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Centoventidue volontari, mille e trecentottanta spese e una comunità che si ritrova più forte.

Sono stati i primi a partire, forse fra i primi in Italia. I volontari di Fidenza si sono attivati subito, non appena il lock down ci ha chiuso in casa, grazie all’intraprendenza del gruppo scout con il progetto “Aiutano gli altri”. Da qui la contaminazione è stata rapidissima, il Comune ha dato gambe all’idea, prendendosi in carico la raccolta dei bisogni delle persone e mettendo a disposizione le sue risorse; Forum Solidarietà, ora CSV Emilia, ha aiutato a raccogliere la disponibilità di altri cittadini, fino arrivare a 122 volontari.

Pubblicato in Comunicati Sanità Parma

La Cassazione si è pronunciata sul contenzioso avviato dal noto brand del lusso Saldarini 1882 alla scadenza del proprio contratto: non vi è affitto d'azienda ove un'azienda non vi sia e, cioè, qualora manchi la preesistenza, al contratto, di una organizzazione in forma di azienda dei beni oggetto del contratto (Cass. n. 3888 del 17.2.2020).

La campagna non si è mai fermata e in questo periodo di emergenza non si è fermato nemmeno il lavoro delle aziende agricole aderenti alla rete Campagna Amica che, da venerdì mattina 8 maggio, torneranno al mercato contadino a Fidenza, in virtu’ della delibera del Presidente della Regione e del disciplinare adottato dal Comune di Fidenza per mercati a merceologia esclusiva per la vendita di prodotti alimentari.

Pubblicato in Cronaca Parma
Martedì, 05 Maggio 2020 20:36

Poste Italiane: da 158 anni al servizio del Paese

Nella difficile emergenza sanitaria, anche in provincia di Parma l’Azienda conferma la sua vocazione storica e il suo ruolo al servizio dei cittadini e del territorio, delle imprese e della Pubblica Amministrazione. 

Raggiunge oggi il traguardo dei 158 anni l’attività di Poste Italiane al servizio degli italiani e dello sviluppo del Paese. Un anniversario che cade nella drammatica fase di emergenza sanitaria globale provocata dal contagio da Covid-19, nel corso della quale il ruolo e la missione di Poste Italiane hanno acquistato ancor più valore e significato.

In provincia di Parma sono rimasti operativi gran parte dei 114 Uffici Postali, 112 dei quali attualmente aperti, dove i dipendenti hanno continuato a garantire il servizio ai cittadini che, inoltre, hanno potuto ricevere regolarmente la loro corrispondenza grazie al quotidiano impegno dei portalettere dei sei Centri di Distribuzione del territorio (Parma, Pilastro, Fornovo Taro, Borgotaro, Fidenza e San Secondo Parmense).

In presenza di provvedimenti restrittivi necessari per contrastare l’epidemia, le donne e gli uomini che lavorano in Poste Italiane si sono adoperati per mettere in atto tutte le misure atte a tutelare la sicurezza e la salute personali e dei clienti, garantendo continuità ad un servizio essenziale per la vita del Paese. Sono state avviate formule innovative nel campo della organizzazione del lavoro e sono state predisposte soluzioni efficaci per fornire in sicurezza tutti i servizi essenziali per i cittadini, garantendo una attenzione speciale alle categorie sociali più fragili e bisognose.

In coerenza con i suoi 158 anni di attività, oggi come ieri la storia di Poste Italiane e dei suoi 130.000 lavoratori si è così intrecciata con quella dell’Italia. Con i suoi portalettere, gli Uffici Postali, con la raccolta del risparmio che ha permesso la realizzazione delle grandi opere che hanno modernizzato l’Italia, Poste Italiane è oggi un punto di riferimento per tutti i cittadini come lo fu nel secolo scorso, in qualità di artefice della missione unitaria che puntava a “fare gli italiani”.

Oggi Poste Italiane, quotata alla Borsa di Milano, rappresenta la più grande rete di distribuzione di servizi in Italia. Le sue attività comprendono il recapito di corrispondenza e pacchi, i servizi finanziari e assicurativi, i sistemi di pagamento e la telefonia mobile. Con una rete di oltre 12.800 uffici postali, circa 130 mila dipendenti, 536 miliardi di euro di attività finanziarie totali e 35 milioni di clienti, il Gruppo è parte integrante del tessuto sociale e produttivo del Paese e rappresenta una realtà unica in Italia per dimensioni, riconoscibilità, capillarità e fiducia da parte della clientela.

Pubblicato in Cronaca Parma
Sabato, 25 Aprile 2020 15:52

La "liberazione" a Vaio

Da circa 40 giorni all'Ospedale di Vaio stanno arrivando 100 pasti al dì, che ormai montano a circa 4.000, offerti da "Gustincanto" , il nuovo spazio gastronomico di Fidenza, inaugurato lo scorso 15 febbraio con lo chef Daniele Persegani alla presenza di Antonella Clerici.

Con l'occasione della importante ricorrenza nazionale del 25 aprile, i pasti sono arrivati grazie alle "truppe di liberazione" delle associazioni Tracce di Storia e Rover Joe che peraltro hanno voluto lasciare un messaggio positivo:

"Quest’anno il 25 Aprile, siamo costretti a passarlo in quarantena come del resto gli altri giorni da un mese a questa parte.
Stiamo lottando tutti e speriamo di poter festeggiare presto la liberazione da questo maledetto virus e far tornare a splendere la nostra meravigliosa ITALIA.

Tracce di Storia e Rover Joe hanno voluto oggi rievocare la liberazione consegnandovi il pranzo con i mezzi che hanno fatto la nostra storia, sperando che sia di buon auspicio nella lotta contro il virus.

Buon 25 Aprile.

Tracce di Storia & Rover Joe"

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Continua il progetto di solidarietà nato dalla collaborazione tra CNA Agroalimentare di Parma e l’Emporio Market Solidale, per aiutare chi, in questo periodo di emergenza sanitaria, sta vivendo un momento di grave difficoltà economica. L’iniziativa, fortemente voluta dal Presidente di CNA Agroalimentare, Shpendi Ndreu, consiste nella raccolta di prodotti alimentari e di prima necessità, la cui prima consegna è avvenuta lo scorso venerdì 17 aprile.

"Il progetto ha fin da subito riscontrato la risposta positiva di diverse aziende appartenenti al settore alimentare e confermato la generosità e il prezioso valore di “fare squadra” che gli imprenditori associati a CNA hanno nuovamente dimostrato in questa occasione – ha affermato il Presidente di CNA Parma, Paolo Giuffredi - possiamo definirla una vera e propria fornitura di prodotti alimentari, che grazie al grande lavoro dell’Emporio solidale di Parma, darà un aiuto concreto e immediato a coloro che ne hanno bisogno."

Un ringraziamento va innanzitutto ai primi imprenditori che si sono impegnati per realizzare questa iniziativa: Shpendi Ndreu, Presidente di CNA Agroalimentare e titolare dell’azienda L.I.R.A. di Shpendi Ndreu & C. Sas di Langhirano che ha donato in primis 3.500 confezioni di prosciutto crudo di Parma affettato, Aldo Girardi, fondatore dell’azienda Girasole di Salsomaggiore Terme, che ha consegnato all’Emporio di Parma e alla Croce Rossa di Fidenza, prodotti sott’olio, salse e marmellate e Gianpaolo Ghilardotti, titolare dell’azienda Foodlab di Polesine Zibello che ha messo a disposizione e distribuito prodotti confezionati a base di pesce.

Numerose sono però altre aziende coinvolte in questo progetto di solidarietà che hanno contribuito sia nella donazione di prodotti, sia nell’attività di lavorazione e di confezionamento, che è necessario ringraziare: Filiera Uno Prosciutti Srl di San Daniele di Udine, Gualerzi Spa di Pilastro di Langhirano, Cadonici Salumi Srl di Neviano degli Arduini, Prosciuttificio Verduri Snc di Neviano degli Arduini, Disossatura Tre O di Ortalli Giorgio, Corrado e Michele Snc di Langhirano.

Oltre che all’Emporio Solidale di Parma e di Lesignano De Bagni, i prodotti sono stati consegnati alla Protezione Civile di Parma, all’Assistenza Pubblica di Langhirano, alla Centrale Operativa 118 di Parma e alla Croce Rossa di Fidenza. Seppur la raccolta è stata inizialmente avviata all’interno della provincia di Parma, l’intenzione di CNA Agroalimentare è di ampliare la prospettiva, coinvolgendo la rete imprenditoriale del territorio regionale e nazionale.

"Sono certo – conclude Il Presidente Giuffredi – che le imprese della provincia di Parma sapranno dare ancora una volta prova del proprio grande cuore, nell’auspicio che numerose realtà produttive e commerciali vogliano entrare a far parte di questa vera e propria squadra di solidarietà"

L'emergenza legata all’epidemia di Covid-19 sta mettendo a dura prova il nostro paese e le strutture del sistema sanitario nazionale e non solo per il virus. Le restrizioni adottate per ridurre la possibilità di contagio hanno portato ad una forzata eliminazione dei contatti tra le persone.

Se per la maggioranza di chi è costretto alla quarantena queste limitazioni sono superabili, per altri, più deboli psicologicamente, le ripercussioni potrebbero rivelarsi fatali.

È in quest’ottica, guardando a chi già prima dell’avvento del virus versava in condizioni di difficoltà, che è stata ideata e realizzata una campagna volta a sensibilizzare le persone e spingerle a telefonare a chi, in questo particolare periodo, vivendo da solo, può accusare maggiormente la situazione di isolamento. Soprattutto soggetti più fragili come gli anziani.

È stata intitolata, a proposito, “Fatti Sentire!”.

La campagna, promossa da CSV Emilia -Forum Solidarietà con il patrocinio del Comune di Parma e del Comune di Fidenza, è stata realizzata a titolo gratuito da Mayonese (video-agenzia pubblicitaria di Parma che si occupa da anni di produzioni per famosi brand nazionali e internazionali). Per il Centro di servizi è un modo per promuovere una forma di volontariato davvero alla portata di tutti e diffondere la cultura della solidarietà.

Alla campagna, anticipata da una locandina grafica realizzata da Giuffredi Advertising, hanno aderito volti noti della città: Alessandro Lucarelli, Sandro Piovani, Gabriele Balestrazzi, Aldo Piazza, Gianpaolo Cantoni e Franca Tragni. Hanno inoltre collaborato Achille Maini, Patrizia Dall'Argine, Francesco Lia e tanti altri che hanno contributo a titolo gratuito, aiutando ad amplificare questo tema importante, che diventerà col trascorrere del tempo in isolamento, purtroppo sempre più attuale.

Chiunque può dare una mano a chi ne ha bisogno con una semplice telefonata. Con lo stesso strumento che normalmente si utilizza per lavoro o intrattenimento. Uno strumento ora utile per far sentire all'altro che non è solo e c’è una luce in fondo al tunnel.
Questa luce possiamo amplificarla e farla risplendere, tutti insieme.

#fattisentire
Qui il link a video e locandina:
https://we.tl/t-1uYqfHXq6y

Covid-19: Gruppo COMeSER e Sinapsi Group donano 20 smartphone agli Ospedali di Fidenza e Parma per consentire un contatto tra degenti e famigliari. Gli imprenditori Gianluca Scarazzini e Davide Battistini: “Telefoni già configurati e pronti all'uso per mettere in contatto i ricoverati da Covid-19 con i loro cari a casa”

PARMA - Venti nuovi smartphone con Internet 4G e WhatsApp donati da Gruppo COMeSER e SINAPSI Group all’Ospedale Maggiore di Parma e all’Ospedale di Vaio-Fidenza per permettere, grazie alla sensibilità del personale sanitario, una videochiamata con i famigliari a coloro che si trovano ricoverati in reparti isolati a causa del Coronavirus.

“Desideriamo fare un gesto utile: tutti noi purtroppo conosciamo qualcuno che ha avuto bisogno di cure ospedaliere a causa di questo terribile virus. - spiegano il Presidente di COMeSER Gianluca Scarazzini e l'Amministratore Delegato Davide Battistini di Sinapsi Group in una nota congiunta - Ci siamo confrontati e insieme abbiamo trovato risposta a quella domanda che ci siamo fatti mille volte negli ultimi giorni: le nostre aziende come possono rendersi utili in questa emergenza?

La risposta è arrivata ascoltando i racconti di chi lavora negli Ospedali del nostro territorio: alcuni infermieri nelle scorse settimane, con un gesto di grande umanità, hanno prestato i loro cellulari ai pazienti per permettergli una videochiamata a casa. È così che ci siamo resi immediatamente conto che il nostro gesto di solidarietà poteva arrivare dalla tecnologia, il nostro pane quotidiano. Abbiamo acquistato e configurato alcuni smartphone da donare agli Ospedali di Parma e Fidenza per renderli disponibili a chi è ricoverato. Abbiamo percepito l’importanza di un “ciao”, di quel vedersi mentre si è lontani e isolati: sì perchè non tutti entrano in reparto con un cellulare, non tutti hanno uno smartphone per videochiamare. Si tratta di un piccolo gesto che speriamo possa portare un po' di conforto, ben consapevoli che ciò che davvero serve tantissimo sono mascherine, presidi sanitari, ventilatori polmonari. Ma un aspetto importante della cura è anche il conforto empatico, il non sentirsi soli in mezzo alle difficoltà”.

Questo progetto congiunto fra Comeser e Sinapsi è il primo passo di un progetto che si sta ampliando sempre di più. I due imprenditori hanno discusso con diversi soggetti, trovando la disponibilità ad un coinvolgimento futuro da parte di Comune di Parma, Assistenza Pubblica e altre aziende locali. Altri smartphone potranno così essere donati ai due ospedali, tramite campagne di raccolta fondi condivise.

“Desideriamo esprimere - continuano Scarazzini e Battistini - a nome delle nostre aziende, COMeSER e SINAPSI, e di tutti i nostri collaboratori, la totale stima e dedizione verso tutti coloro che da un mese a questa parte lottano senza sosta per salvare preziose vite umane e per la ricerca di una cura e un vaccino che possano fermare questa terribile pandemia. A loro rivolgiamo tutta la nostra ammirazione”.

Il primo lotto di smartphone è già stato consegnato all’ospedale di Vaio e a breve verrà portato anche il secondo lotto all’Ospedale Maggiore di Parma.

27 Marzo 2020

 

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Non dimentichiamo il valore di una voce amica, nella sofferenza.


In queste ore stiamo assistendo alla più grande battaglia sanitaria che il nostro paese abbia mai compiuto. Le testimonianze dei medici, degli infermieri e dei soccorritori volontari sono drammatiche. Tutte le persone in prima linea nella lotta al Coronavirus, in Italia, stanno confermando che non siamo davanti ad una semplice influenza. Sono sconvolgenti e toccano profondamente le parole della dottoressa Francesca Cortellaro al quotidiano “Il Giornale”.

La primaria del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Carlo Borromeo ha spiegato bene quale sia la cosa più drammatica: “Vedere i pazienti morire da soli, ascoltarli mentre t’implorano di salutare figli e nipotini. Vedi il pronto soccorso? I pazienti Covid-19 entrano soli, nessun parente lì può assistere e quando stanno per andarsene lo intuiscono. Sono lucidi, non vanno in narcolessia“.
La testimonianza di questa dottoressa spiega bene quanto sia terribile questo virus: “È come se le persone stessero annegando, ma hanno tutto il tempo di capirlo. L’ultimo paziente è stato stanotte. Lei era una nonnina, voleva vedere la nipote. Ho tirato fuori il telefonino e gliel’ho chiamata in video. Si sono salutate. Poco dopo se n’è andata. Ormai ho un lungo elenco di video-chiamate. La chiamo lista dell’addio. Spero ci diano dei mini iPad, ne basterebbero tre o quattro, per non farli morire da soli“.

L’idea “PARMA CHIAMA” è nata così. Un post su Facebook tra le tante notizie sul Covid-19, fra la rassegna di dolore che stiamo continuando a leggere. Ho pensato a cosa farei io. Ho pensato ai miei parenti, a miei familiari. Non sono stato il solo a beccare questa testimonianza come un pugno nello stomaco. Altre persone mi hanno chiamato con la stessa urgenza, con lo stesso bisogno di fare qualcosa per chi sta soffrendo e potrebbe non avere il tempo o il modo di sentire i propri cari prima dell’ultimo respiro.

La testimonianza di una dottoressa ci ha colpiti senza intermediazioni: il dramma di morire soli, senza il conforto dei figli, dei nipoti, degli affetti, degli amici. Sappiamo tutti bene quanto sia letale questo virus, oggi. Lo intuiscono lucidi i pazienti, per questo non bisogna in nessun modo lasciarli soli. “Se basta davvero così poco per aiutare i pazienti sul lato affettivo, con quell’ingrediente che sempre può fare la differenza, cioè l’empatia, perché non impegnarsi?

Si: serviva capire come fare, chiamare, comprare i tablet, le sim ricaricabili, attivare la donazione. Abbiamo provato a chiamare chi fa le raccolte fondi, ma non abbiamo trovato soluzioni. Solo attese. Attese che purtroppo non possiamo più sostenere. Da qui siamo partiti per impegnarci in prima persona. Perché c’era il problema degli apparecchi in reparto. In che reparto? Risolto. Poi c’era il problema della sanificazione. Il problema del dispositivo giusto, per whatsapp e video skype. Il problema di una cover di protezione, delle SIM già abilitate e funzionanti. I tanti “aspetti che vediamo” sono rapidamente diventati un grandissimo “si, si può fare”. Allora via, dove comprare? E chi li sistema? Ecco che la chiamata a un amico imprenditore che si occupa di informatica e connettività risolve tutto in un lampo.

Ed ecco che quel “si si può fare” dopo un’altra telefonata, diventa un “Si, ci serve da impazzire. Non possiamo comunicare facilmente fra reparti isolati e reparti non isolati. Questi strumenti ci servirebbero tanto anche per le cure, non solo per il conforto dei pazienti, che è comunque molto importante. Fate presto, grazie”.
Ecco, quel fate presto ci ha spinto oltre i nostri limiti. Ora ci siamo. Non potevamo più far passare un minuto, vedendo continuamente quelle bare passare senza un saluto, verso un forno crematorio.
Grazie Gianluca, grazie Veronica, grazie medici, grazie infermieri. 24 ore dopo siamo qui, con 20 smartphone HUAWEI dotati di scheda SIM prepagata per 6 mesi da donare ai reparti di Terapia Intensiva dell’Ospedale di Parma e dell’Ospedale di Vaio. Tutti puliti, con la loro custoia, con l’abbonamento attivo.
E nel frattempo l’idea nata dopo un post su Facebook cresce e aggrega più persone. Arrivano gli amici delle istituzioni, delle associazioni. Tanti, diversi, anche loro spinti dalla voglia di aiutare, uniti adesso nel portare avanti l’idea.
Ci sono gli amici Lions sempre presenti, c’è il comandante della Pubblica, che mi dice bello, lo facciamo assieme. Possiamo fare una raccolta fondi? C’è il direttore dell’ospedale di Parma e quella di Vaio e Borgotaro. E poi c’è la disponibilità della Gazzetta. Chiamiamo il Direttore? Lo spazio c’è.
C’è un Toni, papà come me, che mentre mi chiede una mano per far arrivare mascherine dalla Cina, mi dice beh dai se è solo per quello un telefono lo dono anche io. Poi mi scrive dopo un minuto che ne ha già trovato un altro. E poi dopo due minuti sono altri quattro gli imprenditori che vogliono aderire. E poi ci sono altri amici a Milano, e c’è Leonardo, che è impegnato in politica e vuole addirittura coinvolgere il Comune. Sono stati raccolti tanti soldi per l’emergenza e se la cifra è quella, potrebbe parlare a chi se ne occupa, per capire se possiamo comprarne di più e coinvolgere e sensibilizzare la cittadinanza.
E poi, perché non provare ad arrivare a Tim? E’ partner di Parma 2020, magari se li coinvolgiamo, i telefoni li danno loro già sistemati e con loro SIM.
E poi c’è il Sindaco del mio paese, Sorbolo, che si prodiga da tanti giorni nel dire STATE A CASA. Che va a parlare in tutti i negozi che fanno consegna a domicilio e tranquillizza le persone, che i servizi ci sono, che la gente si sbatte per gli altri. “Bella idea, basta poco dai, alcuni anziani trovano il coraggio di rialzarsi e combattere il virus, perché anche l’empatia, il non restare soli aiuta. Come poso aiutarti?” Ecco che il messaggio gira nella chat dei sindaci, cosi che tutti i sindaci adottino uno smartphone e lo donino all’ospedale. Sarebbe un bel segnale. “Si dai, girami qualcosa che parto subito”.
Ecco. Ci siamo. Son qui con i telefoni, il primo passettino è fatto. I malati entrano da soli, ma non sono più soli. Non lo sono mai. Perché c’è sempre qualcuno che vi pensa. Perché da domani ci sarà un telefono per chiamare casa e per dire ai parenti e ai familiari che ci siete, che state combattendo. E potrete sapere che chi vi ama vi attende. Si lotterà sempre a fatica, ma meno soli.
Ecco. Tutto è nato così. Non fermiamoci. Parma chiama, perché ama chi soffre e lo aiuta a ritornare a casa.

 

La Federazione di Parma del Partito della Rifondazione Comunista partecipa con la somma di 2.000 euro alla sottoscrizione promossa dalle Aziende Sanitarie a favore degli ospedali di Parma e provincia.

E’ un piccolo contributo per testimoniare la nostra vicinanza e la nostra riconoscenza nei confronti dei lavoratori della sanità che stanno
sostenendo pesanti sacrifici per affrontare l’emergenza. Tutti dobbiamo preoccuparci che si faccia tutto il possibile per garantire in primo luogo la loro sicurezza.
Inoltre vogliamo ribadire una nostra radicata convinzione: i servizi essenziali (e in primo luogo la sanità) devono essere garantiti con una gestione pubblica e adeguati finanziamenti.

Occorre stabilire la giusta priorità negli investimenti da parte dello Stato e rimediare ai tagli e ai processi di privatizzazione che negli scorsi anni hanno inciso pesantemente sul servizio sanitario.
E’ necessario in particolare un programma di assunzioni a tempo indeterminato, un lavoro sicuro e qualificato che tuteli la salute di tutti i cittadini.

Rifondazione Comunista - Federazione di Parma

Confcooperative Parma aderisce all'iniziativa della Fondazione MUNUS per sostenere gli Ospedali di Parma, Fidenza-Vaio e Borgotaro.

di Redazione Confcooperative 23 marzo 2020 - "Andrà tutto bene!", recita lo slogan più in voga del momento, soprattutto se saremo in grado di affrontare l'emergenza con le risorse necessarie per intervenire, curare e proteggere la comunità ivi compreso lo straordinario personale sanitario.

Per queste ragioni Confcooperative Parma, sin dalle sue origini impegnata nella "costruzione del Bene comune", ha partecipato alla raccolta solidale di fondi lanciata dalla locale Fondazione MUNUS nella certezza che la destinazione finale sarà utile alla intera comunità parmense.

Al FONDO EMERGENZA CORONAVIRUS, istituito dalla Fondazione MUNUS, stanno convergendo donazioni di privati cittadini, organizzazioni e imprese che saranno nella disponibilità dei tre ospedali per far fronte a una emergenza sanitaria tanto imprevista quanto ancora sconosciuta.

MUNUS affianca e supporta persone, famiglie, istituzioni, imprese e enti del Terzo Settore che, attraverso donazioni e/o lasciti testamentari, desiderano contribuire alla realizzazione di progetti di utilità sociale e si attiva per facilitare l’incontro tra chi dona e chi realizza i progetti. 

La mission della Fondazione si riassume in sei punti fondamentali:
• promuovere la cittadinanza attiva favorendo la partecipazione e la diffusione delle azioni di solidarietà;
• rendere accessibile e personalizzabile l’atto del dono;
• garantire il buon fine delle donazioni raccolte;
• coordinare la raccolta di risorse in caso di grandi emergenze e di progetti di rilevante impatto sulla Comunità;
• assicurare un impiego corretto, efficiente ed efficace delle risorse stesse;
• sostenere la collettività nella costruzione del bene comune.

Per coloro che intendessero partecipare alla corsa solidale della Fondazione MUNUS possono accedere attraverso il link che segue, "noi l'abbiamo già fatto": https://www.fondazionemunus.it/fondi/fondo-emergenza-coronavirus/?fbclid=IwAR3LAkIbl4t7ijWLL0bIuyhI6ecqMAa-RiJBOK_3C5oExCqLEQ1yN2LH1OI


(PH. Francesca Bocchia per Gazzettadellemilia.it )

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