Vincenzi (ANBI): “Competenze e capitale umano dei Consorzi di bonifica si confermano stella polare nella ricerca e nell’innovazione per la qualità delle acque irrigue e in favore di un’agricoltura resiliente”
29 Gennaio 2026 – Come gli strumenti basati sull'intelligenza artificiale (AI) possono favorire una politica europea più efficiente in materia di risorsa idrica e agevolare nei capillari processi decisionali fondati sulla ricerca per tutelare la qualità delle acque? Una prima risposta, dal respiro internazionale, giunge oggi da Bologna dove, presso il Dipartimento di Storia e Culture dell’Università, 80 tra i migliori ricercatori europei in materia di acqua, agricoltura, clima e intelligenza artificiale provenienti da tutta Europa (Svezia, Finlandia, Belgio, Paesi Bassi, Germania e, appunto, Italia tra i paesi presenti) si sono riuniti per confrontarsi sulla gestione della sostenibilità delle risorse idriche, sulle criticità causate dal cambiamento climatico e sulle soluzioni in favore di un'agricoltura resiliente ed efficiente in occasione dell’incontro “Innovazione e AI per la Tutela della Qualità dell’Acqua: Discussione Aperta sui Risultati di FARMWISE”.
FARMWISE (acronimo di Future Agricultural Resource Management and Water Innovations for a Sustainable Europe) è un progetto europeo finanziato da Horizon-Europe per un importo di 5,8 milioni euro, della durata di 36 mesi (si concluderà alla fine del 2026) e che vede capofila l’Università di Lund (Svezia). I suoi ambiziosi obiettivi puntano ad un miglioramento del processi decisionali attraverso lo sviluppo di un software basato sull'intelligenza artificiale che aiuterà i decisori politici e le autorità ad effettuare scelte più informate per la gestione dell'agricoltura e delle risorse idriche sulla base di dati affidabili e quantitativi; ad una gestione migliorata della qualità dell'acqua grazie all’integrazione di database pertinenti e tecnologie avanzate quali biosensori intelligenti e indicatori basati sulla bioluminescenza che miglioreranno l’accuratezza della modellazione della qualità dell’acqua, anche in relazione ai contaminanti emergenti; ad un’analisi di diversi scenari di cambiamenti climatici sul territorio grazie al sistema di supporto alle decisioni in grado di fornire le opzioni più vantaggiose a seconda delle diverse esigenze; e ad un approccio Human-in-the-loop che permetterà di coinvolgere l'utilizzatore finale nel ciclo di generazione delle informazioni necessarie.
Tra i numerosi partner internazionali che collaborano al progetto, per l’Italia c’è il Consorzio CER, impegnato nello sviluppo di tre innovazioni di rilievo, come sottolineato dalla direttrice generale Raffaella Zucaro: “Fornire informazioni utili sull'impatto della fertilizzazione sulla qualità dell'acqua e sui rischi di inquinamento attraverso degli indicatori per un modello di gestione idrica sostenibile; valorizzare i rifiuti organici tramite produzione di Biochar per migliorare la qualità di suolo ed acqua; implementare dei biosensori, sviluppati dall’Università di Bologna, grazie ai quali sarà possibile il rilevamento di contaminanti nell'acqua”.
Oltre ad ANBI, a coordinare i Consorzi di bonifica impegnati nelle attività progettuali c’è l’Università di Bologna, grazie ai dipartimenti di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (DISTAL) e di Chimica "Giacomo Ciamician" (CIAMICIAN). È stato Attilio Toscano, professore ordinario di idraulica agraria presso Unibo e responsabile scientifico delle attività di FARMWISE nel contesto italiano, a sottolineare il valore scientifico del progetto e l’importanza del legame tra ricerca e territorio: “Farmwise rappresenta un esempio concreto di come la ricerca applicata possa fornire strumenti innovativi e scientificamente solidi per la tutela della risorsa idrica. La collaborazione con i Consorzi di bonifica è strategica, perché consente di trasferire conoscenze, dati e tecnologie avanzate direttamente nei contesti operativi, dove la gestione dell’acqua è una sfida quotidiana. Questo dialogo continuo tra mondo accademico e soggetti gestori è fondamentale per garantire qualità delle acque, sostenibilità ambientale e resilienza dei sistemi agricoli di fronte ai cambiamenti climatici”.
Sono poi intervenuti al meeting Marina Baldini (Consorzio di Bonifica della Romagna) trattando il tema “Qualità dell’Acqua: La prospettiva dei Consorzi di Bonifica”; Luca Gelsi (Coldiretti Emilia-Romagna) illustrando una relazione su “Bioeconomia e Cambiamenti Climatici”; Tonino Liserra (Anbi Emilia Romagna) che ha presentato la ricerca “Big Data e AI per la Gestione dell’Acqua”; e il presidente di Anbi e Anbi Emilia Romagna, Francesco Vincenzi, che ha evidenziato: “Le competenze tecnico-scientifiche dei Consorzi di bonifica italiani si confermano stella polare della ricerca e dell’innovazione volte al miglioramento della qualità delle acque irrigue e in favore di un’agricoltura innovativa e resiliente. Lavoriamo con il massimo impegno coordinando il nostro robusto know-how e il prezioso capitale umano con tutti i portatori d’interesse”.
[Materiali allegati:
- n. 2 foto: un momento del convegno di oggi e la collettiva con i relatori e i ricercatori partecipanti al meeting del progetto FARMWISE;












































































