Visualizza articoli per tag: Territorio Cadelbosco di Sopra

Sabato, 16 Febbraio 2019 10:30

Cadelbosco, la Sp 40 diventerà più sicura

Inizieranno entro la metà di marzo, a Villa Argine, i lavori di messa in sicurezza della Sp 40 che prevedono, in particolare, la realizzazione di due attraversamenti pedonali protetti con isole spartitraffico: uno davanti alla chiesa, l'altro all'altezza del ristorante "Il Sole".

"Il lungo rettilineo di via Mazzini, sul quale per altro si immettono diverse laterali, rappresenta infatti uno dei punti più critici per quanto riguarda il mancato rispetto dei limiti di velocità", spiega il consigliere provinciale delegato alle Infrastrutture Andrea Carletti, annunciando anche, a partire dalla primavera, una serie di interventi di asfaltatura dei tratti più danneggiati della Sp 40 che da Castelnovo Sotto porta a Bagnolo.

Oltre ai due attraversamenti pedonali, saranno installati lungo via Mazzini anche due pannelli indicanti il limite di velocità consentito e dotati di lampeggianti che si attiveranno automaticamente al superamento di tale limite. L'intervento - progettato dalla Provincia, che si è fatta carico anche delle procedure d'appalto - ha un costo di 50.000 euro, cofinanziato da Palazzo Allende e Comune di Cadelbosco Sopra, e sarà realizzato dalla Tremme Srl di Castelnovo Sotto: il cantiere dovrebbe avviarsi entro la metà di marzo, per concludersi in un mese circa.

"Si tratta di un ottimo risultato ottenuto grazie alla costante collaborazione con la Provincia di Reggio Emilia che consegna alla nostra frazione una soluzione importante per garantire la sicurezza dei cittadini che frequentano il centro di Villa Argine – dichiara il sindaco di Cadelbosco Sopra, Tania Tellini - Via Mazzini è da tempo segnalata per l'eccessiva velocità di percorrenza da parte di troppi automobilisti, nonostante i limiti, questo intervento strutturale ridurrà i pericoli per pedoni e ciclisti".

 

Scheda_Villa_Argine_1.jpg

La Provincia di Reggio Emilia informa che da oggi a Cadelbosco Sopra, per consentire lo svolgimento in sicurezza di lavori in corrispondenza della rotatoria tra la Sp 63R del valico del Cerreto e via Marzabotto, si viaggerà a senso unico alternato regolato da impianto semaforico e con limite di velocità a 30 km/h.

E' stato inoltre istituito un obbligo di uscita a destra da via Marzabotto sulla Sp 63R. I provvedimenti saranno in vigore tutti i giorni, fino al termine dei lavori, dalle 8.30 alle 17.
Per info in tempo reale sulla viabilità e in caso di eventuali emergenze consultare il profilo Twitter della Provincia di Reggio Emilia @ProvinciadiRE.

Polizia provinciale e Guardie ecologiche hanno scoperto ad Argine di Cadelbosco Sopra le carcasse di uccelli non cacciabili accanto al capanno mimetico utilizzato da un modenese. -

Reggio Emilia, 3 settembre 2014 -

Oggi, in tutta l'Emilia-Romagna, è giornata di preapertura della caccia, una anticipazione limitata ad alcune forme di attività venatoria relative a poche specie di uccelli, rispetto alla apertura generale vera e propria prevista per domenica 20 settembre. Il personale della Polizia provinciale è stato comunque impegnato nel controllo dei pochi cacciatori presenti sul territorio, concentrati specialmente in prossimità di campi coltivati a girasole che attirano le tortore selvatiche, specie regina tra quelle bersaglio di questo appuntamento venatorio. Al personale provinciale si sono affiancate anche varie guardie ecologiche e venatorie volontarie.
Ed è proprio grazie alla segnalazione di una pattuglia di Guardie ecologiche volontarie del raggruppamento di Reggio Emilia che è stato individuato un cacciatore irrispettoso delle regole in località Argine di Cadelbosco Sopra. L'uomo, un modenese di 42 anni, stava infatti cacciando col fucile in un capanno mimetico, utilizzando richiami per le tortore. Nei dintorni del capanno, però, oltre ad alcune tortore selvatiche di cui è appunto lecito l'abbattimento, gli agenti, dopo minuziose ricerche, hanno però scoperto tra la vegetazione anche le carcasse di tortore dal collare orientale, specie non cacciabile, e di colombacci, specie per la quale la caccia aprirà solo dalla terza domenica di settembre. Gli agenti della Polizia provinciale hanno quindi proceduto al sequestro degli uccelli, del fucile e delle munizioni e provvederanno a segnalare all'autorità giudiziaria il cacciatore modenese.

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Reggio Emilia)

Tanti progetti di cittadinanza attiva e impegno sociale nelle due province. Le domande di partecipazione, con annessi allegati, sono scaricabili e consultabili presso i siti istituzionali dei comuni in questione. -

- di Federico Bonati -

Reggio Emilia, 26 marzo 2015 -

Da molti anni, per tutte le ragazze e i ragazzi interessati a svolgere un'esperienza formativa che permetta loro di sperimentare le proprie abilità nel campo lavorativo acquisendo competenze tecniche spendibili nel futuro professionale, è attivo il Servizio Civile Nazionale. Un servizio statale al quale possono accedere tutti i giovani dai 18 ai 28 anni, della durata di dodici mesi, con un impegno settimanale di trenata ore ed un rimborso mensile fissato a 433,80 €. In quest'ottica si sono attivati anche i comuni delle province di Reggio Emilia e Modena, con vari progetti, tutti di assoluto interesse e rilevanza sociale.

I comuni reggiani di Cadelbosco di Sopra, Gualtieri, Campagnola Emilia, Guastalla, Luzzara e Novellara hanno pubblicato il bando per la selezione di volontari per il progetto "GIO' POLIS 2015".
 Il progetto, presentato dall'Associazione Pro.di.Gio., prevede l'inserimento di due volontari per ogni comune, che opereranno presso i servizi educativi e culturali. 
A Fabbrico la ricerca è attivata per la realizzazione del progetto di servizio civile "Fabbricando Comunità", mentre a Reggiolo saranno due i volontari per il progetto "A Piccoli Passi".

Spostandosi nel modenese, nella fattispecie a Carpi, il comune accoglierà sei giovani all'interno del progetto "Giovani protagonisti: esperienze di animazione culturale ed aggregativa a Carpi", allocando tre volontari alla Biblioteca multimediale "A. Loria", due al Castello dei Ragazzi e uno allo Spazio Giovani "Mac'è!".

Le domande di partecipazione, con annessi allegati, sono scaricabili e consultabili presso i siti istituzionali dei comuni in questione. Per partecipare alla selezione che ne conseguirà, dovranno essere riconsegnate all'Ufficio Protocollo del proprio comune entro le ore 14.00 del 16 aprile.

Un'occasione da cogliere al volo per i ragazzi e le ragazze interessati a vivere esperienze personali e sociali di relazione con altre persone e altri ambienti sviluppando capacità di partecipazione, adattamento e consapevolezza personale, nonché la consapevolezza dell'essere cittadino partecipe della vita sociale della comunità.

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia
Mercoledì, 18 Febbraio 2015 10:22

Mettersi in gioco contro il gioco

A Cadelbosco di Sopra si è parlato di come contrastare il gioco d'azzardo ed è stata presentata la campagna "Slot freE-ER".  -

di Federico Bonati -

Reggio Emilia, 18 febbraio 2015 –

Il gioco d'azzardo, da semplice divertimento nonché oneroso passatempo, rischia di diventare sempre di più una malattia: la ludopatia. Una malattia che ha notevoli risvolti sul tessuto sociale delle comunità, portando ad una situazione di degrado personale dei giocatori più accaniti i quali, a causa del vizio del gioco, arrivano a scommettere il loro stipendio (quando hanno un lavoro) sino a situazioni più tragiche, come la rovina di intere famiglie.

"I dati sono allarmanti: il gioco d'azzardo è in continua crescita e vede il coinvolgimento sempre maggiore dei giovani". È con queste parole che il sindaco Tania Tellini ha introdotto la serata "Sicurezza in gioco", svoltasi nella Sala del Consiglio di Cadelbosco di Sopra.

Si gioca sempre di più, in situazioni sempre diverse e sempre più fruibili ad un vasto pubblico, come dimostrano gli 84,7 miliardi di € spesi dagli italiani nel 2013. A tal proposito è necessaria un'azione politica e sociale per contrastare il gioco, affrontando il problema di petto.

Oltre al sindaco, al capitano dei carabinieri della compagnia di Guastalla Stefano Petroni, al comandante della polizia municipale Unione Terra di Mezzo Flaminio Reggiani, erano presenti Ottavia Soncini (Vice presidente dell'assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna) e Matteo Iori, presidente dell'associazione Papa Giovanni XXIII e del CONAGGA, da sempre in lotta contro le ludopatie.

"I numeri in Emilia Romagna sono preoccupanti – afferma Ottavia Soncini – con ben diecimila giocatori potenzialmente a rischio ludopatia, e tutto ciò implica dei costi sociali importanti. Lo Stato deve tutelare chi è in difficoltà. In un'ottica politica il sistema regionale è il canale preferenziale per intervenire, lo dimostrano gli eventi di divulgazione che faremo nelle scuole dal 25 marzo e lo dimostra la campagna Slot freE-ER". Una campagna che prevede l'adesione degli esercizi commerciali, i quali si impegnano a non avere slot machine, videopoker, vlt e affini all'interno del loro locale. Saranno riconosciuti con una targhetta ed è auspicabile, come dice il primo cittadino Tellini, che si possa far pervenire loro un vantaggio di carattere economico.

Ci si domanda per quale motivo il gioco d'azzardo sia divenuto sempre più dilagante in Italia? La risposta è semplice: sotto ogni governo da Prodi a D'Alema a Berlusconi, sino al 2011, si è registrato un incremento dell'introduzione di nuovi dispositivi per il gioco. Poi, con Mario Monti, questa proliferazione si è arrestata. Problema risolto? Macchè.
Basti pensare che nel 2013 si sono persi ben 17,1 miliardi di € in Italia, con il Paese quarto al mondo per soldi persi, e secondo a livello globale per spesa pro capite. Ma, entrando sempre più nel dettaglio, anche i dati riguardanti Reggio Emilia fanno riflettere.

"A Reggio si gioca tanto – dice Matteo Iori – con un monte di giocate pare a 760 milioni di €. Siamo la sesta provincia italiana per gioco d'azzardo, la seconda in Emilia Romagna dopo Rimini".
Sono quattro le categorie di giocatori presentate da Iori: i giocatori sociali, in Italia circa tredici milioni, i quali non hanno un problema di gioco; i giocatori a rischio, che sono a quota 2 milioni e sono molto vicini alla ludopatia; i giocatori molto a rischio e i giocatori patologici, 400 mila in totale e tra i quali intercorre una linea molto sottile.

Informare, sensibilizzare, fare cultura sul tema e realizzare azioni concrete: è questo ciò che è chiamata a fare la politica locale e nazionale per contrastare il dilagante fenomeno del gioco d'azzardo.
Cadelbosco di Sopra si è già attivata: oltre alla campagna "Slot freE-ER" è stato stampato un opuscolo molto interessante (e assolutamente consigliabile alla lettura di tutti) dal titolo "Il banco vince sempre". Una verità non scritta, ma sempre interpretata, che sarebbe utile ricordarsi ogni volta che ci si pone la domanda se fare un'altra giocata o uscire.

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia
Mercoledì, 15 Ottobre 2014 10:01

Nuovi alberi e siepi a Cadelbosco e Gualtieri

Piantumazioni disposte dalla Provincia, in collaborazione con il Consorzio fitosanitario, in quattro aree verdi dei Comuni, a compensazione di abbattimenti di piante malate sulla Sp 63 -

Reggio Emilia, 15 ottobre 2014 -

Nuovi alberi e nuove siepi in quattro aree verdi di proprietà dei Comuni di Cadelbosco Sopra e Gualtieri, grazie ai lavori di piantumazione disposti dalla Provincia con la collaborazione tecnica del Consorzio fitosanitario di Reggio Emilia. Gli interventi, iniziati martedì a cura dell'impresa appaltatrice Cofar Srl di Castelnovo Monti, non hanno una valenza solo ambientale, ma sono finalizzati anche a migliorare la sicurezza stradale: i nuovi alberi e le nuove siepi compenseranno infatti quelli tolti lungo la Sp 63, in aree verdi di proprietà dei due Comuni, resosi necessario in quanto le piante avevano raggiunto una condizione di invecchiamento precoce che li rendeva pericolosi, anche in considerazione degli eventi atmosferici estremi che purtroppo sempre più spesso si registrano.

"Quest'importante opera di rinaturazione, che dovrebbe concludersi a novembre, contribuirà a migliorare la qualità della vita e dell'aria per i cittadini", commenta l'assessore uscente alle Infrastrutture e alla Qualità dell'aria Alfredo Gennari, sottolineando come "seppur in un momento di taglio di risorse al nostro ente, la Provincia sia comunque riuscita a garantire l'intervento che comporta benefici non solo per l'ambiente, ma anche per le migliaia di persone che ogni giorno percorrono la Sp 63. E' stata utile la collaborazione con il Comune di Cadelbosco di Sopra, con l'allora assessore Tania Tellini, ora come sindaco, che si era attivata per il buon esito dell'intervento".

Nel dettaglio, gli interventi disposti dalla Provincia con la collaborazione del Consorzio fitosanitario prevedono a Cadelbosco Sopra, nei pressi di piazzale Archimede Lusetti, la creazione di filari di Fraxinus excelsior e Prunus pissardii a corredo del parcheggio annesso allo stadio, allo scopo di creare zone di protezione per le auto in sosta. Le due essenze sono caratterizzate da diverse peculiarità estetiche e di portamento: il frassino, in particolare, verrà nel tempo fatto crescere fino a grandi dimensioni in modo che l'ampiezza delle chiome fornisca refrigerio alle auto in sosta e, nel contempo, incrementi il valore paesaggistico di un area ai margini di realizzazioni abitative.

Per la progettazione dell'intervento in via Aldo Moro sono invece stati coinvolti i ragazzi e gli insegnanti della scuola: nel lato Est verrà realizzato un filare di farnie (Quercur robur) che andrà a ricongiungersi con alcuni esemplari di grandi dimensioni attualmente presenti nell'area privata contigua, mentre nel lato Nord verrà realizzato un filare di gelso (Morus alba) che dovrà riproporre l'effetto di una antica "piantata reggiana" ovvero quei filari arborei, un tempo maritati alle viti per costituirne sostegno, che caratterizzano ancora oggi, come superstiti di una cultura antica, i panorami di alcune porzioni della nostra campagna. Nei lati Sud e Ovest, invece, verrà realizzata una siepe polispecifica con l'utilizzo di piantine forestali, quindi di dimensioni ridotte, privilegiando essenze autoctone, mentre all'interno del parco verranno realizzate cinque aree verdi delle dimensioni indicative di 40 metri quadrati con 15 specie di esemplari arborei e 15 specie di esemplari arbustivi.

L'intervento sull'area verde comunale adiacente a via Quarti e a via Gandhi, che ha pure seguito lo stesso percorso condiviso con la scuola, prevede di realizzare una forma riconducibile a quella di un fiore, con esemplari arborei e arbustivi. A completamento dell'area verrà realizzata una ulteriore aiuola all'interno della quale verranno messi a dimora esemplari di grandezze differenti (prima, seconda grandezza e esemplari arbustivi).

Per quanto riguarda infine le aree di proprietà del Comune di Gualtieri, in via Cento Violini a Santa Vittoria - a corredo della zona centrale del parco – è previsto un popolamento di Celtis australis: le piante verranno poste a dimora in maniera circolare, a distanze ravvicinate rispetto alle normali esigenze della specie, in maniera tale da costituire un piccolo "boschetto" che con il tempo vedrà concatenarsi le chiome delle piante. Verranno inoltre creati dei filari a corredo delle originarie vie principali, attualmente identificate in maniera poco chiara, con esemplari di seconda grandezza in grado di allietare la primavera del parco grazie all'elegante fioritura di colori diversi e di proseguire la vegetazione durante il resto dell'anno con la produzione di fogliame dalle pregevoli caratteristiche ornamentali. Accanto all'area attrezzata verrà poi realizzato un "labirinto vegetale" a fini ricreativi, rivolto in particolare ai bambini, attraverso l'utilizzo di Ligustrum ovalifolium (ligustro), un arbusto in grado di assumere dimensioni tali da non costituire un potenziale pericolo: al centro del labirinto verrà posto a dimora un esemplare arboreo dalle caratteristiche di pregio al fine di rappresentare un ideale "centro della realizzazione". Tutte le essenze scelte hanno caratteristiche di spiccata rusticità, buona attitudine all'accrescimento in terreni e climi come quelli di Gualtieri, buona resistenza a patologie e parassitosi e limitata esigenza di manutenzione.

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Reggio Emilia)

E' finita in carcere la serata balorda di due giovani, un 31enne di Reggio Emilia e un 25enne di Cadelbosco di Sopra. Sabato scorso intorno alle 18.30 avevano aggredito il titolare del Gran Bar da Gigi a Cadelbosco e poi i Carabinieri.

Reggio Emilia, 14 luglio 2014 – di Ivan Rocchi

Il barista si era rifiutato di servire ancora da bere ai due giovani, che sembravano già abbastanza alticci. Ma loro non ci hanno pensato un attimo e hanno iniziato a pestarlo, fino a rompergli il naso. A quel punto, il proprietario del locale si è rinchiuso in una stanza e ha chiamato il 112.

I carabinieri di Cadelbosco, giunti nel frattempo, hanno capito subito chi erano i responsabili di questa storia. Una volta individuati i due giovani, che si trovavano ancora nei pressi del bar, hanno intimato loro di seguirli verso l'auto di servizio. I due, però, alla richiesta dei militari hanno rifiutato di esibire i documenti di identità. Poi li hanno aggrediti, prima con ingiurie e minacce, dopo anche fisicamente. I due erano scatenati e per riportare la calma è stato necessario l'intervento di una pattuglia del nucleo radiomobile di Guastalla e di una della locale Polizia Municipale. Solo così è stato possibile fermarli e accompagnarli in caserma, dove sono stati identificati.

Gli ulteriori accertamenti, eseguiti attraverso la visione delle immagini di videosorveglianza dell'esercizio pubblico, hanno evidenziato che i due, dopo aver picchiato il proprietario, si erano anche impossessati di diverse bottiglie di alcolici. Ricostruiti tutti i fatti, quindi, i Carabinieri hanno proceduto al loro arresto per i reati di minaccia, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e rapina in concorso.

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

In poco più di un anno colleziona dieci provvedimenti tra arresti e denunce da parte dei Carabinieri...

 

Reggio Emilia, 24 marzo 2014 - di Ivan Rocchi

Per l'ennesima volta era stato condannato per evasione e collocato ai domiciliari. In tutto, dal settembre 2012 aveva collezionato 6 denunce ed era stato arrestato in flagranza tre volte, sempre per il reato di evasione. Ma l'operaio 50enne di Cadelbosco Sopra non ci ha pensato un attimo a fuggire ancora da casa, questa volta per andare a riparare la caldaia che si trova nell'attività della compagna. Anche in questa occasione i Carabinieri lo hanno però colto sul fatto e gli hanno comminato la decima denuncia nel giro di un anno e mezzo.

L'altra sera una pattuglia dei carabinieri di Cadelbosco Sopra si era recata presso l'abitazione dell'operaio per procedere al suo controllo. Dopo aver ripetutamente suonato al citofono senza ottenere alcuna risposta, i militari hanno iniziato le ricerche e hanno scoperto che l'uomo si trovava presso l'attività della compagna, dove era andato per fare la manutenzione ad una caldaia non funzionante. Il 50enne sosteneva di essere cosciente della violazione commessa, ma di non aver potuto far diversamente non avendo reperito un tecnico per ripararla. Una giustificazione che ovviamente non poteva essere considerata soddisfacente per gli uomini dell'Arma.
I carabinieri di Cadelbosco Sopra hanno ora inoltrato una dettagliata informativa sui precedenti dell'uomo e il magistrato di sorveglianza potrebbe presto collocarlo in carcere fino all'espiazione della pena. Sperando che, almeno lì, se ne faccia una ragione.

 

Pubblicato in Cronaca Emilia

Intensa riflessione sul femminicidio giovedì 20 marzo sul palco dell'Altro Teatro di Cadelbosco -

 

Reggio Emilia, 15 marzo 2014 -

 

La visita di un appartamento, i silenzi e le malinconie di un passato tormentato, una storia che riemerge con tutti i suoi nodi irrisolti. Elementi fondanti dello spettacolo teatrale "Bentornato amore - Storia di un'ossessione quotidiana" la cui prima andrà in scena giovedì 20 marzo alle 21 all'Altro Teatro di Cadelbosco Sopra.
Lo spettacolo è stato scritto da Claudia Mosconi ed avrà la regia di Roberto Rocchi, che saranno anche gli unici due attori in scena.


LO SPETTACOLO
In un momento in cui la violenza domestica e il femminicidio sono, purtroppo, di grande
attualità, lo spettacolo si sofferma su quella perversa, diabolica attrazione che si innesca in chi accetta un rapporto violento, sul carattere che sta alla base di una vittima e del suo carnefice.
Si tratta di una riflessione nei confronti dell'amore legato alla violenza.


LA SCRITTURA TEATRALE
Attraverso una scrittura che dipinge due personaggi reali senza mai indugiare nel moralismo o nel sensazionalismo, la vicenda (plausibile, pur nella sua estremizzazione) si svolge nell'ambiente realistico di una casa, che è anche simbolo della costrizione di un rapporto ossessivo e brutale.
Ne risultano così due personaggi affetti entrambi da una sorta di "patologia", di "mostruosità", che li conducono verso scelte e comportamenti ricorrenti, che si alimentano l'un l'altro e che rendono impossibile una "liberazione". L'allestimento è semplice, con pochi elementi scenici che però hanno un forte valore evocativo; la regia vuole prima di tutto far emergere le molteplici sfaccettature emotive che compongono i personaggi anche attraverso la creazioni di immagini che possano spiegarne il continuo disagio interiore.


LA STORIA
Una giovane agente immobiliare fa visitare un appartamento ad un uomo silenzioso e melanconico. Chiusi tra le mura di una casa carica di significati e ricordi sopiti da quasi 20 anni, i due innescano una relazione che porta alla luce gli aspetti più nascosti del loro animo. Irrimediabilmente attratti l'uno verso l'altro in una dinamica perversa, pongono le basi per un orrore nuovo, ma del tutto simile a quello antico che già si consumò nello stesso luogo 17 anni prima. Una casa che rimanda a molte altre, luoghi di quotidianità dove si confondono violenza e amore, dove a volte si arriva fino a tragici epiloghi.
Uno spettacolo che mette in scena amori violenti attraverso le storie di questi due personaggi. Amori del passato, del presente e di un avvenire che si proietta in un "happy end" grottescamente macabro e inquietante.


PRENOTAZIONE BIGLIETTI al 3484201524

 

Pubblicato in Dove andiamo? Emilia

Per la prima volta si registra un netto calo del rifiuto indifferenziato. Ottimi risultati per le sperimentazioni sulla raccolta dell'olio esausto a Cadelbosco, Castelnovo e Bagnolo -

 Reggio Emilia, 6 marzo 2014 -

L'Assessorato all'Ambiente della Provincia ha acquisito una prima stima ufficiosa dei dati sulla raccolta rifiuti per l'anno 2013.
La raccolta differenziata sale, in provincia, dal 60,6 al 63,2%. Leggero incremento nella raccolta complessiva dei rifiuti (che risponde ad una leggera ripresa del consumo di imballaggi), che crescono dell'1,8% e raggiungono le 390 mila tonnellate. A questa leggera crescita, tuttavia, per la prima volta corrisponde un netto calo del rifiuto indifferenziato, che scende da 152 a 143 mila tonnellate. Cresce del 10% la raccolta del rifiuto organico e per la prima volta è la raccolta dell'umido domestico (che deriva dall'estensione del porta a porta) e non la raccolta del verde a determinare questo avanzamento.
Tra i materiali avviati a recupero, significative sono le maggiori raccolte di plastica (+10% circa) e dell'alluminio (+25%). Nella totalità dei comuni in cui è stato introdotto il porta a porta tutte le frazioni raccolte in maniera differenziata hanno subito un sensibile aumento. Va segnalato l'ottimo risultato della sperimentazione nella raccolta dell'olio alimentare esausto introdotta nei tre comuni di Cadelbosco Sopra, Castelnovo Sotto e Bagnolo in piano, che quadruplica il risultato di raccolta di questo materiale, passando da 3,8 a 16,6 tonnellate di olio che non finiscono nelle nostre fognature, ma che vengono riutilizzate.
I comuni che hanno attivato il porta a porta su tutto il territorio hanno raggiunto percentuali elevatissime di raccolta differenziata e, non a caso, tutti i primi cinque comuni per percentuale di differenziata sono quelli per i quali il piano d'ambito provinciale ha previsto questa forma di raccolta sull'intero territorio comunale per tutto l'anno il 2013: Poviglio 90,5%, Brescello 88,8%, Castelnovo Sotto 83,5%, Cadelbosco Sopra 81,5%, Bagnolo 81,1%. Gli altri comuni che hanno attivato il porta a porta hanno ottenuto significativi avanzamenti che tuttavia saranno contabilizzati solo alla fine del 2014, quando verranno registrati i dati di un'intera annualità con il nuovo modello di raccolta a regime.
"Questi primi dati ufficiosi - commenta l'assessore all'Ambiente Mirko Tutino - ci dicono che siamo sulla strada giusta e dimostrano la straordinaria risposta che i reggiani hanno dato all'avvio del porta a porta. Per la prima volta la raccolta differenziata cresce sensibilmente grazie all'apporto dei rifiuti raccolti dalle utenze domestiche e con l'importante incremento della raccolta dell'umido. Mentre la Regione si appresta all'approvazione del Piano Regionale di Gestione Rifiuti, Reggio si presenta avendo fatto "i compiti a casa", con lo sviluppo di un sistema di raccolta che sta producendo risultati evidenti e con l'iter per l'autorizzazione del TMB in via di conclusione".

 

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Reggio Emilia)

 

Pagina 1 di 2