Domenica, 03 Maggio 2026 08:08

Tempo di scelte post Covid, il 2025 riporta le imprese alla realtà In evidenza

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Di Mario Vacca Parma, 2 maggio 2026 - Il Covid oggi appare lontano. Un evento che ha segnato profondamente il tessuto economico e sociale, che avrebbe dovuto lasciare insegnamenti duraturi nella gestione dell’impresa e nella lettura del rischio. Eppure, con il passare del tempo, sembra essersi affievolita non solo l’emergenza, ma anche la memoria di ciò che avrebbe dovuto insegnarci.

Questo vale in modo particolare per molte realtà imprenditoriali, soprattutto di dimensioni contenute, dove emerge sempre più chiaramente la necessità di affiancare all’imprenditore una figura in grado di supportarlo nelle scelte quotidiane di gestione, comprese quelle più delicate legate alla continuità aziendale ed all’individuazione tempestiva del rischio.

In questo contesto si inserisce una scadenza tutt’altro che formale, il bilancio 2025 segna infatti la fine degli effetti della normativa emergenziale introdotta durante la pandemia con l’art. 6 del D.L. 23/2020, che aveva consentito alle società di sospendere temporaneamente gli obblighi civilistici connessi alle perdite rilevanti sul capitale.

Come noto, tale disciplina aveva previsto, per le perdite emerse nell’esercizio 2020, il rinvio al quinto esercizio successivo del termine entro il quale le stesse avrebbero dovuto essere ridotte a meno di un terzo del capitale sociale. Ciò significava, in concreto, congelare per un periodo straordinario gli obblighi previsti dagli articoli 2446 e 2482-bis del codice civile.

Ora quel periodo è terminato.

Il bilancio relativo all’esercizio 2025 rappresenta il momento in cui le società devono tornare a confrontarsi con la disciplina ordinaria: laddove le perdite non siano state riassorbite o ridotte nei limiti previsti, l’assemblea sarà chiamata ad assumere le decisioni conseguenti, tra cui la riduzione del capitale o altri interventi di riequilibrio.

Analoga considerazione vale per le ipotesi più gravi, disciplinate dagli articoli 2447 e 2482-ter c.c., relative alla perdita del capitale al di sotto del minimo legale. Anche in questi casi, la possibilità di rinviare gli interventi, concessa in via eccezionale, giunge a scadenza proprio nel 2025.

Ne deriva che la nota integrativa dovrà necessariamente dare conto delle determinazioni adottate, illustrando non solo le modalità di copertura delle perdite, ma anche gli effetti sul patrimonio netto e sulla sostenibilità prospettica dell’equilibrio finanziario.

Va ricordato, inoltre, che il meccanismo di sospensione è stato esteso anche agli esercizi successivi: le perdite 2021 dovranno trovare copertura entro il 2026, mentre quelle del 2022 entro il 2027. Ciò impone già oggi una rappresentazione chiara e trasparente delle posizioni ancora “sospese”, anche in relazione alla valutazione della continuità aziendale.

Proprio su questo punto si registra una delle principali criticità. In molte realtà, in particolare nelle micro e piccole srl, la normativa emergenziale è stata utilizzata con un approccio talvolta disinvolto, sfruttando la sospensione per far emergere componenti negative (come svalutazioni o rettifiche) che altrimenti avrebbero imposto interventi immediati sul capitale.

Il rischio, oggi, è che si sottovaluti la portata del ritorno alla normalità.

Proseguire l’attività senza considerare la cessazione della moratoria significa esporsi a conseguenze ben più rilevanti di una semplice perdita contabile. Gli amministratori, infatti, rispondono personalmente e solidalmente per i danni arrecati alla società, ai soci e ai creditori qualora vengano poste in essere nuove operazioni in presenza dei presupposti che imporrebbero interventi sul capitale o addirittura lo scioglimento.

La fine della sospensione, dunque, non è un passaggio formale, ma un momento sostanziale di responsabilità. Occorrerà valutare caso per caso le soluzioni più opportune: dalla riduzione del capitale, ai versamenti dei soci, fino – nei casi più critici – alla messa in liquidazione della società.

In definitiva, il 2025 non è più un anno di attesa, ma di decisione.

E proprio qui torna il tema iniziale: la gestione dell’impresa non può più essere affrontata in solitudine. Serve una visione, ma anche un supporto tecnico capace di leggere i segnali, anticipare i rischi e accompagnare l’imprenditore nelle scelte. Perché se il Covid ci ha insegnato qualcosa, è che ignorare i segnali non li fa scomparire: li rende solo più pericolosi

La Bussola d'Impresa - Mario Vacca
 
“Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito la cultura aziendale ed ho potuto specializzarmi nel management dell’impresa e contestualmente ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni ricoprendo diverse attività sino al ruolo di vice presidente.
Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho accettato di fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.
Le competenze acquisite mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza in qualità di Manager al servizio delle aziende per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari efficientando il controllo di gestione e la finanza d’impresa.
Un iter professionale che mi ha consentito di sviluppare negli anni competenze in vari ambiti, dalla sfera Finanziaria, Amministrativa e Gestionale, alle dinamiche fiscali, passando attraverso esperienze di "start-up", M&A e Turnaround, con un occhio vigile e sempre attento alla prevenzione del rischio d’impresa.
Un percorso arricchito da anni di esperienza nella gestione di Risorse Umane e Finanziarie, nella Contrattualistica, nella gestione dei rapporti diretti con Clienti e Fornitori, nella gestione delle dinamiche di Gruppo con soci e loro consulenti. 
Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di anticipare e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari delle attività.
Il mio agire è sempre stato caratterizzato da entusiasmo e passione in tutto quello che ho fatto e continuo a fare sia in ambito professionale che extra-professionale, sempre alla ricerca dell'innovazione e della differenziazione come caratteristica vincente.
La passione per la cultura mi ha portato ad iscrivermi all’Ordine dei Giornalisti ed a  scrivere articoli di economia pubblicati nella rubrica “La Bussola d’Impresa” edita dalla Gazzetta dell’Emilia ed a collaborare saltuariamente con altre testate.
La stessa passione mi porta a pianificare ed organizzare eventi non profit volti al raggiungimento di obiettivi filantropici legati  alla carità ed alla fratellanza anche attraverso  club ed associazioni locali. 
Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
Il mio impegno è lavorare sodo con etica, lealtà ed armonia.”
 
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