Lunedì, 25 Maggio 2026 09:44

Coldiretti a Strasburgo: grave errore non sospendere CBAM ed ETS, subito fondo straordinario per salvare produzione alimentare In evidenza

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Raccolti a rischio con +81% prezzi fertilizzanti, serve cancellare le follie da Green deal e puntare sul digestato.

Nonostante una crisi internazionale senza precedenti la Commissione Ue conferma di non voler compiere nessun passo indietro sul Cbam, il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, e sull’Ets, il mercato europeo delle quote di emissione di anidride carbonica dei fertilizzanti. Due strumenti climatici del Green Deal che stanno impattando negativamente sui costi di produzione per gli agricoltori e sui prezzi alimentari per i consumatori e che andrebbero sospesi immediatamente. E’ la denuncia della Coldiretti alla Commissione Europea durante la manifestazione che la scorsa settimana ha visto i giovani agricoltori di Coldiretti a Strasburgo per denunciare una situazione ormai insostenibile.

Coldiretti, infatti, chiede di creare un vero fondo europeo straordinario per compensare il caro fertilizzanti senza attingere alle risorse Pac, e di liberalizzare e semplificare l’uso del digestato agricolo. A causa del conflitto in Iran e la chiusura di Hormuz i prezzi dei fertilizzanti come l’urea sono rincarati dell’81% rispetto a un anno fa, mettendo in pericolo i raccolti, considerando anche gli aumenti del costo del gasolio agricolo. Il risultato sono aumenti fino a 250 euro a ettaro che riducono i redditi degli agricoltori, mentre aumentano i prezzi per i consumatori.

A pesare sulla tenuta del tessuto produttivo è ancora una volta l’assenza di una vera visione strategica europea per l’agricoltura - dichiara Luca Cotti, presidente di Coldiretti Parma -. Dinanzi a costi di energia e fertilizzanti fuori controllo e rischio di carenza di prodotto sul mercato, la Commissione Europea continua a difendere rigidamente le stesse logiche ereditate dal Green Deal, scaricando il peso della situazione sugli Stati e lasciando soli gli agricoltori”.

Infatti, nonostante i concimi pesino fino al 24% degli input intermedi nelle aziende con seminativi, si continua a puntare su resilienza industriale, decarbonizzazione e produzione “Made in Eu”, dedicando poco al reddito agricolo. Non si prevedono nuove risorse ma, anzi, si attingerà da quelle della Politica agricola comune, togliendo ancora una volta soldi agli agricoltori per affrontare la crisi.

L’unico segnale positivo arriva dall’apertura sull’uso del digestato, - conclude Cotti - una valida alternativa ai fertilizzanti chimici che può ridurre la dipendenza dall’estero e rafforzare l’economia circolare. Ora però serve accelerare e trasformare questa apertura in misure concrete, dando agli agricoltori la possibilità reale di utilizzarlo”.

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