Oltre 500 agricoltori di Coldiretti Emilia Romagna si sono radunati la mattina del 10 giugno sotto la Prefettura di Bologna per denunciare la grave situazione che sta colpendo due produzioni simbolo del Made in Italy e della Dieta Mediterranea: il grano duro e l'olio extravergine d'oliva. Una crisi aggravata dalle tensioni internazionali, dall'aumento dei costi di produzione e da importazioni prive di adeguate garanzie di trasparenza.
Una delegazione composta dai presidenti provinciali di Coldiretti Emilia Romagna, guidata dal presidente regionale Luca Cotti e dal direttore regionale Marco Allaria Olivieri, ha incontrato il Prefetto di Bologna, dott. Enrico Ricci, al quale è stato consegnato un documento contenente le proposte avanzate da Coldiretti per contrastare frodi, pratiche sleali e speculazioni lungo le filiere agroalimentari. Presente anche una delegazione di oltre 40 soci arrivati da tutta la provincia di Parma, guidata dal direttore Marco Orsi.
"L'agricoltura italiana non può essere lasciata sola di fronte all'azione di trafficanti e speculatori che alterano il mercato, comprimono i prezzi all'origine e mettono a rischio il lavoro delle nostre imprese", afferma il presidente Luca Cotti. "Gli agricoltori devono essere messi nelle condizioni di competere ad armi pari e i consumatori devono poter conoscere con certezza l'origine di ciò che acquistano”.
Al centro della mobilitazione il crollo dei prezzi riconosciuti agli agricoltori per grano duro e olio extravergine d’oliva. In Emilia-Romagna il grano duro interessa oltre 70 mila ettari e registra quotazioni sotto pressione proprio nel periodo della raccolta. Difficoltà anche per l’olio, penalizzato dal calo dei prezzi nonostante l’aumento dei costi di produzione. Una situazione che richiede maggiori controlli sulle importazioni e sull’origine delle materie prime.
"Le nuove tecnologie ci offrono strumenti concreti per contrastare le frodi alimentari e garantire la piena tracciabilità delle produzioni" sottolinea Orsi. "Difendere il Made in Italy significa investire nella trasparenza e dotare le autorità di strumenti moderni per colpire chi inganna il mercato e i cittadini".
Nel documento consegnato al Prefetto, Coldiretti chiede il rafforzamento dei controlli sull'origine delle produzioni agroalimentari, l'applicazione rigorosa della normativa contro le pratiche commerciali sleali e la vendita sotto costo, il contrasto alle frodi lungo tutta la filiera e l'introduzione di strumenti innovativi per la certificazione dell'origine dei prodotti.











































































