giuseppe Micheli. Dalla coppia nascono due figlie: Angiola Maria e Maria Grazia. Dalle schede per il censimento nel 1935 risulta che Mario abitava con la famiglia in via Trento dove resta fino alla metà del ‘45.
L’8 settembre 1943 tutto cambia. Il 21 settembre Giuseppe Micheli, per evitare di essere arrestato, fugge in fretta e furia da Parma, trovando rifugio, prima presso il Seminario di Chieti, poi a Roma. Già pochi giorni dopo l’armistizio, cominciano a formarsi gruppi per la lotta contro tedeschi e repubblichini e i partiti cominciano a riorganizzarsi. A metà ottobre, presso lo studio Micheli, allora in borgo S, Vitale 6, si svolgono riunioni dalle quali prendono corpo, da un lato, il Comitato Nazionale di Liberazione di Parma e, dall’altro, i componenti della nascente Democrazia Cristiana locale fra i quali Renzo Ildebrando Bocchi, patriota e poeta che finirà i suoi giorni nel campo di concentramento di Ersbruck (Flossenburg) nel dicembre 1944. Mario Bocchi è molto abile nell’organizzazione e, soprattutto, conosce tutti coloro che sono in collegamento con l’on. Micheli.
Nell’ambito del CLN, Bocchi, col nome di battaglia di “Perez”, diviene responsabile per la parte organizzativa, mentre in ambito politico ha la direzione del movimento democratico cristiano. Il suo ruolo diventa particolarmente importante; fra l’altro è chiamato a concordare i lanci di materiale da parte degli Alleati per i partigiani.
Con l’assenza di Micheli, Bocchi diventa un elemento cruciale anche per “La Giovane Montagna”, il settimanale attraverso il quale l’onorevole tiene strettissimi rapporti con le comunità parmensi e reggiane. Le leggi sulla stampa, nella Repubblica di Salò, sono ogni giorno più dure, per cui anche il giornale è costretto a sospendere le pubblicazioni fra l’inizio di febbraio e l’agosto del 1944.
Col 25 aprile 1945 si ritorna a un regime democratico. Dopo alcuni incontri in attesa di scendere in Città, il CLN aveva designato il “comandante Arta” ‒ Giacomo Ferrari ‒ prefetto e Mario Bocchi sindaco, a capo di una giunta popolare (la designazione di un esponente della Democrazia Cristiana, in particolare dell’uomo di fiducia di Micheli, funge da contrappeso a quella di Ferrari, personalità di punta del Partito Comunista nella lotta partigiana). La nomina vera e propria avviene da parte degli Alleati il 1° maggio 1945, mentre quella da parte del Prefetto è del 30 giugno.
Fin dal 26 aprile, Bocchi deve fare fronte a una situazione molto grave in città: distruzioni, carenza alimentare ed energetica (manca la legna, ad esempio); alle difficoltà di trasporto si aggiunge la disoccupazione, la mancanza di abitazioni; si scambia il parmigiano col vetro, e così via. Il tutto in un ambiente in cui tanti sono ancora armati e le vendette trovano sfogo.
Dall’aprile del 1945 allo stesso mese del ’46, Mario Bocchi deve decidere anche sulle epurazioni, cercare di mantenere l’ordine pubblico e, tema particolarmente caro ai parmigiani, affrontare il problema urbanistico; il Monumento a Verdi, pesantemente colpito dai bombardamenti, finisce per diventare la spada di Damocle per il Sindaco.
Nella primavera del 1946, le elezioni amministrative vengono vinte dalla sinistra: Primo Savani diventa sindaco, eletto nell’ambito della nuova Giunta Comunale. Mario Bocchi, che si era presentato nella lista della DC senza entrare nel nuovo Consiglio Comunale, cerca altre strade: diventa amministratore dell’Ordine Costantiniano, ricostituito da Micheli, dove resta per alcuni anni.
Il 17 ottobre 1948 muore Giuseppe Micheli, a conclusione di un cinquantennio di vita politica di successo.
Nel 1960 Bocchi si trasferisce a Milano, dove apre una piccola azienda di pubblicità. Resta, però, sempre costantemente in collegamento con tanti alti esponenti della Democrazia Cristiana, che utilizzano la sua abitazione di via San Sisto, a pochi passi dalla sede della D.C. lombarda, come punto di incontro. Viene anche nominato Presidente dei Probiviri della DC per la Lombardia.
Persona assolutamente schiva e riservata ha vissuto in condizioni dignitose, ma ha lasciato solo i soldi per il funerale. È scomparso a Milano il 19 ottobre 1981; il giorno seguente, la sua figura è stata ricordata nella seduta del Consiglio Comunale di Parma.
Le sue ceneri riposano a Parma, nella cappella di famiglia alla Villetta."

Una ricostruzione storica e una riabilitazione del primo Sindaco di Parma che nasce da una idea dell'Associazione Giuseppe Micheli che ha trovato la collaborazione di Confcooperative di Parma.

"E' un volume che fa rientrare nella storia di Parma - sottolinea Eugenio Caggiati presidente dell'Associazione Culturale Giuseppe Micheli - una figura che, più o meno volutamente, era stata dimenticata, quella di Mario Bocchi, primo sindaco di Parma nel dopoguerra. Una figura silenziosa, ma che ha avuto un ruolo di primo piano, come emerge dal suo rapporto con Enrico Mattei ed altri personaggi, anche nella costruzione della Democrazia Cristiana a livello nazionale. Con la ricerca vengono portate alla luce cronache ed immagini del 1945 parmense, quando i parmigiani dovettero usare anche le assi del Teatro Farnese bombardato per scaldarsi.
Come associazione culturale Giuseppe Micheli siamo lieti di aver approfondito il significativo ruolo che i cattolici parmensi hanno avuto in quei drammatici giorni. Quando, in occasione dei 50 anni della sua morte, su iniziativa del circolo Il Borgo, fu celebrato il più significativo studio su Giuseppe Micheli, il personaggio politico più rappresentativo nella storia parmense del ‘900, il nome di Mario Bocchi, capo della sua segreteria, non trovò molto spazio, anzi di lui si dice “personalità di cui, nonostante il ruolo tutt’altro che trascurabile rivestito tra il ’43 ed il ’45 si fatica a ricostruire i precedenti politico-culturali”.
A lui, Sindaco di Parma tra il 1945 ed il ’46, sono state dedicate solo alcune righe in varie pubblicazioni[1] che hanno parlato della storia di Parma dopo la Liberazione. Di lui non c’era nemmeno la foto, nell’apposito spazio antistante la sala del Consiglio comunale, tra quelle dei Sindaci di Parma. Non giravano sue foto nei libri che ricostruivano quei mesi terribili che segnarono la fine della Seconda guerra mondiale; nemmeno la rinata “Gazzetta di Parma” a lui aveva dedicato grandi spazi durante la sua gestione amministrativa. Mario Bocchi è il nome del primo Sindaco di Parma che, negli anni successivi, si è cercato di far dimenticare nella memoria dei parmigiani, nonostante abbia avuto, come scrive don Cavalli, il ruolo di direzione e di coordinamento della nascita della Democrazia Cristiana parmense nel ’43, anche nel movimento cattolico locale, viene presto dimenticato.
In occasione della celebrazione dei 70 anni della morte di Giuseppe Micheli, come associazione Micheli, stimolati anche da un precedente studio su Giacomo Ferrari di Ludovico Cutaia, è diventato perciò logico cercare di approfondire quei tragici giorni ed il legame fra Micheli ed il suo segretario, che è il referente degli Alleati in quei tragici mesi e che viene nominato primo sindaco di Parma; cercare di capire il loro rapporto e ricostruire la situazione sociale, culturale e politica del tempo. È diventato logico chiedersi come mai in una terra storicamente “rossa” il CLN parmense si sia costituito nello studio del cattolico Micheli, e il suo segretario, su proposta del CLN, sia stato nominato Sindaco di Parma prima dagli Alleati, poi dal Prefetto Ferrari. E’ diventato logico anche chiedersi perché un personaggio che ha vissuto in prima persona quel tragico ma eroico periodo storico abbia voluto scomparire nel silenzio.
Il ricercatore dott. Giuliano Masola ha accettato la sfida: ha recuperato foto e notizie setacciando gli archivi e riconsegnando alla storia moderna di Parma il nome e l’immagine del primo sindaco.
“Mario Bocchi, il sindaco che non c’è” è diventato, perciò, il titolo provocatorio di un primo convegno promosso, il 22 novembre 2018, dall’associazione Micheli nell’ambito della Festa della storia, nella sede di Confcooperative di Parma che, a seguito della relazione di Giuliano Masola ha portato il Presidente del consiglio comunale, arch. Alessandro Tassi Carboni, e il Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, a collocare al proprio posto nel Comune di Parma, insieme agli altri sindaci, con una semplice ma significativa cerimonia ufficiale il 2 luglio 2019, la foto, finora incomprensibilmente assente, del primo sindaco di Parma ed ha spinto il dott. Giuliano Masola a rafforzare la ricerca sulla enigmatica figura di Mario Bocchi.
Il convegno ha visto anche la presenza del nipote Andrea Saccani che ha dato alla ricerca uno sviluppo inizialmente inaspettato; da un vecchio cassetto di un buffet, nell’antica casa materna sull’Appennino, sono infatti venuti fuori tanti “ricordi” e foto storiche che il nonno, uomo schivo e silenzioso, aveva lasciato.
Questa pubblicazione di Giuliano Masola porta, quindi, alla luce una figura finora sconosciuta della storia di Parma, un personaggio che, senza voler apparire, ha avuto un ruolo molto significativo nella dura storia parmense dell’avvio della Repubblica: nella Resistenza con il nome di Perez, nei primi mesi del crudo dopoguerra e anche nella nascita della Democrazia Cristiana in terra emiliana e lombarda. Mario Bocchi non ha mai voluto giocare un ruolo di primo piano ma, a lui toccava indicare agli aerei Alleati dove “buttare” dal cielo gli aiuti ai partigiani; a lui è stato chiesto di prendersi la responsabilità di avviare la ricostruzione della città ed anche di rasserenare gli animi assetati di vendetta; a lui è stato affidato il compito di dirigere e coordinare a Parma le energie nella ricostruzione della presenza politica dei cattolici nella DC, ampliando il proprio impegno anche a Reggio ed a Modena.
È difficile comprendere perché nel gennaio del 1960 Mario Bocchi si trasferisca a Milano in un appartamento in affitto vicino alla sede della DC milanese. In tante foto appare vicino ai famosi leader DC nazionali e lombardi di quegli anni. Non ricerca titoli né politici né sui giornali, ma lascia intravedere tanti possibili percorsi il fatto che, dal 1961 fino alla morte, Mario Bocchi ricopra un ruolo significativo nel Collegio dei Probiviri della DC lombarda.
Siamo lieti, come associazione Giuseppe Micheli e Confcooperative, esprimere un grazie a Giuliano Masola che con le sue caparbie ricerche ha recuperato la memoria di un significativo personaggio e di un periodo tragico della nostra storia parmense; un grazie ai contributi di Marco Minardi e di Pietro Bonardi che ricostruiscono la storia di Parma antifascista tra il ‘43 ed il ‘46 e la storia del movimento cattolico locale tra il ‘43 ed il ’48; un grazie al nipote Andrea Saccani che ha portato tanti ricordi sconosciuti di nonno Mario; un grazie al notaio Michele Micheli che ci ha consegnato i ricordi personali del Bocchi che tornava a Parma, ogni tanto, da Milano a salutare l’on. Piero Micheli che era subentrato nello studio notarile dello zio.
Viene alla luce con questa pubblicazione una figura che, pur avendo dato una contributo fondamentale alla storia repubblicana di Parma, era stata, forse volutamente, dimenticata. Vengono alla luce i tragici mesi del 1945 parmense ed emerge anche il ruolo significativo che tanti cattolici hanno dato alla Resistenza ed al dopoguerra nella ricerca della libertà e nella ricostruzione di una società che voleva e sapeva dialogare anche con un comunismo che non nascondeva la speranza di avere un ruolo dominante nella nuova società che stava nascendo a Parma ed in Italia."
([1] Fra le varie pubblicazioni in cui è citato Mario Bocchi, Pier Paolo Mendogni, Aria di libertà e tempi nuovi, in Fra economia e storia, Unione Parmense degli Industriali, Parma, 2005, p. 27 [pp. 27-42], Luciano Verderi, Il cammino della Democrazia Cristiana. Rappresentanti parmensi nelle istituzioni, Circolo culturale il Borgo, Parma, Tecnografica, 2006, p. 82. Compare inoltre in diversi articoli di “Vita Nuova” e della “Gazzetta di Parma” del primo dopoguerra.)


Il momento centrale del convegno è stato senza dubbio quello occupato dalla relazione di Giorgio Vecchio professore ordinario di storia Contemporanea Università di Parma. “Quando nel 2017, ho curato il volume della MUP sul 900, mi sono imbattuto in Mario Bocchi, un sindaco di cui non si sapeva nulla e non si trovava nulla. Solo che nel contesto di quel lavoro non potevo certo approfondire nulla al riguardo, salvo denunciare la mancanza della sua voce biografica nel dizionario dei parmigiani e nemmeno sul sito del comune. Ora grazie al vostro lavoro è stata colmata questa lacuna.”
Una mancanza che ovviamente ha stuzzicato la curiosità del professore che non può certamente venire soddisfatta dal dal solo fatto che Mario Bocchi rappresentasse la Democrazia Cristiana mentre l’amministrazione comunale è stata retta a partire da Savani (1946 - PCI) da amministrazioni di sinistra. Devono essere necessariamente presenti altre motivazioni appartenenti anche alla stessa DC. Fatto sta che comunque, forse per la sua appartenenza ai servizi informativi (servizi segreti) della resistenza e perciò molto presumibilmente in contatto con i “servizi” Inglesi e USA, furono proprio i servizi inglesi che suggerirono, per la sua capacità organizzativa, Mario Bocchi alla carica di primo cittadino di Parma.
“Come sindaco, prosegue il professor Vecchio, molti problemi erano da risolvere.
- l’epurazione, un problema molto grave e fattore divisivo per tutta l’Italia. Un problema che spacca l’opinione pubblica e spacca i partiti.
- Il problema dell’approvvigionamento e della distribuzione dei generi alla cittadinanza;
- Il reinserimento al lavoro dei reduci di ogni tipo e dei disoccupati;
- Il problema della ricostruzione materiale della città dopo i bombardamenti. Ricostruzione materiale ma anche gestione degli sfollati:
- Il problema dei monumenti danneggiati a partire dal monumento a Verdi;
- Infine il problema della sicurezza e dell’ordine pubblico. Non dimentichiamo che all’epoca c’era il banditismo e in quel periodo il giovane capitano dei carabinieri Dalla Chiesa si fece le ossa e sperimentò, con successo, quello che poi utilizzò contro il terrorismo, ovvero l’utilizzo degli infiltrati.”

Il professore prosegue nella narrazione della seconda fase della vita politica di Bocchi, quando a Milano era presidente del collegio dei probiviri della DC lombarda, delle sue amicizie con Marcora e Mattei, quest’ultimo a capo dell’ENI ma anche ex dirigente dei servizi segreti anch’egli. Insomma tutta una serie di ruoli che bene o male fanno convergere al periodo della resistenza e alla sua appartenenza ai servizi di informazione.
Se con questo libro si introduce un importante tassello nella storia di Parma, tanti altri interrogativi fa emergere.

A concludere i lavori è stato l’intervento del nipote, Andrea Saccani, il più grande dei nipoti di Mario Bocchi. “Anche noi sapevamo molto poco di Mario, si diceva, era mia nonna Jole che sapeva tutto, che aveva fatto il sindaco ma che avesse smesso perché non gli piaceva farlo” Questo sino a quando i familiari si sono imbattuti nel team di storici che li hanno indotti a fare delle ricerche trovando, nella cantina del padre, due scatoloni di materiale; gli effetti personali di provenienza dalla casa di Milano (era di proprietà della DC ndr) che dovettero a un certo punto lasciare e perciò distrussero tutti i documenti che non erano di pertinenza familiare. Quindi nulla della sua vita politica è sopravvissuto a quel trasloco. “Nel cassetto della scrivania c’erano tutte le tessere della DC, altre tessere e poche foto, perché non voleva essere fotografato, oltre a tutte le vignette che lo ritraevano e custodiva e altro che poteva sembrare di poco conto.” Tutto materiale che il nipote diede ai ricercatori i quali, con pazienza infinita, riuscirono a dare una giustificazione e una collocazione, pezzo per pezzo a ogni oggetto o scritto rinvenuto 40 anni dopo il lascito, scatoloni mai aperti prima.

 
PARMA 2020: la cooperazione c'è, ha sottolineato Andrea Bonati Presidente di Confcooperative di Parma, in calce al convegno, il quale evidenzia l'importanza della partecipazione sociale delle organizzazioni - "Un’Organizzazione è parte di una Comunità, e pertanto è giusto contribuire alla sviluppo della stessa nelle più svariate sfaccettature. Anche un contributo alla Cultura è importante. Per questo tra le diverse iniziative abbiamo voluto, unitamente all’Associazione “Giuseppe Micheli”, promuovere uno studio/ricerca e la sua pubblicazione, su “Mario Bocchi” uomo della resistenza e primo sindaco di Parma.
Mi fa particolarmente piacere poter presentare questo libro proprio ora in cui Parma è capitale della Cultura italiana, facendolo a poche ore dall’ apertura ufficiale nella sede Municipale, ricordando una persona che per vari motivi è stata dimenticata nel tempo, ma che diede un contributo rilevante nei momenti più difficili del nostro territorio. E’ anche grazie a persone come questa se oggi Parma è diventata capitale della Cultura Italiana.
La cooperazione ha un ruolo importante nella nostra Provincia, basti ricordare il ruolo che ha nella produzione del migliore formaggio al mondo, o all’altro estremo, il valore della tanta cooperazione sociale, e per noi essere qui in questo momento significa anche voler evidenziare questo ruolo."

 

PROGRAMMA EVENTO
Saluto di
Alessandro Tassi Carboni
Presidente del Consiglio Comunale di Parma
Carmen Motta
Presidente Istituto storico della Resistenza
e dell’Età contemporanea di Parma
Relazione di
Giorgio Vecchio
Professore ordinario di Storia Contemporanea Università di Parma
Insieme con l’autore Giuliano Masola,
saranno presenti il nipote Andrea Saccani,
Marco Minardi, Pietro Bonardi
che hanno collaborato nella stesura del libro
Modera la presentazione
Eugenio Caggiati
Presidente Associazione Giuseppe Micheli
SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI PARMA
PARMA 8 GENNAIO 2020
ore 10,30
Presentazione del libro
di Giuliano Masola
MARIO BOCCHI
PRIMO SINDACO DI PARMA
dalla Resistenza alla Democrazia


Chi è l'Autore:
Giuliano Masola è nato nel 1948 a Gaione e vive a Parma. Diplomato in Ragioneria, dopo aver lavorato per oltre quarant’anni, si è rimesso a studiare
Nel 2011 ha conseguito la laurea triennale in “Civiltà letterarie e Storia delle civiltà”e, nel 2013, quella magistrale in “Giornalismo e cultura editoriale” presso l’Università di Parma. Nel 2000 è stato insignito della Stella al Merito del Lavoro.
Nel 2013, con Giancarlo Panicieri, ha pubblicato Il Canale del Vescovo e nel 2016, con Paolo Bongrani, Arturo Cantadori, Diario di guerra e di prigionia (1917-1919); Alfredo Dondero, cavalleggero e gentiluomo è del 2018. Un “parentado” fra due grandi casate. Margherita Farnese e Vincenzo Gonzaga (1581-1583) è stato pubblicato nel 2013, mentre Donna Maura Lucenia al secolo Margherita
Farnese (1583-1643) è uscito nel 2019.

 

Pubblicato in Cultura Parma

Il Sindaco ritrovato. Invito a presenziare per l'8 gennaio 2020 in sala del Consiglio Comunale per la presentazione del Libro "Mario Bocchi primo sindaco di Parma".

Mario Bocchi, primo sindaco di Parma, dalla resistenza al tavolo con i "Grandi d'Italia" è alla fine caduto nell'oblio senza ragione, una dimenticanza sanata grazie all'associazione Giuseppe Micheli e Confcooperative Parma e al libro di Giuliano Masola "Mario Bocchi primo Sindaco di Parma" che sarà presentato il 8 gennaio 2020, ore 10,30, nella sala del Consiglio Comunale di Parma.

"Mario Bocchi - recita l'invito al convegno - è stato un uomo silenzioso ma fortemente impegnato nella Resistenza e nella ricostruzione di Parma dalle macerie belliche, stretto collaboratore di Giuseppe Micheli.
Il poeta Renzo Pezzani a lui dedicò un libro di poesie. Lo scultore Froni lo ricordò con un busto. Enrico Mattei e Giovanni Marcora amavano ragionare con lui nel salotto di casa sua.
E’ stato fotografato al fianco di illustri personaggi tra cui Alcide De Gasperi, Giulio Andreotti, Ferruccio Parri. Gli Alleati ed il CNL lo hanno voluto Sindaco di Parma nel 1945. Ma di lui era scomparsa ogni traccia, nemmeno una fotografia in Comune.

Su iniziativa dell’Associazione Giuseppe Micheli e di Confcooperative Parma, Giuliano Masola ha ricostruito la vita, l’impegno sociale e politico di Mario Bocchi, primo Sindaco di Parma, dalla Resistenza al primo anno della ricostruzione della città."

PROGRAMMA

Saluto di
Alessandro Tassi Carboni
Presidente del Consiglio Comunale di Parma

Carmen Motta
Presidente Istituto storico della Resistenza
e dell’Età contemporanea di Parma

Relazione di
Giorgio Vecchio
Professore ordinario di Storia Contemporanea Università di Parma

Insieme con l’autore Giuliano Masola,
saranno presenti il nipote Andrea Saccani,
Marco Minardi, Pietro Bonardi
che hanno collaborato nella stesura del libro

Modera la presentazione
Eugenio Caggiati
Presidente Associazione Giuseppe Micheli

SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI PARMA
PARMA 8 GENNAIO 2020
ore 10,30
Presentazione del libro
di Giuliano Masola
MARIO BOCCHI
PRIMO SINDACO DI PARMA
dalla Resistenza alla Democrazia

Chi è l'Autore:
Giuliano Masola è nato nel 1948 a Gaione e vive a Parma. Diplomato in Ragioneria, dopo aver lavorato per oltre quarant’anni, si è rimesso a studiare.
Nel 2011 ha conseguito la laurea triennale in “Civiltà letterarie e Storia delle civiltà”e, nel 2013, quella magistrale in “Giornalismo e cultura editoriale” presso l’Università di Parma. Nel 2000 è stato insignito della Stella al Merito del Lavoro.
Nel 2013, con Giancarlo Panicieri, ha pubblicato Il Canale del Vescovo e nel 2016, con Paolo Bongrani, Arturo Cantadori, Diario di guerra e di prigionia (1917-1919); Alfredo Dondero, cavalleggero e gentiluomo è del 2018. Un “parentado” fra due grandi casate. Margherita Farnese e Vincenzo Gonzaga (1581-1583) è stato pubblicato nel 2013, mentre Donna Maura Lucenia al secolo Margherita
Farnese (1583-1643) è uscito nel 2019.

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Pubblicato in Dove andiamo? Parma
Lunedì, 30 Dicembre 2019 09:11

Il Sindaco ritrovato.

Il Sindaco ritrovato. Invito a presenziare per l'8 gennaio 2020 in sala del Consiglio Comunale per la presentazione del Libro "Mario Bocchi primo sindaco di Parma".

Mario Bocchi, primo sindaco di Parma, dalla resistenza al tavolo con i "Grandi d'Italia" è alla fine caduto nell'oblio senza ragione, una dimenticanza sanata grazie all'associazione Giuseppe Micheli e Confcooperative Parma e al libro di Giuliano Masola "Mario Bocchi primo Sindaco di Parma" che sarà presentato il 8 gennaio 2020, ore 10,30, nella sala del Consiglio Comunale di Parma.

"Mario Bocchi - recita l'invito al convegno - è stato un uomo silenzioso ma fortemente impegnato nella Resistenza e nella ricostruzione di Parma dalle macerie belliche, stretto collaboratore di Giuseppe Micheli.
Il poeta Renzo Pezzani a lui dedicò un libro di poesie. Lo scultore Froni lo ricordò con un busto. Enrico Mattei e Giovanni Marcora amavano ragionare con lui nel salotto di casa sua.
E’ stato fotografato al fianco di illustri personaggi tra cui Alcide De Gasperi, Giulio Andreotti, Ferruccio Parri. Gli Alleati ed il CNL lo hanno voluto Sindaco di Parma nel 1945. Ma di lui era scomparsa ogni traccia, nemmeno una fotografia in Comune.

Su iniziativa dell’Associazione Giuseppe Micheli e di Confcooperative Parma, Giuliano Masola ha ricostruito la vita, l’impegno sociale e politico di Mario Bocchi, primo Sindaco di Parma, dalla Resistenza al primo anno della ricostruzione della città."

PROGRAMMA

Saluto di
Alessandro Tassi Carboni
Presidente del Consiglio Comunale di Parma

Carmen Motta
Presidente Istituto storico della Resistenza
e dell’Età contemporanea di Parma

Relazione di
Giorgio Vecchio
Professore ordinario di Storia Contemporanea Università di Parma

Insieme con l’autore Giuliano Masola,
saranno presenti il nipote Andrea Saccani,
Marco Minardi, Pietro Bonardi
che hanno collaborato nella stesura del libro

Modera la presentazione
Eugenio Caggiati
Presidente Associazione Giuseppe Micheli

SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI PARMA
PARMA 8 GENNAIO 2020
ore 10,30
Presentazione del libro
di Giuliano Masola
MARIO BOCCHI
PRIMO SINDACO DI PARMA
dalla Resistenza alla Democrazia

Chi è l'Autore:
Giuliano Masola è nato nel 1948 a Gaione e vive a Parma. Diplomato in Ragioneria, dopo aver lavorato per oltre quarant’anni, si è rimesso a studiare.
Nel 2011 ha conseguito la laurea triennale in “Civiltà letterarie e Storia delle civiltà”e, nel 2013, quella magistrale in “Giornalismo e cultura editoriale” presso l’Università di Parma. Nel 2000 è stato insignito della Stella al Merito del Lavoro.
Nel 2013, con Giancarlo Panicieri, ha pubblicato Il Canale del Vescovo e nel 2016, con Paolo Bongrani, Arturo Cantadori, Diario di guerra e di prigionia (1917-1919); Alfredo Dondero, cavalleggero e gentiluomo è del 2018. Un “parentado” fra due grandi casate. Margherita Farnese e Vincenzo Gonzaga (1581-1583) è stato pubblicato nel 2013, mentre Donna Maura Lucenia al secolo Margherita
Farnese (1583-1643) è uscito nel 2019.

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Pubblicato in Dove andiamo? Parma

20 i progetti e le collaborazioni avviati nel corso dell’anno, 17 i nuovi associati, +60% di uscite stampa e +100% di like sul profilo Facebook dell’Associazione

Parma, 12 dicembre 2019 – Si è svolta l’assemblea degli associati di “Parma, io ci sto!”. Dopo il saluto di Cristina Bazzini, Presidente di Colser, che ha ospitato l’assemblea, sono stati presentati i risultati dell’anno e i progetti per il 2020.


Il 2019 è stato un anno strategico per “Parma, io ci sto!”, che oggi può contare sul sostegno di 127 associati, di cui 17 nuovi iscritti (tra i quali Confcooperative di Parma): 20 i progetti e le collaborazioni nel 2019, il secondo Bilancio di Sostenibilità presentato lo scorso settembre, redatto e sottoposto a relazione di revisione da Deloitte, un sito completamente rinnovato nei contenuti e nell’aspetto grafico e un’accresciuta visibilità sui media e sui social, con un incremento rispettivamente del 60% delle uscite stampa e del 100% di “like” sul profilo Facebook dell’Associazione.


“Il 2019 è stato un anno impegnativo, in cui la parola chiave per l’Associazione è stata “portare valore” ai progetti, alla nostra presenza sul territorio in particolar modo allo sviluppo di Parma 2020 che adesso è ai nastri di partenza - ha commentato il Presidente Alessandro Chiesi -. Parma Capitale Italiana della Cultura è stato senz’altro il progetto che più ci ha coinvolti e impegnati. L’Associazione non solo ha contribuito alla preparazione del Dossier di candidatura, che si è rivelato vincente, ma ha anche promosso e sostenuto il Comitato e avviato due progetti rivolti alle aziende che hanno già avuto un’ottima risposta da parte delle imprese. Il prossimo anno sarà un’occasione irripetibile per prendere coscienza della forza della nostra città e comprendere il valore che la cultura assume per la coesione sociale, l’integrazione, l’innovazione, lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo”.

Come noto, i progetti sono Imprese Aperte, cui hanno già aderito 38 aziende e per il quale sono stati organizzati oltre 200 eventi tra marzo e novembre, e la call Imprese Creative Driven, il cui termine per la presentazione dei progetti è prorogato al 24 gennaio 2020. Lo scorso 3 dicembre, inoltre, il Presidente è intervenuto alla conferenza stampa di presentazione del programma di Parma 2020 davanti alla platea riunita a Palazzo Mezzanotte a Milano in rappresentanza del mondo privato che sta lavorando al progetto.

È stato affidato agli assessori alla cultura Michele Guerra e al turismo Cristiano Casa il compito di raccontare a che punto è la città rispetto ai preparativi per il prossimo anno: “Parma 2020 deve fare nascere in noi lo spirito di custodia perché è un corpo fragile che abbiamo il dovere di proteggere - ha commentato l’assessore Guerra. Per l’assessore Casa “il prossimo sarà un anno di allenamento in preparazione al futuro della città. Sarà importante sfruttare e cogliere ogni dettaglio per metterlo a patrimonio”.

Durante l’assemblea il Direttore dell’Orto Botanico Renato Bruni ha introdotto il progetto di recupero, tra le iniziative focus dell’associazione per il prossimo anno e che vede coinvolto un gruppo di lavoro costituito da “Parma, io ci sto!”, dall’Università di Parma e lo Studio Canali. Per il Prof. Bruni “l’Orto è oggi un luogo che non esprime appieno le sue potenzialità, 11 mq di verde nel cuore della città che racconta storie diverse e rivolte a pubblici eterogenei, dai giovani alle famiglie”. Il progetto architettonico curato dall’Arch. Guido Canali è infatti mirato a recuperare e valorizzare non soltanto le strutture fisiche dell’Orto ma anche e soprattutto il suo ruolo, per restituirlo alla città e ai cittadini quale luogo di dialogo.

L’assemblea è stata anche l’occasione per presentare l’iniziativa N.E.X.T. - New Experiment for Training, promossa da Fondazione Cariparma e ideata da Number1 Logistics Group in collaborazione con Caritas Fidenza – Caritas Parma, Ciac, e che ha l’obiettivo di trasformare l’emergenza migranti in un’opportunità per il territorio, creando percorsi di formazione al lavoro, primo passo verso l’inclusione.

Il 2019 di “Parma, io ci sto!” è stato un anno fondamentale perché ha visto concludersi due progetti di differente portata che l’Associazione ha sostenuto e promosso fin dall’inizio: Food Farm 4.0 e la Piazza Leoni a Torrechiara. Il primo, inaugurato a ottobre alla presenza della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, è il laboratorio, primo nel suo genere in Italia, organizzato come azienda agroalimentare che mette in rete la scuola e il mondo del lavoro per sviluppare una didattica avanzata in sinergia con le imprese. Il nuovo assetto spaziale della Piazza Leoni a Torrechiara è stato invece inaugurato a settembre.

Nel corso dell’anno l’Associazione ha inoltre aggiunto un nuovo “tassello” al suo impegno, inserendo la sostenibilità ambientale tra le sue aree strategiche, accanto ad agroalimentare, cultura, turismo, innovazione e formazione. A giugno “Parma, io ci sto!” ha infatti presentato il Cantiere della Sostenibilità Ambientale per il quale è stato costituito un nuovo gruppo di lavoro. Il Cantiere è impegnato sul progetto del KilometroVerdeParma, per definire un piano coerente di sviluppo progettuale che sia il più inclusivo possibile e diventi segno tangibile per la città, e sostiene la candidatura di Parma come European Green Capital 2022, per contribuire e valorizzare azioni e iniziative che promuovano la mobilità sostenibile, la resilienza e lo sviluppo sostenibile della città.

“Parma, io ci sto!” è al lavoro per dare continuità anche a tutti gli altri progetti su cui è impegnata, come la creazione con Barezzi e il Teatro Regio del Sistema Musicale, che unisce gli eventi già presenti sul territorio per rafforzare l’offerta musicale della città. Tra questi il Verdi OFF, giunto alla 4° edizione, che ha visto oltre 20mila spettatori e 2.130 artisti coinvolti in oltre 130 appuntamenti, il Barezzi Festival, che per la 13° edizione ha accolto quasi 5mila appassionati e ha aggiunto il Barezzi Road, spin off e vero e proprio progetto di scouting musicale, e Cittadella Music Festival, che porta a Parma musica pop di qualità.

Attrattività e accoglienza sono invece alla base del progetto europeo WIT Welcoming International Talent, che mira a rafforzare la capacità del territorio di attrarre talenti e investimenti e che vede Parma in prima fila.

Nell’ambito agroalimentare, infine, è proseguita la partecipazione attiva dell’Associazione nella promozione delle filiere della Food Valley attraverso il sostegno alle iniziative di Parma UNESCO Creative City of Gastronomy - Cibus OFF, Settembre gastronomico, Cena dei Mille e Aziende Aperte – e al progetto internazionale della Scuola di Studi Superiori per gli Alimenti e la Nutrizione.

“Non resta che darvi appuntamento l’11 gennaio – ha concluso Chiesi - per l’inaugurazione di Parma 2020 in attesa di vivere insieme questo anno importante per la città, un’opportunità per portare Parma all’esterno e il resto del mondo a Parma”.

 

L’Associazione di sviluppo sociale “Parma, io ci sto!” si è costituita nel 2016 grazie a cinque soci promotori: Alessandro Chiesi, Guido Barilla, Andrea Pontremoli, l’Unione Parmense degli Industriali e Fondazione Cariparma. È con l’obiettivo di creare iniziative di eccellenza e valorizzazione del territorio che “Parma, io ci sto!” seleziona e sostiene progetti dedicati alle aree tematiche simbolo delle eccellenze del territorio: cibo, cultura, innovazione e formazione, turismo e sostenibilità ambientale. www.parmaiocisto.com 

 

Pubblicato in Cronaca Parma

E' nella giornata internazionale dedicata alla disabilità che la Cooperativa La Bula ha voluto presentare ufficialmente la nuova sede del "DIGITARLO", la bottega digitale della coop la bula, dal 2013 coniuga integrazione lavorativa per persone fragili e utilizzo delle nuove tecnologie, offrendo servizi di digitalizzazione.

di LGC Parma 5 dicembre 2019 - A Digitarlo trasformano immagini, video e audio dal formato analogico al formato digitale. Un'attività
nata nel 2013, in seno alla cooperativa La Bula, come realizzazione del progetto "Ricordi Futuri", e finanziato da Fondazione Cariparma, dove operatori e ragazzi hanno cominciato, quasi per gioco a digitalizzare le vecchie foto e i vecchi filmati della cooperativa.
Una progressione irresistibile che ha condotto, nello scorso ottobre, a dover traslocare nei nuovi e più ampi locali di via Bologna 15/a.

Un traguardo che, come ha sottolineato la presidente Laura Stanghellini, è stato possibile realizzare grazie al contributo attivo di tanti. Dagli operatori alle famiglie dei giovani ospiti, dagli enti alla Fondazione Cariparma che ha sostenuto il progetto sin dalle sue origini.

Infatti, come sottolineato dal direttore Luigi Amore, la Fondazione "segue i progetti che forniscono occasioni di inclusione e non esclusivamente di assistenza passiva e qui siamo di fronte a fatti realizzati e quindi siamo contenti".

 

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Pubblicato in Lavoro Parma
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