Di Francesca Dallatana Parma, 22 febbraio 2026 -
Entusiasmo calibrato dalla responsabilità della storia di famiglia. Alla quale rendere onore e tenere fede.
Se così non fosse l’energia si disperderebbe nei rivoli insidiosi dell’entropia dello stato nascente.
L’ingresso in azienda è energico e sicuro. Camminata decisa e una stretta di mano senza ritorno.
E’ metafora ma anche descrizione alla lettera della presentazione e dell’arrivo di Tommaso Moroni Zucchi.
Il dialogo-intervista per la Gazzetta dell’Emilia comincia in questo modo.
Sguardo dal guizzo curioso e in movimento in una spontanea e curata cornice di riccioli.
Non dimentica nessuna scrivania. Guarda in faccia e saluta ogni collaboratore.
Il parcheggio dell’automobile di fronte all’ingresso principale della palazzina direzionale di Socogas, all’ingresso di Fidenza, l’immediata disponibilità per una collaboratrice che chiede un confronto qui ed ora; poi le rampe di scale verso l’ufficio nel sotto tetto, di ispirazione nordica per la cura del legno faccia a vista, elemento architettonico centrale nel gioco spaziale delle postazioni di lavoro.
Arriva da Cortina, invitato da uno dei top client dell’azienda, costruttore della torcia olimpica: “Siamo stati sulla Marmolada. Abbiamo visitato il Museo della prima guerra mondiale. Oggi la temperatura era sotto lo zero di venti gradi. Resistere con i cappotti del 1915 era una sfida alla sopravvivenza. Combattere in quota ci ricorda il valore del sacrificio e della Patria.”
Alle pareti: manifesti politici di un tempo coniugato al passato remoto, sotto certi profili ancora attuali per il messaggio. Lo fa notare alla fine dell’intervista. La politica rappresenta una parte importante della sua vita, ma è un’altra storia rispetto all’azienda.
Re-start.
L’azienda la conosce da sempre. Perché è un impegno professionale di famiglia, da Renzo Zucchi in poi.
Il suo ingresso formale con un ruolo di alto spessore organizzativo affonda le radici nella tradizione di fabbrica.
Tommaso Moroni Zucchi ha vissuto e osservato da dentro la Socogas fin da bambino. Un impegno del gruppo familiare d’origine, quindi anche il suo.
All’azienda ha dedicato una ricerca originale a conclusione del suo percorso di studi universitari, alla facoltà di giurisprudenza della Bocconi di Milano. Ha dedicato la tesi al processo di riorganizzazione e razionalizzazione. Nel 2023 si laurea e nello stesso anno l’azienda formalizza il suo ruolo: affari legali, acquisti, relazioni esterne, marketing e comunicazione. Particolare attenzione alle ultime due deleghe, fondamentali per sviluppare ulteriormente la relazione con la rete sociale e territoriale.
Il “la” d’inizio.
Per parlare dell’azienda di oggi è necessario ritornare alle battute iniziali.
“Renzo Zucchi si è diplomato all’istituto tecnico di Cremona intitolato a Rosa Maltoni, durante la seconda guerra mondiale. Andava a scuola in bicicletta da Fidenza. Avevano bombardato il ponte sul Po. Arrivati al fiume c’era Caronte che caricava gli studenti e le biciclette e li portava sull’altra riva. Una volta diplomato, Renzo ha cominciato a lavorare qui, nello stabilimento che adesso è un deposito. Imbottigliava le bombole domestiche che si vedono ancora in giro. La Total ha notato la capacità organizzativa e commerciale del giovane collaboratore. Gli fa un’offerta per l’acquisto del piccolo stabilimento. E gli propone un’assunzione. Renzo diventa un dirigente a ventisette anni. Vende il piccolo stabilimento che aveva messo in piedi per trasferirsi a Milano, dove per sei anni è stato un dirigente della Total.”
Milano è la città delle prime soddisfazioni: la famiglia, i figli, una casa, un’automobile. E le sollecitazioni della grande città a metà del decennio del boom economico e demografico. Fino al 1967, quando Renzo Zucchi comunica alla moglie la volontà di licenziarsi, acquistare il piccolo stabilimento che aveva venduto alla Total. Vuole ripartire da sé stesso.
Piano di volo e punti di svolta.
Socogas inizia il suo viaggio. E’ il 1967. Da qui fino al 2000 Renzo Zucchi organizza l’azienda e decide. Nel 2000, dopo un precedente ingresso graduale ma tenace entra Patrizia Zucchi, oggi Presidente e amministratore delegato. E’ la figlia dell’innovatore Renzo.
E’ il primo significativo punto di svolta: “Socogas - fa notare l’intervistato -era un’azienda che aveva bisogno di uscire dalla mentalità padronale, pur rimanendo impresa di famiglia, in nome di un nuovo approccio di natura manageriale”
Dal 2000 in poi la trasformazione continua, saldamente appoggiata alle fondamenta dell’inizio.
Tommaso Moroni Zucchi scatta un’istantanea dell’attività aziendale: “Il core business dell’azienda è la commercializzazione del Gpl in piccoli serbatoi per famiglie e per imprese: dal cliente finale fino al grande gruppo industriale. Oggi è una multi-utility dell’energia: distributori che entro due mesi saranno 150 sulla rete stradale e autostradale italiana del centro nord Italia; lubrificanti per auto-trazione e per industria; il trasporto: il trentacinque per cento del Gpl in Italia lo trasportiamo noi, non solo per noi ma soprattutto per terzi, per Eni e per Q8. Il trading: compriamo e rivendiamo navi e treni e autobotti di carburanti, Gpl o metano o benzina. Siamo fornitori di energia elettrica.”
Molto radicata nel Paese, l’impresa conta diversi Socogas Point sul territorio nazionale, in particolare in Emilia Romagna, in Liguria in Veneto, Piemonte e Toscana. Nel corso degli ultimi anni ha vissuto una significativa espansione, conseguenza di diverse acquisizioni di altre società.
Socogas è un relè – direbbero i sociologi dell’organizzazione – tra l’utente finale e le tecnologie che cambiano, espressione del mutamento socio-economico e geo-politico senza dimenticare l’ambiente.
“Ci occupiamo - continua l’intervistato - di approvvigionamento ma anche di efficientamento energetico. I collaboratori che si occupano della relazione con il cliente sono consulenti energetici. Valutano le esigenze, propongono un’analisi costi-benefici e individuano insieme al cliente una soluzione adeguata rispetto al bisogno.”
Formazione e consulenza.
La consulenza energetica proposta ai clienti finali è formazione vera e propria.
Incalza il dirigente: “Proponiamo gratuitamente la consulenza. Significa fare informazione sul tema.
Il gas è gas, chiunque lo venda. A fare la differenza è il servizio, il dialogo, la correttezza della fornitura, la compliance. Cioè la conformità. Abbiamo ottenuto nel 2025 la certificazione Assium, che indica l’affidabilità dell’azienda.” Tradotto: l’azienda fa ciò che dice e dice ciò che fa, ovvero: mantiene la parola data.
Raggiunta la certificazione Assium, Socogas si è impegnata ad organizzare la Scg Academy con l’obiettivo di continuare a formare i consulenti, i così detti Utility Manager con certificazione in linea con il Quadro Europeo delle Qualifiche. Formazione in azienda e sensibilizzazione sul territorio, che richiede informazione e l’avvicinamento ad un approccio tecnico-scientifico.
Un balzo fuori dal perimetro commerciale di Socogas: “Si è cercato di fare passare l’idea che l’elettrone fosse la soluzione unica della richiesta energetica. Non è così, dal mio punto di vista. La risposta all’articolato bisogno energetico sta in un ventaglio di possibilità, cioè la coesistenza di diverse fonti di energia e l’utilizzo ragionato di quella più adeguata a fronte delle esigenze.”
Per le nuove generazioni di cittadini.
Rapporto con il territorio e sensibilizzazione sono temi molto presenti nell’impegno di Socogas. Tommaso Moroni Zucchi ricorda il sostegno dell’azienda a diverse attività di impronta sociale e culturale.
Si sofferma sulle prossime azioni di sensibilizzazione e formazione: “Stiamo organizzando una campagna di sensibilizzazione rivolta alla scuola primaria collegata a una delle ultime nostre sfide aziendali: la produzione del bio-metano. Immettiamo bio-metano nella rete più vicina. Il bio-metano è prodotto da bio-massa.
La circolarità dell’economia è il tema che affronteremo con gruppi di giovanissimi studenti. Dallo scarto dell’agricoltura si può ricavare energia. Un residuo della filiera produttiva, per esempio del settore agricolo, diventa fonte di energia.
Come lo raccontiamo a un bambino? Giocando.
Cercheremo i luoghi sporchi e li ripuliremo, organizzati in squadre di lavoro con i bambini che indosseranno i mantelli con la esse di Superman oppure di Socogas. Alla fine della ripulitura dell’ambiente condotta manualmente regaleremo alcuni gadget e non saranno casuali: una torcia oppure un oggetto che si illumina. A dimostrazione che tutto ciò che consideriamo residuale, cioè un rifiuto, può essere riportato nella circolarità virtuosa di un’economia consapevole e rispettosa dell’ambiente per noi e per le generazioni future.”
Sconfinamento.
La responsabilità sociale richiede uno sconfinamento fattuale dai numeri del bilancio economico, oltre il profitto. E’ necessario guardare oltre l’impresa e pensare al territorio come sistema intrecciato alla vita dell’organizzazione.
I serbatoi Socogas sono presenti in diversi Comuni della provincia, in collina e in montagna, proprio dove lo spopolamento allenta la vitalità socio-territoriale.
Tra la sede di Fidenza e un territorio al confine della provincia come Bedonia la collaborazione è possibile.
Ci tiene particolarmente, Tommaso Moroni Zucchi, a descrivere l’aspetto inter-organizzativo: “Una delle funzioni aziendali che abbiamo valorizzato dal 2020 e con maggiore forza dal 2023 in poi è la comunicazione, quella interna all’azienda e anche quella esterna. La comunicazione esterna ci ha permesso di individuare società con le quali abbiamo deciso di camminare insieme. Avremmo potuto affidare il servizio di prenotazioni consulenze, di richiesta approvvigionamenti e di customer service alla voce anonima di una macchina. Invece abbiamo deciso di sottolineare l’importanza della comunicazione con il cliente e l’abbiamo affidata alla cooperativa Teres. Si trova a Bedonia; il team è composto da un gruppo di operatrici. Il gruppo di lavoro risponde al telefono in nome e per conto di Socogas e si occupa di una parte importante e delicata della comunicazione tra l’azienda e l’esterno: la relazione con il cliente, con l’utente finale. Affidarlo ad una cooperativa esterna significa dare valore al rapporto di fiducia con il territorio. Abbiamo creato occupazione in un Comune al confine estremo della provincia di Parma.”
L’indotto non è residuale rispetto alla gestione aziendale.
Il team verso il futuro.
Il gruppo di lavoro si allarga. Cambiano le competenze. Si abbassa l’età media. Comunicazione e formazione: strumenti per antonomasia nella costruzione di una sempre più capillare relazione con il territorio. Cambia anche il rapporto con i dipendenti. “Con i collaboratori si è instaurato un rapporto molto diretto e di amicizia, pur consapevoli che si tratta di un rapporto di lavoro”, dice Tommaso Moroni Zucchi, dopo che diversi collaboratori si affacciano alla porta aperta dello studio per salutare prima di uscire dall’azienda.
Una famiglia di collaboratori, la Socogas. One family, many energies.
Uno slogan: non solo parole, ma un modo nuovo di fare squadra. Dentro l’azienda e anche fuori.
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(Link rubrica: La Biblioteca del lavoro e lavoro migrante ” e Gente di Fabbrica https://gazzettadellemilia.it/component/search/?searchword=francesca%20dallatana&searchphrase=all&Itemid=374
https://www.gazzettadellemilia.it/component/search/?searchword=lavoro%20migrante&ordering=newest&searchphrase=exact&limit=30)
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