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Domenica, 19 Gennaio 2020 10:59

In Nome della Libertà.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della Comunità Iraniana a Parma: In Nome della Libertà!

Parma 18 gennaio 2020 - Prima di tutto Ringraziamo Comune di Parma e Le forze dell’ordine per darci la possibilità per fare sentore la nostra voce.
Quello che con questo comunicato vorremmo chiedere riguarda il nostro paese e suoi 80 milioni di abitanti.
Iran e Italia sono tra paesi e civiltà più antiche nel mondo, e durante queste migliaia d’anni hanno avuto tanti punti comuni.
Oggi di quell’ Iran civile e libero non è rimasto più niente. Dal 1979 e dopo rivoluzione islamica, 80 milioni di iraniani vivono sotto controllo di uno dei peggiori regime dittatoriali e teocratici nella storia contemporanea. Un regime che, dai primi anni di presa del potere nel paese, al contrario di quello che fa vedere ai paesi occidentali, non ha mai tollerato i pensieri diversi ai suoi e sempre ha risposto alle richieste del popolo con arresti ed esecuzioni e violenza. Già da primi anni e dal luglio 1988 con diretto ordine di “Khomeini”, il regime ha ucciso migliaia di prigionieri politici (un numero tra 8000 e 30000). In anni recenti e durante l’attuale governo del leader del paese “Khamenei”, il popolo si è rivolto contro il governo in più di tre occasioni ma ancora, come prima, la risposta da parte del regime è stata la violenza. Nelle proteste studentesche del luglio 1999, Proteste post-elettorali del 2009-2010, Proteste 2017-2018 sono stati uccise e arrestate migliaia di persone (circa 100 Morti e circa 11000 arrestati). Purtroppo, durante tutte queste proteste né i governi europei né il governo italiano e i partiti politici hanno mai supportato il popolo iraniano e nemmeno hanno condannato il regime iraniano per violazione dei diritti umani. E anzi hanno fatto nuovi accordi con il regime e hanno fatto più business con il regime.
Quello che è successo in passato non è più ricuperabile ma come sapete nell’ultimi mesi e giorni sono successe di nuovo le proteste. Questa volta molto più grandi e con numeri più alti di partecipanti (più di 100 città in qui quasi tutti capoluoghi delle province con milioni di partecipanti ), ma questa volta la risposta del regime iraniano è stata più dura e violenta, dalle prime ore del inizio proteste il regime ha bloccato tutta la rete d’internet, blocco che è durato per quasi una settimana, e durante questo blackout d’internet, hanno fatto i crimini più orrendi che un regime può fare contro suo popolo violando diritti principali del cittadini iraniani e diritti umani. Hanno usato armi di guerra, da cecchini che sparavano direttamente per colpire la testa dei protestanti, macchine di guerra, carro armato, e armi pesanti. Il risultato finale è più di 1500 morti, più di 5000 feriti e più di 10000 arrestati. Ma i crimini di guerra del regime e violazione dei diritti non finiscono qui. Il regime durante le proteste usando guardia rivoluzionaria “Pasdaran” arrestavano anche i protestanti feriti nell’ospedale e gli portavano nel carcere, i Pasdaran tenevano i corpi di protestanti uccisi e chiedono soldi dalle famiglie per liberare il corpo di loro cari, il regime minacciava le famiglie con arresto se le famiglie decidevano di fare funerali o parlavano con giornali stranieri. Gli arrestati in carcere vivono in situazioni molto dure, sono sotto tortura fisica e mentale. Tante persone sparite in qui le famiglie non hanno nessuna notizia.
Nella scorsa settimana, governo iraniano abbattuto un aereo commerciale e suoi 180 passeggeri uccidendo tutti incluso cittadini canadese, svedese e iraniano, solo per usare innocenti cittadini come scudo umano e per fare propaganda contro Stati Uniti.


Le nostre richieste verso Governo italiano e tutte e tutti Italiani sono:
1 – condannare il regime iraniano per violazione di diritti umani e per crimini della guerra.
2 – condannare e bloccare i capi del regime iraniano e le persone che hanno ordinato arresti e uccisioni del popolo iraniano ad entrare nel Europa e Italia per fare propaganda per il regime
3 – aiutare gli iraniani d’Italia a lottare contro il regime islamico. Per esempio, aiutare iraniani per fare le denunce contro regime iraniano e le persone che hanno ordinato e hanno fatto gli atti violenti contro popolo iraniano.
4 - finire qualsiasi tipo di accordo e business con governo iraniano, perché i soldi sempre finiscono nelle tasche del regime e non sono spesi per iraniani ma anzi esattamente al contrario e vengono usati per uccidere e arrestare iraniani che cercano la libertà.

Il popolo iraniano durante la storia non ha mai dimenticato gli amici che aveva a fianco in momenti più difficili. L’Italia è sempre stata amica del popolo iraniano e supportando iraniani in questo periodo più scuro della storia della persia, terrebbe aperte le porte di amicizia tra iraniani e italiani per costituire un futuro migliore e illuminato."

Comunità Iraniana a Parma
18/01/2020

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Pubblicato in Cronaca Parma

Cibus Agenzia Stampa Agroalimentare: SOMMARIO Anno 19 - n° 01 05 gennaio 2020 -
Editoriale:  - 2020, 20 di guerra- Lattiero caseario. Stabili i derivati del latte - Cereali e dintorni. Mercati in attività, in attesa della firma USA/CINA - Cinghiali: è allarme trichinosi. - “Agricoltura reggiana, un 2019 di luci e ombre” - sicurezza alimentare... -


SOMMARIO Anno 19 - n° 01 05 gennaio 2020

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1.1 editoriale
2020, 20 di guerra
3.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Stabili i derivati del latte.
3.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
4.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Mercati in attività, in attesa della firma USA/CINA
5.1 cereali e dintorni tendenze.
6.1 sicurezza sanitaria Cinghiali: è allarme trichinosi..
6.2 sicurezza alimentare Micotossine oltre i limiti, ritirato il pane grattugiato.
7.1 ambiente  Spandimenti, agricoltori in difficoltà per le promesse non mantenute della giunta regionale dell'emilia romagna
8.12019, l’agricoltura reggiana “Agricoltura reggiana, un 2019 di luci e ombre”
9.1.1promozioni “vino” e partners
10.1 promozioni “birra” e partners

 

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Domenica, 05 Gennaio 2020 07:40

2020, 20 di guerra

Il nuovo anno non si è certamente aperto secondo i migliori auspici facendo intendere di non voler smentire il detto popolare che lo vorrebbe funesto
 
Di Lamberto Colla 5 gennaio 2020 - La bandiera con la mezza luna turca sventolerà in Libia a sostegno del Governo regolare accettato dall’Onu e dall’Italia e guidato da Fayez al-Sarraj

Dall’altra parte invece il generale Khalīfa Belqāsim Ḥaftar, l’uomo forte della Cirenaica e da sempre fedele a Gheddafi, che sta cercando di conquistare il potere con la forza e il sostegno imbarazzante della Francia, il solito splendido alleato.

A questo punto quanto potrà mai valere la diplomazia europea che vede contrapposte la seconda e terza forza economica fronteggiarsi, l’Italia con il Governo centrale di Tripoli e la Francia con i ribelli? E infine Il terzo incomodo, la Turchia, anch’essa appartenente alla NATO entrare prepotentemente nel conflitto senza alcuna autorizzazione, come di fatto nemmeno i Francesi chiesero ma dovettero confessare dopo che vennero scoperti dei missili nelle aree coperte dal generale Haftar.

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(nella foto centrale Trump e Soleimani quando si sfidarono nel 2018 su twitter in perfetto stile “Game of Thrones”: “Le sanzioni stanno arrivando novembre 5” scriveva Trump e ritratto di profilo Soleimani rispondeva “Venite vi stiamo aspettando”)

E poi l’IRAN che non perde occasione di stuzzicare gli USA e questa volta in territorio Iracheno andando a fomentare una rivolta contro l’ambasciata USA di Badgad dove un mercenario USA (contractor) ha perso la vita.

Poco più di 24 ore dopo la reazione USA, mirata e chirurgica, molto simile alle risposte israeliane agli attacchi dei palestinesi, ha colpito il convoglio che stava trasportando il numero due Iraniano, il Generale Qassim Soleimani, accreditato per diventare il leader supremo e capo dei Quds, i guardiani della rivoluzione, oltre al suo fedelissimo con il quale aveva aizzato la folla irachena contro gli USA.


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Ora la tensione è alle stelle e la diplomazia UE è spuntata a causa della Francia, della Turchia e dalla perdita di Federica Mogherini dalla posizione di Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, decaduta il 1° dicembre 2019 e ricevuto in carico dal 2014.

La guida della politica estera e di sicurezza comune dell’Unione Europea, solida e efficace, è oggi passata nelle mani dello spagnolo Josep Borrell che sembra voler proseguire lo stile dell’italiana, ovvero il laico, inutile silenzio.

 

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Pubblicato in Politica Emilia

Editoriale: - Venti di guerra provenienti dal "Golfo" - Lattiero caseari. Shock sui prezzi del latte, Burro e crema ancora in discesa - Cereali e dintorni. Prezzi in forte rialzo -Un violento temporale, con grandinata, si è abbattuto sulla bassa parmense - Molti danni - FOTO - L'Emilia Romagna ancora seconda per export... -

SOMMARIO Anno 18 - n° 24 16 giugno 2019
1.1 editoriale
Venti di guerra provenienti dal "Golfo"
2.1 lattiero caseario Lattiero caseari. Shock sui prezzi del latte, Burro e crema ancora in discesa.
2.1 Bis lattiero caseario Lattiero tendenze -
3.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Nervosismo sui mercati e recupero 6elle semine statunitensi.
5.1 cereali e dintorni USDA nel complesso rialzista
7.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Prezzi in forte rialzo
7.1 meteo Un violento temporale, con grandinata, si è abbattuto sulla bassa parmense - Molti danni - FOTO
7.2 pomodoro Protocollo d'intesa tra OI Pomodoro da industria del Nord Italia e Crea
8.1 export economia L'Emilia Romagna ancora seconda per export
8.2 ambiente acqua L'invaso sull'Enza non sarà l'unico,
9.1 sanità e zanzare Sanità. Stop alle zanzare
9.2 agricoltura Danni maltempo, via libera all'anticipo del 50% degli aiuti PAC
10.1promozioni "vino" e partners
11.1 promozioni "birra" e partners
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Domenica, 16 Giugno 2019 09:36

Venti di guerra provenienti dal “Golfo”

Ancora il petrolio al centro delle dispute tra paesi e in particolare questa volta è la tensione tra USA e IRAN a mettere paura.

di Lamberto Colla Parma 16 giugno 2019 - Da quando, lo scorso 23 aprile, gli Stati Uniti hanno posto l'embargo sul petrolio iraniano e obbligando i propri alleati strategici e commerciali a fare altrettanto, già diverse navi petroliere sono andate a fuoco.

Era il 12 maggio, quando quattro navi furono attaccare al largo degli Emirati Arabi Uniti, da un "attore statale" non meglio identificato, secondo le autorità di Abu Dhabi.
Mentre giovedi scorso due le petroliere sono andate in fiamme nel golfo di Ormuz e una sembra proprio sia stata colpita da un siluro, fortunatamente sopra il livello di galleggiamento, consentendo quindi all'equipaggio di essere portato in salvo.

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Navi iraniane e della quinta flotta americana, in zona da alcuni mesi, proprio a seguito delle aumentate tensioni con Teheran e il timore di una escalation nella sempre calda area africana, hanno tratto in salvo tutti i membri dell'equipaggio.

Salvo gli USA, che chiamano in causa specificatamente l'IRAN per gli attacchi alle 6 navi, nessun altro Stato, assegna le responsabilità a Teheran ma tutti convengono che gli "incidenti" , come la prima indagine ONU ha disposto, sulle prime 4 navi fossero avvenuti in modo "sofisticato e coordinato", ad opera di un attore "dotato di forti capacità operazionali, probabilmente un attore statale".

Fin dall'inizio gli Stati Uniti hanno invece accusato Teheran, che avrebbe l'obbiettivo di far salire il prezzo del petrolio, essendo colpita dalle pesanti sanzioni Usa. Anche per l'ambasciatore saudita all'Onu, Abdallah al-Mouallimi, "l'Iran porta sulle sue spalle la responsabilità degli attacchi", mentre per il rappresentante russo non è opportuno "precipitare a delle conclusioni" e che le inchieste proseguiranno.

E infatti, dopo gli attacchi del 12 maggio il prezzo del greggio aumentò sensibilmente per poi altrettanto rapidamente scendere nuovamente agli attuali 53$/barile, limite minimo che non veniva toccato da molti mesi.

L'attacco delle ore scorse inasprirà enormemente le tensioni nonostante la concomitanza della visita del premier giapponese Abe a Teheran, nel tentativo di conciliare un improbabile accordo tra USA e Iran.

Non c'è pace per questa regione orientale appoggiata sulle polveriere terroristiche e su quell'oro nero che non passa mai di moda ed è motivo di frequenti conflitti, quindi di drammi umani connessi, quando va bene, alla povertà e alla perdita di dignità e agli estremi di perdita anche della stessa vita.

E infine, una nuova guerra sarà l'ennesimo motivo per una rialzata di testa del terrorismo internazionale ai danni di un occidente diviso su tutto, persino sull'etica.

(frame da video gazzetta del sud - corriereTV)

 

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