Sabato, 31 Agosto 2019 06:45

"637 - La vita al tempo del ponte"

Economia, commercio, sport, lavoro, cultura: ambiti differenti della vita, messi tutti in crisi dalla chiusura del ponte di Casalmaggiore-Colorno, prolungatasi per 21 mesi, o per meglio dire 637 giorni. Per raccontare questo periodo di grande difficoltà per i territori del Casalasco-Viadanese, della Bassa Parmense e del Colornese è nato un libro, che raccoglie settanta storie, tutte abbastanza simboliche ed esplicative, legate appunto alla “crisi del ponte”.


Un momento a suo modo storico - quello intercorso tra il 7 settembre 2017 e il 5 giugno 2019, date di chiusura e riapertura del viadotto sul fiume Po - che per questo è stato fissato in 260 pagine (con fotografie in bianco e nero). Il libro, dal titolo “637 - La vita al tempo del ponte” è stato scritto da Giovanni Gardani, Nazzareno Condina e Cristian Calestani. I primi due sono giornalisti cremonesi, della sponda Casalasca del fiume Po, entrambi impegnati per OglioPoNews e Cremona 1; il terzo invece è un giornalista parmense, che segue in particolare la zona della Bassa Parmense, dove risiede, per Gazzetta di Parma.


Per lavoro hanno seguito giornalmente la “crisi del ponte” e nel libro hanno deciso di riprendere alcune storie, aggiornandole, e di pubblicarne di nuove. “Inizialmente le storie dovevano essere cinquanta - svelano gli autori del volume - poi però sono emerse nuove sfaccettature, vicende che non conoscevamo e che questo libro ha il merito di portare alla luce. Da un lato per raccontare, dall’altro per non dimenticare ciò che è stato. E siamo consci, peraltro, che avremo potuto raccogliere molte altre storie, perché il materiale era smisurato”.


Il libro presenta interviste ai membri del Comitato Treno Ponte Tangenziale, a commercianti, lavoratori, semplici cittadini, sportivi, uomini e donne di cultura, che hanno visto la propria vita cambiare. Non mancano curiosità legate alla moda e alla musica e storie che raccontano i momenti clou di quei 21 mesi, con le manifestazioni di piazza, con i trattori, l’Aperiponte, le colazioni in stazione ferroviaria, unendo di fatto le due grandi ferite infrastrutturali (ponte e treni) che hanno colpito Casalmaggiore, Colorno e i territori che vi gravitano attorno (comprendendo la vicina Viadana sulla sponda lombarda e, sulla sponda parmense, Sorbolo Mezzani, Sissa Trecasali e Torrile).


Il volume è edito da Sometti e ha ottenuto il patrocinio dell’associazione Terre di Lombardia. Avrà un costo di 15 euro e sarà presentato in anteprima sabato 7 settembre presso il Bar Centrale di Casalmaggiore in piazza Garibaldi alle ore 17.30. Una data non certo casuale: è infatti quella del secondo anniversario della chiusura totale del ponte e di conseguenza dell’inizio dei disagi che il territorio ha imparato suo malgrado a conoscere.

Seguiranno altre date di presentazione, che saranno presto comunicate, assieme ai punti vendita in cui sarà possibile acquistare il libro. La foto scelta per la copertina, scattata da Stefano Superchi, si caratterizza per una forte componente simbolica: dietro alle transenne che chiudono il ponte al traffico, infatti, sorge una nuova alba. Nella speranza di non dover più rivivere 637 giorni così.

00 foto solo copertina (1).jpg

 

 

Pubblicato in Cultura Emilia

La Bonifica Parmense interviene su tre canali contro il dissesto idrogeologico a protezione di 8500 ettari di territorio.

Tra Colorno e Sorbolo Mezzani risezionato il Gambina del Casale. A Torrile la posa di massi trachitici sul Galasso. Sullo Spelta (Traversetolo-Montechiarugolo) la supervisione ad un intervento effettuato dalla Provincia di Parma per una frana.

Pianura Parmense (PR) – Tre interventi degli uomini della Bonifica Parmense nella pianura parmense consentono al Consorzio di mettere al sicuro oltre 8500 ettari di territorio in provincia di Parma compresi nella zona pianeggiante e collinare di Traversetolo e Montechiarugolo – tra i torrenti Parma ed Enza – e quella dei comuni rivieraschi di Torrile e Sorbolo Mezzani.

Comprensori a forte vocazione agricola (cereali, frumento e ortaggi e numerosi vigneti), i cui prodotti del territorio sono annoverati tra le Eccellenze dell'agroalimentare internazionale; ma spesso a forte rischio idrogeologico e che, grazie all'operato dell'ente, beneficeranno della messa in sicurezza con l'arrivo della stagione irrigua.

Il primo intervento riguarda il Canale Galasso – nel Comune di Torrile – a difesa di Strada Mazzacavallo: sull'argine destro del canale – in un tratto di 80 metri – le maestranze consortili hanno operato la posa di massi trachitici sia sul fondo che sulla sponda interessata dalla frana. Il canale, che sfocia nel torrente Parma all'altezza di Colorno, serve un comprensorio di 2009 ettari.

Il secondo lavoro è il risezionamento del Canale Gambina del Casale, sito tra i Comuni di Colorno e Sorbolo Mezzani: un intervento su una lunghezza di ben 5650 metri, con pulizia dell'alveo e del fondo del cavo che, giungendo sino all'impianto di Bocca d'Enza, pone in sicurezza 4000 ettari di terre.

Infine la ripresa di una frana lunga 50 metri verificatasi sullo Spelta, canale prettamente irriguo su un territorio di 2300 ettari compreso tra i Comuni di Traversetolo e Montechiarugolo: l'intervento di ripristino, avvenuto con posa di massi trachitici a difesa della S.P. 95, è stato effettuato dalla Provincia di Parma sotto la supervisione del Consorzio della Bonifica Parmense.

 

Mercoledì, 03 Aprile 2019 10:33

La REMS di Mezzani è prossimo alla chiusura?

Arriva una notizia importante per la bassa est parmense. La Rems (Residenza per l'esecuzione di misure di sicurezza) di Casale di Mezzani, finalmente dopo 4 anni, sta per essere chiusa. Da questa struttura negli ultimi anni sono state diverse le fughe o i tentativi di farlo. (in calce si può votare il sondaggio sulla questione della "incapacità di intendere e di volere - per approfondire link)

Tra le evasioni più eclatanti annoveriamo quella di Solomon Nyantakyi che fu recuperato alla stazione di Colorno, dopo aver perso il treno, oppure quella di un venticinquenne che era uscito dalla struttura senza autorizzazione e solo quando "si è stancato di stare in giro" ha avvisato l'Ausl chiedendo di essere riportato in struttura per "la cena".

Situazioni che hanno dell'incredibile e difficili da credere, che hanno messo a rischio l'incolumità di un intero territorio.

REMS-IMG_2210_2.jpg

La struttura "groviera" sembra che chiuderà i battenti entro novembre di quest'anno, dopo 4 anni di attività. Non è ancora ben chiaro dove saranno ricollocati gli ospiti della struttura e se la stessa chiuderà solo la parte legata alla detenzione dei pazienti, oppure continuerà a svolgere solo un servizio prettamente sanitario. Il trasferimento degli ospiti dovrebbe essere fatto utilizzando le strutture di Bologna a Reggio Emilia. Per capienza di posti a disposizione la struttura di Reggio dovrebbe essere operativa entro giugno del 2020, e quindi la struttura di Casale di Mezzani, dovrebbe completare il trasferimento di tutti i suoi ospiti entro la fine del 2020. A causa di lunghissime liste di soggetti che dovrebbero essere detenuti nelle Rems, molti sono attualmente in libertà vigilata in attesa di ricevere "alloggio". Un sistema che avrebbe dovuto sostituire gli OO.PG prevedendo percorsi di responsabilizzazione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale. Cosa che riteniamo impossibile per assassini condannati all'ergastolo, che hanno avuto la capacità ad esempio, di uccidere a sangue freddo, sfruttando la propria forza fisica, una donna, dal fisico esile e dai modi gentili che mai avrebbe fatto male ad alcuno. Privandola della vita con una ferocia inaudita, afferrandola per la gola, buttandola a terra, e colpendola con un mortaretto da cucina in varie parti del corpo tra cui anche la testa. Per costoro non ci potrà mai essere reinserimento sociale, riabilitazione e cura!!!

La situazione non è così semplice come si pensi e l'attesa sarà ancora piuttosto lunga, mettendo a rischio l'incolumità del territorio in caso di evasione di soggetti anche di alta pericolosità sociale. Ricordiamo che alla Rems di Mezzani è detenuto anche l'assassino di Filomena Cataldi, Gueling Fang, giudicato dai giudici stessi "soggetto altamente pericoloso".

Tempo addietro proprio la struttura di Casale, annunciò a seguito di una fuga, che sarebbero state alzate le recinzioni e che a seguito di questo intervento la struttura sarebbe diventata molto sicura. Sappiamo poi com'è andata a finire.

Nell'attesa di questi trasferimenti e della chiusura o riconversione del servizio, chiediamo doverosamente un innalzamento dei livelli di sicurezza, ad oggi garantiti in loco solo da limitato personale sanitario, da cooperative, e da poca vigilanza. Che venga garantita la massima sicurezza nella struttura e che si accelleri rapidamente il processo che porrà al termine di questi 4 anni difficili per tutti.

Il coordinamento del gruppo
Amo - Colorno

(Vota il sobdaggio)

 

 

Pubblicato in Cronaca Parma
Lunedì, 18 Marzo 2019 08:05

Mezzano Rondani, "Stazione pericolosa"

A distanza di circa sei mesi da un precedente sopralluogo dell'area, alcuni iscritti del gruppo Amo - Colorno hanno deciso di ritornare presso la "fermata - stazione" di Mezzano Rondani, per verificare la situazione attuale. Con nostra sorpresa la strada d'accesso ai binari è stata riasfaltata (in passato era piena di buche). Arrivati ai binari abbiamo notato con piacere che la struttura un tempo adibita a stazione, negli ultimi anni pericolante e ricolma di rifiuti di ogni genere, è stata finalmente abbattuta.

Purtroppo oltre a questi elementi positivi, ci tocca documentare nuovamente lo stato di incuria, degrado e pericolosità in cui ancora riversa.

La banchina ferroviaria è accessibile soltanto attraversando i binari e non vi è presente alcuna passerella pedonale. Un pericolo per tutti i viaggiatori che rischiano di essere investiti dal treno di passaggio. Arrivati poi alla banchina, si può scorgere una pensilina coperta e decisamente mal messa. Oltre a vetri rotti, sono presenti diversi graffiti e rifiuti, e quel che é peggio é la presenza di scatole elettriche aperte con moltissimi cavi in vista. Una situazione inaccettabile e dall'alto rischio di prendere uno shock specie in caso di pioggia. Non vi sono esposti nemmeno gli orari dei treni in una bacheca fatiscente e coperta di polvere.

Altro aspetto preoccupante e la mancanza di una recinzione adiacente alle "rovine" della vecchia stazione. Nonostante vi sia la presenza di un vistoso segnale di pericolo, chiunque può accedere all'area, perché la rete arancione che dovrebbe delimitare l'area è stata tagliata.

Non è possibile tenere attiva una fermata del treno in queste condizioni. Manca addirittura una seria illuminazione, e il rischio di illeciti è fortissimo. Abbiamo rinvenuto addirittura diversi "preservativi" nella zona.

Riteniamo doveroso segnalare nuovamente la cosa, chiedendo a chi di dovere di intervenire rapidamente, al fine di garantire sicurezza a tutti coloro che usufruiscono del treno. Attendere un treno di sera presso la fermata - stazione di Mezzano Rondani è davvero una brutta cosa da fare, specialmente per una donna e la zona è piuttosto isolata.

Occorre provvedere a rimettere in decoro la pensilina d'attesa, ripulendo la bacheca e affiggendo degli orari dei treni. Occorre installare un sistema di illuminazione e di videosorveglianza collegata direttamente alle forze dell'ordine e riteniamo assolutamente necessario provvedere a realizzare una pensilina per l'accesso alla banchina dei binari. Tutti elementi fattibili e dal costo limitato ma essenziale per offrire un servizio decente alla collettività.

Solo così potrà essere utilizzabile tale stazione. Diversamente non dovrebbe essere più utilizzati, perché i rischi e i pericoli sono decisamente troppo alti.

 

PR_stazione_Mezzanireceived_2079890012129379.jpg

Il coordinamento del gruppo
AMO - COLORNO

Pubblicato in Cronaca Parma

Il gruppo AMO - COLORNO ritiene fondamentale garantire il diritto costituzionale alla salute. Per queste ragioni, al fine di assicurare a tutti i cittadini della bassa est parmense la giusta assistenza sanitaria in ambito emergenza/urgenza propone l'installazione di un presidio fisso h24 di primo soccorso e quindi di triage.

I comuni di Colorno, Torrile e Sorbolo - Mezzani sono già in unione per quanto concerne la gestione di molti servizi, e tutti sono "dotati" di servizio di pubblica assistenza e di guardia medica notturna. Capita tuttavia sovente che a causa di uscite d'urgenza notturna, i presidi rimangano scoperti e che il cittadino sia costretto a recarsi al pronto soccorso di Parma, intasando lo stesso in attesa di una prima visita atta a capire se il paziente debba recarsi presso il punto bianco o rimanere in pronto soccorso. Sarebbe quindi utile a beneficio di un bacino di circa 30.000 abitanti, avere la disponibilità di un pronto soccorso atto ad effettuare le prime diagnosi e la cura di un paziente direttamente in loco.

Di certo è stato in bel passo avanti, ad esempio, l'ampliamento delle piste di decollo/atterraggio per l'elisoccorso capace di volare anche di notte, nella nostra provincia. Peccato che il "punto di incontro" con l'elisoccorso, più vicino ai nostri territori sia a San Secondo. Un tempo, quando il ponte sul PO tra Colorno e Casalmaggiore era aperto, ci si recava all'ospedale Oglio Po. Oggi invece non è più possibile, ma anche se il ponte fosse stato utilizzabile, non dimentichiamo che la Lombardia è un'altra regione e che molte tariffe e servizi sono diversi da chi utilizza il servizio sanitario dell'Emilia - Romagna.

Occorre garantire necessariamente la copertura sanitaria di emergenza/urgenza sul posto.

Il gruppo

AMO - COLORNO

Pubblicato in Comunicati Sanità Parma

Prendiamo positivamente atto che diversamente da altri casi, una volta tanto, le colleghe perseguite non vengono "condannate" a prescindere e che vengono pubblicamente difese dai genitori dei loro alunni, dal dirigente scolastico e da esponenti civici. Senza entrare nel merito del caso specifico di Mezzani, su cui sono in corso delle indagini, noi della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza chiediamo che dopo tanti docenti perseguiti, nel nostro territorio si avviino anche inchieste che incriminino chi è responsabile del comportamento dei propri figli. Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, aggiunge:

"Noi veniamo pagati per fare lezione non siamo né badanti né baby sitter, quando si tratta di studenti maggiori dei 14 anni che interrompono la regolarità delle lezioni sono imputabili per interruzione di pubblico servizio, quando si tratta di bambini inferiori degli anni 14, quindi non imputabili, i loro genitori devono essere chiamati a rispondere legalmente delle azioni e dei comportamenti dei figli".

Quanto al caso di Mezzani auspichiamo che le nostre colleghe si rivolgano al Tribunale del Riesame di Bologna che annulli la misura cautelare che stanno subendo e che una volta tanto l'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna si adoperi in aiuto dei suoi dipendenti, di solito i docenti vittime di queste situazioni vengono abbandonati o addirittura malamente trattati dall'amministrazione di appartenenza.

SEDE DI PARMA: Borgo delle Colonne 32-43121 –
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -tel.338/8103820 – tel.fax 0521/684809

SEDE DI PIACENZA: Via S. Marco, 22 – 29100 Piacenza
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 0523 314046 – 338/8103820

Mezzani (Parma): il periodo di sospensione delle maestre serva per chiarire meglio non per alimentare la caccia alle "streghe"

C'è stata l'ennesima accusa di comportamenti violenti nei confronti di docenti, questa volta nei confronti di due insegnanti dell'Istituto Comprensivo di Sorbolo che operavano nel plesso di scuola primaria Mezzani, fortunatamente in questo caso nessuno è stato privato della libertà personale e già questo è un passo avanti rispetto a vicende analoghe.

Auspichiamo che i mesi di sopensione cautelativamente inflitti alle docenti servano effettivamente a fare chiarezza, la Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza come negli altri casi precisa che quando si tratta di percosse è ovvio che sussistono estremi di reato, ma quando si tratta di altro bisogna ponderare bene il concetto di "violenza", il legislatore non sanziona le:
ramanzine a voce sostenuta, le punizioni a fini educativi rivolte a scolari particolarmente "pestiferi" ed il contenimento fisico di ragazzini che si agitano mettendo in pericolo loro stessi ed i compagni di classe.
Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli insegnanti di Parma e Piacenza, a proposito del caso di Mezzani dice: "La nostra associazione sindacale è vicina a tutti i docenti dell'Istituto Comprensivo di Sorbolo e Mezzani, sia iscritti che non"

 

scuola_primaria_mezzani.jpg

SEDE DI PARMA: Borgo delle Colonne 32-43121 –
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -tel.338/8103820 – tel.fax 0521/684809

SEDE DI PIACENZA: Via S. Marco, 22 – 29100 Piacenza
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 0523 314046 – 338/8103820

I Militari appartenenti al Comando dei Carabinieri di Sorbolo hanno dato esecuzione oggi alla misura cautelare interdittiva della sospensione dall'esercizio, emessa dal Gip di Parma, nei confronti di due insegnanti della Scuola Primaria di Mezzani (Istituto Comprensivo Statale di Sorbolo), di cui una è insegnante di sostegno.

Le condotte contestate, integranti ad avviso della Procura il reato di maltrattamenti - ricostruzione giuridica fatta propria del GIP - sarebbero consistite in percosse di vario tipo e insulti che le due maestre avrebbero posto in essere, in concorso tra loro, nei confronti di due alunni di nove anni, di cui uno disabile ai sensi della L. 104/92, entrambi frequentanti la stessa classe, al quarto anno di scuola elementare.

Le indagini hanno preso avvio dalla segnalazione di un educatore scolastico che, avendo assistito ad un episodio (lo strattonamento con forza di un bambino, accompagnato da una tirata di capelli e da alcune parole offensive, condotta tenuta da una delle maestre) lo ha seggnalato ai Carabinieri.

Nel corso delle indagini sono stati sentiti i genitori, gli insegnanti e la Dirigenza dell'Istituto e sono emersi altri presunti maltrattamenti verso un altro bambino della medesima scuola.

Le acquisizioni investigative, a giudizio della Procura, per i gravi indizi di colpevolezza hanno legittimato una richiesta cautelare, a tutela dell'integrità fisica e psicologica dei bambini, ma nel contempo anche a tutela dell'Istituzione scolastica nel suo complesso.

La durata della misura interdittiva è stata stabilita dal Gip in 5 mesi, ovvero fino alla fine dell'anno scolastico.

Pubblicato in Cronaca Parma

L'Autorità di Bacino del Fiume Po: "Spazio alle istanze dei cittadini e portatori di interesse su criticità e valori". Una settimana di incontri itineranti per la provincia a Felino, Langhirano, Parma e Mezzani

Parma, 14 Novembre 2018 – Il Contratto di Fiume Parma-Baganza giunge alla fase di elaborazione decisiva e si apre alle valutazioni nel merito del territorio, delle associazioni, dei privati cittadini e di tutti quei soggetti che non hanno competenze amministrative, ma che possono contribuire in modo rilevante ad arricchire la stesura di un piano di azione che valorizzi le potenzialità e soprattutto possa mitigare le criticità in particolare quelle derivanti dal dissesto idrogeologico e alluvionale.

Nei prossimi giorni, dopo la conclusione delle attività di condivisione progettuale – svolta in questi mesi dallo staff tecnico dell'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume PO (Ministero dell'Ambiente) con i Comuni parmensi delle due vallate e con gli altri Enti competenti sulle aree considerate - prenderà il via l'ascolto di tutti coloro che, in maniera costruttiva, porteranno un contributo di idee, iniziative utili, in grado di ampliare e migliorare le strategie e gli obiettivi istituzionali individuati per il Contratto di Fiume Parma-Baganza.

Così, al fine di promuovere l'avvio della partecipazione pubblica all'interno del processo 'Verso il Contratto di fiume Parma-Baganza', l'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po - che crede nell'utilizzo dello strumento Contratto - ritiene fondamentale ed imprescindibile il contributo che potrà essere offerto dalla partecipazione qualificata della società civile ed economica alle scelte che stanno avvicinando all'intesa progettuale definitiva. Come riportato nel Documento di Intenti, presentato il 9 luglio scorso nella sede della Provincia di Parma, per questa fase di partecipazione pubblica saranno previsti alcuni incontri sul territorio, quattro nella fattispecie, che riguarderanno i seguenti ambiti: Val Parma, Val Baganza, da Parma a confluenza Po e Comune di Parma.

Gli incontri vivranno di tre momenti distinti: 1) Presentazione del Contratto e del lavoro svolto fino ad ora. 2) Ascolto delle opinioni e delle informazioni con cui arricchire ed integrare il patrimonio informativo del progetto; 3) Sintesi dell'incontro e condivisione degli esiti. Tra i vari soggetti segnaliamo che potranno partecipare alle sedute tutti i potenziali portatori d'interesse, includendo professionisti, associazioni culturali e/o ambientali, rappresentanti di categoria e i cittadini tutti.

Per ulteriori informazioni sulle diverse tematiche territoriali che caratterizzano il Contratto di Fiume Parma-Baganza è attivo e consultabile il sito www. http://www.parmabaganza.it  .

Ecco il calendario degli appuntamenti sul territorio del Contratto di Fiume:

1. Lunedì 19 novembre ore 18 Felino presso Archivio comunale Via Donella Rossi, 1 – Ambito Val Baganza;
2. Martedì 20 novembre ore 18,30 Langhirano presso Centro Culturale Bizzi Via Battisti, 20 – Ambito Val Parma;
3. Mercoledì 21 novembre ore 21 Parma presso Officina Arti Audiovisive (vicino Cinema Edison) – Via Mafalda di Savoia 17/1 – Ambito Urbano;
4. Venerdì 23 novembre ore 18 Mezzano Inferiore presso Sala Civica Don Bernini Via Martiri della Libertà – Ambito Parma-confluenza Fiume Po.

Cos'è il Contratto di Fiume? E' uno strumento volontario di programmazione strategica e negoziata. E' il mezzo idoneo a definire un impegno condiviso da parte dei diversi soggetti pubblici e privati, che si sviluppa attraverso un processo partecipato finalizzato alla condivisione di un programma operativo teso a:
1) MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI RISCHIO IDROGEOLOGICO;
2) MIGLIORARE LA QUALITA' ED IL BILANCIO DELLA RISORSA IDRICA;
3) RIQUALIFICARE E TUTELARE L'AMBIENTE ED IL PAESAGGIO;
4) VALORIZZARE IL TERRITORIO MIGLIORANDONE ACCESSIBILITA' E FRUIBILITA';
5) RIGENERARE LA COMPONENTE SOCIO-ECONOMICA DEL TERRITORIO COMPRESO NEL BACINO IDROGRAFICO;
6) INFORMARE E COINVOLGERE I CITTADINI NEL PROCESSO DECISIONALE.

 

Locandina_Felino_19_novembre.jpg

 

Svelati i nomi delle cinque vincitrici del casting "Con Emilia, in viaggio tra valli, parchi, castelli e giardini con gusto". Progetto di video storytelling al via sul territorio emiliano a cura di Catrina Producciones, Castelli del Ducato, Parchi del Ducato, Comune di Monchio delle Corti con la collaborazione di Destinazione Turistica Emilia.

Volti naturali, senza trucco, visi sorridenti, occhi brillanti e tanta Emilia nel cuore: Catrina Producciones, Castelli del Ducato, Parchi del Ducato, Comune di Monchio delle Corti e Destinazione Turistica Emilia hanno selezionato – in un casting con oltre 100 partecipanti – i cinque volti di donna per rappresentare le diverse età del progetto "Con Emilia, in viaggio tra valli, parchi, castelli e giardini con gusto", video storytelling al via sul nostro territorio.

"Con Emilia, in viaggio tra valli, parchi, castelli e giardini con gusto" è il nuovo progetto su cui Castelli del Ducato e Parchi del Ducato con capofila il Comune di Monchio delle Corti stanno lavorando con il contributo di Destinazione Turistica Emilia. «La sfida è raccontare in maniera evocativa ed emozionale – afferma Orazio Zanardi Landi, presidente dei Castelli del Ducato – un'Emilia punteggiata da rocche, manieri, bellissime vallate e riserve naturalistiche e darle le caratteristiche di un incontro importante con turisti e visitatori con un accento anche sull'enogastronomia della nostra terra».

La commissione, riunitasi in Rocca Sanvitale a Fontanellato (Parma), ha scelto: Aura Marcelli, 7 anni, vive in Brianza, frequenta la scuola primaria, ricci biondi e capelli lunghi, con un sorriso contagioso; Camilla Sartore, 18 anni, nata a Milano, ma residente da anni a Casale di Mezzani (Parma), studentessa; Giulia Golino, 33 anni, di Pontenure (Piacenza), food blogger; Francesca Munari, 41 anni, di Reggio Emilia, insegnante di scuola primaria; Marianna Frazzi, 80 anni di Fontanellato (Parma), pensionata. Quest'ultima rappresenta l'Emilia genuina e accogliente, quella che tira a mano la sfoglia della pasta, prepara anolini e cappelletti, tortelli d'erbette e di zucca, liquori e ha sempre la battuta pronta, con spirito e sagacia.

Ecco i racconti delle cinque Emilia:

Aura Marcelli: «Ho sognato un castello, una volta. Ho disegnato a colori una bella storia: io, mamma e papà che ci abitiamo come nelle favole. Poi con papà siamo venuti in Emilia dove ne ho trovati 31 tutti vicini: castelli, rocche, fortezze. E ho imparato che differenza c'è!».

Camilla Sartore si racconta così: «Penso che potrei rappresentare l'Emilia in quanto ragazza genuina, spontanea e sincera così come i migliori prodotti delle terre emiliane. Quando penso ad un viaggio da poter fare in questo territorio, le prime cose che mi vengono in mente sono le colline, che in modo armonioso mi riportano alle tradizioni contadine e alle sue trattorie che raccontano la storia di ognuno di noi attraverso i piatti più tipici».

Giulia Golino: «Amo il verde brillante degli alberi quando nelle giornate calde mi sposto nelle valli per prendere fresco e tuffarmi in Trebbia, amo i funghi della Val Nure, il rosso rubino del Gutturnio, il rosso dei pomodori ed il profumo inconfondibile che emanano quando li raccogli dalla pianta, l'oro del grano e i panorami meravigliosi della pianura con distese di balle di fieno in contrasto con i cieli azzurri-azzurri, il bianco della neve quando da Pontenure si scorgono le morbide colline che sembrano cosparse di zucchero a velo. Se poi ci spostiamo poco più in là, da Piacenza verso i cugini di Parma, nel centro della Food Valley, troviamo il rosa del Prosciutto di Parma, il Parmigiano Reggiano, magari da assaggiare con qualche goccia di aceto balsamico di Reggio e un bel bicchiere di nocino con cui finire il nostro lauto pasto a spasso per le province emiliane».

Francesca Munari: «Emilia è... nel profumo di una fetta di prosciutto appena tagliato, nelle bollicine nere di un calice appena stappato, nella quiete di un campo di terra arato, nei mucchi di fieno stretti nei covoni, nel rombo dei trattori e dei suoi motori. Emilia è... nel tramonto del sole dietro al monte, nel muro assolato di un castello all'orizzonte, nella sagoma smilza di un albero nella nebbia, nel sorriso della sua gente generosa e bella. Penso di rappresentare il volto dell'Emilia perché sono capace di emozionarmi pensando a tutte le bellezze che la nostra terra possiede».

Marianna Frazzi: «Mi piace cucinare per la mia famiglia e avere sempre parenti e ospiti in casa: faccio ancora il nocino, la conserva di pomodoro, la giardiniera e le salse per i bolliti, la pasta a mano. Le mie specialità sono i tortelli di erbetta, i cappelletti, gli gnocchi e le torte alla maniera di una volta. A volte, insegno ai bambini – nelle scuole e nei Castelli – le ricette della tradizione in laboratori creativi di cucina tradizionale».

Le 5 "Emilia" oltre a vivere da protagoniste l'esperienza con l'azienda di produzione radio-televisiva Catrina Producciones per conto di Castelli del Ducato e Parchi del Ducato, avranno l'opportunità di collaborare anche con l'agenzia web Intersezione di Modena per conto di Destinazione Turistica Emilia. Intersezione è anche la società che ha realizzato il sito www.visitemilia.com 
Un territorio unico e autentico ma allo stesso tempo complesso e creativo come quello dell'area compresa tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia merita una guida dinamica, capace di accompagnarne i continui mutamenti e di illustrarne i molteplici spunti di interesse. Declinazione virtuale di Destinazione Turistica Emilia – ente nato per promuovere il potenziale attrattivo della zona racchiusa tra i confini delle tre province – www.visitemilia.com  approda sul web con l'intento di facilitare il compito a chi sceglie di andare alla scoperta di un modo di essere, di un'esperienza dove wellness, gusto e cultura, si fondono in una peculiare forma di slow life. Il sito si fa spazio nella rete per riassumere e aggiornare puntualmente le proposte di visita e soggiorno, gli eventi e gli itinerari tematici più insoliti che affiorano di continuo in questo spicchio di Emilia, cuore della Food valley tra il Po e gli Appennini, conosciuto in tutto il mondo per il cibo. Ma che è anche tanto altro.

Claudio Moretti, sindaco del Comune di Monchio, capofila del progetto: «Lavoriamo insieme per creare volano di immaginario che racconti e faccia percepire "Emilia" quale destinazione turistica dove si sta bene: perché si mangia benissimo, si soggiorna in relax tra parchi, valli, colline. Si vive un Appennino spettacolare da conoscere e valorizzare. Si scoprono borghi e castelli dove vivere esperienze fantastiche, che sono espressione di identità culturale uniche in Europa dove i manieri sono anche archetipi architettonici di sogno, fiaba, bellezza».

Orazio Zanardi Landi, presidente Castelli del Ducato: «Desideriamo emozionare e rappresentare, raccontare in questo progetto 12 valli, un paesaggio naturale straordinario dall'Appennino al Grande Fiume Po, dove si trovano luoghi reali di cultura, natura e immaginario. 9 meravigliose oasi verdi, tra parchi e riserve naturali – i Parchi del Ducato - custodi di biodiversità. 31 bellissimi Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, riuniti nella più grande rete strutturata con logiche di turismo culturale di rocche, fortezze e manieri non solo dell'Emilia-Romagna ma addirittura d'Italia, con 34 borghi e altrettanti monumenti significativi. Un territorio unico in parte già conosciuto nel mondo per le eccellenze enogastronomiche».

Patrizia Barbieri, sindaco del Comune di Piacenza e socio dei Castelli del Ducato: «Scegliendo i volti femminili chiamati a rappresentare l'Emilia, si è voluto puntare non solo sulla bellezza, ma sul carattere e sull'identità del nostro territorio. E in quei tre aggettivi che si sono voluti accostare all'Emilia presentando questo progetto – "bella, autentica, naturale" – c'è tutta l'immediatezza e la spontaneità che emerge anche dal nuovo portale turistico VisitEmilia, il sito web realizzato da Destinazione Turistica per promuovere itinerari, percorsi, pacchetti turistici che trasmettono, in tutto il loro potenziale, le molteplici suggestioni paesaggistiche, culturali, storiche e gastronomiche di quest'area».

Natalia Maramotti, presidente della Destinazione Turistica Emilia: «Emilia è un bel nome di donna e la nostra terra generosa e accogliente racconta molto del femminile. Le donne d'Emilia sono state e sono protagoniste non meno degli uomini della storia di queste terre. Dare un volto all'Emilia significa valorizzare la nostra calorosa accoglienza e il nostro morbido paesaggio».

Marco Rossi, responsabile marketing e comunicazione dei Parchi del Ducato: «Parchi del Ducato e Castelli del Ducato, con valli e borghi a corollario, sono palcoscenici naturali di storie autentiche, già vissute o tutte da immaginare in maniera così coinvolgente da stimolare il turista a venire qui. Questo amplifica la nostra possibilità di farci scoprire da qualcuno che non aveva neppure idea della nostra esistenza».

 

Aura_Marcelli_copia.jpg

 

La più giovane EMILIA - Aura Marcelli  - In Gallery tutte le 5 EMILIA

 

Pagina 1 di 4